HP Instant Ink: Nuovi piani, nuovi vantaggi (?)

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Doveva succedere prima o poi, avrei sperato più “poi” che “prima“, non è andata così bene come speravo. Quando HP lanciò il suo servizio Instant Ink non ero certamente uno di quelli che “ma che meraviglia!“, la stampante in casa mi è servita talmente tante poche volte che quando mi sono trasferito a Milano non l’ho più comprata. Ricordo ancora bene quando a Ravenna mi arrivò direttamente da HP quella C310 (la recensione è del 2011 e la trovi qui) che è stata rottamata circa un anno fa da mio padre che l’ha ereditata. Sempre usata e trattata talmente tanto bene che a parte il cambio delle cartucce non c’è mai stato bisogno di fare altro. Poi è scoppiato il Covid-19 e sappiamo bene tutti com’è andata, con la necessità delle autocertificazioni e quella necessità di giustificarsi con le pattuglie in strada quando volevi far capire che tu sul serio non avevi una stampante in casa e che per questo motivo non avevi certo commesso peccato. Ho acquistato la stampante e ceduto al servizio Instant Ink, lo stesso che ora diventerà a pagamento anche per l’offerta più scarsa che ha nel suo bouquet.

HP Instant Ink: Nuovi piani, nuovi vantaggi (?)

Nuovi piani, nuovi vantaggi

Così recita l’oggetto dell’email che è arrivata al sottoscritto lo scorso 5 ottobre (e a mio padre il giorno 27 dello stesso mese). Io che ho ceduto a questo servizio di HP rimanendo assolutamente entro i limiti delle 15 pagine al mese gratuite che mi hanno garantito la possibilità di non pagare alcunché e ricevere in ogni caso il primo kit di benvenuto, senza mai avere necessità di un nuovo kit. Ho acquistato dapprima la HP DeskJet 3762, poi sono passato alla HP DeskJet 3760 quando la prima ha deciso di rompersi e Amazon ha scelto di non dirmi assolutamente nulla riguardo la non riparabilità (salvo farsi perdonare subito dopo), nel frattempo ho fatto passare mio padre (con esigenze ben diverse dalle mie) alla HP OfficeJet 3835  anch’essa associata al servizio di consegna cartucce a domicilio. L’ho convinto io, d’altronde il piano base gli permetteva di fare le giuste stampe mensili “in emergenza” ma tutte le scansioni che vuole, un po’ come già facevo io.

Ora i piani cambiano, quello base gratuito non esiste più e al suo posto c’è l’accumulo che prima era riservato alle sole offerte a pagamento, non ne nascondo la comodità ma non ne promuovo neanche la sostituzione al servizio più base dedicato a chi davvero non ha necessità di utilizzare la stampante in casa più di quanto non lo abbia fatto fino a oggi. Una costrizione, una novità che può essere categorizzata tra quelle non esattamente gradite e gradevoli ma che comunque spinge in una direzione che una società privata intende promuovere per cercare di raccogliere frutti economici fino a ora assenti “giustificati“. Sta funzionando così ultimamente, anche Google ha detto la sua in merito con il servizio Photos (ma ne parliamo in altra sede), il gioco è bello perché dura poco. Quando raggiungi una base utenti importante questa può garantirti un’entrata economica che, seppur irrisoria presa singolarmente, procura un totale decisamente più interessante per il bilancio annuale.

Tutto molto bello, ma – dati alla mano – cosa bisogna fare adesso?

Il giorno 04 dicembre 2020, il tuo piano di 15 pagine passerà automaticamente al piano di 15 pagine mostrato qui di seguito e potrai accumulare automaticamente le pagine non utilizzate per avere una maggiore flessibilità. Avrai anche la possibilità di passare a un piano diverso su hpinstantink.com/signin.

Nello specifico si parla del nuovo piano base che prende così il posto del gratuito che esce dall’offerta di HP Instant Ink, 15 pagine che puoi stampare nel corso del mese al costo di 0,99 centesimi di € (se sfori si attiva un pacchetto di ulteriori 10 pagine al costo di 1€) e un accumulo per pagine non fruite/stampate che può raggiungere quota 45. In pratica al quarto mese di fila con pagine non fruite inizi a pagare perdendo completamente i soldi spesi. Se pensi che io nel periodo attuale (04/11/2020 – 03/12/2020) ho zero stampe all’attivo e che mi è bastato andare a controllare la cronologia sulla pagina del mio profilo per trovare anche i 3 mesi precedenti fermi alla stessa quota pagine stampate, capisci bene che non è affatto impossibile, è anzi altamente probabile.

Proviamo quindi a capire di che cifre stiamo parlando:

  • la mia stampante monta una cartuccia 304 nera  (codice prodotto N9K06AE) che garantisce circa 120 pagine (il circa dobbiamo necessariamente trasformarlo in “certezza” per fare i calcoli sul costo pagina). Costa attualmente 13,99€ di listino HP (su Amazon un pelo di più) e questo si traduce con un costo pagina di 12 centesimi di € (0,1165833333).
  • Anche la cartuccia tricromica è la 304 (codice prodotto N9K05AE) e pure lei ha un costo di 13,99€ da listino HP (su Amazon si trova stavolta a prezzo inferiore  nonostante non sia attualmente disponibile, condividendo il destino del sito HP ufficiale). La sua durata “garantita” è di 100 pagine, questo si traduce quindi con un costo pagina di 14 centesimi di € (0,1399).
  • Pensare di stampare una pagina per metà nera e l’altra metà a colori porta a sottrarre un’unità da quelle pagine garantite da ambo le cartucce, diciamo – tirata per le orecchie – che si ottiene così un costo pagina complessivo di 26 centesimi di €. Se moltiplico il costo pagina completa per 15 stampe (singola facciata) nell’arco di un mese otterrò 3,90€ di spesa totale (costo pagina complessivo moltiplicato 15).
    • Se stampo solo in bianco e nero senza mai interpellare la cartuccia tricromica ottengo una spesa mensile di 1,80€ (costo pagina b/n moltiplicato 15).
    • Se stampo interpellando la sola cartuccia a colori (impossibile, ma tant’è) ottengo una spesa mensile di 2,10€ (costo pagina colore moltiplicato 15).

Non ho mai preso in esame le cartucce XL né tanto meno quelle rigenerate perché secondo me è un confronto impari. HP fornisce le cartucce non XL originali, chiaro quindi che il confronto va portato sul tavolo con le medesime disponibili sul mercato per il libero acquisto.

Se continuerai a stampare solo pagine in bianco e nero noterai già il primo “divario” al secondo mese, quando arrivando a 30 pagine stampate avrai messo sul piatto 3,60€ con una cartuccia liberamente acquistata rispetto al servizio HP Instant Ink che nel frattempo ti avrà fatto spendere 1,98€. Se vuoi cominciarla a pensare sul lungo termine potrei dirti che dopo 4 mesi di identico utilizzo (quindi 60 pagine in bianco e nero) avrai speso 7,20€ con la cartuccia comprata in store contro i 3,96€ necessari per pagare l’abbonamento HP Instant Ink. Al termine dell’anno solare la differenza è sensibile: 21,60€ di cartucce in bianco e nero (saranno diventate almeno due nel frattempo) acquistate in store contro 11,88€ versati nelle tasche di HP Instant Ink, un risparmio di quasi 10€ (9,72€).

Attenzione però, in tutto questo calcolo non ho mai tenuto conto dell’utilizzo della cartuccia a colori. Posso rimediare facilmente andando direttamente a lavorare sul costo copia completo dato che le cartucce fornite da HP Instant Ink hanno praticamente le stesse copie “garantite” e che fanno parte anch’esse dell’abbonamento a 99 centesimi di € al mese. Al secondo mese la spesa con cartucce comprate in store avrà raggiunto quota 7,80€ contro 1,98€. Al termine dell’anno si parlerà di 46,80€ contro gli invariati 11,88€. Sì, il divario si fa nettamente più serio.

Ancora una volta però manca una variabile, quella dovuta alle pagine non stampate. Una persona come me (che non sta stampando neanche una pagina da 4 mesi) avrebbe speso 27,98€ (necessari all’acquisto della prima cartuccia in bianco e nero e la prima a colori) contro 0,99€ richiesti dal servizio per iniziare a fornirti le cartucce necessarie. Per rientrare della spesa – senza stampare alcunché o stampando e consumando al massimo il primo kit di cartucce – avrei dovuto attendere circa 28 mesi. Ora: pur non stampando nulla per 4 mesi posso affermare di trovarmi in quella zona “grigia” per la quale spendere 99 centesimi di € e mantenere l’abbonamento a HP Instant Ink potrebbe avere davvero senso.

Ciò che più scoccia è il piano di accumulo molto basso, perché se dovesse essere davvero necessario iniziare a stampare molti più documenti ecco che allora la riserva di massimo 45 pagine inizierebbe a stare alquanto stretta, valutare un abbonamento che permetta cifre maggiori (sia di pagine a singola facciata stampate che accumulo) farebbe cambiare l’esito dei calcoli (non necessariamente in peggio, ma tutto dipende davvero da quante pagine si necessitano al mese).

È l’epoca del SaaS e del HaaS, inevitabilmente anche HP ha capito che portare il privato cittadino su questa formula potrebbe costituire un giusto compromesso tra le due parti. Quali considerazioni hai fatto ammesso tu sia un cliente HP Instant Ink con offerta gratuita che verrà migrato su quella a pagamento entro breve?

#StaySafe

Gioxx's Wall

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