Archives For Widget

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

La vita è fatta anche di richieste più semplici, di tanto in tanto. È partito tutto da Ilaria, le piace il piccolo widget di Samsung che ti permette di conoscere la temperatura esterna e il meteo, lo voleva avere anche lei sul suo Motorola. Una rapida occhiata sul Play Store, il vuoto assoluto dell’applicazione di Samsung (peccato, sarebbe stato decisamente più semplice), ed ecco servita la necessità dell’ennesimo work-around, d’altronde se fosse troppo semplice non stuzzicherebbe mai la curiosità.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono

La risposta è sì, si può fare. Prima di cominciare puoi già scaricare l’applicazione adatta, si chiama XWidget e la si trova gratuitamente sul Play Store:

XWidget
XWidget
Developer: XWidgetSoft
Price: Free

Download

A questo punto è tutta discesa, e sei tu a scegliere che cosa avere sul tuo smartphone. I widget che riproducono quelli originali di Samsung (anche se diversi di pochissimo) esistono già, li ha creati Aatif, uno dei membri di XDA Developers: forum.xda-developers.com/android/apps-games/xwidget-samsung-galaxy-s6-weather-t3045314

Ne ho caricati una copia sul mio account Box, li trovi qui: app.box.com/s/t126dtbfpl6ge539djneeqtj55g34kq7

Tutte e tre le tipologie di widget propongono informazioni complete, contenenti quindi l’ora corrente e le note sul meteo e la temperatura. Io invece, basandomi sulla versione che utilizzo nel mio Galaxy S6, ho voluto modificare il “Pure” di Aatif, al quale ho rimosso l’ora corrente e ridimensionato il tutto per ottenere esclusivamente la temperatura corrente, l’icona meteo, la localizzazione e l’ultimo aggiornamento eseguito. Ho quindi impacchettato i file modificati e li ho caricati su Box: app.box.com/s/vhxnyqjxwwdmor1gu27ckp9l00vgirvx

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 4

Installazione

Scarica il pacchetto che ti interessa direttamente tramite smartphone, quindi usa un gestore di file (quello di fabbrica andrà benissimo) per spostarti all’interno della tua cartella Download e decomprimere il file ZIP appena scaricato. Ora dovresti poter vedere una cartella che al suo interno conterrà ulteriori cartelle (quelle delle 3 tipologie widget, se hai utilizzato il pacchetto originale di Aatif). Tieni premuto su una delle cartelle contenenti i file del widget, seleziona anche le altre due e poi Tagliale.

A questo punto naviga nella cartella di XWidget (si trova nella root della memoria interna), entra in Widgets e incolla qui ciò che avevi precedentemente tagliato:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 1

Il più del lavoro è fatto. Ora non dovrai fare altro che tornare alla Home del tuo Android, scegliere di aggiungere un widget e andare in quelli relativi a XWidget. Scegli la dimensione di partenza (ti suggerisco il rettangolo 2×1) e portarlo dove ti serve.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 2

Una volta posizionato ti verrà richiesto che informazione caricare nel widget, tu dovrai solo spostarti in “Local” e scegliere il pacchetto del widget meteo di Samsung che hai scompattato nella giusta cartella poco fa. Se hai utilizzato il mio pacchetto modificato, il risultato dovrebbe assomigliare a questo:

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 3

Nel mio pacchetto ho volutamente rimosso le icone della localizzazione e dell’aggiornamento forzato, poiché ti basta un singolo clic sul widget per ottenere il menu delle funzioni da poter lanciare, comprese le due appena citate.

Come utilizzare il widget Meteo Samsung su un diverso telefono 5

Il mio consiglio è quello di andare in “Change location” e abilitare l’auto-rilevamento in base alla posizione GPS, così da non dover modificare la città da tenere d’occhio ogni volta che ne hai la necessità :-)

Il tutto è stato provato e ha funzionato (come anticipato a inizio articolo) su un Motorola Moto G di quarta generazione.

Buon inizio settimana!

