Tray di Windows: icone sparite o invisibili? Ecco il fix!

MicrosoftFIX_IT1Mi è capitato raramente in passato, si tratta di un problema tanto fastidioso quanto banale da risolvere. Le icone nella tray di Windows diventano senza apparente motivo invisibili, spariscono, impedendo di fatto l’accesso alle stesse (pensate all’icona della rete che impedisce così di accedere al WiFi o quella del volume, ecc.).

Una situazione molto simile a quella che potete vedere nella figura qui di seguito dove l’icona -appunto- del WiFi sembra essere sparita nel nulla e -di conseguenza- inutilizzabile per verificare lo stato della connessione o per il cambio di rete (ecc.):

NoTrayIcon

Pare che questo problema sia capitato a tante altre persone e i metodi per la risoluzione sono due (fanno la stessa identica cosa), manualmente via regedit o automaticamente passando da uno stupido eseguibile che lo farà per voi, giusto per capirci:

  1. Da Start / Esegui (vale anche tasto Windows + R) digitare “regedit” (senza virgolette, ndr) e premere invio.
  2. Effettuare un backup del registro per la vostra sicurezza: posizionarsi su Computer e fare clic su File / Esporta (salvate il file con il nome che preferite nella posizione che più vi aggrada).
  3. Navigare ora fino alla chiave HKEY_CURRENT_USER\Software\Classes\Local Settings\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\TrayNotify.
  4. Cancellare i valori IconStreams e PastIconsStream.
  5. Da Task Manager (Gestione Attività di Windows, richiamabile anche tramite Ctrl + Shift + Esc o tasto destro sulla barra di Start e Avvia Gestione attività, ndr), andare nella tab dei Processi, individuare e chiudere “explorer.exe“.
  6. Dalla tab Applicazioni fare clic su “Nuova attività“, inserire “explorer.exe” (senza virgolette, ndr) e premere Invio.

Questo dovrebbe far ricomparire tutto il contenuto del vostro Desktop ed eventuali finestre di programmi lasciate precedentemente aperte insieme alle icone nella tray e che prima non erano visibili ;-)

Volendolo fare in batch vi basterebbero queste pochissime righe di codice:

Ho quindi pensato di realizzare il solito eseguibile che con un doppio clic e un invio possa farlo al posto vostro, senza rischio di danni o possibilità di errore. Sviluppato e provato su Windows 7 Sp1 è pienamente compatibile anche con 7 senza Service Pack o Windows 8 / 8.1. Lo trovate già pronto per il download gratuito su app.box.com/s/7lk9d605vhxr5jn2k47o.

Seeweb: l’offerta cloud (Storage e Server)

icon_Cloud26736Mi è stato chiesto di fare una rapida valutazione dei servizi cloud di Seeweb, azienda della quale vi ho parlato anche l’ultima volta riguardo la protezione dei dati. Non che mi piaccia particolarmente limitarmi ad una sola azienda ma un paio di righe posso anche riportarle qui sul blog e riproporre così in salsa “pubblica” ciò che ho inviato a mezzo mail. Giusto per capirci: il chiedere parere sui servizi cloud in questo specifico caso si scinde immediatamente in due perché la stessa azienda -almeno da sito ufficiale- pare offrire sia storage puro che server virtuali, due cose ben distinte dato che si parla di una macchina vera e propria o un semplice spazio dove tenere tutti i propri dati (a movimentazione più o meno alta secondo esigenza).

