Configurare il forward della propria posta da Libero a GMail

È uno di quegli articoli che ogni tanto tocca riproporre perché torna utile tanto quanto la Nutella a colazione. Vi ricordate quando tempo fa avevo aggiornato l’articolo originale dicendo che Libero aveva finalmente rinunciato alle limitazioni imposte alla connessione per scaricare la posta elettronica da qualsiasi client e provider? Pare proprio che questo roll-out sia ancora in corso, è lento, non tutti ne possono usufruire e chi prova a configurare la propria casella di Libero su GMail ottiene spesso e volentieri un errore che non permette di andare avanti con il catch delle mail. Il metodo per aggirare l’ostacolo c’è in ogni caso e ve ne avevo già parlato, serve un ritocchino qua e la ma ce la possiamo fare, ecco di cosa si tratta!

Libero-logo

Ve la faccio breve e con un passo-passo contenente anche immagini che vi permetteranno di capire rapidamente il da farsi rispetto alla vecchia casella di posta e ad un interfaccia arcaica fortunatamente non più utilizzata dal provider.

Una volta fatto accesso alla vostra casella di posta dal sito web di Libero dovrete andare nelle Impostazioni della stessa:

LiberoWebMail_Impostazioni

Spostatevi in Filtri, createne uno nuovo e compilatelo così come in figura avendo cura di sostituire “vostramail@libero.it” con il vostro vero indirizzo di posta elettronica Libero e “mario.rossi@gmail.com” con il vostro vero indirizzo di GMail:

LiberoWebMail_Filtro

Facendo clic su Salva, Libero farà partire un controllo sul campo dedicato alla casella che dovrebbe ricevere l’inoltro automatico della vostra corrispondenza dicendovi che non potete scegliere nulla di diverso da una casella di posta @libero.it. Ce la si prende in saccoccia? Tutt’altro. Ci sono degli script / componenti aggiuntivi che se installati sul vostro browser permetteranno di rimuovere questa limitazione, scegliete in base al vostro browser:

A questo punto -riavviate il browser se necessario- dovrete aggiungere uno script realizzato ad-hoc per permettervi di superare la limitazione imposta da Libero, collegatevi all’indirizzo greasyfork.org/it/scripts/2830-libero-mail-forward-to-any-address e installate lo script tramite il pulsante “Installa questo script“. Una volta fatto tornate sulla pagina di Libero (la vostra WebMail) e riprovate a salvare il filtro. Se continuate a ricevere l’errore chiudete la pagina, rientrate e ripetete la procedura sopra spiegata, non dovreste più notare il messaggio di errore nel popup e finalmente riuscirete ad effettuare il forward della posta verso la casella che ritenete debba essere la principale per il vostro quotidiano scambio di comunicazioni.

Occhio però: ad oggi questo metodo è perfettamente funzionante e la limitazione imposta da Libero è banalmente aggirabile tramite lo script sopra descritto, domani potrebbe smettere di funzionare, zero preavviso, “no-excuses“, spero possiate leggere questo articolo e approfittarne prima che sia tardi ;-)

 

Lenovo: recuperare lo spazio dell’unità di ripristino con EaseUS Partition Master

thinkpad_logoScenario: portatile Lenovo con Windows 7 a bordo pre-installato e l’applicazione fatta per il ripristino di sistema già disinstallata dalla macchina perché considerata inutile. Tutto molto liscio almeno nella teoria, apparentemente senza errore. In realtà l’errore c’è e sta proprio nel fatto che probabilmente si sia andati a disinstallare l’applicazione di Recovery prima di recupere lo spazio disco occupato proprio per tenere i dati di default stabiliti dall’azienda all’atto della preparazione della macchina. C’è modo di riparare al danno senza dover scaricare e reinstallare il software Lenovo?

Assolutamente si, lo si fa a PC appena avviato (senza passare da Windows) e con EaseUS Partition Master Pro, tramite una ISO live da mettere comodamente su CD o chiave USB.

easeus_PartitionMaster-pic-keydiv1

Di cosa si tratta

Di un software che usavo in versione free da tantissimo tempo e che finalmente ho fatto passare a Pro da poco tempo proprio per andare ad utilizzare le sue funzioni estremamente intuibili e precise anche dopo il boot prima dell’avvio di Windows, momento necessario quando ha necessità di mettere mano alle partizioni del disco per ridimensionarle. La versione gratuita è scaricabile dalla pagina partition-tool.com/personal.htm e permette l’utilizzo del software per fini non commerciali e solo a sistema operativo avviato. La bontà del prodotto sta nel fatto che non avrete necessità di conoscere in maniera approfondita il partizionamento di un disco, potrete fare diverse operazioni con un paio di clic al massimo e prima di applicare le modifiche potrete annullare il tutto per evitare danni (servirà sempre un “Apply” finale prima di applicarle).

