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Fuorigio.co raggiunge quota uno, il suo primo mese di vita

E’ come mettersi alla scrivania, con un foglio bianco davanti e un editoriale serio da preparare, niente che abbia a che fare con lo sfogo per la felicità di essere nati ufficialmente, qualcosa di fresco e di leggero se possibile, per capire come mai è nato l’ennesimo progetto che ruota attorno al mondo videoludico. Ecco, è una bella domanda.

Prendete 10 minuti del vostro tempo e leggete il primo vero editoriale che dedico a fuorigio.co:

i.fuorigio.co/J

e magari lasciate un commento per dire la vostra, cosa vi è capitato di così male per iniziare a giocare e non riuscire più ad uscire dal tunnel? :-)

1-3-13: We Are the Offsiders

Mesi di rabbia, nottate più o meno in bianco, idee, accordi e disaccordi continui “in tutti i luoghi e in tutti i laghi” (cit.), magari anche qualche colorita bestemmia verso @fabiocristi, che non guasta mai: Fuorigio.co è il risultato prima annunciato, poi slittato e finalmente pubblico da oggi per tutti, 1-3-13.

Fuorigio.co

Ho tolto quella pagina di coming soon intorno alla mezzanotte a cavallo tra ieri e oggi, con un occhio chiuso e la stessa faccia viva di uno zombie di Resident Evil preso a pugni da Jill Valentine, eppure eccolo qui.

Bello o brutto è tutto un parere soggettivo, con un futuro radioso o un inevitabile crollo lo sapremo solo vivendo, si tratta di un’idea nata per caso, discussa con un orso che produce videogiochi di mestiere e che ha trovato il consenso da parte di amici coinvolti da subito nel progetto e che vorrei personalmente ringraziare pubblicamente per avermi supportato, sopportato e affiancato in questa nuova avventura che spero possa trovare molti altri consensi fuori dal nostro piccolo ecosistema.

Avrò modo e tempo di tirare fuori un editoriale come si deve pubblicandolo ovviamente nel nuovo spazio, magari uno di quelli “back in time” stile ToSo su The Game Machine (ancora ricordo quando acquistavo e “sbranavo” quella rivista come non ci fosse un domani, si parla di circa 10 anni fa), come se io e tutti voi lettori fossimo amiconi da una vita nonostante non ci sia mai “andati a prendere un caffè insieme” (massimo rispetto Davide, ndr).

Per il momento posso solo dire: cazzo, ce l’abbiamo fatta sul serio.

We are the Offsiders, choose your hero and press play.

iOS / Android: Freestyle Soccer

Pensato e sviluppato da due vecchi colleghi di lavoro, Freestyle Soccer è un passatempo disponibile su Android e iOS che permette di realizzare evoluzioni calcistiche palleggiando come non avete mai fatto prima, sfruttando un motore 3D e punti critici del corpo che possono essere utilizzati per non far mai toccare terra alla palla.

Freestyle Soccer

3 giocatori disponibili, 30 livelli sbloccabili, oggetti e scenari da sbloccare anch’essi guadagnando punti con le evoluzioni che potranno anche essere messe insieme per creare combo che miglioreranno il vostro risultato. Una grafica sicuramente non eccezionale così come il gioco in se, Freestyle Soccer è il tipico passatempo da pausa caffè o sala d’attesa, a lungo andare potrebbe stancarvi ed è per questo motivo che va giocato “a piccole dosi.

Disponibile su Google Play a 99 centesimi o AppStore a 89 centesimi, in entrambi i casi meno di un caffè, una spesa che può essere tranquillamente sostenuta.

Gioxx’s Wall mette a disposizione dei suoi lettori un codice redeem per scaricare gratuitamente il gioco su AppStore, “chi primo arriva meglio alloggia“: KNFNN7AETTJK.

L’applicazione in breve

In bocca al lupo a Andrea e Mirco per questa piccola avventura :-)

#PlayStation 2013: queste le novità (?)

