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Per circa un giorno (qualcosina in più, in realtà), fuorigio.co è rimasto down a causa di OVH e dei problemi relativi agli storage che ospitano i database MySQL. No SLA, “no-excuses”, niente di niente. Una telefonata al supporto, un paio di pagine dedicate allo stato di “salute dei servizi” e a ciò che stanno facendo per riportare online (ancora adesso) un numero non meglio definito di siti web. Gli operatori non sanno più che raccontare, quasi sono stufi di stare a sentire l’ennesima lamentela di persona pagante che non può sfruttare il servizio, e non certo per “una manciata di minuti“.

Che cosa sta succedendo a Fuorigio.co (e OVH)?

Agevolo URL che passano da Google Translate per trasformare il francese in inglese (ma perché usare il francese per qualcosa che impatta mezzo mondo? Credo che l’inglese in questi casi sia un atto dovuto, nda):

113 VM with the databases were impacted.

We are sincerely sorry for this failure. The
The last breakdown of this magnitude dates from 2006 and
At the time, we questioned all the
Storage technologies that we use at Ovh.
This breakdown is one more lesson and we will
To communicate the changes that will take place
End of this incident to avoid relive the next
Breakdown of this magnitude in 10 years.

Che un danno simile non si verificasse dal 2006 è lodevole (anche se lo considero più che normale, quando si svolge questo tipo di lavoro e si ha a che fare con così tanti clienti), che tutte le buone intenzioni (“per evitare ulteriori disastri per almeno altri 10 anni”) ci siano lo è altrettanto, ma che un sito web non torni up&running in tempi più decenti proprio no. Il nostro è un progetto che gestiamo nel tempo libero, che portiamo avanti per pura passione, che non ci paga gli stipendi. Se fosse stato qualcosa di diverso, qualcosa che non necessitava delle risorse messe a disposizione da un server dedicato (VPS e famiglia) o un investimento più grande (necessario per salire lo scalino da hosting condiviso a dedicato), quanto sarebbe stato carino e cortese dire “Niente SLA, sono cose che possono succedere e non ci sarà rimborso alcuno“?

A questo punto non resta che aspettare. Il nostro piccolo progetto collaterale è ora online ma con una caterva di errori WordPress randomici dovuti alla mancata possibilità di scrivere nel database attualmente tornato inizialmente disponibile in sola lettura, con tanto di informazioni in bella vista che non posso andare a togliere se non oscurando completamente il sito web. Cambierò nome, password e qualsiasi altra informazione a quel database, per evitare possibili ulteriori problemi in futuro.

L’amaro in bocca me lo rimetto nel sacco, il tempo perso invece no, quello è certamente passato a miglior vita, ora non resta che lavorare.

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WordpressHackSourceCodeSe usi WordPress sai già che l’avatar di ciascun autore viene generalmente cercato (e quindi caricato, se trovato) su Gravatar, ottimo servizio (realizzato e tenuto in piedi da chi di WordPress dovrebbe intendersene, ;-)) che centralizza la gestione dei propri avatar, permettendoti di stabilire le corrispondenza tra indirizzo di posta elettronica utilizzato e immagine da mostrare. Dato però che alcuni non lo utilizzano, il problema del “cosa mostro” si pone nel momento in cui questi diventano autori di un blog che mostra quella fotografia mancante, generalmente rimpiazzata da una delle proposte di default di WordPress, non esattamente il massimo della bellezza.

Come rimediare? Semplice. Si definisce un “Custom Avatar” aggiuntivo che magari mostri il logo del sito web (o del prodotto che si intende far conoscere) e lo si fa comparire tra le possibili scelte dell’impostazione Default Avatar (quella che si trova sotto SettingsDiscussionAvatars) in Dashboard amministrativa. Ho aperto il file functions.php del tema di Fuorigio.co (dove il problema si è presentato) e ho aggiunto questo codice (te lo spiego subito dopo):

// New Default Avatar - Personalizzato Fuorigio.co
function fCoCustomAvatar ($avatar_defaults) {
    //$myavatar = get_bloginfo('template_directory') . '/images/IlTuoAvatar.png';
    $myavatar = 'http://www.gravatar.com/avatar/7fe86e7de2f3b97891004619d394ac9b?s=100';
    $avatar_defaults[$myavatar] = "Custom Fuorigio.co";
    return $avatar_defaults;
}
add_filter( 'avatar_defaults', 'fCoCustomAvatar' );

