Dello StartupBus ne ha parlato WebNews lo scorso 3 agosto per la prima volta e Ford Italia mi ha contattato giusto qualche giorno fa per dare maggiore spazio a questo progetto tecnologico che coinvolge menti brillanti, provenienti da più paesi, pronte a mettersi in gioco. Riporto:

25 ragazzi, un unico sogno: l’entusiasmo e le idee che saliranno a bordo dello StartupBus in partenza da Bologna dovranno arrivare fino a Colonia (Germania). Lungo il percorso dovranno affrontare tutte le sfide verso la realizzazione, dimostrare il proprio valore e tentare il grande passo per diventare impresa. Webnews segue lo StartupBus e gli sforzi dei ragazzi impegnati nella realizzazione delle proprie speranze: ogni giorno una sfida, alla ricerca di talenti e idee per regalare loro un’opportunità. Per tutti soltanto pochi giorni di tempo lungo la via dell’innovazione, ove solo le buone idee fanno strada: quale sarà quella vincente?

StartupBus 2015: dall'Italia alla Germania per una sfida tecnologica 3

Bologna (giusto oggi, 29 agosto), Milano, Zurigo, Aquisgrana (Aachen), Amsterdam e Colonia. Questo è il set completo delle tappe che il bus, in corsa a 100km/h, toccherà da oggi fino al prossimo 2 settembre. L’obiettivo finale è lo stesso per tutte le squadre coinvolte ed è quello di veder realizzata la propria idea. Prendete un hackaton e moltiplicate quella formula per un totale di 72 ore, una tre giorni che vale un investimento, quella che per tanti viene vista come la svolta per la propria vita (lavorativa, ma non solo).

Giusto per chiarire: nulla di nuovo sotto al sole. L’idea non è infatti nuova ed è ereditata da un format statunitense che è stato portato in Europa, e che raggiungerà Colonia non a caso. La Germania infatti sarà protagonista tramite l’edizione 2015 del suo Pirate Summit, una tappa finale che metterà in mostra non solo un’idea, ma anche la sua struttura (finita, o di quanto più vicino possa esserci alla stabilità) e la sostenibilità finanziaria (un senso del marketing che deve necessariamente far parte del progetto).

Potete seguire gli account consigliati su Twitter che vi aggiorneranno durante l’intero arco della giornata, oppure l’hashtag ufficiale dell’iniziativa, #thinkinprogress. È inoltre disponibile un sito web per raccogliere tutto il materiale prodotto nelle varie tappe, lo trovate all’indirizzo startupbus-italia.webnews.it e bit.ly/thinkinprogress.

Ogni giorno un recap, un rapido articolo che possa aggiornarvi su quanto accaduto, approfondimenti, idee dei team e qualsiasi altra notizia possa tenervi aggiornati in merito. Allo stato attuale le squadre non sono ancora state formate, ancora un po’ di pazienza :-)

Vi lascio al comunicato rilasciato da Ford Italia sull’evento per il quale ha voluto fare da sponsor per il secondo anno consecutivo:

Parte nel segno della ‘gamification’ l’edizione italiana 2015 di StartupBus, l’incubatore in movimento Powered By Ford

Roma, 29 agosto 2015 – Ford è partner per il 2° anno consecutivo dell’edizione italiana di StartupBus, il programma che in tutto il mondo offre ai giovani creativi la possibilità di vivere un’esperienza di 72 ore on the road nel corso della quale concepire e sviluppare il proprio progetto di startup. Il percorso, durante il quale i partecipanti saranno affiancati da ‘mentor’ hi-tech ed esperti nella creazione di business, si distribuisce in tappe durante le quali gli ‘startupper’ incontreranno realtà imprenditoriali, incubatori aziendali e sviluppatori del mondo digitale.

Nel corso del programma, i nuovi ‘buspreneurs’ visiteranno il Centro Europeo di Ricerca Ford di Aachen, in Germania, e potranno lasciarsi ispirare dalle tecnologie e dall’innovazione che caratterizzano uno dei centri di sviluppo più avanzati del settore automotive. Il viaggio, partito oggi da Bologna, toccherà anche Milano, Zurigo, Amsterdam e terminerà la sua corsa a Colonia in occasione del Pirates Summit Festival, per emergere nel più importante appuntamento dell’ecosistema europeo delle startup.

