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Buongiorno, ancora buon anno, bentrovato (sento voci dal fondo della fila che inneggiano al buongiorno un …, più o meno ciò che ho pensato io rientrando in ufficio la settimana scorsa). Fai finta che tu abbia già letto un fantastico post di chiusura anno, di quelli che tirano una riga (tanto adorata da Lapo) e fanno le varie somme, qualcosa di davvero gradevole, perché nonostante la buona volontà il tempo è tiranno e non sono riuscito a scriverne uno, quindi continuiamo con i soliti contenuti del blog come nulla fosse, ci sarà tempo per dire “benvenuto” al 2017.

Dopo circa un mese di onorato servizio (in realtà qualche giorno in più, e ancora io e Ilaria dobbiamo smontare l’albero e l’illuminazione fuori dal balcone, non voglio pensarci), posso finalmente parlarti delle prese intelligenti, quelle che –secondo una mia personale visione– vanno a sostituire in maniera egregia e più tecnologica i temporizzatori (questi, per capirci).

Prese intelligenti: cosa acquistare?

Il tuo smartphone, l’applicazione dedicata, la presa collegata al WiFi di casa e un clic, così puoi accendere o spegnere qualsiasi dispositivo collegato a quella presa, anche se ti sei dimenticato di impostarne l’accensione o lo spegnimento automatico, una comodità –a patto di avere una WiFi sempre attiva in casa– che ha pochi eguali. Pensa all’utilizzo in una casa di campagna fredda durante l’inverno o troppo calda in estate, e ora pensa ai pochi secondi che ci vogliono per accendere una piccola stufetta che hai lasciato collegata a quella presa, prima che tu arrivi ad aprire le porte della casa, la troverai già calda, ti sembra poco? :-)

Il mio utilizzo è stato decisamente più spartano e bislacco, ma comunque ha risolto qualcosa per me scomodo: il dover accendere e spegnere le luci di natale fuori dal balcone. Si, ho una compagna anche io, quella alla quale ha fatto piacere avere già le luci accese al rientro a casa e spente al mattino, al primo sorgere del sole. Studiati gli orari migliori, restava l’acquisto della presa intelligente da tenere sul balcone, protetta da pioggia e sole diretto. Ho fatto due acquisti per valutare un prodotto di fascia medio-bassa e uno di alta.

Da Yongse a D-Link

Acquistata su Amazon a circa 20€, costa una decina di euro in meno di una D-Link (l’alternativa di fascia più alta, acquistata insieme alla prima approfittando di uno sconto), svolge però lo stesso mestiere principale: accende e spegne a comando qualcosa che è stata collegata a lei, con schedulazione oraria oppure manualmente, dall’applicazione.

Rapidamente, qualche osservazione: l’applicazione “Broadlink” per controllare la presa Yongse si scarica dal sito web del produttore, non da Play Store, fonte “non sicura” (qui ne trovi una copia sul mio Dropbox), dovrai abilitare l’opzione di installazione pacchetti di terze parti sul tuo Android. Non ho provato (in tutta onestà) l’applicazione iOS. Non la conoscevo prima, l’ho scaricata, creato un account per la prima volta (utilizzando una password dedicata) e tutt’oggi la utilizzo. Tutto sommato spartana, potrebbe fare più di quanto sia realmente necessario.

Sotto rete WiFi è alquanto schizzinosa, lenta nel collegarsi all’account, spesso fallisce proprio. Basta un attimo sotto rete 4G (o 3G, ovviamente) e tutto si risolve. Anche dopo un login fallito sotto WiFi (non si capisce per quale strana magia) riuscirai comunque a controllare la tua presa intelligente, anche se non sei teoricamente connesso (all’account, intendo, ricorda che comunque avrai effettuato almeno un login precedentemente).

Un pulsante, un’azione, è semplice, saprebbe usarla davvero chiunque (e secondo me vale anche per la parte relativa alla schedulazione di giorni e fasce orarie). Altri difetti non ne ho trovati, davvero (ma ricorda che non puoi farla lavorare su WiFi 5GHz, e questo per alcuni potrebbe essere un problema, così come una password superiore ai 16 caratteri o con caratteri particolari come lo spazio).

