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ThinkingQuella che ti racconto oggi è una storia che si è già svolta e conclusa. Ho già sperimentato il “metodo” in passato e torna abbastanza comodo per tracciare avvenimenti passati e spiegarli contestualmente al lettore, per permettergli di scoprire cose forse nuove e aiutarlo ad affrontare lo stesso problema nel caso in cui dovesse accadere anche a lui. Se necessario, continuerò ad aggiornare l’articolo segnalandolo opportunamente.

Dopo diversi anni di pacifica convivenza con TIM, io e Ilaria abbiamo ricevuto un messaggio poco simpatico che ci ha portato a ragionare sulla possibilità (e convenienza, nda) di passare a un diverso operatore:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM)

L’offerta di TIM che abbiamo sfruttato per anni ha sempre previsto (al mese) 400 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), 1000 SMS e 2 GB di dati in mobilità (inizialmente in 3G, passati a 4G aggiungendo un euro al mese, poi gratuitamente). Oltre al pacchetto “base” avevamo a disposizione il servizio TIM Music (mai sfruttato, siamo abbonati a Spotify) e la possibilità di chiamarci gratuitamente a vicenda (con un limite di 10000 minuti al mese di conversazione tra di noi, mai neanche sfiorati alla lontana, e vorrei vedere il contrario). Il tutto ha avuto da subito un costo di 10€/mese (11 considerando i mesi di pagamento del 4G come obolo ulteriore, poi tornati però a 10).

Conosciamo diverse persone che, rientrate in TIM da diverso operatore, hanno ottenuto piani molto più ricchi del nostro, a un prezzo più vantaggioso, il vero tallone d’Achille dell’essere già clienti. Nonostante non ci facesse piacere, consideravamo ragionevole la cifra richiesta, e abbiamo continuato a pagarla senza (più o meno) lamentarci, almeno fino a ora. Con la novità annunciata via SMS, saremmo passati a 12€/mese 12€/28gg, ottenendo 2 GB di dati in mobilità in più, ma rimanendo fermi a 400 minuti di telefonate e 1000 SMS (che non servono a nessuno). Per questo motivo abbiamo voluto approfittare dell’offerta di Fastweb dedicata ai già clienti (abbonamento fibra di casa), Fastweb Mobile 500 (esiste anche la versione 250, che però noi abbiamo scartato): ogni mese 500 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), chiamate tra SIM Fastweb gratuite, chiamate gratuite verso un fisso Fastweb a scelta, 500 SMS (che continuano a non servire) e 3 GB di dati in mobilità alla velocità del 4G, il tutto a un costo di 6€/mese 6€/28gg.

Update

Lorenzo mi fa giustamente notare che ho inserito (forza dell’abitudine, mea culpa) la cifra da pagare riportandola per mese, quando in realtà si tratta di fatturazione a 28 giorni, come ormai sdoganato da tutti i provider telefonici (o quasi), con quella fantomatica scusa che ciò migliori la gestione dei pagamenti o chissà cos’altro (la motivazione può variare in base a chi risponde al quesito), quando in realtà si tratta di una tredicesima per il provider, che così porta a casa un mese di pagamento in più alle stesse condizioni di prima (in pratica si tratta di un aumento e nulla più).

Ti racconto cosa è andato per le lunghe e cosa si può fare per mettere in riga le cose (solo a completamento delle operazioni).

Richiesta MNP del 1/3/17

Grazie alla cortesia delle ragazze dello store di Corso Vercelli a Milano, abbiamo aperto la richiesta di MNP per entrambe le SIM, che ora dovranno risultare intestate a mio nome (perché è a mio nome il contratto internet di casa nostra). Chiaramente, nel documento di richiesta della SIM di Ilaria, compaiono entrambe le nostre firme, la SIM di Fastweb sarà intestata direttamente a me, per l’altra invece non cambia nulla (ero già io l’intestatario).

Tutto è in ordine, firmato e pagato (20€/SIM, con traffico quindi incluso per i 3 mesi successivi all’attivazione). Dopo circa un’ora (tra attesa e servizio) possiamo tornare a casa con le nuove SIM che verranno presto attivate.

Primi movimenti (2/3/17)

Tutto tace fino a sera. Sono finalmente arrivati dei segni di vita via SMS sul mio attuale numero TIM, su quello di Ilaria c’è qualcosa in più, e non è affatto piacevole:

Contrariamente alla condizione del trasferimento di Ilaria, sul mio non arriva alcunché riguardo fallimenti di MNP o date di migrazione. Attendo e intanto mi informo riguardo i tempi di passaggio da un operatore all’altro, trovando alcune informazioni particolarmente interessanti a riguardo:

[…]

A novembre 2011, sempre l’AGCOM, ha imposto nuove regole (in vigore da marzo 2012) per le tempistiche della portabilità che dovrà avvenire entro 24 ore altrimenti il cliente potrà chiedere, in maniera non onerosa, un indennizzo non inferiore a 2,5 € per ogni giorno di ritardo (delibera n. 147/11/CIR).[4] In ogni caso l’Autorità ha esonerato l’operatore ricevente dall’obbligo di corrispondere l’indennizzo quando il ritardo è limitato a 48 ore lavorative. L’indennizzo, tuttavia, è dovuto dal terzo giorno di ritardo ed in tal caso vengono calcolati nel risarcimento anche i primi due giorni lavorativi.

fonti utilizzate:
it.wikipedia.org/wiki/Mobile_number_portability#Tempistiche_.28in_Italia.29
cellularitalia.com/comu/comu011211.php

Il problema è che 48 ore lavorative equivalgono a ben 6 giorni composti dalle classiche 24 ore, entro i quali l’operatore dovrà quindi mettersi in pari con il lavoro.

