Archives For Samsung Galaxy S6

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

In attesa di passare ancora qualche giorno in compagnia della mia nuova SIM Fastweb prima di pronunciarmi ufficialmente,ho notato un crollo vertiginoso delle prestazioni della batteria del mio Galaxy S6. Roba mai vista, tanto per essere precisi, in apparenza dovuta allo standby cella e alla ricezione non proprio perfetta ovunque, pur non avendo modificato le mie abitudini.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 3

Ne ho parlato con un amico che mi ha quindi suggerito di provare ad approfondire, utilizzando qualche tool che mi ha permesso di raccogliere statistiche più dettagliate, senza passare dal root del telefono (cosa che lui ha su S6, ma che io preferisco non avere, non mi serve). Gli step da riprodurre non sono immediatamente semplici, soprattutto se si interviene per la prima volta sul proprio smartphone e se non hai mai aperto un prompt dei comandi in cui utilizzare adb. Provo a riepilogarli per renderti tutto più semplice.

Per punti: una più approfondita analisi dei propri consumi passa per l’installazione di un’applicazione sul tuo Android, la quale permetterà di avere accesso (da concedere via adb manualmente) a ogni dettaglio di consumo batteria, cosa normalmente non accessibile su un sistema 6 (Marshmallow).

GSam Battery - Root Companion
GSam Battery - Root Companion
Developer: GSam Labs
Price: Free

Scarica e installa GSam Battery – Root Companion, non preoccuparti per la sua richiesta di root, possiamo aggirarla. Nel frattempo vai su forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979 e scarica il pacchetto che ti permette di portare adb sul tuo PC senza necessità di essere uno sviluppatore Android (cos’è adb?).

ADB Installer (ho scaricato e installato l’attuale versione 1.4.3, che quasi certamente in futuro verrà aggiornata per aumentare la sua compatibilità e abbracciare anche Android 7 Nougat) è un piccolo setup realizzato amatorialmente, che installa su Microsoft Windows il necessario per comunicare con il tuo telefono, via cavo USB, come se stessi facendo un debug.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 4

Rispondi Y a ogni domanda posta, così da procedere con l’installazione, che non durerà più di una manciata di secondi. A ora dovresti quindi avere tutto il necessario per procedere. Noterai che, aprendo GSam Battery – Root Companion sul tuo smartphone, non potrai procedere poiché senza root e senza i giusti permessi di accesso alle statistiche della batteria. Chiudi l’applicazione, apri un prompt dei comandi (di DOS, quello che ogni Windows ha a bordo) e spostati in C:\adb.

Prima di procedere, ti ricordo che devi aver attivato le Opzioni sviluppatore sul tuo smartphone. Per farlo, ti basterà andare in Impostazioni, spostarti nelle Informazioni del telefono, quindi Informazioni software e fare clic 7 volte sulla Versione build.

Prendi il tuo telefono, spostati nel menu Impostazioni, scorri fino a Opzioni Sviluppatore e attivale. Più in basso cerca e attiva anche la voce Debug USB. Prendi un cavo microUSB e collega adesso il telefono al PC, sul suo monitor conferma la richiesta di connessione MTP.

Torna ora al prompt dei comandi che avevi precedentemente aperto su Windows e prova a connetterti al tuo smartphone lanciando direttamente la stringa di modifica permessi per permettere a GSam Battery – Root Companion di accedere le statistiche di batteria, copia e lancia quindi:

adb shell pm grant com.gsamlabs.bbm.rootcompanion android.permission.BATTERY_STATS

Se adb non riesce ad accedere al telefono per effettuare la modifica (perché non autorizzato), probabilmente vedrai qualcosa di molto simile alla seguente schermata (nella sua prima parte):

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock)

Puoi avere conferma dell’autorizzazione mancante lanciando il comando adb devices che probabilmente ti mostrerà il codice univoco del tuo telefono seguito da “unauthorized“.

Stacca il telefono dal cavo microUSB, vai nuovamente in Impostazioni, quindi Opzioni sviluppatore, cerca e fai clic su Revoca autorizzazioni debug USB, conferma il tutto e attacca nuovamente il cavo microUSB al telefono (così da connetterlo ancora una volta al PC). Torna sul prompt dei comandi e riavvia il servizio ADB:

adb kill-server
adb start-server

A questo punto dovresti poter ottenere un popup a video (sul telefono!) che ti chiederà di autorizzare il collegamento tra ADB e smartphone.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 5

Autorizzalo e verifica che ora il dispositivo risulti correttamente connesso rilanciando un adb devices (ora dovresti notare quel device al posto del precedente unauthorized). Puoi rilanciare adesso il comando per modificare le autorizzazioni di GSam Battery – Root Companion, dovrebbe andare a buon fine. Per avere conferma, apri l’applicazione, noterai che ora non mostra a video alcun errore, potrà così raccogliere le giuste informazioni riguardo i consumi di batteria.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 6

Lascia che il telefono continui a scaricare la sua batteria (staccalo quindi dal cavo microUSB) e, prima che sia troppo tardi, collegalo nuovamente al PC, torna in un prompt dei comandi con la cartella C:\adb pronta ed esegui il comando adb bugreport > NOMECHEVUOI.txt. Il comando, entro un minuto circa, produrrà un report completo di tutte le statistiche di consumo (e non solo) del telefono, salvato in un file di testo che troverai in C:\adb.