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Lo so, siete tra quelli che probabilmente non utilizzano l’area di notifica laterale di OS X, io la utilizzo (poco, ma la utilizzo) e ho trovato un widget molto comodo per controllare Spotify quando questo è in esecuzione permettendomi di mettere in pausa, avanzare o indietreggiare nella playlist. Si tratta di Spotify4Me, progetto completamente pubblicato e disponibile su Github.

Schermata 2015-01-11 alle 11.35.56

La procedura di installazione è molto rapida. Vi basterà scompattare il file di archivio (github.com/pistolenernie/Spotify4Me/archive/master.zip), copiare nelle Applicazioni “Spotify4Me.app” (si, potete eliminare tutto il resto della cartella), avviarlo e chiudere la finestra che necessariamente si aprirà. A questo punto andando nella barra delle notifiche laterali noterete un nuovo widget disponibile da aggiungere in colonna. Vi ricordo che nel caso in cui Spotify fosse chiuso il widget sparirebbe lasciando spazio agli altri, comparirà solo se il programma è aperto e avete avviato almeno un canzone (da quel momento in poi potrete utilizzarlo come un vero e proprio telecomando).

Buon ascolto! :-)

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Questo articolo non sarà cosa semplice e lo dico adesso che ho iniziato a buttare giù una serie di “appunti” che nel corso dei prossimi giorni svilupperò cercando di raccontare la mia personale esperienza con il Sony Xperia Z2, il meglio che la casa giapponese mamma anche di PlayStation ha attualmente da offrire non considerando l’arrivo dello Z3 (e delle sue varianti) nel corso dell’IFA di quest’anno e che presto riusciremo a vedere anche in Italia.

Qualche tempo fa ho chiesto a Sony la possibilità di avere a disposizione il terminale ed il suo Smartband perché davvero curioso di capire quanto Android fosse evoluto nel frattempo e con quanta facilità io -amante di iOS e dispositivi Apple- sarei riuscito a portare il mio set di applicazioni, configurazioni e abitudini su un diverso sistema operativo.

xperia-z2-the-right-accessories-765ead40cc14d305fb6b10a982610987-940

In questo articolo voglio parlare del sistema operativo e dello specifico terminale, avrò modo di pubblicare qualche considerazione riguardo Smartband (SWR10) in un prossimo post. Qui di seguito vi “racconto” ciò che di getto ho scritto e in seguito approfondito con piccoli paragrafi dedicati.

Android: questo evoluto

baby-androidUna parentesi doverosa: avevo visto Android ai suoi albori, ci avevo giocato, lo avevo messo sotto torchio e l’ho emulato nel corso del tempo per confrontare applicazioni e modi di interagire con l’utente finale. Nel 2007 avevo già messo mano su iPhone (americano, l’unico disponibile) e di strada da fare -per la creatura di Google- ce n’era molta (nonostante quella favolosa pecca duratura del mancato copia & incolla in iOS, tanto per citarne una).

Nel corso di questi anni la storia è cambiata, sono cambiati i protagonisti e tra un “break & l’altro” Google ha pubblicato una versione 4.4 degna della massima attenzione. Una maturità sudata, ricercata, che lascia ampio spazio alla più classica delle domande dell’utilizzatore finale: perché pagare di più per avere un ecosistema che un competitor è in grado di sostituire egregiamente? Google può vantare un servizio di posta elettronica fantastico e più diffuso dell’ossigeno che respiriamo (GMail), un’agenda alla quale -almeno personalmente- non potrei chiedere altro (Calendar), una rubrica in grado di conservare ogni dettaglio di persone che fanno parte della mia vita (Contacts). Si può anche parlare di Drive che fino all’arrivo di iOS 8 non aveva certo portato iCloud a competere (e che ora ha visto nascere iCloud Drive appositamente) ma personalmente continuo a preferire un terzo player (Dropbox) che svolga solo ed esclusivamente quel “mestiere“. Ai tre colossi fondamentali si aggiungono poi una serie di servizi di secondaria importanza che offrono una valida alternativa (Keep al posto di Note, tanto per citarne uno, ma vale anche Tasks che è integrato in GMail al posto di Promemoria).

