E’ la stagione
14 May, 2008
Belle giornate, sole caldo e quel poco di aria fresca nelle zone d’ombra. Magnifica cosa la stagione calda. Ci sono solo alcuni dettagli appena discutibili, faccio a botte con la coscienza e con quei pensieri che il cervello tira fuori senza autorizzazione, eternamente in competizione con il ben pensare e l’essere particolarmente scurrile.
Oggi “mi gira così” …
Ore 8.40
Prologo: è ora di partire. Un quarto d’ora (come sempre) è più che sufficiente per raggiungere l’ufficio. Chiavi della macchina, metto in moto e via. Coda? Perché c’è una coda mostruosa?
Svolgimento: ieri sera ha piovuto. Oggi tutti hanno paura possa accadere nuovamente (c’è un sole che lascia poco spazio ai dubbi ma tant’è) e lasciano la bicicletta a casa. Se da una parte si rischia di far fuori meno impediti che fanno fatica a guidare una due ruote senza il motore, dall’altra c’è -per l’appunto- una notevole massa di bradipi che guidano la quattro ruote stavolta provvista di motore intasando le strade cittadine. Frecce non messe, frenate improvvise non giustificate e invasioni di corsia sono “cose normali“, sic!
Ore 8.58
Prologo: ultimo tratto da percorrere, l’ufficio è dietro l’angolo, ormai sono arrivato ma timbrerò comunque in ritardo (*** imprecazioni a caso ***). Provo a dare una acceleratina così smorzo i tempi.
Svolgimento: col cazzo brutto bastardo (dicono io abbia della finezza che scorre nelle vene), ora soffri come un cane. Ti arriva la prima bicicletta dal davanti, in controsenso ed a velocità sostenuta, impossibile schivarla perché sulla tua destra un’anziana signora è in bicicletta con le due buste della spesa attaccate al manubrio (una a sinistra, una a destra, così da bilanciare né!). Cali la velocità e vai a 20 km/h fino a quando non passi in mezzo a sti due residuati ambulanti di museo.
Ore 8.59
Prologo: vedo la luce! Curva! Dai che ci sonooooo!
Svolgimento: ti piacerebbe eh? Vai li per fare la curva e chi ti compare? La donnina malefica che sta pulendo la strada davanti l’ingresso di casa propria. Il fatto che stia spazzando in mezzo alla strada è voluto, sta cercando di prendere dei soldi dall’assicurazione, tu potresti essere lo sfigato che le permetterà di farsi quella vacanza alle Maldive tanto desiderata ma tanto costosa!
Molli una inchiodata mostruosa, la macchina ti sta mandando dei “cancheri” che potrebbero bastare per maledire un reggimento di militari e la donnina ti guarda in modo strano. Abbassi il finestrino, la guardi malissimo e tiri fuori la frase da bravo bambino educato: “Mi scusi signora, non le sembra di essere un tantino in mezzo alla strada? Chi fa la curva non si aspetta di trovare una persona proprio li, e per fortuna che andavo piano!“. Risposta secca, quasi da lasciarti a bocca aperta: “Ma chi gliel’ha detto di fare la curva? Non può fare il giro lungo come tutti quanti? Sarò pur libera di pulire davanti l’ingresso di casa mia?“.
Nonostante la mia manovra sia stata lecita (strada a senso unico che taglia la principale e mi permette generalmente di risparmiare un paio di minuti) evito di proseguire la discussione, chiudo il finestrino e accelero. La prossima volta calo una RedBull nel serbatoio della macchina e arrivo a lavoro volando, è una promessa.
Ore 9.01
Prologo: timbro il cartellino, mi aspettano 8 ore (o forse più) di lavoro, sono andato a letto alle 2.00, ho sonno e -maledetti ormoni- penso solo alla mia martire che può invece godersi il meritato riposo (causa malattia). Lo squillo del “buongiorno” si trasforma in un “Tim, informazione gratuita, il cliente da lei chiamato sta dormendo alla faccia sua!“.
Svolgimento: ho nuovamente bisogno di ferie, non è normale la cosa. Potrebbe essere valida la scusa di Filippo (un mio collega) tirata fuori ieri pomeriggio durante la pausa pranzo, subito prima di rientrare in ufficio?
Mi giustifico per problemi sessuali: ne ho per il cazzo di lavorare.
Punto, a capo, torno al lavoro.






Non so se ridere o piangere: per la prima volta mi vedo recapitare su 5 caselle di posta differenti un tentativo di phishing fatto davvero bene tranne che per qualche piccolo dettaglio (errori grossolani direi) che immediatamente mi ha fatto cestinare le prime due mail arrivate. Protagonista ancora una volta è Poste Italiane ma stavolta niente BancoPosta, si passa sulla PostePay, la carta ricaricabile.
Nuovo capitolo 


