La prima data utile (3/4/17)

Nel caso di Ilaria, non ho informazione alcuna (a oggi). Nel mio caso invece qualcosa si è mosso, è arrivato un nuovo SMS da parte di Fastweb:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 2

Considerando che la richiesta è stata fatta la sera del primo marzo, migrare la mia SIM il giorno 7 dovrebbe far rientrare nei limiti massimi concessi la MNP richiesta, sforando di poco e nulla. Nel caso di Ilaria, teoricamente siamo già oltre il limite, a meno di un ulteriore motivo riguardo il fallimento della migrazione (“noi ci abbiamo provato, TIM ce lo ha impedito“) o qualcosa di simile. Nel frattempo, nulla si muove nella mia area clienti, apparentemente ho solo il contratto della linea fissa con i suoi dettagli, i costi e le bollette già pagate.

Le nuove SIM nell’area personale e il primo pagamento (4/3/17)

Sono comparse entrambe le SIM nell’area personale del mio contratto Fastweb, hanno ancora i numeri temporanei, quelli che ovviamente non utilizzeremo fino a MNP completata, che però hanno già scalato il primo pagamento, la prima mensilità di servizio:

Se pensi anche tu che “qualquadra non cosa” (cit.), allora siamo in due, perché credo che fatturare un servizio prima di iniziare a usarlo sia probabilmente stupido.

Prima MNP terminata (7/3/17)

La mia SIM TIM ha smesso di funzionare, me ne sono accorto al risveglio. Ho quindi inserito la nuova card all’interno del telefono, riavviato il sistema e verificato di avere rete Fastweb. Ho chiamato il mio numero da un diverso cellulare, e il mio smartphone ha cominciato a squillare, la portabilità è certamente andata a buon fine. Poco dopo sono arrivati i messaggi di configurazione automatica per rete internet e MMS, che ho installato utilizzando il codice 1234 quando richiesto a video.

Nel caso in cui tu non riceva i messaggi di configurazione automatica, puoi sempre richiederli tramite sito web di Fastweb, si fa tutto da questa pagina (ed è molto comodo): fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide-configurazioni/smartphone/configura-internet-mobile-sim4g/?from=home-cb.

Nell’applicazione Android dedicata ai clienti Fastweb, il mio numero non compare ancora (c’è ancora quello temporaneo) e non riesco a verificare le soglie di traffico perché il riepilogo va in errore, forse devo attendere che tutto sia a regime e che il mio vero numero sia visibile, ricontrollerò domani. Nel frattempo, in serata e dopo una chiamata con l’ufficio portabilità di Fastweb, sembra che la SIM di Ilaria sia pronta alla migrazione:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 11

Ci siamo? (9/3/17-13/3/17)

9/3/17: Sembra che la SIM di Ilaria sia finalmente passata a Fastweb, nel frattempo ieri il mio credito (poco meno rispetto a quello che in realtà avevo su TIM) è stato migrato alla nuova SIM, non resta che attendere che lo faccia anche quello di Ilaria (anche questo entro i 3 giorni lavorativi post-migrazione della SIM, probabilmente).

13/3/17: Anche il credito di Ilaria è stato migrato, anche lui non completo (aveva circa 40€ sulla SIM TIM).

Abbiamo quindi contattato il call center di Fastweb, atteso (molto) e parlato con un’operatrice che rispondeva dall’Albania, alla quale abbiamo rivolto ogni nostra domanda. Riepilogo brevemente:

  • Avendo richiesto la portabilità in un negozio Fastweb, questo ha dato il via al primo pagamento della mensilità per entrambe le SIM, poiché i numeri provvisori sono stati prontamente attivati e potevano già effettuare del traffico. Trovo che sia stupido non essendo stata completata la MNP, ma posso capirlo. Probabilmente sarebbe il caso di informare il personale di negozio e fare in modo che possa a sua volta allineare i clienti quando si prepara la richiesta di portabilità.
  • Il credito residuo inferiore a quello che si aveva è dovuto al precedente operatore (nel nostro caso TIM) che sembra aver trattenuto una cifra calcolata sul numero di giorni che vanno dall’ultimo rinnovo al giorno in cui viene effettuata la portabilità (se nell’arco delle quattro settimane devi pagare 10€, per una settimana ti scaleranno 2,50€).
  • Il barring (cosa della quale non ho parlato fino a ora, ma che ho preteso venisse attivata) è in pratica inutile con Fastweb, poiché l’operatore non permette di abbonarsi ad alcun servizio a pagamento scalando credito dalla SIM, e questa ritengo che sia un’ottima cosa.

Un po’ di esperienza

Da quando abbiamo ottenuto indietro i nostri numeri di telefono, abbiamo messo alla prova le due nuove SIM. Quello che ho personalmente notato è una sommaria difficoltà nell’allacciarsi alla rete voce, ogni tanto anche a quella dati. Non avevo mai avuto bisogno di riavviare il mio Galaxy S6 per fargli riprendere connettività all’uscita da un cinema con la sala sotterranea, è successo per la prima volta giusto una manciata di sere fa in Duomo.

Sia chiaro, nulla di apocalittico, è solo una curiosità, una sciocchezza. Più è difficile allacciarsi in tempi rapidi alla rete TIM, più batteria si consuma. Ho notato dei piccoli surriscaldamenti dello smartphone in particolari condizioni, ovviamente a risentirne è proprio la sua durata da vivo e vegeto:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 14

Sono abbastanza certo che, vista la recente evoluzione del rapporto Fastweb-TIM, con la conseguente apertura su rete LTE (e non solo), ci siano ancora i presupposti per aspettarsi un buon tuning sulle caratteristiche di connessione verso la rete del monopolista per eccellenza, che rimane comunque una giusta scelta per la qualità di copertura territoriale (siamo seri, TIM prende praticamente ovunque).

