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Argomento delicato. La telemetria viene vista spesso con occhio sospetto, scambiata facilmente come invasione della privacy. Senza di lei però i programmi continuerebbero a rimanere potenzialmente instabili e pachidermici, appesantiti da codice che in alcuni casi non viene più utilizzato, o che è possibile ottimizzare in base ad architetture in continua evoluzione, che possono quindi premiare tutti gli utilizzatori nel corso del tempo, occupando loro meno risorse. La telemetria viene utilizzata da Mozilla (tanto per citare una società che ci tiene parecchio alla privacy altrui) ma è anche alla base dei prodotti principali di Microsoft, Windows e Office in primis.

Microsoft Windows and Office Banner

A calcare la mano però ci pensa proprio Microsoft, con consumi che di tanto in tanto (fortunatamente) sforano alla grande rispetto a quello che dovrebbe ricadere in qualcosa di simile alla “cortesia” (mi fai sapere come vanno i miei programmi? Ma certo, eccoti i dettagli della telemetria), andando così a impattare sul lavoro che è necessario portare a termine nei tempi richiesti. Agevolo screenshot:

Windows & Office un taglio alla Telemetria 1

Ora, appurato che anche Symantec ci mette del suo nel momento più sbagliato, non può comunque passare inosservato quel doppio processo che va a consumare poco più del 50% di CPU. Nello specifico dello screenshot si è trattato di telemetria di Office, ma anche quella di Windows non scherza. La prima citata gira tramite un paio di processi schedulati (entrambi fanno riferimento allo stesso eseguibile e una serie di parametri da riga di comando), la seconda tramite un servizio sempre attivo sulla macchina.

Il servizio si può fermare e disabilitare (così che non parta all’avvio del sistema), i due processi schedulati possono essere disabilitati (e basterà un semplice riavvio per mettere subito in atto la modifica). Se l’operazione manuale non ti alletta, ho messo mano al solito file di testo che è presto diventato un batch e poi un eseguibile (per entrambe le cose, separatamente, così rimane a te la scelta di cosa fermare e cosa no).

Trovi gli eseguibili agli indirizzi:

Entrambi i programmi devono essere eseguiti come amministratore. Ti permetteranno di modificare lo stato del tuo sistema o di tornare indietro in qualsiasi momento (ho inserito ambo le possibilità, così da ripristinare uno stato originale in qualsiasi momento). Per entrambi i batch ho cercato di rimanere quanto più generico possibile, così da provare a mantenere una piena compatibilità con i sistemi operativi più recenti, strizzando l’occhio anche al vecchio ma sempreverde Windows 7.

I test sono stati eseguiti su Windows 10 1703 (la Creators Update), ho fatto girare il tutto anche su un Windows 7 Pro Sp1, funzionante anche in questo caso. Se noti problemi nell’utilizzo, ti prego di farmelo sapere, l’area commenti è a tua totale disposizione! :-)

grazie ai contributi di:
computerstepbystep.com/base_filtering_engine_service.html
stackoverflow.com/questions/17412150/batch-regex-the-output-of-reg-query-command-to-a-variable
windowsitpro.com/windows-10/how-turn-telemetry-windows-7-8-and-windows-10
itechtics.com/disable-telemetry-data-collection-windows-10
technet.microsoft.com/en-us/library/cc766529(v=ws.11).aspx

La nuova versione del sistema operativo mobile di casa Apple è finalmente stata resa disponibile qualche giorno fa, voglio buttare giù qualche riga per raccontarvi la mia esperienza, maturata in quest’ultimo mese durante il quale ho potuto giocarci sul mio telefono personale (si, ho forzato l’installazione prima del rilascio ufficiale).

Stabilità, performance, batteria

L’argomento principale, un po’ sulla bocca di tutti perché ad ogni nuovo rilascio si spera sempre che l’esperienza insegni e aiuti a non commettere gli stessi errori del passato, speranza però vana perché quello che impatta di più sul risultato finale è l’hardware, e quello rimarrà sempre lo stesso a prescindere dal software, faccio ovviamente riferimento alla batteria e alla sua durata che con iOS 6 GM non sembra aver mantenuto lo stesso regime di consumi del suo predecessore 5.1.1, spero quindi che migliori con un eventuale nuovo rilascio minore prossimamente.

