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Nella giungla delle offerte per le SIM, in continua evoluzione, nessuno viene escluso dalla bagarre, e a darsele di santa ragione non ci sono solo gli operatori principali, ma anche quelli virtuali. Poste Mobile ha scelto di non scegliere per i suoi nuovi clienti, ed è per questo che ha immesso sul mercato la nuova Creami Revolution. La tariffa nasce perché può essere totalmente personalizzata dal suo utilizzatore, il quale avrà a disposizione 1000 credit (dopo ti spiego meglio di cosa si tratta) e 7 GB di navigazione dati su rete Wind in 4G.

Nella giungla delle offerte: PosteMobile propone Creami Revolution

Con più di 3,5 milioni di clienti attivi, Poste Italiane decide di mostrare la facciata più pulita, quella trasparente senza costi nascosti o aggiunti “in corsa” (una volta diventato cliente), flessibile ed economica per chiunque abbia necessità di modulare i consumi in base alle sue esigenze, evitando piani prestabiliti dall’operatore. Questo è possibile grazie ai “credit“, sono 1000 quelli forniti con la SIM ed esulano dai 7 GB di traffico dati già compresi.

Un credit può equivalere a un SMS, a un minuto di conversazione o a un ulteriore MB che va ad aggiungersi al monte traffico dati disponibile. In pratica nessuno ti può impedire –per esempio– di effettuare 1000 minuti di chiamata nell’arco del mese e navigare per il totale dei 7 GB messi a disposizione, questo vorrà dire che non avrai mai avuto la necessità di inviare un SMS. Sotto natale o capodanno, se ti senti un po’ nostalgico, potrai invece decidere di spedire centinaia di SMS e fare ben poche telefonate (signora mia, le linee sono sempre intasate), lasciando inalterato il tuo traffico dati.

L’evidente vantaggio di una tariffa di questo tipo sta proprio nella sua modularità non limitata dall’operatore (il quale inserisce solo un tetto massimo). È il cliente finale che decide come impiegare ciò che ha già precedentemente pagato, il tutto mantenendo un piano tariffario che rende ancora più economica l’offerta nel momento in cui si decide di tenerla per più tempo. Creami Revolution costa 12€ se la si vuole rinnovare ogni mese (tenendosi quindi sempre libera l’opzione di uscita), arriva invece fino a 8€ nel caso in cui tu garantisca sin da subito un totale di 6 rinnovi. Un rapido calcolo:

  • il rinnovo avviene una volta ogni 4 settimane (nuovo standard consolidato che continua a starmi parecchio antipatico, ma tant’è).
  • Garantendo un solo rinnovo la tariffa ti costerà 12€ e dopo un mese (magari di test) potrai decidere di passare ad altro operatore.
  • Garantendo 3 rinnovi, decidi di tenere la tua nuova tariffa Creami Revolution per un totale di 12 settimane (pressoché 3 mesi), ottenendo uno sconto di 2€ per ciascun rinnovo, la pagherai così 10€ ogni 4 settimane.
  • Garantendo 6 rinnovi ottieni il risparmio massimo. Terrai Creami Revolution per 24 settimane (circa 6 mesi) e la pagherai 8€ per ciascun rinnovo.

Rispettivamente (quanto appena descritto) compone il quadro completo di Creami Revolution 1, 3 e 6. Con zero costi di attivazione e spedizione della SIM (se acquisti online), dovrai pagare esclusivamente il periodo di rinnovo scelto, alla consegna della SIM da parte del corriere.

L’offerta è attivabile online e in qualsiasi ufficio postale fino al 30 luglio. Se pensi che faccia al caso tuo e non ti interessa una MNP*, allora facci un pensierino :-)




Copio e incollo direttamente dalla pagina di Poste Mobile: L’offerta ricaricabile CREAMI Revolution è valida per nuovi clienti Privati che attivano online oppure in Ufficio Postale o nei punti Kipoint abilitati entro il 30/07/2017, salvo proroghe, una nuova SIM ricaricabile senza vincolo di portabilità.

