Archives For The Crew

The Crew 2

Gioxx  —  26/07/2018 — Leave a comment

Di acqua sotto i ponti ne è passata dall’ormai lontano 2014, il figlio era buono ma non si applicava fino in fondo, almeno secondo alcune delle voci appartenenti ai giocatori e critici dell’epoca. Ivory Tower –a mio parere– ci aveva già visto giusto, proponendo qualcosa di nuovo all’interno di un mondo fatto di percorsi da A a B, dove fortunatamente Turn 10 dava già quel dettaglio in più nei titoli realizzati per conto di Microsoft, facendoci però mancare quella varietà di mezzi e sfondi che lo studio appartenente a Ubisoft voleva invece portare davanti agli occhi di tutti. Quel sogno sembra essere diventato realtà e si è concretizzato nell’abito che veste The Crew 2.

The Crew 2 1

The Crew 2

Una scusa qualsiasi, quella del programma basato sulla spettacolarità delle modalità di gioco disponibili, una triste realtà, quella del “più follower, più fama, più soldi“, insieme a una serie di sfide che progressivamente andranno a presentarsi su una vastissima mappa americana che ti permetterà di accontentare ogni tua voglia, basta che questa abbia a che fare con un motore, un acceleratore e del protossido di azoto (che avrai su qualsiasi mezzo da subito, non ci sarà bisogno di acquistarlo, tuttalpiù potenziarlo). Non importa se si tratta di velivolo, motoscafo, automobile o due ruote da off road, l’importante è divertirsi, far divertire e scalare chiaramente la piramide sociale fino a quando non si potrà andare a conquistare la vetta occupata da chi –in quella specifica disciplina o a bordo del mezzo giusto– sembrerà avere tutte le carte in tavola per non essere spodestato. The Crew 2 per certi versi può ricordarti il bel festival di Horizon (e non per nulla ti ho parlato di Turn 10 in apertura articolo) e del fatto che lo spettatore dall’altro lato debba potersi appagare di quanto da te trasmesso, è solo una mia impressione o forse anche la tua che hai provato magari entrambi i titoli?

Questione di Classe

Street Racing, Off Road, Freestyle e Pro Racing costituiscono il poker di classi principali, il quale potrà poi suddividersi in alcune altre sotto-categorie che ti permetteranno di provare altri mezzi di trasporto e discipline non necessariamente su strada.

The Crew 2 2

Lo Street Racing è forse quello con cui hai (come me) maggiore confidenza, e ti permette di sfrecciare in piena città con le vetture più belle e potenti che esistono oggi (e in parte anche ieri) sul mercato. È questa la classe che ti permetterà di metterti alla prova anche con gare di Drift, accelerazione o grandi traversate. L’Off Road è fatto di Raid Rally e Cross, rispettivamente basati sulla gara fatta di checkpoint –dai quali dovremo sì passare, ma decidendo noi che percorso intraprendere (il rischio è quello di allungare troppo e perdere terreno rispetto agli avversari)– o percorsi ben stabiliti da affrontare in sella alla due ruote.

Il Free Style è la valvola di sfogo fatta di acrobazie spettacolari in aria (velivoli), in acqua (motoscafi) o su strada (Monster Truck!), ma anche di Pro Racing che mette alla prova le tue abilità nel Power Boat (motoscafi), Touring Cars / Alpha GP (automobili) e Air Race (velivoli), con checkpoint da rispettare e tempi che possono improvvisamente diventare stretti (e nel mio caso ciò che più mi ha portato quasi al rage-quit è il tipo di acrobazie richieste!). Il risultato della somma di questo grande bacino di competizioni è la Live Xtrem Series, una “puntata in diretta” dello show per follower tuoi (e non solo), durante la quale sarai chiamato a pilotare più mezzi, uno in seguito all’altro, cercando di portare a casa il miglior risultato possibile.

Vincere è certamente la migliore delle opzioni, ma non è sempre necessario, spesso un piazzamento sul podio (primi 3 posti) sarà più che sufficiente per guadagnare crediti, follower e potenziamenti per il mezzo guidato al momento della sfida. Il tutto concorrerà a far salire la percentuale di completamento della disciplina, la quale –arrivata almeno al 70% di completamento– ti permetterà di andare a sfidare il campione della stessa, con la possibilità di chiudere al primo posto e prenderti le chiavi (e tutto il resto) del suo mezzo, che immagino possa farti gola.

