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HP OMEN 17-w102nl

Gioxx  —  18/06/2018 — Leave a comment

Dopo aver avuto a che fare con un portatile estremamente orientato al business o all’appassionato che vuole avere un prodotto dai molteplici comportamenti e facilmente trasportabile senza troppe rinunce (hardware), oggi ti parlo nuovamente di HP, ma mi sposto nel reparto Gaming, per dare nuova linfa a questa sezione da poco tornata ufficialmente sul mio blog, ti presento HP OMEN 17-w102nl.

HP OMEN 17-w102nl

HP OMEN 17-w102nl

Laptop di fascia alta dedicato al videogiocatore che non vuole vincolarsi al più classico degli spazi in casa (generalmente nella propria camera), HP OMEN 17-w102nl è definibile come postazione “portabile” (dato il suo peso e le generose dimensioni) che può tranquillamente prendere il posto del PC fisso più volte modificato per stare al passo con tempi dettati da chi i giochi li sviluppa, sfruttando ogni tecnologia disponibile di ultima generazione.

Quello dei portatili da gioco è un mercato che ha attratto molto l’attenzione negli ultimi anni, che convince sempre più coloro che non vogliono perdere tempo nella scelta e costruzione del proprio asset videoludico e che hanno la possibilità di investire diversi soldini a ripetizione nell’arco di qualche anno (questo portatile, per fare un esempio, ha più di un anno di vita sulle spalle, con un ottimo processore però fermo alla sesta generazione, con l’ottava già sugli scaffali).

Costruzione

Con una scocca estremamente solida e in grado certamente di sopportare qualche colpo (anche se non è un esperimento che intendo eseguire su questo sample fornitomi), HP OMEN 17-w102nl si contraddistingue per il logo della omonima serie realizzata da HP, pensata appositamente per i videogiocatori fedeli ancora al sistema operativo di casa Microsoft (che poi è lo stesso alla base di Xbox One X, sapientemente modificato e snellito) e alle potenzialità che Windows 10 può esprimere con hardware di alto livello. Monitor da 17,3 pollici con una risoluzione di 1920×1080 pixel a 127 PPI in 16:9 (non è lucido, per la felicità mia e di molti altri utilizzatori). Monta un Intel Core i7-6700HQ (sesta generazione dell’era moderna, Skylake, 12esima se consideriamo la storia complessiva di Intel), con 16 GB di RAM DDR4-2133 (due banchi da 8 GB cadauno) e un’ancora fantastica NVIDIA GeForce GTX 1070 (Laptop) con a bordo 8 GB di RAM dedicati in GDDR5, hardware di elevata qualità che permette di avviare e settare i titoli installati a bordo disco tenendo pressoché tutto al massimo (e non preoccupandosene poi troppo).

Insieme alla dotazione base cito anche il doppio disco (1 TB meccanico, con una memoria PCIe NVMe M.2 SSD da 256 GB).

HP OMEN 17-w102nl 9

Connettività completa di attacco RJ45 LAN (10/1000/1000), WiFi 802.11 a/b/g/n/ac (a/b/g/n/ac) e Bluetooth 4.2, con 3 porte USB 3.1 di seconda generazione, 1 porta HDMI e 1 DisplayPort. C’è anche un lettore di card microSD sulla destra, dove trovi anche l’attacco dell’alimentazione. Jack microfono e cuffie separati (come non ero più abituato a vederli da un po’ di tempo ormai).

La tastiera è estesa, con tastierino numerico e alcuni posizionamenti di HP che non mi hanno mai convinto (e non parlo della serie OMEN, parlo più in generale), retroilluminazione rossa che è possibile disattivare ma non regolare (c’è o non c’è, a risposta secca), certamente accattivante e che forse stona con quel led bianco del pulsante di accensione, un po’ fuori dal coro. Touchpad con giusto affondo ma al quale mancano i due pulsanti di selezione tipici (sinistro / destro, chiaramente) che va un po’ in contrasto con la mia idea di comodità durante l’utilizzo (soprattutto durante un trascinamento).

Audio Bang & Olufsen, con tecnologia HP Audio Boost e ben quattro altoparlanti, posso assicurarti che la resa è davvero ottima considerando che non si ha a che fare con altoparlanti esterni o sistemi ben più complessi.

