Philips Hue: avrò fatto la scelta giusta?

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L’ho fatto, ho tradito Xiaomi dopo anni di gradevole ma non semplice convivenza con le sue lampadine WiFi per passare alla soluzione di casa Philips. Ho acquistato il Philips Lighting Bridge 2.0  e quindi le lampadine Philips Hue, sono entrato nel luminoso mondo della società olandese. Sono partito – come si suol dire – “schiscio” e sto aspettando che inizi l’Amazon Prime Day (domani per te che stai leggendo oggi questo articolo) per procurarmi anche gli altri accessori (perché il sistema dopo circa un mese d’utilizzo mi è tutto sommato piaciuto e voglio provare ad allargare la famiglia).

A proposito di Amazon Prime Day: si parte domani martedì 13 ottobre e si termina il giorno dopo, mercoledì 14 ottobre. Hai già letto l’articolo dedicato all’evento? Te lo consiglio caldamente.

Philips Hue: avrò fatto la scelta giusta?

Philips Hue

Perché abbandonare Xiaomi? So benissimo che stiamo parlando di costi nettamente più alti e un sistema che deve necessariamente appoggiarsi a un Bridge che gestisca tutti gli endpoint di casa rispetto alla singola lampadina che contiene tutto e alla quale basta una rete senza fili e l’applicazione su smartphone per la prima configurazione. Ci sono svantaggi e vantaggi per ambo le soluzioni, quello che posso certamente dirti è che alla lunga mi ero stancato dei problemi che le lampadine cinesi mi hanno sempre dato con reti WiFi miste 2,4/5GHz su canali non convenzionali, della lentezza di risposta al comando vocale (rispetto a un sistema Philips) e dell’inutilità dovuta a quelle scene mai realmente sfruttate come avrei voluto, basando l’illuminazione di casa esclusivamente sul bianco caldo o freddo in base all’ambiente da illuminare.

Ho acquistato un kit di partenza Philips Lighting Bridge 2.0  e due Philips Lighting Hue White  con attacco E27 sfruttando un buon prezzo che ho trovato su Amazon Warehouse Deals a causa di involucri danneggiati ma contenuto assolutamente immacolato, ho speso una cifra nettamente inferiore rispetto a quella proposta da listino e sono stato molto contento dell’acquisto.

All’arrivo del materiale mi sono accorto che oltre alla necessità di collegare il Bridge con un cavo ethernet al router avrei dovuto collegarlo alla presa di corrente utilizzando l’alimentatore incluso nella confezione, nonostante quest’ultimo avesse le comuni caratteristiche di un vecchio caricabatterie da smartphone USB. Qualche ricerca tra Reddit e soci e ho scoperto in effetti che esisteva già un adattatore da USB ad attacco “barilotto” che mi permettesse di evitare di utilizzare l’alimentatore incluso, sfruttando invece la porta USB del router di Fastweb assolutamente inutile per la mia configurazione. Ho provato ad acquistare dei cavi sempre su Amazon ma con poca fortuna, mi sono quindi rivolto e eBay dove ho trovato il prodotto perfetto, arrivato dall’Inghilterra, pagato davvero poco: ebay.it/itm/USB-to-5-5mm-x-2-5mm-5V-2A-DC-Barrel-Jack-Charger-Power-Cable-Adaptor-5-5×2-5mm.

Ora ci siamo.

Configurazione e gestione

Tutto sommato immediata e semplice. Colleghi il Bridge al router e scarichi l’applicazione di Hue sullo smartphone, a quel punto potrai far partire la prima configurazione, lo smartphone dovrebbe rilevare il Bridge dopo un minuto circa (il tempo necessario al suo primo avvio, recupero di un indirizzo IP dal DHCP e l’annuncio sulla rete) e così partirà l’associazione, dovrai fare pressione sul grande pulsante che trovi sul Bridge per confermare l’operazione (ti verrà detto quando dall’applicazione stessa).

Philips Hue
Philips Hue
Price: Free
‎Philips Hue
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Da questo momento in poi non dovrai fare altro che associare i singoli dispositivi, le lampadine e qualsiasi altro accessorio facente parte della serie Hue di Philips. L’esempio nel mio caso arriva dalla lampadina Hue E27 che ho avvitato al portalampada e alimentato accendendo l’interruttore. Ho atteso qualche secondo, ho chiesto all’applicazione di aggiungerla e ho atteso inutilmente che venisse rilevata, sì, inutilmente; ho rimediato andando a recuperare il seriale di quella lampadina e inserendolo nell’applicazione, facendola trovare al primo colpo. Bridge e lampadina operativi, ho aggiunto così la seconda e ho iniziato a creare gli ambienti e le impostazioni sulla luminosità (dimmerabile), non c’è invece scelta per quel che riguarda l’essere più calda o più fredda, nel mio caso il prodotto scelto è esclusivamente caldo (e mi sta bene, la lampadina fredda la acquisterò per lo studio dove attualmente ce n’è già una che può darmi sia luce calda che fredda).

Punti di forza

Del sistema Philips Hue ho imparato subito ad apprezzare la molteplicità di opzioni a disposizione dell’utente, la possibilità di creare zone, routine, sistemi che accendano o spengano automaticamente le luci anche in assenza di persone in casa (utile per simularla e tenere lontano possibili visitatori) e una vasta scelta di strumenti messi a disposizione da una folta comunità che ha imparato nel tempo a realizzare soluzioni e applicazioni che si interfacciano con Hue. Altro aspetto mica da sottovalutare è la possibilità di far accedere alla gestione del Bridge anche gli altri componenti della famiglia semplicemente scaricando l’applicazione e collegandola a chi controlla l’illuminazione di casa, ereditando tutte le impostazioni che fino a quel momento avevo già configurato e tutte quelle che avrei configurato poi in seguito, brava Philips, gran punto per te.