Diamo quindi fiducia a Fastweb e alle sue offerte Mobile. Io e Ilaria ci abbiamo creduto e non siamo i soli due in famiglia ad aver effettuato una number portability. Non ci resta che aspettare :-)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

La vita è fatta anche di richieste più semplici, di tanto in tanto. È partito tutto da Ilaria, le piace il piccolo widget di Samsung che ti permette di conoscere la temperatura esterna e il meteo, lo voleva avere anche lei sul suo Motorola. Una rapida occhiata sul Play Store, il vuoto assoluto dell’applicazione di Samsung (peccato, sarebbe stato decisamente più semplice), ed ecco servita la necessità dell’ennesimo work-around, d’altronde se fosse troppo semplice non stuzzicherebbe mai la curiosità.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono

La risposta è sì, si può fare. Prima di cominciare puoi già scaricare l’applicazione adatta, si chiama XWidget e la si trova gratuitamente sul Play Store:

XWidget
Developer: XWidgetSoft
Price: Free

Download

A questo punto è tutta discesa, e sei tu a scegliere che cosa avere sul tuo smartphone. I widget che riproducono quelli originali di Samsung (anche se diversi di pochissimo) esistono già, li ha creati Aatif, uno dei membri di XDA Developers: forum.xda-developers.com/android/apps-games/xwidget-samsung-galaxy-s6-weather-t3045314

Ne ho caricati una copia sul mio account Box, li trovi qui: app.box.com/s/t126dtbfpl6ge539djneeqtj55g34kq7

Tutte e tre le tipologie di widget propongono informazioni complete, contenenti quindi l’ora corrente e le note sul meteo e la temperatura. Io invece, basandomi sulla versione che utilizzo nel mio Galaxy S6, ho voluto modificare il “Pure” di Aatif, al quale ho rimosso l’ora corrente e ridimensionato il tutto per ottenere esclusivamente la temperatura corrente, l’icona meteo, la localizzazione e l’ultimo aggiornamento eseguito. Ho quindi impacchettato i file modificati e li ho caricati su Box: app.box.com/s/vhxnyqjxwwdmor1gu27ckp9l00vgirvx

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 4

Installazione

Scarica il pacchetto che ti interessa direttamente tramite smartphone, quindi usa un gestore di file (quello di fabbrica andrà benissimo) per spostarti all’interno della tua cartella Download e decomprimere il file ZIP appena scaricato. Ora dovresti poter vedere una cartella che al suo interno conterrà ulteriori cartelle (quelle delle 3 tipologie widget, se hai utilizzato il pacchetto originale di Aatif). Tieni premuto su una delle cartelle contenenti i file del widget, seleziona anche le altre due e poi Tagliale.

A questo punto naviga nella cartella di XWidget (si trova nella root della memoria interna), entra in Widgets e incolla qui ciò che avevi precedentemente tagliato:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 1

Il più del lavoro è fatto. Ora non dovrai fare altro che tornare alla Home del tuo Android, scegliere di aggiungere un widget e andare in quelli relativi a XWidget. Scegli la dimensione di partenza (ti suggerisco il rettangolo 2×1) e portarlo dove ti serve.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 2

Una volta posizionato ti verrà richiesto che informazione caricare nel widget, tu dovrai solo spostarti in “Local” e scegliere il pacchetto del widget meteo di Samsung che hai scompattato nella giusta cartella poco fa. Se hai utilizzato il mio pacchetto modificato, il risultato dovrebbe assomigliare a questo:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 3

Nel mio pacchetto ho volutamente rimosso le icone della localizzazione e dell’aggiornamento forzato, poiché ti basta un singolo clic sul widget per ottenere il menu delle funzioni da poter lanciare, comprese le due appena citate.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 5

Il mio consiglio è quello di andare in “Change location” e abilitare l’auto-rilevamento in base alla posizione GPS, così da non dover modificare la città da tenere d’occhio ogni volta che ne hai la necessità :-)

Il tutto è stato provato e ha funzionato (come anticipato a inizio articolo) su un Motorola Moto G di quarta generazione.

Buon inizio settimana!

Del Samsung Galaxy S6 avrai (spero) già letto il pezzo che ho pubblicato poco tempo fa. Del fatto che lui possa essere ricaricato più velocemente però non ne avevo ancora parlato. Credo di non doverti spiegare cos’è la tecnologia Quick Charge (ma posso rimandarti a un buon articolo pubblicato sul sito web di Fastweb, tanto per dire), passerò direttamente a una panoramica su alcuni accessori che ho avuto modo di acquistare per sostituire il set di caricabatterie che ho in casa, in ufficio e in auto, per non rimanere mai a secco di energia.

Quick Charge: auto, casa, ufficio

Ho scelto di tenere il caricabatterie originale Samsung a casa, così da poter caricare rapidamente il mio Galaxy S6 quando necessario. Ho poi acquistato 3 prodotti con tecnologia Quick Charge su Amazon. Uno di questi è tornato all’ovile e mi ha fatto rinunciare all’opzione senza fili, gli altri due sono entrati nel quotidiano, tra pro e contro.

In ufficio: TBS®3518 Qi Wireless Charger

Buona la costruzione (nulla di particolare, valida, nulla più), contenutissimo il costo (in pratica 15€), molto compatto e con il cavo microUSB incluso nella confezione. Prime, con consegna il giorno dopo rispetto all’acquisto. Il TBS®3518 Qi Wireless Charger mi era sembrata la soluzione a metà tra qualità e prezzo per l’ufficio dove -solitamente- mi alzo abbastanza spesso dalla scrivania, portando con me lo smartphone, soggetto quindi al più fastidioso dell’attacca-stacca continuo. Mi ha sempre dato fastidio, volevo risolvere il problema, non ci sono riuscito.