Al di fuori della scalata, potrai metterti alla prova con rapide sfide basate su velocità di punta contro autovelox che immortaleranno il tuo passaggio, raccolta di bonus lasciati liberi per strada (le Live Rewards) e fotografie da scattare seguendo indicazioni che ti verranno date durante il free-roaming. Tutto, ma proprio tutto, è raggiungibile da mappa senza la necessità di spostarsi a bordo del proprio mezzo, un rapido salto alla tappa interessata ti permetterà di prendere immediatamente parte alla competizione successiva, senza la necessità di arrivarci “manualmente” (e forse questo toglie un po’ il bello dell’esplorazione libera e del mero divertimento nel sentire rombare la propria macchina, moto, scafo o velivolo).

Questione di feeling

Non è tutta guida Arcade e storia finita (anche se di questo stiamo parlando se si bada al mero meccanismo di base e all’impossibilità di riportare danni al mezzo usato). Ogni vettura ha le proprie peculiarità, vantaggi e svantaggi, modi di comportarsi e reazioni al tentato controllo da parte tua, ne ho pagato le conseguenze pensando di poter guidare la Mustang GT del 2015 come fosse una qualsiasi berlina e nulla più (te ne accorgerai dando un’occhiata alla video-cattura del giocato). È forse questo un grande pregio di The Crew 2, non “mollarla troppo facilmente“, quasi al limite della sopportazione per un casual-gamer che si avvicina al titolo per la prima volta e al quale mancano le basi.

The Crew 2 è spettacolarità sotto ogni condizione climatica e nell’arco delle intere 24h, in alcuni casi con seria difficoltà (credimi) nell’individuare il giusto percorso in mancanza di buona illuminazione (e questo, in tutta onestà, non l’ho realmente apprezzato); è quantità e qualità nei mezzi di trasporto e nelle ambientazioni proposte (perché ce n’è veramente per tutti i gusti), senza considerare che oltre le molte competizioni per la scalata nelle varie classi c’è anche tutta una base di free-roaming assolutamente previsto e messo a disposizione (seppur non per tutti i singoli dettagli, ma diversamente non ci avrei proprio creduto). Puoi davvero spaziare in ogni dove e mettendoti alla guida di qualsiasi mezzo tu conosca (persino di una macchina di Formula 1, alquanto inusuale in un titolo di questo genere, che non sia quindi specializzato e focalizzato sull’argomento).

Sì, ma quindi?

The Crew 2 5

Rispetto al primo episodio del gioco, in The Crew 2 trovo una localizzazione italiana migliorata (dialoghi e sottotitoli), così come una colonna sonora valida e gradevole che ti accompagna durante l’intera sessione di gioco. Buonissimi i caricamenti, estremamente rapidi (e non faccio riferimento alla velocità raggiunta grazie all’evoluzione di Microsoft per Xbox One X) e con possibilità di saltare ogni convenevole legato all’esplorazione forzata dell’ambiente (il famoso trasporto rapido di cui ti ho parlato prima). Viene a mancare una caratterizzazione maggiore del personaggio utilizzato (ma non sposta poi troppo l’asticella del risultato finale) e del metodo di avvicinamento al mezzo da scegliere (la camminata fatta in prima persona è al limite dell’osceno), ma anche di coloro che ti circondano e che ti accompagnano nel percorso di crescita, è evidente che i maggiori sforzi profusi dai ragazzi di Ivory Tower siano sbilanciati verso la cura del dettaglio dei mezzi usati, delle ambientazioni e delle possibilità di esplorazione del mondo libero.

Mi è piaciuto The Crew 2? Per certi versi è confusionario, con un sistema di progressione discutibile e con alcuni comportamenti e reazioni dei mezzi che non mi convincono, eppure l’evoluzione c’è e si vede, la quantità di mezzi che è possibile provare è davvero vasta e il divertimento è certamente assicurato. È quindi promosso, con quella riserva che avrai da solo capito dalle mie parole, ma che non cambia la sufficienza più che piena che si porta a casa (non arriva all’8, ma ci va molto vicino).

