Mamma, cosa succede all’internet?

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Bella domanda eh? Siamo in tanti a chiedercelo e quasi nessuno sa dare una risposta ben precisa. Questo è il bello “della diretta“. Tanti pareri, tante false verità, tante supposizioni ma niente di provato, niente di scritto, assolutamente nulla di ufficiale proveniente dalla moltitudine di pagine componenti il sito ufficiale di Alice. Per fortuna, Telecom ci da la risposta sull’unico helpdesk web che ho trovato (grazie a giangy):

Problemi ADSL Telecom

Beh, se Telecom stessa ammette che non ci sono grossi problemi sulla rete, allora dobbiamo crederci! Stanno perdendo tempo i giornalisti, il popolo blogger (me compreso) e tutti quei poveri disgraziati che si ritrovano una connessione scadente in casa! Bon!, ammettiamo di non essere capaci di fidarci di Telecom (non sarà poi così difficile, almeno per me) e continuiamo l’indagine per capire cosa sta succedendo nello stivale.

Qualche tempo fa, a causa degli stessi identici problemi, avevo buttato giù due righe per cercare di parlare del disservizio:

Pare che la situazione non sia cambiata granchè, anzi, è addirittura peggiorata! (Ma va? Dico davvero? Diobò, non me lo sarei mai aspettato dalla Telecom! ;-)).

La causa? Ci sono svariate voci. Qui di seguito tento di pubblicare quelle spacciate per vere:

  • La informiamo che è stata riscontrata su Internet una notevole diffusione di spyware o adware il cui effetto si manifesta nella possibile difficoltà di connessione e nel saltuario sovraccarico dei sistemi DNS dei vari Internet Service Provider” (Presa direttamente da HelpADSL.it, portale “di Telecom“(?))
  • Ricordate l’allegro avvocato “variabile” che ha diffidato tutta Italia? Potrebbe essere lui la causa visto il contenuto poco “consono” della mail ormai famosa. Tale notizia non ha una fonte ufficiale, di sicuro ne ha una autoritaria: Paolo Attivissimo.

Le cause del BAR, ovvero, quelle che si possono sentire negli angoli della rete, tra colleghi e in qualsiasi altro posto dove ci si ritrova a parlare del problema ADSL in Italia.

Queste, chiaramente, possono essere giuste quanto sbagliate (data la fonte non ufficiale). Nessuno sa dirvi quanta probabilità di tendere al “giusto” abbiano, possiamo solo discuterne:

  • Un problema grosso alla Seabone romana ha procurato diversi problemi dopo le svariate operazioni che l’hanno riguardata ultimamente e nei mesi scorsi (vedi gli improponibili aumenti di banda sulle centraline/server/centrali, le varie modifiche per gli upgrade fatti a tantissimi clienti nonostante le linee locali degradate, ecc.ecc.ecc.). Sono stato uno dei primi a pensare a questa causa (l’ho scritto anche nel primo post che ho linkato qualche paragrafo più su) e, stasera, parlandone in canale con altri utenti che “trafficano – come me – in queste cose ogni giorno“, sembra l’ipotesi più plausibile.
  • Si tratta solo di un problema DNS, cambiateli e andate in pace“. Questa è quella da buttare via così com’è. Non è solo un problema di DNS (anche quelli, chiaramente) ma, oltre a loro, c’è da segnalare comunque la massiccia presenza di tali zombie che, negli ultimi tempi, sono stati mirati da svariati prodotti nocivi ben confezionati e sempre più “affamati” di danni.
  • Bin Laden attacca l’Italia via telematica“. A chi dovesse indicare questa, regalate un bel biglietto di sola andata per il Polo Nord, lo apprezzerà.

Quanto c’entrano i DNS e cosa può fare l’utente finale?

Come già detto in precedenza, i DNS c’entrano ma solo in parte. Cambiarli non fa mai male, soprattutto se questi dovessero corrispondere a server Telecom “nell’occhio del ciclone“. HelpADSL propone i seguenti:

  • 151.99.125.1
  • 151.99.0.100

Al contrario di quanto afferma il TG5 (bella baracca di “dis-informatici), il problema non riguarda solo Windows… ovviamente la rete non sta a guardare il sistema operativo da voi preferito/utilizzato. Inutile quindi dire che la modifica dei DNS potete effettuarla su qualsiasi sistema. Sia esso UNIX o Windows, passando a MacOSx e Solaris.

Nel caso in cui non vogliate però sottostare nuovamente a DNS made in Telecom Italia (un “made” del quale faremmo bene a non vantarci, almeno in Italia), potete fare uso di OpenDNS. Si tratta di un servizio completamente gratuito che mette a disposizione dell’utente finale dei server DNS veloci e decisamente affidabili. Il sito web ufficiale del progetto è il seguente:

www.opendns.com

Il sito è in inglese. Scritto in modo comprensibilissimo, anche per quei poveri disgraziati che di inglese non ne capiscono assolutamente nulla (e fareste bene a studiare qualcosina, anche il minimo indispensabile…). Scegliendo “Get Started“, verrete automaticamente accompagnati alla pagina dove sarà possibile scegliere il proprio modello di router (se ne possedete uno) ed il vostro Sistema Operativo. La maggior parte dei navigatori non hanno un router, ecco quindi che si salta direttamente alla fase 2. Scegliete il sistema operativo e proseguite con le opzioni che vi elenca il sito, fino ad arrivare alla guida illustrata (gabola per coloro che non sanno leggere il testo in inglese) che vi permetterà di compiere la semplice operazione di modifica DNS. Il tutto vale per i sistemi operativi Windows/Linux/MacOS (sono inoltre selezionabili 3 dispositivi mobili, giusto per darvi maggiore supporto in merito).