Il Cloud Storage si basa sullo stesso meccanismo di Amazon S3 ma è chiaramente fatto in Italia con tutto ciò che ne consegue (nel bene e nel male), scrupolosamente definito e limitato nella quantità di spazio a disposizione e numero di letture / scritture eseguibili già comprese nel pacchetto base, un’offerta alla quale porre attenzione se avete progetti medio-grandi che potrebbero richiedere di sforare dalle cifre consentite. In tal caso bisogna “salire di livello” e considerare pagamenti doppi / tripli / ecc. per nuove unità non frazionabili che vadano ad ingrandire il monte di ciò che avete già a disposizione (moltiplicando poi quella cifra per ciascun rinnovo mensile / annuale / …). Di certo acquistare un’offerta come questa per creare il repository delle fotografie di famiglia potrebbe essere controproducente e decisamente più costoso del farsi un account “Pro” presso un qualsiasi distributore consumer (o del tenere a vostro rischio e pericolo il classico hard disk esterno), il pacchetto è ovviamente rivolto a progetti sul web per organizzazioni e aziende ma anche per piccole realtà che vogliono provare a lanciare la propria idea sfruttando già il piede giusto del “non sovraccaricare la macchina utilizzata per tenere in piedi il sito web principale” (rischio spesso non considerato nello schema iniziale di progetto).

Il server virtuale invece (o Cloud Server) è una vera e propria macchina virtuale con risorse immediatamente espandibili (ridimensionabili in generale) secondo esigenze che potrebbero crescere nel tempo ma riservare poche sorprese (e di conseguenza costare relativamente poco) nell’immediato. È una naturale evoluzione dello spazio hosting condiviso e poco sotto un server dedicato (fisico o virtuale che sia) ad alte prestazioni, è una casa ideale per tutti coloro che vogliono partire con qualcosa di medio-piccolo ma sanno già che nel tempo potrebbe crescere senza “particolari preavvisi” ed evitare di rimanere con la gomma a terra che spesso porta gli utenti a cambiare pagina per indisponibilità di servizio. In questo caso Seeweb non è la sola a fare offerte componibili in maniera modulare ma è sicuramente competitiva sul mercato italiano e affidabile grazie all’esperienza e alla disponibilità del personale di supporto. Avendo a disposizione due Datacenter in Italia permette in fase di setup di scegliere la location per il proprio server (cosa non da tutti e sicuramente gradita) oltre ovviamente al sistema operativo (che sia Linux o Windows, quest’ultimo già disponibile in versione 2012 R2), lo spazio disco, la RAM e tutto ciò che riguarda la banda (garantita, sotto penali in caso di disservizi) e con ulteriore possibilità di aggiungere un servizio di HelpDesk sempre a disposizione, backup fatto con Tivoli (IBM) e Plesk come pannello di controllo per chi non vuole “sporcarsi troppo le mani“. Dategli un’occhiata, trovate una scheda già pronta da compilare alla pagina seeweb.it/cloudserver e già da questa sarà possibile ottenere un prezzo finale da pagare mensilmente. Nel momento in cui la macchina non servirà più potrete smettere di pagarla e farla distruggere dai tecnici dell’azienda come “nulla fosse mai accaduto” (si parla di 28€/mese iva esclusa per una macchina di base).

Le offerte sul web non mancano, queste sembrano tutto sommato chiare e con calcoli accessibili per chi ha già un’idea di ciò che cerca o per chi vuole “fare un test di messa in onda“.

Sound Blaster Roar

C’è chi dice che nella botte piccola c’è il vino buono, è evidente che un’affermazione spesso vera possa essere fatta propria da chiunque, aziende comprese. Creative ci ha preso gusto e ancora una volta mi ha messo di fronte ad un prodotto tanto piccolo quanto qualitativamente valido, tanta sostanza racchiusa in un parallelepipedo di solidi materiali e piccole finezze, un peso abbastanza contenuto e un corredo di altoparlanti di tutto rispetto che insieme ad un piccolo e potente subwoofer formano Sound Blaster Roar, la nuova “all-in-one” dell’omonima azienda malese che solo una manciata di tempo fa mi aveva permesso di provare sia Airwave HD che le Evo Zx.