Quick Charge: auto, casa, ufficio, in viaggio

Lo smartphone si è riscaldato molto durante ogni test, in qualsiasi condizione. Ho tolto la custodia, ho tenuto la custodia, ho rimosso il pezzo di metallo che utilizzo per sfruttare al meglio il magnete per il supporto in auto (ne ho parlato qui), ho tenuto quel pezzo (spostandolo dalla posizione centrale a quella più o meno in coda), ho lasciato il telefono poggiato senza mai toglierlo (per più tempo rispetto a quello previsto dal caricabatterie Quick Charge da muro ma anche dal tradizionale 5V 1A di iPhone), e anche togliendolo e rimettendolo più volte nel corso della giornata. Un risultato mai soddisfacente, ma proprio mai. La qualità del prodotto non era evidentemente la migliore, non potevo aspettarmi le stelle (perché S6 non prevede Quick Charge senza fili, ho preso un prodotto senza proprio per saltare a piè pari il problema) ma non ero pronto neanche alle stalle. Neeeeext.

In viaggio: AUKEY Quick Charge 2.0 (1 Quick-AiPower 1 AiPower)

Si tratta di un caricabatterie dalle dimensioni non poi tanto contenute, ma a un prezzo abbordabile (13€ a ora) e che permette di portare con sé un solo dispositivo da attaccare a muro, anche se gli smartphone da caricare sono due. Due come le porte USB, una con tecnologia Quick Charge 2.0 & AiPower, l’altra AiPower ma senza Quick Charge, 30W in totale, perfetto per tenere a bada contemporaneamente Galaxy S6 e iPhone 6. Anche in questo caso consegna Prime in un giorno dopo l’acquisto. AUKEY è una marca già provata e recensita in passato, mi fido, i prodotti sono validi e ne acquisto di nuovi ben volentieri.

Quick Charge: auto, casa, ufficio, in viaggio 1

Messo alla prova (su entrambe le porte USB) svolge il suo mestiere alla perfezione. L’unica pecca è quella già citata qualche riga fa, le dimensioni sono tutto tranne che contenute. Il prodotto ha un suo peso importante, seppur non esagerato, ma risolve il problema del doversi portare due caricabatterie da muro e -di conseguenza- cercare altrettante prese, spesso (per esempio in albergo) un problema, se si vuole tenere gli smartphone sul comodino. Nella scatola del prodotto ho trovato anche un cavo microUSB adatto alla carica rapida.

In auto: AUKEY Quick Charge 2.0 (2 Quick-AiPower)

Ho sostituito il mio precedente Aukey 4.8 Dual USB Car Charger con questo. Ho portato così anche in auto la possibilità di caricare più rapidamente lo smartphone Android, fermo restando che iPhone continuerà invece a caricarsi secondo tempi e modalità che ha sempre avuto. Anche questo, come il fratello maggiore da muro, ha il suo più grande difetto nelle dimensioni. È grande, non sparisce affatto nella presa accendi sigari, è diventato scomodo accedere al controllo degli specchietti della mia vettura.

Lo si acquista da Amazon, anche lui con consegna Prime in un giorno, il prezzo attuale si aggira sugli 11€. Io ho approfittato di uno sconto temporaneo che mi ha permesso di risparmiare un paio di euro circa sul prezzo finale. La scatola contiene due cavi microUSB adatti alla ricarica rapida, un plus che probabilmente altri prodotti non offrono. Messo alla prova, non ha mostrato alcun segno di cedimento o di fatica. Con Galaxy S6 collegato, in funzione e modalità navigatore (che genera il suo bel consumo, nda) e l’iPhone 5S di Ilaria, entrambi hanno giovato della possibilità di lavorare ma non vedere andare a terra la batteria.

In conclusione

Pur avendo rimandato al mittente il primo prodotto, tu potresti trovarlo adatto alla tua specifica esigenza, ignorando i suoi contro che ho rilevato durante i test.

Con una spesa che si aggira sulla 30ina di euro (non considerando il Wireless Charger, nda), dovresti riuscire a portarti a casa due accessori ben realizzati, che possono migliorare l’esperienza d’uso dei tuoi device e velocizzare i loro tempi di ricarica, sfruttando quei tempi “morti” che spesso si creano (per esempio) in auto, quando ci si sposta per lavoro o per andare a fare la spesa, tenendo vivo il tuo smartphone e dandogli un giusto livello di carica contemporaneamente, quello che ti permetterà di arrivare in tranquillità a casa, dove ti aspetta il tuo caricabatterie da muro che porterà a termine il lavoro, e che potrai portare con te ogni volta che lasci casa per qualche giorno.

E tu? Hai suggerimenti o consigli riguardo l’acquisto di altri accessori che potrebbero tornare particolarmente comodi nella quotidianità? Al solito, l’area commenti attende solo il tuo intervento :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutti acquisti Amazon, la mia carta di credito ne sa qualcosa.

Il protagonista della richiesta di supporto sono io, giusto per chiarire, e inizio a scrivere questo articolo oggi che ho notato il problema (segnalandolo al supporto tramite canali ufficiali). Lo aggiornerò man mano che avrò novità e lo pubblicherò al termine dell’assistenza, così da riepilogare e permetterti di leggere cosa è successo, cosa ho dovuto fare e com’è andata.

