Qualche giorno fa Kaspersky ha pubblicato un interessante articolo riguardo la difesa del proprio indirizzo di posta elettronica dallo spam. Tutto molto bello soprattutto per chi è alle prime armi, alcuni dei consigli sono tanto basilari quanto efficaci, ma tra questi uno è pressoché impossibile (o quasi) da rispettare: l’utilizzare un indirizzo di posta “sconosciuto ai più” che vi permetta di conversare con amici e parenti senza mai comparire nei moduli di registrazione online o simili.

Difendersi dallo spam anche grazie a GMail (da un'analisi Kaspersky)

Quando si ha a che fare con quei provider di posta che invadono la casella (la stessa che vi mettono a disposizione “gratuitamente“) con offerte commerciali a prescindere che siate d’accordo o no (email.it è uno dei migliori in questo campo, tanto per citarne uno) combattere è un po’ come andare contro i mulini a vento, senza considerare che anche nel caso in cui non utilizzaste uno di questi servizi che sono soliti rivendere dati, uno qualunque tra i vostri contatti potrebbe incorrere in qualche errore, un’infezione, uno qualsiasi tra le migliaia di malware contraibili in un determinato periodo (ne vengono pubblicati di nuovi a grande velocità, molti più di quelli che ormai “non girano più sulla rete”) che finirà per consegnare dati sensibili a botnet o simili, che utilizzeranno poi gli stessi dati per un ulteriore attacco spam. Un circolo vizioso difficile da spezzare o terminare a meno di interventi decisivi da parte delle forze dell’ordine o dei grandi nomi della sicurezza aziendale oltreché casalinga.

Difendersi dallo spam anche grazie a GMail (da un'analisi Kaspersky) 1

Un consiglio però ve lo posso dare: pur non riuscendo a debellare completamente la minaccia potreste sempre pensare di utilizzare gli indirizzi “farlocchi” che GMail vi mette a disposizione di default per permettervi di filtrare molto agilmente qualsiasi comunicazioni che non vi interessi.

Lo sapevate già che aggiungendo al vostro indirizzo un “+Testo” (dove al posto di Testo potreste mettere qualsiasi cosa, ndr) subito dopo la parte antecedente la chiocciola (ad esempio: mario+pubblicita@gmail.com) riceverete comunque la mail nella vostra casella di posta ma con la possibilità di creare un un filtro di tipo “Per ogni mail in ingresso a mario+pubblicita@gmail.com allora eliminala senza neanche mostrarla“?

Fate una prova. Da una qualsiasi altra casella di posta provate ad inviare (o farvi inviare dal collega o un amico) una mail alla vostra casella di posta aggiungendo un “+Testo” prima della chiocciola e magari iniziare così a giocare con i filtri da sempre messi a disposizione dal big di Mountain View (che già di suo fa un gran lavoro con la pulizia dello spam nella Inbox, salvo qualche piccolo errore di tanto in tanto).

Buona sperimentazione ;-)

So che non sono solito pubblicare la domenica, so anche che potrei parlare dello splendido successo di ieri a Milano (ma non solo) per il Gay Pride, ma dovrebbe bastare un mio aggiornamento di stato per rendere rapidamente l’idea:

Lo scopo del post è ringraziare due persone che sicuramente non leggeranno questo post ma non importa, grazie per lo spettacolo ragazzi, vedere una gara di MotoGP come quella di ieri ad Assen è sempre più raro. Siamo quelli che sono rimasti in silenzio a pregare che il Dottore si riprendesse negli anni che hanno preceduto il rientro in Yamaha, quelli che hanno sofferto, le “hanno prese sui denti” pur divertendosi e rendendo omaggio a quel piccolo alieno che è Marc Márquez, quelli che dopo la sportellata di ieri hanno imprecato pensando che Vale fosse caduto e invece no, era il momento di esultare per un traguardo che nessuno si sarebbe aspettato così difficile ma così bello allo stesso tempo, uno spettacolo che la MotoGP è ancora in grado di offrire:

E sì, forse Meda è un tantinello di parte, ma ci regala delle perle che così possono essere riprese da quel trio di idioti degli Autogol (che ho anche avuto occasione di conoscere alla finale di X Factor dello scorso anno, vi lascio immaginare i cori da stadio che partivano dalle nostre parti!):

PARODIA GUIDO MEDA – Rossi vince ad Assen!Grande vittoria di Valentino Rossi ad Assen!
Non poteva mancare il commento del nostro Guido Meda!
“Vale c’è!! Rossi c’è!! Tutti in piedi sul divanooo!!”
Gli Autogol

Posted by Gli Autogol on Sabato 27 giugno 2015

E ora avanti tutta, che il mondiale è ancora “lungo”.