Altro non è che l’ennesima funzione che va a ritoccare il comportamento predefinito del software, specificando un nuovo avatar che si andrà ad aggiungere a quelli proposti da installazione pulita di WordPress. Fai attenzione a:

//$myavatar = get_bloginfo('template_directory') . '/images/IlTuoAvatar.png';
$myavatar = 'http://www.gravatar.com/avatar/7fe86e7de2f3b97891004619d394ac9b?s=100';

Sono due righe che in realtà si occupano di fare la stessa operazione, puoi togliere e posizionare il commento (//) dove preferisci, in base all’esigenza. La prima (commentata, nel mio caso) prevede l’utilizzo di una immagine (IlTuoAvatar.png) che dovrai inserire nella cartella “images” del tuo tema. Ovviamente potrai cambiare il nome dell’immagine e la posizione in cartella in base alla tua situazione.

La seconda (quella che utilizzo) non carica l’immagine dalla cartella del mio hosting, ma pesca direttamente un file online, dai server di Gravatar. Il pro di questa scelta è che rendi dinamico il cambio dell’immagine (gestita tramite Gravatar e associata a uno specifico indirizzo di posta, appunto), il contro è che, nel caso in cui il servizio non funzioni correttamente, non verrà visualizzata sul tuo sito web, rallentandone anche il caricamento di pagina. Pillola rossa o pillola blu? ;-)

$avatar_defaults[$myavatar] = "Custom Fuorigio.co";

Determina il nome dell’avatar di default che potrai selezionare nella lista di quelli disponibili. È un fattore puramente estetico ma -si sa- anche l’occhio vuole la sua parte. Il resto può e deve rimanere invariato. Una volta salvato il file e caricato nuovamente sullo spazio FTP (a meno di non fare la modifica in diretta), aggiorna la pagina delle opzioni di Discussion, dovresti poter finalmente notare il risultato della tua “fatica“:

WordPress: aggiungere un avatar di default (per chi non ce l'ha)

Selezionalo, salva le modifiche, goditi la novità.

Cheers.

p.s. Se non vuoi star lì a modificare il codice del tuo functions.php, puoi sempre ricorrere a un plugin che faccia lo stesso identico lavoro, come “Add New Default Avatar“:

Add New Default Avatar
Add New Default Avatar
Developer: Kailey Lampert
Price: Free
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Non è Natale, ma credo sia la giusta occasione per utilizzare questo video:

Si, perché per ogni conferenza Apple, c’è sempre un prima, un durante, un dopo. Non ti trovi al banco delle ovvietà, è solo un pensiero personale, qualcosa che ho già visto mille volte, molto probabilmente lo hai visto anche tu. I rumors, i suggerimenti per includere ogni cosa nella nuova versione dello smartphone che ha cambiato la storia, le conferme e i tick ✔ per capire quanto il totoscommesse ci abbia preso, per pura fortuna o perché c’è qualche uccellino che cinguetta più del dovuto.

Seven: "Il miglior iPhone di sempre" (TM) 4

Lui è 7

iPhone 7 è stato svelato, ufficialmente presentato, e insieme a lui anche gli accessori e le novità che Apple ha scelto per vecchi e nuovi clienti. Riporto le parole di un amico con le quali sono in accordo al 90%: per quanto schifo ci faccia, l’iPhone segna la strada che prenderanno anche gli altri costruttori (prendo in prestito Luca, poi restituisco, promesso!). Il restante 10% in realtà riguarda il fatto che a me iPhone non fa schifo, affatto. È sempre stato un buon telefono, perfetto anche nei suoi difetti, adatto a tutti, anche a chi non ha mai maneggiato uno smartphone poiché estremamente intuitivo e difficile da mettere in ginocchio con passaggi sbagliati fatti solo perché non si sa dove mettere mano. Di motivi per i quali non sceglierei di tornare su di lui (come telefono personale) ce ne sono, ma sono di altro tipo.

"Il miglior iPhone di sempre" (TM) 2

Con l’arrivo sul mercato di iPhone 6, Apple aveva deciso di eliminare il taglio di memoria da 32 GB, fino ad allora il migliore nel rapporto qualità-prezzo sul listino di Cupertino. Siamo seri, oggi molti di noi fanno un uso intensivo di servizi di storage in cloud, da Dropbox a Spotify, passando per iCloud o scegliendo Google Photos per conservare tutto lo storico del proprio rullino fotografico. Cosa c’entra Spotify? So bene che non si tratta di “spazio disco in rete“, ma nel mio caso ha completamente sostituito la libreria musicale che prima facevo -per forza di cose- entrare nella memoria locale di un iPhone 4S, tutt’al più oggi mi limito a conservare in offline qualche album, stando intorno ai 4 o 5 GB di cache, per evitare di consumare il piano dati in palestra o in luoghi non ben coperti da connettività.