Gioco

Ho messo alla prova HP OMEN 17-w102nl con alcuni titoli a cui tengo parecchio (Forza Horizon 3 e Forza Motorsport 7) ma anche con una novità che ho iniziato a giocare proprio in questi giorni e che ancora deve entrarmi nelle corde: Fortnite.

In ogni caso ho sempre usato qualità massima del dettaglio e nessun compromesso, mettendo sotto stress la macchina e il relativo sistema di raffreddamento che va a fare da colonna sonora un po’ di tutta la sessione di gioco e registrazione Clip. A tal proposito, ti propongo qui di seguito un paio di video catturati in gioco, avrei voluto caricare anche il terzo ma durante l’esecuzione di Forza Horizon 3 ho avuto diversi problemi di stabilità e non mi è mai riuscita, un dettaglio assolutamente seccante che non mi sarei aspettato. In tutti i casi ho sempre usato Windows 10 aggiornato all’ultima versione stabile (1803) e i controlli integrati di Xbox Layer richiamabili tramite la combinazione tasto Windows + G. Ah già, a proposito di Xbox: ho collegato e usato sempre uno dei miei controller Xbox One (che Windows 10 ha immediatamente riconosciuto e installato).

In conclusione

Una macchina dalle prestazioni ancora oggi molto più che accettabili (il livello è ancora più elevato di tante altre macchine presenti lì fuori sul mercato), e con un prezzo che rispecchia il tipo di hardware che ci si sta portando a casa, pagando pegno anche per il fatto di scegliere una macchina più facilmente trasportabile rispetto all’impacchettare tutta la propria “strumentazione fissa“. HP OMEN 17-w102nl balla intorno ai 2000€ “chiavi in mano ed è ancora disponibile in tante catene di commercio della grande distribuzione ma anche online (Amazon in primis).

Scheda tecnica completa disponibile sul sito web ufficiale di HP all’indirizzo support.hp.com/it-it/product/omen-by-hp-17-w100-laptop-pc/12499486/document/c05346014, io mi ritengo abbastanza soddisfatto (salvo quelle piccole pecche di cui ti ho già parlato, alle quali forse aggiungerei la configurazione ibrida con un SSD oggi ormai piccolo) e sono pronto a farlo tornare all’ovile, dopo essermi divertito a rimettere in pista quella modalità di gioco che ormai da tanti anni ho abbandonato (diciamo che la valvola di sfogo predefinita è Xbox, che trova spazio sotto al televisore della sala) :-)

Alla prossima!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da HP, torna all'ovile al termine del test.
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Mi siedo, respiro, appoggio le dita sulla tastiera e comincio a “buttare tutto giù“. Chi mi conosce da anni, sa benissimo quale profonda stima io nutra nei confronti del lavoro di Turn 10 e dei Microsoft Studios tutti. Hanno dato alla luce dei capolavori motoristici che –per ciò che mi riguarda– spazzano via senza troppi problemi il seppur enorme lavoro del competitor di maggiore prestigio (sull’altro lato della sponda). Cosa porta con sé questa settima edizione del titolo simulativo ufficiale di casa Redmond? Questa è l’idea che mi sono fatto giocando sulla vecchia e cara “fat” Xbox One, attendendo l’arrivo di Xbox One X e riprovando il titolo su di essa, per cercare le differenze!

Sali a bordo del nuovo Forza Motorsport 7

Forza Motorsport 7

Un anno è passato, la Ford è un lontano ricordo ormai, ha lasciato spazio a una spettacolare Porsche 911 GT2 RS (che aveva lasciato il segno anche sul palco dell’ultimo E3 a Los Angeles, nda), portabandiera di uno dei capi più saldi della storia di Microsoft Xbox, un compito importante e per nulla scontato. Forza Motorsport si presenta in lingua inglese con sottotitoli completamente in italiano (non sempre sincronizzati perfettamente con il parlato), e qui mi tolgo già il sassolino dalla scarpa, perché dopo anni di doppiaggio in lingua nostrana rimango davvero deluso e amareggiato da una scelta che ha caratterizzato qualche tempo fa Forza Horizon, e che ora ha infettato il titolo principale della serie Forza. Nessun motivo al mondo può farmi cambiare idea rispetto al fatto che un titolo di questo tipo debba assolutamente avere parlato e scritto in lingua locale.