Fitbit Charge HR: cronache da una richiesta di supporto

Di cosa si tratta? Di un prodotto che ho acquistato meno di un anno fa e che mi ha già dato problemi, coperto quindi da garanzia e che ha ceduto in una parte non elettronica, parlo del mio Fitbit Charge HR, protagonista di un articolo Banco Prova di qualche tempo fa:

Fitbit Charge HR: tutto (purtroppo) parte dal polso

Con Fitbit non è stato amore a prima vista, tanti i difetti e le piccolezze che mi hanno fatto storcere il naso, soprattutto quelle relative alla durata della batteria se tenuto in connessione al dispositivo, alla lentezza delle notifiche su Android e altro ancora, vale tutto sommato ciò che ho scritto nell’articolo precedente. A oggi questi problemi non sono stati del tutto risolti. Su alcuni c’è stata (fortunatamente) messa “una pezza” sopra nel corso del tempo e degli aggiornamenti rilasciati, su altri tutto tace ancora.

Ciò che forse meno mi aspettavo era la delicatezza del dispositivo e dei suoi accessori. Un prodotto di questo tipo viene indossato spesso giorno e notte, deve poter vivere insieme a noi, resistendo a ciò che accade. Ricordo bene che dopo pochi mesi (due o tre al massimo) avevo già danneggiato il cavo di ricarica semplicemente tenendolo nella mia borsa (piegato più del dovuto, esattamente come il cavo Lightning del mio iPhone o il microUSB del mio Android che però non hanno mai mostrato segni di cedimento nel tempo), acquistato poi su Amazon e tenuto in teca d’oro con accesso dell’iride per evitare ulteriori scherzi (meglio riderci sopra). Oggi aggiungiamo il bracciale in gomma che custodisce e crea un tutt’uno con il monitor del Fitbit Charge HR, che ha deciso di scollarsi nella sua parte superiore:

Fitbit Charge HR: cronache da una richiesta di supporto 1

22/8/16 – Prima telefonata

Ho chiamato il Call Center di Fitbit al numero pubblicato sul loro sito web (indirizzo: help.fitbit.com/?l=it&cu=1&fs=ContactUs), lo 02 36 009 815, disponibile nella fascia L-V 9:00 – 18:00. Mi ha risposto una gentilissima operatrice che ha aperto immediatamente il caso (dopo una sommaria descrizione del problema e aver verificato il dispositivo associato alla mailbox registrata sul servizio Fitbit) e mi ha indicato gli step da seguire, per la precisione:

  • Fotografia del danno e foglio bianco subito sotto sul quale scrivere il numero del caso che arriverà comodamente via mail (esattamente la foto che vedi poco sopra).
  • Prova di acquisto (ho scaricato la fattura di Amazon e l’ho allegata alla mail di risposta).
  • Qualche dato su di te. Ti viene inviata una lista (all’interno della stessa mail di apertura caso) di domande secche a cui rispondere. Nome, cognome, indirizzo di spedizione, ma soprattutto il colore e la misura del prodotto che Fitbit invierà a destinazione.

Si perché, ammesso che il prodotto sia sotto garanzia, l’azienda ne manda uno nuovo all’indirizzo da te fornito, a costo zero. Io ho incontrato la prima sfiga di percorso, notificata via mail dalla stessa operatrice che ha aperto il mio caso:

Purtroppo in questo momento non abbiamo disponibile la misura L di Charge HR di colore nero o blu. Dovra’ aspettare 2-3 settimane per aver la sostituzione di colore nero.

Se non vuole aspettare puoi scegliere tra gli altri colori.

Poco male. Ho scelto di aspettare il tempo necessario perché vorrei ottenere lo stesso colore e la stessa misura del mio attuale bracciale. Se tu invece pensi di voler cambiare colore beh, il piatto è già praticamente servito! :-)

A conferma della mia scelta, ecco comparire dopo poco una mail del supporto:

Gentile Giovanni,
L’ordine del tuo Charge HR (nero L) e’  in corso di elaborazione. Il numero di conferma è XXXXXXXXX

A breve riceverai un’altra e-mail da Fitbit.com con un collegamento dello stato dell’ordine. Quando l’ordine viene spedito, puoi visualizzare il tracking number. Il rilevatore dovrebbe arrivare entro 5-7 giorni lavorativi dalla data di spedizione.

Ti suggeriamo di smaltire il dispositivo difettoso attraverso il programma di riciclaggio dei componenti elettronici locale.

Non esitare a contattarci per eventuali domande.
Buona giornata.

Ora non devo fare altro che attendere ulteriori aggiornamenti.

19/9/16 – C’è nessuno?

Ieri sera ho inviato una mail, allacciandomi all’ultima ricevuta dal supporto, per richiedere a che punto fosse la spedizione del mio nuovo Fitbit Charge HR. Sono ormai passato a Mi Band 2, non ho fretta, ma ci tengo comunque a essere informato. Ho atteso qualche ora e alle 7:45 del 19/9 ho ricevuto una risposta:

Ciao Giovanni,
Grazie mille per contattarci sarà un piacere dargli l’informazione del suo ordine.

Il ordine QBPREZJ3B è stato spedito il 15 settembre verso le 11:26 del mattino il numero di tracciamento verso DHL è JVGL0596510800028125.

Non tarderà in ricevere il Fitbit di sostituzione, ringraziandola della sua pazienza.

Porgiamo i nostri più disntinti saluti.

Cordialmente,
Paola Gi e il team di Fitbit

Ho immediatamente controllato sul sito di DHL e tutto combacia. A questo punto manca poco, ho sguinzagliato Trackbot per tenere traccia degli spostamenti del pacchetto e in serata ho già ricevuto un aggiornamento, la consegna sta transitando verso Milano, credo che domani il mio Fitbit Charge HR sostitutivo arriverà a destinazione!