Avete scritto il vostro pezzo, lo avete pubblicato e nel momento in cui questo viene condiviso su Facebook scoprite che l’immagine scelta dal Social Network non è quella che speravate o pensavate dovesse essere presa. Ci sono un paio di metodi validi per risolvere questo problema: il primo richiederà la più classica delle modifiche al functions.php, l’altro passa dal plugin semplice e veloce da installare tramite dashboard amministrativa del CMS.

Wordpress: niente immagine di anteprima su Facebook? Risolvere il problema 2

Primo metodo: functions.php

Mano al file functions.php del vostro tema, questo codice dovrebbe risolvere agilmente il problema e consentirvi finalmente di utilizzare l’immagine “featured” (o nell’eventualità la prima riportata nell’articolo o una terza di emergenza da voi scelta, ndr) come sfondo del vostro blocco condiviso tramite la pagina del profilo Facebook:

function insert_image_src_rel_in_head() {
    global $post;
    if ( !is_singular()) //se non si tratta di un post o di una pagina
        return;
    if(!has_post_thumbnail( $post->ID )) { //articolo privo di featured image, utilizza quindi la default scelta
        $default_image="http://VOSTROURL/IMMAGINEDEFAULT.jpg"; //Modifica URL e nome immagine con quelli del tuo blog
        echo '<meta property="og:image" content="' . $default_image . '"/>';
    } else {
        $thumbnail_src = wp_get_attachment_image_src( get_post_thumbnail_id( $post->ID ), 'medium' );
        echo '<meta property="og:image" content="' . esc_attr( $thumbnail_src[0] ) . '"/>';
    }
    echo "";
}
add_action( 'wp_head', 'insert_image_src_rel_in_head', 5 );

Codice all’interno del quale dovrete andare a modificare “http://VOSTROURL/IMMAGINEDEFAULT.jpg” con l’indirizzo corretto ed assoluto dell’immagine di default da utilizzare nel caso in cui il codice non trovi un’immagine da utilizzare per la pubblicazione su Facebook.

Secondo metodo: plugin

Più facile, veloce e con la possibilità di caricare un’immagine di default direttamente da dashboard, chiaramente il metodo perfetto per chi non vuole sporcarsi le mani o rischiare di fare danni all’interno del codice PHP della propria installazione.

Wordpress: niente immagine di anteprima su Facebook? Risolvere il problema 1

In questo caso vi consiglio “Facebook Like Thumbnail“, lo si trova nel repository su WordPress.org (quindi ricercabile e installabile direttamente dal vostro WordPress) e richiede la sola impostazione dell’immagine di default da utilizzare in caso di non presenza della featured.

Trovate la sua voce dedicata sotto “Settings” e dopo aver impostato la “Default FB Like thumbnail” non richiederà ulteriore intervento da parte dell’utente, inizierà sin da subito a funzionare (ricordate di pulire la cache prima nel caso in cui abbiate un plugin ad-hoc anche per gestire quella).

In questi giorni particolarmente “caldi” per Expo 2015 (non certo per il clima quanto per le polemiche sugli sprechi di denaro e quel voler incessantemente imbruttire ogni cosa che si prova a fare in Italia) decido di dar retta ad un amico e buttare giù qualche riga per la sopravvivenza in Expo 2015, la grande esposizione ospitata da Milano che durerà fino a fine ottobre.

#Expo2015: Distruzioni per il non uso 5

In questo primo articolo (forse ultimo, forse boh) vorrei riepilogare tutto il necessario per godervi al meglio Expo 2015, i padiglioni da visitare ed ai quali fare particolare attenzione, gli spostamenti (con i mezzi pubblici) e qualsiasi altro dettaglio possa aiutarvi ad arrivare preparati nell’oltre milione di metri quadri a disposizione di ciascun turista. Mettetevi comodi, è lunga (ma vi prometto che ne varrà la pena).