Ciò che va immediatamente chiarito, oltre il doppiaggio mancante, è un punto a vantaggio, ed è quello che riguarda la concezione e realizzazione di questo settimo capitolo della storia, che mai mostra il fianco seppur fatto girare su Xbox One, e anzi, ti dirò anche di più: fatto girare su Xbox One e da disco USB esterno, perché mi sono ormai preparato a fare lo switch di console mettendomi nella condizione di non voler reinstallare nulla. Video catturati in gioco e immagini pubblicate da Microsoft nel corso di questi mesi (evidentemente mettendo in risalto l’hardware di Xbox One X) sono per il momento inarrivabili, è vero, ma non noterai alcunché di sbagliato, nulla fuori posto, nulla con il cappio al collo o rallentato (salvo un meno immediato recupero delle piste sulle quali scontrarsi, cosa che nel frattempo ti permette di mettere a punto il settaggio macchina e quello del pilota con i suoi miglioramenti).

Tu, la tua tuta, la tua compagna

Scegli il sesso del pilota, scegli la tuta e parti, le chiavi delle prime macchine non devi neanche mettercele tu, perché per prendere confidenza con il nuovo titolo guiderai 3 diversi tipi di compagna di viaggio, affrontando quindi tipi differenti di piloti guidati dalla IA e condizioni meteo non sempre ottimali (tutt’altro), è la prova del fuoco per te che vuoi affrontare poi una robusta campagna singola in attesa di poterti dedicare al multiplayer di Forza Motorsport 7.

I tracciati sono tanti, i più belli sono quelli sui quali probabilmente hai già corso in passato, e portare al limite una vettura su quelli di casa nostra fa sempre un certo effetto, il Mugello me lo sento nelle vene, mi scorre dentro e affondo l’acceleratore non preoccupandomi di quello che sta per arrivare, di quella curva che riesco già a scorgere all’orizzonte e che so bene mi metterà in difficoltà all’ultimo secondo, quando mi toccherà andarci giù pesante con un colpo di freno e forse con una inevitabile derapata da tenere a bada, quella ti caricherà come un mulo in salita.

Prima di tutto questo c’è però la pratica, e dovrai farla emulando le gesta di campioni che hanno scritto il proprio nome in quella che è la storia dell’automobilismo (e non solo), cercando di far fronte alle prime difficoltà, a quelle imprecazioni che tirerai quasi certamente quando la pioggia o l’acqua che si tira su da una pozzanghera colpita a piena velocità prenderà possesso di buona parte della tua veduta principale, quella che ti serve per evitare di fare clamorose puttanate (passami il francesismo), ed è una cosa che mi piace assai, devo ammetterlo.

È solo allora, alla fine del tracciato e -possibilmente- sul gradino del podio valido per portare a casa buoni punti in classifica, che potrai scegliere con che automobile iniziare a scalare la tua personale vetta, dare una buona impronta a quella che sarà la tua carriera virtuale (e lì mi spiace, ma la mia fedeltà è verso la casa tedesca). Mia la Golf e il suo essere così poco delicata.

Da ora in poi, sarà tutto un crescendo e una più che buona scusa per collezionare nuovi mezzi (da portare anche in pista, secondo il tuo umore e voglia di metterti in gioco), affrontare campionati, battere gli avversari più tosti e troppo poco propensi a lasciarti strada libera. Alcuni di quei mezzi dovrai conquistarteli, altri potrai acquistarli, altri ancora cominceranno a essere disponibili solo tramite vendita specializzata o con una base acquisti precedente che dovrai già aver portato a termine, serve a fare da vetrina per gli oltre 700 modelli riprodotti fedelmente in gioco, e su questo c’è ben poco da discutere, resta solo il poter apprezzare in religioso silenzio.

