Per qualche motivo che onestamente non ti so spiegare, da quando ho meno tempo per scrivere qui sul blog (cosa che mi è sempre piaciuta tantissimo), ho lasciato indietro le recensioni prodotto, pur trattandosi di una delle serie più lette di questa mia opera sul web. Quasi ogni giorno ho conoscenti o amici che chiedono consigli per gli acquisti, e tenere quindi in piedi questa rubrica mi ha sempre aiutato nel delegare l’ennesima chiacchierata sullo stesso identico prodotto fatta a distanza di qualche ora l’una dall’altra. Capiamoci: fa comunque piacere e non è certo un sacrificio, ma spesso posso fare di meglio (e più rapidamente) semplicemente indicandoti dove trovi ‘cosa ne penso‘ qui, sul mio blog.
Voglio provare a riprendere un po’ le sane abitudini, oggi quindi ti parlo di questo mio acquisto datato un ormai lontano 26 settembre 2023, convinto dal giudizio positivo di Alberto che – ammetto – mi ha fatto spendere soldi senza che realmente ne avessi bisogno, anche se la cosa è cambiata rapidamente, perché da quando quel monitor è arrivato tra le mura casalinghe, ha impiegato molto (MOLTO) poco a diventare parecchio gettonato. Quello che posso dirti è che per almeno un paio di abbondanti mesi (e forse più, vado ormai a memoria) mia moglie era solita rubarmelo e portarlo con sé in un ‘ufficio di appoggio‘ mentre il suo (presso il quale aveva una postazione con docking station completa, monitor esterni, ecc.) non era accessibile.
ARZOPA 15.6″ FHD

Il concetto è semplice: un secondo schermo da 15.6 pollici, pannello IPS in Full HD (1920×1080), sottile quanto basta per viaggiare insieme al portatile e tirarlo fuori quando il solo monitor del laptop non ti basta più. Lo scopo è tutto lì: due finestre affiancate senza dover giocare a Tetris con le applicazioni aperte, ovunque tu ti trovi a lavorare quel giorno. Sia chiaro: nulla che possa essere trasportato per farmi giocare al mio sparatutto preferito o fare montaggi video particolarmente ‘delicati‘, per questi casi così specifici bisognerebbe pensare a un monitor dalla risoluzione decisamente maggiore e tecnologia più ‘adatta‘ (ne risentirebbe molto anche il peso economico, il prezzo finale non sarebbe certo quello che ho sborsato io all’epoca, si parlava di 110 euro circa).
Ti racconto com’è andata dopo tutto questo tempo, dividendo il discorso come farei se me lo chiedessi a voce.
Perché sì
È facile da trasportare. Non è eccessivamente pesante e, se nello zaino del PC portatile di lavoro c’è ancora un po’ di spazio, trova posto lì dentro senza bisogno di una borsa in più da portarsi a tracolla. Esiste in versione da 14″ (anche se non lo si trova più così tanto facilmente in giro) e da 17,3″, ma quest’ultimo inizia a essere più un portabile che un portatile, perdendo in un solo colpo il vantaggio reale di questo tipo di accessori.
Si alimenta via USB-C, direttamente dal laptop. Quando la porta del tuo portatile lo permette, quell’unico cavo porta sia il segnale video che l’alimentazione, quindi niente alimentatore dedicato e niente caccia alla presa di corrente libera in sala riunioni. Unica accortezza prima di comprarlo: verifica che la porta USB-C del tuo computer supporti l’uscita video (DisplayPort Alt Mode, spesso indicata con il simbolino della DisplayPort o come porta Thunderbolt accanto al connettore), altrimenti quel cavo da solo non basta.
Non devi configurare nulla. Collegalo, il resto lo fa Windows o macOS, dovrai tuttalpiù dirgli fisicamente (al sistema operativo) qual è la posizione del monitor così da permetterti continuità con il puntatore del mouse senza impazzire, nulla più. Reattività perfetta, l’esperienza è molto simile a quella che puoi avere con due classici monitor da scrivania, pur sempre ricordandoti che sei in mobilità, non pretendere la luna, ma non accontentarti neanche del solo schermo del laptop.