Anche per l’edizione 2015 sarà assegnato il riconoscimento Ford Italia al team che svilupperà l’idea più originale. Con il tema di quest’anno, la ‘gamification’, i buspreneurs saranno chiamati ad applicare i principi e i meccanismi dei videogame alle molteplici declinazioni del mondo automotive, contendendosi la possibilità di sviluppare la propria idea nell’incubatore di startup Talent Garden.

“Per Ford la ‘gamification’ è un invito a pensare al di fuori degli schemi convenzionali per trasformare alcuni aspetti dell’esperienza quotidiana”, ha dichiarato Riccardo Magnani, Direttore Marketing di Ford Italia. “Gli startupper potranno confrontarsi con la sfida di applicare questo principio al mondo dell’auto, provando a ripensarne i canoni”.

Ford ha individuato nella ‘gamification’ una delle modalità attraverso le quali definire alcune delle direzioni  verso  cui  indirizzare  la  mobilità  del  domani,  e  di recente, al Gamescom di Colonia, la kermesse dedicata al mondo del videogame, ha annunciato un contest internazionale invitando le community di sviluppatori a implementare funzioni ed elementi ludici all’interno di soluzioni di smart mobility.

Ford affiancherà i ‘buspreneurs’ italiani nel corso del loro viaggio raccontando sui propri canali social le storie, le emozioni e le speranze dei protagonisti. A bordo dello StartupBus sarà presente, al fianco del team dell’Ovale Blu, anche la vincitrice di uno dei workshop organizzati alla recente Social Media Week di Roma, una delle occasioni in cui Ford Italia trasforma il talento in opportunità interagendo continuamente con il mondo della rete e il contesto social e digital italiano.

“In più occasioni abbiamo sottolineato come gli eventi e gli appuntamenti degli scenari social e digital rappresentino occasioni importanti di dialogo che permettono a influencer e innovatori di rapportarsi diversamente con i brand rispetto al passato”, ha aggiunto Magnani. “Con i workshop della Social Media Week siamo andati oltre questo concetto, coinvolgendo alcune giovani menti in progetti reali e appassionanti, come lo StartupBus”.

I racconti, le foto e i momenti più rappresentativi di questa sfida per un futuro da imprenditori hi-tech saranno pubblicati sulla pagina Facebook e sui profili Twitter e Instagram di Ford Italia, e possono essere seguiti attraverso l’hashtag #ThinkInProgess.

Vi aspetto domani per un nuovo aggiornamento, in attesa di poter conoscere qualche dettaglio in più direttamente dalla voce di quello che sarà il team leader italiano :-)

Questo articolo nasce da un progetto in collaborazione con Ford Italia. Puoi seguire tutti gli sviluppi attraverso il tag #ThinkInProgress.

Di cosa si parla, in breve:
25 ragazzi, un unico sogno: l'entusiasmo e le idee che saliranno a bordo dello StartupBus in partenza da Bologna dovranno arrivare fino a Colonia (Germania). Lungo il percorso dovranno affrontare tutte le sfide verso la realizzazione, dimostrare il proprio valore e tentare il grande passo per diventare impresa. Segui lo StartupBus: ogni giorno una sfida, alla ricerca di talenti e idee per regalare loro un’opportunità.

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Storie di .NET Framework: Culture name 'sr-latn-cs' is not supported.È solito capitare laddove c’è un vecchio .NET framework 2.0 (x86), quindi prevalentemente su sistemi Xp ormai non più supportati, ma l’errore che compare nel titolo di questo articolo potrebbe presentarsi davanti a voi e lasciarvi un po’ spiazzati in attesa di poter essere risolto. Si, il sistema sul quale stavo lavorando era un Xp Sp3 e si, effettivamente sulla macchina c’era installato esclusivamente il vecchio Framework 2.0 (con relative patch).

Non giriamoci troppo attorno: risolverete il vostro problema andando ad installare (senza disinstallare il .NET Framework 2.0) la quarta versione del pacchetto Microsoft, disponibile anche per Windows Xp e liberamente scaricabile all’indirizzo microsoft.com/en-us/download/details.aspx?id=29053.

I pacchetti possono chiaramente convivere e -rilanciando il software che fa uso del Framework- stavolta l’errore non dovrebbe comparire, permettendovi così di poter lavorare tranquilli.

Cheers.

