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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Articolo evidentemente rivolto a chi, come l’autore di questo articolo, me medesimo (e compagna, mica dimenticarla), sta affrontando step-by-step un cambio di residenza dopo aver scelto Milano come nuova casa adottiva, sia mai che vi faccio mancare qualche piccola pillola per la serie “lo sapevi che?“.

Il Comune di Milano permette di accedere a una grande quantità di servizi e dati direttamente tramite sito web ufficiale. Il PIN è ciò che separa una registrazione autonoma (può farla chiunque) da un accesso più completo e realmente autenticato, riconosciuto.

PIN sito web Comune Milano

Riporto quanto pubblicato alla pagina comune.milano.it/wps/portal/ist/it/extra/others/extra/Aiuto_registrazione:

Gli utenti con profilo completo hanno un “alto livello di identificazione”. I servizi a loro riservati (indicati con lucchetto rosso) richiedono una identificazione certa dell’utente. Per questa ragione la procedura di registrazione richiede più dati di quella “base” e necessita di PIN, codice contribuente o carta regionale dei servizi (CRS) della Regione Lombardia o carta nazionale dei servizi (CNS).

Dato che di tempo non ce n’è mai (soprattutto in orari lavorativi), avevo già escluso la possibilità di passare all’ufficio anagrafe. Da escludere anche la carta regionale dei servizi, non ho ancora ricevuto il documento originale a casa (impiega molto tempo e occorre prima richiedere l’assegnazione del medico di base all’ufficio ASL competente), ho scelto la via che più rappresenta la fotografia scelta per questo articolo, il pezzo da museo, il fax. La mail, se non è PEC, non vale, peccato, soprattutto perché durante la registrazione del cambio di residenza io, il mio indirizzo di posta elettronica, l’ho dichiarato e fatto riportare anche sulla richiesta registrata presso l’ufficio competente di zona.

Mi arrendo, trovo e compilo il modulo, disponibile all’indirizzo allegati.comune.milano.it/Comunicazione/Registrazione/mod_richiesta_PIN.pdf (altrimenti potete trovarne una copia su questo spazio). Un suggerimento? Provate a evitare almeno la compilazione manuale, lasciate che sia solo la vostra firma a essere posta in originale sul documento stampato. Scaricate una copia di PDF-XChange Viewer (io ho utilizzato la Portable che non necessita di installazione), avviate il programma, caricate il modulo PDF scaricato poco prima e compilatelo tramite l’inserimento testo disponibile in PDF-XChange Viewer:

Comune di Milano: passare al profilo completo (PIN)

Al termine salvate il file PDF, stampatelo, firmatelo, procuratevi (o realizzate) e stampate una scansione di un vostro documento di identità in corso di validità e occhio, serve sia il fronte che il retro. Inviate ora il fax completo (modulo di richiesta e documento di identità) al numero indicato nel piè di pagina del modulo, assicurandovi prima che il numero risponda con il classico fischio da fax prima di dare lo start all’invio (io mi sono cuccato un paio di tentativi a vuoto per numero occupato / fuori posto). Non avete un fax a disposizione? Neanche in ufficio? Poco male. L’alternativa c’è sempre.

Un fax virtuale Pedro, por favor!

Avete già un PDF contenente una scansione fronte-retro del vostro documento di identità? Bene. Non l’avete? È il momento giusto per prendere il vostro documento e fare una scansione (occhio: fronte e retro). Potete scegliere l’immagine come formato di output, aprire un nuovo documento di Microsoft Word, incollare sia il fronte che il retro nello stesso documento, quindi salvare il documento in PDF, il gioco è fatto.

Ricordate l’articolo che ho dedicato a Smallpdf? No? Eccolo: gioxx.org/2016/01/04/smallpdf. È arrivato il momento di chiamarlo in gioco. Potrete selezionare la funzione di Merge, caricare entrambi i PDF (il documento firmato e pronto per il Comune di Milano e il vostro documento di identità in corso di validità) sul sito web, quindi scaricare l’unico file PDF risultante, che ovviamente includerà entrambi i documenti.

Ora passiamo al fax. Avete mai usato Faxalo? Io si, molto tempo fa (ho ancora un account correttamente funzionante, ma tanto non ve ne fregherà nulla, giustamente), mai un problema. Unica pecca? La scarsa rapidità di invio del fax, ma in tutta onestà non ho mai considerato questa pecca come bloccante e penalizzante, non c’è fretta, basta arrivare a destinazione.