Per le applicazioni quasi non serve parlare. Il divario è stato ampiamente colmato e nonostante quella grossa differenza di numeri che ancora tra i due esiste e li mette su piani differenti, sul Play Store le applicazioni principali, le più importanti o per lo meno le più utili a fini lavorativi esistono già da tempo. Chi oggi pretende di sviluppare scegliendo solo una delle due piattaforme è destinato a morire. Non si può imboccare un bivio in maniera così netta , soprattutto quando si parla di nazioni dove il tabulato degli acquisti di terminali riporta Apple in un terzo posto chiaramente immeritato e che in altre parti del mondo ribalta completamente le sue sorti, dove bisogna già considerare che il budget dedicato allo sviluppo deve certamente prevedere fondi per quel terzo “ormai non più così piccolo” Windows Phone.

Android è diventato maggiorenne e come ogni maggiorenne che si rispetti può ogni tanto fare le sue cazzate ma ha già imboccato la giusta via per diventare un adulto robusto, in salute e pronto e sopportare ogni tipo di lavoro gli si chieda di portare a termine, ora si comincia sul serio a ragionare.

Il telefono

Questo articolo è dedicato a Sony Xperia Z2 e vuole riservargli uno spazio che possa far conoscere questo terminale anche a coloro che non hanno avuto l’occasione di provarlo e che magari potrebbero decidere di investire qualche soldino in un hardware di non ultimissima generazione che però si comporta più che bene ancora oggi, e che può soddisfare molte delle esigenze lavorative e di divertimento quotidiano che ciascuno di noi ricerca in uno smartphone. Diversi clienti decidono -me compreso- di far “passare una generazione” quando si sceglie di acquistare un nuovo telefono, serve in un certo senso a creare una knowledge base riguardo quello specifico dispositivo, soluzioni ai problemi più comuni, difetti ormai ben noti e ampiamente discussi nel web. Con Apple ho sempre preferito saltare una generazione soprattutto per questo motivo ma anche perché la società di Cupertino -come succede con Microsoft- è abituata a tirare fuori un terminale nuovo, subire le ire degli utilizzatori a causa di scelte discutibili e quindi tirarne fuori uno nuovo corretto che accontenti tutti (tranne coloro che hanno già speso i soldi poco tempo prima).

Xperia-Z2

Sony è andato così a prendere posto sull’altro piatto della bilancia dopo aver fatto arrivare sugli scaffali uno Xperia Z1 che in molti hanno criticato per tanti aspetti, non entrerò nel merito della cosa ma volendo potete lanciare una ricerca su Google e investire un po’ del vostro tempo per leggere opinioni e recensioni sul primo nato della serie. Sony Xperia Z2 risolve quei problemi, integra novità su tutti i fronti ma soprattutto nasce poco customizzato (il più grande tallone d’Achille di Google è proprio la frammentazione del suo sistema operativo), stabile e duraturo (batteria). Sono 3 aggettivi che vogliono complimentarsi con chi questo telefono lo ha pensato e realizzato, sono rimasto particolarmente soddisfatto del prodotto e questo grosso modo è il senso dell’articolo intero.

L’hardware

Solido, grande (troppo per chi arriva da iPhone 4S), stiloso grazie ad alcuni colori ben azzeccati (tra cui il viola brillante che Sony mi ha fornito) , con una memoria da 16GB subito disponibile (di cui 12 liberi, 4 servono al firmware, occhio) ma assolutamente espandibili grazie allo slot microSD che permette a tutti di portare la memoria interna ai 128GB di limite (e ad un prezzo decisamente accessibile rispetto al divario imposto all’atto dell’acquisto di un iPhone, ndr), un processore Snap Dragon Quad Core da 2.3GHz con 3GB di RAM dedicati, una dotazione non da tutti (soprattutto all’attuale prezzo). Si tratta di una piccola console che è capace di rimanere all’interno della tasca dei vostri jeans con un monitor brillante, una reattività innata e una batteria non dovrebbe lasciarvi a piedi quando siete ormai arrivati al termine del campionato di corse che avete cominciato a giocare nella sala d’aspetto del vostro dottore ;-)