Prezzi

Ma torniamo sulla questione memoria (che richiama inevitabilmente anche il dettaglio sui prezzi). Ancora una volta è Apple a decidere. Il taglio da 32 GB è tornato sul mercato ma è considerato adesso l’entry-level, si passa infatti ai superiori 128 o 256 senza alcuna via di mezzo, dicendo definitivamente addio a quel piccino 8 GB durato molto poco (per fortuna, peccato però che sia stato acquistato da parecchi clienti poi –ovviamente– scontenti nel corso del tempo) e quel 16 sempre esistito, così come per il 64 che ci ha accompagnato per un po’. C’è molta confusione agli occhi dei clienti, molta meno nel reparto di marketing. Se credi che il 32 GB sarà piccolo, stai sicuro che ti fionderai sul 128 senza battere ciglio, pagando a caro prezzo un upgrade di spazio locale. I prezzi? Sono quelli già disponibili alla luce del sole. In Italia si va dai 799€ ai 1019€ (rispettivamente per taglio da 32 GB e 256 GB, il 128 GB costa 909€) per un iPhone 7 standard, si sale invece di un gradino per quello Plus, dai 939€ ai 1159€ (rispettivamente per taglio da 32 GB e 256 GB, il 128 GB costa 1049€), tenendo però presente che in entrambi i casi, la nuova colorazione Jet Black non verrà venduta nel taglio più piccolo. Vuoi fare il figo? Fallo come si deve.

"Il miglior iPhone di sempre" (TM) 1

Le vere novità (ironia come l’IVA, al 22%)

L’ho già detto che si tratta del miglior iPhone di sempre? È l’impronta stessa dell’azienda, difficile pensare che possa fare peggio dell’iPhone subito antecedente, è giusto che ci creda, è giusto che ci credano i fanatici e anche quelli che probabilmente stanno per scegliere un iPhone come prossimo loro smartphone. È per forza di cose il migliore di sempre perché tecnologicamente avanzato, perché introduce novità spesso belle, perché fa scelte stilistiche azzeccate, perché è un maledetto status symbol. Al diavolo se si sceglie di eliminare il jack delle cuffie e si include uno splendido adattatore per andare a bloccare l’unica porta lightning che quindi non potrà essere contemporaneamente utilizzata per caricare la batteria del telefono.

Seven: "Il miglior iPhone di sempre" (TM)

Apple vuole un futuro libero da fili, non manca di dirlo nel video di presentazione ufficiale di quello che sarà l’accessorio più desiderato, delicato e facilmente smarribile del mercato, gli AirPods.

Che te lo dico a fare? Sono belli vero? Come dici? Ti fanno schifo perché sembrano gli auricolari attuali con il filo tagliato? Beh si, forse hai ragione, ma ti assicuro che funziona un po’ come quella canzone che all’inizio dell’estate non potevi sopportare, ora la canticchi in macchina mentre gli altri passeggeri non sopportano te. Tutto studiato, nei minimi dettagli, al resto ci pensa il marketing d’assalto che nel caso di Apple potrebbe fare scuola da qui all’eternità, potrebbero vendere frigoriferi agli eschimesi o preservativi agli uomini di chiesa (uhm). AirPods, non avrai altro suono all’infuori di loro, con la massima resa sonora, la leggerezza di una piuma, il microfono ambientale in grado di togliere qualsiasi rumore di fondo, persino quello prodotto dalle flatulenze alle quali darai libero sfogo sul divano mentre sei in conversazione con il tuo capo.

Il tutto per la modica cifra di 179€ da listino Apple. E non mi soffermo certo a parlare del loro fantastico contenitore che in un solo colpo farà da custodia e culla di ricarica. Parla da sé.

