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The Crew 2

Gioxx  —  26/07/2018 — Leave a comment

Di acqua sotto i ponti ne è passata dall’ormai lontano 2014, il figlio era buono ma non si applicava fino in fondo, almeno secondo alcune delle voci appartenenti ai giocatori e critici dell’epoca. Ivory Tower –a mio parere– ci aveva già visto giusto, proponendo qualcosa di nuovo all’interno di un mondo fatto di percorsi da A a B, dove fortunatamente Turn 10 dava già quel dettaglio in più nei titoli realizzati per conto di Microsoft, facendoci però mancare quella varietà di mezzi e sfondi che lo studio appartenente a Ubisoft voleva invece portare davanti agli occhi di tutti. Quel sogno sembra essere diventato realtà e si è concretizzato nell’abito che veste The Crew 2.

The Crew 2 1

The Crew 2

Una scusa qualsiasi, quella del programma basato sulla spettacolarità delle modalità di gioco disponibili, una triste realtà, quella del “più follower, più fama, più soldi“, insieme a una serie di sfide che progressivamente andranno a presentarsi su una vastissima mappa americana che ti permetterà di accontentare ogni tua voglia, basta che questa abbia a che fare con un motore, un acceleratore e del protossido di azoto (che avrai su qualsiasi mezzo da subito, non ci sarà bisogno di acquistarlo, tuttalpiù potenziarlo). Non importa se si tratta di velivolo, motoscafo, automobile o due ruote da off road, l’importante è divertirsi, far divertire e scalare chiaramente la piramide sociale fino a quando non si potrà andare a conquistare la vetta occupata da chi –in quella specifica disciplina o a bordo del mezzo giusto– sembrerà avere tutte le carte in tavola per non essere spodestato. The Crew 2 per certi versi può ricordarti il bel festival di Horizon (e non per nulla ti ho parlato di Turn 10 in apertura articolo) e del fatto che lo spettatore dall’altro lato debba potersi appagare di quanto da te trasmesso, è solo una mia impressione o forse anche la tua che hai provato magari entrambi i titoli?

Questione di Classe

Street Racing, Off Road, Freestyle e Pro Racing costituiscono il poker di classi principali, il quale potrà poi suddividersi in alcune altre sotto-categorie che ti permetteranno di provare altri mezzi di trasporto e discipline non necessariamente su strada.

The Crew 2 2

Lo Street Racing è forse quello con cui hai (come me) maggiore confidenza, e ti permette di sfrecciare in piena città con le vetture più belle e potenti che esistono oggi (e in parte anche ieri) sul mercato. È questa la classe che ti permetterà di metterti alla prova anche con gare di Drift, accelerazione o grandi traversate. L’Off Road è fatto di Raid Rally e Cross, rispettivamente basati sulla gara fatta di checkpoint –dai quali dovremo sì passare, ma decidendo noi che percorso intraprendere (il rischio è quello di allungare troppo e perdere terreno rispetto agli avversari)– o percorsi ben stabiliti da affrontare in sella alla due ruote.

Il Free Style è la valvola di sfogo fatta di acrobazie spettacolari in aria (velivoli), in acqua (motoscafi) o su strada (Monster Truck!), ma anche di Pro Racing che mette alla prova le tue abilità nel Power Boat (motoscafi), Touring Cars / Alpha GP (automobili) e Air Race (velivoli), con checkpoint da rispettare e tempi che possono improvvisamente diventare stretti (e nel mio caso ciò che più mi ha portato quasi al rage-quit è il tipo di acrobazie richieste!). Il risultato della somma di questo grande bacino di competizioni è la Live Xtrem Series, una “puntata in diretta” dello show per follower tuoi (e non solo), durante la quale sarai chiamato a pilotare più mezzi, uno in seguito all’altro, cercando di portare a casa il miglior risultato possibile.

Vincere è certamente la migliore delle opzioni, ma non è sempre necessario, spesso un piazzamento sul podio (primi 3 posti) sarà più che sufficiente per guadagnare crediti, follower e potenziamenti per il mezzo guidato al momento della sfida. Il tutto concorrerà a far salire la percentuale di completamento della disciplina, la quale –arrivata almeno al 70% di completamento– ti permetterà di andare a sfidare il campione della stessa, con la possibilità di chiudere al primo posto e prenderti le chiavi (e tutto il resto) del suo mezzo, che immagino possa farti gola.

