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Shopping coupon: fan e followers oggi al 50% (Social Wars)

Pur non riponendo in MCC tutta la stima di questo mondo (parere squisitamente personale, ndr), bisogna ammettere che il polverone alzato è notevole e la discussione che occupa oggi le prime pagine delle testate giornalistiche online è interessante seppur esagerata.

Tutto sommato non ha fatto altro che rispolverare cose sapute, come la scoperta dell’acqua calda che passa da una ben definita cerchia di persone informate ad un più vasto pubblico, al mainstream.

Che le aziende acquistino o meno proseliti direttamente o per mezzo di agenzie è più o meno affar loro, non si può realmente stabilire se quella fantomatica statistica tirata fuori dal cappello sia reale o messa li “tanto per fare numero e attirare l’attenzione“. I siti web riportati in questo articolo del corriere corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_16/compravendita-follower-fan-facebook-twitter_1d5ee5ec-9f8e-11e1-b258-f2fcbb76be58.shtml sono già “noti” da diverso tempo, altri non sono stati nominati, così come altri tipi di acquisti che possono essere portati a termine da chi lo desidera (l’acquisto non si ferma certo a fan di Facebook o followers di Twitter).

Chi non ce la fa con le proprie forze può decidere di “investire” sull’acquisto di notorietà virtuale, pur continuando a produrre contenuti di scarso interesse o più semplicemente interessanti solo per un gruppo estremamente ristretto di reali fan, probabilmente clienti di uno specifico marchio o servizio soddisfatti o meno del prodotto in loro possesso.

Il mio dubbio resta però uno solo: sulla base di cosa MCC stabilisce che l’80% delle aziende hanno acquistato o continuano a farlo regolarmente, oltre tutto consenzienti nel caso in cui queste si appoggino ad agenzie esterne? Conosco qualche agenzia del settore, persone che lavorano sodo ogni giorno e non ricorrono a metodi più semplici per ottenere un risultato… quante altre agenzie più o meno valide ci sono la fuori? Ma soprattutto quante invece ricorrono a metodi poco ortodossi per raggiungere il traguardo?

Non che io approvi questo tipo di scorciatoie, eppure la cosa non mi meraviglia affatto, in un mondo dove per tutto ” il resto c’è Mastercard” questo è uno dei tanti servizi messi a disposizione del cliente finale, pensare di poter basare la propria credibilità sul numero di fan su una sterile pagina Facebook o i “discepoli” raccolti tramite Twitter è fondamentalmente stupido.

La vera reputazione online o offline che sia è costituita e continuamente costruita dai clienti, quelli che in prima linea sanno dirti esattamente se quel marchio li rispetta e propone loro buoni prodotti e un’assistenza precisa e puntuale. Facebook e Twitter sono solo due tra i tanti strumenti messi loro a disposizione per raggiungere il cliente, per avere un rapporto più diretto, immediato, più facilmente sfruttabile al giorno d’oggi.

Sprecare 50$ per dimostrare quanto sia semplice acquistare dei fantasmi non serve a nessuno, chi ne spende ancora di più e sfrutta quel valore per vendersi (e magari ci riesce anche) viene puntualmente scoperto e messo in un angolo, è davvero così vantaggioso prendere la scorciatoia?

My 2 cents.

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