Firefox: nuova scheda? Aprila a destra dell’attuale (Always Right)

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Fine settimana, solito (più o meno) appuntamento con una pillola che può tornarvi utile, ancora una volta dedicata al mondo Mozilla (Firefox nello specifico). Il comportamento di default del browser, nel caso in cui vogliate aprire una nuova scheda, sarà quello di farla comparire in fondo alla fila. Nulla di cui preoccuparsi se siete abituati a tenere una o due schede al massimo durante una sessione di navigazione, decisamente più seccante se quella fila conta almeno 20 o 30 schede, magari di più in diversi ambienti grazie all’aiuto del raggruppamento nativo del browser. Il problema è aggirabile tramite un componente aggiuntivo che non richiederà neanche il riavvio di Firefox.

firefox_new_tab_full

A parte il faccione poco rassicurante dello sviluppatore, l’estensione “Always Right” si comporta piuttosto bene e fa il suo lavoro, si scarica gratuitamente da AMO all’indirizzo addons.mozilla.org/it/firefox/addon/always-right. Installatela, attendete che l’operazione venga completata e provate ad aprire una nuova tab, sin da subito otterrete il risultato tanto cercato.

Buon fine settimana :-)

Microsoft Office Picture Manager 2010: scaricarlo e installarlo gratuitamente

Incluso inizialmente in un ormai dimenticato Microsoft Office 2003 e mantenuto fino alla suite antecedente all’attuale (Microsoft Office 2010, ndr), Microsoft Office Picture Manager è quel programma che nessuno ammetterà mai di utilizzare. È lo strumento perfetto per editare immagini, roba assolutamente di base sia chiaro, ma è rapido, gratuito, tutto sommato preciso se si sa mettere le mani ai suoi tool per ottenere il risultato desiderato. Non potrà mai sostituire il mio GIMP o un Photoshop, è un entry-level che sfortunatamente non esiste più in Microsoft Office 2013.

Volendolo riportare sulla mia attuale macchina da lavoro ho scoperto che non serve andare a recuperare una vecchia ISO di installazione di Office 2010, basta scaricare Microsoft SharePoint Designer 2010 direttamente dal sito di Microsoft, completamente gratis e senza necessità di alcun codice di licenza.

Il pacchetto è attualmente disponibile in versione 32 bit (in italiano) all’indirizzo microsoft.com/it-it/download/details.aspx?id=16573 ed a 64 bit (sempre in italiano) all’indirizzo microsoft.com/en-us/download/details.aspx?id=24309. Non credo ci sia bisogno di dirlo ma sappiate che non andrà in alcun modo a rompere le scatole all’installazione di Office 2013. Scegliete un’installazione personalizzata, disattivate l’installazione di tutti i moduli principali, espandete la voce Strumenti di Office e scegliete di installare solo Office Picture Manager:

OfficePictureManager2010-Personalizzata

Procedete e attendete la fine del processo. Al termine potrete finalmente avviare la piccola utility di Microsoft (reperibile anche da tasto destro / apri con), scegliete di sottoscrivere eventuali aggiornamenti del software (anche se non ce ne saranno in futuro) ed il gioco è fatto :-)

Office 365: la vostra suite è adatta all’utilizzo?

Ancora oggi mi capita di discutere con conoscenti e colleghi di altre società che chiedono se possono usare i servizi messi a disposizione da Office 365 senza cambiare la suite Office installata sulle macchine del parco aziendale. La risposta -in linea di massima- è si. Questo perché Microsoft garantisce una compatibilità pressoché completa tra Office 365 e Microsoft Office 2007, 2010 e -ovviamente- 2013, quest’ultimo nativo e senza necessità di alcuna modifica o patch che vada a colmare eventuali lacune, sono esclusi tutti i Microsoft Office inferiori (anche perché usciti completamente dal supporto più di quanto non lo sia già il 2007).

Cosa c’è da fare allora?