Al di fuori della scalata, potrai metterti alla prova con rapide sfide basate su velocità di punta contro autovelox che immortaleranno il tuo passaggio, raccolta di bonus lasciati liberi per strada (le Live Rewards) e fotografie da scattare seguendo indicazioni che ti verranno date durante il free-roaming. Tutto, ma proprio tutto, è raggiungibile da mappa senza la necessità di spostarsi a bordo del proprio mezzo, un rapido salto alla tappa interessata ti permetterà di prendere immediatamente parte alla competizione successiva, senza la necessità di arrivarci “manualmente” (e forse questo toglie un po’ il bello dell’esplorazione libera e del mero divertimento nel sentire rombare la propria macchina, moto, scafo o velivolo).

Questione di feeling

Non è tutta guida Arcade e storia finita (anche se di questo stiamo parlando se si bada al mero meccanismo di base e all’impossibilità di riportare danni al mezzo usato). Ogni vettura ha le proprie peculiarità, vantaggi e svantaggi, modi di comportarsi e reazioni al tentato controllo da parte tua, ne ho pagato le conseguenze pensando di poter guidare la Mustang GT del 2015 come fosse una qualsiasi berlina e nulla più (te ne accorgerai dando un’occhiata alla video-cattura del giocato). È forse questo un grande pregio di The Crew 2, non “mollarla troppo facilmente“, quasi al limite della sopportazione per un casual-gamer che si avvicina al titolo per la prima volta e al quale mancano le basi.

The Crew 2 è spettacolarità sotto ogni condizione climatica e nell’arco delle intere 24h, in alcuni casi con seria difficoltà (credimi) nell’individuare il giusto percorso in mancanza di buona illuminazione (e questo, in tutta onestà, non l’ho realmente apprezzato); è quantità e qualità nei mezzi di trasporto e nelle ambientazioni proposte (perché ce n’è veramente per tutti i gusti), senza considerare che oltre le molte competizioni per la scalata nelle varie classi c’è anche tutta una base di free-roaming assolutamente previsto e messo a disposizione (seppur non per tutti i singoli dettagli, ma diversamente non ci avrei proprio creduto). Puoi davvero spaziare in ogni dove e mettendoti alla guida di qualsiasi mezzo tu conosca (persino di una macchina di Formula 1, alquanto inusuale in un titolo di questo genere, che non sia quindi specializzato e focalizzato sull’argomento).

Sì, ma quindi?

The Crew 2 5

Rispetto al primo episodio del gioco, in The Crew 2 trovo una localizzazione italiana migliorata (dialoghi e sottotitoli), così come una colonna sonora valida e gradevole che ti accompagna durante l’intera sessione di gioco. Buonissimi i caricamenti, estremamente rapidi (e non faccio riferimento alla velocità raggiunta grazie all’evoluzione di Microsoft per Xbox One X) e con possibilità di saltare ogni convenevole legato all’esplorazione forzata dell’ambiente (il famoso trasporto rapido di cui ti ho parlato prima). Viene a mancare una caratterizzazione maggiore del personaggio utilizzato (ma non sposta poi troppo l’asticella del risultato finale) e del metodo di avvicinamento al mezzo da scegliere (la camminata fatta in prima persona è al limite dell’osceno), ma anche di coloro che ti circondano e che ti accompagnano nel percorso di crescita, è evidente che i maggiori sforzi profusi dai ragazzi di Ivory Tower siano sbilanciati verso la cura del dettaglio dei mezzi usati, delle ambientazioni e delle possibilità di esplorazione del mondo libero.

Mi è piaciuto The Crew 2? Per certi versi è confusionario, con un sistema di progressione discutibile e con alcuni comportamenti e reazioni dei mezzi che non mi convincono, eppure l’evoluzione c’è e si vede, la quantità di mezzi che è possibile provare è davvero vasta e il divertimento è certamente assicurato. È quindi promosso, con quella riserva che avrai da solo capito dalle mie parole, ma che non cambia la sufficienza più che piena che si porta a casa (non arriva all’8, ma ci va molto vicino).

