Fitbit Charge HR: tutto (purtroppo) parte dal polso

Gioxx  —  16/11/2015 — 2 Comments

Dapprima il sensore Nike+ da inserire all’interno della scarpa da corsa appositamente pensata e realizzata, poi l’orologio che collegato alla fascia cardio era in grado di monitorare il battito costantemente, poi il report, poi ancora il personal trainer in grado di darci la giusta dritta sull’associazione alimentare da avvicinare allo sport, e poi, poi, poi. Il mondo della tecnologia associato al movimento non ha mai smesso di correre, tanto per restare in tema. La sua è una continua evoluzione alla scoperta della funzione sempre più allettante, ma non è necessario essere super-palestrati per potersi regalare un aggeggio di questo tipo, basta anche la semplice curiosità applicata al quotidiano, è per questo che oggi vi parlo del Fitbit Charge HR.

Fitbit Charge HR: tutto (purtroppo) parte dal polso

Io pensavo che il massimo della tortura psicologica potesse consistere nel prendersi cura di un Tamagotchi (ve li ricordate? Era il 1996, sentitevi vecchi quanto basta), e invece mi sbagliavo alla grande. Sì, perché siamo diventati estremamente sedentari, odiamo muoverci, cominciamo ad andare in palestra con lo stesso entusiasmo di un ragazzo che scopre la pubertà e finiamo per mollarla con la stessa faccia di un marito che rientra a casa dopo una giornata di lavoro e si becca uno shampoo dalla moglie per aver lasciato la tavoletta del water alzata.

Fortunatamente ci sono tante eccezioni che non confermano questa regola, e sono felice per loro, ma passiamo al succo della questione e discutiamo insieme dei pro e dei contro di questa soluzione.

Altalenarsi tra positivo e negativo

Un solo dispositivo con più funzioni a portata di clic, può quindi sostituire un orologio già al polso, rinunciando ovviamente alla cassa in titanio e al cinturino in acciaio (se non di più), dipende ovviamente dai gusti ma l’estetica è certamente accettabile, è molto sportivo, passa abbastanza inosservato agli occhi di chi non è abituato a utilizzare questo tipo di dispositivi.

Di contro? Un cinturino che non posso cambiare e che mi riporta indietro nel tempo all’era dello Swatch che portavo al polso quando frequentavo le scuole medie, non è esattamente la cosa che più mi è piaciuta. Ho anche provato a cercare sul web eventuali pezzi di ricambio ottenendo però pressoché nulla, qualcuno può magari dirmi che mi sto sbagliando (nei commenti) e suggerirmi dove poter acquistare eventuali pezzi di ricambio?

Il materiale utilizzato (a base gommosa, come quasi tutti i dispositivi di questo tipo) deve essere stretto tanto da non far scappare via Fitbit Charge HR e far risultare efficace il rilevatore di battito cardiaco, ma non troppo da lasciare il segno. Inoltre andrebbe rimosso spesso per poter essere lavato, pulito e tenere il polso libero di respirare prima di tornare a essere intrappolato. Per ogni ulteriore informazione in merito, vi suggerisco di leggere fitbit.com/it/productcare.

Fitbit Charge HR: tutto (purtroppo) parte dal polso 1

Fitbit Charge HR ha una batteria ai polimeri di litio che dura fino a 5 giorni, ammesso che disattiviate la sincronizzazione continua con lo smartphone predefinito. Tenendola attiva si arriva ai 4 giorni circa, quindi tutto sommato “perché non approfittarne?“, tanto non cambia molto per un solo giorno di carica in meno. Occhio in ogni caso: è bene aprire l’applicazione su smartphone (o altro dispositivo collegato in bluetooth al Fitbit) per scaricare e archiviare i dati registrati almeno una volta alla settimana, altrimenti si rischia di sforare i limiti della memoria interna.

Fitbit
Fitbit
Developer: Fitbit, Inc.
Price: Free
Fitbit
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Developer: Fitbit, Inc.
Price: Free

Fitbit Charge HR tiene conto dei passi, del battito cardiaco (già detto), dei piani di scale fatti, delle ore di sonno e della propria attività fisica (se opportunamente attivato). Oltre a questo, permette di ricevere una notifica in caso di chiamata in entrata sul proprio smartphone, vibrando e mostrando a monitor il nome del chiamante. Sapete cosa manca in tutto questo? Lo stato della batteria, mai visibile.

È fastidioso perché dipende da una notifica che dovrebbe arrivare sia tramite applicazione, sia tramite mail, il problema è che quelle notifiche arriveranno solo sincronizzando il device, non è capitato poche volte in questo esteso periodo di prova (per la cronaca: il Fitbit Charge HR me lo sono regalato e lo porto ormai quotidianamente, 24h/giorno) che io restassi a secco senza possibilità di visualizzare le statistiche dal device (che continuerà comunque a registrarle fino al minimo di carica, nda). Poco male, sia chiaro, in un paio di ore al massimo Fitbit Charge HR sarà nuovamente carico al 100% e pronto per tornare al polso. Il tutto grazie al cavo in dotazione (USB) con attacco proprietario, lo stesso che verrebbe a costarvi circa 14€ nel caso in cui ne voleste uno di riserva o se perdeste quello originale, giusto per informazione.

Fitbit Charge HR: tutto (purtroppo) parte dal polso 2

Un altro aspetto difficile da sopportare è la velocità di notifica della chiamate in ingresso. Giusto per dirla tutta: sono passato da un SONY SmartBand SWR10 (associato al mio Xperia Z2) al Fitbit Charge HR. Il primo mi notificava le chiamate in ingresso, i messaggi Whatsapp e Telegram (e non solo), le mail, la lontananza dal mio smartphone e qualsiasi altra cosa io volessi, il tutto in tempi pressoché immediati. Il secondo notifica esclusivamente le chiamate in ingresso, e pure in ampio ritardo. Magari si tratta di un problema relativo ad Android, magari no. Magari sarebbe stato carino permettere di silenziare la chiamata semplicemente con un clic sul Fitbit Charge HR, ma niente da fare. Magari (poi giuro che la smetto), una differenza di prezzo avrebbe giustificato la perfezione in questo campo (pura utopia?).

Il rilevamento viene effettuato di continuo e sulla base delle oscillazioni del polso. Questo è il suo punto di forza ma anche un grande punto debole. Così come ogni rilevatore, ciò che l’utilizzatore chiede è la precisione nel rilevamento, riporto dal sito web ufficiale del produttore:

Fitbit si impegna a realizzare i rilevatori di attività da polso più precisi del mercato. Il nostro team ha completato una serie di studi interni, mirati a testare rigorosamente la precisione del dispositivo Charge. I risultati ottenuti confermano che Charge è uno dei più precisi tra i dispositivi di rilevamento wireless specificatamente realizzati per essere indossati al polso.

Charge HR è un sensore di movimento installato sul polso. Spesso le mani si muovono senza che il resto del corpo lo faccia, ad esempio quando suoni uno strumento, cucini o culli un bambino. Charge HR potrebbe aggiungere passi extra per rendere conto di questi momenti, in cui ti ritiene attivo. Per ulteriori informazioni, consulta Come funziona il conteggio dei passi?

Il resto si trova alla pagina help.fitbit.com/articles/it/Help_article/Quanto-%C3%A8-preciso-Charge-HR-1416094246215. Il problema è che seppur specificato, la differenza nei passi è abbastanza elevata, e faccio sempre il confronto con un dispositivo di diverso produttore e con un rilevamento molto simile a quello proposto da Fitbit Charge HR. Giusto per capirci, 150 passi dopo aver lavato i denti con la mano dichiarata “dominante” tramite impostazioni dell’applicazione (e dello smartwatch), mi sembra forse un pelo fuori norma. Capisco di averli lavati (come sempre) per 5 minuti e di aver fatto diverse oscillazioni con la mano, eppure credo che l’elevato conteggio fatichi a tornare. Quanti dei passi rilevati durante l’arco della giornata è da ritenersi mal calcolato? Ci sarebbero una riflessione e un conteggio forse da fare.

Fortunatamente però, così come per il SWR10, anche Fitbit Charge HR propone una comoda sveglia silenziosa (tramite vibrazione) da poter utilizzare al posto di quella classica da smartphone, quella che tipicamente disturba chi sta nelle immediate vicinanze e che magari non deve svegliarsi alla stessa ora. Contrariamente a un diverso dispositivo, Fitbit Charge HR propone un set di sveglie programmabili a diversi orari (e con ripetizioni nel tempo) che non si appoggiano allo smartphone. Anche se questo è spento, Fitbit Charge HR potrà vibrare e svegliarvi regolarmente, potrete quindi rinunciare alle sveglie classiche impostate su Android (o iOS). Di contro, se il sito web di Fitbit non dovesse essere momentaneamente raggiungibile (si, mi è capitato), non riuscirete a sincronizzare un’eventuale modifica alle sveglie così da renderla effettiva sul vostro device indossabile. Fortunatamente si è trattato di un caso isolato.

Voi cosa ne pensate?

Di recensioni ne è pieno il web, Amazon per primo (vedi: amazon.it/Fitbit-Charge-Rilevatore-Attivit%C3%A0-Fitness/product-reviews/B00SHNAF3E). Quanto scritto fino a ora è il mio personale parere dopo diversi mesi di utilizzo del prodotto. Ha punti a favore, molti altri no. I report mi piacciono molto, così come l’applicazione e il sito web che gira attorno a Fitbit Charge HR (così come qualsiasi altro prodotto Fitbit).

Fitbit Charge HR: tutto (purtroppo) parte dal polso 4

 

Ci sarebbe molto altro da fare, spero che lo sviluppo non si fermi qui, soprattutto per giustificare il costo di questo tipo di prodotti confrontati con competitor di ieri e di oggi (e dei rumors appartenenti al domani).

A voi la palla.

ATTENZIONE: Questo post è stato scritto più di 5 mesi fa, potrebbe non essere aggiornato. Per qualsiasi dubbio ti invito a lasciare un commento per chiedere ulteriori informazioni! :)

Lo smartphone utilizzato nei test
SONY Xperia Z2. Potete leggere la sua recensione qui. Qui di seguito il riepilogo rapido delle sue caratteristiche.

Sistema: Android Lollipop 5.1.1 (build 23.4.A.1.200) - HW: Snapdragon 801 2.3 GHz Quad Core / 3 GB RAM / 16 GB (microSD: Samsung Evo 32 GB)
Lo smartphone utilizzato nei test
VODAFONE Smart Ultra 6. Potete leggere la sua recensione qui. Queste di seguito le caratteristiche principali.

Sistema: Android Lollipop 5.0.2 (build VDF-995NB01-IT_MR01c_2) - HW: Qualcomm MSM8939 octa-core / 2 GB RAM / 16 GB (microSD: Sandisk 16 GB)
Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: il mio portafogli e Amazon. Incauto acquisto direi, ovviamente con il senno di poi ;-)
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