Fitbit Charge HR: cronache da una richiesta di supporto 2

20/9/16 – “Replacement Band

Talvolta neanche le tasse sono così puntuali, di certo non si sorride quando si riceve una cartella esattoriale o qualcosa di simile. Il corriere ha consegnato il mio pacco, lo dice anche Trackbot in tempo pressoché reale. Il pezzo di ricambio è arrivato a destinazione e io sono felice che tutto sia filato abbastanza liscio, tempi di attesa a parte (che comunque erano stati messi in conto nel momento in cui ho richiesto la sostituzione con un altro dispositivo di colore nero, non disponibile nel loro magazzino quando ho aperto la segnalazione di “guasto“).

Tutto il contenuto della scatola originale rimane quindi lo stesso in tuo possesso già precedentemente, viene cambiato esclusivamente lo smartband, che dovrà essere ora associato al proprio account Fitbit (lo si fa direttamente da applicazione su iOS o Android) andando a sostituire quello attuale, che potrà essere pensionato (smaltito in modo corretto). Il prodotto dovrebbe arrivare con una carica minima in grado di sopportare queste prime operazioni, dovrai poi caricarlo completamente in un secondo momento.

Fitbit
Developer: Fitbit, Inc.
Price: Free
Fitbit
Developer: Fitbit, Inc.
Price: Free

Un ringraziamento quindi al supporto di Fitbit per aver gestito così correttamente la richiesta (in realtà 3 in totale, considerando che il mio capo ha fatto due richieste di assistenza identiche alla mia, per problemi legati comunque al cinturino anche nel suo caso, evidentemente nato male su questo prodotto).

Xiaomi Mi Band 2

Gioxx  —  26/09/2016 — 2 Comments

Dopo circa un anno di servizio del mio Fitbit Charge HR (qui la sua recensione), ho scelto di avventurarmi nelle lontane terre cinesi (si fa per dire) scegliendo di acquistare e provare lo Xiaomi Mi Band 2, fratello maggiore di una prima fortunata versione -tra l’altro- ancora disponibile e abbastanza diffusa. Non c’è ancora un buon mercato facilmente accessibile per il Mi Band 2, in Italia si trova a prezzi medio-alti, si può acquistare all’estero (in Cina, appunto) e farselo spedire, a mezzo posta ordinaria oppure scegliendo un corriere, occhio però allo sdoganamento. Ti racconto la mia esperienza.

Xiaomi Mi Band 2 2

Prima di entrare nel dettaglio di cosa mi è piaciuto e cosa no sul Mi Band 2, vorrei dedicare un piccolo spazio a un pensiero. Ancora una volta faccio riferimento alla chat di gruppo dove, con qualche amico, si parla sempre del più, del meno, della tecnologia e di qualsiasi altro argomento abbia senso discutere. Estraggo un pezzo di Marco che –seppur riferito ad altro– si adatta benissimo alla situazione (Marco, vale quanto detto a Luca l’ultima volta, poi te lo restituisco ;-)):

Una volta, quando le cose funzionavano bene, la concorrenza si faceva sul prezzo al ribasso. Offrire qualità simile o uguale a minor costo. Adesso ci vogliono convincere che il posizionamento di prezzo è la qualità del prodotto e buona parte delle persone ci crede…

Perché lo riporto qui? Perché credo che spesso ci si dimentichi che a fare del prodotto un buon prodotto, sia la qualità complessiva della realizzazione e la soddisfazione finale del cliente. Non la marca, non il prezzo. Spesso, troppo spesso, quest’ultimo viene fatto lievitare per dare la falsa impressione che per ottenere la “vera qualità” bisogna pagare, un po’ a occhi chiusi, qualsiasi cifra. Forse capirai tu stesso il confronto diretto tra qualche riga.

Mi Band 2

Un 2 che sta a significare evoluzione, imparare dagli errori, ascoltare i feedback degli utenti che nel frattempo hai saputo far innamorare del prodotto, ormai sempre più in crescita. La mia personale esperienza non è partita poi benissimo.

Occhio alle spese!

Ho voluto provare a effettuare l’acquisto all’estero, non lo facevo da qualche tempo ormai, sono passato per GeekBuying, che si è comportata benissimo. L’errore è stato mio perché volevo velocizzare i tempi (le consegne dal mercato asiatico a noi, tramite posta ordinaria, avvengono in circa 40 giorni lavorativi, un’eternità), e ho quindi scelto di affidare la consegna a DHL, che ovviamente ha dovuto sdoganare il pacco all’aeroporto di Orio al Serio, caricando sul mio groppone ulteriori 21€ tra tasse e balzelli. Insieme al costo del Mi Band 2 ho raggiunto i quasi 50€ richiesti da Amazon (con spedizione Prime in un giorno).

Unboxing e registrazione

Poco male, si paga ovviamente con la coda in mezzo alle gambe ma con la stessa voglia di un bambino pronto a scartare il pacco del suo regalo di Natale. Il sensore è parzialmente carico (31%), lo faccio alloggiare nel cinturino in gomma morbida nera che si trova nella piccola scatola che contiene tutto il necessario. Giusto il tempo di scaricare l’applicazione ufficiale sul mio smartphone Android, si parte.

Mi Fit
Price: Free

Prima rogna da risolvere: la registrazione dell’account è obbligatoria (tutto nella normalità) ma non arriva nulla a destinazione, nessuna mail di conferma per chiudere il cerchio. Un paio di prove ancora, cambio addirittura indirizzo di posta elettronica nel form sostituendo il mio principale con un GMail, niente da fare. Fortunatamente c’è la possibilità di procedere dimostrando la propria identità tramite Facebook. Ostacolo superato (e se non avessi voluto utilizzare il Social Network?).

Da qui in poi il passo è breve. L’applicazione cercherà il sensore più vicino, accoppiamento, aggiornamento del firmware, tutto pronto per partire, le statistiche sono appena state resettate perché mi è stato associato ex-novo il prodotto.