Premessa

Sono un visitatore, lo sono stato già diverse volte e ancora lo sarò. Sono entusiasta di quanto realizzato e di quanto ancora si potrà realizzare e no, non conosco costi, contratti, bustarelle e null’altro di quanto si sia già abbondantemente scritto, parlato, polemizzato e chissà cos’altro. Abbiamo (tutti) quel maledetto vizio di voler spalare merda su qualsiasi cosa si faccia in Italia, anche quando più o meno si riesce a raggiungere un obbiettivo. Se passate da qui per criticare, sputare veleno e far partire un flame bussate alla porta dopo la mia. Al contrario chiunque voglia fare discussione o critica costruttiva è sempre il benvenuto. Vale anche chiedere informazioni, sono a totale disposizione per quello che ho già potuto vedere in maniera approfondita.

Arrivare in Expo

Rigorosamente con mezzi pubblici a meno di particolari necessità o difficoltà di deambulazione. In Expo 2015 ci arriva ATM con la sua metropolitana (e anche con il tram, anche se molto più lentamente) e Trenord con i suoi treni, ma anche Trenitalia grazie all’alta velocità di Frecciarossa. Tutte le informazioni ufficiali si trovano alla pagina expo2015.org/it/esplora/sito-espositivo/come-raggiungere-il-sito-espositivo.

Io ci sono arrivato con Trenord e ATM. Nel primo caso dalla stazione di Rho con una sola fermata (ero lì per altri motivi e ne ho approfittato, facile trovare il parcheggio a Rho, all’arrivo dopo meno di 5 minuti accesso immediato dai binari ad Expo, davvero una banalità), biglietto a 1,40€ per una fermata, costo secondo me sbilanciato. Nel secondo caso basta essere sulla M1 (Rossa) e scendere alla fermata Rho Fiera Expo 2015. Il biglietto in quest’ultimo caso costa 2,50€ (sola andata, ne servono altrettanti al ritorno e conviene il biglietto cumulativo diretto da 5€ per una questione di comodità e rapidità ai tornelli), equivalgono (andata-ritorno) ad un ingresso seriale in Expo, per un totale di spesa di 10€ considerando andata-expo serale-ritorno a casa.

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Secondo me è più conveniente la metropolitana perché potete salire su qualsiasi punto della rossa (o altra linea che va poi ad incrociarla) e arrivare direttamente in esposizione, con l’ulteriore consiglio di evitare di seguire la massa che utilizza la rampa di accesso (ponte bianco, accesso Ovest Fiorenza) con un continuo sali-scendi e preferire la svolta a destra (subito fuori dai tornelli della metropolitana, accesso Ovest Triulza), sempre al coperto, seguendo i nastri trasportatori (come quelli che ci sono in aeroporto), quelli che vi collegano ai binari della stazione ferroviaria e che vi permettono così di arrivare ai controlli per entrare in Expo.

SopravvivExpo 2015: parte 1 (?) 1

Per una mappa sempre aggiornata della rete metropolitana potete puntare a gfsolone.com/mm.

Non sapete proprio dove lasciare la vostra vettura? Tre le alternative che posso proporvi:

  • parcheggiate a Bisceglie, capolinea della MM Rossa opposto a Rho Fiera Expo 2015, il costo del parcheggio della metropolitana (coperto, ndr) è irrisorio (atm.it/it/ViaggiaConNoi/Auto/Pagine/interscambio_urbano24.aspx), dovete chiaramente aggiungere il doppio biglietto per andata-ritorno da 2,5€ per un totale di massimo 7,50€ (considerando 5€ di biglietti e 2,50€ di parcheggio fino a 15 ore nell’arco della stessa giornata, dubito possa servirvi più tempo!).
  • parcheggio a Pagano poiché svincolo della MM Rossa (è qui che decidete se andare verso Bisceglie o verso Rho Fiera Expo 2015), è su strada, dovete avere un po’ di fortuna nel trovarlo durante il giorno, è soggetto alle tariffe del parchimetro che in questo momento non sono capace di documentare (mancano i dati sul sito di ATM) ma che dopo le 19:00 diventa gratuito per tutti. A questo punto occorrerà pagare i 2 biglietti da 2,50€ o il cumulativo da 5€ per l’andata-ritorno.
  • arrivare a Molino Dorino (MM Rossa), anch’essa ha un parcheggio come Bisceglie, stessi costi di sosta ma non di biglietto. Qui si parla di 1,60€ per l’andata e altrettanti per il ritorno. È più vicino a Rho Fiera Expo 2015 e potreste anche pensare di farvi quei 6,5km residui in bicicletta o magari a piedi (expo2015notizie.it/blog/expo2015-grandi-temi/837/allexpo-in-bici-arriva-la-pista).

