VPN: cos’è? Serve davvero utilizzarne una?

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Bella domanda eh? In un’epoca che ci vede e identifica come fossimo tutti dei prodotti dai quali ottenere quante più informazioni possibili su abitudini e orientamenti di qualsivoglia tipo (e qui strizzo l’occhio ad Emanuele che so che mi leggerà e sorriderà sotto ai baffi) l’argomento VPN è prepotentemente presente sulla bocca di tutti e non solo. Se ne parla su vecchia carta stampata tanto quanto su blog, siti web specializzati e non solo. Non è della rete TOR che parlo, ma di portali di accesso alla rete Internet che ti permettano di nasconderti, di restituire quell’anonimato che il web voleva e aveva dato a noi tutti agli albori.

Serve davvero utilizzare una VPN?

VPN

Virtual Private Network. Mi rendo conto che a parlare per sigle e acronimi spesso si lasciano indietro coloro che non sono esattamente ferrati sull’argomento. Tu connetti il tuo PC o il tuo smartphone (o qualsiasi altro dispositivo) a Internet tramite il modem che hai in casa o la SIM dati, ottieni un indirizzo IP tramite il quale sei in qualche maniera identificabile e rintracciabile, navigando arrivano poi i cookie e altri metodi di controllo che in qualche maniera costruiscono il tuo io digitale con relative abitudini. Ti ho inserito una visione estremamente semplicistica e fin troppo riassuntiva della tecnologia che oggi permette alla maggior parte delle aziende di confezionare una navigazione che sia quanto più calzante con le tue necessità e abitudini.

Esistono componenti aggiuntivi che proteggono la navigazione effettuata dal browser sul tuo PC, ci sono metodi che bloccano in qualche maniera le richieste che Facebook e simili sono in grado di fare per ottenere informazioni dalla tua postazione anche quando navighi ben distante dai loro server (i casi di analisi Facebook in applicazioni Android e software che nulla in teoria c’entrano con il colosso di Zuckerberg hanno fatto parte della cronaca di qualche settimana fa, nda), c’è Pi-hole in casa (ma anche fuori con le opportune modifiche). Perché allora una VPN?

Perché il tuo IP ti identifica ancora prima di qualsiasi altro software. Perché il tuo IP ti lega alla località di connessione, alle limitazioni imposte dal paese all’interno del quale ti trovi, a una traccia che in qualche maniera permetterà a chi lo vuole o deve di identificarti in caso dovesse succedere qualcosa di male, di sbagliato. L’argomento pirateria televisiva che è sulle principali testate giornalistiche nell’ultimo periodo (il caso di Xtream Codes, nda) non fa altro che confermare la necessità in alcuni specifici casi di proteggere la propria identità, questo è però l’esempio più sbagliato perché non è certo per favorire la pirateria che nascono le VPN.

Pensa alla sicurezza dei tuoi dati quando ti connetti a reti pubbliche non sicure, pensa a quelle situazioni in cui ti trovi all’estero e hai bisogno di comunicare con i tuoi servizi e non vuoi certo che un provider per te completamente sconosciuto possa in qualche maniera infilarsi nella comunicazione tra te e la destinazione scelta. Pensa a quei professionisti che senza una connessione VPN rischierebbero la vita in molti casi (parlo di zone di guerra dove la privacy è fondamentale per la sopravvivenza). Ci sono davvero molti buoni motivi (positivi) per scegliere di dare una possibilità a una VPN, per abbonarsi a qualche servizio Premium che ti garantisca anonimato, sicurezza e tranquillità prima di un viaggio all’estero. Un argomento off-limits per molti fino a qualche tempo fa (parlo di anni) è oggi davvero alla portata di tutti.

Locale o SaaS?

Per VPN locale intendo quella che puoi farti a casa lasciando un apparato connesso alla rete e che possa garantirti un accesso dall’esterno, permettendoti così di navigare, risolvere query DNS e molto altro ancora sfruttando la tua connettività casalinga. Così facendo tutto transiterà da casa tua in maniera più sicura e controllata, ma non è una cosa che tutti possono fare (anche se prendere un Raspberry e metterci sopra Wireguard è davvero un attimo). Questo in ogni caso renderà pubblico il tuo indirizzo IP (quello di casa), è giusto che tu lo sappia se l’intenzione è quella di preservarlo quanto più possibile.

Per VPN come SaaS (Software as a Service) intendo uno dei tanti servizi che puoi acquistare in abbonamento da chi lo fa per mestiere e ti fornisce un client che puoi installare su qualsiasi piattaforma (PC / smartphone / SmartTV / console / browser tramite componenti aggiuntivi / ecc.), router di casa compreso, per incanalare tutto il traffico verso un server esterno che a sua volta ti permetterà di navigare e fare qualsiasi attività su Internet passando da un IP completamente diverso rispetto al tuo. Questo potrà garantirti privacy e parzialmente anonimato (dipende poi da dove effettui il login con i tuoi account, usando quale browser e quali accorgimenti in merito a cookie & co.).

In linea di massima puoi pensare di usare un SaaS se non vuoi minimamente impegnarti nell’approfondire l’argomento e ti serve qualcosa di immediatamente fruibile. Un abbonamento a questo tipo di servizio può essere molto utile se spesso ti trovi in giro per città di altri paesi dalle quali devi lavorare e connetterti ai tuoi account, se prevedi di fare un viaggio e sfruttare quindi punti di accesso alla rete non particolarmente sicuri, se vuoi provare servizi che sei solito utilizzare a casa ma con cataloghi diversamente limitati perché si arriva da una diversa connessione (penso al catalogo Netflix, per fare un esempio).

Perché a pagamento?

Perché quando un servizio ti viene offerto gratuitamente vuol dire che al 99,9% i dati ottenuti “in cambio” sono la moneta di scambio apparentemente trasparente per l’utilizzatore finale, rileggiti tutta la pippa tremenda che ti ho fatto per introdurre l’articolo e capirai quanto questo sia fondamentalmente sbagliato. Ci sono servizi che ti permettono di essere messi alla prova pagando una mensilità e ricevere un rimborso completo se non ci si trova bene, altri che partono gratuiti e si trasformano successivamente (passerai a pagamento tipicamente una settimana o un mese dopo l’inizio dell’utilizzo, un periodo di prova che va bene ad ambo le parti in causa), altri ancora che necessitano da subito di essere pagati e senza forma di cautela alcuna sul trovarsi o non trovarsi bene.

Questo mercato è in forte fermento, i giocatori in campo iniziano a diventare tanti e tutti molto agguerriti, le differenze si assottigliano e posso affermare con sufficiente tranquillità che le caratteristiche iniziano a livellarsi su piani che portano risultati soddisfacenti per il tuo uso quotidiano, che si tratti di pura navigazione o ulteriori servizi a corredo (persino il gaming o lo streaming a qualità massima, fidati). Io sto mettendo alla prova alcuni dei competitor più importanti della scena e sono fiducioso sul poterti parlare dei risultati quanto prima.

L’outsider che nulla ha a che fare con tutto questo mondo (inteso come servizio a pagamento di pura VPN full-traffic) ma che ha voluto in qualche maniera lanciarsi nel calderone offrendo una buona alternativa che fa uso dei tuoi dati in maniera responsabile e apparentemente non invasiva (apparentemente perché non essendo dall’altro lato della barricata non posso sapere esattamente ciò che accade) è Cloudflare. Ha lanciato Warp una manciata di giorni fa, andando ad arricchire quanto già fatto con 1.1.1.1 e l’applicazione per deviare le query DNS su sistemi Android / iOS, tutto riportato all’indirizzo blog.cloudflare.com/1111-warp-better-vpn.

‎1.1.1.1: Faster Internet
‎1.1.1.1: Faster Internet
Developer: Cloudflare
Price: Free+

Non credo possa essere considerato un servizio di VPN a tutti gli effetti, Michele Nasi ha fatto un’analisi più approfondita (trovando anche un possibile baco di sicurezza) e ci ha scritto sopra un articolo che ti consiglio di leggere: ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Cloudflare-WARP-da-oggi-per-tutti-cos-e-e-come-funziona-Ma-non-e-una-VPN_19976.

In conclusione

Forse lo avrai capito: non esiste una risposta universale per dare conclusione a quanto posto nel titolo dell’articolo. Utilizzare una connessione VPN è certamente una buona soluzione per tanti motivi e tanti di questi dipendono dalle tue abitudini quotidiane. Se ti colleghi a reti non protette o pubbliche con scarse protezioni allora la risposta è sì, un collegamento VPN andrà a proteggerti in moltissimi casi incanalando il tuo traffico e tenendolo lontano quanto più possibile da sguardi indiscreti e comportamenti potenzialmente dannosi o fraudolenti. Se sei solito frequentare i soliti posti (casa e ufficio) e tenere esclusivamente la rete LTE accesa quando sei in giro con lo smartphone o il tablet la storia cambia, viene un po’ a meno quella sua utilità di spicco.

Curiosare non è mai un male e non può che farti bene per imparare qualcosa di nuovo. Scegli il tuo collegamento VPN da mettere alla prova, porta con te quella configurazione su smartphone e PC quando vai in giro, prova a configurare il tuo router per uscire su Internet incanalando tutto il traffico verso un server remoto sicuro e protetto, non ti nascondo però che gli abbonamenti ai servizi VPN iniziano ad essere particolarmente economici solo quando gli si assicura una permanenza su quei lidi per 12 o 24 mesi (quest’ultima opzione rende tutto quasi sempre davvero molto economico e accessibile), ma anche pagare un solo mese per fare le tue valutazioni non costituisce una spesa che ti manderà in rovina.

Io sono ben contento di scambiare opinioni con te in area commenti, lascia un suggerimento, un parere se hai già messo alla prova qualcuno di questi servizi in attesa che io pubblichi il mio risultato con annesso parere soggettivo sui competitor messi alla prova.

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