Resta così un ultimo importante passaggio, l’analisi.

Devo interpretare cosa c’è scritto nel file?

No, non tramite il doppio clic sul file generato almeno. Ti serve un tool che possa darti una mano organizzando al meglio quei dati diversamente poco leggibili. Apri il tuo browser (in teoria è già aperto se stai leggendo qui, ma tant’è) e puntalo all’indirizzo bathist.ef.lc. Sfoglia le cartelle spostandoti in C:\adb e seleziona il report che hai generato, ora porta pazienza (il tempo necessario per l’upload varia in base alla tua connessione internet, il file gravita generalmente sui 30MB circa di occupazione).

Al termine, avrai accesso alle schermate che già tracciano in maniera molto più chiara cosa succede al tuo smartphone. Non sono ironico, sono veramente più accessibili, puoi muoverti utilizzando i filtri, i collegamenti ipertestuali

Per avere un’idea abbastanza immediata di chi usa cosa, spostati nella voce App Wakeup Alarms nella colonna di sinistra, scoprirai immediatamente quali sono le applicazioni che risvegliano più spesso il telefono. È così che si scopre che Facebook rompe le scatole anche quando hai spento tutte le notifiche, e sempre così scoprirai quali sono i tempi di scansione segnale (perché la cella non viene agganciata al primo colpo, o quasi) e i tempi totali durante i quali il telefono non sta realmente dormendo (Signal Scanning Time e Full Wakelock Time nelle statistiche aggregate, sempre disponibili nelle voci della colonna di sinistra). Puoi investire molto altro tempo per curiosare in ciò che accade nel tuo smartphone, per tentare di risparmiare energia e arrivare un po’ più agilmente a fine giornata lavorativa.

Troverai all’indirizzo reddit.com/r/GooglePixel/comments/5b4yeo/guide_finding_battery_issues_with_googles_battery una serie di spiegazioni e ottimi riferimenti (in inglese) per comprendere al meglio ogni singola voce del report, così da ricercare la causa della tua perdita anomala di batteria e provare a metterci la pezza ;-)

Ci sono problemi con il collegamento via adb?

Se ancora non sei riuscito a collegarti via adb al tuo telefono, è possibile che i driver ufficiali di Google non bastino. Puoi rimediare passando dall’installazione dei driver ufficiali di Samsung, si trovano sul sito del produttore (manco a dirlo), all’indirizzo samsung.com/us/support/owners/product/galaxy-s6-unlocked#productInfo (quelli che ho scaricato e installato in questo momento li trovi a questo collegamento diretto).

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 7

Una volta terminata l’installazione e il riconoscimento dell’hardware, dovresti riuscire tranquillamente ad accoppiare PC e smartphone.

fonti utilizzate:
forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979
reddit.com/r/androidapps/comments/59wvwg/how_to_view_wakelocks_in_gsam_battery_monitor
reddit.com/r/GooglePixel/comments/5b4yeo/guide_finding_battery_issues_with_googles_battery

Un ultimo ringraziamento va proprio ad Andrea, che mi ha dato i giusti suggerimenti e riferimenti, e che avuto la pazienza di seguire i miei deliri ;-)

ThinkingQuella che ti racconto oggi è una storia che si è già svolta e conclusa. Ho già sperimentato il “metodo” in passato e torna abbastanza comodo per tracciare avvenimenti passati e spiegarli contestualmente al lettore, per permettergli di scoprire cose forse nuove e aiutarlo ad affrontare lo stesso problema nel caso in cui dovesse accadere anche a lui. Se necessario, continuerò ad aggiornare l’articolo segnalandolo opportunamente.

Dopo diversi anni di pacifica convivenza con TIM, io e Ilaria abbiamo ricevuto un messaggio poco simpatico che ci ha portato a ragionare sulla possibilità (e convenienza, nda) di passare a un diverso operatore:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM)

L’offerta di TIM che abbiamo sfruttato per anni ha sempre previsto (al mese) 400 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), 1000 SMS e 2 GB di dati in mobilità (inizialmente in 3G, passati a 4G aggiungendo un euro al mese, poi gratuitamente). Oltre al pacchetto “base” avevamo a disposizione il servizio TIM Music (mai sfruttato, siamo abbonati a Spotify) e la possibilità di chiamarci gratuitamente a vicenda (con un limite di 10000 minuti al mese di conversazione tra di noi, mai neanche sfiorati alla lontana, e vorrei vedere il contrario). Il tutto ha avuto da subito un costo di 10€/mese (11 considerando i mesi di pagamento del 4G come obolo ulteriore, poi tornati però a 10).