Ribadisco quanto detto poco sopra e aggiungo:

vi conviene sin da subito acquistare il biglietto cumulativo andata e ritorno da Rho Fiera Expo 2015 perché –fidatevi– vi pentirete di aver acquistato la sola andata quando deciderete di andare via dall’esposizione, le file alle macchine automatiche e allo sportello di ATM rovineranno belle ore trascorse a causa del certo e alto numero di persone davanti a voi (e che continuerà a crescere dietro di voi, anche se questo poco vi importerà, ne sono certo!).

Altra cosa importante prima di chiudere il paragrafo: ricordate che ATM ha dato la possibilità a tutti i possessori di smartphone di scaricare l’applicazione ufficiale del servizio che -tra l’altro- permette di acquistare i biglietti con il proprio account PayPal e fare scansione del codice QR direttamente ai tornelli predisposti. L’esperimento (salvo sfighe temporanee molto rare o maleducati alle vostre spalle che vi chiederanno di inserire il biglietto senza sapere che state utilizzando l’applicazione) funziona, e piuttosto bene anche. Disponibile gratuitamente per Android e iOS, servirà registrare un account (la procedura è rapidissima):

ATM Milano Official App
Developer: ATM Milano
Price: Free

Entrare in Expo: i controlli, le mappe, le prime informazioni

Benvenuti. Siete nell’area Expo 2015 ma ancora vi trovate dal lato sbagliato della visita, quello dei controlli sotto al metal-detector. Tirate fuori le bottigliette d’acqua e mettetele bene in vista nel vassoio, così come lo smartphone o il tablet, lasciate il resto nella borsa con la quale siete arrivati, non c’è alcun bisogno che vi togliate le cinture o le scarpe, così come anelli, catenine, orologio e chissà cos’altro, non siamo in aeroporto. Se necessario sarà la guardia a chiedervi lumi o farvi aprire la borsa, tirare fuori le chiavi e tutto ciò che ritiene opportuno post-scansione. Se avete un Season Pass scegliete le corsie Fast Pass, sono fatte apposta, potrebbero non essere attive se la fila ai tornelli visitatori non sono esagerate.

Una volta dentro guardatevi in giro, se avete seguito i consigli citati poco fa vi troverete all’accesso Ovest Triulza, lo riconoscete perché sulla vostra sinistra potrete vedere il “Popolo del Cibo“:

DSC_0001

Noterete molti giovani ragazzi con una maglia ed una tracolla “Expo Volunteer” (bianco / celeste, facili da riconoscere, decisamente) in grado di darvi informazioni, mappa dell’esposizione e qualsiasi risposta alle vostre domande / dubbi / curiosità sull’evento, sugli orari dei mezzi di trasporto (per questo specifico caso c’è una grande tabella elettronica sempre aggiornata proprio davanti al Popolo del Cibo) e molto altro ancora. C’è anche un banco informazioni poco più avanti a destra, lì sarà possibile acquistare inoltre i biglietti per lo spettacolo “ALLAVITA!” del Cirque du Soleil. Oltre a ciò avrete anche la possibilità di accaparrarvi un bel ricordo (da personalizzare) del quale vi parlo … tipo adesso …

Un passaporto per viaggiare

Partito in sordina al costo di 3,50€ (ne parlava qui il Corriere) e arrivato ora alla tonda cifra di 5,00€ data l’altissima richiesta, il Passaporto di Expo 2015 è un bel ricordo da conservare a manifestazione terminata dopo aver “visitato tanti paesi in così poco tempo“. Lo potete trovare in vendita presso banchetti dedicati generalmente presenti durante il fine settimana o all’Excelsior che si trova poco dopo l’ingresso del Decumano (la via principale di Expo, ndr) a sinistra (arrivando sempre dall’accesso Ovest Triulza!). Se ne parla sul sito di Expo omettendo elegantemente il costo, sia mai che potrebbe aumentare ancora nel corso del tempo ma di sicuro io vi consiglio l’acquisto, è bello, sul serio:

SopravvivExpo 2015: parte 1 (?)