Per non smentirsi (visto il loro principale ambito di business) Sony ha poi inserito a bordo una fotocamera da 20Mpixel (20,7 per la precisione) che è in grado -tra l’altro- di registrare video in 4K (risoluzione a 3840×2160, alla salute del Full HD che si ferma ai classici 1080px), il tutto basato sul proprio sensore immagini e la tecnologia G Lens che permettono scatti di buona qualità anche con luce ambientale scarsa, cosa che si nota immediatamente giocando con l’applicazione fotografica già a bordo del sistema. Lo zoom concesso è di 3x per mantenere l’alta qualità promessa, si arriva però fino al 8x in digitale (ma occhio perché ho notato un prevedibile decadimento di bellezza e dettaglio negli scatti). Vedere poi scatti, video e qualsiasi altra cosa su quel monitor Full HD Triluminos è davvero goduria pura, quella stessa sensazione provata quando finalmente Apple aveva dato alla luce il suo Retina (che comunque dà il meglio di sé sui monitor dei Macbook!). Più leggero di alcuni competitor è comunque più “grassoccio” del mio iPhone 4S, di soli 20 grammi circa è vero, è poca roba se penso a quanto è grande, giustificato per stavolta.

NFC, Bluetooth, LTE, DLNA, tethering e molto altro sono ormai parte di un pacchetto più che standard quando si parla di Android e di produttori di un certo tipo. Sony ci crede parecchio aggiungendo anche altre funzioni che andranno ad integrarsi con prodotti della stessa società e applicazioni sviluppate appositamente per migliorare l’esperienza Xperia. Io ho personalmente scelto di tenerne solo alcune, le altre sono finite nel dimenticatoio, senza aggiornamenti e con le notifiche disattivate perché tutto sommato si vive bene anche senza e -come detto già prima- la frammentazione del sistema Android causata proprio da questa folle customizzazione del sistema di base è un qualcosa che già poco sopporto nell’ambito PC (di qualsiasi tipo) quando i produttori decidono di infarcirli con i loro software mai richiesti dal cliente finale, troppo spesso inutilmente e ingiustificatamente esosi di risorse.

Il software

Ho già riservato una sufficiente parentesi ad Android e non voglio tediarvi ulteriormente. Posso solo aggiungere che tutto è sempre migliorabile e personalizzabile secondo gusti ed esigenze, questo KitKat 4.4 non fa eccezione alcuna e su Xperia potrete modificare il launcher (passato immediatamente a Nova) nonostante la validità e la fluidità di quello proposto dalla casa nipponica tanto quanto la tastiera (bella quella Sony, davvero, però continuo a preferire Swiftkey) e la lista potrebbe continuare da qui alla prossima settimana (soprattutto se si chiede in giro su cosa sia meglio utilizzare.

Android_Logo_2014

Gli aggiornamenti del sistema Android passano ovviamente per Sony, sarà quest’ultima a rilasciarli e permetterne l’installazione tramite un updater interno che da quando mi è stato consegnato il telefono ha già potuto fare un ciclo di upgrade (anche se minore) portando la versione OS di questo Xperia Z2 all’attuale 4.4.2 che -pur non essendo l’ultima realmente rilasciata da Google- è stabile e permette un utilizzo più che soddisfacente del telefono, fermo restando che il web è pieno di guide che spiegano come fare il salto all’ultima release e che ormai farlo sia diventato un gioco alla portata (più o meno) di tutti.