Perché no
Costringe comunque a ricordarsi di portare un ulteriore cavo con sé. Il problema non è tanto quello USB-C, che ormai vive in simbiosi con ognuno di noi, quanto il Mini HDMI, che non è proprio la cosa più normale da avere sempre nello zaino.
Eppure diventa fondamentale in almeno due casi: quando vuoi collegare il monitor a un dispositivo che ha solo una vecchia uscita HDMI e niente USB-C con uscita video, oppure quando l’USB-C ce l’hai ma le porte sono già tutte occupate da altro (dock, chiavette, ricarica, a te la scelta). Il mio consiglio è banale ma funziona: lascia quel cavo fisso nella stessa tasca dove tieni il monitor, così non devi ricordartelo ogni volta (e non scopri di averlo dimenticato quando ormai sei arrivato a destinazione).
Perché no, ma solo in parte
Quando ho preso il mio modello nel 2023 non esisteva ancora una proposta che integrasse un sostegno per il monitor. C’è la custodia magnetica in stile iPad, che fa il suo lavoro come protezione durante il trasporto, ma come supporto in molti casi è scomoda e soprattutto non permette alcuna regolazione in altezza. Lo schermo resta basso, appoggiato al tavolo, e dopo qualche ora te ne accorgi (il collo in particolare).
Questo mi ha costretto all’acquisto di un sostegno a parte, quindi un’ulteriore spesa. Con quel sostegno mi trovo perfettamente, sia chiaro, ma va ad appesantire ancora di più lo zaino nei giorni in cui il monitor si sposta con me. Ecco perché “solo in parte“: se lo acquisti oggi dai un’occhiata ai modelli più recenti che il sostegno lo integrano già, potresti risparmiarti sia la spesa che il peso extra.
Io ho scelto (anche in questo caso, all’epoca non c’era molta scelta su un mercato per questo tipo di accessorio molto più ‘raro’ rispetto a oggi) quello che tocca montare e smontare ogni volta che ne ho bisogno (e con un peso specifico della piattina di base che annulla completamente il peso piuma del monitor esterno), ma c’è decisamente di meglio e più rapido (ma non più economico). Qui di seguito ti mostro qualche alternativa (io sto usando il primo tra i tre box):
Forse inutile dirlo ma, con il senno di poi, oggi probabilmente propenderei per la scelta numero tre seppur più costosa, perché ne guadagnerei in agilità nel trasporto e velocità di montaggio / smontaggio.
ARZOPA 15.6″ FHD: in conclusione
Un acquisto partito senza un reale bisogno e diventato, nel giro di poco, uno di quegli oggetti che in casa ci si contende. Se lavori spesso fuori dalla tua solita postazione e il solo schermo del portatile ti sta stretto, è un compagno di viaggio che consiglio volentieri. Metti solo in conto il cavo Micro HDMI da non dimenticare e, se il tuo modello non lo prevede già, un sostegno da affiancargli.
Durante l’estate, o il periodo natalizio, o ancora delle più semplici trasferte di lavoro (o in famiglia), ogni scusa è buona, perché a quel punto vorrai giustificare l’incauto acquisto e di certo te ne ricorderai sempre, tranne per quelle volte che magari stai via un solo giorno e portarsi dietro il monitor secondario sembra ancora oggi un po’ “too-much“. La fotografia che hai visto qualche paragrafo fa, è esattamente la mia configurazione da viaggio della quale difficilmente potrei fare a meno.
Se hai domande in merito al prodotto o vuoi raccontarmi come ti trovi con il tuo monitor portatile, l’area commenti è a tua disposizione :-)
#KeepItSimple
Disclaimer (per un mondo più pulito)
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Ogni articolo rispetta - come sempre - i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere. Riporto i fatti a prescindere dal giudizio finale.
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Prodotto: preso di tasca mia. Convinto da buone recensioni di un amico, ho deciso di fare l'incauto acquisto pur non avendo ancora in mente cosa me ne sarei potuto realmente fare. Oggi non tornerei indietro, è maledettamente comodo!
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