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: copia gioco fornita da Ubisoft
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Ubisoft è un continuo alternarsi di alti e bassi che pare costituiscano il bottino di guerra guadagnato sul campo negli ultimi tempi. Una sola certezza attraversa però alcuni degli ultimi titoli presentati dal grande gruppo francese: l’impossibilità di un giudizio “dalla distanza” (dovuto all’aspettarsi spesso risultati che non vengono raggiunti o fidarsi poco di titoli che poi si rivelano molto validi rispetto alle aspettative). The Crew ne è l’ennesima dimostrazione: nasce con una buona idea alternativa al solito appuntamento con l’unico possibile avversario di casa EA, subisce l’ormai classico ritardo, viene lasciato socchiuso per breve tempo per essere visto e provato e sfruttare così a proprio vantaggio ciò che gli utenti scoprono in quell’intervallo e poi eccolo, finalmente negli scaffali, diamo insieme un’occhiata al risultato.

The Crew: Never Drive Alone! 1

Certezze nella vita: si, siamo in America. Si, abbiamo ancora una volta a che fare (anche) con Chicago, nel caso in cui la città vi fosse mancata dopo aver terminato Watch Dogs. Si, c’è sempre la pecca per la quale vi chiederete “ma perché?” ma ci sono anche tanti punti piccoli e grandi a favore di questa realizzazione firmata Ivory Tower.

Tu vò fa l’americano

Auto, strade, gang, tutto fa America. Non mancano le supercar provenienti dal resto del mondo, potrete quindi ritrovare per la vostra e mia personalissima gioia le realizzazioni simbolo e orgoglio del nostro tricolore e molto altro. Certo ho personalmente scelto di iniziare e curare una Camaro (si, è quasi uguale a quella vista nel primo Transformers, ci sto lavorando ancora) ma scoprendo nuove concessionarie nel paese potrete arricchire il vostro garage e scegliere di elaborare sempre più una macchina che non sia quella scelta ad inizio del gioco.

La storia è forse tra le più classiche disponibili tra i copioni sulla scrivania ma funziona. Un protagonista, la sua bravura al volante (che dipende esclusivamente da voi, manco a dirlo) un evento spiacevole che scatena in lui la voglia di giustizia (di vendetta, ma chiamarla giustizia fa molto politically correct) e quella proposta che non si può rifiutare alla base dei film d’azione. Si esce, si sfrutta il proprio contatto per permettere di tenere traccia di ogni mossa e mantenere la copertura e si tenta di scalare la gerarchia fino ad arrivare all’obbiettivo finale.

Guadagnarsi quel rispetto tanto agognato non è per nulla semplice, questo rende molto godibile il titolo Ubisoft per tutto il corso della storia principale, in alcuni casi anche delle missioni secondarie costituite dalle prove disponibili nelle strade da percorrere, “forse” un pelo fastidiose quando già affrontate o peggio nei momenti meno adatti del gioco, ma ci si fa presto l’abitudine e anche il freno a mano per evitare di giocarle passando nel portale di attivazione.

L’evolversi della vostra vettura e del protagonista è assolutamente naturale e sequenziale. Affrontare le missioni storia o le sfide presenti sul territorio, guadagnate punti e denaro così da sbloccare miglioramenti di chi guida e nuovi pezzi da montare per perfezionare le prestazioni della vettura, cercate di passare di tanto in tanto dal quartier generale e consumate quei punti abilità sbloccati guadagnati nei passaggi di livello, vi serviranno sempre più.

Banalità che non ho potuto non notare e che vi consiglio: fino all’ottenimento del vostro tatuaggio 5/10 potete non spendere soldi per riparare l’auto. La velocità nel guadagnare e montare pezzi elaborati le consentiranno di migliorare ma anche di rimanere sempre in forma. Non fanno testo le missioni e le gare al termine delle quali la macchina tornerà a splendere come se nulla fosse mai accaduto (nonostante le botte sulla carrozzeria e il parabrezza magari rotto), pensate che non è necessario neanche passare dall’autolavaggio, basterà un po’ di aria ad alta velocità per far splendere la vostra fuoriserie, piacerebbe praticamente a tutti i possessori di auto nella vita reale ma sappiamo che non funziona proprio così ;-)