La cosa più importante di tutto? Ho potuto, con un po’ di impegno, portare il mio ambiente iOS su Android e notare quanto questo sia fruibile alla stessa maniera. Certo ho modificato alcune abitudine e cambiato applicazioni che funzionavano solo sul primo OS citato, eppure oggi sono in grado di lasciare il mio iPhone 4S personale a casa e non preoccuparmi assolutamente di cosa possa io aver dimenticato nel passaggio da uno all’altro. Tutte -ma proprio tutte- le applicazioni fondamentali sono a portata di mano in Xperia Z2 e non ho mai sentito l’esigenza di rimettere mano su quello smartphone che sicuramente si sentirà abbandonato e tradito. Resta scoperto un solo tasto per il quale vi chiedo un parere: il backup. Android è in grado di fare un backup di tutte le cose più importanti su scheda microSD o su cloud tramite applicazioni di terze parti. iOS usa iCloud ed è in grado di ripristinare un ambiente assolutamente completo con ogni mia impostazione, applicazione e fotografia se dovessi decidere di cambiare modello di smartphone ma rimanere in famiglia. Può Android permettermi tutto questo? Se si, come? Intendo proprio prendere in blocco tutto il mio mondo, cambiare terminale restando sempre su KitKat 4.4 e ripristinare ciò che oggi vedo su questo Xperia Z2. Spero che qualcuno di voi abbia letto fino a qui (ci vuole della pazienza) e sia in grado di darmi una mano, un parere :-)

In conclusione

Sono molto contento e soddisfatto. Fatta eccezione per qualche punto scoperto (come il backup, per l’appunto) questo terminale soddisfa ogni mia esigenza, mi ha fatto riscoprire il piacere di non essere schiavo di batterie tampone o delle culle di ricarica che ho sulla scrivania dell’ufficio, non mi ha mai lasciato “a piedi” e -a parte qualche piccolo crash qua e là, decisamente più raro in ambito iOS- esegue tutto ciò che gli si chiede e lo fa sempre nel miglior modo possibile. Ehi Sony, hai creato un bel terminale davvero e spero di poter mettere le mani su uno Z3 (magari compact, che le dimensioni contano ma quando si parla di smartphone io preferisco ancora la vecchia scuola compatta!) per valutarne la naturale evoluzione e tutti i suoi miglioramenti tanto sponsorizzati all’IFA e all’incontro di qualche tempo fa a Milano.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sony, ho potuto tenerlo al termine del test.
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post sponsorizzato. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe denaro in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Grazie a Tre Italia faccio parte anche io dello “squadrone della morte” che in quest’ultimo periodo ha avuto (e sta avendo tutt’ora) la possibilità di testare le potenzialità di INQ1, “socialfonino” progettato e realizzato per dare facile accesso alle piattaforme forse più utilizzate da chi naviga abitualmente sulla rete 2.0, quella detta –appunto– “sociale“, per chi desidera sempre essere reperibile su Skype, Live Messenger e Facebook, per chi vuole navigare in mobilità, magari guardare gli ultimi video su YouTube o condividere le tracce ascoltate su Last.fm.

# introducendo INQ1

Il telefono è davvero elegante, forse troppo delicato, la scocca si sporca e si rovina molto più facilmente di quanto non lo faccia l’iPhone, il che è tutto dire, partendo sempre e comunque dal fatto che il telefono NON viene tenuto in tasca ma nel borsello dove chiaramente ha più spazio a disposizione e non si scontra facilmente con altra roba. Nonostante tutto è robusto, leggero, molto maneggevole ed i tasti (grandi protagonisti dei telefoni non-touch) sono grandi, facili da gestire anche per chi non ha le “manine di fata” ;)

Con la tariffa adatta, INQ1 è una validissima alternativa a telefoni di fascia nettamente superiore come l’iPhone (scusate il confronto a senso unico, preferisco parlare di telefoni che uso abitualmente!), decisamente più accessibile per giovani e adulti che preferiscono non spendere troppi soldi per un oggetto che tra qualche tempo sarà considerato ormai obsoleto. INQ1 è stato infatti già superato dal neonato modello INQ Chat 3G, smartphone che include diverse novità rispetto alla precedente generazione (tra le quali una tastiera qwerty, tecnologie rinnovate e più integrazione con i social network). Non per questo motivo INQ1 deve essere lasciato da parte.