Arriva sotto forma di SMS, quasi inosservato, si tratta in realtà di uno di quegli accordi che -senza il vostro intervento- diventeranno operativi ed a pagamento entro un periodo di tempo limitato. Si chiama Vodafone Exclusive e corrisponde ad un serie di nuovi servizi che l’operatore metterà a disposizione dei suoi clienti a partire dal prossimo 31 agosto, il tutto però aggiungendo 1,9€ al vostro attuale piano tariffario mensile (un totale di 22,8€ all’anno in più).

Se però di navigare sulla rete 4G (anche da PC o tablet), andare al cinema a prezzo scontato (cosa che alcuni già hanno a disposizione grazie alle tessere fedeltà) e accedere ad un numero di supporto più rapido e dedicato (almeno sulla carta) non ne avete alcuna voglia, allora potrete rinunciare all’offerta semplicemente visitando il sito web che viene incluso all’interno del messaggio che è arrivato sul vostro cellulare.

Vodafone Exclusive

Perché farlo da cellulare? Perché passando per il sito web ufficiale dell’offerta (vodafone.it/portal/Privati/Vantaggi-Vodafone/Vodafone-Exclusive?icmp=SU_EXCLUSIVE) sarete costretti ad utilizzare un utente registrato nel portale (quindi crearlo se non lo avete) per permettere a Vodafone il riconoscimento / associazione del vostro numero di telefono alla persona fisica registrata (appunto), cosa che non accade se è già il cellulare a presentarsi (con tanto di numero di telefono) sulla pagina web ottimizzata per la navigazione mobile. Un’operazione che, fatta da cellulare, vi ruberà solo pochi secondi, senza sorprese poi tra qualche giorno quando partirà la tariffazione “Exclusive“.

Occhio sempre a ciò che ricevete, leggere e comprendere è importante per evitare poi di lamentarsi in seguito con chi, per tempo, vi ha avvisati (in questo caso l’operatore, io mi limito a suggerirvi una scappatoia più rapida!) ;-)

Piccino, tanto piccino, potente rispetto alle dimensioni e alle previsioni. Sapete quanto mi piaccia l’argomento e quanto ci tenga ad avere il giocattolo di turno per poter fruire la mia musica ovunque io sia, qualcosa che vada oltre gli auricolari in-ear. Sony mi ha fatto un piccolo regalo giusto in tempo per le ferie, e io l’ho portato con me proprio per poterlo utilizzare, provare, conoscere al meglio. Si tratta del Sony SRS-X11, uno speaker wireless parecchio portatile che -come tutti ormai- sfrutta la tecnologia bluetooth ma anche AUX per amplificare e trasmettere ciò che riceve da una qualsiasi sorgente audio.

SONY SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth

Il peso è il dettaglio forse più importante insieme alla qualità dell’audio e del design. Portare con sé questo cubo equivarrà all’aggiungere 215 grammi al bagaglio personale, nulla che non sia comparabile ad un tablet che magari siamo già abituati a trascinarci dietro. Coadiuvato da un pratico laccetto in silicone potrete facilmente trasportare Sony SRS-X11 ovunque vogliate, diventerà presto anti-estetico se deciderete di lasciarlo su una scrivania o accanto al vostro PC o smartphone ;-)

La cassa contenuta all’interno del dispositivo eroga 10 W di potenza (nominale, non RMS) promettendo anche una buona qualità dei bassi grazie al sistema “Dual Passive Radiator“, all’orecchio la sensazione è piacevole e inizia ad infastidire quando si alza di molto il volume tra sorgente e pulsantiera della cassa. Può succedere solo ed esclusivamente se la sorgente invia tracce a bassa qualità, diversamente il problema non si nota affatto, partendo poi dal presupposto che il piccolo giocattolo Sony utilizza il suo codec LDAC per migliorare già la qualità della sorgente (quindi vuol dire che state partendo da qualcosa di ridotto molto male). In ogni caso tutte le specifiche per i più curiosi sono disponibili nella pagina prodotto sul sito web ufficiale.

