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Dopo tanto tempo torno a parlare di Sitecom e dei loro prodotti network, il tutto nasce da un’esigenza vera del sottoscritto che –facendo parte del ristretto gruppo di sfigati non coperti dalla fibra Fastweb a Milano città– ha richiesto un upgrade alla 20 Mbit che fino a qualche tempo fa non era possibile (a causa di problemi con Telecom Italia… passano gli anni, la storia rimane sempre la stessa). Pare che per questioni puramente logistiche, Fastweb non possa spedire a casa il nuovo modem prima che il tecnico Telecom intervenga per mettere a posto la linea. Questo vuol dire che dalla conferma di lavoro terminato all’arrivo del nuovo apparato passano almeno un paio di giorni (nella migliore delle ipotesi, nella peggiore vi diranno che il modem non è mai partito e che voi potrete comprarne uno che vi verrà rimborsato nella successiva bolletta, ndr) lasciando quindi la casa scoperta da connettività.

Ho voluto quindi contattare l’azienda e chiedere loro il Sitecom X3 N300 (WLM-3600) che è possibile configurare per connettersi alla rete Fastweb fino ai 20 Mbit, in attesa che arrivi il modem di Fastweb senza però rimanere senza connettività in casa (quindi senza console, Sky e altro ancora!). Questo articolo nasce per spiegarvi com’è andata :-)

WLM-3600 Sitecom

Cavo RJ-11 dentro, pannello di amministrazione del modem (192.168.0.1 il suo IP una volta tirato fuori dalla scatola e acceso) con la password che trovate sotto all’apparato oppure nel cartellino giallo che contiene le informazioni di sicurezza anche della WiFi, e subito sulla tab “Wizard” per poter configurare (facendo Skip sul riconoscimento automatico della rete) la nazione (Italia, ovviamente) e la rete (Fastweb). Una volta fatto clic su Salva vi basterà attendere qualche secondo prima che il modem prenda tutta quella serie di impostazioni necessarie a funzionare con l’operatore svizzero. È esattamente ciò che riporta la stessa Fastweb in una delle pagine di documentazione ufficiale (qui invece trovate la lista dei modem compatibili con la loro linea, compresi quelli che Fastweb stessa utilizza facendoli rimarchiare).

Schermata 2015-04-16 alle 21.01.20

Ammesso che l’intervento di upgrade (o installazione di prima linea) sia terminato e che vi sia stato confermato a mezzo mail da Fastweb, potrete ora andare alla pagina registrazione.fastweb.it, inserire il vostro codice fiscale e la mail per iniziare a navigare (dopo un minuto al massimo dalla conferma di registrazione conclusa a video, ndr).

Is this the end?

SitecomConfiguration-WLM3600

Prima di dichiararvi vittoriosi vi invito però a ritoccare qualcosa sulla configurazione di base, passerete dopo alla birra e alla partita in streaming. Verificate innanzi tutto che il firmware installato sia l’ultimo disponibile (nell’esempio punto alla pagina del Sitecom WLM-3600, voi fatelo con il vostro modello tramite il sito del produttore), vi metterà al sicuro da eventuali bug che possono essere sfruttati da esterni per penetrare nella vostra rete e nelle vostre risorse. Ricordate inoltre di modificare password di default per l’accesso all’area di amministrazione, così come il nome della WiFi standard e quella ospiti (che non avrà accesso alle risorse interne della rete, puro accesso ad internet e nulla più) e le relative password associate dalla fabbrica.

Aprite il browser e collegatevi ancora una volta al pannello admin, selezionate ora Toolbox e quindi Password. Indicate la vecchia password di fabbrica (quella nel cartellino giallo o posta sotto al modem, appena utilizzata per entrare in questo pannello, ndr) e la nuova scelta, confermandola nel campo subito sotto. Fate clic su Save, il gioco è fatto.

Ora tocca alle due WiFi a vostra disposizione, quella con completo accesso alla rete LAN e ad internet e quella dedicata agli ospiti che potranno solo navigare su internet senza vedere alcuna risorsa della LAN. Andate in 2.4G WiFi e da qui cambiate il nome della rete principale (SSID, in corrispondenza del quale potrete inoltre sfruttare un menu a tendina che vi permetterà dalla stessa schermata di selezionare e modificare il nome anche della rete ospiti). Vi consiglio inoltre di lasciare invariato il canale utilizzato (quindi su Auto Scan), così che sia il modem a cercare quello meno trafficato per inviare il proprio SSID e le comunicazioni con i dispositivi. Dalla tab “Security Settings” potrete invece modificare le password di accesso. Da qui in poi va secondo le proprie necessità: filtro sul MAC Address per l’accesso alla rete, WDS per distribuire il vostro segnale su un massimo di 4 apparati, WPS per permettere di non utilizzare alcuna password e associare nuovi dispositivi semplicemente premendo un pulsante, molto comodo ma spesso anche pericoloso.