In quanto a stabilità e velocità di reazione beh, quella è sempre stata più che accettabile (tranne qualche sporadica anomalia dovuta a qualche applicazione) e se il vostro dispositivo lo consente anche iOS 6 manterrà alti gli standard di fruizione di tutte le sue funzionalità e delle applicazioni di terze parti sviluppate e rilasciate in App Store. Di certo non è come pensare di far girare un sistema 5 su un iPhone 3 (visto e provato, inservibile).

Tutto sommato positivo il giudizio per quello che riguarda la compatibilità. Ho provato molte delle mie applicazioni senza avere il minimo problema, molti degli sviluppatori ne hanno già approfittato per rilasciare le nuove versioni dei loro software, pronti quindi all’uscita dell’iOS 6. Unico neo che spero Cisco possa correggere quanto prima nel suo AnyConnect è l’impossibilità di risolvere i nomi a dominio sotto VPN, cosa che ha sempre funzionato fino alla release precedente di iOS (vedi precisazione in fondo all’articolo), se qualcuno li fuori dovesse avere la stessa rogna e abbia magari trovato una soluzione tampone faccia un fischio nei commenti!

Integrazione, Social Network

Dopo aver riscosso un discreto successo, l’integrazione dei Social Network con il sistema viene promossa a pieni voti e ampliata, includendo ora anche Facebook così come è successo per Twitter circa un anno fa. Voce delle impostazioni dedicata, possibilità di fare sharing immediato dei contenuti, possibilità di richiamare il menu delle notifiche e vedere / utilizzare i pulsanti rapidi per la pubblicazione di un commento su entrambi:

Chiaramente Facebook comparirà ora anche tra le possibilità di scelta per la condivisione immediata dei contenuti, per l’occasione rivista e ridisegnata grazie all’utilizzo delle icone, che prendono il posto del puro testo utilizzato in iOS 5:

Stessa sorte “sociale” per lo streaming fotografico che ora può essere condiviso con gli amici e, nel caso in cui non ve ne basti uno, potrà anche essere doppio, triplo, ecc. Potete crearne quanti ne volete e scegliere cosa inserire e con chi condividerlo. Occhio quindi a ciò che scattate, i vostri contatti potrebbero vedere fotografie “scomode” ;-)

Non ho volutamente provato a creare nuovi streaming (anche perché non mi interessa granché condividere foto direttamente da iCloud / iPhone, ci sono metodi alternativi che utilizzo con soddisfazione quotidianamente.

Benvenuto BlackBerry!

Non sono ancora pazzo, non del tutto almeno. In realtà sorrido pensando a una delle poche funzioni che ho sempre rimpianto da quando ho definitivamente abbandonato il BB aziendale passando ad iPhone: il Do Not Disturb, per gli amici: “Non disturbare“, che approda ufficialmente in iOS 6.

Una delle funzioni più stupide ma allo stesso tempo più utili per la sopravvivenza notturna del proprio fisico ma soprattutto della propria mente. La possibilità di far tacere in tutto e per tutto il telefono fatta eccezione per i numeri ai quali teniamo di più che potrebbero contattarci per motivi davvero urgenti ma soprattutto personali (o aziendali, se avete la reperibilità h24 tra i servizi offerti da onorare).

La vedete quella luna vicino all’orario corrente? Sta a significare che il telefono si trova nella condizione appena specificata. Non squillerà in caso di telefonata, non vibrerà, non si illuminerà ma continuerà a fare il suo lavoro come nulla fosse, niente andrà perso o rimandato all’accensione. Semplicemente nessuno (a parte una lista di preferiti che potete popolare con i contatti ai quali tenete di più, o magari basarvi su gruppi già creati in passato sul telefono / tablet).

Penso si tratti di una delle funzioni più utili (re)introdotte con questo nuovo sistema.

Controlli a portata di clic

WiFi, Bluetooth, Hotspot personale, VPN. La maggior parte di queste scorciatoie era già disponibile con un semplice clic su Impostazioni. Entra (finalmente, ndr) a far parte del gruppo anche la voce Bluetooth, fino a prima visibile solo con un doppio passaggio (Impostazioni / Generali), più comoda quindi da “intercettare” per poter accendere o spegnere il servizio quando non utilizzato.

Certo se avessero la possibilità di inserirlo nella tendina delle notifiche come Android sarebbe estremamente più comodo, ma questo è un altro pensiero “fisso” dalla notte dei tempi, e non credo che passerà facilmente a realtà a meno che non si voglia effettuare il jailbreak del proprio telefono.

