Dimmi perché continui a comprare su Amazon

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Sono serio. Lascia fuori tutto quello ciò che è relativo alla fase di quarantena che ci ha davvero obbligati a scegliere servizi come Amazon per poter acquistare materiale diversamente intoccabile nei supermercati (dato che i piccoli negozi di quartiere erano chiusi), dimmi perché a oggi preferisci Amazon per i tuoi acquisti, troverai almeno tre buoni motivi che sono pressoché comuni a noi tutti: convenienza (a patto di monitorare i prezzi e non lasciarsi abbindolare), rapidità, servizio clienti. È di quest’ultimo che Amazon sta facendo abuso per prevalere su qualsiasi altro competitor nel mercato, è evidente e ogni giorno diventa sempre più imbattibile, per fortuna o sfortuna del consumatore in base a quale tipo di bicchiere preferisci tenere davanti ai tuoi occhi.

Dimmi perché continui a comprare su Amazon

Perché parlare di sfortuna?

Perché in un mondo competitivo come quello in cui stiamo oggi vivendo chi può permettersi di fare determinati investimenti e non avere negozi sul territorio ha quel vantaggio che manca alla rete dei MediaWorld, degli Expert, degli Unieuro e via discorrendo (perché non di sola elettronica si vive, dovrei ricordarmelo più spesso). A questo occorrerebbe sempre aggiungere il ragionamento legato all’assorbimento delle perdite calcolate e redistribuzione delle stesse su altre sedi e mercati della società. Amazon gioca su un terreno tutto suo in cui è altamente improbabile mettersi davanti a un carro armato che difficilmente si fermerà nonostante tu decida di fermarti proprio davanti a lui, seppur armato di buone intenzioni e con la speranza che quello non compia il fatale gesto. Se per il cliente finale questo può essere visto in un primo momento come un fantastico vantaggio, è sul lungo andare che Amazon potrebbe averla vinta abbattendo ogni suo rivale di settore per poi giocare al rialzo dei prezzi grazie al fatto di avere il coltello dalla parte del manico.

No, non sono sotto l’effetto di stupefacenti, è un ragionamento partorito in seguito a un problema nel quale mi sono imbattuto e per il quale quel supporto clienti Amazon ha gestito e risolto in una maniera talmente brillante da far impallidire chiunque potesse immaginare una soluzione di questo tipo anche solo per scherzo. Te la ricordi la mia stampante HP DeskJet 3762? L’ho comprata nel momento in cui mi sono accorto che durante il lavoro in Home Working e nei weekend mi sono ritrovato talvolta ad avere bisogno di stampare qualcosa pur non avendo lo strumento adatto a disposizione, in un caso specifico mi è toccato passare dalla cartoleria sotto casa spendendo 50 centesimi per un foglio A4 stampato in bianco e nero su una sola facciata. Con il senno di poi la scelta dell’acquisto su Amazon si è rivelata vincente perché siamo andati incontro alla quarantena e quella necessità si è fatta più forte per il sottoscritto e per mia moglie, facendomi apprezzare un po’ di più questo prodotto HP molto (troppo) entry-level.

L’assistenza tecnica

Ebbene quella stampante si è rotta. Non chiedermi come, non ne ho davvero idea. Il fatto è che a un certo punto la HP DeskJet 3762 ha deciso che doveva stampare con una qualità indecente, il nero non era mai definito, neanche cambiando la cartuccia (sono un iscritto al servizio Instant Ink e avevo delle cartucce nuove già pronte da usare), neppure facendo tutto il necessario suggerito da HP (ho usato la loro documentazione e sentito il loro supporto), ogni foglio era un’opera d’arte astratta che avrei potuto provare a piazzare a qualche galleria d’arte improvvisata se solo avessimo potuto abbandonare le quattro mura dell’appartamento e uscire fuori dall’area del condominio.