Così come nel mondo Tado° (che ho imparato ad apprezzare sin da subito) anche Philips Hue è in grado di usare la localizzazione GPS dello smartphone per scatenare diversi comportamenti che possono accendere o spegnere le luci di casa (quando ci si avvicina o allontana), farti ambientare mentre le lampadine ti svegliano in maniera più dolce dimmerando la propria luminosità al mattino o spegnendosi progressivamente alla sera agevolando una più gradevole fase del sonno. Le possibilità sono davvero tante e non sono ancora riuscito a esplorarle tutte come avrei voluto. La realtà dei fatti è che sono estremamente curioso di mettere davvero alla prova il sistema andando a includere nuovi endpoint come possono essere le strisce led, i faretti che potrei sostituire nel corridoio che collega le stanze del nostro appartamento o ancora quella chicca “punta di diamante” presentata non molto tempo fa, il Philips Hue Play HDMI SYNC Box  (ma questo è il classico prodotto per il quale la moglie potrebbe picchiarmi fortissimo).

Tutto l’ecosistema Philips Hue è chiaramente compatibile con Amazon Alexa, Apple HomeKit, Google Assistant e SmartThings. Io ho scelto di collegarlo ad Alexa e Google e l’aggiornamento / disponibilità dei punti luce in questi ultimi è stato pressoché immediato, così come l’aggiunta autonoma alle stanze già configurate in Google Home (cosa mai capitata con le precedenti lampadine e il sistema Xiaomi).

Sempre per dare a Cesare quel che è di Cesare potrei dirti che Hue è in grado di reimpostare lo stato precedentemente memorizzato di una lampadina in caso di perdita di corrente. Cosa vuol dire? Semplice. Se per qualsiasi motivo ci dovesse essere una perdita di corrente in casa, le lampadine Xiaomi (e probabilmente anche altre) si riaccenderanno tutte non appena sarà nuovamente disponibile la rete elettrica; le Philips Hue si ricollegheranno al bridge ma rimarranno spente (o accese) esattamente come le avevi lasciate.

Aggiornamenti

Dall’installazione a oggi ho ricevuto e installato un aggiornamento sia per il Bridge Hue che per le lampadine. L’operazione è decisamente più lenta rispetto alle vecchie lampadine Xiaomi ma è anche vero che il protocollo utilizzato dalle lampadine Hue non è certamente WiFi (se vuoi approfondire, leggi qui). Per un motivo non troppo spiegabile mi sono accorto che l’aggiornamento del bridge sembrava durare in eterno e non uscire da una fase di loop che non installava alcunché, ho consultato quindi la comunità Reddit di Hue (non ufficiale) e altre fonti terze per arrivare a trovare casi simili risolti riavviando semplicemente il Bridge Hue, ecco, ha funzionato. Ho fatto la stessa cosa disattivando gli interruttori (e riattivandoli in seguito) per permettere un riavvio della lampadina. Sono così riuscito ad aggiornare con successo il Bridge Hue.

A questo punto gli interruttori delle lampadine dovranno essere accesi anche se la lampadina risulterà spenta (potrebbe accendersi e spegnersi rapidamente durante la fase di aggiornamento ma non preoccuparti), il passaggio dei dati dal Bridge a esse potrebbe impiegare davvero molto tempo, si può arrivare tranquillamente anche ai 30/60 minuti.

Esame passato ma con il più classico dei “bene, non benissimo” per ciò che riguarda la necessità del riavvio forzato del Bridge.

In conclusione

Un rapporto qualità-prezzo nell’uso di questo sistema unico che dipende molto dal periodo. Al singolo Bridge puoi collegare fino a 50 punti luce e non sono affatto pochi (se ne hai di più ti toccherà pensare a un secondo Bridge Hue sotto lo stesso tetto). Diciamo che di Hue mi hanno convinto molte cose, di certo però non si può negare che non si tratti di un ecosistema economico e alla portata di chiunque. Mi ha risolto un fastidioso problema di connettività e il Bridge è tutto sommato sopportabile anche se odio il dover prevedere troppe prese di alimentazione (ho infatti risolto con il cavo USB) e l’utilizzo di un’altra porta di rete (è un problema quando i dispositivi in casa sono tanti, cosa assai comune ormai). Sono certamente combattuto ma è inutile girarci attorno: Philips Hue funziona e merita chiaramente un voto medio-alto.

Valutazione finale: 4

La speranza è quella che Philips continui a mantenerlo vivo e in salute, senza quei brutti annunci (come quello di qualche tempo fa) relativi al termine del supporto per le loro stesse vecchie versioni (hardware / software) con evidente costrizione al downgrade e utilizzo dei punti luce esclusivamente via bluetooth e applicazione da Smartphone (o telecomando fisico acquistabile a parte). Conto molto sul fatto che la comunità sia piena di belle idee e che continui a svilupparle rendendo di fatto il sistema aperto e compatibile con hack che esulano dalla voglia di Philips di continuare a supportarlo in futuro (ci sono già diversi progetti disponibili online, seppur spesso complicati).

Al momento godiamoci Hue così com’è stato pensato e commercializzato e vediamo cosa salterà fuori tra le offerte dell’Amazon Prime Day di domani. Nel frattempo – come sempre – per qualsiasi tua domanda o dubbio lascia pure un commento qui sotto, cercherò di risponderti quanto prima :-)

#StaySafe

Milano Real Life (MRL)

MRL: Milano Real Life

È il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine.
Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa.
La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!
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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
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Prodotto: acquistato in autonomia approfittando di buoni prezzi su Amazon Warehouse Deals.

Gioxx's Wall

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