Seven: "Il miglior iPhone di sempre" (TM) 1

Ho amici che fanno chiaramente già ironia su chi fa a sua volta ironia sulla quantità di AirPods che verranno smarriti, lasciando orfani il proprio fratello di sinistra (o di destra, dipende da quello che si smarrisce per un qualsiasi motivo). Dai ragazzi, si fa per ridere, anche perché mi auguro che per quella cifra ci si metta una catena per tenerli ben allacciati al collo e non perderli neanche volendo. Ricordo ancora bene quella volta che ho deciso di abbandonare gli auricolari standard di Apple per acquistare la versione in-ear, era la prima realizzata da Cupertino, bellissima e dalla qualità audio eccezionale. Li ho rotti, pur trattandoli bene e tenendoli nella custodia appositamente acquistata, dopo circa un anno di attività. La terza volta che il centro assistenza mi ha visto tornare con quegli auricolari mi ha pregato di accettare un buono di pari valore per acquistare un diverso prodotto. L’ho fatto, un equivalente di diversa marca, ce l’ho ancora oggi, perfettamente funzionante.

E qui rispondo anche a Paolo, altro amico che giustamente critica coloro che criticano Apple e le sue scelte. Faccio parte della schiera di quelli che hanno un iPhone, un MacBook Retina, un iPad Mini, un Magic Mouse e fino a poco tempo fa un Apple TV. Io amo Apple, realizza prodotti straordinari, poi ogni tanto ci molla la stronzata come è giusto che sia, non siamo mica perfetti, ma permettimi di pensarlo e dirlo, al massimo genero qualche flame con i fanboy che per Apple si strapperebbero i peli dal petto.

Che poi, in realtà, non sono certo si possa parlare di stronzate, perché in fondo se Apple continua a vendere e guadagnare su qualsiasi cosa faccia, un motivo ci sarà, giusto? Penso sia proprio questo il succo di questo mio pensiero e relativo pezzo scritto, il permetterti di capire che non c’è giusto e sbagliato. C’è chi fa parlare le vendite, i piazzamenti, quei corridoi brulicanti di sapientoni e scommettitori del sabato sera sempre pronti a darti la notizia come ricevuta da Tim durante l’ultima colazione insieme a Cupertino. È una versione più evoluta della videosorveglianza di quartiere dei tempi delle nostre nonne, ovvero le stesse nonne affacciate alle finestre e pronte a controllare ogni cosa.

Abbiamo riso (me per primo) e criticato tantissimo in occasione del lancio del primo iPad. Sappiamo tutti com’è andata a finire. La storia si ripete e coinvolge anche Apple Watch (la seconda serie) e quella linea lanciata da Nike che assomiglia fin troppo alla grafica utilizzata nelle autoradio del 2001, eppure…

Sei pronto al mercato del futuro e ai prezzi sempre più simili al mercato del laptop? Samsung è già lì che si sfrega le mani per il prossimo S8, ammesso che risolva il più attuale problema delle batterie dei suoi nuovi Note.

Seven: "Il miglior iPhone di sempre" (TM) 3

Che poi tutto questo frastuono per cosa? Il miglior annuncio è senz’altro lui, quello che attenderò con tanta pazienza e dita pronte a tornare a giocare sullo schermo di iPhone, non lo faccio da anni (se non con l’eccezione di Pokémon Go, mi hanno trascinato dentro, giuro, non c’entro, non è colpa mia).

30 anni (e più, ormai) e non sentirli, Nintendo ha vinto tutto un tempo, riesce a farlo ancora senza cambiare pressoché nulla, alla faccia di chi impiega anni per studiare, realizzare e pubblicare giochi “da togliere il fiato“, che a nulla serve se poi si torna alle origini ed è subito lo scatto zero-cento per andare a prendere il fungo verde, per tirare a campare una vita in più.

Lunga vita ad Apple e a chi la sostiene rendendola sempre più forte (compresi quelli che piantano la tenda fuori dallo Store già due settimane prima per mettersi in fila e acquistare il nuovo iPhone 7).

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Avete una doppia installazione di WordPress. Magari una di queste è comune a molti autori, un progetto, un qualcosa di costantemente mantenuto in parallelo al sito web che tutti possono vedere perché così sarete in grado di testare modifiche prima di portarle in produzione. Non è fantascienza, è pura necessità quando si vuole evitare di andare offline per uno stupido errore dovuto a un plugin, una modifica al tema grafico o chissà cosa. Dalla stessa necessità nasce anche “Environment Notice“, banale plugin che permette di mostrare a chiunque sia collegato in Dashboard un messaggio che gli ricorda che è attualmente loggato nell’installazione “di test” di WordPress.