# utilizzo quotidiano

A parte qualche difetto che si potrebbe facilmente risolvere con un aggiornamento del firmware (a proposito ragazzi della 3, ne rilascerete?), l’utilizzo di INQ1 è sufficientemente intuitivo, veloce, naturale. Il menu contiene voci prestabilite, nessuna possibilità di includerne di nuove, a video (schermata iniziale) sono disponibili fino a 3 widget (nel mio caso ho lasciato Meteo, Orario e box di ricerca su Google), chiaramente modificabili, tutti integrati da Yahoo o Google, affidabili tanto quelli della Dashboard di un qualsiasi Mac ;)

Qualità dell’audio buona, tutto sommato pari a quella di qualsiasi altro telefono sulla piazza. Lo stesso vale per le chiamate effettuate via Skype, soluzione parecchio comoda se si vuole sfruttare il credito dati più che quello voce della propria SIM, escludendo però la possibilità di chiamare numeri di telefono reali, SkypeOut e SkypeIn sono ancora una volta disabilitati, scelta alquanto discutibile degli operatori TLC (oltre a H3G anche gli altri hanno pari colpe). Tre propone a corredo la nuova tariffa Super Internet, 3 GB al mese al costo di 5 euro, la sicurezza di una buona velocità di navigazione dove è presente copertura, web navigabile direttamente da INQ1 o dal proprio PC utilizzando il telefono come modem esterno.

A tal proposito vorrei aggiungere una nota che non mi piace poi tanto: ok il voler forzare l’utilizzo della rete 3G non includendo un chip WiFi, ma l’impossibilità di disattivare il roaming nel caso in cui la copertura manchi è scomodo e rischioso. La navigazione non verrà in alcun modo interrotta e la ricaricabile potrebbe accusare il colpo vedendosi scalare diversi euro nel caso in cui non si torni entro breve sotto rete H3G. Ciò può accadere sia navigando da telefono che da PC mentre si utilizza il dispositivo come m0dem. Esiste (volendo) un work-around per poter evitare spiacevoli inconvenienti: si potrebbe infatti forzare il telefono a rilevare solo rete 3 ignorando tutte le altre. Ciò significa poter utilizzare il telefono solo sotto copertura, a risentirne potrebbe essere la parte “voce” in quanto sareste irraggiungibili in zone non coperte. Ok salvare la propria ricarica, verrebbe però a mancare la comodità stessa di avere con se un telefono cellulare :(

Sempre a proposito di navigazione e utilizzo come modem: collegando il telefono al PC tramite un cavo mini USB (finalmente un connettore standard che non obbliga a portarsi sempre dietro quello dedicato) comparirà un’unità CD virtuale nella quale sono contenuti i driver ed il programma H3G che permette di stabilire il collegamento con la rete passando –appunto– dal telefono stesso. Facile e veloce, in due minuti si riesce a fare tutto, testato con successo su Windows XP e Windows 7.

I moduli “social” del telefono vanno installati dopo lo spacchettamento. Ciò vuol dire che inaugurerete immediatamente la connessione dati da telefono per poter caricare Live Messenger, Facebook e Skype, tutti scritti e rilasciati in Java. Lo stesso vale per moduli “successivi e non previsti alla nascita” come browser alternativi (Opera in primis) o client di posta (GMail).

# comodità sotto lo stesso tetto

Una delle comodità di INQ1 è l’avere tutto a portata di mano, tutto sotto lo stesso tetto. La rubrica conterrà i contatti della SIM, di Facebook, di Skype, chiaramente a patto che l’utilizzatore lo voglia, con un paio di clic si arriva facilmente al contatto desiderato ed a tutte le sue informazioni, non c’è dispersione, non c’è perdita di tempo nel caso in cui serva reperire un nome utente piuttosto che un numero di telefono:

inqmobile.com/lang/it/inq1/connected/#callerid

I moduli contenuti di default nel telefono (i soliti Facebook e Skype in primis) restano sempre aperti in background. Ciò significa che il telefono sarà sempre raggiungibile via Skype e si potrà seguire in “live” gli aggiornamenti di stato dei propri amici su Facebook. Lo stesso vale chiaramente per la ricezione della posta elettronica, delle informazioni meteo (nel caso si tenga il widget sul display), delle funzioni standard del telefono (chiamate, SMS, MMS).