Registrate un account gratuito per ottenere 3 invii gratuiti al giorno (20 al massimo in un mese) e seguite ciò che vi viene richiesto nel form, come spiegato fin troppo bene alla pagina faxalo.it/invia-fax-web-gratis.php. Vi verrà recapitata una conferma di invio (ammesso che tutto fili liscio, in caso contrario vi verrà notificato un errore) così che possiate considerare tutta l’operazione completa.

Pur modificando un paio di passaggi rispetto a quanto suggerito in questo mio articolo (diverso servizio di Fax, ma a pagamento, quindi non usufruibile da chiunque, e diverso metodo di merge, fatto direttamente con un programma in locale sul mio PC), avete portato a termine la vostra missione evitando code e richieste di permessi in ufficio. Ho ricevuto il PIN nella mia casella di posta elettronica una manciata di giorni dopo l’invio del fax (meno di una settimana lavorativa, giusto per la cronaca).

Game, set, match.

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Avete presente “quei momenti che” il blog deve tornare a fare il blog, anche se per poco? Il blog, quello vero, quello che è nato ormai tanti anni fa come mia valvola di sfogo e che oggi è il mio blocco appunti preferito, utilizzato per condividere con voi quello che è il mio lavoro e la mia passione. Sono sempre più rari i momenti in cui apro e chiudo parentesi che nulla c’entrano con l’informatica, il gaming o argomenti legati alla quotidianità. Questo è uno di quelli.

Tazza Avengers Iron Man

Ho conosciuto Massimo dal vivo a un evento in comune nel periodo natalizio passato. Lo seguivo già da tempo tramite canali social, è vero, ma nulla è come una stretta di mano e due chiacchiere dal vivo, è utile per capire meglio com’è fatta una persona, cosa pensa, come ragiona, su cosa ci si becca e cosa no. Massimo ha un blog, ma è rimasto fermo allo scorso anno. Massimo ha un utente Twitter, salta fuori qualche perla a metà tra serio e faceto di tanto in tanto, roba che riguarda poi una cultura musicale che mi ha fatto scoprire gruppi di cui ignoravo assolutamente l’esistenza. Massimo ha creato una newsletter settimanale che ha chiamato Dietnamite e che racconta tutto ciò che gli passa per la testa, qualsiasi cosa. Riporta episodi della sua quotidianità, gusti, consigli, cazzate.

Perché ne parlo? Perché leggo quella newsletter, mi piace, vorrei che la scopriste anche voi, a prescindere che conosciate o meno Massimo. Imparerete a conoscerlo leggendolo, rispondendo alla sua stessa newsletter, dandogli nuovi spunti o semplicemente dicendogli la vostra. State continuando a chiedervi perché dedicargli questo spazio? Perché lo invidio. Ha saputo ritagliarsi in una sola mail (seppur settimanale) quel piccolo spazio dove parlare di ogni cosa, senza la necessità di un filo logico, come se ci si trovasse al bar a bere una birra con rutto libero e risate per la minima cazzata. Perché mi piace, mi ricorda tempi passati che vorrei tanto far tornare a galla (seppur cambiati, a ragion veduta ed esperienza guadagnata). Vorrei ritagliare anche io quello spazio di tanto in tanto, basta volerlo, probabilmente.

Cosa c’entra la tazza nell’immagine inserita a inizio articolo? Assolutamente nulla, è l’ultimo acquisto che ho infilato nel carrello all’Esselunga di straforo, mentre Ilaria non mi teneva d’occhio. Sentirsi bambini a 30 anni, check. Ora possiamo tornare a quello che si fa di solito.

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Che poi a pensare male si potrebbe anche dire che il ritardo è una delle mie ragioni di vita, ma vi assicuro che così non è, non per mio volere almeno (suona molto come “single per scelta altrui“, me ne rendo conto).

Qualcuno dice che non sto “spostando l’asse terrestre” ed è impossibile non dargli torto, ma è altrettanto impossibile non impazzire stando dietro alle mille variabili costituite dall’acquisto e ristrutturazione di un appartamento. È uno degli step più importanti che ha caratterizzato il vecchio anno, si protrarrà inevitabilmente nel nuovo: la firma, la fine del trasloco e i nuovi mobili, l’abbandono del vecchio appartamento che ci ha ospitato negli ultimi 5 anni, i miei primi 30 anni di vita e un obiettivo importante raggiunto (il secondo è invece fallito, slittato al neonato 2016 se non addirittura al prossimo anno).

