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IstantBird ed il branco dei pappagalli

Mi sembra di essere tornato a qualche tempo fa, quando la Mozilla Foundation era in procinto di rilasciare la versione 2.0 di Firefox.

Stavolta il protagonista è Instantbird, programma di messaggistica istantanea basato su Gecko, XUL e librerie Pidgin (ex-Gaim).

Cos’è Instantbird?

Chiamatelo “imitazione“, chiamatelo novità, chiamatelo doppione. Instantbird altro non è che un client che replica le funzioni basilari di Pidgin e permette di connettersi ai vari servizi di IM attraverso un’interfaccia che sfrutta il motore rendering di Firefox (Gecko), la programmazione XUL per gli addon (estensioni e temi, guarda caso :) ) e le librerie libpurple prese da Pidgin (connessione simultanea tra programma e server dei servizi).


Configurazione / Connessione, clicca per ingrandire

Queste le mie impressioni a caldo:

In ogni caso Instantbird non ha nulla a che fare con Mozilla Foundation e non è stato sviluppato da nessun membro facente parte del loro staff. Si tratta di una idea di due ragazzi che vengono citati anche nel footer del sito ufficiale: “© 2007 – Florian Quèze and Quentin Castier“:

It uses the Mozilla rendering engine to display IMs, and the Pidgin libpurple to connect to the different networks.

Perché pappagalli?

Molti blog e siti “informatici” italiani tendono a copiare tra di loro le notizie. E’ una pratica molto diffusa che già non poche volte ha portato a vere e proprie gaffe evitabili con un attimo in più di attenzione.

Il caso di Instantbird non fa eccezione. Tutto è partito da una notizia su un blog spagnolo dove nel titolo viene specificato “Intantbird, el mensajero instantáneo basado en Mozilla“:

puntogeek.com/2007/10/19/intantbird-el-mensajero-instantaneo-de-mozilla

Una occhiata quindi al significato italiano della parola “basarsi“:

AD fondarsi, incentrarsi: il suo giudizio si basa su criteri oggettivi | estens., rifarsi nel proprio comportamento, nelle proprie valutazioni: b. sul giudizio altrui

De Mauro

Indi per cui “basato” non vuol dire “fatto da“.

A questo punto inizia l’avventura dei malcapitati partendo da un paio di fonti punto di riferimento per i “pappagalli“:

A questi si aggiungono i pappagalli dei pappagalli:

Benedetti figlioli. Cosa mai vi costerà spendere qualche minuto in più ed evitare di copiare le notizie di sana pianta? Se proprio volete farlo perché “fa figo pubblicare qualcosa in casa propria“, controllate almeno che le fonti siano attendibili!

Cheers.

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