Environment Notice

Environment Notice è attualmente utilizzato anche su Gioxx’s Wall e Fuorigio.co, ed è stato realizzato basandomi sull’idea dello storico plugin di @fullo (anche se il suo avvisava di un articolo più vecchio di un certo numero di mesi).

Il codice è stato interamente pubblicato sul Wiki ed è possibile scaricare una copia del file PHP da caricare poi sul proprio spazio web: public.gfsolone.com/wiki/doku.php?id=wordpress:environmentnotice.

Attivazione ed utilizzo

Potete scaricare il file del plugin direttamente facendo clic qui, dovrete poi caricarlo nella cartella wp-content/plugins del vostro spazio web. Entrate nella Dashboard del vostro WordPress e attivatelo:

Environment Notice per WordPress 1

In Plugins / Environment Notice potrete (e dovrete, nda) specificare l’URL dell’installazione di produzione di WordPress alla quale intendete rimandare l’utente collegato in Dashboard:

Environment Notice per WordPress 2

Inutile dire che il risultato è già visibile nello screenshot appena inserito, ma se non dovesse essere sufficientemente chiaro, sappiate che tutti gli utenti che navigano la Dashboard di WordPress vedranno il messaggio che li esorta a passare all’installazione di produzione nel caso in cui vogliano pubblicare qualcosa di nuovo:

Environment Notice per WordPress 3

Il messaggio è predefinito ma potete sempre cambiarlo modificando il codice sorgente PHP del plugin (nessuno ve lo vieta), le informazioni riguardo l’URL dell’installazione WordPress di test vengono invece prese automaticamente. L’immagine viene caricata direttamente da questo blog che spero possa essere sempre online, magari una prossima versione la caricherà da una apposita cartella, vedremo :-)

Tutto qui, il lavoro è già fatto ed è pronto chiavi in mano, come al solito se riscontrate problemi o avete domande l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Buon lavoro!

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Come forse molti di voi sapranno già Disqus è un sistema di commenti per siti web, blog e comunità online che si integra perfettamente con i social network, permettendo infatti il login con il proprio utente Twitter, Facebook e non solo. La gestione dello spam, gli strumenti di moderazione e analisi, le notifiche mail, il pannello commenti e molto altro ancora è centralizzato per offrire a utilizzatori e possessori dei siti il massimo della praticità. Il fatto che vengano poi supportati tutti i principali browser da PC ed in parte quelli mobile per smartphone e tablet è un valore aggiunto non da poco.

Disqus è abilitato anche su Gioxx’s Wall e Fuorigio.co e visto che non ero riuscito a trovare nulla di già pronto che mi soddisfacesse, ho voluto creare un widget per WordPress che vi permetta di mostrare nella vostra sidebar (o altrove) gli ultimi commenti pubblicati sul vostro sito web.

Il codice è stato interamente pubblicato sul Wiki ed è possibile scaricare una copia del file PHP da caricare poi sul proprio spazio web: public.gfsolone.com/wiki/doku.php?id=wordpress:disqusrecents.

Attivazione ed utilizzo

Potete scaricare il file del widget direttamente facendo clic qui, dovrete poi caricarlo nella cartella wp-content/plugins del vostro spazio web. Entrate nella Dashboard del vostro WordPress e attivatelo:

Troverete ora il widget tra quelli disponibili nell’area di personalizzazione del vostro tema grafico:

Potrete così portarlo all’interno di quelli da mostrare nella vostra barra laterale (o in qualsiasi altra posizione consenta il vostro tema). Potrete personalizzare il titolo del blocco, l’ID dal quale caricare i commenti (la prima parte dell’URL del vostro sistema commenti registrato su DISQUS) e la quantità di ultimi commenti da mostrare (personalmente ho scelto di tenerne 8, non esagerate, occupano spazio!).

Leggera personalizzazione tramite CSS

Su Fuorigio.co, Lorenzo ha operato una piccola modifica tramite CSS per migliorare l’aspetto del blocco commenti:

Questo il semplice codice utilizzato:

/* DISQUS */
#disqus_thread {
margin-top: 20px;
}

ul.dsq-widget-list {
margin: 0;
}

Inutile dire che tutto ciò che viene caricato può essere facilmente intercettato e modificato in tempo reale con il vostro file CSS, basterà avere un po’ di manualità per questo tipo di cose.

Tutto qui, il lavoro è già fatto ed è pronto chiavi in mano, come al solito se riscontrate problemi o avete domande l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Buon lavoro!

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