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

posteitaliane

Si lo so, non sto certo scoprendo l’America e so altrettanto bene che chiunque di voi sappia già pagare in autonomia un bollettino, ammesso che ne faccia ancora uso. Nel mio caso ho a che fare con le bollette dell’appartamento ogni bimestre, le stesse che non posso domiciliare direttamente sul mio conto perché intestate alla padrona di casa (con tutti i problemi che ne conseguono, tariffe maggiorate per casa senza residenza comprese). Ciò che però voglio farvi conoscere sono le alternative (anzi, ormai solo una davvero comoda) che ho preferito alla mia banca che –a causa dei rapporti evidentemente non troppo buoni con le Poste Italiane– applica tariffe supplementari non banali (considerando che vanno moltiplicate per il numero di bollette nell’arco dell’anno).

Sulla carta: il sito web delle Poste

Si perché il sito web di Poste Italiane ha un’area appositamente dedicata ai pagamenti tra i quali compaiono anche i bollettini premarcati e quelli bianchi. Tutto molto bello e funzionale fino ad arrivare al pagamento. Le Poste accettano (manco a dirlo) PostePay e BancoPosta (con relativa carta Postamat) ma anche carte di credito. Peccato però che queste ultime spesso e volentieri non vengano accettate, siano essere Mastercard o Visa, non ha alcuna importanza. Si ottiene il più classico degli errori del sito web che “al momentonon può portare a termine il pagamento e suggerisce di usare le alternative di casa. Frustrante, davvero, si perde solo del tempo per poi mollarci il più banale dei vaffa e cercare un’altra spiaggia (nonostante possieda una PostePay Evolution, è una questione di principio, davvero). Mi dicono che dalla loro applicazione per iOS e Android l’errore non si presenti, magari sarà anche vero ma -per quello che vale il mio parere- digitare i dati del bollettino su telefono è decisamente meno comodo rispetto al proprio trio “monitor, tastiera e mouse“.

Nella pratica: Centro Servizi Sisal

Che tradotto in soldoni è “sisalpay.it“, tutto ciò che i centri Sisal sul territorio vi permettono di pagare ma comodamente seduti sulla vostra poltrona senza muovervi da casa o dall’ufficio. Fino a qualche mese fa utilizzavo il portale competitor di Lottomatica (lisclick.it) altrettanto valido e intuitivo, il problema è che proprio in concomitanza con la chiusura del 2014 ha rinunciato a portare avanti i suoi servizi sul web invitando i clienti a recarsi presso qualsiasi ricevitoria o simile (riporto: Si comunica che, a far data dal 31 dicembre 2014, LIS S.p.A. e LIS IP S.p.A. cesseranno di erogare i propri servizi on-line tramite il sito www.lisclick.it. Si invitano gli utenti registrati ad effettuare il download delle eventuali ricevute presenti nella propria pagina personale entro e non oltre il 31 dicembre 2014. Dal 1° gennaio 2015 i servizi di ricarica e i servizi di pagamento saranno disponibili solo tramite la rete dei punti vendita abilitati.).

pagamento bollettini www lisclick it 2014-09-19 19-28-57

Il sito web di Sisal richiede una registrazione (ma va?) attraverso la quale potrete poi pagare tutte le bollette (ma non solo) che sono associate al loro circuito, compreso a2a che è il gestore di gas ed elettricità che serve Milano (e non solo). Il pagamento (facendo riferimento alla bolletta a2a) è semplice e si basa sul codice che lo stesso gruppo Sisal indica nella pagina che contiene il bollettino (ribadisco: il mio è un esempio, va adattato poi al bollettino da pagare) così da velocizzare l’operazione e non costringere a inserire il numero di bollettino completo:

Bollettino-PagamentoSisal

I dati richiesti dal sito si trovano proprio sotto al codice a barre, basterà riportarli così come richiesti da SisalPay.it durante la compilazione del pagamento ed il gioco è fatto (dopo aver confermato anche la vostra carta di credito). Il vantaggio? Tutto funziona perfettamente e il dazio richiesto equivale a quello pagato in ricevitoria senza ulteriori rincari (e pensate che durante lo scorso periodo natalizio è stato completamente abbattuto per tutti gli utenti registrati al sito web!). A questo aggiungete che non avrete cartaceo da scannerizzare o conservare perché il sito genera un PDF scaricabile o che potete decidere di conservare nel loro archivio e un supporto telefonico (o tramite form integrato) potrà rispondere a ogni vostra domanda o richiesta di assistenza.

screenshot-www sisalpay it 2014-12-04 17-32-27

Niente coda alle Poste, niente operatori che vi guarderanno male o vi saluteranno a fatica, niente di niente che possa andare oltre i 5 minuti al massimo che impiegherete dall’inserimento delle credenziali sul sito web al pagamento effettuato (toh, 10 se siete lenti nel riportare i dati e 15 la prima volta per registrare l’account e confermarlo tramite il solito link che arriverà a mezzo mail) ;-)

Mi sembra uno strumento decisamente più vantaggioso per chi proprio non riesce a ricorrere ad una domiciliazione su carta di credito o conto corrente!