L’ho sempre usato per preparare chiavi USB bootabili o ridimensionare dischi fissi per questioni di compatibilità con vecchi sistemi, è una di quelle applicazioni che si installano e si dimenticano ma che puntualmente si tirano fuori non appena nasce un’esigenza particolare. Una utility che in molti già utilizzano e che reputo assolutamente valida nel suo campo.

Perché passare alla versione Pro?

Perché questa permette di sbloccare ogni funzione del software ma soprattutto di creare un’immagine ISO che potrà essere masterizzata su CD o salvata su chiave USB resa poi bootabile per poter eseguire il software all’avvio della macchina e lavorare senza che il sistema operativo si accorga di nulla. È l’opzione che ho scelto e che mi ha permesso di riparare il danno. Sia chiaro, non ho acquistato il software solo per una macchina, ho utilizzato in passato e utilizzerò ancora EaseUS Partition Master Pro anche in futuro, mi sembrava giusto fare un upgrade di licenza che al cambio vi costerà circa 50€ per una licenza a vita con garanzia sugli aggiornamenti e sul supporto (con la formula del soddisfatti o rimborsati entro 30gg, ndr). Creata l’immagine -senza necessità di installare altro software sulla macchina- potrete creare il file ISO da andare in seguito a masterizzare (vi ricordate come salvarlo invece su chiave USB bootabile? Ve lo avevo spiegato qui: gioxx.org/2013/01/18/samsung-nc10-windowsxp, anche se al posto di un’immagine Windows dovrete scegliere una “Grub4Dos Compatible ISO”).

Recupero dello spazio

Avviate la macchina e premete “Invio” quando a video comparirà la voce per scegliere una diversa periferica di boot, selezionate il vostro lettore CD (interno o esterno che sia) o la chiave USB in base a ciò che avete scelto come metodo di avvio alternativo al disco fisso. Quando il programma sarà partito scegliete di avviare EaseUS Partition Master e dalla schermata principale del software noterete finalmente uno spazio disco di qualche GB (generalmente intorno ai 7GB) dedicato al recovery dei dati di fabbrica, è quello lo spazio che potrete facilmente recuperare aggiungendolo a quello che già sfruttate sotto Windows. Eliminate la partizione e aumentate lo spazio di quella di sistema applicando poi le due modifiche.

Una volta riavviato il sistema noterete che avete guadagnato qualche GB in più, sempre prezioso soprattutto quando si ha a che fare con dischi a stato solido (SSD) con tagli non tipicamente abbondanti (più è grande, più attualmente il prezzo aumenterà quasi ad arrivare a 1€ al GB per i dischi di fascia alta e con performance garantite).

Se a questa funzione assolutamente utile aggiungete la possibilità di migrare dischi fissi su dischi SSD tramite procedura guidata, clonazione dei dati tra due dischi o ancora il recupero di partizioni danneggiate beh, forse quella licenza inizia ad essere giustificata. I file system supportati sono quelli più comuni (dall’arcaico FAT12 all’EXT3 di Linux ma non solo) per dischi PATA o SATA passando dagli SCSI e dagli eSata. L’operazione è stata semplice e molto veloce, se avete bisogno di ulteriori dettagli o delucidazioni fate un fischio nell’area commenti ;-)

iOS 8.1: la storia che si ripete in casa Apple, consigli per la sopravvivenza quotidiana

iOS_TurboDa quando Apple ha rilasciato la versione 8.1.1 del suo sistema operativo mobile alcuni dei dispositivi più anziani hanno ripreso a funzionare meglio ma non certo in maniera così fluida come ci si sarebbe aspettati. Rispetto alla scorsa volta (iOS 7 verso il 7.1) il tempo impiegato da Apple per tirare fuori dal cilindro questa nuova release del suo sistema è stato molto minore e ovviamente è mancata la possibilità di rifinirlo in maniera completa, di adattarlo al meglio alle potenzialità (hardware) dei vecchi iPhone 4 e 4S, costringendo l’utente ad una sopportazione quanto mai da guru ritiratosi in meditazione sulle lontane pendici dell’Himalaya.