Caratteristiche che -come anticipato- sono di tutto rispetto per un prodotto di fascia medio-alta dal costo parecchio contenuto per ciò che offre (si parla di 150€, dipende dallo store a cui deciderete di appoggiarvi per l’acquisto, può variare arrivando fino a 200€ circa). Doppia amplificazione, un set completo tra alti, bassi e medi sapientemente bilanciati e con la possibilità in qualsiasi momento di modificarne ulteriormente la ricchezza del suono grazie alla funzionalità “Roar” presente sul prodotto e che in maniera del tutto automatizzata equalizzerà l’output audio dandogli maggiore ampiezza. A prescindere dal volume che deciderete di mantenere la qualità sarà sempre altissima, molto gradevole e coinvolgente, e a meno di non trovarsi nell’occhio di un ciclone tra donne urlanti e mucche impaurite non sentirete mai la necessità di alzarlo “a palla (potete essere giustificati solo dalla vostra canzone preferita che passa casualmente nel vostro Spotify).

Sia chiaro: nulla a che vedere con Airwave HD (che occupa una fascia più bassa e molto più accessibile per il cliente finale) ma la Creative ripropone fortunatamente ciò che più si rivela necessario in ogni suo prodotto, dalla tecnologia NFC per accoppiare rapidamente i dispositivi alla possibilità di caricarli tramite un qualsiasi cavo USB attaccato alla presa da muro tanto quanto al PC, sono quelle cose che non possono più mancare all’appello soprattutto oggigiorno, siamo ormai circondati da mille cavi di ogni tipo quando in realtà ne basterebbero ben pochi tra casa, ufficio e automobile, magari tutti microUSB, facilmente “intercambiabili” tra cellulare, auricolare bluetooth e -appunto- casse audio di questo tipo, ma si sa che mettere d’accordo tutti i produttori è più difficile che convincere una top-model ad uscire con voi.

La batteria integrata è decisamente capiente, 6000 mAh che permettono di portare sempre con se questo piccolo sistema audio per dare sfogo alla vostra libreria musicale ma -se dovesse essere necessario- anche collegare il proprio telefono per una ricarica di emergenza. Si, volevo proprio dire quanto scritto: collegando il telefono alla porta USB posta sul retro di Sound Blaster Roar potrete ricaricare ridare vita allo smartphone, utile in casi (spero rari) di emergenza, esistono pur sempre la batterie tampone decisamente più portatili ;-)

La porta USB per ricaricare un device non è la sola chicca che vi viene riservata dal retro del prodotto, è proprio lì che troverete diversi altri “dettagli non trascurabili” che Creative ha incluso in Roar:

Creative Sound Blaster Roar Retro

Potrete riprodurre file MP3, WAV e WMA da scheda MicroSD, collegare una fonte audio tramite un semplice cavo AUX (come spesso già accade per l’autoradio nella vostra vettura) e registrare note audio grazie al microfono integrato che -tra l’altro- vi permette di sfruttare Sound Blaster Roar come vivavoce per lo smartphone, molto comodo se lo state già utilizzando come riproduttore musicale da applicazione e non volete disconnetterlo per effettuare la vostra chiamata. Sia chiaro: sto parlando di smartphone ogni volta ma nessuno vi impedisce di collegare Sound Blaster Roar al vostro PC magari dotato di altoparlanti non troppo performanti direttamente tramite USB.

Sempre sul retro di Roar potete stabilire tramite switch chi può connettersi tramite NFC / Bluetooth e quando. La modalità “LS” stabilisce proprio le modalità di collegamento e ha 3 possibili “posizionamenti“: in posizione 2 (predefinita) permette la connessione di due dispositivi contemporaneamente (in bluetooth), precedentemente accoppiati ed in seguito memorizzati, tenendone in riproduzione uno alla volta (ovviamente). In posizione 1 permetterà l’accesso a un dispositivo precedentemente connesso e memorizzato mentre se disattivato permetterà un accesso libero per tutti. Ciò vuol dire che qualsiasi dispositivo potrà prendere possesso di Sound Blaster Roar tramite connessione bluetooth (decisamente poco consigliata a meno di non voler tenere in uno showroom demo il dispositivo di Creative).