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: copia gioco fornita da Ubisoft
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Credo di non aver decantato mai così tanto le lodi di un gioco come fatto con Forza Horizon 2, eppure è proprio a lui che voglio dedicare questo articolo dal sapore estivo (nonostante le piogge di queste ultime ore), quello che profuma da fine della scuola, quei ricordi della serata al cinema con gli amici per godersi il fresco ed una buona pellicola, il raduno automobilistico, tutta la notte in piedi e la mattina successiva “ancora freschi“. Tornano in mente anni passati, piccole e grandi soddisfazioni, voglia di libertà.

Ho acceso la mia One, ho lanciato l’espansione Forza Horizon 2 Presents Fast & Furious e ho pensato solo a guidare, a divertirmi come un ragazzino alle prese con quei primi passi a metà tra la cazzata detta ai genitori e la ragazza ad aspettarlo dietro l’angolo, quando in realtà bisognava andare a studiare per arrivare pronti al recupero del debito formativo che ti eri guadagnato dicendo al professore che non riusciva davvero a fare il suo mestiere (unica bocca ad aprirsi nonostante le menti fossero tutte d’accordo in quella classe, maledetta lingua sempre troppo rapida).

Forza Horizon 2 Presents Fast & Furious: non di solo NOS è fatta la nostalgia 5

Ho guidato, mi è piaciuto, l’ho rifatto, ed è andata avanti così ancora per un po’, fino a concludere quell’espansione dal sapore nostalgico verso quei tempi, perché la mente è matta e si ispira con quello che le capita a tiro. E allora grazie a Universal che ha voluto sponsorizzare il suo ultimo titolo e grazie anche ai ragazzi di Turn 10 / Playground Games e Microsoft per aver permesso questa realizzazione e integrazione con il titolo principale. Non c’è lode, c’è una sufficienza alta, un DLC che è rimasto a disposizione dei giocatori gratuitamente per un discreto periodo di tempo e passato poi a quella decina di euro che potrebbe corrispondere alla “giusta spesa” per chi è appassionato del genere e ama questa saga che ha fatto la storia e che tanto ha cambiato anche in Italia, un settore che fino al 2001 era sconosciuto ai più.

E allora è così che deve terminare questa saga, Forza Motorsport 6 è alle porte considerando il “buio” voluto dal periodo più caldo durante il quale scarseggiano le belle uscite e i più importanti DLC, anche se -in tutta onestà- spero di sbagliarmi alla grande.

Start Your Engine.

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Era il 30 novembre dello scorso anno quando Paul Walker ci ha lasciati, la parte più tamarra dentro di me ha adorato quell’attore per l’intero corso della saga di Fast & Furious sul grande schermo più di quanto non abbia amato il pane e salame nel momento in cui la fame ti attacca dopo una giornata di lavoro. Nulla a che vedere con i videogiochi, direte voi, aggiungo un “giustamente” dato che gli unici tentativi di rendere giustizia all’opera hollywoodiana non hanno poi raccolto grande approvazione da parte del pubblico, stesso terreno dove invece Electronic Arts ha saputo muoversi realizzando quel capolavoro di Undeground che ancora porto nel cuore.

Ma il videogioco non è mai semplice realtà virtuale, spesso viene utilizzato come mezzo per suscitare emozioni, toccare quelle corde invisibili che riportano alla memoria bei ricordi, situazioni, un passato che in alcuni casi non si vuole del tutto rimuovere perché conserva una parte di noi, magari quella parte in cui l’autore di questo breve editoriale è stato anch’esso protagonista di un primo e nascosto movimento di elaborazione automobilistica poi scoppiato e diffusosi su tutto il territorio nazionale (comunque ben lontano da ciò che fanno in America, con massimo rispetto parlando) fino ai giorni nostri in cui viene considerato la “normalità” tra i più giovani che amano qualsiasi mezzo porti sotto al cofano un motore e dentro al baule un impianto audio adatto a pettinare un calvo dopo una ricrescita miracolosa della sua chioma.

