Esattamente, cosa stiamo diventando?

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Ho fatto la “terza dose” di vaccino (che per me in realtà corrisponde a una seconda essendo guarito dalla malattia) una manciata di giorni fa presso il Palazzo delle Scintille di Milano (it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_delle_Scintille). Da quando si è cominciato a parlare della Covid-19 (fine 2019), faccio consapevolmente parte di quel branco di “pecore” verso il quale gli scienziati laureati all’università della vita, con molteplici anni di esperienza sulle spalle, puntano il dito dicendo che «prima o poi i lupi torneranno a comandare e le pecore soccomberanno» o, per quelli più nobili d’animo, di quel gruppo di “intossicaticon cui non fare sesso, lascio libera la scelta in base ai gusti personali.

Ho scelto di affidarmi alla scienza e ti posso assicurare che no, non l’ho fatto a cuor leggero pensando che il contrario non avesse senso alcuno per partito preso. Nessuno qui ha la sfera di cristallo per conoscere cosa ci riserva il futuro, i dubbi li hanno coloro che hanno scelto di non vaccinarsi tanto quanto quelli che invece lo hanno fatto, eppure pare che in alcuni casi qualcuno quella sfera ce l’abbia sul serio, decantando discutibili soluzioni alternative o inneggiando alla libertà passando per quel sempre di moda “armiamoci e partite!“.

L'indifendibilità di chi dovrebbe difenderci
L’immagine è di Raffaele.

Sono stanco

Io però sono stanco. Sono stanco di sentire sempre le stesse identiche cose in televisione o di leggerle sui giornali, come se non bastasse tutto il veleno che cola dai Social Network manco fossero vacche grasse. Sono stanco di coloro che pensano di poter stabilire le regole per una e per l’altra categoria, sono stanco di scontrarmi con gente che non la pensa come me e che pretende di farti capire “che stai sbagliando” senza neanche provare a mettere in dubbio il proprio pensiero, che pensa di poter fare un po’ come fosse a casa propria senza curarsi di quella sottile linea di confine tra le sue e le mie libertà, sono stanco di pagare uno scotto per chi ha scelto ogni giorno di aggirare un ostacolo in maniera alquanto fantasiosa, di gridare che lo Stato è una merda senza fare nulla per cambiarlo, girandosi dall’altro lato, fischiettando e pensando ai mai troppo di moda cazzi propri.

Sono stanco delle costanti incertezze, delle affermazioni che diventano negazioni o ritrattazioni in un battito di ciglia, delle regole che valgono solo per alcuni, un po’ come la legge. Io credo che le persone come me siano davvero stanche tutte, mentalmente oltre che fisicamente. Due anni abbondanti di pandemia ci stanno mettendo a dura prova, la sensazione è quella che non si riesca a intravedere la luce in fondo al tunnel, che si torni indietro nonostante le statistiche dicano altro, perché quelle statistiche cambiano aspetto e cifre in base a chi le mostra, in base alla marea, all’interesse, alla necessità del momento.

Ci sono tutto sommato poche e semplici regole che sono davvero alla portata di tutti, eppure sembra che queste rappresentino già uno scoglio insormontabile per molti, che quella “museruola” (chiamata così sempre da quegli scienziati che citavo nel paragrafo d’apertura dell’articolo) costituisca un peso troppo importante per essere sopportato (parliamone con quei medici che già la indossavano tutto il giorno, tutti i giorni, ben prima di tutto ciò), che lavarsi le mani sia improvvisamente diventato sopravvalutato e che il distanziamento è “cosa ormai sorpassata“. Io comprendo l’esigenza del contatto, sono un essere che ama il contatto e che non nega un abbraccio a nessuno, eppure quel sacrificio così “banale” potrebbe valere tanto in termini di infezioni, ci hai mai pensato?

blue hand sanitizer pump bottle
Photo by Tai’s Captures on Unsplash

Ma quindi, è tutta colpa nostra?

In tutta onestà non lo so più. I media sono pieni di notizie che dicono tutto e il contrario di tutto. Il bar dell’angolo brulica di persone convinte che ci stiano iniettando un veleno e che solo quelli che se ne sono visti bene si salveranno, permettendo al mondo di continuare a esistere grazie a loro. Io noto solo una cosa, abbastanza innegabile a prescindere dal tuo credo: non ci sopportiamo più. Parliamo bene “dei nostri“, male “degli altri“, perché c’è sempre qualcuno che sbaglia o che “abbassa la testa” quando non dovrebbe. Godiamo delle disgrazie altrui e le ricerchiamo per mostrarle a sostegno di ogni nostra tesi, anche a costo di di non rispettare la morte, un eterno riposo dal quale non ci si risveglia più, un qualcosa per cui bisognerebbe davvero abbassare la testa e portare quel dovuto rispetto a prescindere da ogni cosa.

Non mi importa come la pensi, non voglio che tu mi faccia cambiare idea per guadagnare “un voto in più“, preferisco a questo punto che ci si rispetti – il più possibile – e che si stia nel proprio, senza farla fuori dal vasino, senza esasperare i toni, perché quando uno scambio di idee civili (seppur dai toni sostenuti) diventa violenza (verbale o fisica che sia), allora nessuna delle due parti è autorizzata a sentirsi superiore all’altra. La vita è fatta di scelte, bisognerebbe rispettare quelle di tutti anche quando non si è d’accordo, il tutto però cercando di non intaccare in alcun modo una pacifica convivenza tra le varie parti.

Prima di concludere ci tengo a dire un’ultima cosa (anche se ne ho dette già fin troppe). Non sono affatto d’accordo con gli inasprimenti che il Governo sta operando sulla base dell’utilizzo del Green Pass, si sta davvero esagerando. Non per questo però vuol dire che si è liberi di fare “come ci pare e piace” senza seguire le regole, calpestando diritti di persone come non ci fosse un domani. E no, non siamo in dittatura sanitaria, perché se così davvero fosse, nessuno di noi avrebbe la possibilità di scrivere e pubblicare alcunché sull’argomento utilizzando i blog o i Social Network.

Davvero, facciamo tutti un passo indietro e smettiamola, stiamo diventando sempre più delle bestie (in accezione negativa del termine).

#StaySafe

P.S. Commenti sempre aperti, occhio alla sottile linea tra civile discussione e voglia di fare solo del casino.


Immagine di copertina: Braňo on Unsplash

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