24 pagine a disposizione, non tutti i paesi partecipanti possiedono il timbro per l’occasione e nonostante alcuni di questi dicano che “è in arrivo” voi potete sempre usarla come scusa e chiedere loro una dedica scritta, nella loro lingua, per conservare una parte di ciascun paese partecipante. In pagina 2 trovate lo spazio per il timbro ufficiale di Expo 2015, chiedetelo ai banchi informazioni.

Gli spettacoli

Qui è tutto uno spettacolo, credetemi, a patto che siate ancora capaci di lasciarvi stupire dalla bellezza delle costruzioni che vi circondano, dai colori, dagli odori e dai sapori. Tornate bambini, provate ad aprire la bocca per lasciare uscire un tanto semplice quanto stupendo “Ohhh!“, cercate di non sminuire quanto realizzato con sudore e sacrificio nei mesi antecedenti l’apertura (e si, c’è ancora chi durante la notte lavora instancabilmente per rendere sempre più bella questa esposizione) per offrirvi quindi un Expo sempre differente durante ciascuna vostra visita.

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Molte delle popolazioni presenti hanno deciso di portare costumi tradizionali e strumenti per permettervi di conoscere un po’ della loro cultura, spesso e volentieri ad orari prestabiliti oppure “all’improvviso” lasciandosi apprezzare e circondare sul Decumano, è una festa che dura tutto il giorno e che termina solo per dare la possibilità a chi lavora “dietro le quinte” di rimettere tutto a posto per permettere a vecchi e nuovi visitatori di ricominciare a sorridere e divertirsi qualche ora più tardi.

Noi personalmente (io e consorte) abbiamo apprezzato quello spettacolo che è la raccolta fondi per il Nepal, assente giustificato con un padiglione non completo, lo sarebbe stato se il terremoto non avesse cambiato ogni singolo programma di questo martoriato paese. Date il vostro contributo se potete e volete. Le teche di raccolta delle offerte si trovano rispettivamente nel padiglione ad inizio Expo (arrivando dall’accesso Ovest Triulza, giusto il tempo di lasciarsi alle spalle sulla destra “Piazza Duomo”) e in mezzo al Decumano nel corso della passeggiata.

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Fate qualche passo più in là e incontrate il Vietnam, altro paese che oltre a portare un po’ del suo artigianato (splendido, davvero) ha scelto di deliziare chi frequenta il suo padiglione nei giusti orari (ad ora che sto scrivendo e pubblicando l’articolo: 11:00, 14:00, 17:00, per una durata di circa 45 minuti per sessione) grazie ad uno spettacolo di musica e danza tipica, rispettivamente con strumenti che difficilmente avete visto e sentito prima e costumi tradizionali dai mille colori, una gioia per l’anima e l’occhio.

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Sono solo due degli esempi che potete trovare nell’esposizione. Vi basterà semplicemente passeggiare, entrare nei padiglioni, curiosare. La maggior parte delle volte sono proprio gli stessi padiglioni a indicare orari degli spettacoli (ammesso che ne abbiano), altrimenti si può sempre fare appoggio all’applicazione ufficiale di Expo che ogni giorno propone i programmi completi di informazioni e posizioni da raggiungere per poterseli godere:

Portate pazienza: l’applicazione non è infallibile ed è ancora ricca di bug, talvolta va in crash anche solo durante la consultazione di un appuntamento in agenda. È comunque sotto costante aggiornamento, vedo spesso e volentieri comparire nuove versioni nel Play Store (o in AppStore) pronte per essere scaricate.

Le grandi code che neanche l’A1 o l’A4

Sarà che l’esoticità del luogo attira, sarà perché promettono mari e monti ma ci sono alcuni padiglioni che vi faranno perdere molto tempo in coda, giusto saperlo prima, così da regolarvi in base soprattutto a quante volte riuscirete a prendere parte all’Expo. Chi ha un pass si fa pochi problemi, chi sceglie invece il biglietto per singola giornata potrebbe dover rinunciare a loro. Fino ad oggi abbiamo riscontrato le attese più lunghe nei padiglioni degli Emirati Arabi Uniti, del Kazakhstan, del Giappone e della Cina. Sarete contenti (o forse no, ma va bene lo stesso) che anche l’Italia gode di una fila eccezionale. Noi ne abbiamo approfittato durante una domenica pomeriggio, quando una gentilissima volontaria ci ha suggerito di metterci in fila perché ci avremmo impiegato solo mezz’ora ad entrare, aveva ragione, solo sabato scorso (20/6) si parlava di più di due ore di fila prima di poter entrare.