Creative Sound Blaster Roar è un prodotto completo, ad un prezzo tutto sommato giusto e che potrebbe soddisfare le vostre esigenze di qualità e compattezza diventando ancora più completo grazie agli accessori disponibili. Un design ricercato e curato che si traducono in robustezza che traspare anche agli occhi subito dopo aver portato fuori dall’imballo originale il prodotto, un oggetto tecnologico che non faticherà a trovare il giusto posto nella vostra camera, nel vostro appartamento o nello zaino da lavoro (anche se vi porterete appresso un kilo e dieci di peso in più rispetto a prima). Promossa, decisamente.

Rimozione di Lotus Notes e dei file lasciati in giro dall’installazione

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

lotus-notes-logoSiete passati ad un diverso client di posta e Lotus Notes occupa inutile spazio sul disco della macchina. Poco male se pensate di sostituire quel PC da lì a breve, necessario invece se lo terrete ancora per un po’ e non volete spazzatura in mezzo ai piedi. NICE è un tool sviluppato e rilasciato da IBM che permette di disinstallare completamente il client Lotus Notes dalla vostra macchina (versione 6 o superiore). Molto utile anche nel caso in cui un upgrade non vada a buon fine o semplicemente per accelerare (e di molto, ndr) i tempi di rimozione del software e delle cartelle ad esso collegate (semplicemente spuntando due opzioni dalla finestra principale).

Il tool pesa solo 210 Kb (file zip) e non necessita di installazione alcuna, va chiaramente eseguito con diritti amministrativi sulla macchina. Lo si scarica direttamente da ibm.com/support/docview.wss?uid=swg21459714. Al termine del processo potrebbe essere necessario andare a rimuovere manualmente la vostra cartella profilo e alcune altre che il programma comunque crea all’atto dell’installazione:

  • C:\ProgramData\Lotus
  • %LocalAppData%\Lotus
  • %ProgramFiles%\IBM

A questo punto non dovreste più avere alcuna traccia di Lotus Notes su disco (forse si è salvata qualche chiave di registro ma in quel caso poco importa, dovrebbe bastare una pulizia con un software ad-hoc, non fondamentale).

Windows 10 Technical Preview con VMWare Player

Lo so, avrei dovuto parlarne prima e di certo non sto dicendo nulla di nuovo ma voglio comunque dare spazio a chi desidera provare la nuova Techical Preview del prossimo sistema operativo di Redmond che -si spera- vada a risolvere piccoli e grandi problemi ma soprattutto azzerare (più o meno) le lamentele di tutti coloro che questo Windows 8 proprio non lo hanno digerito, d’altronde sulla lavagna del nostro ufficio da molto tempo questa immagine occupa uno spazio tutto suo:

Microsoft Windows Story - LoL

Così come successo l’ultima volta per Vista mi auguro davvero che Microsoft possa far centro e tirar fuori il vero erede di Windows 7, così che quest’ultimo non finisca come Xp che ancora oggi -nonostante l’interruzione del supporto- trovo installato in giro per PC di amici, colleghi e chiunque altro con una facilità disarmante. Questo articolo vi spiega abbastanza rapidamente come scaricare Windows 10 Technical Preview e installarlo su una macchina virtuale così che possiate testarlo sin da subito e prendere confidenza con le novità che sono state già (o verranno poi in seguito) introdotte.

VMWare Player: il vostro “virtualizzatore”

Un tempo decisamente più limitato, oggi VMWare Player permette anche di creare una nuova macchina virtuale sul proprio PC a costo zero. Scaricarlo e installarlo è attualmente possibile per macchine Windows e Linux, nulla da fare per i possessori di OS X e PC Apple, la cosa è assai seccante ma ci sono comunque valide alternative e cercherò di riportarvi la procedura in un prossimo articolo. Io ho voluto creare la macchina virtuale con Windows 10 a bordo sul portatile aziendale già Windows 7, quindi sono riuscito a procedere senza intoppi.

La ISO del nuovo sistema operativo è scaricabile direttamente dal sito web ufficiale di Microsoft previa iscrizione al programma di Preview: windows.microsoft.com/it-it/windows/preview. Non esistendo la Preview in italiano vi toccherà scaricare una versione in inglese a scelta tra 32 e 64 bit, io consiglio la prima perché richiede meno risorse e gira correttamente su macchina virtuale. Una volta scaricata fate partire VMWare Player e create una nuova macchina avendo cura di selezionare l’installazione da ISO e specificando in seguito che si tratta di una macchina “Microsoft Windows” versione 8. Date un nome a vostra scelta e una posizione all’interno del vostro disco secondo preferenza. Scegliete quindi quanto spazio disco riservare alla nuova installazione e lasciate che il Player divida i file disco secondo il suo criterio per potervi permettere di trasportare facilmente la macchina virtuale in un’altra posizione in seguito. Con un clic su Finish partirà la creazione della macchina e -di conseguenza- il setup da immagine ISO.

Windows 10 Techinical Preview impiega circa 20 minuti per effettuare un’installazione completa del sistema, compreso l’import dei dati di un vostro account Microsoft che avrete precedentemente creato per effettuare il login e la modifica della configurazione di Windows 8 / 8.1 (io sono entrato per la prima volta nella neonata macchina virtuale con il mio account Microsoft ritrovando esattamente sfondo, applicazioni e impostazioni del PC di casa, tanto per dire), il tutto dopo aver verificato la proprietà dell’account tramite verifica in due passaggi già perfettamente funzionante (anche se solo via mail, via SMS non funziona probabilmente perché la release del sistema è in inglese e non punterà ancora correttamente a tutti i sistemi di backend Microsoft, l’importante è comunque il risultato finale).

Hello Technical Preview!

windows10-cyan-logo-large

Benvenuti in Windows 10 Technical Preview. In tutto e per tutto Windows 8.1 con tutta quella serie di piccoli e grandi miglioramenti che sono stati chiesti a gran voce soprattutto dall’utenza business. Un sistema operativo pensato per approdare su tutte le piattaforme Microsoft (dalla telefonia mobile alle console, passando ovviamente per PC tradizionali e non) che però non prediliga l’utilizzo del touch soprattutto perché non così diffuso come vorrebbero farci credere ma soprattutto decisamente scomodo quando con il PC ci si deve lavorare e non solo premere quadrati a caso per passare da un’applicazione esteticamente molto figa all’altra. Possibilità di “aggiungere Desktop“, partire con quella modalità, un menu di Start finalmente definibile tale (ancora una volta) e non un semplice collegamento tra la versione “ex-Metro” e quella Desktop.

win10tp_Desktop

A tal proposito: dato che Microsoft sembra non voler proprio abbandonare l’idea di utilizzare il suo stile ovunque, sappiate che potete intervenire in tackle e passare da un menu di Start che vedete nella prima immagine qui di seguito a quello nella seconda immagine (sempre qui di seguito), semplicemente facendo clic con il tasto destro su uno dei quadrati di collegamento alle applicazioni e selezionando “Unpin from Start“:

Le premesse ci sono tutte, la velocità pure e la possibilità di riutilizzarlo decentemente pure, non resta che attendere sviluppi futuri e nel frattempo utilizzarlo quando si ha un po’ di tempo per fornire maggiori feedback al reparto sviluppo di Microsoft così da poter correggere falle e sviste varie, vi invito a leggere questo articolo (in lingua inglese) se siete altamente paranoici riguardo i vostri dati e la vostra quotidianità (in tal caso questa Technical Preview non fa per voi).

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