Raggruppato tutto il resto, come a voler differenziare le aree d’impostazione interessate. Un gruppo di opzioni per la connettività, uno per le notifiche e la possibilità di non essere disturbati, un altro ancora per quello che riguarda i suoini, la luminosità e la privacy che stavolta è stata “rinnovata” e incattivita chiedendo specifico accesso alle risorse salvate sul dispositivo (contatti, calendari, fotografie, ecc.) per ciascuna applicazione che ne fa richiesta (quindi la possibilità di far accedere un’app solo alle fotografie ma non ai contatti, tanto per fare un esempio).

Seguono poi a ruota le impostazioni sulla parte telefonica, messaggistica, video, ecc. Oltre a Twitter (come detto nel secondo paragrafo) stavolta c’è anche Facebook con possibilità di collegamento a più account e integrazione di contatti e calendari.

Le applicazioni di terze parti vengono (come sempre) lasciate in fondo all’elenco.

La sgradita novità: Maps

Per molti è la più grande delusione di questa nuova versione di iOS. Niente che non faccia rimpiangere davvero Google Maps, fatta eccezione per il navigatore punto-punto con voce che grazie alla collaborazione di TomTom, Apple è riuscita ad offrire ai suoi clienti.

Questo divorzio dal colosso di Mountain View ha prodotto un vantaggio per quello che riguarda l’applicazione di YouTube (decisamente migliore quella tirata fuori ad-hoc e disponibile su AppStore), lasciando però un discreto vuoto e senso di smarrimento per quel che riguarda le mappe consultabili online. Le persone sono state abituate ad avere un navigatore vero e proprio installato sul telefono, come applicazione di terze parti. Difficilmente molti sceglieranno di tornare sulla propria scelta preferendo quello integrato (rigorosamente IMHO). Fortunatamente Google sta già lavorando e attendendo l’approvazione in AppStore per poter integrare nuovamente le sue mappe sul telefono di Cupertino, incrocio personalmente le dita per loro!

E Siri?

Si, c’è anche Siri, finalmente in italiano, non certo infallibile e molto “insicuro” per essere considerato novità di punta di questo sistema. Sarà il sovraccarico dei server, sarà che si trova ancora in fase “Beta“… in ogni caso sono più le volte che non ci prende che quelle in cui riesce a eseguire quanto richiesto. Apple la descrive e raccoglie domande / risposte all’indirizzo apple.com/it/ios/siri, magari può tornarvi utile.

La speranza è quella che il servizio, essendo in cloud, migliori con il tempo. Che esca quindi dalla fase BETA dichiarata sulla stessa pagina ufficiale di Apple per poter essere seriamente integrato in sistemi di terze parti e magari far tendere a zero (o quasi) la sgradevole abitudine italiana di avere sempre il cellulare in mano senza poter delegare nulla al controllo vocale.

In conclusione

Tanti (troppi) gli articoli che ne parlano, molte le giuste osservazioni e proposte fatte da chi questo strumento lo utilizza quotidianamente per lavoro o per diletto. iOS 6 ha portato con se le la solita polemica per le grandi assenze, per le funzioni sperate ma non ottenute, per i miglioramenti (a dir di Apple) che migliorano davvero poco la vita degli utenti. Scelte aziendali non sempre felici che finiscono puntualmente per essere digerite, apprezzate ed infine osannate (si, questo è grosso modo lo standard dei forti sostenitori di Cupertino, ndr).

Personalmente credo di trovarmi nel mezzo: alcune mosse azzeccate, altre completamente da scartare. Sono fiducioso in futuri accorgimenti (e correzioni) che spero non tardino troppo ad arrivare, in ogni caso sono sempre più orientato e curioso nei confronti del mondo Android, un Samsung Galaxy S2 (non serve il 3, dai!) potrebbe effettivamente farmi capire quanto sono legato ad Apple nel panorama mobile e quanto sia realmente necessario portarsi dietro il telefono della mela, non fosse per la maggiore diffusione e scelta di applicazioni disponibili (contando comunque che Google Play continua a macinare ottime cifre).

E voi? Cosa ne pensate di questo aggiornamento?

Aggiornamento del 25/09/2012 14:00
Doverosa la precisazione che mi ha fatto notare il boss e che voglio condividere:

Il malfunzionamento NON è generico della VPN, ma solo verso i domini .local e solo se la VPN viene attivata su trasporto 3G; se il trasporto è  WiFi (quella di casa per esempio) la VPN funziona perfettamente. Probabilmente non è AnyConnect il problema, ma l’iOS che interviene e che presume qualche cosa quando si è in 3G.