iOS 8.1 continua ad essere lento (certo più del neonato 8.1.1), goffo, insopportabile quando si va ad aprire un’applicazione sia essa banale o più complessa, che sia già compresa nel sistema o scaricata “after-market”. Alcuni non si sono mai lamentati (neanche quando è avvenuto il passaggio a 8), altri invece -come il sottoscritto- hanno notato un cedimento completo delle potenzialità di un telefono che è sicuramente datato ma non così anziano da meritare la rottamazione. Ho applicato qualche vecchio escamotage permesso dal sistema operativo per evitare di consumare così tanta batteria e cercare di velocizzare alcune operazioni che altrimenti diventerebbero cibo kriptonite per gente che muore nelle attese.

No 3G, no party

Questa non è certo nuova ma è una mano santa per la durata della vostra batteria: la rete 3G uccide l’autonomia dello smartphone pur essendo quella più adatta alla navigazione e al download dei grandi contenuti. Non so nel vostro, ma nel mio specifico caso l’iPhone passa più tempo sotto copertura WiFi che “all’aria aperta e non connessa“, ciò vuol dire che non ho alcuna necessità di tenere attiva la ricerca di una rete 3G e che -in quei rari casi di passaggio da un access point all’altro- posso permettermi il “lusso” di far arrivare mail, messaggi e poco altro anche sotto rete edge dato che la compagnia telefonica lo permette. Questo consiglio non è valido per chi utilizza H3G che non ha rete 2G, torna invece sempre comodo con TIM e Vodafone.

L’impostazione è modificabile da Impostazioni / Cellulare / Abilita 3G:

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Ribadisco il concetto: tutto continuerà a funzionare regolarmente, semplicemente varierà la velocità dei vostri download (diminuirà drasticamente). Se avete necessità di scaricare una mole importante di dati (aggiornamenti di applicazioni e simili) potrete temporaneamente riabilitare l’opzione e andare a toglierla al termine dell’attività.

Suggerimenti predittivi

Una delle nuove funzioni di iOS 8, permette di completare più rapidamente testi di messaggi e mail imparando e modellandosi in base al vostro utilizzo e modo di scrivere. Sicuramente comoda, una funzione che tramite Swiftkey su Android (e anche su iOS) ho avuto modo di apprezzare ma in alcuni casi rallenta il telefono e porta più svantaggi che benefici. Toglierla non vi cambierà la vita soprattutto perché fino a qualche tempo fa avete utilizzato le semplici correzioni e i completamenti da “T9 avanzato” che iOS ci ha abituato ad avere sin dalla notte dei tempi (o quasi).

L’impostazione è modificabile in Impostazioni / Generali / Tastiera / Suggerimenti predittivi:

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Utilizzo batteria

Dare la colpa al solo sistema operativo può nuocere gravemente alla salute ma soprattutto potrebbe non essere la risposta a tutti i vostri mali. Spesso una sola applicazione può davvero rendere vano ogni sforzo di ottimizzazione e intervenendo su di essa si potrebbero risolvere la maggior parte delle magagne. Come si fa a capire di chi è la colpa? Semplice, con la nuova sezione dedicata all’utilizzo batteria di iOS. L’analisi viene effettuata nell’arco delle ultime 24 ore e negli ultimi 7 giorni. Una volta individuata l’app più esosa potrete cercare una soluzione al problema. Nel mio specifico caso ho notato che il push di più account di posta elettronica porta il telefono a consumare più del previsto, ne ho ridotto la quantità e ho messo in download a tempo l’unico account che realmente mi interessa.

La funzione è accessibile da Impostazioni / Generali / Utilizzo / Utilizzo batteria:

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Aggiornamento app in background

Ne avevo già parlato quindi non mi dilungherò, vi ricordo che potete (e secondo me dovete) andare a regolare l’attività delle vostre applicazioni che possono lavorare in background, lasciando attive solo quelle che davvero vi interessano e togliendo la possibilità a quelle che non necessitate nel caso in cui dobbiate passare da un’applicazione all’altra tramite il tasto Home.

La funzione è accessibile da Impostazioni > Generali > Aggiornamento app in background.

Riduci movimento

Come sopra, anche questo contribuisce non tanto alla salvaguardia della batteria quanto della vostra pazienza durante i passaggi da un’applicazione all’altra o nel semplice scroll delle schermate. Molto bello ma sostanzialmente inutile e spesso più odiato che amato:

Potete modificare questo nuovo comportamento standard da Impostazioni > Generali > Accessibilità > Riduci movimento, l’opzione andrà attivata.