È di qualche giorno fa un articolo pubblicato sul blog di Forza Motorsport in cui si parla di lavori realizzati da fantasiosi e capaci membri della vastissima community del gioco e si fa riferimento inoltre alla scomparsa dell’attore americano e del tributo che alcuni hanno voluto dedicargli realizzando video amatoriali grazie alla bellezza e alla ricchezza di contenuti messi a disposizione nell’ultimo Horizon 2 che -se opportunamente ritoccati- possono anche riportare alla memoria pezzi di quei film che sono rimasti nella storia di questo genere, ne ho personalmente apprezzato due in particolare ma se provate a lanciare una ricerca su YouTube troverete un vero e proprio calderone pieno quasi fino al bordo:

È un bel modo di ricordare qualcuno che non c’è più, è la migliore maniera possibile se si pensa che buona parte della carriera ricordata da noi tutti e la prematura scomparsa hanno in comune un denominatore: un’automobile, la velocità e la voglia di competere costantemente con i propri limiti.

Quando il videogioco non è solo semplice realtà virtuale

Ciao Paul.

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Quando ho scritto e pubblicato la recensione su Forza Horizon 2 non ho volutamente inserito un paragrafo dedicato alla sua parte multiplayer perché ancora non del tutto funzionante in quel periodo di pre-lancio. Microsoft ha fortunatamente rispettato la tabella di marcia e ha “aperto i battenti” dopo qualche ora dall’uscita ufficiale del gioco in tutti i punti vendita autorizzati (e online, ovviamente) e non avevo ancora avuto la possibilità di mettere alla prova quel comparto come si doveva ad un titolo del genere. Avrei dovuto provare Sunset Overdrive per la prima volta (che comunque leggerete molto prima di questa “seconda opinione“, ndr) ma non sono fatto per le attese estese, mentre la One scaricava una patch necessaria ho lanciato Horizon 2 e ho finito per passarci più di due ore di solo gioco online, volete sapere com’è andata? No, fate ancora in tempo a tornare su YouPorn o simili ;-)

Forza Horizon 2: Online l'asfalto brucia ancora di più 6

Forza Horizon 2 vi collega all’estesa rete di giocatori in tutto il mondo con una semplicità e una fluidità assolutamente eccezionali, roba da non rendersene conto ancora più di quel fastidioso pizzico che si prova quando si va a fare le analisi del sangue. Scherzi e confronti strani a parte, la sostanza rimane proprio questa: sono partito con il più classico dei giri in modalità singola tra quegli spettacolari monti che spesso caratterizzano insieme allo strapiombo sul mare i tracciati più affascinanti di questo grandissimo titolo Turn 10 & Playground Games.

La vostra automobile, le strade che già dovreste conoscere (magari non a menadito, ma sicuramente bene se vivete spesso e volentieri Horizon 2 tramite il vostro controller), gli avversari reali stavolta, quelli connessi da tutto il mondo e per i quali dovreste esservi preparati grazie alla possibilità di scontro sempre disponibile in strada contro i drivatar basati sui comportamenti dei vostri amici, campionati scelti in base a votazioni tra tutti i partecipanti e gare selezionate a caso dal sistema così da permettervi di affrontare sfide sempre differenti (si lo so, alla lunga ci farete il callo ma non ha importanza perché cambiano gli scenari e -mi auguro- gli sfidanti) e rendere tutto un po’ meno prevedibile. Conoscerete nuovi modi di vincere e di mettere a tacere i vostri avversari ma soprattutto “non noterete nulla di strano“, si perché salvo rarissimi casi non ho notato alcun ritardo di comunicazione, alcuna macchina in grado di volare davanti a me per una mancata sincronizzazione dovuta alla scarsa connessione verso internet o altri errori tipici di questo tipo di multiplayer, esattamente ciò che accadeva fino a poco tempo fa con Forza Motorsport 4, non sto parlando certo di secoli fa.

Se a tutto questo ricco panorama aggiungete la certezza del poter continuamente ottenere nuovi gioielli di decine di case automobilistiche differenti tramite DLC, pronti per essere acquistati e tenuti gelosamente nel garage concedendovi al massimo l’uscita domenicale per tirarvela con gli amici, arriverete al gotha della nobiltà fatta quattro ruote.