Esperienza d’uso

È inevitabile il confronto. Arrivo dalla scuola Fitbit, più precisamente dal mio Charge HR, che ovviamente ho voluto mantenere sul polso durante il primo periodo di utilizzo di Mi Band 2, gironzolando allegramente con un doppio bracciale, che Angry Nerds levati proprio. Ho fatto qualche passeggiata, ho svolto la regolare attività lavorativa (maledettamente sedentaria), ho dormito continuando a indossare entrambi i prodotti, li ho voluti confrontare in maniera più che diretta.

Una volta passata la mezzanotte del primo giorno di convivenza è stato possibile fare un reale confronto diretto, ovviamente tenendo impostato ciascun bracciale sul braccio definito nell’applicazione (entrambi ti permettono di dichiarare se stai indossandoli sul dominante o no, così da regolarsi di conseguenza con i movimenti e i dovuti calcoli). Ciò che più mi ha colpito è stata la differenza tra i passi, immediatamente visibile. Se Mi Band 2 alle 7 del mattino mi diceva di non aver rilevato alcun passo fatto, Fitbit Charge HR ne segnava già 12. Aveva ragione il Mi Band 2, non mi ero alzato quella notte, solitamente lo faccio per andare a bere, ma non quella notte.

La stessa schermata, analizzata all’ora dell’aperitivo (circa) parlava chiaro:

Xiaomi Mi Band 2 1

2620 passi di differenza. Imbarazzante credo sia la parola più adatta. Chi ha ragione? Chi torto? Ammettendo che la verità stia sempre nel mezzo, posso considerare di aver camminato per un totale (circa) di 5000 passi? Perché questo divario pazzesco? Mi ero accorto che Fitbit Charge HR tendeva a esagerare (me ne ero lamentato nella sua recensione), ma non pensavo davvero così tanto, anche considerando un po’ di parsimonia da parte di Xiaomi e del suo Mi Band 2.

Dopo altre 72 ore di convivenza, decido di abbandonare Fitbit Charge HR e dedicarmi solo a Mi Band 2. Ti racconto quindi le impressioni sull’utilizzo, basandomi anche sulla curiosità di un amico che contemporaneamente ha acquistato una marca e un modello competitor (fascia economica cinese) con il quale si trova tutto sommato bene (ciao Matteo!), lamentando problemi nella sola durata della batteria.

La batteria

È quella che fino ad oggi non ha rivali. Il prodotto è meravigliosamente ottimizzato, lo scorso 6 settembre mi è stato consegnato al mattino con il 31% (come detto a inizio articolo), configurato, aggiornato perché l’applicazione ha trovato un nuovo firmware, utilizzato in maniera continuativa, giorno e notte. Il 12 settembre sono arrivato ad avere circa il 3% di carica residua alle 14:30. A quel punto ho ovviamente smontato il sensore e utilizzato il cavo proprietario che fa un po’ da culla andando a toccare i piedini di ricarica.

Xiaomi Mi Band 2 3 Battery

A tal proposito: la batteria ha necessitato di una ricarica durata poco più di due ore e mezza da porta USB del mio PC. Non so se questo è un giusto intervallo di tempo, non so ancora se collegando il cavo a un caricabatteria da muro posso ottenere risultati migliori. In ogni caso, la culla di ricarica è sicuramente migliore del cavo di ricarica proprietario di Fitbit, che invece si rovina facilmente dopo alcuni utilizzi, allentando un attimo la presa con lo smartband, ma che riesce a caricare Fitbit molto più rapidamente (anche da porta PC). La batteria di Mi Band 2 ha una capacità di 70mAh, non viene invece specificato il valore sul sito o sul manuale di Fitbit Charge HR.

Xiaomi Mi Band 2 15

Mi pare che la promessa di Xiaomi, pubblicata anche sul loro sito, venga in effetti mantenuta (si parla di una durata di batteria pari a 20 giorni, che in realtà potrebbero venir superati considerando l’immagine che ti ho mostrato qui sopra).

È comodo?

Si, abbastanza. Secondo me il cinturino è un pelo troppo debole, ricordo ancora bene il SONY SWR10 che ho usato per molto tempo, a clip simile a quella proposta da Xiaomi, ma doppia e non singola. Fitbit Charge HR è davvero difficile da togliere, per esempio, poiché volutamente realizzato come un classico cinturino da orologio.

Mi Band 2, indossato sul polso dominante per il primo periodo di test, mi si è slacciato facendomi quasi perdere il sensore due o tre volte. Immaginare la stessa scena dentro l’acqua di una piscina o in un altro scenario genera ansia. Sia messo a verbale che questa cosa nn mi è più capitata da quando ho cambiato polso rendendo Mi Band 2 il principale, passato quindi al polso non dominante.

Esteticamente Mi Band 2 non può passare inosservato, non è omogeneo come l’alternativa Fitbit, è più spesso anche se più stretto. Di buono c’è che il cinturino lo si può cambiare, scegliendone magari uno di terza parte con migliore chiusura, più colorato, più adatto al proprio stile di vita o spirito. Il prodotto sta tutto nel sensore, non certo in un pezzo di gomma intercambiabile (Fitbit Charge HR va cambiato per qualsiasi problema al cinturino, te lo ricordi?).

E l’applicazione?

Secondo me parecchio migliorabile. Non le manca nulla per ciò che riguarda le misurazioni, ma un tocco estetico più simile a quello di Fitbit non farebbe affatto male, non c’è una vera logicità e una possibilità di approccio più semplice. L’applicazione va studiata, ci si deve perdere un attimo di tempo, una volta abituati non si noterà più nulla (o quasi), io continuo ancora a preferire quella di Fitbit nonostante la versione Android sia indietro rispetto a quella iOS (negli ultimi tempi utilizzavo quella per sincronizzare le mie statistiche, la preferivo già per la possibilità di verificare l’avanzamento di sincronizzazione).