Probabilmente ci si aspettava di più, eppure questo lancio di PlayStation 4 non mi ha fatto cadere dal divano per lo stupore (anche perché il portatile avrebbe fatto una brutta fine, ndr). Qualche nuovo gioco, un nuovo controller che sarà quasi certamente scomodo quanto il precedente e una console che fisicamente non è stata mostrata e che probabilmente vedremo solo nel periodo di Natale negli scaffali come già anticipato da Sony.

PlayStation 4

Mezzanotte: cominciano le danze, i primi video vengono fatti scorrere sullo schermo e il palco è tutto di chi sta dietro allo sviluppo di una console sulla quale la nota corporation nipponica punta il futuro videoludico.

Nuova console?

Le console di nuova generazione devono poter avere più potenza di calcolo e più spazio disco per poter conservare tutto quello che ci serve per prolungare la vita dei giochi in nostro possesso, ma soprattutto più capacità nella GPU per poter godere al meglio le fatiche degli sviluppatori, gli stessi che potranno quindi pretendere di più dall’hardware che gli viene messo a disposizione.

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PS4 propone quindi una migliore CPU x86 con GPU non ben specificata, 8 GB di RAM e un hard disk capiente per conservare quanto serve. Il tutto corredato da un chip secondario che permetterà di scaricare contenuti anche mentre la console è spenta o riprendere la sessione di gioco subito dopo aver acceso il sistema.

Un solo problema:

Di sicuro c’è una sola cosa: la console non è stata mostrata durante la conferenza e i giochi sono stati fatti girare su un “hardware di test“.

Nuovo controller

Probabilmente scomodo come il precedente, integra ora un touchpad, un più immediato riconoscimento del giocatore / controller grazie a una “light bar“, un pulsante di “Share” per condividere immediatamente la nostra esperienza sul web, con gli amici collegati al Network e altro ancora. Propone inoltre un attacco per le cuffie così da rendere ancora “più sociale la sessione di gioco“.

Vorrei farvi notare come i rumor ancora una volta non sono stati buttati li “tanto per fare qualche accesso in più al sito web“, qualcuno ha tirato fuori la fotografia del nuovo controller e ci ha preso in pieno. Altra cosa che probabilmente mi sfugge è il voler far passare l’attacco delle cuffie sul controller come una splendida novità per il giocatore: Xbox 360 lo ha da quando è uscita. Unica nota positiva potrebbe essere il sensore fotocamera che rileva la profondità della stanza e la distanza dalla console che potrebbe essere utilizzato per far reagire il gioco in maniera differente.

Cloud è bello

Dato che ormai va di moda, anche PlayStation 4 farà uso delle tecnologie Cloud permettendo così di scaricare e giocare titoli della storia PlayStation anche sulla console di ultimissima generazione. Non è dato sapere a che costo e con quale tecnologia ma Sony garantisce che si sta lavorando su questo fronte per rendere il giocatore protagonista e libero di giocare qualsiasi titolo voglia, soprattutto se ha avuto modo di “crescere” con quel titolo 10 o più anni fa.

Una migliore integrazione

La nuova dashboard e i Social Network sono al centro dell’esperienza di gioco della nuova PlayStation, un passo obbligato che verrà certamente replicato dai maggiori competitor più di quanto non abbiano già fatto (basti pensare all’integrazione delle applicazioni Twitter e Facebook su Xbox 360). Sulla falsa riga della maggiore “socialità” ecco quindi comparire anche le funzioni di spettatore e collaboratore di gioco: sarà possibile coinvolgere gli amici per sbloccare un quadro complesso che non si riesce a superare o includere nella sessione qualcuno che senza intervenire possa comunque guardarci le spalle.

PSVita, anello debole del reparto di sviluppo e marketing Sony viene nuovamente vista e spacciata come protagonista con PS4. Sarà possibile infatti utilizzare la nuova console come server e la portatile come client trasferendo quindi la sessione di gioco e lasciando libero il televisore, il tutto continuando a sfruttare la potenza di calcolo di PS4.

Le stesse potranno essere inoltre utilizzate come client per sfruttare servizi di terze parti (Netflix, Hulu, MBL, ecc.)

E i giochi?

Sono stati presentati Knack, Killzone Shadow Fall, Drive Club, Infamous Second Son ed altro ancora, tutto materiale che potremo vedere al lancio e nei mesi subito successivi. Indubbiamente i buoni propositi ci sono tutti e la grafica sembra molto realistica, fluida, pulita, nitida. Da vedere se queste sensazioni (era pur sempre uno streaming con i suoi pro e i suoi contro, ndr) si trasformeranno in realtà con console e un buon monitor davanti.

Diverse fotografie sono presenti sull’account Flickr di Playstation: flickr.com/photos/playstationblog

In conclusione

PlayStation 4: Dual Shock 4

Tutto da vedere e toccare. In attesa di poter mettere le mani sulla nuova PlayStation non resta che attendere Natale 2013 e le mosse di Microsoft o Nintendo, anche se quest’ultima ha già fatto il suo con WiiU.

Xbox 360: Call of Duty Black Ops 2

E’ un periodo talmente carico di nuove uscite che starci dietro diventa un’ardua impresa. Oggi tocca ad Activision ed alla sua nuova punta di diamante dei record: Call of Duty Black Ops 2, campione di incassi al Day-1 con oltre 500 milioni di dollari raccolti nel mondo.

A distanza di alcuni giorni dall’uscita (13 nov.) e dalle prime recensione dei network specializzati, ecco la prova su strada su Xbox 360, con un giocatore assolutamente inesperto ma pronto ad imbracciare le armi e iniziare a far saltare qualche testa, meglio ancora se appartenente a qualche non morto, ulteriore novità di questo capitolo.

La storia

Contrariamente al suo fratello ormai minore, COD BO2 porta il giocatore in una realtà ostile (e qui nulla cambia, fortunatamente per gli appassionati del titolo e del genere) e futuristica, ambientata nel corso di una guerra fredda del 2025. Non abbiate quindi paura, non avremo modo di riviverla davvero se i Maya non si sbagliano ;-) Ci possiamo “accontentare” di tutto ciò che è stato riprodotto in questo blockbuster dalle grandi aspettative e dalle potenzialità davvero devastanti.

Se non dovesse bastare, dato che ultimamente vanno molto di moda, Treyarch ha deciso di omaggiarci di appositi livelli in cui sarà possibile affrontare zombie. I più classici dei non morti, affamati del vostro sangue e in attesa che i proiettili finiscano o vi si inceppi un’arma, a loro basta poco per essere felici.

Questo è Call of Duty Black Ops 2, è arrivato il signore della guerra.

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Gameplay

Il più puro e affidabile tra gli FPS, la quintessenza del piombo portato sul “piccolo grande schermo di casa, il gameplay si conferma uno dei punti di forza massimo di questo titolo che attraversa la storia portandoci (come già anticipato nel paragrafo precedente, ndr) a cavallo tra le fine del ’70 e gli inizi degli anni ’80 per poi catapultarci nel 2025, la parte più bella e accattivante di questo gioco grazie soprattutto ad un’ottima sceneggiatura che contraddistingue Black Ops 2 da qualsiasi altro titolo di questo genere, compreso il se stesso di due anni fa.

Per evitare di perdere il contatto con la storia originale torneremo a vestire i panni di Alex Mason, che passerà poi le redini al figlio Alex. Panama, Singapore, Afghanistan e altre terre scrupolosamente riprodotte verranno continuamente attraversate, narrate e combattute all’ultimo proiettile, mantenendo quella differenziazione e possibile traguardo della storia lasciato alle gesta del singolo giocatore, alle sue scelte tattiche, al suo modo di guidare la squadra nella nuova modalità “Strike Force“.

Personalmente ho molto apprezzato questo voler essere dinamico e pronto a modificare l’evoluzione della storia in corsa, la possibilità di “uscire dal seminato” nei giochi come questo non è mai cosa facile e scontata, Treyarch non delude quindi le aspettative e passa a pieni voti quello che è il massimo valore raggiungibile per longevità, grazie anche alle modalità multiplayer online e offline e alla neonata “zombie” alla quale dedico un paragrafo poco più in la.

Multiplayer

Ed a proposito di multiplayer, quello online è cambiato “poco” rispetto al passato ma il motivo è pressoché ovvio: occorrono mappe non troppo grandi ma veloci per poter fare bene “questo sporco lavoro“. La community che si è costruita intorno a COD è molto grande e spazia per età e bravura lasciando comunque spazio al semplice curioso (vedi il sottoscritto), mettere a disposizione mappe rapide che accontentino tutti non è semplice eppure Black Ops 2 non delude neanche in questo caso. Di sicuro impatto è la novità del “pick 10“, i 10 spazi a vostra disposizione che permetteranno di selezionare la dotazione di partenza, una strategia che deciderà buona parte delle sorti del match ancora prima che scendiate in trincea. Occhio quindi a ciò che intendete portare con voi, anche se le abilità del giocatore e del personaggio scelto aiuteranno molto nell’impresa.

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Per i più esigenti che hanno chiesto a gran voce la modifica, in perfetto contrasto con il cecchinaggio e il respawn con killer poco professionisti dal grilletto e dal posto facile ecco comparire la modifica sul punteggio ottenuto in combattimento online: scorestreak in sostituzione del killstreak, per far si che gli aiuti e il punteggio puro e crudo aumentino solo in particolari condizioni di bravura e difesa del proprio territorio, mi dispiace quindi per chi ha sempre vissuto sul totale di uccisioni dalla distanza ben riparato dal fuoco nemico senza mai scendere in trincea :-)

Per gli amici: “Zombi

Magari mi ricorderò male eppure mi sembrava si dicesse / scrivesse zombies, ma chissenefrega! Ultima tra le modalità selezionabili da menu principale del gioco eppure degna di nota anch’essa. Un piccolo regalo di Treyarch che male certo non fa, dato che è tornato così tanto di moda ultimamente, e poi si tratta pur sempre di un “amarcord” considerando che la modalità sopravvivenza era protagonista anche del precedente capitolo.

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Insieme quindi alla vostra arma e a qualche giocatore connesso in rete (consigliato per non farsi “tutto in solitaria”) o alla stessa console (fino a 4 controller quindi), sarà possibile scendere a combattere i non morti. Zone distrutte e abbandonate, sommerse dalle fiamme e da strani occhi dal bagliore minaccioso che si avvicinano con un solo obiettivo: uccidervi. Affilate i coltelli e assicuratevi di aver inserito un caricatore pieno, vi servirà. La mappa conta una serie di fermate progressivamente più difficili, è molto complicato arrivare fino alla fine soprattutto a causa del capitale sempre meno importante che non ci permetterà cosi di acquistare armi e munizioni a sufficienza, personalmente mi sono sentito più volte una schiappa in questa modalità!

In conclusione

Ottima la grafica, che ha fatto passi importanti rispetto al precedente capitolo, così come l’impeccabile colonna che vede (anzi sente!) la presenza di Trent Reznor e i doppiaggi d’autore come quello del grandissimo Giancarlo Giannini (qui la news in merito). Il sudore e il sangue di Treyarch sono ben presenti all’interno del gioco, quasi li si sente e li si tocca provando sulla propria pelle quello che è il brivido per cotanto lavoro eseguito. A loro vanno i miei complimenti che valgono doppi se si pensa che io non amo particolarmente questo genere :-)

Insomma, un gioco da non far mancare alla collezione, men che meno se avete avuto l’occasione di giocare il capitolo precedente. Ottimo lavoro ragazzi, e ora scusate ma torno al mio fucile!

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