È questo Forza Horizon 2, anche online si dimostra un titolo studiato a tavolino e realizzato per stupire e coinvolgere al massimo il giocatore, divertirlo, giustificare una spesa e ringraziarlo per la fiducia. E se non avete il giusto tipo di vettura nel vostro garage per affrontare il campionato scelto? Non c’è alcun problema, potrete noleggiare un’auto per sfidare i giocatori in gara, di certo non sarà performante quanto la macchina del campione di turno, ma potrete agilmente difendervi e non darla vinta, a denti stretti fino alla linea del traguardo o fino allo scadere nel tempo nelle sfide infezione (molto belle, davvero, fa molto Destruction Derby senza però la parte della distruzione, come a voler prendere un’infinita rincorsa pur di salvare la vernice fresca della macchina!), si insomma lo avete capito, anche il comparto online costituisce una piacevole conferma che, con rispetto parlando per il madornale lavoro svolto, SONY non è riuscita a portarsi a casa con quel Driveclub che ha tanto promesso ma molto poco mantenuto.

Follow me, if You can.

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Lo ammetto: nutrivo grandi speranze, riponevo a scatola chiusa una fiducia pressoché smisurata nell’esperienza di Turn 10 affinché questo nuovo Horizon fosse il titolo giusto al momento giusto, e parlando qualche giorno fa con un’amica a tal proposito il primo giudizio dopo qualche ora di gioco è stato “è più di ciò che avrei potuto chiedere a quel team“. È così che giudico in una sola rapida frase l’ultima fatica di Turn 10, Playground Games e Microsoft Studios, più di quello che mi aspettavo e che avrei preteso, Forza Horizon 2 è pura goduria che cola sulle vostre quattro ruote.

Forza Horizon 2: lasciati pervadere dall'odore dell'asfalto rovente

Posso quasi immaginare le vostre facce e quel modo un po’ milanese di intonare un “Si vabè, ciao” quasi schifato, ma questo è il mio personale e soggettivo giudizio, il giudizio di una persona che ama follemente l’automobile in tutti i suoi componenti, nella complessità meccanica tanto quanto nelle sinuose linee talvolta più sexy di una Belen Rodriguez che è ormai diventata inflazionata e più trasparente di una Molinari. L’elettronica, i grandi cerchi e quei tubi di scarico in grado di emettere sinfonie spesso scambiate per rumori da chi proprio non ce la fa a considerare questo mezzo di trasporto la libertà più pura seconda solo alle vostre gambe e i vostri piedi.

Tutta l’esperienza acquisita negli anni si sposa perfettamente a una potenza di calcolo che è cresciuta tanto e che è ora disponibile racchiusa nella scocca di Xbox One (utilizzata per il test, anche se il titolo uscirà anche per Xbox 360 utilizzando un diverso engine e meno dettagli rispetto allo stesso titolo next-gen), il tutto condito con dei panorami assolutamente mozzafiato che -non me ne vogliano gli amici dall’altro lato “della costa”- non hanno nulla a che vedere con quelli messi a disposizione nel precedente capitolo di Horizon. A metà tra la Francia e l’Italia questo Forza Horizon 2 offre kilometri di sterrati, strade cittadine e coste da percorrere in modalità free-roaming, permettendo così di prendervi il vostro tempo, salire a bordo della macchina dei sogni e -seppur virtualmente- sentire quell’adrenalina che sale tra una derapata in curva e quella scogliera che lascia posto ad uno squarcio di sole che illumina con i suoi raggi le splendide spiagge che nessun altro può vantare al mondo.

Forza Horizon 2 è una festa di colori, suoni e automobili in grado di far venire i brividi con qualche semplice gesto: un controller tra le mani che grazie alle sue vibrazioni sposta il peso in base a ciò che state facendo fare alla vettura, un suono che riproduce fedelmente motore e scarichi per la maggior parte dei modelli disponibili, il mare, i gabbiani, la terra che si alza, le sportellate agli avversari quando necessario e quei treni di pneumatici consumati con il loro tipico odore che solo chi ha avuto la fortuna di scendere in pista può comprendere. Certo vale anche fare il pirla con un burnout nel parcheggio del supermercato per fare il figo con gli amici e con le ragazzine ma non è la stessa cosa.