La presa è sul balcone di casa da più di un mese, in perfetta forma, non perde un colpo e nonostante le temperature non siano proprio tra le più tropicali, non mostra segni di cedimento. Ah si, un’altra cosa: nella stessa presa intelligente c’è un attacco USB femmina, che puoi utilizzare per alimentare contemporaneamente un’altra periferica, come un cellulare o equivalente.

Con D-Link la storia invece è diversa, lo si capisce già da come è costruita, dai dettagli e dalla sua applicazione fatta per tenere sotto lo stesso tetto più tipi di dispositivi (vale anche con alcune delle loro telecamere, giusto per dire). Costa di più (circa 40€, tranne negli ultimi tempi, attestatasi ormai sui 30€ circa), è meno dolce nei lineamenti, per certi versi più tedesca, lavora bene, l’applicazione permette di dare un’occhiata anche ad altri dettagli (come il consumo di kW/h e il loro costo). Anche questa permette di fissare una schedulazione oraria per l’accensione e lo spegnimento automatico del dispositivo connesso, così come la creazione di un ambiente fatto da più prese, da poter controllare contemporaneamente (immagina un ambiente intero, come una stanza).

L’applicazione è gratuita e disponibile sugli store Apple e Android:

mydlink Home
mydlink Home
Price: Free
mydlink Home
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E si presenta in maniera estremamente intuitiva, aiutandoti anche nella fase di setup del dispositivo (un po’ come vale per la Yongse, una procedura adatta a chi ha il WiFi in casa, ma non ha molta confidenza con le impostazioni del router, e vuole passare quindi da un semplice accoppiamento rapido, magari in WPS).

Questa, un po’ per non fare torto all’altra, l’ho usata per il medesimo scopo, ma tenendola indoor. È servita per accendere e spegnere le luci dell’albero di Natale, senza dover andare a staccare e riattaccare la spina nascosta volutamente dietro il divano (avevo pensato inizialmente di mettere una ciabatta con interruttore, ma così facendo è stato ancora più comodo, da smartphone è tutt’altra cosa) :-)

Migliore la fattura, un pelo più grande l’ingombro (un po’ come detto già all’inizio evidenziando il particolare riguardo la sua estetica), in entrambi i casi però è perfetta la profondità della spina che andrà a fare da tramite tra la spina vera e l’accensione completamente comandata (o programmata, poco importa).

Sono prodotti (entrambi) che torneranno nella scatola entro breve, e che potranno essere riutilizzati certamente nel corso dell’anno, per poi rendere più facile e snella la vita quando incomberà la festività del Natale del 2017. In tutto questo, l’unico gesto di mancata benedizione di Ilaria è stato quello che ha riguardato il prezzo. Per me è stato tutto sommato bilanciato rispetto ai produttori (forse sul primo avrei avuto un pelo più di riserva, ma volevo metterne due sui piatti della bilancia, per capire che differenza ci fosse tra le varie prese disponibili sul mercato).

Aukey non ne esce bene

Si perché in realtà era partito tutto dalla necessità di una semplice presa “parzialmente intelligente“, qualcosa che poteva andare bene anche controllandola con un telecomando lasciato sul tavolo di casa, da accendere e spegnere senza necessità di uscire in balcone, a prendere freddo per staccare o riattaccare la spina nella presa a muro. Per questo motivo avevo dato una possibilità ad Aukey, ottima azienda dalla quale ho acquistato diversi loro prodotti in passato e mi sono sempre trovato bene, ma che stavolta non ha fatto centro rispetto alla mia esigenza.

Sono 3, è vero, ma soffrono di una necessità di occupazione spazio non indifferente, senza contare che non sono affatto adatte a prese schuko di ogni tipo (nel caso della mia esterna, non riuscivano a rimanere attaccate, costringendomi a utilizzare un adattatore!), la ciliegina sulla torta che ha fatto partire il reso verso Amazon è stata l’impossibilità di attaccare una spina schuko a mia volta (quella delle luci esterne), costringendomi ancora una volta a prendere un adattatore. Ho voluto stare al gioco e provarci, in pratica da muro avevo circa 25cm di distanza tra un adattatore e l’altro, una vera schifezza.