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Anche alcuni dei padiglioni Corporate hanno qualche difficoltà di smaltimento code, tra i quali certamente Coca Cola e Vanke (stesso distretto), in ogni caso ne vale la pena e la si smaltisce anche rapidamente, c’è soddisfazione nella prima citata perché una volta entrati potrete sorseggiare una fresca bottiglia di Coca a vostra scelta tra Regular o Zero.

Portate pazienza, fate bene i vostri conti, con un biglietto a singola giornata potrebbero essere difficili da visitare perché toglierebbero tempo agli altri (alcuni più, altri meno meritevoli di passaggio ma è comunque bello poter valutare soggettivamente).

L’acqua ve la offriamo noi (cit.)

L’acqua è un diritto fondamentale, di tutti, ed è onnipresente anche in Expo grazie a CAP. Vi basterà andare dietro ai padiglioni del Decumano per trovare le case dell’acqua. Potrete bere acqua naturale e frizzante freschissima, sempre. Non era un “qualcosa di dovuto”, soprattutto calcolando che ogni bar, ristorante e area di ristoro mobile (le Ape Car di Piaggio) vi possono vendere la mezzo litro in plastica ad un prezzo che varia dall’euro all’euro e mezzo (più costosa nei ristoranti più “in” di alcuni padiglioni presenti in esposizione), è quindi una sorpresa, gradita, non morirete certo di sete, fondamentale soprattutto durante le giornate più assolate.

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Un suggerimento per evitare di rimanerci male: la vedete la fotografia che ho scattato e inserito qui sopra? Vedete quelle onde sopra ai rubinetti? Aprite bene gli occhi: le bollicine fanno la differenza! Tanti non capiscono che l’acqua frizzante è quella nella foto a destra mentre la naturale è quella sulla sinistra perché priva di bollicine nel disegno! Non ci sono combinazioni strane di tasti da premere né tanto meno strani gesti da fare davanti alla macchina, non ci sono pulsanti mappati per ciascuna evenienza anche perché, giusto per capirci, i pulsanti sono tre per ciascun rubinetto, e a questo punto mi verrebbe da chiedere a cosa corrisponde il terzo, forse per la grappa liscia? ;-)

Il cibo invece ve lo pagate, con la giusta spesa

Si perché, nonostante le puntuali polemiche per scontrini da capogiro, in Expo si può mangiare anche spendendo il giusto. I menu ci sono, sono esposti tipicamente fuori dal ristorante di ciascun padiglione e -nel caso non lo fossero- sono disponibili semplicemente chiedendolo a chi sta alla cassa, facile, davvero, non c’è obbligo di sedersi e consumare, date un’occhiata prima di far danni e lamentarvi poi tramite Twitter, Facebook e chi più ne ha più ne metta. Un paio di consigli possiamo di sicuro darveli, a partire da un mio semplice tweet:

Giusto per farvi capire che è meglio girare alla larga dallo Street Food troppo italianizzato proposto dal padiglione American Food 2.0, che di 2.0 ha solo il risparmio sulla materia prima che però voi pagate nel conto. Una spesa che non vale assolutamente la pena affrontare, un peccato considerando che la voglia era tanta e che l’America dello Street Food, quella vera però, non la batte nessuno.

Un consiglio? Se proprio avete voglia di hamburger, provate ad andare dietro il padiglione del Qatar, troverete i ragazzi di BBQ Hooligans che con una minore spesa vi offriranno un panino (con annesse patatine e salsa) decisamente migliore. Il tutto in attesa di poter provare gli italiani di The Italian Street Burger, seguiranno aggiornamenti, promesso.

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Non di solo hamburger però è fatto Expo 2015: provate quante più cucine possibili, è il consiglio più banale ma forse quello più azzeccato da dare. Siete circondati di culture e cibi spesso simili ma con preparazioni assolutamente differenti tra di loro, alcune di queste meravigliose. Siamo buone bocche, abituati alla cucina italiana invidiata e copiata (almeno ci provano) ovunque nel mondo, ma è quel mondo ad avere spesso qualcosa di inimitabile. Fatevi accendere la bocca dai tacos messicani accompagnati dal loro Mojito. Sorseggiate un tè marocchino alla menta (fresca, niente estratti o schifezze simili) nel giardino dell’omonimo padiglione. Fate un salto alla Food House di Ferrarini se proprio non ce la fate a vivere senza l’Italia. Davvero: c’è l’imbarazzo della scelta (compreso McDonald’s, se proprio volete farvi del male), per tutte le tasche.

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Se poi vi è necessaria una tabella dei costi è presto detto, a modo mio per farvela facile:

  • Abitate già a Milano? Prezzi assolutamente standard.
  • Abitate a Roma? Prezzi poco più alti della media.
  • Abitate a Milano Marittima? Prezzi da barboni, li affrontate con la paghetta della mamma.

Le proposte ci sono e sono spalmate su tutto l’arco della giornata. Dalla colazione al gelato della merenda per arrivare poi all’aperitivo serale con buffet ma non solo.

Prima di andare via: l’Albero della Vita

È Lo Spettacolo. Non credo ci sia qualcosa di più bello all’interno dell’esposizione tutta, niente che possa davvero competere con quanto realizzato, con questa sorta di misticismo tra luci, colori, suoni. L’Albero della Vita è un progetto fantastico, in tutto e per tutto, lascerebbe a bocca aperta anche chi dice di aver visto tutto nella sua vita. Uno spettacolo sapientemente giostrato che va in onda più volte durante l’arco dell’intera giornata (ad ora che scrivo e pubblico l’articolo: dalle 11:00 alle 21:00 ogni ora) ma che sa dare il meglio di sé durante gli spettacoli serali (ad ora che scrivo e pubblico l’articolo: 22:00, 22:30 quelli più completi).

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Impossibile da descrivere a parole, posso solo lasciare spazio ad un video che ho girato la prima volta che sono stato in Expo ormai un mese fa circa, questo spettacolo è stato ulteriormente modificato nel frattempo e presto spero di poter girare un nuovo video da proporvi in un altro articolo (ah si? Ci sarà? Ma non avevo detto che mi sarei fermato ad uno?):

Lo spettacolo non è completo, questa è solo l’ultima parte fatta di tre tracce una dopo l’altra quasi senza pausa.

In conclusione

Da visitare, almeno una volta prima della sua chiusura, perché non sappiamo se e quando avremo l’onore di poter ospitare ancora l’esposizione universale in Italia e perché per una volta siamo riusciti davvero a fare qualcosa di straordinario, contrariamente a quanto sento dire in giro da chi nell’esposizione non ci ha ancora messo piede neanche una volta ma si sente in diritto di sentenziare perché è sempre di moda dare addosso all’Italia e agli italiani, siamo noi i primi a farlo.

Trovate tutte le mie fotografie (aggiornate di volta in volta) all’indirizzo flickr.com/photos/gioxxswall/sets/72157652073100533.

Ci vediamo domani sera in Expo (ci si fa un altro giro serale ;-)). Se avete bisogno di informazioni, come già detto, lasciate un commento!

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

windows.commandlineUna unità organizzativa in Active Directory dove avevamo raccolto tutti i PC dismessi, lasciati lì non disabilitati in attesa di terminare la pulizia. Quel termine è finalmente arrivato, nel frattempo è passato circa un mese e con un semplice comando nel prompt di DOS si può ottenere facilmente quanto richiesto:

dsquery computer OU=Computers-DACANCELLARE,DC=contoso,DC=com -scope onelevel -inactive 4 | dsmod computer -disabled yes

La query individua tutti i PC che si trovano nella unità organizzativa “DACANCELLARE” (e solo in quella, grazie al “-scope onelevel”, ndr) inattivi da 4 settimane (-inactive 4), disabilitandoli poi in automatico (dsmod computer -disabled yes). Si tratta di un trucco sempre utilizzabile anche variando o omettendo il numero di settimane di inattività con il dominio. Occhio allo scope “onelevel” perché così eviterete brutti scherzi (magari potrebbe capitarvi di andare a disabilitare l’associazione al dominio di qualche server, non si sa mai).

Per conoscere la sintassi di DSQuery potete fare riferimento a SS64, si parla invece di “scope” nel DSQuery sul Social Technet di Microsoft.

Cheers.