inqmobile.com/lang/it/inq1/online/

La fotocamera, elemento ormai dato per scontato sui telefoni di nuova generazione, mette a disposizione dell’utilizzatore i suoi 3.2 Megapixel. Manca però il led ad alta luminosità che consentirebbe di fare qualche scatto in notturna, optional che nei telefoni Nokia (tanto per citare una marca conosciuta) viene inserito sempre e comunque. Il buco viene riempito alla buona dalla modalità di scatto “Notte” che aumenta la luminosità dell’ambiente solo virtualmente. Pixel a profusione insomma, nulla che possa competere certo con le ottiche Carl Zeiss, funziona decentemente durante le ore del giorno ;)

inqmobile.com/lang/it/inq1/design/

# curiosità

Giusto un paio, organizzate in elenco puntato per essere brevi:

  • la batteria è rimasta in “modalità carica” anche dopo aver effettuato la carica e aver staccato il telefono dalla corrente. Mi è toccato spegnere e riaccendere il telefono per riportare la situazione alla normalità;
  • la ricezione del telefono è apparentemente più scarsa rispetto ad altri telefoni messi al suo fianco. Tanto per dire. iPhone e INQ1 nella stessa posizione differenziavano di ben due tacche. iPhone a tutto campo, INQ1 a due tacche (su 4).

Si spera che in futuro possano correggere il problema (sempre che si continui a supportare il dispositivo).

# posso passare alla cassa?

Dipende dal tuo modo di vivere, lavorare e navigare.

Sei un tipo sociale che passa il suo tempo libero a chattare e aggiornare il proprio stato su Skype senza chiedere null’altro? Magari passi buona parte del tuo tempo fuori casa e sei talmente curioso di vedere cosa accade da avere necessità di un costante “ponte di collegamento” tra le due realtà. Ok, INQ1 può essere una scelta più che giusta. Con una buona tariffa voce e l’offerta Super Internet al suo fianco hai risolto tutti i tuoi problemi.

Lavori con tutti gli strumenti web possibili ed immaginabili? Hai bisogno di avere uno schermo ampio per poter navigare più facilmente (anch’essa discreta pecca di INQ1), leggere e rispondere tempestivamente alle mail di lavoro che arrivano ogni 5 minuti? Vuoi poter scegliere di collegarti alla rete wireless del tuo ufficio o di casa per sfruttarne la velocità? INQ1 potrebbe non essere la scelta adatta al tuo business. E’ un telefono pensato per una particolare fascia consumer giovanile. Si può pensare di passare a una soluzione Android o Mac OS Mobile che possono sicuramente accontentare anche i clienti più esigenti ;-)

La mia recensione termina qui, con la speranza che possa tornare utile a chi desidera capire se acquistare o meno questo telefono o aspettare magari che approdi in Italia il suo successore (che spero di poter provare sempre grazie a Tre). L’azienda inoltre possiede e aggiorna un blog (in lingua inglese) dove pubblica tutte le novità riguardanti i prodotti INQ, vi basta fare clic sul seguente indirizzo:

inqmobile.com/lang/it/blog/

Cheers!

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Facebook Widgets

Gioxx  —  11/09/2009 — 3 Comments

Visto che potrebbe tornare utile a qualche lettore di questo blog segnalo l’indirizzo diretto alla pagina dei widget ufficiali di Facebook, personalizzabili ed “esportabili” per essere poi esposti sui propri blog / siti web.

facebook.com/facebook-widgets

Sono disponibili allo stato attuale:

  • Badge del proprio profilo
  • Badge delle proprie fotografie
  • Riquadro dei fan (valido per chi ha realizzato chiaramente una fan-page)
  • Riquadro dello stream in tempo reale
  • Badge della propria pagina

Prossimamente potrebbero arrivarne di nuovi (quasi sicuramente), intanto su GxWare ho incluso il riquadro dei fan nella barra laterale ;)

Buon lavoro!

Condividi l'articolo con i tuoi contatti: