Ne hanno già parlato in molti, io ho atteso, ho provato a capire se potesse “starmi bene addosso“, un po’ come le palme di Piazza Duomo a Milano. Se queste ultime posso tranquillamente sopportarle (un tocco esotico in qualcosa che di esotico non ha nulla, ma tant’è), la prima proprio non va giù. Una verifica 2-Step anomala, che non ci si aspetta, ma evidentemente in Facebook hanno pensato di dare una svecchiata al metodo.

Per permettere a WhatsApp di funzionare, dovrai associare un numero telefonico univoco che andrà verificato tramite un semplice SMS (o chiamata in caso di problemi). La vera “novità” è quella relativa però all’introduzione dell’autenticazione a due fattori, quella che chiunque di noi è abituato a vedere passare da applicazioni di terze parti in grado di leggere l’ormai tradizionale codice QR e fornire la sequenza numerica che cambia ogni 30 o 60 secondi (o altri intervalli di tempo regolari).

WhatsApp è diversa. La loro autenticazione a due fattori in realtà è un codice di 6 cifre che non cambia, come una password senza scadenza, uno step in più –certamente– ma che fa comunque parte di noi utilizzatori, perché siamo noi a sceglierlo, perché nella maggior parte dei casi –senza prestare la dovuta attenzione– si andrà a utilizzare qualcosa che ci può essere associato. Una data di nascita, la parte numerica di una targa, un numero di telefono e altro ancora, tutti dati che in qualche maniera possono venirci sottratti, come tradizione vuole con le password facilmente aggirabili. Non è una vera 2-Step, è –concedimi la battuta scema– uno step e mezzo a fatica.

In ogni caso, il consiglio è quello di attivare la funzione, si tratta pur sempre di un’ulteriore strato di difficoltà che si interpone tra il tuo account e un eventuale malintenzionato:

Non servirà null’altro, solo tanta pazienza. WhatsApp ti richiederà di inserire quel codice di tanto in tanto (pure troppo) per evitare che tu possa dimenticarlo, e per proteggersi da accessi eventualmente non autorizzati. Funziona così anche con Authy (te ne ho parlato qui), ma in versione meno “ansia” e ignorabile secondo richiesta dell’utilizzatore.

La tradizionale verifica 2-Step è da sempre disponibile su Facebook (sito web e applicazione), non riesco a capire perché non portare a bordo anche WhatsApp, ma per il momento ci si dovrà accontentare (ancora ricordo i primi passi di 2-Step authentication di Twitter, poi tornata sui suoi passi, tutti possono cambiare in meglio).

Pillole

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Breve articolo ad perpetuam rei memoriam (non si sa mai, potrebbe sempre tornare utile in futuro). Non ti parlerò di WSUS Offline Update, è una fantastica utility che risolve molti dei problemi legati alle lunghe attese di ricerca, download e installazione patch per Windows quando si ha a che fare con macchine particolarmente datate e non aggiornate da diverso tempo, semplicemente saltando a piè pari l’ostacolo.

WSUS Offline Update: esclusione rapida di una patch

Il tool è gratuito, lo si scarica da wsusoffline.net ed è molto semplice da utilizzare (basta dare un’occhiata ai mille tutorial presenti sul web o magari giocarci sul proprio PC, perché di danni non è che tu ne possa poi fare molti). Facciamo finta che tu sappia già tutto e passiamo al succo della pillola. A me è servito escludere una particolare patch di Windows, affinché questa non venisse scaricata e installata da WSUS Offline Update. Riporto il pezzo della documentazione utile alla specifica esigenza:

b) Dynamically determined updates
To exclude dynamically determined updates from installation, insert their knowledge base ID (KBxxxxxx or simply xxxxxx) into the file “ExcludeList.txt” (directory .\client\exclude\custom). These updates will now be ignored; and you’ll receive a warning in the log.