Aggiornamento 04/2/15
Non c’è mai fine al peggio direi, sarà che con la scusa dell’anno nuovo si tendono a modificare i costi dei servizi (Autostrade S.p.A. insegna, è maestra in questo campo) ed è così che anche SisalPay pare aver portato a due euro “il disturbo” all’atto del pagamento del bollettino. Novità assai spiacevole, sempre inferiore al costo che chiede la mia banca (ING, lo ricordo) ma comunque superiore a quanto vi viene chiesto fisicamente allo sportello postale.SisalPay_2euroServizio

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Aggiornamento 27/08/14 17:00
Neanche a farlo apposta (dopo già diverso tempo che il mio conto corrente è stato chiuso e seguirà quello della compagna che andremo a chiudere entro questa settimana) in una mail di Altroconsumo mi ritrovo un collegamento ad una novità che riguarda proprio Poste Italiane e tutte le difficoltà sulla chiusura del loro conto corrente: nlnmac.altroconsumo.it/august-2-2014/showLandingPage?idEmail=53286865&modal=1&url=readMoreItem%3Fid%3D579908f8fe44e97e759b260fa4cbc963. A questo punto, dato l’ampio intervallo di tempo richiesto per la chiusura del mio conto, posso aspettarmi un rimborso delle trattenute di cui si parla? Ai posteri l’ardua sentenza, magari chiedo informazioni all’ufficio postale e aggiorno questo articolo per tutti coloro che si sono trovati nella stessa situazione ;-)

Dopo tanti anni di fiducia verso il gruppo Poste Italiane ho detto basta. I servizi funzionanti per metà, le “carte bancomat” che di bancomat hanno ben poco, le limitazioni, l’home banking con gli orari di chiusura notturni, ho molteplici motivi dietro questa scelta e stamattina avevo preso un appuntamento per la chiusura del mio conto corrente in Posta ma ovviamente non sono riuscito a portare a termine l’operazione, vi spiego il perché e cosa c’è da fare per portare a termine una crociata burocratica tutta italiana.

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Il mio parlare male delle Poste Italiane è un appuntamento quasi fisso in questo spazio, eppure non c’è altro modo di definire un gruppo para-statale che tutto chiede e poco da rispetto ad una crescente concorrenza che è sempre pronta ad offrire di meglio e ad un prezzo decisamente inferiore. Come forse qualcuno di voi saprà (ma credo tanti altri no, ne sono quasi certo) il vostro conto corrente postale non è pari ad un conto corrente bancario, non almeno per ciò che riguarda i circuiti usati e gli accordi tra le banche. Vi risparmierò la saccenza, l’arroganza e la presunzione delle due operatrici che ho incontrato stamani allo sportello cercando di filtrare le informazioni più utili al cliente finale che vorrebbe aprire un conto o che magari si trova nella mia stessa situazione e vorrebbe chiuderlo.

Cosa c’è da sapere?