Forse ciò che meno mi piace sono quelle casse premio che possono includere sì belle mod (ti serviranno per migliorare punteggi e guadagni a fine gara, senza spreco perché si disattivano solo una volta raggiunto l’obiettivo) e automobili rare (o per lo meno non così facili da ottenere), ma che ti porteranno via crediti che ti sarebbero potuti servire per fare altro, e te ne accorgerai sempre troppo tardi (mannaggia a me e a quando decido di comprare vetture storiche che adoro, senza aspettare un attimo!). Niente micro-transazioni però, fortunatamente, altro punto a favore del titolo (ti servirà solo della pazienza e della bravura per continuare a vincere crediti attraverso le gare di campionato o le semplici esibizioni).

La ricerca del dettaglio

Te ne ho già parlato prima ma voglio farlo ancora: se c’è una cosa che ho adorato in Forza Motorsport 7 è quella maniacale ricerca del dettaglio, cosa che in realtà ha sempre contraddistinto il titolo sin dai primi albori. Vuoi le più di 700 auto disponibili, vuoi le condizioni meteo che possono farti passare dinamicamente dalla giornata più soleggiata a quella catastroficamente caratterizzata dall’acqua che toglie visibilità e controllo della vettura, con un susseguirsi di giorno e notte (e anche in quest’ultimo caso la visibilità ne risente parecchio, facendoti sudare la vittoria o la testa della gara per alcuni giri), Forza Motorsport 7 non lascia niente al caso (e se lo fa, è perché è stato programmato per farlo!).

Se noterai come me (e tantissimi altri giocatori) l’alzarsi della polvere in tracciati sabbiosi (causati dall’elicottero delle riprese sopra la tua testa) o quell’orizzonte disturbato come se stessi vedendo un vecchio televisore (causato quindi dal caldo emanato dall’asfalto) non preoccuparti, non ci vedi doppio, stai solo ammirando una perfezione artistica fedelmente riprodotta. Un orgasmo persino per i fissati dei 1080p a 60fps costanti, senza dimenticare mai qual è la vera natura del titolo, a metà tra arcade e simulativo per permettere a tutti di divertirsi, senza la pressione del dover fare tutto senza sbavatura alcuna, senza quel fiato sul collo e la scure pronta a mettere la parola fine alla tua gara. Potrai sempre recuperare, dovrai solo metterci un po’ più di impegno, che generalmente equivale a tirare nel pentolone quell’ingrediente che è il maggiore divertimento e il senso di sfida da cogliere al volo.

Nulla cambia rispetto al passato per chi ti accompagnerà in pista, e non ci sarebbe motivo di farlo. I drivatar funzionano perfettamente e sono i giusti compagni per le tue gare, quando gli amici non sono connessi a Xbox Live per poter gareggiare realmente contro di te. Errori, sbavature, tempi da favola, fa tutto parte di uno schema imprevedibile e che ricalca fedelmente il modo di giocare di chi sei abituato a sfidare o avere dalla tua parte, e sai meglio di me che squadra che vince non si cambia.

Si può quindi parlare di capolavoro? No. Non perché gli manchi qualcosa (c’è anche troppa carne al fuoco), ma perché quei pochi difetti che porta in dote hanno un loro peso specifico, impossibile da ignorare. E sì, io la questione del doppiaggio me la sono realmente legata al dito.

E su Xbox One X?

Ho volutamente procrastinato la pubblicazione di questo mio pezzo benché pronto, solo per aspettare che mi arrivasse la Xbox One X, con la quale rimettere alla prova Forza Motorsport 7. Mi sono accorto di qualche differenza? Sì, diverse, e vanno ulteriormente a migliorare un risultato già ben oltre la sufficienza piena, un voto che a scuola qualcuno di noi poteva solo sognarsi. Potrei parlarti della maggiore velocità nel caricamento delle piste e di ogni loro dettaglio, della bellezza e della cura degli interni delle auto o delle loro carrozzerie che reagiscono ai diversi punti luce, degli effetti creati dopo un dritto in piena curva, nel ghiaione (qui i romagnoli possono capire bene).

Di sicuro decido di dirti una cosa: dagli un’occasione, non te ne puoi pentire in nessun caso, soprattutto se il genere ti attira più di quanto non faccia il miele con l’orso. E poi, se avanza qualche minuto del tuo tempo, puoi sempre farti due risate con i video registrati in gioco (no, non vale prendermi per il culo, l’ho già fatto da solo punendomi e mettendomi in ginocchio sui ceci).

× Disclaimer

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