Conosciamo diverse persone che, rientrate in TIM da diverso operatore, hanno ottenuto piani molto più ricchi del nostro, a un prezzo più vantaggioso, il vero tallone d’Achille dell’essere già clienti. Nonostante non ci facesse piacere, consideravamo ragionevole la cifra richiesta, e abbiamo continuato a pagarla senza (più o meno) lamentarci, almeno fino a ora. Con la novità annunciata via SMS, saremmo passati a 12€/mese 12€/28gg, ottenendo 2 GB di dati in mobilità in più, ma rimanendo fermi a 400 minuti di telefonate e 1000 SMS (che non servono a nessuno). Per questo motivo abbiamo voluto approfittare dell’offerta di Fastweb dedicata ai già clienti (abbonamento fibra di casa), Fastweb Mobile 500 (esiste anche la versione 250, che però noi abbiamo scartato): ogni mese 500 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), chiamate tra SIM Fastweb gratuite, chiamate gratuite verso un fisso Fastweb a scelta, 500 SMS (che continuano a non servire) e 3 GB di dati in mobilità alla velocità del 4G, il tutto a un costo di 6€/mese 6€/28gg.

Update

Lorenzo mi fa giustamente notare che ho inserito (forza dell’abitudine, mea culpa) la cifra da pagare riportandola per mese, quando in realtà si tratta di fatturazione a 28 giorni, come ormai sdoganato da tutti i provider telefonici (o quasi), con quella fantomatica scusa che ciò migliori la gestione dei pagamenti o chissà cos’altro (la motivazione può variare in base a chi risponde al quesito), quando in realtà si tratta di una tredicesima per il provider, che così porta a casa un mese di pagamento in più alle stesse condizioni di prima (in pratica si tratta di un aumento e nulla più).

Ti racconto cosa è andato per le lunghe e cosa si può fare per mettere in riga le cose (solo a completamento delle operazioni).

Richiesta MNP del 1/3/17

Grazie alla cortesia delle ragazze dello store di Corso Vercelli a Milano, abbiamo aperto la richiesta di MNP per entrambe le SIM, che ora dovranno risultare intestate a mio nome (perché è a mio nome il contratto internet di casa nostra). Chiaramente, nel documento di richiesta della SIM di Ilaria, compaiono entrambe le nostre firme, la SIM di Fastweb sarà intestata direttamente a me, per l’altra invece non cambia nulla (ero già io l’intestatario).

Tutto è in ordine, firmato e pagato (20€/SIM, con traffico quindi incluso per i 3 mesi successivi all’attivazione). Dopo circa un’ora (tra attesa e servizio) possiamo tornare a casa con le nuove SIM che verranno presto attivate.

Primi movimenti (2/3/17)

Tutto tace fino a sera. Sono finalmente arrivati dei segni di vita via SMS sul mio attuale numero TIM, su quello di Ilaria c’è qualcosa in più, e non è affatto piacevole:

Contrariamente alla condizione del trasferimento di Ilaria, sul mio non arriva alcunché riguardo fallimenti di MNP o date di migrazione. Attendo e intanto mi informo riguardo i tempi di passaggio da un operatore all’altro, trovando alcune informazioni particolarmente interessanti a riguardo:

[…]

A novembre 2011, sempre l’AGCOM, ha imposto nuove regole (in vigore da marzo 2012) per le tempistiche della portabilità che dovrà avvenire entro 24 ore altrimenti il cliente potrà chiedere, in maniera non onerosa, un indennizzo non inferiore a 2,5 € per ogni giorno di ritardo (delibera n. 147/11/CIR).[4] In ogni caso l’Autorità ha esonerato l’operatore ricevente dall’obbligo di corrispondere l’indennizzo quando il ritardo è limitato a 48 ore lavorative. L’indennizzo, tuttavia, è dovuto dal terzo giorno di ritardo ed in tal caso vengono calcolati nel risarcimento anche i primi due giorni lavorativi.

fonti utilizzate:
it.wikipedia.org/wiki/Mobile_number_portability#Tempistiche_.28in_Italia.29
cellularitalia.com/comu/comu011211.php

Il problema è che 48 ore lavorative equivalgono a ben 6 giorni composti dalle classiche 24 ore, entro i quali l’operatore dovrà quindi mettersi in pari con il lavoro.