Il punto di forza

È sempre stata la possibilità di personalizzazione del veicolo per meccanica ed estetica, sin dai primi video e dalle prime prove in occasione delle fiere più importanti di settore. Quello che mancava a questo tipo di videogioco era quell’odore di benzina, quel suono cupo degli scarichi, quel fischio inconfondibile della turbina che si attiva quando decidete di affondare l’acceleratore come mai potreste fare in strada. Mi è mancato molto tutto questo, con The Crew mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, di poter finalmente rendere mio il mezzo scelto e guidato, non c’è nulla di meglio e più appagante per un driver.

Tutti possono avere un’automobile pensata e realizzata dal suo produttore, dare la possibilità di modificarla al cliente finale è l’arma sicuramente vincente (non l’unica, ndr) di questa realizzazione. A questa si aggiungono un paio di punti che non posso non citare. Si parla di intelligenza artificiale, di testardaggine ma anche di mappa in costante movimento.

In The Crew avrete a che fare con giocatori connessi nello stesso momento che continueranno a muoversi in una mappa molto vasta e sempre a disposizione, la stessa nella quale (come già detto) potrete condividere missioni ma anche fare squadra per tutta la durata della vostra storia se lo ritenete opportuno. Ciò che mi ha colpito in questa mappa è l’avere a che fare con una intelligenza artificiale molto complessa, pressoché imprevedibile e sempre pronta a metterci in difficoltà, lo noterete tanto nella guida libera quanto in quella da adottare per seminare le pattuglie di polizia pronte a bloccarvi per un arresto immediato. Contrariamente agli altri titoli del genere qui la legge possiede macchine costantemente più potenti e robuste delle vostre, a prescindere dalla vostra capacità di elaborazione della vettura guidata. Non servirà a nulla mettere a punto un missile protetto quanto un carro armato se non siete capaci di guidare in maniera spericolata e imprevedibile per i poliziotti, loro saranno capaci di catturarvi prima o poi, vi assicuro che questo sarà una delle caratteristiche più odiate da voi che deciderete di acquistare il prodotto.

Multiplayer: call me “Never Drive Alone”

Ho volutamente tardato stesura e pubblicazione di questo articolo per mettere alla prova il più grande punto di forza e tallone d’Achille allo stesso momento per un titolo odierno: il suo multiplayer, i server, il carico generato dagli utenti. Un gioco che promette il massimo della cooperazione e del divertimento online deve funzionare, no excuses.

The Crew funziona, funziona tutto, sfortunatamente non alla perfezione ma per la quantità di giocatori realmente connessi gestiti contemporaneamente è un risultato sufficiente. Bello attraversare la città dando un’occhiata alle macchine preparate dagli altri giocatori. Altrettanto bello poter condividere insieme uno stesso destino, lanciare una missione in cooperativa così da completarsi a vicenda lasciando a ciascuno dei giocatori la propria parte, senza la possibilità di far valere il concetto che “il primo salva tutti“. Ho notato diversi glitch e classici fantasmi dovuti al lag di coloro che sfruttano le connessioni meno performanti, come se qualcuno avesse una bombola di nos di troppo, nulla di insopportabile ma certamente molto fastidioso ai fini della corretta esecuzione della gara.

Promosso? Certamente, con qualche riserva che spero possa essere ritirata con il tempo, e occhio perché parlo del solo multiplayer, ovviamente affrontare le gare in modalità singola non impatterà in alcuna maniera la propria esperienza di gioco rendendola però meno interessante, reale e competitiva.

Dettagli che sfuggono

Li tiro fuori un po’ a bruciapelo perché si spiegano da soli, non c’è molto altro da aggiungere:

  • Non potrete far male a nessun pedone. Potrete provarci, intestardirvi, fare delle derapate che neanche Ken Block nella giornata più giusta della sua vita ma in ogni caso il pedone vince sempre, riuscirà a vedere la morte in faccia, evitarla all’ultimo nanosecondo e magari non tirerà fuori alcuna imprecazione limitandosi a qualche urlo chiedendovi il perché della vostra azione.
  • Non potrete scontrarvi con alcuna bestia. E no, non intendo quelle che giocano online giusto per procurare danni o rovinare le vostre missioni, parlo di quelle vere, quelle che è facile incontrare nelle campagne o nei vasti paesaggi a vostra disposizione. Potrete scontrarvi ma noterete immediatamente “il nulla“, voi non avete visto o toccato nulla.
  • Il bolide e la farfalla. Spingere a più di 240Km/h la vostra vettura non servirà a nulla se un pezzo di guardrail più resistente, un paletto o un palo della luce geneticamente modificato occuperanno la vostra traiettoria, salterete inevitabilmente in aria, con tanto di necessità di video di replay che dal secondo in poi si tradurranno con un “Salta filmato” per evitare la facile imprecazione davanti al monitor.
  • Il dettaglio c’è, il sonoro di meno. Osservazione per veri rompiscatole, lo so bene, eppure c’è. Ho potuto apprezzare tantissimo il continuo assemblarsi e scomporsi dell’auto nel momento dell’elaborazione, meno il suo sonoro sempre dello stesso tipo e dello stesso livello. Non conta elaborare poco o molto, il suono prodotto dal motore e dagli scarichi dell’auto rimarrà sempre lo stesso, peccato, nella realtà non funziona esattamente così (fortunatamente)!

In conclusione

Ci siamo, la sufficienza politica la si supera abbondantemente e la ricchezza di contenuti messi a disposizione da The Crew costituiscono un titolo che nel suo complessivo è gradevole, bello da giocare ma soprattutto bello da personalizzare, è come se ciascuno di noi giochi un titolo differente anche se di poco (e si, anche se le missioni della storia sono uguali per tutti, ovviamente).

Ognuno potrà scegliere missioni secondarie da affrontare o pezzi di macchine da recuperare in giro, in ogni caso consiglio caldamente di sbloccare quanto prima le antenne disponibili nelle aree della mappa per conoscerne ogni dettaglio (fa molto Assassin’s Creed, proprio così), non fatevi mancare nulla, godete di questa realizzazione perché -anche se spero il contrario- potrebbe essere la sola di questo tipo per molto tempo a venire (considerando la sciocchezza fatta con NFS Underground portato solo fino al secondo episodio e poi abbandonato da EA), Ubisoft ha regalato agli appassionati un ottimo materiale sul quale lavorare, il limite è la vostra pazienza unita al controller e al team che deciderete di comporre per affrontare le missioni che vi separano dal vostro personale finale di gioco.

Ci vediamo in strada!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

La beta ad invito avviata in occasione del lungo fine settimana si è appena conclusa e mi sembra giusto discutere con voi punti di forza e talloni d’Achille di questo titolo Ubisoft e Ivory Tower che proverà -tra circa due settimane- a guadagnarsi quel suo posticino nell’olimpo dei giochi di automobilismo arcade tipicamente popolato dalle numerose edizioni di quel Need for Speed targato Electronic Arts, lo stesso brand che negli ultimi anni pare aver dimenticato quanto bello possa essere modellare un proprio mezzo di trasporto, diverso da tutti gli altri, fare massa a lungo andare può stancare.

The Crew: un'occhiata alla Beta

Sia chiaro, Ubisoft ci tiene a dire che la beta non rappresenta il risultato finale del gioco che troveremo sugli scaffali il prossimo 2 dicembre e quel testo è rimasto ben impresso sulla schermata di gioco per tutta la durata della sessione chiusa. Tutti noi potremmo quindi aver trovato falle e distrazioni che magari nel gioco completo saranno state nel frattempo risolte ma è difficile crederlo a distanza così ravvicinata dall’uscita (ci sono i tempi di submission, quelli di stampa, ecc.), tutto risolvibile tramite la più classica delle patch al Day-1, pratica ormai standard nonostante i rinvii rispetto alla data di pubblicazione inizialmente annunciata. Vediamo insieme cosa ci riserva questo grande lavoro pensato per next-gen (nonostante l’eccezione fatta per Xbox 360).