Il tutto si traduce con un semplice file chiamato ExcludeList.txt, che andrà inserito nella cartella \exclude\custom\ di WSUS Offline Update (solo per fare un esempio: C:\wsusoffline\exclude\custom\ExcludeList.txt). All’interno del file dovrai dichiarare il KB da escludere, uno per riga se hai necessità di specificarne più di uno. Nel mio caso ho dovuto escludere una singola patch che sul vero WSUS aziendale è stata bloccata (aveva procurato problemi in passato). Così facendo posso evitare che lui debba andare a disinstallarla in seguito all’installazione eseguita tramite tool. La stessa cosa puoi applicarla direttamente alla cartella client (scaricherai la patch ma non la installerai), ti basterà inserire il file all’interno della cartella \client\exclude\custom.

Non servirà fare null’altro, la modifica è già operativa, tu potrai ora impostare che tipo di patch scaricare (e in seguito installarle tramite il client della stessa applicazione).

Buon lavoro!

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

La vita è fatta anche di richieste più semplici, di tanto in tanto. È partito tutto da Ilaria, le piace il piccolo widget di Samsung che ti permette di conoscere la temperatura esterna e il meteo, lo voleva avere anche lei sul suo Motorola. Una rapida occhiata sul Play Store, il vuoto assoluto dell’applicazione di Samsung (peccato, sarebbe stato decisamente più semplice), ed ecco servita la necessità dell’ennesimo work-around, d’altronde se fosse troppo semplice non stuzzicherebbe mai la curiosità.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono

La risposta è sì, si può fare. Prima di cominciare puoi già scaricare l’applicazione adatta, si chiama XWidget e la si trova gratuitamente sul Play Store:

XWidget
Developer: XWidgetSoft
Price: Free

Download

A questo punto è tutta discesa, e sei tu a scegliere che cosa avere sul tuo smartphone. I widget che riproducono quelli originali di Samsung (anche se diversi di pochissimo) esistono già, li ha creati Aatif, uno dei membri di XDA Developers: forum.xda-developers.com/android/apps-games/xwidget-samsung-galaxy-s6-weather-t3045314

Ne ho caricati una copia sul mio account Box, li trovi qui: app.box.com/s/t126dtbfpl6ge539djneeqtj55g34kq7

Tutte e tre le tipologie di widget propongono informazioni complete, contenenti quindi l’ora corrente e le note sul meteo e la temperatura. Io invece, basandomi sulla versione che utilizzo nel mio Galaxy S6, ho voluto modificare il “Pure” di Aatif, al quale ho rimosso l’ora corrente e ridimensionato il tutto per ottenere esclusivamente la temperatura corrente, l’icona meteo, la localizzazione e l’ultimo aggiornamento eseguito. Ho quindi impacchettato i file modificati e li ho caricati su Box: app.box.com/s/vhxnyqjxwwdmor1gu27ckp9l00vgirvx

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 4

Installazione

Scarica il pacchetto che ti interessa direttamente tramite smartphone, quindi usa un gestore di file (quello di fabbrica andrà benissimo) per spostarti all’interno della tua cartella Download e decomprimere il file ZIP appena scaricato. Ora dovresti poter vedere una cartella che al suo interno conterrà ulteriori cartelle (quelle delle 3 tipologie widget, se hai utilizzato il pacchetto originale di Aatif). Tieni premuto su una delle cartelle contenenti i file del widget, seleziona anche le altre due e poi Tagliale.

A questo punto naviga nella cartella di XWidget (si trova nella root della memoria interna), entra in Widgets e incolla qui ciò che avevi precedentemente tagliato:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 1

Il più del lavoro è fatto. Ora non dovrai fare altro che tornare alla Home del tuo Android, scegliere di aggiungere un widget e andare in quelli relativi a XWidget. Scegli la dimensione di partenza (ti suggerisco il rettangolo 2×1) e portarlo dove ti serve.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 2

Una volta posizionato ti verrà richiesto che informazione caricare nel widget, tu dovrai solo spostarti in “Local” e scegliere il pacchetto del widget meteo di Samsung che hai scompattato nella giusta cartella poco fa. Se hai utilizzato il mio pacchetto modificato, il risultato dovrebbe assomigliare a questo:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 3

Nel mio pacchetto ho volutamente rimosso le icone della localizzazione e dell’aggiornamento forzato, poiché ti basta un singolo clic sul widget per ottenere il menu delle funzioni da poter lanciare, comprese le due appena citate.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 5

Il mio consiglio è quello di andare in “Change location” e abilitare l’auto-rilevamento in base alla posizione GPS, così da non dover modificare la città da tenere d’occhio ogni volta che ne hai la necessità :-)

Il tutto è stato provato e ha funzionato (come anticipato a inizio articolo) su un Motorola Moto G di quarta generazione.