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 1

Come quasi tutti i prodotti di questo tipo, c’è la possibilità di connettersi rapidamente tramite NFC, largo quindi ai dispositivi che lo hanno a bordo per saltare il classico pairing (che si ottiene tenendo premuto il tasto dell’accensione/spegnimento dell’oggetto) ma non solo, Sony prevede l’eventualità di un collegamento ad una seconda cassa tramite un ponte tra le due unità. Non che io abbia il gemello del mio Sony SRS-X11, ma c’è un pulsante “Add” (sulla parte posteriore del prodotto) che potete facilmente intuire a cosa serva. Questo vi permetterà di amplificare ulteriormente il suono e “seminare i cubi per casa” (basta lasciarli comunque a portata di segnale, ovviamente).

Grazie poi ad un microfono integrato potrete utilizzare Sony SRS-X11 come vivavoce per lo smartphone (o tablet, ovviamente). Il tutto per una durata massima della batteria stimata in 12 ore (sulla carta). Un’autonomia di tutto rispetto che però andrà a variare in base al volume mantenuto e alla qualità del segnale bluetooth in ingresso (quest’ultima parte decade se il collegamento viene effettuato in AUX, chiaramente). Per poterlo ricaricare vi basterà collegare un cavo microUSB (incluso nella confezione) a muro (con il più classico degli ormai comuni caricabatterie per smartphone, tablet e chissà quant’altra roba ancora), dal mio test è risultato che in meno di due ore è pronto per poter essere utilizzato al pieno delle sue potenzialità.

Il prodotto vale il suo costo?

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 2Il prezzo di listino di Sony SRS-X11 è di 85€, affatto trascurabile considerando l’offerta disponibile sul mercato e le dimensioni che spesso non contano quando si vuole portare in mobilità (e per lungo tempo sprovvisti di corrente elettrica) la propria musica offrendola anche agli altrui timpani. Se invece il prezzo non è per voi un problema considerando dimensioni, peso e ingegnerizzazione di questo piccolo gioiellino, potrebbe essere ciò che fa al caso vostro.

Su Amazon lo si trova a circa 30 euro in meno, se volete approfittarne (con offerta Prime, tra l’altro), probabilmente quelli più dubbiosi sul fattore costi potrebbero trovare allettante la scappatoia (in questo caso Sony SRS-X11 diventa decisamente competitiva rispetto ad altri prodotti nella stessa fascia).

A me è piaciuto, ad essere onesto lo trovo davvero molto bello ed è in grado di portare a termine in maniera soddisfacente il mestiere per il quale è stato concepito. Nulla di inarrivabile ma certamente al top rispetto a tanti altri che mettono sul mercato oggetti che durano (come si suol dire) da Natale a Santo Stefano (valgono il prezzo che li si paga, ovviamente) e vengono acquistati più facilmente da una massa che non si rende conto di spendere cifre alte comprando più volte lo stesso tipo di prodotto.

Prima di chiudere vi lascio un rapido riferimento alla guida d’utilizzo nel caso in cui ne abbiate bisogno, disponibile in italiano all’indirizzo helpguide.sony.net/speaker/srs-x11/v1/it.

Enjoy!

In attesa della breve pillola sull’account da nominare vostro erede in caso di morte (ricordate che se ne parlava qualche tempo fa nell’articolo Cosa succede ai vostri account dopo la morte?), oggi si parla di notifiche e della modifica del loro comportamento. Si perché, contrariamente alla timeline ordinaria, le notifiche generano un “disturbo” (notifica audio-vibrazione e video) per il vostro smartphone o tablet e richiedono la vostra attenzione per poter essere segnate come lette. Saperle limitare è necessario, affinché solo ciò che realmente vi interessa vi venga notificato.

Facebook: modificare le notifiche da ricevere

 

Quello che tanti ignorano è che proprio dal menu di Notifica è possibile andare rapidamente alle impostazioni delle stesse, oppure c’è sempre l’URL diretto facebook.com/settings?tab=notifications&section=on_facebook.

È tutto organizzato per dispositivo, potete scegliere un comportamento diverso per ciascuno di essi, così da regolare l’accesso al Social Network di Mark Zuckerberg. Le uniche non modificabili o disattivabili sono le “Attività che ti riguardano“, tutte le altre potranno essere plasmate secondo esigenza e desiderio. Facciamo insieme una rapida panoramica per ciascuna delle voci disponibili.