A proposito di sincronizzazione. Sono molto, molto colpito. La velocità delle notifiche è fantastica, così come lo scambio dati di giornata che andrà a registrare gli avanzamenti nell’app ufficiale, nel proprio account ma soprattutto (volendo) su Google Fit, così da tenere traccia proprio di tutto e rendere possibile la consultazione via PC. Mai avuta una velocità così con Fitbit, ho sempre lamentato una latenza insopportabile tra smartphone (Android) e bracciale, talvolta arrivando a secondi interminabili che rendevano completamente inutile l’avviso di chiamata, unico tipo di notifica disponibile su Charge HR.

Qui l’unico problema delle notifiche app deriva dal limite massimo di 5 configurabili oltre quelle già previste dall’applicazione ufficiale e dal firmware del prodotto, che andranno a mostrarsi su Mi Band 2 con la stessa identica icona “App” (questo il testo contenuto proprio in quella icona, che comparirà in contemporanea con la vibrazione dello smartband), potenzialmente inutile dato che non è possibile fare distinzione tra le applicazioni che vogliono richiamare la tua attenzione (ergo: less is better, meno applicazioni si configurano per la notifica “App”, meglio è, il non plus ultra sarebbe averne solo una).

Cosa manca?

Impossibile non confrontare ancora una volta i due prodotti che ho avuto modo di mettere più alla prova.

Sveglie

Contrariamente al Fitbit Charge HR, Mi Band 2 non permette di visualizzare le eventuali sveglie configurate da applicazione, è una voce completamente mancante all’appello di quelle visualizzabili tramite smart-band. Se con la sveglia a singolo giorno tutto sommato può andare giù (bisogna solo ricordarsi di andarla a programmare sullo smartphone), con quelle ripetitive la storia cambia. Ci si dimentica facilmente di averle inserite proprio perché ci si fa l’abitudine.

Se ci si prende qualche giorno libero, quasi sicuramente ci si dimenticherà di disattivare il risveglio con vibrazione. Te ne accorgerai però solo al mattino successivo, quando Mi Band 2 ti farà aprire gli occhi e ti ricorderai (tardi) che in realtà non c’era alcun bisogno di alzarsi dal letto :-)

Può essere un buon suggerimento per gli sviluppatori di Xiaomi?

Tra date odierne e piani di scale

Forse più adatta alla voce riguardante le sveglie, quella sulla data trova spazio in questo minuscolo paragrafo perché in realtà riprende l’ultima frase del precedente, quella dove ti parlavo di suggerimenti agli sviluppatori.

Evidentemente non ero il solo a pensare che nel -seppur piccolo- monitor di Mi Band 2, ci sarebbe potuto essere quello spazio adatto alla data odierna, cosa molto comoda che ho imparato ad apprezzare su Fitbit e sulla quale ho fatto affidamento nel caso in cui si perda memoria del giorno preciso in cui ci si trova, costringendoti così a prendere lo smartphone o recuperare un calendario da scrivania. Neanche a farlo apposta, durante la stesura dell’articolo (in più puntate, nda) il Mi Band 2 ha ricevuto una nuova versione del firmware, la quale ha portato alcune novità, tra cui proprio la possibilità di modificare la visualizzazione del monitor includendo la data odierna, nella modalità giorno (esteso, scritto, in inglese), mese (anch’esso in inglese, ridotto, Sep per September per esempio), giorno (sembrerebbe a doppia cifra, ma potrò esserne sicuro solo tra una manciata di giorni a partire dalla pubblicazione di questo pezzo). Un gran bel lavoro ragazzi!

Xiaomi Mi Band 2 18

Per le scale invece, attualmente nulla da fare. Sul Mi Band 2 mancano i dati riguardo i piani di scale saliti. È una particolarità che avevo gradito su Fitbit Charge HR, dato che lavoro in una piccola palazzina da 2 piani (oltre il piano terra), e spesso faccio la trottola tra un piano e l’altro inseguendo utenti che lamentano problemi. A fine giornata davo un’occhiata a quanti piani avevo macinato, ovviamente anche loro contribuivano al resto delle statistiche raccolte e alle calorie bruciate, cosa che qui non risponde certo all’appello. Chissà, magari verrà integrata anche questa :-)

In conclusione

Ormai dovresti conoscermi. Non sono solito concludere un articolo con un voto, né tanto meno con una di quelle valutazioni che in un colpo solo ti fanno capire se devi correre sul tuo e-commerce preferito per spendere i tuoi soldi oppure no. Credo di averti messo a disposizione ogni informazione utile alla tua valutazione e sono comunque a disposizione per discutere ulteriormente del prodotto nell’area commenti, nel caso non avessi detto proprio tutto o tu voglia conoscere un particolare dettaglio di Mi Band 2.

Nel frattempo ho già acquisto un secondo cavo di ricarica (così lo posso tenere in ufficio e lasciare quello originale a casa) che probabilmente non è attualmente disponibile su Amazon (in questo caso, ti consiglio di prendere direttamente il pacchetto da due, c’è una bassissima differenza di prezzo tra i due).

Xiaomi Mi Band 2 19

Fai clic sull’immagine per ingrandire.

Non mi resta che ringraziarti per essere arrivato fino a qui, sperando che questo pezzo ti sia piaciuto. Ci ho messo del tempo ma credo ne sia valsa la pena (almeno lo spero). Quello che trovi qui a fianco è il QR code che corrisponde al mio utente Mi Band 2, aggiungimi se ti va :-)

Cheers.

immagine featured: Digital Trends

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato da GeekBuying, sdoganato (rimettendoci circa 20€ oltre il costo del prodotto e del trasporto), arrivato qui grazie a DHL.