In conclusione

I consigli non sono mai abbastanza e ogni caso è diverso dall’altro, se così non fosse avremmo certamente a che fare con un telefono perfetto che però almeno per ora perfetto non è. Io spero semplicemente di avervi dato una mano, un’idea di massima da adottare e vi rimando anche ai vecchi articoli nei quali ho parlato dello stesso argomento e dove potete ancora trovare dei buoni consigli riguardo l’ottimizzazione dei consumi e l’impostazione del sistema per evitare inutili sprechi di tempo e di risorse. Fanno rispettivamente riferimento ad iOS 5 e 7.1 (ma ripeto: ancora alcuni consigli sono validi) ;-)

Firefox Developer Edition (ex Aurora): un paio di consigli utili

Siete tra gli utilizzatori di Firefox Aurora, versione meno stabile della ormai utilizzatissima “beta” ma già migliore rispetto alle “Nightly” che ogni giorno cambiano includendo errori e novità forse in pari peso? Come avrete certamente notato, dallo scorso 10 novembre Aurora non esiste più, al suo posto Mozilla ha dato vita al primo browser pensato completamente per gli sviluppatori e tutti coloro che non ce la fanno a seguire la massa sul web: Firefox Developer Edition. Si tratta di un concentrato di strumenti sempre a disposizione dell’utilizzatore e di colui che deve verificare che il proprio lavoro sia perfettamente visibile / visitabile in qualunque condizione (qui il post sul blog ufficiale di Hacks: hacks.mozilla.org/2014/11/mozilla-introduces-the-first-browser-built-for-developers-firefox-developer-edition).

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Avete perso tutti i dati? Non esattamente.

Il vostro nuovo Firefox Developer Edition si è aggiornato automaticamente e avete perso all’improvviso anni di vita quando una volta avviato non avete più visto segnalibri, tab aperte e tutto ciò che avete lasciato l’ultima volta. Niente panico, avrete certamente risolto nel frattempo, è già uscito infatti un articolo (in inglese, nella knowledge base ufficiale) che vi permette di capire di cosa si tratta: support.mozilla.org/en-US/kb/recover-lost-bookmarks-firefox-developer-edition, intervenire è davvero molto semplice (e personalmente ho preferito utilizzare la gestione profili e collegamenti diretti a questi, ma ognuno fa quello che vuole in casa propria!).

Passare dal tema “total-black” a quello più chiaro

Altro punto importante per alcuni è il tema di base del browser. Chi non utilizza temi personalizzati avrà fatto i conti con un tema “total-black” come quello in immagine:

FirefoxPortableDeveloper-BlackTheme

Se proprio non vi va giù sappiate che potete passare ad un tema decisamente più chiaro in scala di grigi. L’opzione però non si trova nelle Impostazioni (come si arriverebbe a pensare con un po’ di logicità) ma nel pannello di sviluppo che potete richiamare con F12 (o facendo clic con il tasto destro su qualsiasi oggetto in una pagina web e selezionando “Analizza elemento”). Una volta aperto fate clic sull’icona a forma di ingranaggio nella parte alta a destra e finalmente accederete alle opzioni, tra le quali la possibilità di passare al Tema chiaro:

FirefoxDevEdition-StrumentiDev

Una volta fatto clic la modifica è immediata, non sarà necessario riavviare.

Un po’ più contenti? Ne sono lieto. In ogni caso vi ricordo che le versioni inferiori alla beta sono appositamente pensate e realizzate per utilizzatori esperti, non sono assolutamente consigliate per utenti alle prime armi o navigati fruitori del web. Sono versioni di sviluppo, potenzialmente instabili che potrebbero mettere in pericolo i vostri dati, fate sempre un backup e cercate di non urlare troppo sul nostro forum di assistenza nel caso in cui qualcosa esploda ;-)

Sony Xperia Z3: l’evoluzione della specie

Non è semplice parlare di Xperia Z3, non lo è affatto perché solo poco tempo fa ho ampiamente scritto del suo predecessore che ancora oggi uso quotidianamente e del quale sono più che soddisfatto (grazie a Sony) tanto da aver abbandonato il mio fido iPhone senza grossi riampianti. Xperia Z3 è stato presentato durante l’IFA di Berlino dello scorso settembre ed è una semplice evoluzione di Z2 che va ulteriormente a migliorare l’esperienza dell’utente che deve poter scegliere uno smartphone ricco, performante e fluido sotto ogni punto di vista. Impermeabilità, qualità della fotocamera, possibilità di portare sempre con sé la propria sessione di gioco (vedremo nel corso dell’articolo come), una batteria che anche sotto stress arriva a durare due giorni completi contro ogni tendenza attuale che prevede ormai l’utilizzo di batterie tampone sempre tenute in tasca o nel borsello.