Ho cercato di tenere la stampante in questa condizione (si riusciva a leggere qualcosa dopo due o tre passaggi di nero sullo stesso foglio, sì, ho alzato il sopracciglio anche io) almeno fino a quando non siamo potuti tornare in ufficio (su esigenza), con la possibilità in emergenza di utilizzare la macchina aziendale per lo stretto davvero necessario. Ho aperto una richiesta di riparazione ad Amazon (acquisto del 18 aprile 2019, con ancora un anno di garanzia circa davanti), fatto un’ora circa di coda all’ufficio postale (lasciamo perdere) e atteso pazientemente le due settimane richieste per poter ottenere indietro il prodotto riparato. Ho contattato un operatore di Amazon quando ormai le due settimane erano ormai terminate, il quale mi aveva garantito che la stampante sarebbe tornata all’ovile il 25 giugno scorso, cosa mai accaduta.

Ho ricontattato Amazon perché non ho avuto più notizie della stampante, era lunedì (29 giugno, nda), l’operatore dall’altro lato mi risponde che era pronto per il rimborso con buono Amazon o direttamente su carta, la stampante era tornata da loro in magazzino perché “non riparabile“, cosa per la quale non sono stato mai informato. Quando ho segnalato che avevo mandato in riparazione la stampante perché ne avevo realmente bisogno e che nel frattempo questo tipo di prodotto aveva subito un discreto aumento in vetrina Amazon l’operatore mi ha chiesto del tempo per parlare con un altro dipartimento e propormi una soluzione.

Dopo qualche minuto l’operatore è tornato da me con una proposta: il rimborso come buono Amazon per l’intera cifra pagata nel 2019 (39,90€) e uno sconto ulteriore di 30€ applicato su una stampante HP di pari livello (cambia il modello solo a causa del colore della stessa, nulla più). Così facendo non avrei dovuto sborsare un euro per acquistare una HP in grado di sostituire quella che si è rotta e che è tornata nel loro magazzino. L’ho fatto.

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La stampante è chiaramente arrivata il giorno dopo, io l’ho montata solo oggi però. L’ho spacchettata, messa a punto con le sue cartucce iniziali, collegata al WiFi di casa con l’applicazione ufficiale di HP, aggiornato il firmware e modificato l’abbonamento Instant Ink per poter dialogare con la nuova HP Deskjet 3760 (che già oggi costa 10€ in meno rispetto al 29 giugno scorso):

In conclusione

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Io non mi aspettavo tutto questo. Sono consapevole di aver rotto le scatole a quel povero operatore per arrivare – non so – a un prolungamento del mio abbonamento Prime o chissà cos’altro. La stampante l’ho utilizzata per circa un anno, l’ho mandata in riparazione e già sapevo che molto probabilmente il costo dell’operazione sarebbe stato assolutamente insensato se comparato a quanto speso nell’aprile del 2019 per portarla a casa, nella migliore delle ipotesi avrei potuto aspirare a un rimborso della cifra totale (cosa che è infatti accaduta) ma no, il gesto dell’ulteriore sconto non lo avevo messo in conto. Nulla avviene per caso, quei 30€ scontati sulla nuova stampante portano il prezzo esattamente là dove dovrebbe trovarsi se solo questa quarantena non avesse fatto impennare i prezzi dei beni elettronici che improvvisamente si sono ritrovati a essere protagonisti dell’etichetta “di largo consumo“, non si trattava comunque di qualcosa di scontato e che “andava necessariamente fatto“.

Ti stai chiedendo ancora il perché la gente preferisca acquistare in autonomia da Amazon anziché diventare scemi girando non so quante filiali della catena di vendita elettronica preferita per trovare ciò che si necessita finendo poi nei meandri di quella burocrazia e loop d’attese in caso di problemi con l’oggetto acquistato? La risposta la conosci già.

Potrà tutto questo durare in eterno? Molto probabilmente no.

#StaySafe

Gioxx's Wall

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