  • La carta di debito o Postamat “BancoPosta” non è vero bancomat come vorranno farvi credere (e ci hanno provato anche stamattina quando volevano chiedermi di non chiudere il mio conto). Chi accetta solo carte bancomat respingerà la carta BancoPosta, i self-service delle pompe di benzina in primis, impossibile fare rifornimento in autonomia e senza contanti negli orari di chiusura a meno di non avere una carta di credito accettata. Negli ultimi tempi a Milano avevo trovato una pompa di benzina Q8 abilitata circuito Maestro, l’unico modo di usare quella carta.
  • E’ possibile che all’estero abbiate dei problemi nell’effettuare dei pagamenti, meno in Europa, più negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Nonostante le insistenti affermazioni dell’operatrice allo sportello posso assicurarvelo sulla base della mia esperienza personale: Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Francia, Belgio, Canada e non finisce qui la lista dei paesi che ho avuto occasione di visitare, spesso sono stato costretto a pagare con la mia Mastercard e rimettere nel portafogli la BancoPosta.
  • Fidatevi della vostra intelligenza e chiedete consiglio ai vostri colleghi, amici e familiari quando decidete di cambiare conto corrente. Dopo un’attenta valutazione partita da più proposte e qualche chiacchierata tra colleghi di lavoro e amici ho scelto ING Direct per il mio conto corrente. Spese praticamente a zero se non per le extra (pagamenti di bollettini postali o bollo auto, tutta roba che ho sempre pagato attraverso il sito di Poste).
  • Tutto ciò che pagate in maniera schedulata andrà spostato manualmente. Quando si attiva un RID bancario e si vuole cambiare istituto, il passaggio dei RID aperti sul conto avviene ormai in maniera autonoma tra banche, non avviene invece nel caso in cui stiate passando da un conto corrente postale a uno bancario poiché i RID aperti sono postali e non bancari. Circuiti e gestione differente, le società che ricevono i vostri soldi dovranno quindi essere avvisate da voi e dovrete fare richiesta di cambio IBAN, si chiuderà il vecchio RID e si aprirà il nuovo (l’ho dovuto fare per il finanziamento dell’automobile, per la carta di credito aziendale, per la bolletta del telefono e per quella della ADSL di casa, ecc.). Tipicamente vi basterà un giro nei siti web di ciascuna società per trovare documenti ad hoc e indirizzi a cui mandarli per portare a termine questo cambio (vai al paragrafo Moduli da compilare se vuoi conoscere cosa ho utilizzato io, ndr).
  • Non rimpiangete l’area Home Banking così caruccia di Poste Italiane (sono ironico, ndr), quella che dalle 23:00 circa alle 6:00 del mattino successivo chiude manco fosse un ufficio o un negozio, solo perché i server di Poste Italiane non sono in grado di tenerla attiva durante le operazioni di ordinaria manutenzione, gli altri istituti bancari non chiudono mai quell’area a meno di operazioni di manutenzione straordinarie precedentemente annunciate e notificate ai clienti.
  • Contrariamente a molti istituti bancari, Poste Italiane considera la carta di credito come bene supplementare e a pagamento nel caso in cui un cliente lo necessiti. Inutile dire che chiederla costituirà un’ulteriore spesa mensile che verrà scalata dal vostro conto corrente. Allo stato attuale ING Direct mi offre una VISA Oro che non richiede alcun pagamento mensile, nessuna spesa di prelievo dagli sportelli bancomat in giro per il paese (e all’estero) e nessuna commissione carburante. Vi ricordo che prelevare denaro contante con la Postamat da sportelli che non siano Poste Italiane ha un costo variabile (Italia ed estero) che verrà anch’esso scalato dal vostro conto.

Moduli da utilizzare

Come detto nel primo paragrafo sarà necessario compilare alcune scartoffie prima di poter passare a RID bancari tutto ciò che è oggi RID postale.

Fortuna vuole che almeno 3 dei miei pagamenti mensili avvengano tramite addebito su carta di credito aziendale, ciò mi ha permesso in un solo colpo -previa comunicazione a Deutsche Bank del nuovo IBAN- di passare così da Poste Italiane a ING Direct, una gentilissima operatrice dall’altro lato del monitor mi ha confermato in 8 ore lavorative l’avvenuto cambio avvisandomi che l’ultimo addebito sarebbe andato a finire sul vecchio conto Poste Italiane prima di passare definitivamente a ING Direct poiché erano stati già effettuati calcoli e richieste di pagamento all’atto della ricezione della mia mail, poco male. Tutti i pagamenti schedulati su quella carta di credito non cesseranno e continueranno così ad essere erogati come se nulla fosse mai successo.

Ho spostato manualmente Fastweb, un finanziamento con Volkswagen Bank per l’automobile, l’accredito dello stipendio e il Telepass (che fa paragrafo a se a seguire).