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Evoluzione della specie, non per tutti però

Prendiamo in esame i punti chiave che SONY spinge per convincervi a scegliere questa famiglia di device qualitativamente superiori:

  • Batteria: la batteria del mio Z2 arriva tranquillamente a durare 2 giorni facendo un uso più o meno intensivo dello smartphone. Ci sono persone che la mettono a durissima prova e che non arrivano a completare il giorno e mezzo di autonomia. Z3 garantisce i due giorni di durata (completi, le 48 ore per capirci) grazie all’ottimizzazione effettuata sul sistema (Android KitKat 4.4.4, da poco rilasciato anche per Z2) e i risultati che è capace di ottenere abilitando STAMINA per la gestione dei consumi nonostante la batteria scelta per questo nuovo gioiello nipponico sia da 3100 mAh (contro i precedenti 3200 mAh di Z2).
  • Dimensioni e peso: Z3 è il fratello più palestrato e magro di Z2, dimensioni e peso variano migliorandosi e permettendovi di utilizzare un telefono di poco più piccolo (sottile, ndr) e leggero (152 grammi contro i precedenti 163 di Z2), chi ha usato o provato almeno una volta Xperia Z2 lo noterà immediatamente prendendo in mano Xperia Z3, è una differenza minima ma pur sempre gradevole dato che ormai di peso addosso ogni giorno ne abbiamo fin troppo. Ne guadagnerete anche in peso totale con una eventuale custodia che oltre a non farlo diventare molto più grande continuerà a rimanere nel peso che fino ad oggi apparteneva allo smartphone di precedente generazione.
  • Potenza di fuoco: con i suoi 3 GB di RAM a disposizione confermati nel corso del tempo (li ha anche Xperia Z2) il nuovo Xperia Z3 propone un processore Snapdragon subito successivo al vecchio MSM8974-AB (Z3 monta infatti un MSM8974-AC) che permetterà al dispositivo di sfruttare quattro core a 2.5 GHz contro i precedenti a 2.3. La memoria interna non cambia, si resta ancora una volta sui 16 GB nativi espandibili in un secondo momento tramite microSD fino a 128.
  • Enorme!: che fa molto pubblicità dell’iPhone, solo che qui lo è realmente. Monitor confermato, con i suoi 5,2″ e risoluzione full-HD, squadra che vince non si cambia, è il giusto approccio fatto suo da SONY e riproposto anche con Xperia Z3. Lo stesso vale per la fotocamera posteriore (sempre a 20,7 Mpixel con risoluzione massima 5253 x 3940) e anteriore (2,2 Mpixel, abbondanti per le videochiamate da smartphone o una semplice “selfie” che va tanto di moda …).
  • Impermeabilità: se fate parte di quel gruppo di persone che porterebbero ovunque lo smartphone, vasca di casa o della piscina compresa, sappiate che Xperia Z3 migliora ulteriormente questa sua caratteristica passando da una certificazione IP58 (Xperia Z2) a una IP68, consentendovi così di andare fino ad un metro e mezzo di profondità in acqua dolce per 30 minuti (al massimo) e continuare ad utilizzare ogni applicazione installata, principalmente si parlerà di fotocamera (non pensate subito male!), l’importante è continuare ad essere certi di aver chiuso ogni porta e parte di cover, occhio a non dimenticarlo sotto il getto d’acqua ad alta pressione della vostra idropulitrice però, da quello potrebbe non uscirne vittorioso ;-)
  • Xperia fa rima con PlayStation: no, non è vero, ma tutto sommato il risultato è quello. Xperia Z3 permette di portare sempre con sé la sessione di gioco se qualche familiare ha invaso e preso completo possesso del televisore in salotto. Così come fatto tempo fa da Nintendo, anche SONY oggi consente di utilizzare il proprio smartphone (ma anche il tablet con un monitor più grande, forse la soluzione migliore) come monitor remoto dei propri giochi, basta far si che la PlayStation ed il dispositivo scelto (Xperia Z3, Z3 Compact e Z3 Tablet Compact) stiano nella stessa rete WiFi. A quel punto con un controller Dualshock 4 collegato si potrà continuare a giocare senza necessità di stare sul divano e con il televisore davanti! :-)
  • Estensione del proprio corpo: insieme ai dispositivi indossabili come lo SmartBand (SWR10) che ho utilizzato in accoppiata (ereditandolo da Xperia Z2), SONY ha realizzato i nuovi SmartBand Talk SWR30 e SmartWatch SWR50, che potrebbero andare a sostituire così il vecchio SmartBand o il vostro orologio, certo non a prezzo di costo considerando che un Pebble standard lo si trova ormai a listino con 99€ (aggressivo) permettendovi di gestire quasi tutto il vostro mondo. Qui è questione di scelta, dovrete decidere se mantenere un ecosistema monobrand e utilizzare quindi anche le applicazioni appositamente create (Lifelog, tanto per citarne una) oppure crearvi un misto passando anche da applicazioni di terze parti, fortunamente nel mondo Android (ma anche in quello iOS) non ci sono limiti imposti di scelta.