Utilizzatori di eMule e altri programmi che comunicano su porte fuori dallo standard? Poco male, come in qualsiasi altro router sarà possibile fare port forwarding tramite la sezione “Virtual Server” disponibile in “Firewall“. Tramite una banale ricerca su Google potrete facilmente configurare quest’area, senza considerare che grazie all’UPnP potrete lasciarlo fare (quando possibile) all’applicativo utilizzato, dovrete solo ricordarvi di andare ad abilitare la funzione da Advanced Settings / UPnP (ricordate però di fare molta attenzione ai software che utilizzate, l’UPnP è tanto comodo quanto pericoloso dato che può ritoccare la configurazione del vostro modem).

Non è tutto oro ciò che è “Cloud Security”

Il Cloud Security è uno dei servizi di punta offerti dall’azienda: sitecom.com/it/sitecom-cloud-security/347. Un abbonamento di un anno viene incluso in tutti i loro prodotti di punta, i rinnovi vengono gestiti direttamente dal sito web dell’azienda. Antivirus, blocco della pubblicità, dei tentativi di phishing e degli exploit. Oltre a questo si rientra nelle allerte contro le botnet (se uno dei propri dispositivi entra a farne parte), nelle funzionalità Do Not Track online a prescindere dal browser utilizzato e nel blocco URL potenzialmente malevoli. Sarete voi a decidere se tenerla abilitata o disabilitata (da Toolbox / Sitecom Cloud Security):

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È proprio quest’ultima funzione quella alla quale fare attenzione: possono rientrare siti web assolutamente validi che non hanno nulla a che fare con attacchi alla vostra incolumità (tanto per dire: Fuorigio.co veniva filtrato e ogni connessione verso di lui in HTTP interrotta immediatamente). Ricordate quindi di fare visita alla pagina di personalizzazione del servizio per plasmarlo secondo i vostri interessi.

Questa e altre opzioni per la gestione del proprio modem, delle reti WiFi e la possibilità di conoscere chi è collegato nella nostra rete (e altro ancora) sono disponibili nell’applicazione gratuita “My WiFi” disponibile per Android e iOS:

MyWiFi
MyWiFi
Price: Free
MyWiFi
MyWiFi
Price: Free

Il prodotto ha soddisfatto le aspettative, la configurazione è stata semplice e tutto ha funzionato correttamente, il tutto ad un prezzo assolutamente accessibile (ci sono modem di fascia superiore anche dello stesso produttore, ma per ciò che gli viene richiesto di fare la serie X3 è ancora più che sufficiente).

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sitecom, tornato all'ovile.
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WordpressHackSourceCodeNon è legge, non è una delle pratiche che “non potete farvi mancare“, è solo un consiglio dettato da una mia personale esperienza fatta di anni e installazioni di WordPress per me e per le persone che conosco. Il tema è quel set di script ed elementi grafici che oggi utilizzate e che domani potreste voler cambiare a meno di chiamarvi Gioxx, quello che scelto un tema diversi anni fa e nonostante un suo aggiornamento ha continuato a mantenere e modellare quello (ci sono affezionato, davvero).

Il file functions.php fa parte del tema e contiene tipicamente codici che permettono di aggiungere o correggere funzionalità del vostro WordPress secondo esigenze ben precise: si va dall’impostazione massima delle dimensioni di un’immagine all’interno di un post al nascondere la versione del software, passando dalla forzatura di uno username all’interno di un modulo Jetpack. Quel file può contenere una marea di codice spesso facile da cercare sul web e includere all’interno della propria installazione (talvolta raccolgo qualche buon articolo su delicious.com/gioxx/wordpress). Lo stesso file contiene spesso e volentieri già del codice suggerito o utilizzato da chi il tema lo ha creato, finendo così per avere vostro e suo codice insieme, rendendo un pelo più difficile intervenire evitando possibili danni. Se decidete di cambiare tema poi finirete per doverlo aprire, tagliare e incollare ciò che vi serve all’interno del nuovo functions.php.