Dopo questo tentativo andato a male, sono passato alle prese intelligenti di cui ti ho parlato nella prima parte dell’articolo, com’è andata lo sai già (se hai letto fino a qui) :-)

Se hai domande, come al solito, l’area commenti è a tua totale disposizione.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: ogni prodotto è stato acquistato in completa autonomia, nulla mi è stato fornito per realizzare questo articolo.
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Del Samsung Galaxy S6 avrai (spero) già letto il pezzo che ho pubblicato poco tempo fa. Del fatto che lui possa essere ricaricato più velocemente però non ne avevo ancora parlato. Credo di non doverti spiegare cos’è la tecnologia Quick Charge (ma posso rimandarti a un buon articolo pubblicato sul sito web di Fastweb, tanto per dire), passerò direttamente a una panoramica su alcuni accessori che ho avuto modo di acquistare per sostituire il set di caricabatterie che ho in casa, in ufficio e in auto, per non rimanere mai a secco di energia.

Quick Charge: auto, casa, ufficio

Ho scelto di tenere il caricabatterie originale Samsung a casa, così da poter caricare rapidamente il mio Galaxy S6 quando necessario. Ho poi acquistato 3 prodotti con tecnologia Quick Charge su Amazon. Uno di questi è tornato all’ovile e mi ha fatto rinunciare all’opzione senza fili, gli altri due sono entrati nel quotidiano, tra pro e contro.

In ufficio: TBS®3518 Qi Wireless Charger

Buona la costruzione (nulla di particolare, valida, nulla più), contenutissimo il costo (in pratica 15€), molto compatto e con il cavo microUSB incluso nella confezione. Prime, con consegna il giorno dopo rispetto all’acquisto. Il TBS®3518 Qi Wireless Charger mi era sembrata la soluzione a metà tra qualità e prezzo per l’ufficio dove -solitamente- mi alzo abbastanza spesso dalla scrivania, portando con me lo smartphone, soggetto quindi al più fastidioso dell’attacca-stacca continuo. Mi ha sempre dato fastidio, volevo risolvere il problema, non ci sono riuscito.

Quick Charge: auto, casa, ufficio, in viaggio

Lo smartphone si è riscaldato molto durante ogni test, in qualsiasi condizione. Ho tolto la custodia, ho tenuto la custodia, ho rimosso il pezzo di metallo che utilizzo per sfruttare al meglio il magnete per il supporto in auto (ne ho parlato qui), ho tenuto quel pezzo (spostandolo dalla posizione centrale a quella più o meno in coda), ho lasciato il telefono poggiato senza mai toglierlo (per più tempo rispetto a quello previsto dal caricabatterie Quick Charge da muro ma anche dal tradizionale 5V 1A di iPhone), e anche togliendolo e rimettendolo più volte nel corso della giornata. Un risultato mai soddisfacente, ma proprio mai. La qualità del prodotto non era evidentemente la migliore, non potevo aspettarmi le stelle (perché S6 non prevede Quick Charge senza fili, ho preso un prodotto senza proprio per saltare a piè pari il problema) ma non ero pronto neanche alle stalle. Neeeeext.

In viaggio: AUKEY Quick Charge 2.0 (1 Quick-AiPower 1 AiPower)

Si tratta di un caricabatterie dalle dimensioni non poi tanto contenute, ma a un prezzo abbordabile (13€ a ora) e che permette di portare con sé un solo dispositivo da attaccare a muro, anche se gli smartphone da caricare sono due. Due come le porte USB, una con tecnologia Quick Charge 2.0 & AiPower, l’altra AiPower ma senza Quick Charge, 30W in totale, perfetto per tenere a bada contemporaneamente Galaxy S6 e iPhone 6. Anche in questo caso consegna Prime in un giorno dopo l’acquisto. AUKEY è una marca già provata e recensita in passato, mi fido, i prodotti sono validi e ne acquisto di nuovi ben volentieri.

Quick Charge: auto, casa, ufficio, in viaggio 1

Messo alla prova (su entrambe le porte USB) svolge il suo mestiere alla perfezione. L’unica pecca è quella già citata qualche riga fa, le dimensioni sono tutto tranne che contenute. Il prodotto ha un suo peso importante, seppur non esagerato, ma risolve il problema del doversi portare due caricabatterie da muro e -di conseguenza- cercare altrettante prese, spesso (per esempio in albergo) un problema, se si vuole tenere gli smartphone sul comodino. Nella scatola del prodotto ho trovato anche un cavo microUSB adatto alla carica rapida.