La prima data utile (3/4/17)

Nel caso di Ilaria, non ho informazione alcuna (a oggi). Nel mio caso invece qualcosa si è mosso, è arrivato un nuovo SMS da parte di Fastweb:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 2

Considerando che la richiesta è stata fatta la sera del primo marzo, migrare la mia SIM il giorno 7 dovrebbe far rientrare nei limiti massimi concessi la MNP richiesta, sforando di poco e nulla. Nel caso di Ilaria, teoricamente siamo già oltre il limite, a meno di un ulteriore motivo riguardo il fallimento della migrazione (“noi ci abbiamo provato, TIM ce lo ha impedito“) o qualcosa di simile. Nel frattempo, nulla si muove nella mia area clienti, apparentemente ho solo il contratto della linea fissa con i suoi dettagli, i costi e le bollette già pagate.

Le nuove SIM nell’area personale e il primo pagamento (4/3/17)

Sono comparse entrambe le SIM nell’area personale del mio contratto Fastweb, hanno ancora i numeri temporanei, quelli che ovviamente non utilizzeremo fino a MNP completata, che però hanno già scalato il primo pagamento, la prima mensilità di servizio:

Se pensi anche tu che “qualquadra non cosa” (cit.), allora siamo in due, perché credo che fatturare un servizio prima di iniziare a usarlo sia probabilmente stupido.

Prima MNP terminata (7/3/17)

La mia SIM TIM ha smesso di funzionare, me ne sono accorto al risveglio. Ho quindi inserito la nuova card all’interno del telefono, riavviato il sistema e verificato di avere rete Fastweb. Ho chiamato il mio numero da un diverso cellulare, e il mio smartphone ha cominciato a squillare, la portabilità è certamente andata a buon fine. Poco dopo sono arrivati i messaggi di configurazione automatica per rete internet e MMS, che ho installato utilizzando il codice 1234 quando richiesto a video.

Nel caso in cui tu non riceva i messaggi di configurazione automatica, puoi sempre richiederli tramite sito web di Fastweb, si fa tutto da questa pagina (ed è molto comodo): fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide-configurazioni/smartphone/configura-internet-mobile-sim4g/?from=home-cb.

Nell’applicazione Android dedicata ai clienti Fastweb, il mio numero non compare ancora (c’è ancora quello temporaneo) e non riesco a verificare le soglie di traffico perché il riepilogo va in errore, forse devo attendere che tutto sia a regime e che il mio vero numero sia visibile, ricontrollerò domani. Nel frattempo, in serata e dopo una chiamata con l’ufficio portabilità di Fastweb, sembra che la SIM di Ilaria sia pronta alla migrazione:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 11

Ci siamo? (9/3/17-13/3/17)

9/3/17: Sembra che la SIM di Ilaria sia finalmente passata a Fastweb, nel frattempo ieri il mio credito (poco meno rispetto a quello che in realtà avevo su TIM) è stato migrato alla nuova SIM, non resta che attendere che lo faccia anche quello di Ilaria (anche questo entro i 3 giorni lavorativi post-migrazione della SIM, probabilmente).

13/3/17: Anche il credito di Ilaria è stato migrato, anche lui non completo (aveva circa 40€ sulla SIM TIM).

Abbiamo quindi contattato il call center di Fastweb, atteso (molto) e parlato con un’operatrice che rispondeva dall’Albania, alla quale abbiamo rivolto ogni nostra domanda. Riepilogo brevemente:

  • Avendo richiesto la portabilità in un negozio Fastweb, questo ha dato il via al primo pagamento della mensilità per entrambe le SIM, poiché i numeri provvisori sono stati prontamente attivati e potevano già effettuare del traffico. Trovo che sia stupido non essendo stata completata la MNP, ma posso capirlo. Probabilmente sarebbe il caso di informare il personale di negozio e fare in modo che possa a sua volta allineare i clienti quando si prepara la richiesta di portabilità.
  • Il credito residuo inferiore a quello che si aveva è dovuto al precedente operatore (nel nostro caso TIM) che sembra aver trattenuto una cifra calcolata sul numero di giorni che vanno dall’ultimo rinnovo al giorno in cui viene effettuata la portabilità (se nell’arco delle quattro settimane devi pagare 10€, per una settimana ti scaleranno 2,50€).
  • Il barring (cosa della quale non ho parlato fino a ora, ma che ho preteso venisse attivata) è in pratica inutile con Fastweb, poiché l’operatore non permette di abbonarsi ad alcun servizio a pagamento scalando credito dalla SIM, e questa ritengo che sia un’ottima cosa.

Un po’ di esperienza

Da quando abbiamo ottenuto indietro i nostri numeri di telefono, abbiamo messo alla prova le due nuove SIM. Quello che ho personalmente notato è una sommaria difficoltà nell’allacciarsi alla rete voce, ogni tanto anche a quella dati. Non avevo mai avuto bisogno di riavviare il mio Galaxy S6 per fargli riprendere connettività all’uscita da un cinema con la sala sotterranea, è successo per la prima volta giusto una manciata di sere fa in Duomo.