Drive together Never Drive Alone

Si perché questo è l’anno della collaborazione forzata, quella che rompe ogni schema pensato per i giocatori da salotto, quello che ha sempre distinto chi preferiva il PC perennemente connesso al web alla console talvolta neanche collegata al segnale WiFi di casa. Oggi si gioca insieme, è partita con mano pesante Sony con il suo Driveclub, ha rincarato la dose Ubisoft con The Crew ma anche con il prossimo Assassin’s Creed Unity che uscirà tra tre giorni esatti. La collaborazione è il prossimo passo fondamentale per tutti coloro che detengono il controllo del proprio personaggio, si arriva all’obiettivo comune facendo squadra. Ciò che va a fare da contorno a quest’idea è lo scenario, le quattro ruote di vecchia e nuova scuola, la possibilità della personalizzazione ad ogni livello e quella capacità del gioco (e principalmente dei suoi server) di creare l’esigenza del gruppo, di permettere a tutti noi di trovare compagni di squadra che possano fare la differenza e che ci possano coprire le spalle in caso di necessità.

The Crew si presenta già molto maturo in questa beta chiusa (giocata su Xbox One, per la cronaca) e ha fatto evidentemente tesoro di tutti quei feedback ricevuti da coloro che hanno avuto la possibilità di giocare la beta PC lo scorso settembre. Una storia tutto sommato valida utilizzata come trama principale (quello sparo era ‘telefonato‘ tanto quanto la rabbia della tua compagna per aver preso il detersivo sbagliato al supermercato), la necessità di vendetta (più che di giustizia), il susseguirsi di eventi già in stile produzioni di Hollywood viste decine di volte in televisione e al cinema, c’è tutto per poter gettare le giuste basi del divertimento. The Crew è il risultato di contaminazioni che nel corso della storia videoludica hanno fatto la differenza, è come aver preso a piene mani i punti di forza di un calderone popolato dai competitor dal 1994 ad oggi. C’è tutto quello di cui un giocatore arcade ha bisogno quando si parla di titoli motoristici, qui non si parla della perfezione ricercata dei titoli Forza o Gran Turismo, si corre e si elabora la propria vettura secondo canoni dettati dai gusti, dalle esigenze del caso ma soprattutto dal desiderio di arrivare a sfidare colui che si vede per brevissimo tempo ad inizio del gioco e che al termine dello stesso toccherà mettere a tacere a colpi di NOS.

Comincia tutto come da copione: la vostra prima automobile, le prime gare, la necessità di farsi conoscere, migliorare il mezzo, affrontare nuovi tipi di difficoltà. Sembra tutto molto lineare e semplice ma non lo è affatto. Come anticipato è la personalizzazione del mezzo che fa la differenza (oltre l’essere in compagnia di decine di giocatori connessi, chiaramente) in un titolo che piacerà sicuramente ai più “flippati” e a chi il tuning lo ha fatto sul serio in passato o lo fa ancora (ogni riferimento a cose o autori dell’articolo è puramente casuale). La macchina di fabbrica non è mai la propria, per renderla unica andrà elaborata, potrete farlo esteticamente e meccanicamente, The Crew vi consentirà di mettere mano a ogni singolo bullone della vostra auto, potrete accedere a kit di preparazione specifici per ogni tipo di gara, sia essa su asfalto o su sterrato, passando per il misto.

The Crew: un'occhiata alla Beta 2

Quell’effetto che scompone davanti ai vostri occhi la macchina privandola del suo vestito per accedere al suo cuore e permettervi di simularne accelerazione, frenate e ciò che accade su tutto ciò che la compone (gomme, sospensioni, ecc.) è davvero molto bello, una novità parecchio gradita. Il tutto si svolge tipicamente in un ambiente chiuso che ricorda moltissimo quel garage di NFS:Undeground che tanto mi era piaciuto e che ho rimpianto negli anni a seguire per non essere mai tornato in auge e nelle intenzioni di Electronic Arts per una rimasterizzazione magari riveduta, corretta, arricchita.

Avete la possibilità di collezionare i mezzi cercando di comporre una rosa pronta a ogni utilizzo, di raggiungere obiettivi fatti di costanti miglioramenti tramite missioni da storia e secondarie e montare così il pezzo più utile per “dare piste” all’avversario di turno, online o offline non ha alcuna importanza, ci siete solo voi e la strada. La mappa è grande, ormai la conosciamo a memoria perché riprende strade ampiamente sfruttate che talvolta finiscono per essere più ricordate di quelle che circondano casa nostra, nulla di nuovo sotto al sole ma sicuramente uno standard ormai preteso.