In auto: AUKEY Quick Charge 2.0 (2 Quick-AiPower)

Ho sostituito il mio precedente Aukey 4.8 Dual USB Car Charger con questo. Ho portato così anche in auto la possibilità di caricare più rapidamente lo smartphone Android, fermo restando che iPhone continuerà invece a caricarsi secondo tempi e modalità che ha sempre avuto. Anche questo, come il fratello maggiore da muro, ha il suo più grande difetto nelle dimensioni. È grande, non sparisce affatto nella presa accendi sigari, è diventato scomodo accedere al controllo degli specchietti della mia vettura.

Lo si acquista da Amazon, anche lui con consegna Prime in un giorno, il prezzo attuale si aggira sugli 11€. Io ho approfittato di uno sconto temporaneo che mi ha permesso di risparmiare un paio di euro circa sul prezzo finale. La scatola contiene due cavi microUSB adatti alla ricarica rapida, un plus che probabilmente altri prodotti non offrono. Messo alla prova, non ha mostrato alcun segno di cedimento o di fatica. Con Galaxy S6 collegato, in funzione e modalità navigatore (che genera il suo bel consumo, nda) e l’iPhone 5S di Ilaria, entrambi hanno giovato della possibilità di lavorare ma non vedere andare a terra la batteria.

In conclusione

Pur avendo rimandato al mittente il primo prodotto, tu potresti trovarlo adatto alla tua specifica esigenza, ignorando i suoi contro che ho rilevato durante i test.

Con una spesa che si aggira sulla 30ina di euro (non considerando il Wireless Charger, nda), dovresti riuscire a portarti a casa due accessori ben realizzati, che possono migliorare l’esperienza d’uso dei tuoi device e velocizzare i loro tempi di ricarica, sfruttando quei tempi “morti” che spesso si creano (per esempio) in auto, quando ci si sposta per lavoro o per andare a fare la spesa, tenendo vivo il tuo smartphone e dandogli un giusto livello di carica contemporaneamente, quello che ti permetterà di arrivare in tranquillità a casa, dove ti aspetta il tuo caricabatterie da muro che porterà a termine il lavoro, e che potrai portare con te ogni volta che lasci casa per qualche giorno.

E tu? Hai suggerimenti o consigli riguardo l’acquisto di altri accessori che potrebbero tornare particolarmente comodi nella quotidianità? Al solito, l’area commenti attende solo il tuo intervento :-)

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Prodotto: tutti acquisti Amazon, la mia carta di credito ne sa qualcosa.
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La sigla ricorda più C-3PO, ma in realtà si tratta dell’ennesima batteria tampone che possiamo tenere a portata di mano per evitare di rimanere con lo smartphone a terra, ormai per molti più grave di una gomma forata in autostrada alle tre di notte e senza copertura assistenziale. Non è certo un prodotto nuovo e ovviamente ne esistono di nuovi, il vantaggio di questa soluzione Sony è però l’essere comoda, soprattutto per chi va in giro con un marsupio o equivalente (io uso il borsello e mi faccio odiare dai tradizionalisti, poco male).

Sony CP-V5G: non di soli colori tradizionali è fatta l'energia

Parte della famiglia CycleEnergy, è molto diversa dalla sorella minore CP-V3A che utilizza quotidianamente Ilaria e della quale si ritiene più che soddisfatta. Si passa dai 3000 ai 5000 mAh per permettere di sfruttare una carica e mezza circa di una batteria da smartphone o circa mezza carica di tablet, dato che oggi ci si estende tra i 2500 e gli 8000 mAh circa (questi ultimi basati sui poco più di 7300 di iPad Air 2, preso come esempio, nda).