Sia chiaro, nulla di apocalittico, è solo una curiosità, una sciocchezza. Più è difficile allacciarsi in tempi rapidi alla rete TIM, più batteria si consuma. Ho notato dei piccoli surriscaldamenti dello smartphone in particolari condizioni, ovviamente a risentirne è proprio la sua durata da vivo e vegeto:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 14

Sono abbastanza certo che, vista la recente evoluzione del rapporto Fastweb-TIM, con la conseguente apertura su rete LTE (e non solo), ci siano ancora i presupposti per aspettarsi un buon tuning sulle caratteristiche di connessione verso la rete del monopolista per eccellenza, che rimane comunque una giusta scelta per la qualità di copertura territoriale (siamo seri, TIM prende praticamente ovunque).

Diamo quindi fiducia a Fastweb e alle sue offerte Mobile. Io e Ilaria ci abbiamo creduto e non siamo i soli due in famiglia ad aver effettuato una number portability. Non ci resta che aspettare :-)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

La vita è fatta anche di richieste più semplici, di tanto in tanto. È partito tutto da Ilaria, le piace il piccolo widget di Samsung che ti permette di conoscere la temperatura esterna e il meteo, lo voleva avere anche lei sul suo Motorola. Una rapida occhiata sul Play Store, il vuoto assoluto dell’applicazione di Samsung (peccato, sarebbe stato decisamente più semplice), ed ecco servita la necessità dell’ennesimo work-around, d’altronde se fosse troppo semplice non stuzzicherebbe mai la curiosità.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono

La risposta è sì, si può fare. Prima di cominciare puoi già scaricare l’applicazione adatta, si chiama XWidget e la si trova gratuitamente sul Play Store:

XWidget
XWidget
Developer: XWidgetSoft
Price: Free

Download

A questo punto è tutta discesa, e sei tu a scegliere che cosa avere sul tuo smartphone. I widget che riproducono quelli originali di Samsung (anche se diversi di pochissimo) esistono già, li ha creati Aatif, uno dei membri di XDA Developers: forum.xda-developers.com/android/apps-games/xwidget-samsung-galaxy-s6-weather-t3045314

Ne ho caricati una copia sul mio account Box, li trovi qui: app.box.com/s/t126dtbfpl6ge539djneeqtj55g34kq7

Tutte e tre le tipologie di widget propongono informazioni complete, contenenti quindi l’ora corrente e le note sul meteo e la temperatura. Io invece, basandomi sulla versione che utilizzo nel mio Galaxy S6, ho voluto modificare il “Pure” di Aatif, al quale ho rimosso l’ora corrente e ridimensionato il tutto per ottenere esclusivamente la temperatura corrente, l’icona meteo, la localizzazione e l’ultimo aggiornamento eseguito. Ho quindi impacchettato i file modificati e li ho caricati su Box: app.box.com/s/vhxnyqjxwwdmor1gu27ckp9l00vgirvx

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 4

Installazione

Scarica il pacchetto che ti interessa direttamente tramite smartphone, quindi usa un gestore di file (quello di fabbrica andrà benissimo) per spostarti all’interno della tua cartella Download e decomprimere il file ZIP appena scaricato. Ora dovresti poter vedere una cartella che al suo interno conterrà ulteriori cartelle (quelle delle 3 tipologie widget, se hai utilizzato il pacchetto originale di Aatif). Tieni premuto su una delle cartelle contenenti i file del widget, seleziona anche le altre due e poi Tagliale.

A questo punto naviga nella cartella di XWidget (si trova nella root della memoria interna), entra in Widgets e incolla qui ciò che avevi precedentemente tagliato:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 1

Il più del lavoro è fatto. Ora non dovrai fare altro che tornare alla Home del tuo Android, scegliere di aggiungere un widget e andare in quelli relativi a XWidget. Scegli la dimensione di partenza (ti suggerisco il rettangolo 2×1) e portarlo dove ti serve.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 2

Una volta posizionato ti verrà richiesto che informazione caricare nel widget, tu dovrai solo spostarti in “Local” e scegliere il pacchetto del widget meteo di Samsung che hai scompattato nella giusta cartella poco fa. Se hai utilizzato il mio pacchetto modificato, il risultato dovrebbe assomigliare a questo:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 3

Nel mio pacchetto ho volutamente rimosso le icone della localizzazione e dell’aggiornamento forzato, poiché ti basta un singolo clic sul widget per ottenere il menu delle funzioni da poter lanciare, comprese le due appena citate.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 5

Il mio consiglio è quello di andare in “Change location” e abilitare l’auto-rilevamento in base alla posizione GPS, così da non dover modificare la città da tenere d’occhio ogni volta che ne hai la necessità :-)

Il tutto è stato provato e ha funzionato (come anticipato a inizio articolo) su un Motorola Moto G di quarta generazione.

