Powershell: LockoutAD.ps1, utente a riga di comando

Gioxx  —  28/09/2016 — Leave a comment

Non so se si può parlare di una vera e propria nuova versione. Cambia poco rispetto alla precedente, ma stavolta si può scegliere di controllare lo stato di lock out di un utente direttamente proponendolo da riga di comando, così da poter utilizzare lo stesso identico script e clonare facilmente l’operazione pianificata, così da monitorare contemporaneamente più utenti.

Powershell: LockoutAD.ps1, utente a riga di comando

Cosa cambia quindi rispetto al precedente articolo? Presto detto:

#-----------------------------------------------#
#   ACCOUNT DA MONITORARE:                      #
    Param( 
        [Parameter(Position=0, Mandatory=$false, ValueFromPipeline=$true)] 
        [string] $AccountMonitor
    )
#-----------------------------------------------#

Questo, al posto del precedente $AccountMonitor = 'ACCOUNT_AD', permetterà di richiamare lo script in maniera tale da passargli l’account direttamente dal prompt della PowerShell: .\LockoutAD.ps1 ACCOUNT_AD

Chiaramente, per evitare che ci si dimentichi di specificare l’utente, basterà specificare un valore di default che lo script adotterà nel caso in cui non ci siano parametri, qualcosa del tipo:

 if ([string]::IsNullOrEmpty($AccountMonitor)) { $AccountMonitor = 'ACCOUNT_AD' }

così da tutelare una corretta esecuzione del codice. Questa istruzione andrebbe messa chiaramente dopo il catch del parametro da riga di comando, ma prima di lasciar fare la ricerca dell’evento 4771 (o 4740, in base a ciò che si desidera monitorare).

Tutto il resto può rimanere invariato. Se si intende fare un test di funzionamento senza allertare troppi indirizzi di posta elettronica, si potrà clonare la riga del Send-MailMessage assicurandosi di essere unici destinatari (commentando quella che include quindi eventuali CC o BCC), per poi tornare alla normalità quando si è sicuri che tutto fili liscio.

Magari, in una prossima pillola, ti mostrerò come arricchire ulteriormente lo script, prevedendo uno sblocco automatico dell’utenza di dominio bloccata, così che tu possa analizzare con un attimo più di calma cosa è accaduto e nel frattempo l’utente non si accorga di nulla (o quasi).

A proposito di EventLog e PowerShell

Ho modificato il comportamento dello script perché ho avuto la necessità di clonare l’operazione schedulata sul server di dominio così da tenere d’occhio un differente utente. Per poter approfondire il motivo dei lock di quest’ultimo, ho utilizzato PowerShell per filtrare più rapidamente il log degli eventi di sicurezza, generalmente molto nutrito e che mette un attimo in difficoltà la GUI accessibile tramite Visualizzatore degli Eventi. Per questo motivo ho cercato informazioni in merito e trovato alcuni interessanti spunti su serverfault.com/questions/584309/powershell-and-using-get-eventlog.

Nello specifico, ho filtrato direttamente gli eventi 4740 e 4771 protagonisti dello script, includendo inoltre lo specifico nome utente problematico, tramite una semplice query di questo tipo:

Get-EventLog Security 4771,4740

Che, per filtrare esclusivamente un utente, diventerà:

Get-EventLog Security 4740,4771 -after ((get-date).addDays(-1)) | Where-Object {$_.message -match "NOMEUTENTE"}

Permettendoti così di ottenere a video uno storico completo dell’attività dell’utente specifico, anche quando si tratta di tentativi di accesso molto vecchi (dipende poi dalla quantità di log che tiene il server secondo impostazioni del suo amministratore), ignorando quindi il mio -Newest 1 che nello script permette di prendere in esame solo l’ultimo dei tentativi errati (quello in realtà relativo al blocco dell’account in LDAP).

Buon lavoro!

immagine featured: PowerShell Magazine

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