Nel pacchetto del prodotto troverete la batteria (ma va?) e un cavo microUSB che servirà ovviamente a caricarla e scaricarla, ammesso che voi abbiate un dispositivo Android. Diversamente dovrete procurarvi un cavo 30 pin (iPhone 4S e inferiori) o Lightning (attuale) da portare oltre il cavo microUSB. Nessun attacco a muro, dovrete procurarvelo in autonomia (ormai nulla di più semplice) o caricare la batteria tramite una delle porte USB del vostro PC. Se siete possessori di iPhone o iPad con cavo Lightning vi consiglio l’acquisto di un cavo corto perfettamente compatibile (che uso quotidianamente): AUKEY Cavo Lightning da 20cm bianco (certificato Apple MFi), comprato ormai qualche mese fa (giugno, nda) e che porto in una bustina contenente tutti i cavi “in caso di emergenza” ;-)

Aukey Lightning 20cm - Sony CP-V5G: non di soli colori tradizionali è fatta l'energia 1

Accanto alla porta microUSB (della batteria tampone) troverete un indicatore a led per conoscere lo stato di carica di Sony CP-V5G (i colori sono 4 e vi faranno capire a occhio a che stadio di ricarica ci si trova). I tempi però sono certamente lunghi e per poterli “sopportare” potreste pensare di sfruttare la notte. Si parla infatti di circa 6 ore se collegata a un adattatore c.a. e 12 se si utilizza una delle porte USB del PC. È ovvio che possiate staccarla prima del dovuto, ma ovviamente non potrete godere di una carica completa del vostro smartphone (figurarsi del tablet, per il quale però si adatta a 1,5A in uscita, in completa autonomia). Lo stato di scarico totale si raggiunge in 120 minuti al massimo.

Sony garantisce la qualità del proprio prodotto, e dice che questa batteria è in grado di conservare oltre il 90% della sua energia anche dopo 1000 ricariche. Io ovviamente non posso ancora testimoniarlo (e spero di impiegarci ancora molto ad arrivare a quel numero di cicli) ma spero che questo oggetto possa vivere più a lungo possibile, per non rimanere mai a secco di energia ;-)

Il perché del titolo è facile intuirlo. Io possiedo quella con la colorazione verde mela (che vedete nell’immagine principale dell’articolo), ma esiste in diversi altri colori, che voi stessi potete vedere nella scheda del prodotto sul sito di Sony.

Sony CP-V5G è disponibile sul mercato a un prezzo consigliato di 29,90€, la si trova facilmente su Amazon a 25,90€ e consegna gratuita per i clienti Prime (a ora, che sto scrivendo l’articolo), potete acquistarla puntando il vostro browser a questo indirizzo.

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Prodotto: fornito da Sony. Mi è stato lasciato al termine del test.
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Avete scelto di acquistare ancora una volta il vostro nuovo iPhone, si tratta del 6 Plus magari, quello sul quale investire come minimo 839€ secondo il listino Apple (per prendere il più piccolo della famiglia, ndr). Non pensate che sarebbe il caso di proteggerlo a dovere con una buona custodia e magari una pellicola anteriore che possa davvero offrire maggiore protezione senza rinunciare alla qualità del monitor e del touch-screen di Cupertino? Aukey potrebbe avere la risposta che fa per voi, nella gamma prodotti è possibile trovare infatti la pellicola protettiva di vetro temperato che aggiunge quindi una protezione maggiore a quella già offerta dalla fabbrica, andando ad aggiungere meno di 3 millimetri sul monitor dello smartphone e consentendovi di dormire sonni un po’ più tranquilli in caso di caduta (del telefono stesso o di oggetti pesanti su di esso).

Aukey-PellicolaVetro-iPhone6PlusNero_71RhAcp7umL_SL1500

Spedita da Amazon direttamente all’indirizzo desiderato, questa arriverà in una confezione semi rigida che ne proteggerà l’integrità (anche perché si tratta pur sempre di un sottile stato di vetro temperato, non dimenticatelo). Nella stessa confezione troverete una comoda salviettina imbevuta per togliere ogni possibile incrostazione del monitor, l’ormai classico pannetto in microfibra per la pulizia a regola d’arte ed un comodo (dipende dai gusti e dalle esigenze, ndr) adesivo in rilievo che riproduce il vecchio tasto fisico centrale di iPhone 4 (si, ho visto gente usarlo in passato, tutti eliminati da giri e amicizie nell’eventualità! ?). Esiste anche per iPhone 6 e si tratta di quella che ho personalmente provato, contiene gli stessi accessori in scatola (ovviamente) e l’applicazione è estremamente semplice, più di quanto si possa immaginare e comunque di gran lunga superiore a quella di una normale pellicola morbida, che tipicamente lascia bolle ovunque se non si ha la fortuna di saperla applicare (o se avete pulito male il vetro subito prima).