Buon inizio settimana!

Pillole

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Lenovo Service Bridge è un piccolo software scritto in Microsoft .NET, aiuta l’utente a scaricare contemporaneamente più driver precedentemente selezionati dal sito web ufficiale di Lenovo. È abbastanza comodo anche se ricco di pecche, una tra tutte l’impossibilità di verificare l’avanzamento del download dei dati richiesti, ma anche il fatto che rimanga attivo anche quando non richiesto (viene richiamato a ogni avvio del sistema). Se lo si disinstalla, può capitare di ritrovarsi un errore a ogni successivo avvio di Windows, questo:

L'errore di Lenovo Service Bridge a ogni avvio di Windows

In maniera del tutto logica, sono andato a controllare il registro di sistema per verificare se ci fosse il processo tra le voci in avvio automatico (HKLM\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run e HKLM\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\RunOnce, ma anche le equivalenti sotto HKCU), ma nulla da fare. Ho dato un’occhiata alla più vecchia cartella “Esecuzione automatica” di Windows, ma l’esito è rimasto invariato. Ho trovato poi la soluzione (effettivamente banale, ma non ci avevo pensato su due piedi) sul forum ufficiale di Lenovo, il colpevole si trova nel task scheduler di sistema.

Da StartEsegui (o l’equivalente tasto Windows + R su Windows 10), scrivi control schedtasks e premi invio. Nel pannello appena comparso troverai una cartella Lenovo (sulla sinistra), la quale conterrà un’ulteriore cartella chiamata Lenovo Service Bridge. Fai un clic con il tasto destro sull’unica attività che contiene (quella nel box di destra) e seleziona Eliminazione. A questo punto fai un ulteriore clic con il tasto destro sull’intera cartella Lenovo Service Bridge e scegli Elimina cartella.

L'errore di Lenovo Service Bridge a ogni avvio di Windows 1

Ora non dovresti più avere problemi al successivo avvio del sistema.

fonte: forums.lenovo.com/t5/ThinkPad-T400-T500-and-newer-T/Uninstall-Lenovo-Service-Bridge-on-my-T420/m-p/2175307#M102859

Pillole

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È strano, è una cosa che faccio abitualmente (e che consiglio) ma senza averne mai parlato qui sul blog. Si tratta di un trucco semplice da mettere in pratica e che -oggi- può tranquillamente sostituire il salvataggio automatico dei dati di Desktop e Documenti su iCloud, soprattutto se hai già un account su Dropbox, giusto per fare un esempio.

macOS: salvare una cartella su Dropbox automaticamente 1

Lo scopo è semplice: voglio che qualsiasi file passi dal Desktop o dalla cartella Documenti del mio MacBook, vada automaticamente a finire su Dropbox, così da poter recuperare quei file da qualsiasi altro dispositivo e dall’interfaccia web, quello che già succede su Windows (avevo parlato del junction per Windows Xp e il mklink per Windows 7 e superiori, già nel 2010). Per poter collegare una cartella all’equivalente su Dropbox, funziona praticamente alla stessa maniera, ti basterà infatti una riga di codice lanciata da Terminale.

Crea e spostati nella cartella di destinazione (es: cd Dropbox/CARTELLABACKUPDESKTOP), quindi lancia un ln -s ~/Desktop/ (nel caso in cui tu voglia clonare la cartella Desktop del tuo sistema operativo, altrimenti ~/Documents/ per la Documenti):

macOS: salvare una cartella su Dropbox automaticamente

La modifica è immediata e partirà così la sincronizzazione dei file già presenti nella cartella sorgente, sulla sua equivalente in Dropbox. Inutile dire che vale per qualsiasi sorgente e quindi destinazione, a prescindere che si tratti di Dropbox o un altro servizio (NAS compreso).

Se hai ancora dubbi in merito, lascia pure un commento in fondo all’articolo! :-)