Buon inizio settimana!

Del Samsung Galaxy S6 avrai (spero) già letto il pezzo che ho pubblicato poco tempo fa. Del fatto che lui possa essere ricaricato più velocemente però non ne avevo ancora parlato. Credo di non doverti spiegare cos’è la tecnologia Quick Charge (ma posso rimandarti a un buon articolo pubblicato sul sito web di Fastweb, tanto per dire), passerò direttamente a una panoramica su alcuni accessori che ho avuto modo di acquistare per sostituire il set di caricabatterie che ho in casa, in ufficio e in auto, per non rimanere mai a secco di energia.

Quick Charge: auto, casa, ufficio

Ho scelto di tenere il caricabatterie originale Samsung a casa, così da poter caricare rapidamente il mio Galaxy S6 quando necessario. Ho poi acquistato 3 prodotti con tecnologia Quick Charge su Amazon. Uno di questi è tornato all’ovile e mi ha fatto rinunciare all’opzione senza fili, gli altri due sono entrati nel quotidiano, tra pro e contro.

In ufficio: TBS®3518 Qi Wireless Charger

Buona la costruzione (nulla di particolare, valida, nulla più), contenutissimo il costo (in pratica 15€), molto compatto e con il cavo microUSB incluso nella confezione. Prime, con consegna il giorno dopo rispetto all’acquisto. Il TBS®3518 Qi Wireless Charger mi era sembrata la soluzione a metà tra qualità e prezzo per l’ufficio dove -solitamente- mi alzo abbastanza spesso dalla scrivania, portando con me lo smartphone, soggetto quindi al più fastidioso dell’attacca-stacca continuo. Mi ha sempre dato fastidio, volevo risolvere il problema, non ci sono riuscito.

Quick Charge: auto, casa, ufficio, in viaggio

Lo smartphone si è riscaldato molto durante ogni test, in qualsiasi condizione. Ho tolto la custodia, ho tenuto la custodia, ho rimosso il pezzo di metallo che utilizzo per sfruttare al meglio il magnete per il supporto in auto (ne ho parlato qui), ho tenuto quel pezzo (spostandolo dalla posizione centrale a quella più o meno in coda), ho lasciato il telefono poggiato senza mai toglierlo (per più tempo rispetto a quello previsto dal caricabatterie Quick Charge da muro ma anche dal tradizionale 5V 1A di iPhone), e anche togliendolo e rimettendolo più volte nel corso della giornata. Un risultato mai soddisfacente, ma proprio mai. La qualità del prodotto non era evidentemente la migliore, non potevo aspettarmi le stelle (perché S6 non prevede Quick Charge senza fili, ho preso un prodotto senza proprio per saltare a piè pari il problema) ma non ero pronto neanche alle stalle. Neeeeext.

In viaggio: AUKEY Quick Charge 2.0 (1 Quick-AiPower 1 AiPower)

Si tratta di un caricabatterie dalle dimensioni non poi tanto contenute, ma a un prezzo abbordabile (13€ a ora) e che permette di portare con sé un solo dispositivo da attaccare a muro, anche se gli smartphone da caricare sono due. Due come le porte USB, una con tecnologia Quick Charge 2.0 & AiPower, l’altra AiPower ma senza Quick Charge, 30W in totale, perfetto per tenere a bada contemporaneamente Galaxy S6 e iPhone 6. Anche in questo caso consegna Prime in un giorno dopo l’acquisto. AUKEY è una marca già provata e recensita in passato, mi fido, i prodotti sono validi e ne acquisto di nuovi ben volentieri.

Quick Charge: auto, casa, ufficio, in viaggio 1

Messo alla prova (su entrambe le porte USB) svolge il suo mestiere alla perfezione. L’unica pecca è quella già citata qualche riga fa, le dimensioni sono tutto tranne che contenute. Il prodotto ha un suo peso importante, seppur non esagerato, ma risolve il problema del doversi portare due caricabatterie da muro e -di conseguenza- cercare altrettante prese, spesso (per esempio in albergo) un problema, se si vuole tenere gli smartphone sul comodino. Nella scatola del prodotto ho trovato anche un cavo microUSB adatto alla carica rapida.

In auto: AUKEY Quick Charge 2.0 (2 Quick-AiPower)

Ho sostituito il mio precedente Aukey 4.8 Dual USB Car Charger con questo. Ho portato così anche in auto la possibilità di caricare più rapidamente lo smartphone Android, fermo restando che iPhone continuerà invece a caricarsi secondo tempi e modalità che ha sempre avuto. Anche questo, come il fratello maggiore da muro, ha il suo più grande difetto nelle dimensioni. È grande, non sparisce affatto nella presa accendi sigari, è diventato scomodo accedere al controllo degli specchietti della mia vettura.