Forza Horizon 2: lasciati pervadere dall'odore dell'asfalto rovente 1

Tutto mi ha convinto della modalità single mode di Forza Horizon 2, non c’è stato -almeno attualmente- molto tempo per provare a fondo la sua modalità multiplayer senza la necessità di alcuna lobby o preparazione del party se non per i raduni (che permettono di farsi conoscere, dare un’occhiata alle macchine degli avversari e dei drivatar e -perché no- prendere spunto per i prossimi acquisti tra autosalone e personalizzazione in officina) o per le sfide testa a testa (ma in questo caso bastano i drivatar che abbiamo già visto in Forza Motorsport 5). Il titolo permette ad amici e giocatori sparsi per il globo di essere connessi al sistema e giocare insieme nella moltitudine di luoghi e kilometri a disposizione nelle zone del festival, spero di poter rimettere mano a questa recensione (o creare un articolo integrativo) per poterne parlare ancora in futuro (si, mi sono lasciato prendere la mano dalla storia e dalle sfide secondarie!).

Prima di poter arrivare a concorrere per la finale del festival Horizon, ciascuno di voi dovrà affrontare una serie di campionati in giro per le location scelte, per l’esattezza si tratta di vincere 15 campionati in base anche al tipo di macchina utilizzata. Come sempre si partirà guidando “il sogno” (Lamborghini Huracán LP 610-4, ndr) per poi svegliarsi e scegliere la compagna di viaggio iniziale. Durante il percorso non mancheranno certo le occasioni per vincere altre vetture o acquistarne di nuove per il vostro garage presso l’autosalone. Sarà poi sempre possibile passare in officina per un miglioramento che sia funzionale, estetico o di potenziamento. Quest’ultimo potrà essere gestito in maniera completamente manuale o automatica in base alle vostre necessità, alle conoscenze del motore (fondamentali, assetto, ecc.) o più semplicemente al voler perdere tempo anche dietro questa caratteristica del titolo! Calcolando che le zone disponibili sono 6 e che ognuna di queste offre diverse piste per diversi tipi di auto, il tutto percorribile quante volte si vuole, si arriva a cifre (di possibili gare da disputare) che sfiorano le 700 totali, impressionante considerando che si tratta del single mode, togliendo poi dal risultato finale altri tipi di competizione come le “Sfide imperdibili” che vi permetteranno di guidare inimitabili bolidi di oggi e di ieri proponendovi difficoltà sempre maggiori per raggiungere un traguardo in un determinato tempo o raggiungere (e mantenere in media) una velocità di punta o ancora gareggiare contro ogni tipo di altro mezzo di trasporto, frecce tricolore italiane comprese, di giorno, di notte, con il caldo sole di mezzogiorno o con la pioggia in grado di modificare sensibilmente le caratteristiche di tenuta (ma non solo) della vostra automobile!

Forza Horizon 2 gode inoltre di una colonna sonora davvero ricca e adatta a ogni gusto grazie alla possibilità di “sintonizzarsi su diverse stazioni radio” che propongono i tipi di musica più apprezzati durante la guida (dipende molto da voi, in effetti). E ricordate che in qualsiasi momento (o quasi) se doveste aver necessità di una mano alla guida potrete sempre parlare con Kinect e abilitare così Anna, l’assistente / navigatore installata a bordo del sistema di infotainment della vostra vettura (qualunque essa sia). Un ricco sistema di bonus guida, vantaggi (da aggiungere a quanto guadagnato in strada) e slot machines vi accompagnerà per tutto il corso delle vostre sessioni di gioco. Arrivare alla finale di Horizon e conquistarla è sicuramente importante per terminare la campagna single-mode, godersi il gioco fregandosene di quella finale (almeno per un po’) e abbandonarsi così a tutta la ricchezza di contenuti che gli sviluppatori sono stati capaci di realizzare è ancora meglio.

Si ma ti prego, falla breve!

E così sia, soprattutto per coloro che non hanno avuto la pazienza di leggere l’intero pezzo. Forza Horizon 2 è colori, musica, passione e velocità, adrenalina, ricerca della perfezione e nostalgia quando si sale a bordo di pezzi di storia dell’automobilismo internazionale. È rispetto per la quattroruote in ogni sua sfaccettatura e ogni suo dettaglio, è libertà, è odore di asfalto che brucia sotto le vostre gomme, è quasi come salire realmente a bordo della vettura dei vostri sogni, sentire il ruggito tra motore e tubi di scarico e pensare che tutto là fuori possa scorrervi addosso senza farci caso una volta tanto, almeno per una manciata di minuti. Forza Horizon 2 è IL titolo di automobilismo di questo ultimo caldo trimestre del 2014.

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