Dal blog, se lo desiderate, sarà possibile leggere le novità (ogni volta che ci sono, chiaro) riguardanti il servizio. Lo trovate all’indirizzo blog.opendns.com e a questa pagina potete vedere il post di benvenuto per gli Italiani ;-)

Tra le varie feature del servizio, troverete anche:

  • Blocco automatico per i siti “copia“, che cercano di catturare i vostri dati di autenticazione a siti molto conosciuti quali eBay/PayPal/ecc. (anti-phishing);
  • Sostituzione automatica delle lettere sbagliate nei tld (es. www.sito.iy verrà sostituito automaticamente ed aperto come www.sito.it);
  • Nessun filtro per quei siti considerati “pericolosi” dal Governo Italiano (Vedi qui);

Basta utilizzare il servizio e scoprirle. Se aveste deciso di passare ad OpenDNS, potete effettuare le modifiche citate e controllare che tutto funzioni andando alla pagina:

welcome.opendns.com

Tale pagina riconoscerà in automatico i DNS utilizzati e saprà dirvi se l’operazione di cambio sarà andata a buon fine o meno ;-)

Se non volessi affidarmi a tale servizio?

La risposta sembra semplice in teoria. Nella pratica è un attimino più difficile per i “non addetti ai lavori“. Risolviamo la questione “alla radice” con due link secchi:

Il primo link servirà – chiaramente – a chi desidera dare fiducia ad una macchina Windows per la risoluzione nomi a dominio (DNS appunto), la seconda sarà invece dedicata a chi “smanetta” nel mondo Linux ;-)

Se nei due link sopra citati non c’è la soluzione al problema perchè avete una “particolare distribuzione Linux che non accetta passaggi generici” o simili, il buon Google può sempre darvi una mano!

Inutile dire che, per coloro che non lavorano abitualmente con il proprio S.o. / Server / Rete, addentrarsi in questa esperienza potrebbe risultare alquanto scomodo e complicato. Potete adottare la soluzione OpenDNS ;-)

C’è altro che io possa fare per aiutare Telecom?

La risposta è tanto semplice quanto “bastarda“: NO. Telecom Italia, che io sappia, sta già muovendosi su vari fronti per cercare di arginare il problema “Spam“, cercando di riportare la situazione alla normalità per tutti i suoi clienti. Quando in giro sentire dire “Ah ma tanto non è solo colpa di Telecom Italia! C’è anche XXX in mezzo!“, provate a capire di chi si parla… parecchi nomi a voi “sconosciuti” (anche se non a tutti), hanno la loro “abitazione” sotto lo “stesso tetto di mamma Telecom“, una delle tante… Interbusiness, che vedevate magicamente comparire nel vostro indirizzo quando chattavate fino a pochissimo tempo fa (se conoscete la rete IRC, sapete di cosa sto parlando).

FastWeb, così come altri provider italiani (Libero/Tiscali/ecc.), al momento non soffre di tale sovraccarico.

Chi posso infamare gratuitamente per tutto questo?

C’è un numero presidiato da dipendenti Telecom (così si dice). Risponde dalle ore 8.00 del mattino, alle 18.30 di sera. Praticamente i classici “orari di ufficio“. Se doveste trovare occupato non allarmatevi. Provate voi a tenere una folla di clienti Telecom paganti infuriati, che desidererebbero riavere il servizio in modo decente ;-)

Numero: 19 122

Quali sono le fonti che parlano di questo mezzo disastro?

Ce ne sono tantissime (come avevo già detto prima). Inutile dire che la maggiorparte “fanno fuffa” (almeno quanto questo blog, visto che non lavoro in Telecom ma sto semplicemente dicendovi la mia in merito). Il primo in lista potrebbe essere quasi quasi il TG5 che, nonostante la buona volontà e la voglia di sforare nell’ambito informatico anche se lo fa parecchio raramente, ha giustificato il tutto uscendosene fuori con i loro “file cattivi” ed i titoli dei servizi rassicuranti “Internet: Epidemia“.

Qui di seguito qualche link che sto seguendo e che considero abbastanza affidabile:

Aggiornamenti (ogni volta che ho qualcosa di concreto sotto gli occhi, cerco di postarlo qui di seguito) ;-)

  • 00.00/14.12: Sul forum di NGI, sembra che il C.e.o. dell’azienda “ne sappia qualcosa in più” rispetto a tante altre persone (direi che ce n’era proprio bisogno). Il post in questione è questo.
  • 00.01/14.12: Un post di Claudio Erba, riporta una storia tanto divertente quanto “normale” quando si ha a che fare con i “tecnici” Telecom. Qui potete leggere la sua esperienza.
  • 00.09/14.12: Un mio amico su IRC mi segnala che “a me nextime ha detto che non sono gli atm..” / “gli atm sono si, saturi, ma sono principalmente i dns.” / “infatti io ho cambiato dns e vado da dio.“. Inutile negarlo. La casistica scoppiata si è divisa in due parti: la prima ha attaccato persone che, cambiando i DNS, ha risolto tutto senza problemi. Nel secondo caso (il peggiore) si è arrivati alla saturazione dell’ATM che non si fermava ai soli DNS.

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Per concludere, posso solo fare un grosso in bocca al lupo alla Telecom tanto quanto ai suoi utenti. Ho abbandonato il Titanic giusto in tempo per vederlo crollare.

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