Lo si acquista da Amazon, anche lui con consegna Prime in un giorno, il prezzo attuale si aggira sugli 11€. Io ho approfittato di uno sconto temporaneo che mi ha permesso di risparmiare un paio di euro circa sul prezzo finale. La scatola contiene due cavi microUSB adatti alla ricarica rapida, un plus che probabilmente altri prodotti non offrono. Messo alla prova, non ha mostrato alcun segno di cedimento o di fatica. Con Galaxy S6 collegato, in funzione e modalità navigatore (che genera il suo bel consumo, nda) e l’iPhone 5S di Ilaria, entrambi hanno giovato della possibilità di lavorare ma non vedere andare a terra la batteria.

In conclusione

Pur avendo rimandato al mittente il primo prodotto, tu potresti trovarlo adatto alla tua specifica esigenza, ignorando i suoi contro che ho rilevato durante i test.

Con una spesa che si aggira sulla 30ina di euro (non considerando il Wireless Charger, nda), dovresti riuscire a portarti a casa due accessori ben realizzati, che possono migliorare l’esperienza d’uso dei tuoi device e velocizzare i loro tempi di ricarica, sfruttando quei tempi “morti” che spesso si creano (per esempio) in auto, quando ci si sposta per lavoro o per andare a fare la spesa, tenendo vivo il tuo smartphone e dandogli un giusto livello di carica contemporaneamente, quello che ti permetterà di arrivare in tranquillità a casa, dove ti aspetta il tuo caricabatterie da muro che porterà a termine il lavoro, e che potrai portare con te ogni volta che lasci casa per qualche giorno.

E tu? Hai suggerimenti o consigli riguardo l’acquisto di altri accessori che potrebbero tornare particolarmente comodi nella quotidianità? Al solito, l’area commenti attende solo il tuo intervento :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutti acquisti Amazon, la mia carta di credito ne sa qualcosa.

Il protagonista della richiesta di supporto sono io, giusto per chiarire, e inizio a scrivere questo articolo oggi che ho notato il problema (segnalandolo al supporto tramite canali ufficiali). Lo aggiornerò man mano che avrò novità e lo pubblicherò al termine dell’assistenza, così da riepilogare e permetterti di leggere cosa è successo, cosa ho dovuto fare e com’è andata.

Fitbit Charge HR: cronache da una richiesta di supporto

Di cosa si tratta? Di un prodotto che ho acquistato meno di un anno fa e che mi ha già dato problemi, coperto quindi da garanzia e che ha ceduto in una parte non elettronica, parlo del mio Fitbit Charge HR, protagonista di un articolo Banco Prova di qualche tempo fa:

Fitbit Charge HR: tutto (purtroppo) parte dal polso

Con Fitbit non è stato amore a prima vista, tanti i difetti e le piccolezze che mi hanno fatto storcere il naso, soprattutto quelle relative alla durata della batteria se tenuto in connessione al dispositivo, alla lentezza delle notifiche su Android e altro ancora, vale tutto sommato ciò che ho scritto nell’articolo precedente. A oggi questi problemi non sono stati del tutto risolti. Su alcuni c’è stata (fortunatamente) messa “una pezza” sopra nel corso del tempo e degli aggiornamenti rilasciati, su altri tutto tace ancora.

Ciò che forse meno mi aspettavo era la delicatezza del dispositivo e dei suoi accessori. Un prodotto di questo tipo viene indossato spesso giorno e notte, deve poter vivere insieme a noi, resistendo a ciò che accade. Ricordo bene che dopo pochi mesi (due o tre al massimo) avevo già danneggiato il cavo di ricarica semplicemente tenendolo nella mia borsa (piegato più del dovuto, esattamente come il cavo Lightning del mio iPhone o il microUSB del mio Android che però non hanno mai mostrato segni di cedimento nel tempo), acquistato poi su Amazon e tenuto in teca d’oro con accesso dell’iride per evitare ulteriori scherzi (meglio riderci sopra). Oggi aggiungiamo il bracciale in gomma che custodisce e crea un tutt’uno con il monitor del Fitbit Charge HR, che ha deciso di scollarsi nella sua parte superiore:

Fitbit Charge HR: cronache da una richiesta di supporto 1

22/8/16 – Prima telefonata

Ho chiamato il Call Center di Fitbit al numero pubblicato sul loro sito web (indirizzo: help.fitbit.com/?l=it&cu=1&fs=ContactUs), lo 02 36 009 815, disponibile nella fascia L-V 9:00 – 18:00. Mi ha risposto una gentilissima operatrice che ha aperto immediatamente il caso (dopo una sommaria descrizione del problema e aver verificato il dispositivo associato alla mailbox registrata sul servizio Fitbit) e mi ha indicato gli step da seguire, per la precisione:

  • Fotografia del danno e foglio bianco subito sotto sul quale scrivere il numero del caso che arriverà comodamente via mail (esattamente la foto che vedi poco sopra).
  • Prova di acquisto (ho scaricato la fattura di Amazon e l’ho allegata alla mail di risposta).
  • Qualche dato su di te. Ti viene inviata una lista (all’interno della stessa mail di apertura caso) di domande secche a cui rispondere. Nome, cognome, indirizzo di spedizione, ma soprattutto il colore e la misura del prodotto che Fitbit invierà a destinazione.