Il mio suggerimento? Creare un file PHP dove inserire le vostre funzioni custom che potrete facilmente spostare e includere all’interno del tema con una sola stringa. Come? È estremamente semplice. Includete tutto il codice che volete tra i tag di apertura e chiusura php (nell’esempio qui di seguito una modifica alle dimensioni dell’embed Twitter):

<?php

/*-------------------------------------------------*
 * Standard Theme: Custom Functions (Gioxx's Wall)
 * GSolone 2015
 *-------------------------------------------------*/
 
// Modifica dimensione embed Twitter - Gioxx 17012014
add_filter('oembed_result','twitter_no_width',10,3);

?>

Prima della chiusura classica (?>) continuate ad inserire il vostro codice e salvate il file all’interno della cartella principale del tema (con un nome facilmente individuabile se un domani doveste decidere di portare via quel file). A questo punto aprite il vero file functions.php e includete quello che avete creato poco prima:

// Inserisco i file functions custom per Gioxx's Wall
require_once(get_template_directory() . '/custom_functions.php');

Sostituendo ovviamente quel “custom_functions.php” con il nome che avete dato voi al vostro file. Questo vi permetterà di far caricare a WordPress il codice del file functions.php e del vostro custom_functions.php con in più la possibilità un domani di portare via quest’ultimo con estrema facilità.

Se doveste poi pensare di voler sviluppare qualcosa di più complesso dai semplici codici di modifica rapida del comportamento di WordPress potrete ovviamente creare un terzo file e includere pure quello, non c’è alcun limite imposto se non quello dettato dal buon senso e dalla velocità di caricamento di più file PHP quando viene richiesto un contenuto del vostro blog (ergo: meno ne mettete, meglio è).

Questa è la mia personale idea di “trasportabilità” verso un diverso tema, l’area commenti è a vostra totale disposizione per ulteriori suggerimenti o per discutere la mia (o chiedere consigli in merito) :-)

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Sembra una banalità e molto spesso tendo a dare per scontato cose apparentemente elementari nonostante esistano persone che continuano a chiedere una mano per configurare le proprie caselle di posta elettronica sotto lo stesso tetto, magari quello offerto da GMail (o da un qualsiasi altro competitor, Outlook.com compreso).

Un passato basato su caselle di posta contenenti nickname strani, un presente / futuro verso l’ormai classico e sicuramente più elegante nome.cognome@gmail.com (o @propriodominio.com, opportunamente “nascosto” dietro il servizio di posta di big G.), vediamo insieme come fare, un articolo leggero dedicato davvero a chiunque, giusto per questi ultimi giorni d’estate così per come la conosciamo un po’ tutti!

Gmail-Banner

Quando si parla di caselle di posta gratuite di vecchia generazione si parla di Virgilio, Tiscali, Libero e chi più ne ha più ne metta, me potremmo anche parlare di qualcosa di più nuovo o di personalizzato: un dominio personale o di lavoro con un nome particolare. Tutto può essere portato, amministrato e utilizzato quotidianamente nella casella di Google. Un unico concentratore, una sola password, più identità per ricevere e inviare posta elettronica. Saltando in tronco quella che è la semplice registrazione di un nuovo account GMail (cominciate da qui, nda), andiamo a catturare tramite GMail tutto quello che è presente in una casella di posta già esistente su un diverso server.

Impostare la ricezione da GMail

Se avete a disposizione una casella POP3 / SMTP potete farla gestire a GMail così che tutte le vecchie e nuove e-mail vengano prelevate dal servizio. Per farlo basterà accedere alle Opzioni di GMail (icona a forma di ingranaggio in alto a destra nella schermata) quindi selezionare la voce Impostazioni:

gmail-Impostazioni

A questo punto occorrerà spostarsi nella tab “Account” ed in corrispondenza di “Controlla la posta da altri account (utilizzando POP3)” fare clic su “Aggiungi un tuo account di posta POP3“:

gmail-AddAccountPOP3

Si aprirà a questo punto un popup per chiedere i dettagli della casella, prima di tutti l’indirizzo di posta elettronica per provare a rilevare così i dettagli del server di posta:

gmail-popupPOP1

Tutto ciò che non viene automaticamente rilevato verrà richiesto, compreso il nome utente (spesso l’indirizzo di posta completo di chiocciola e dominio o semplicemente la parte prima della chiocciola) e la password:

gmail-popupPOP2

Sarà possibile –dalla stessa finestra– specificare se lasciare una copia dei messaggi sul server (tipicamente la risposta sarà no, dato che utilizzerete da ora in poi GMail per gestire il tutto), se usare una connessione protetta (questo varia da provider a provider ed è solitamente specificato nei documenti di configurazione della casella di posta che vi vengono messi a disposizione, non è bloccante, potete lasciare l’opzione così com’è) e se applicare una particolare etichetta alle mail che riceverete su quell’indirizzo così da riconoscerle immediatamente a prima vista (vi consiglio di farlo per questioni di praticità se avete molte caselle da far gestire a GMail).