Tutto oro ciò che luccica quindi? Dipende. Se possedete già un telefono con queste caratteristiche (o poco meno) fare un salto che costa l’investimento attuale (prezzi che oscillano tra i 500 e i 700 euro circa) potrebbe non essere una buona idea. Se invece state ancora utilizzando uno smartphone che per partire necessita di carbonella e olio di gomito e che non reagisce a nessun tipo di manutenzione o ripristino a valori di fabbrica con conseguente selezione di applicazioni e personalizzazioni necessarie (evitando cose superflue o provate e mai più utilizzate in seguito) allora il gioco potrebbe valere la candela, considerando che vi sto parlando di un telefono davvero molto bello, elegante, robusto, stabile, performante e realizzato secondo me con quel giusto equilibrio tra hardware e software, da acquistare presso un rivenditore terzo che magari non applica quel prezzo di listino che in ogni caso non è accessibile da qualsiasi tasca.

Di sicuro c’è che se avete in tasca un SONY Xperia Z2 passare allo Z3 è pressoché inutile e fprse stupido, non si parla di rivoluzione ma di prevedibile crescita in linea con la componentistica attualmente disponibile sul mercato. SONY ha fatto un grandissimo lavoro creando un ottimo telefono che dal maggio di quest’anno (Xperia Z2, ndr) ha raccolto più approvazioni che lamentele spesso stupide e immotivate. Con l’ultimo aggiornamento ad Android KitKat 4.4.4 SONY ha anche risolto quei piccoli fastidi che nella quotidianità potevano tediare e mettere a dura prova la pazienza umana facendo decadere -di fatto- gli ultimi paletti che un nuovo utente alle prese con i classici consigli da blog e forum si è potuto porre in quella fase di valutazione di un nuovo telefono da acquistare.

Avrebbero potuto quindi aspettare qualche mese in più prima di tirare fuori lo Z3? Probabile, sarebbe stato sicuramente più sensato ma sfortunatamente è il mercato che impone queste nuove scadenze oltre le quali “se non sei fuori con un nuovo modello sei già obsoleto“. Se volete davvero rendervi conto di ciò che sto dicendo vi consiglio di fare un salto su un qualsiasi comparatore per mettere a confronto i due telefoni, io ne ho usati diversi e posso consigliarvi quello di AndroidWorld, questo il risultato: androidworld.it/schede/confronto.php?id1=0564&id2=0640&.

Nel frattempo io il salto da iOS l’ho fatto, voi non ne siete ancora convinti? Paura di perdere qualcosa, qui c’è un documento di SONY che vi fa capire quanto possa essere semplice migrare tutti i dati e non avere problemi: http://www.sonymobile.com/it/apps-services/xperia-transfer/from-iphone-or-ipad/

Offerta mordi & fuggi

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Prima di chiudere l’articolo sul serio: alla particolarità del monitor remoto per il gioco va anche aggiunta un’offerta di TIM e SONY che vi permetterà di usufruire di uno sconto di 150€ su una nuova PlayStation 4 se acquistate un nuovo Xperia Z3, non so quanto durerà ma magari potrebbe essere un ottima scusa per fare un doppio regalo di natale (immagino la scena del tipo “A me il nuovo telefono, a mio figlio la PlayStation 4, tanto poi ci gioco anche io”): eshop.sonymobile.com/it/campaign/xperiaz3tim :-)

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