Si perché, ammesso che il prodotto sia sotto garanzia, l’azienda ne manda uno nuovo all’indirizzo da te fornito, a costo zero. Io ho incontrato la prima sfiga di percorso, notificata via mail dalla stessa operatrice che ha aperto il mio caso:

Purtroppo in questo momento non abbiamo disponibile la misura L di Charge HR di colore nero o blu. Dovra’ aspettare 2-3 settimane per aver la sostituzione di colore nero.

Se non vuole aspettare puoi scegliere tra gli altri colori.

Poco male. Ho scelto di aspettare il tempo necessario perché vorrei ottenere lo stesso colore e la stessa misura del mio attuale bracciale. Se tu invece pensi di voler cambiare colore beh, il piatto è già praticamente servito! :-)

A conferma della mia scelta, ecco comparire dopo poco una mail del supporto:

Gentile Giovanni,
L’ordine del tuo Charge HR (nero L) e’  in corso di elaborazione. Il numero di conferma è XXXXXXXXX

A breve riceverai un’altra e-mail da Fitbit.com con un collegamento dello stato dell’ordine. Quando l’ordine viene spedito, puoi visualizzare il tracking number. Il rilevatore dovrebbe arrivare entro 5-7 giorni lavorativi dalla data di spedizione.

Ti suggeriamo di smaltire il dispositivo difettoso attraverso il programma di riciclaggio dei componenti elettronici locale.

Non esitare a contattarci per eventuali domande.
Buona giornata.

Ora non devo fare altro che attendere ulteriori aggiornamenti.

19/9/16 – C’è nessuno?

Ieri sera ho inviato una mail, allacciandomi all’ultima ricevuta dal supporto, per richiedere a che punto fosse la spedizione del mio nuovo Fitbit Charge HR. Sono ormai passato a Mi Band 2, non ho fretta, ma ci tengo comunque a essere informato. Ho atteso qualche ora e alle 7:45 del 19/9 ho ricevuto una risposta:

Ciao Giovanni,
Grazie mille per contattarci sarà un piacere dargli l’informazione del suo ordine.

Il ordine QBPREZJ3B è stato spedito il 15 settembre verso le 11:26 del mattino il numero di tracciamento verso DHL è JVGL0596510800028125.

Non tarderà in ricevere il Fitbit di sostituzione, ringraziandola della sua pazienza.

Porgiamo i nostri più disntinti saluti.

Cordialmente,
Paola Gi e il team di Fitbit

Ho immediatamente controllato sul sito di DHL e tutto combacia. A questo punto manca poco, ho sguinzagliato Trackbot per tenere traccia degli spostamenti del pacchetto e in serata ho già ricevuto un aggiornamento, la consegna sta transitando verso Milano, credo che domani il mio Fitbit Charge HR sostitutivo arriverà a destinazione!

Fitbit Charge HR: cronache da una richiesta di supporto 2

20/9/16 – “Replacement Band

Talvolta neanche le tasse sono così puntuali, di certo non si sorride quando si riceve una cartella esattoriale o qualcosa di simile. Il corriere ha consegnato il mio pacco, lo dice anche Trackbot in tempo pressoché reale. Il pezzo di ricambio è arrivato a destinazione e io sono felice che tutto sia filato abbastanza liscio, tempi di attesa a parte (che comunque erano stati messi in conto nel momento in cui ho richiesto la sostituzione con un altro dispositivo di colore nero, non disponibile nel loro magazzino quando ho aperto la segnalazione di “guasto“).

Tutto il contenuto della scatola originale rimane quindi lo stesso in tuo possesso già precedentemente, viene cambiato esclusivamente lo smartband, che dovrà essere ora associato al proprio account Fitbit (lo si fa direttamente da applicazione su iOS o Android) andando a sostituire quello attuale, che potrà essere pensionato (smaltito in modo corretto). Il prodotto dovrebbe arrivare con una carica minima in grado di sopportare queste prime operazioni, dovrai poi caricarlo completamente in un secondo momento.

Fitbit
Fitbit
Developer: Fitbit, Inc.
Price: Free
Fitbit
Fitbit
Developer: Fitbit, Inc.
Price: Free

Un ringraziamento quindi al supporto di Fitbit per aver gestito così correttamente la richiesta (in realtà 3 in totale, considerando che il mio capo ha fatto due richieste di assistenza identiche alla mia, per problemi legati comunque al cinturino anche nel suo caso, evidentemente nato male su questo prodotto).