Microsoft mette a disposizione degli utenti 365 uno strumento in grado di analizzare l’attuale stato di patching della propria suite Office e cercare cosa manca all’appello per una corretta connessione al servizio in cloud. L’applicazione è scaricabile dalla propria WebMail 365 entrando nelle Impostazioni di Office 365:

ImpostazioniOffice365

quindi Software ed infine Desktop Setup (ho la dashboard amministrativa in inglese, dovrebbe differire molto poco in italiano, ndr):

Office365-DesktopSetup

Facendo clic su Set up partirà il download del software di cui vi parlavo inizialmente, si tratta di una piccola interfaccia grafica che vi guiderà all’analisi ed eventuale download / installazione delle patch che mancano all’appello per potersi connettere ai servizi cloud di Microsoft tramite una vecchia versione della loro suite Office. Ad analisi terminata vi verranno restituiti i risultati a video (pazientate qualche minuto se necessario), questi saranno visibili nell’elenco “Number of important updates“:

Office365-DesktopSetup1

Il PC potrebbe essere riavviato in questa fase. Non preoccupatevi, sarà in grado da solo di riavviare ancora una volta l’applicazione e terminare il lavoro fino alla conferma finale che vi permetterà così di sfruttare la vostra suite Office per collegarvi ai servizi di 365:

Office365-DesktopSetup2

Facile, leggero, abbastanza veloce, è il metodo migliore quando si ha a che fare con poche macchine da preparare al “salto“. Diversa è la questione quando si ha a che fare con molte macchine. In quel caso il suggerimento è quello di segnarsi i KB delle patch rilevate dal programma e metterle in distribuzione tramite WSUS o altri strumenti (nel caso manchi il server di patching centralizzato), vi potrà tornare sicuramente utile anche questo documento ufficiale di Microsoft: community.office365.com/en-us/w/manage/updates-to-outlook-2010-and-outlook-2007.aspx.

Buon lavoro!

Parrot Flower Power

Flower_Power_Blue_5197BAvete presente quando sulle etichette degli abiti vengono riportate temperature e dettagli per il lavaggio seguite dalla dicitura “oppure dallo alla mamma, lei saprà cosa fare“? (per capirci: questo), è solo uno dei tanti esempi di una generazione forse non del tutto abituata a sapersi arrangiare, a sapersi prendere cura di ciò che la circonda. Ciò che viene troppo spesso dimenticato è quella piccola compagna verde che ci è stata -magari- regalata, messa sul balcone o sulla finestra di casa e lasciata lì a morire, una pianta. Non starò a farvi la prosopopea del quanto sono utili e belle le piante da appartamento, per quello esistono decine di siti web più o meno specializzati, a me tocca la tecnologia ed è quello di cui parliamo oggi grazie a Parrot.

Parrot Flower Power

È il nome del prodotto che qualche tempo fa ormai mi è stato inviato per un test insieme ad una pianta che potesse rendere più colorato l’ambiente e più sana l’aria di casa. Si tratta di un sensore in grado di monitorare la vita della pianta e le sue esigenze, una sorta di smartband per l’umano, in grado quindi di verificare la necessità di acqua, fertilizzante ed esposizione alla luce per permettere al verde amico di crescere sano e bello. Una sciocchezza? Tutt’altro. Considerato un prodotto di cui vantarsi da Apple (che lo ha inserito in una delle sue ultime pubblicità dedicate all’iPhone, ndr) il Parrot Flower Power è un accessorio dalle dimensioni contenute che va ad inserirsi all’interno del terriccio che ospita e nutre la pianta (fino alla fine del sensore a forchetta subito prima che cominci la plastica di copertura dell’elettronica) e che grazie alla batteria (una singola AAA, inclusa nel pacchetto, che tipicamente si usa anche per i telecomandi dei televisori o simili) permetterà di sfruttare un’autonomia dichiarata di 8 mesi circa durante i quali potrete scaricare i dati della pianta sul vostro smartphone e sincronizzarli con i server del servizio, davvero niente male :-)

Il funzionamento una volta messo in moto è davvero banale, vi basterà scaricare l’applicazione sul vostro dispositivo Apple (già ben rodata) o sul vostro Android (ancora in beta) e collegare il sensore che si renderà visibile tramite connessione bluetooth (state quindi nel raggio della pianta). Identificate la pianta grazie al corposissimo database messo a disposizione da Parrot e impostatela, verranno così caricate le caratteristiche e le sue necessità così che il sensore possa aiutarvi a rispettare scadenze ed esigenze. Molto probabilmente al primo accesso vi verrà richiesto di aggiornare il firmware del sensore, un’operazione che viene gestita direttamente dallo smartphone, basta lasciarlo operare e portare pazienza perché il tutto potrebbe richiedere qualche minuto:

Parrot Flower Power 470

A questo punto siamo pronti, vi presento “Sun” (banale, ma quel bel colore dei fieri mi ricordava il sole) in tutto il suo splendore:

L’applicazione sarà in grado di mostrarvi tutte le necessità della pianta grazie ai sensori contenuti all’interno del Flower Power. Questo sarà in grado di misurare l’esposizione solare, la temperatura dell’aria, il livello di fertilizzante e l’umidità del suolo, quindi in base al posizionamento della pianta (in casa o fuori dalla finestra / balcone, ndr) suggerire ogni mossa e ricordarvi ogni passo da fare per permettere alla pianta di crescere nella miglior “forma possibile” ;-) Troppo caldo? Le notifiche sul telefono vi suggeriranno di spostare la pianta altrove. Poca acqua nel terreno? È il momento di darle da bere e confermare -sempre tramite applicazione- di aver provveduto a dissetarla e così via. Grazie ad un monitoraggio Live potrete immediatamente rendervi conto dello stato di salute della pianta oppure potrete dare un’occhiata di tanto in tanto grazie alla possibilità di scaricare i dati sullo smartphone (il quale poi li sincronizzerà con i server di Parrot) e ottenere quindi l’agenda sul da farsi nei successivi giorni. Alcuni grafici molto intuitivi e completi vi aiuteranno a visualizzare l’andamento delle vostre cure.

Inutile dire che il sensore Parrot Flower Power è adatto a ogni situazione e totalmente resistente all’acqua se deciderete di utilizzarlo nel giardino di casa o magari nell’orto (nel database sono presenti una gran quantità di piante da frutto e non solo). Se dovessi trovare delle pecche nel prodotto probabilmente mi lamenterei del fatto che i dati non possono attualmente essere trasmessi direttamente ai server di Parrot (magari via WiFi, basterebbe un’antenna e la possibilità di scrivere una configurazione nel dispositivo) così da poter essere scaricati o semplicemente consultati ovunque ci si trovi e del prezzo dell’accessorio che in alcuni casi, se si vuole provare a tenere monitorate più piante, potrebbe diventare alquanto importante nella valutazione finale di acquisto (si parla di poco meno di 50€ per ciascun sensore, provate a moltiplicare per il numero di sensori desiderato!). Oltre ciò, nulla da dichiarare: il prodotto funziona, i dati sono facili da leggere così come le richieste via applicazione, una soluzione che potrebbe “insegnarvi” a prendervi cura correttamente delle vostre piante, se poi avesse quel database così ricco di informazioni localizzato anche in italiano guadagnerebbe quell’ulteriore punto che attualmente manca all’appello.

Promosso con riserva, un gadget molto carino e che attualmente non ha competitor dello stesso livello e con lo stesso prezzo.

WordPress: Wp Super Cache e le pagine presentate con il template mobile

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Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

splatter-grunge-wordpress-logoVi parlerò presto (spero) dell’importanza di avere a bordo Wp Super Cache (soprattutto quando si sceglie un hosting condiviso) e di una sua corretta configurazione (basata sempre e comunque su ciò che mette a disposizione il provider, ndr), questo è il classico consiglio del fine settimana a bruciapelo che potrebbe salvare qualche prezioso minuto della vostra vita nel caso in cui incorriate nel mio stesso -banale- errore ;-)

È iniziato tutto con un messaggio di Andrea qualche tempo fa che mi diceva che il blog presentava il template mobile anche navigandolo da un browser Desktop, anomalia apparentemente limitata a lui, in realtà riscontrata anche da me in seguito utilizzando un diverso browser e niente lettura dalla cache. Ho trovato il tempo di dare un’occhiata a possibili problemi simili dovuti al plugin (avevo rilevato che cancellando i dati da Settings / WP Super Cache / Contents  tutto si risolveva, ndr) e ho trovato una discussione che ha fatto al caso mio: wordpress.org/support/topic/wp-super-cache-serves-wrong-version-mobile-to-desktop-desktop-to-mobile.

L’errore stupido: non dire al plugin che utilizzavo il tema mobile di Jetpack nel caso in cui rilevasse una connessione da smartphone o tablet, passo tanto banale quanto fondamentale da fare nelle impostazioni del plugin (Settings / Wp Super Cache / Plugins):

Wp Super Cache Plugin - Jetpack Mobile Theme

Occhio anche a WPTouch, nel caso in cui aveste scelto lui al posto del tema proposto da Jetpack. Una volta abilitata l’opzione specifica per il plugin salvate e andate ad eliminare i dati già in cache per rimettere tutto in sesto ;-)

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