Auguri, anche se in ritardo

Sono successe molte cose nel 2015, episodi belli che si sono alternati ad altri che probabilmente ho già dimenticato o che dimenticherò entro breve perché meno interessanti o graditi. Si volta pagina, si va avanti, non ci si ferma mai. Certezze che vedono dubbi sull’altro piatto della bilancia e cercano di pesare sempre più per mantenere l’ago della bilancia dal giusto lato. Muso duro e paura allo stesso tempo, tanto ancora da imparare, tanto imparato e messo al sicuro, per futuri utilizzi. Ho conosciuto tanta gente nuova, stretto nuove amicizie, allacciato nuovi rapporti di collaborazione, confermato vecchi compagni di viaggio e abbandonato altri, rimasti alla deriva.

Siete tanti, mi piacerebbe salutare tutti e augurarvi un meraviglioso anno, lo faccio collettivamente utilizzando questo articolo, spero possiate leggerlo.

Intanto Jetpack ha mandato la solita mail riepilogativa per invitarmi a dare un’occhiata al report annuale del blog, che metto anche a disposizione dei più curiosi, con qualche statistica riguardo un anno ricco di pubblicazioni rispetto al precedente: jetpack.me/annual-report/3298488/2015. La speranza, ovviamente, è quella di poter fare sempre meglio, ma tutto dipenderà dal tempo libero a disposizione da dedicare a questo mio progetto, arrivato ormai al suo decimo anno di vita (senza considerare quello che è stato GxWare negli anni precedenti!).

Torno presto, promesso, intanto auguri a voi tutti!

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Più che un post del blog questa è una vera e propria comunicazione di servizio da tenere buona se dovesse ricapitarmi la stessa cosa. Per poter utilizzare il sito web dell’INPS (e non solo) bisognerebbe avere a disposizione un manuale di istruzioni o una guida turistica da tradurre in più lingue per tutti i tipi di utente.

Dato che facilità non è certo il loro sinonimo, sappiate che per cambiare l’indirizzo di posta elettronica associato al proprio profilo cittadino, sarà necessario recarsi nei Servizi Online (a oggi: inps.it/portale/default.aspx?iMenu=2&ServAction=elencoTipoUtente), quindi selezionare la voce “Visualizzazione e modifica dati anagrafici, indirizzo e recapiti” (a oggi: inps.it/portale/default.aspx?iMenu=2&iNodo=2&iiDServizio=533&sURL=https%3a%2f%2fserviziweb2.inps.it%2fArcaSatWeb%2fLoginInternet.do%3fsrcPortal%3d3), voce che fa parte di una pagina interminabile, all’interno di un altrettanto interminabile elenco puntato:

Servizi online INPS: modificare il proprio indirizzo e-mail

Ennesimo caso da aggiungere a quelli di usabilità e “user experience” che il nostro governo offre quotidianamente tramite siti web e applicativi in Java, quelli che ogni volta che c’è bisogno di fare un’installazione o un aggiornamento è un po’ come organizzare una gita scolastica a Lourdes.

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Oggi niente prodotti sul banco prova, come avrete certamente notato, ma un omaggio (prima che termini la giornata) alla città che ha adottato me e Ilaria e che festeggia il suo Santo Patrono, sant’Ambrogio:

Aurelio Ambrogio (Aurelius Ambrosius), meglio conosciuto come sant’Ambrogio (Treviri, incerto 339340Milano, 397) è stato un vescovo, scrittore e santoromano, una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo. È venerato come santo da tutte le Chiese cristiane che prevedono il culto dei santi; in particolare, la Chiesa cattolica lo annovera tra i quattro massimi dottori della Chiesa d’Occidente, insieme a san Girolamo, sant’Agostino e san Gregorio I papa.

Conosciuto anche come Ambrogio di Treviri, per il luogo di nascita, o più comunemente come Ambrogio di Milano, la città di cui assieme a san Carlo Borromeo e san Galdino è patrono e della quale fu vescovo dal 374 fino alla morte, nella quale è presente la basilica a lui dedicata che ne conserva le spoglie.

it.wikipedia.org/wiki/Sant’Ambrogio

Questa è una composizione fotografica realizzata da scatti catturati qualche giorno fa tra Piazza del Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, ora che la città splende di quella luce che solo poche occasioni, come il Natale, sono in grado di regalarle:

Una foto pubblicata da Giovanni F. Solone (@gioxx85) in data:

Fatevi un regalo se potete, prendetevi un fine settimana libero da altri impegni e venite ad ammirare le bellezze che questa città ha da offrire anche ora che l’Expo è terminato, non ve ne pentirete sicuramente.

Buona cena a tutti!

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