I bordi della pellicola protettiva di vetro temperato seguono le stesse linee del telefono e curveranno in prossimità del termine della facciata ma si noterà comunque un leggero dislivello al tatto, nulla di preoccupante sia chiaro, semplicemente non potrete non notare la sua presenza. Per evitare di proporre quel dislivello sul solo monitor Aukey ha pensato di riprodurre il nero (o il bianco) della banda inferiore e superiore dello smartphone, tagliando e rimuovendo esclusivamente ciò che c’è in corrispondenza dell’altoparlante, dei sensori di luminosità, della fotocamera frontale e del tasto unico con lettore di impronte di iPhone, esattamente come qualsiasi altra pellicola protettiva che però rimane tipicamente trasparente e non colorata, questo per cercare di dare -evidentemente- una migliore impressione a prima vista, come se il vostro monitor fosse appena uscito dalla fabbrica della Foxconn e lasciato tale e quale.

I giudizi sul prodotto sono altalenanti per la maggior parte dei clienti, eppure posso garantirvi che una buona prima applicazione fatta senza fretta e con un minimo di accorgimenti risulterà positiva al termine del lavoro, non dovrete certo rimuoverla o toccarla in futuro e la pellicola rimarrà lì fino a quando deciderete di sostituirla o toglierla definitivamente (in caso di danneggiamento o normale usura dopo anni di utilizzo).

Garantita da Aukey anche contro tagli o martellate (io non ci provo, magari fatelo voi e fatemi sapere ;-P) credo sia il giusto compromesso per evitare che un investimento così prezioso come oggi è lo smartphone possa essere facilmente danneggiato tempo e ulteriori soldi per la sostituzione di un pezzo, errore banale e stupido che ovviamente è fuori da qualsiasi garanzia perché provocato da voi e non certo da un difetto di fabbrica.

E voi? Che protezione utilizzate per il monitor del vostro smartphone? L’area commenti è come sempre a disposizione (anche per dubbi e commenti sul prodotto, ammesso che l’abbiate acquistato e provato!) :-)

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Prodotto: fornito da Aukey, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Solo una manciata di tempo fa vi ho parlato della Fresh ‘n Rebel Powerbank da 5200 mAh che è in grado di caricare fino a 2 dispositivi contemporaneamente con tanto di porta dedicata al tablet, uno dei pochissimi difetti riconosciuti a quella batteria è forse la poca portabilità dovuta ovviamente alla sua dimensione (necessaria). Oggi voglio parlarvi dell’Aukey PIE Mini Powerbank da 3600 mAh, sicuramente meno “dotata” ma con una portabilità nettamente superiore dovuta al suo essere particolarmente fine (sfruttando un po’ di più la lunghezza), con tanto di astuccio, cavetto microUSB davvero corto e facilmente trasportabile anche grazie al comodo astuccio incluso nel pacchetto di questo accessorio, il tutto condito da un prezzo parecchio alla portata di tutti, si parla di 13,99€ su Amazon in questo momento approfittando di un’offerta in corso.

Aukey-Powerbank3600-51voFTWaACL_Fotor

È tutto estremamente pulito e preciso, a partire dal packaging che contraddistingue questo produttore che negli ultimi tempi sembra si stia dando molto da fare, passando per la qualità della costruzione o dalla velocità di ricarica del dispositivo collegato. La batteria è leggera ma potente, più che sufficiente per dare due ulteriori cicli di carica ad iPhone 6 e uno completo (con un leggero avanzo di stato di carica) al mio Sony Xperia Z2 che di fabbrica monta una batteria da 3200 mAh e che quindi con i 3600 mAh della Aukey PIE Mini Powerbank va a costituire un’ottima accoppiata.

La batteria necessita di circa 4 ore per ricaricarsi completamente e viene garantita per 500 cicli di “carica / scarica” (carica di Aukey PIE Mini Powerbank che “scarica” se stessa nel device collegato), il produttore consiglia di caricare (e scaricare) la batteria 3 volte dopo averla tirata fuori dalla scatola prima di poter godere appieno delle sue capacità.

Sul mercato esistono molte alternative, ormai a prezzi più che accessibili, questa conquista il suo giusto posto tra quelle da tenere d’occhio e in considerazione nel caso in cui foste in “carenza di energia“.

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