  • Compleanni: si spiega da solo. Sta a voi decidere se essere notificati della data di nascita di ciascun amico o limitarvi a visualizzarla all’interno degli eventi della giornata (box di destra nella timeline oppure scheda Eventi dedicata).
  • Avvenimenti importanti dei tuoi amici: matrimonio o nuovo nascituro in vista?
  • Accadde oggi: il back in time firmato Facebook. Provate ad immaginarlo, ormai nessuno vi conosce meglio del vostro stesso diario che, anno dopo anno, raccoglie fotografie, pensieri, ricorrenze, quasi come una seconda mamma (si lo so, fa impressione e mette quasi a disagio). Se abilitato, Facebook vi ricorderà gli avvenimenti dei precedenti anni, comodamente raccolti in una tab sempre rinnovata.
  • Attività degli amici più stretti: portatevi sul pulsante “Amici” di qualsiasi vostro contatto (sulla sua pagina Facebook, ovviamente) e selezionate la voce “Amici più stretti“. Così facendo Facebook vi segnalerà tramite notifica qualsiasi mossa della persona seguita, un’evoluzione social-naturale dello stalking ai nostri tempi.
  • Tag: croce e delizia delle catene di S.Antonio, vengono utilizzati all’interno delle fotografie, ma anche negli articoli, nei pensieri e in qualsiasi altro luogo e lago del Social Network. Scegliete chi può taggarvi e in che occasione, Facebook ve lo notificherà solo quando richiesto e impostato in questa voce.
  • Pagine che gestisci: una di quelle voci che non vale certo per tutti. Se non fate parte di coloro che curano pagine su Facebook saltate in tronco questa voce, in caso contrario sappiate che un clic su Modifica vi permetterà di aprire un ulteriore specchietto tramite il quale regolare le notifiche di ogni singola pagina gestita, fino a permettervi di zittirla completamente o farvi mandare un riepilogo “giusto di tanto in tanto”, a mezzo mail. Estremamente comodo soprattutto quando non si tratta di pagine alle quali tenete particolarmente (o che avete gestito in passato e messo da parte poi in seguito).
  • Attività nei gruppi: c’erano una volta i forum. Decisamente meglio organizzati e più caldi, sono stati sostituiti (in molti casi) da gruppi di Facebook dove orde di utenti di qualsiasi età discutono tra di loro, litigano, mangiano e sporcano (forse queste ultime due voci non corrispondono proprio alla realtà, ma ci vanno proprio vicine). Dando un’occhiata allo specchietto che viene aperto, sarà possibile limitare o far cessare completamente le notifiche relative a ciò che accade nei gruppi, per permettervi quindi di seguire solo quelli che ritenete vitali e lasciare ad una visita “pastorale” (di tanto in tanto, senza esagerare) il compito di recuperare ciò che viene invece scritto in quelli che ritenete di seconda importanza.
  • Richieste e attività delle applicazioni: ciascuna gioco o applicazione utilizzata e approvata su Facebook (quelle in grado di rilevare i vostri dati e permettervi così un login più rapido, tanto per capirci) si trovano all’interno di questa voce che chiaramente potrà regolare la loro capacità di disturbarvi e inviarvi notifiche tramite il Social Network blu. È proprio qui che dovrete decidere cosa e quando potrà “farsi sentire” (farsi vedere, in realtà) ogni volta che ne avrà bisogno. Un consiglio spassionato? A meno che non passiate le vostre giornate a giocare, qui si possono zittire quei passatempo che siete voi a scegliere di utilizzare sporadicamente.

Siete arrivati al termine del calderone più importante, quello che regola ciò che può o non può disturbarvi ogni volta che accedete al Social Network da PC. A ruota seguono però altre voci altrettanto importanti, quelle che regolano lo stesso tipo di disturbo a mezzo mail, mobile (applicazione) e SMS. Se l’ultima è sempre stata “a richiesta” e non del tutto disponibile in Italia, le altre due sono altrettanto invadenti se non tenute a bada:

Come potete voi stessi vedere dalle immagini ho personalmente scelto la via del silenzio e mi ritengo assolutamente soddisfatto, sono io a scegliere quando e da quale dispositivo utilizzare Facebook, non il contrario, altrimenti la quantità di tempo perso arriverebbe realmente a livelli inimmaginabili. Si tratta di strumenti formidabili e che sanno catturare l’attenzione ma continuo a credere che debbano essere utilizzati nella giusta maniera (e quantità) per poter continuare a goderseli senza abusarne.

Spero di esservi stato d’aiuto :-) (l’area commenti per ulteriori delucidazioni o dubbi è sempre a vostra disposizione sul blog)