A questo punto vi verrà richiesto (se tutto è andato a buon fine) se intendete mandare messaggi di posta elettronica tramite il nuovo indirizzo importato, ovviamente a voi la scelta (per me è generalmente un si):

gmail-popupPOP3

Se si procede occorrerà confermare a GMail l’identità della persona, l’indirizzo di posta da utilizzare come mittente e se si tratta o meno di alias (qui i dettagli sulla differenza tra alias e non). Eventualmente è possibile specificare un diverso indirizzo per le risposte, affinché il client dall’altro lato sia “forzato” a rispondere ad un indirizzo di posta elettronica diverso da quello appena importato (utile quando con più caselle di posta elettronica volete cominciare a convogliare tutta la corrispondenza verso un solo indirizzo di posta elettronica considerato definitivo).

gmail-popupPOP4

Andrà ora fatta la scelta riguardo il server SMTP. E’ possibile scegliere di utilizzare direttamente GMail per la consegna della vostra posta a destinazione o continuare ad utilizzare il server SMTP del vostro provider o fornitore di servizio. Nel caso in cui sceglieste Google vi basterebbe confermare e saltare il prossimo passaggio descritto:

gmail-popupPOP5

In caso contrario si potrà specificare ogni dettaglio riguardo il server SMTP un po’ come fatto con quello POP3. Anche in questo caso andranno inseriti il nome utente, la password ed eventuali preferenze di protezione della connessione e dettagli tipicamente specificati nei documenti di configurazione del gestore del servizio:

gmail-popupPOP6

Manca l’ultimo passaggio: una mail verrà inviata al vostro “vecchio” indirizzo di posta elettronica per confermare la vostra identità e la possibilità di inviare mail a nome di quell’indirizzo (appunto, scusate la ripetizione!). Potete chiudere tranquillamente questa finestra e attendere che arrivi la mail, questa conterrà infatti un collegamento diretto alla conferma:

gmail-popupPOP7

Una volta arrivata la mail fate clic sul collegamento contenuto al suo interno:

gmail-CodiceConfermaAlias

a questo punto avrete confermato la proprietà dell’indirizzo e la possibilità di utilizzarlo per inviare posta elettronica verso l’esterno!

gmail-ConfermaAliasRiuscita

Un’ultima verifica nelle Impostazioni della vostra nuova casella GMail confermerà la corretta configurazione dell’indirizzo di posta elettronica importato. Più è ricco il vostro archivio di posta da importare, più tempo occorrerà per effettuare l’operazione. Non vi preoccupate più di nulla: l’importazione è completamente automatica, verrà effettuata da Google e terminerà con la dovuta calma spesso imposta da chi offre la casella di posta “vecchia” (un limite di mail scaricabili per volta, nda):

gmail-VerificaRicezionePOP3SMTPAlias

Il gioco è fatto, potrete ora ricevere e inviare posta non solo dall’account GMail ma anche da quello appena importato rimanendo però nella stessa interfaccia.

Dove trovo i parametri di connessione della mia casella?

All’atto della registrazione di una nuova casella di posta elettronica gratuita (ma vale anche per quelle con dominio personalizzato) dovreste ricevere una documentazione (o un collegamento a una guida online) contenente tutti i dettagli di collegamento. In caso contrario potete cercare i dettagli di connessione sul web, con una semplice ricerca in Google. Tra i servizi più utilizzati ci sono certamente Tiscali (qui i dettagli), Virgilio (qui i dettagli) o Libero (qui i dettagli), almeno per l’Italia.

Tipicamente vi basterà andare su Google e digitare “nomeprovider configurazione posta” (esempio: virgilio configurazione posta) per ottenere già nei primi risultati dei collegamenti validi per imparare a configurare la vostra casella di posta elettronica su un apposito programma o su GMail (è la stessa identica cosa).

E se volessi gestire il tutto da Mobile?

GMailNessun problema. Per chi possiede uno smartphone Android o iOS Google ha reso da tempo disponibile l’applicazione GMail liberamente scaricabile (è gratuita) che vi permetterà di leggere e inviare la posta elettronica sfruttando ogni vostro indirizzo. La trovate su Play Store (per i device Google) e AppStore (per i device Apple).

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