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Nel primo caso è bastato scaricare e compilare direttamente da sito web un modulo già previsto per il cambio dell’addebito RID (vedi documento “Cambio metodo di pagamento” alla pagina fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide/assistenza-amministrativa/il-mio-abbonamento/cambio-metodo-pagamento) disponibile nella propria area all’indirizzo fastweb.it/myfastpage/goto/?id=CMP&u=%2Fmyfastpage%2Fgoto%2Fmomi%2F%3Fid%3Dvar-cmp. A quel punto basterà scegliere l’opzione “Cambio estremi conto corrente bancario / conto banco posta“, inserire le informazioni richieste, scaricare il modulo PDF che verrà generato, stamparlo, firmarlo e inviarlo via fax (non ho trovato una casella di posta verso la quale indirizzare la richiesta) al numero che vi verrà indicato al termine della procedura. La modifica è pressoché immediata (tempi tecnici tra istituto bancario e l’amministrazione di Fastweb), la bolletta successiva sarà già scalata dal nuovo conto.

2014 World Green Car of the Year Finalists Photos (3)

Volkswagen Bank è l’istituto creditizio dell’omonima marca di automobili, a capo anche di Seat, Audi, Skoda, Lamborghini, Ducati e chi più ne ha più ne metta. Dato che il finanziamento della mia auto è ancora attivo (e lo sarà per molto altro tempo, ndr) ho chiaramente dovuto comunicare anche a loro il cambio. Recuperate il vostro codice contratto dai documenti di acquisto della vettura e preparate una nuova mail che indirizzerete alla casella clienti@vwfs.com:

Buonasera,
come da accordi telefonici invio le informazioni richieste per lo spostamento del RID per il pagamento del mio finanziamento

FINANZIARIA VOLKSWAGEN BANK – DELEGA N. RA0000XXXXXXXXXX per Seat Leon 2009 targa EX000XX.

Codice contratto XXXXXXX.

Il nuovo IBAN è il seguente: IT 57 I XXXXX XXXXX ecc. (ING Direct).

Attendo fiducioso una conferma.
Grazie mille e buon lavoro.

Chiaramente per voi non ci saranno precedenti accordi telefonici ma la sostanza può grosso modo rimanere la stessa, io ho inserito anche il codice di delega che è possibile leggere nel vostro estratto conto mensile, non si sa mai :-)

Probabilmente non vi arriverà conferma alcuna scritta -come nel mio caso- ma vedrete arrivare la richiesta di pagamento sul nuovo conto all’inizio (o alla fine, dipende dal vostro caso) del mese successivo, tutto funzionante quindi!

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L’accredito dello stipendio è ovviamente fondamentale e va spostato da un istituto all’altro con la collaborazione del vostro datore di lavoro. Nel caso specifico di ING Direct viene fornito un modulo pre-compilato con i vostri dati direttamente nell’area cliente personale. Sarà sufficiente scaricarlo, terminare la compilazione con i dati dell’azienda, firmarlo e consegnarlo al proprio ufficio risorse umane (manualmente o via posta elettronica) per far si che dal mese successivo la cifra arrivi nella sua “nuova casa“, niente di più semplice. Nel caso in cui la vostra nuova banca non lo metta a disposizione basterà comunicare allo stesso ufficio il nuovo IBAN che è più che sufficiente per poter effettuare l’accredito di ciò che vi spetta, nessun altro tipo di fronzolo! ;-)

La questione Telepass

Perché un paragrafo dedicato? Perché far andare d’accordo diverse società tra di loro non è mai cosa facile e chi ci rimette è sempre il cliente finale, occhio quindi a fare le cose correttamente!

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Giusto perché sia chiaro sin dall’inizio: spostare il proprio contratto Telepass dal conto delle Poste Italiane a quello nuovo è impossibile. Dovrete aprire un secondo contratto su carta di credito o sul nuovo IBAN tramite il sito di Telepass (almeno nel caso in cui abbiate un conto ING Direct o di una banca già “compatibile” con Telepass.it). Io l’ho fatto molto rapidamente e ho ricevuto a casa il pacchetto contenente il nuovo Telepass e la documentazione da firmare e spedire indietro con busta con affrancatura a carico del destinatario (almeno questo!). Il Telepass potrà essere immediatamente attivato tramite sito web nonostante la documentazione non sia ancora stata spedita (fatelo comunque nel più breve tempo possibile).

Come sarebbe dovuta andare

Ho chiamato il call center del servizio clienti Telepass chiedendo quale fosse il metodo migliore per affrontare la questione. Mi è stato chiesto di andare presso la mia filiale Poste Italiane per chiudere completamente il conto corrente. Così facendo le Poste avrebbero dovuto notificare la chiusura di contratto alla società Telepass permettendomi poi di concludere l’operazione semplicemente riportando il vecchio apparato ad un qualsiasi Punto Blu presente sul territorio. Ultima fattura ad agosto, regolare pagamento dal vecchio conto che verrà comunque tenuto aperto dalle Poste per le ultime verifiche e fine del gioco.

Ho preso un appuntamento nella filiale di Poste Italiane per fare l’operazione e sono stato trattato con enorme superficialità e un po’ da cretino. Mi è stato detto che quanto affermato è sbagliato e che devo essere io a chiudere il contratto con Telepass prima di poter chiudere il conto alle Poste. Inutile dire che richiamando il call center mi è stato confermato che devono essere le Poste a farlo dato che la prima apertura contratto è stata fatta da loro (ricordate tutta la trafila fatta per l’apertura? Io si, ne avevo parlato qui). Su nuovo suggerimento del call center ieri sono passato a restituire il vecchio apparato e mi sono fatto rilasciare una ricevuta che presenterò all’ufficio postale per chiedere la chiusura del contratto Telepass, quindi la chiusura conto corrente appena possibile.

Come sta andando

Ho preso un nuovo appuntamento per sabato mattina, con la speranza che stavolta vada un pelo meglio dell’altra, mi dispiacerebbe davvero perdere ancora del tempo solo perché un operatore ha deciso che lavorare al sabato pesa e che quindi i clienti (tra poco ex, e non vedo l’ora davvero) possono essere trattati male.

Chiaramente aggiornerò l’articolo non appena avrò novità in merito.

Mi faccio da solo un ulteriore in bocca al lupo, certo che per rendere difficili queste cose l’Italia è sempre la prima della classe.

Aggiornamento 22/07/13 20:00
Venerdì scorso intorno alle 18:30 sono passato ancora una volta dall’ufficio postale nonostante avessi fissato l’appuntamento per il mattino dopo. Ho trovato una delle due operatrici che rispetto alla scorsa volta ha tirato fuori qualche sorriso, dimenticato la saccenza e l’arroganza a casa ed è arrivata insieme al sottoscritto a fine richiesta: ho consegnato il libretto di assegni, la carta e la ricevuta dell’apparato Telepass riconsegnato al Punto Blu qualche giorno prima (per la cronaca: vi basterà portarlo al Punto Blu, far presente che volete chiudere quel contratto, restituire quindi l’apparato e attendere che vi venga rilasciato un documento che attesti il tutto).L’accordo finale è: notificare la chiusura del contratto alla società Autostrade per l’Italia S.p.A. (dato che è proprio la vostra banca -in questo caso Poste Italiane- ad aprire il contratto la prima volta), attendere che arrivi l’ultima fattura che dovrà ovviamente essere scalata dal vecchio conto quindi procedere alla chiusura dello stesso con l’accredito sul nuovo conto di ciò che avanza (a meno che non abbiate spostato tutto tramite un precedente bonifico, ve lo sconsiglio comunque per sicurezza, dato che verranno calcolate le ultime spese del conto giusto prima di terminarlo definitivamente. Basterà pazientare un po’ dando la possibilità alle Poste di riaccreditarvi la cifra che vi spetta. A questo punto dato che il pagamento dell’ultima fattura dovrebbe arrivare ad agosto mi basterà attendere una decina di giorni per capire come andrà a finire (quindi migrare anche il conto di Ilaria, tanto per fare le cose per bene! :-D)

La brutta parentesi

Durante l’attesa nella sala d’aspetto della sala consulenza io e Ilaria abbiamo assistito ad una scena a dir poco triste, subdola, quasi a non volerci credere.

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Due coniugi, un conto Bancoposta da aprire. La dipendente dell’ufficio elenca le varie condizioni e arriva a toccare il punto “Telefonia“, chiedendo se la persona fosse interessata a passare all’operatore virtuale Poste Mobile. L’anziano risponde di no, che sta bene con la sua offerta TIM grazie alla quale può chiamare ad un costo contenuto anche la Tunisia (dove evidentemente alloggiano parenti o amici) e il discorso, anziché chiudersi, evolve nella maniera più brutta che potesse esserci: la dipendente inizia ad elencare gli enormi vantaggi dell’operatore Poste Mobile arrivando addirittura a dire che per sottoscrivere un nuovo conto corrente Bancoposta è necessario avere una SIM Poste Mobile, che in caso contrario il conto sarebbe difficile da gestire, che si potrebbe rimanere appiedati nel momento peggiore possibile e che senza i servizi offerti da quell’operatore non ci sarebbe nulla da fare se non passare dall’agenzia durante gli orari di apertura per poter accedere alle proprie finanze, “e se poi si trova in difficoltà durante il fine settimana, ma ci pensa? Senza Poste Mobile lei sarebbe completamente impossibilitato a fare qualsiasi operazione sul conto“.

Da quanto ricordo (e mi sono ri-documentato in seguito) la SIM Poste Mobile non è vincolante per l’apertura di un nuovo conto e nonostante offra servizi aggiuntivi ed espressamente dedicati ai correntisti è comunque meno vantaggiosa di altri operatori reali sul mercato, primo della lista H3G del quale sono cliente io stesso. Inutile dire che con delle premesse simili la moglie dell’anziano signore ancora prima di lui stesso, comunque entrambi visibilmente preoccupati da quanto affermato dalla signora dietro quella scrivania, ha spinto per mettere la parola fine alla SIM della TIM per passare ad una “vantaggiosissima” offerta Poste Mobile con ulteriore pacchetto dedicato alle chiamate per l’estero, senza però specificare alcuna cifra e rimandando entrambi i malcapitati clienti alla lettura di un opuscolo contenente dettagli e costi che sarebbe stato inserito nel fascicolo cliente del conto corrente.

Un comportamento simile è a dir poco vergognoso, fare del “terrorismo psicologico” sue due persone evidentemente poco informate sull’apertura del conto è da bastardi. Di certo entrambi i clienti avrebbero potuto rifiutare in ogni caso l’offerta chiedendo maggiori spiegazioni in merito ma posso capire che trovandosi li davanti e con le informazioni appena ricevute non sia così semplice reagire rapidamente volgendo a proprio favore la situazione.

Che schifo.

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Una manciata di giorni fa ho ricevuto a casa l’ennesima comunicazione del gruppo Poste Italiane: la possibilità di attivare l’opzione 3,50% sul mio conto corrente. Nonostante qualcuno avrà sicuramente apprezzato tale possibilità, io considero questa (e tante altre comunicazioni ricevute) come puro e semplice spam in formato cartaceo, informazioni che potrei tranquillamente reperire di mia spontanea volontà da internet o al massimo ricevere tramite posta elettronica o bacheca cliente del sito web. Ho infatti apprezzato e richiesto poco tempo fa la cessazione dell’invio dell’estratto conto cartaceo in favore di quello PDF scaricabile dalla propria area cliente con avviso a mezzo bacheca, quello che nel 2012 considero la cosa più naturale e dovuta che possa esistere.

Fortunatamente però il gruppo offre la possibilità di richiedere il blocco di queste comunicazioni che si sarebbero dovute ripetere trimestralmente (per il riepilogo della giacenza media del denaro nel conto corrente), compilando un apposito tagliando che dovrà poi essere mandato al centro direzionale di Roma. Costo dell’operazione: 60 centesimi di euro, normale affrancatura di qualsivoglia lettera spedita in giro per l’Italia.

Quello che più mi fa rabbia non è l’aver pagato per una cosa neanche richiesta, quanto per l’impossibilità o la difficoltà nel reperire come e attraverso quali mezzi alternativi avrei potuto eseguire la stessa operazione, lo spreco di carta, di tempo per personale che dovrà effettuare la consegna.

Stesso gruppo, modi e mondi totalmente differenti per ottenere un risultato desiderato dal cliente. Perché essere costretti a perdere dei soldi e del tempo (più importante, viste le code agli sportelli italiani) per bloccare qualcosa che non ho mai chiesto o formalmente accettato? Perché utilizzare il metodo “se non ci rispondi vuol dire che va tutto bene“?Perché non mettere a disposizione un indirizzo di posta elettronica verso il quale poter inviare un documento e il cedolino firmato per rinunciare a questa corrispondenza? Perché non dare una mano tramite i canali social che tanto vanno di moda di questi tempi, croce e delizia delle tante aziende disposte a mettersi in gioco aiutando la loro popolazione internet?

Un piccolo sfogo, qualche riga giusto per suggerire alla società che spesso la via apparentemente più stupida è anche la più semplice e immediata.

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