Moltissimi gli oggetti gestiti in simultanea. Dalla macchina che è la ovvia protagonista al personaggio che rimane al volante, il cielo con l’aereo di turno che passa sopra la nostra testa ai passanti che per strada non riuscirete a mettere sotto neanche per sbaglio (come invece succede in Watch Dogs, tanto per dire), molti i dettagli che possono essere presi in pieno e distrutti, altrettanti quelli che non riuscirete a scalfire e alcuni di questi davvero assurdi, mi è capitato un paio di volte di essere bloccato e arrestato dalla polizia semplicemente perché la Camaro (che ho utilizzato nella beta e che quasi sicuramente acquisterò nel titolo completo) non riusciva improvvisamente a salire su un marciapiede (un’assurdità, lo so).

The Crew: un'occhiata alla Beta 3

A proposito di Polizia, un paio di osservazioni si potrebbero facilmente fare anche in questo caso. Potete andare contro ogni mezzo in gioco procurandogli ovvi danni o sbattendolo fuori dalla strada, in alcuni casi sarà richiesto addirittura distruggerne (di mezzi, scomodi per il vostro boss di turno), eppure le auto della Polizia sono quelle più resistenti ma soprattutto le più granitiche. Non provate ad utilizzare la vostra vettura come ariete, non vi riuscirà, almeno a me non è riuscito nella beta. Potrete certamente spostarla ma di poco, molto poco, nulla di sufficiente nel caso in cui due pattuglie riusciranno a piazzarsi davanti a voi per bloccarvi con una semplice inchiodata. Non ha alcuna importanza la velocità o la robustezza della vostra auto, nulla potrete contro questi macigni piazzati su quattro ruote.

Il consiglio è quello di utilizzare la mappa in basso a destra nella schermata per sfruttare vie secondarie collegate poi a quelle più grandi per dare sfogo alla bombola di NOS che montate sotto al sedile (fa molto Fast & Furious, so anche questo), cercando di uscire da quella visuale che la pattuglia ha e che può mantenere a lungo per cercare di catturarvi. Siate puliti, cercate di non colpire nulla che non sia vostro (macchine altrui, pali della luce ma non solo) perché in tal caso non riuscirete a passarla liscia.

Mappa con destinazione impostabile, uno smartphone sempre pronto a ricevere videochiamate (che potrete effettuare o ricevere durante il gioco libero in strada) e controllabile tramite il secondo stick sul controller della One (così da continuare a guidare, seppur con maggiore difficoltà) e una serie di ulteriori dettagli che ho potuto notare con piacere (altri forse un po’ meno) e una fisica dell’automobile che fortunatamente ha molto poco a che condividere con quella vista in Watch Dogs (lo sto usando come paragone perché si tratta pur sempre dell’ultima grande realizzazione Ubisoft in cui si ha a che fare parzialmente con moto e macchine, ndr). La beta è valida, molto valida, un peccato che si sia chiusa così rapidamente ma sono ugualmente contento. Spero che i contenuti già sbloccati e le missioni già affrontate possano essere ereditate dal titolo completo (non ho avuto modo di controllare prima, al massimo qualcuno mi aggiorni nell’area commenti ;-)).

Pare che finalmente ci siamo, siamo pronti a The Crew che uscirà tra una manciata di giorni e sarà giocabile da tutti, appassionati e semplici fruitori della novità della casa francese. L’ottima idea di Ubisoft di mettere alla prova la loro infrastruttura per il gioco collaborativo online prima del lancio può essere certamente utile ai fini di una corretta valutazione dell’impatto utenti / server, un errore spesso (troppo spesso) sottovalutato e che si ritorce completamente contro l’azienda finendo per rovinare il lavoro di mesi, anni e buttando giù le vendite. Mi auguro che questa doppia fase beta abbia reso le idee più chiare e la richiesta di risorse più simile alla realtà finale possibile, non vorrei inserire il disco il prossimo 2 di dicembre e trovarmi senza compagni, verrebbe meno proprio quel Never Drive Alone.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
Condividi l'articolo con i tuoi contatti: