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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Consigli pratici di sopravvivenza: si tratta di una modifica (del documento) dello scorso agosto ma che ancora oggi miete vittime abbastanza facilmente. Si tratta dei tempi di Recovery per la posta elettronica eliminata dal cestino di Outlook, quella ancora recuperabile da server, tramite apposito “Recupera posta eliminata“. Se ti stai chiedendo quanti giorni hai a disposizione in questa fase, probabilmente la risposta è 14, e non ti piacerà.

Change how long permanently deleted items are kept for an Exchange Online mailbox

La più classica delle ricerche in Google suggerisce un come fare, per l’esattezza “Change how long permanently deleted items are kept for an Exchange Online mailbox“, ed è così che si finisce in Technet a leggere ciò che Microsoft spiega a tal proposito. Secondo l’ultimo ritocco, i giorni di Recovery di una mailbox (predefiniti) sono 14, pochissimi considerando che una persona ha (sempre di default) una policy che pulisce automaticamente il cestino dopo 30 giorni, ma che non gli impedisce di pulirlo autonomamente all’uscita dal client, per esempio. Ciò vuol dire che si hanno, nella peggiore delle ipotesi, al massimo 14 giorni per accorgersi di aver fatto una stupidata, oltre i quali diventa definitiva.

Ho voluto modificare questo comportamento, ritoccando la policy di pulizia del Cestino (ECP → Compliance Management → Retention Tags → Deleted Items) e portandola a 60 giorni, quindi facendo girare un’istruzione PowerShell per portare i 14 giorni di Recovery a 30, il massimo offerto da Office 365:

Get-Mailbox -ResultSize unlimited | Set-Mailbox -RetainDeletedItemsFor 30

L’istruzione modificherà il comportamento di ogni casella attualmente presente su Exchange in cloud. Il problema però te l’ho appena riportato tra le righe. Così facendo modificherai il periodo di retention delle caselle fino a ora presenti sul server, non lo farai per quelle future, dovrai quindi prevedere un automatismo che lo faccia anche per le prossime caselle di posta che andrai a creare, oppure dovrai ricordarti ogni volta di lanciare lo stesso comando via PowerShell (io, avendo già uno script PowerShell che rifinisce un utente appena creato, ho aggiunto l’istruzione a quelle solitamente eseguite).

A quel punto, per recuperare qualcosa di apparentemente perso, basterà mettere in pratica quanto suggerito da Microsoft stessa:

Buon lavoro.

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Microsoft Office 2016 Outlook IconNon sentenzierò sul perché dovreste cambiare il Max Size Limit imposto di default in Office 365 perché, evidentemente, è necessario al vostro lavoro quotidiano, per questo saltiamo a piè pari la prima parte dove vi faccio la paternale sul fatto che la mail non va mai utilizzata per spedire file di grandi dimensioni o corpi (della mail stessa) troppo ricchi di immagini e ulteriori dati che non fanno altro che appesantire il risultato finale. Esistono strumenti ad-hoc ma ovviamente hanno un costo, se si vuole tenere tutto in casa allora basterà dare un colpo di chiave a una configurazione, sempre tramite PowerShell.

Il riferimento Microsoft che parla di Max Size Limit (spiegando per filo e per segno di cosa si tratta e del perché non dovete pensare che stiate modificando la dimensione massima dell’allegato della mail da inviare o ricevere) è disponibile all’indirizzo blogs.office.com/2015/04/15/office-365-now-supports-larger-email-messages-up-to-150-mb. C’è anche un riferimento di terza parte che si sofferma su altri aspetti, pur rimanendo nello stesso contesto, lo trovate all’indirizzo exchangeserverpro.com/configuring-max-email-message-size-limits-for-office-365.

As always you need to be aware that this setting controls the maximum message size, not the maximum attachment size. An email message is bigger than just the files that are attached to it, thanks to the message content itself as well as other data that is piled on. Or as Microsoft describes it, “overhead needed for encoding, encapsulation, compression and decompression of larger messages.”

Io ho effettuato la modifica sull’ambiente di lavoro, portando a 50MB il tetto massimo in ricezione, lasciando invariato quello di invio. Partiamo però dalla situazione “sorgente“, quella che ho già trovato su Exchange in cloud:

PS C:\PS1\PS1> Get-MailboxPlan | fl name,maxsendsize,maxreceivesize,isdefault

Name           : ExchangeOnline-2b584d8e-7348-4181-9eaf-7291f54dd242
MaxSendSize    : 35 MB (36,700,160 bytes)
MaxReceiveSize : 36 MB (37,748,736 bytes)
IsDefault      : False

Name           : ExchangeOnlineDeskless-352414b0-d590-4148-a37b-53c8cd900a30
MaxSendSize    : 35 MB (36,700,160 bytes)
MaxReceiveSize : 36 MB (37,748,736 bytes)
IsDefault      : False

Name           : ExchangeOnlineEnterprise-ec5ba749-93e3-4373-bc87-e70ef7f05bf9
MaxSendSize    : 35 MB (36,700,160 bytes)
MaxReceiveSize : 36 MB (37,748,736 bytes)
IsDefault      : True

3 i piani configurati sotto il tenant, uno solo quello da andare a ritoccare per la mia specifica esigenza. Potete facilmente scoprire i piani che avete attivi nel vostro Exchange lanciando un Get-MailboxPlan in PowerShell. Una volta individuato quello desiderato, potrete lanciare la modifica a tappeto, quindi verificare il risultato al termine:

PS C:\PS1\PS1> Set-MailboxPlan ExchangeOnlineEnterprise-ec5ba749-93e3-4373-bc87-e70ef7f05bf9 -MaxReceiveSize 50MB -MaxSendSize 35MB
PS C:\PS1\PS1> Get-MailboxPlan | fl name,maxsendsize,maxreceivesize,isdefault

Name           : ExchangeOnline-2b584d8e-7348-4181-9eaf-7291f54dd242
MaxSendSize    : 35 MB (36,700,160 bytes)
MaxReceiveSize : 36 MB (37,748,736 bytes)
IsDefault      : False

Name           : ExchangeOnlineDeskless-352414b0-d590-4148-a37b-53c8cd900a30
MaxSendSize    : 35 MB (36,700,160 bytes)
MaxReceiveSize : 36 MB (37,748,736 bytes)
IsDefault      : False

Name           : ExchangeOnlineEnterprise-ec5ba749-93e3-4373-bc87-e70ef7f05bf9
MaxSendSize    : 35 MB (36,700,160 bytes)
MaxReceiveSize : 50 MB (52,428,800 bytes)
IsDefault      : True

Salvo errori, avete raggiunto l’obiettivo primario. Ogni nuova casella di posta elettronica che creerete sotto Exchange avrà le caratteristiche appena modificate, non cambia nulla invece per le caselle di posta già create. Per questo motivo, se voleste agire su singola vecchia casella (o sull’intero panorama del vostro server), Microsoft suggerisce uno schema che riepiloga tutti i vari casi:

ACTION COMMAND
Update a single mailbox Set-Mailbox -Identity alias@domain.com -MaxSendSize 75MB -MaxReceiveSize 75MB
Update
multiple mailboxes 
(“alias”, “alias2”, “alias3”) | % {Set-Mailbox –Identity $_ -MaxSendSize 75MB -MaxReceiveSize 75MB}
Update all mailboxes  Get-Mailbox | Set-Mailbox -MaxSendSize 75MB -MaxReceiveSize 75MB
Update the default settings
(For mailboxes you create in the future.)
Get-MailboxPlan | Set-MailboxPlan -MaxSendSize 75MB -MaxReceiveSize 75MB

Per ovvi motivi, ho scelto di filtrare le caselle appartenenti al piano modificato precedentemente, quindi utilizzare l’update multiplo applicato all’array ottenuto dal filtro (Set-Mailbox -MaxSendSize 35MB -MaxReceiveSize 50MB), l’operazione richiederà del tempo (tutto in base alla quantità di caselle da modificare).

Da questo momento, la modifica sarà attiva.

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Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 8Torniamo sull’argomento Office 365, che trattandosi di una tematica affrontata pressoché quotidianamente, deve e può permettersi di occupare spazio nel database di questo blog, un po’ come promemoria a lungo termine per il sottoscritto, un po’ come condivisione di esperienza per tutti coloro che hanno a che fare con lo stesso tipo di ambiente e richieste da parte degli utenti.

Stavolta la richiesta è stata abbastanza particolare, quello di cui vi parlo è in realtà un work-around che è servito ad aggirare un ostacolo diversamente non affrontabile su un sistema Android, in attesa di una soluzione un po’ più pulita e supportata, un po’ come quella spiegata già per iOS. Impariamo a gestire una casella di posta condivisa passando da OWA, l’interfaccia web di Microsoft, stesso look & feel di quello che è diventata nel corso del tempo l’applicazione di Outlook, disponibile attualmente per Android e iOS:

Microsoft Outlook
Microsoft Outlook
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Che poi chiariamoci: non c’è nulla di così complesso da imparare, semplicemente ci vogliono i giusti passaggi per configurare la Shared Mailbox sotto il proprio account principale di OWA (quindi anche dell’applicazione di Outlook). Diamo inizio al passo-passo corredato di immagini che vi guideranno lungo l’intero articolo!

Collegatevi alla vostra casella di posta elettronica via outlook.office365.com, quindi entrate nelle sue Opzioni e selezionate la voce “Account connessi” (sotto la label Account):

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 7

Da qui potrete aggiungere un account. Inserite l’indirizzo della casella di posta elettronica condivisa. Potete inserire una qualsiasi password, anche sbagliata, non ha importanza, in questo momento non è importante:

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 1

Ignorate l’avviso di Connessione non protetta che vi comparirà quando proverete a mandare avanti la configurazione,

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox

e scegliete una connessione di tipo IMAP per gestire la casella di posta elettronica:

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 2

A questo punto vi verranno richiesti tutti i dati di connessione alla casella di posta elettronica condivisa. È qui che bisogna porre un minimo di attenzione in più a ciò che si riporta:

  • Nome visualizzato: come comparirà la casella (in colonna di sx nell’Outlook e come si presenterà all’esterno, un po’ come il suo nome e cognome).
  • Indirizzo di posta elettronica: quello della casella di posta condivisa (es. shared@contoso.com).
  • Nome utente: qui sarà necessario specificare un nome utente composto da chi possiede le ACL di lettura sulla casella condivisa, seguito dal vero ID della casella condivisa (precedentemente ottenuto da Powershell, come spiegato nell’articolo dedicato a iOS).
  • Password: il campo Password andrà ora popolato con la vera password di accesso alla casella di posta elettronica dell’utente autorizzato all’utilizzo della casella condivisa.

Le informazioni riguardanti il server di posta sono pubbliche e si trovano facilmente, ma vi basti sapere che dovrete collegarvi a outlook.office365.com, con autenticazione Standard, crittografia SSL e porta 993.

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 3

Salvo errori, dopo qualche attimo di attesa comparirà una conferma di connessione all’account, potrete ora procedere con il vostro lavoro:

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 4

E se volessi spedire a nome della casella?

Contestualmente alla configurazione di ricezione posta, vi verrà inviata una mail di verifica sull’account condiviso per permettervi di inviare mail a nome della casella condivisa stessa. Basterà fare clic sul link che compare nella mail di verifica per autorizzare l’operazione. Potrete ora configurare il vostro OWA / Outlook (mobile) per inviare con diverso mittente.

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 5

Tornando ora alla schermata degli account connessi, nel frattempo, noterete una Connessione in corso verso l’account condiviso, non preoccupatevi e continuate a lavorare, la posta è in fase di scaricamento.

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 6

Gestire il flusso di posta

Perché è importante? Perché contrariamente a iOS, dove la casella verrà gestita come fosse un’entità separata con sue cartelle e sue regole, in questo caso riceverete una copia di ogni mail inviata alla casella condivisa ma direttamente nelle cartelle della vostra casella di posta personale. Non è affatto comodo, posso assicurarvelo, per questo motivo è importante gestire il flusso di posta in ingresso e uscita tramite regole da impostare tramite Outlook (o OWA).

Il mio consiglio è quello di intercettare tutto ciò che viene inviato all’indirizzo della Shared Mailbox (che sia in A: / CC: / CCN:) e spostarlo automaticamente in una cartella che andrete appositamente a creare sotto il vostro account personale. Lo stesso vale -manco a dirlo- con la posta in uscita. Ci sono filtri ad-hoc su Outlook / OWA che possono svolgere l’arduo compito di tenere le due “vite” ben separate, senza far scadere il tutto in un “mappazzone” che sarebbe ingestibile con l’avanzare del tempo.

Vi ricordo inoltre (prima di chiudere) che configurare in questa maniera un account, non permette in nessun caso di ottenere una specularità delle cartelle create sotto la casella condivisa, facendo venire a meno la comodità di condividere con un collega la posizione di una mail che in quel momento vi serve più dell’ossigeno, e creando potenzialmente più confusione che beneficio, soprattutto quando una ricerca ad ampio spettro impiega troppo tempo e non trova (magari) ciò che realmente state cercando.

Insomma, lo avrete capito: il work-around c’è, ma bisogna fare molta attenzione e valutare bene i pro e i contro della soluzione offerta.

Buon lavoro!

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Non ne ho parlato poi molto perché l’upgrade dell’utenza business è previsto per febbraio del prossimo anno (senza forzare la mano, senza la necessità di andare a modificare quel file XML per scaricare direttamente la nuova versione), ma dato che molti di voi sono già passati alla nuova versione di Microsoft Office (me compreso, almeno sul Macbook) è giusto mettere in evidenza qualche elemento che può certamente tornare utile per documentarvi e utilizzare al meglio l’ultima versione della suite di Redmond adatta a tutti, per lavoro o semplicemente per passione.

Office 2016: prima di partire e primi passi con ...

Office 2016 ripropone il parco programmi di punta di Microsoft (Word, Excel, PowerPoint, Outlook, OneNote, ecc.) e può essere utilizzato con o senza sottoscrizione Office 365 (che utilizzo abitualmente in ufficio, ma anche a casa, dove licenzio i miei prodotti direttamente tramite l’indirizzo di posta elettronica anziché il classico Product Key fornito dal vendor). La stessa Microsoft propone una serie di documenti introduttivi che permettono anche ai neofiti di imparare a muovere i primi passi. Qui di seguito ve li propongo già organizzati, in italiano, liberamente accessibili.

Office 2016

Microsoft ha creato nuove versioni di Word, Excel, PowerPoint, Outlook e OneNote per i PC Windows. Scaricare queste guide introduttive gratuite per una spiegazione di base delle caratteristiche di ognuna di queste app.

Per una descrizione più dettagliata, vedere Caratteristiche nuove e migliorate di Office 2016.

La pagina che raccoglie tutti i riferimenti è disponibile per tutti a questo indirizzo. Qui di seguito raccolgo i collegamenti diretti alle guide (in PDF e in italiano) dei singoli software:

  • Word 2016
  • Excel 2016
  • PowerPoint 2016
  • Outlook 2016
  • OneNote 2016

Di ogni guida ne esiste una relativa versione caricata su Sway.com, ma quelle versioni sono in inglese, quindi evito di inserire i link diretti (li trovate nella pagina riepilogativa).

Office 2016: prima di partire, primi passi con ...

Office 2016 per Mac (OS X)

La pagina che raccoglie tutti i riferimenti è disponibile per tutti a questo indirizzo. Qui di seguito raccolgo i collegamenti diretti alle guide (in PDF e in italiano) dei singoli software:

Vale quanto detto per le versioni Sway di prima.

Office 2016 Mobile

Forse è la versione per la quale c’è meno bisogno di una guida, ma la riporto per completezza. La pagina che raccoglie tutti i riferimenti è disponibile per tutti a questo indirizzo. Qui di seguito raccolgo i collegamenti diretti alle guide (in PDF e in italiano) dei singoli software:

Scarica ora il PDF relativo a Word Mobile

Microsoft Word
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Microsoft Word
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Scarica ora il PDF relativo a Excel Mobile

Microsoft Excel
Microsoft Excel
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Microsoft Excel
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Scarica ora il PDF relativo a PowerPoint Mobile

Microsoft PowerPoint
Microsoft PowerPoint
Microsoft PowerPoint
Microsoft PowerPoint

Scarica ora il PDF relativo a OneNote Mobile

Microsoft OneNote
Microsoft OneNote
Price: Free
OneNote
OneNote
Price: Free

Non sono ancora state caricate le versioni Sway dei documenti riportati poco sopra. Avrete poi notato che Outlook stavolta non fa parte del gruppo, vi ricordo infatti che esiste la variante OWA disponibile per iOS (iPhone e iPad) e Outlook per Android, trovate un documento di riferimento (ufficiale Microsoft) facendo clic qui, di seguito invece i riferimenti diretti alle applicazioni:

OWA for iPhone
OWA for iPhone
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OWA for iPad
OWA for iPad
Price: Free
Microsoft Outlook
Microsoft Outlook
Price: Free

Mi sembra che ci sia tutto. Ora avete tutto il necessario per muovere i primi passi con il vostro nuovo Office 2016.

Buon divertimento :-)

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È stata aggiunta una nuova fantastica funzionalità che filtra i messaggi di posta elettronica con priorità bassa, per consentirti di dedicare più tempo ai messaggi più importanti. Si chiama Messaggi secondari.

Messaggi secondari rileva le tue attività passate per determinare i messaggi che probabilmente ignorerai. Quindi li sposta nella cartella Messaggi secondari. Usa la posta elettronica come al solito e Messaggi secondari capirà quali messaggi non sono importanti per te. Di tanto in tanto, Messaggi secondari sbaglia. Puoi spostare i messaggi identificati erroneamente come secondari nella cartella Posta in arrivo e Messaggi secondari lo terrà presente.

Office 365: Messaggi Secondari (Exchange Online Clutter)

È con queste righe ben chiare che parte la mail di Microsoft inviata a tutti gli utenti Office 365 (Exchange Online) ormai tre mesi fa circa. Il rollout europeo che ha riguardato anche i tenant italiani sui server di Microsoft è cominciato tra la fine di giugno e il mese di agosto (completo) con qualche rara eccezione nei mesi di febbraio e marzo a mò di cavie selezionate manco fossimo in diretta su un gioco a premi televisivo. La funzione è valida, è stata implementata in GMail ormai una vita fa ed è sicuramente una manna dal cielo per chi tende a tenere completamente disorganizzata la sua inbox (quando basterebbe creare qualche cartella e regole automatiche, ma tant’è).

Office 365: Messaggi Secondari (Exchange Online Clutter) 2

In ogni caso, ancora una volta, c’è modo di aggirare la decisione presa da Microsoft e disattivare la novità, sia lato client (utente) che server (benedizioni varie per la Powershell, come sempre).

Per partire informati, iniziate con il chiedere al server quali sono le caselle di posta con la funzione “Clutter” attiva, questo il PS1 scritto ad-hoc che vi aiuterà a creare un elenco di tutti gli utilizzatori (e occhio, impiega molto tempo perché analizza casella per casella, la base tempo è determinata dalla quantità di caselle di posta che gestite sul vostro Exchange):

#Verifica parametri da prompt
Param( 
    [Parameter(Position=0, Mandatory=$false, ValueFromPipeline=$true)] 
    [string] $CSV, 
    [Parameter(Position=1, Mandatory=$false, ValueFromPipeline=$true)] 
    [string] $Count 
)

#Main
Function Main {
    
    ""
    Write-Host "        Office 365: Get Cluttered Mailboxes" -f "green"
    Write-Host "        ------------------------------------------"
    Write-Host "          ATTENZIONE:" -f "red"
    Write-Host "          L'operazione può richiedere MOLTO tempo, dipende dal numero di utenti" -f "red"
    Write-Host "          da verificare e modificare all'interno della Directory, porta pazienza!" -f "red"
    ""
    Write-Host "-------------------------------------------------------------------------------------------------"
    ""
    Write-Host "        Premi un tasto qualsiasi per continuare..."
    [void][System.Console]::ReadKey($true)
    
    try
    {
        ""
        Write-Host "        A long time left, grab a Snickers!" -f yellow
        Write-Progress -Activity "Download dati da Exchange" -Status "Ricerco tutte le caselle registrate nel sistema..."
        
        if ([string]::IsNullOrEmpty($CSV) -eq $true) {
        #CSV non dichiarato, output a video
            ""
            Write-Host "        NESSUN CSV SPECIFICATO" -f "red"
            
            if ([string]::IsNullOrEmpty($Count) -eq $true) { 
                $Mailboxes = Get-Mailbox -ResultSize Unlimited
            } else {
                Write-Host "        Numero mailbox da analizzare: $Count" -f "green"
                ""
                $Mailboxes = Get-Mailbox -ResultSize $Count
                ""
            }
            
            Write-Host "Hanno la funzione Messaggi Secondari attiva: " -f yellow
            $Mailboxes | Foreach {
                $DN = $_.WindowsEmailAddress
                Write-Progress -Activity "Download dati da Exchange" -Status "Analizzo stato clutter di $DN" -PercentComplete (($i / $Mailboxes.count)*100)
                $StatoClutter = Get-Clutter -Identity $DN | Select -ExpandProperty isEnabled
                if ( $StatoClutter -eq "True" ) {
                    Write-Host " - " $DN
                }
            }
        } else {
        #CSV dichiarato, output in file
            ""
            Write-Host "        File CSV di output: $CSV" -f "green"
            
            if ([string]::IsNullOrEmpty($Count) -eq $true) { 
                $Mailboxes = Get-Mailbox -ResultSize Unlimited
            } else {
                Write-Host "        Numero mailbox da analizzare: $Count" -f "green"
                ""
                $Mailboxes = Get-Mailbox -ResultSize $Count
                ""
            }
            
            Write-Host "Hanno la funzione Messaggi Secondari attiva: " -f yellow
            $Mailboxes | Foreach {
                $DN = $_.WindowsEmailAddress
                Write-Progress -Activity "Download dati da Exchange" -Status "Analizzo stato clutter di $DN" -PercentComplete (($i / $Mailboxes.count)*100)
                $StatoClutter = Get-Clutter -Identity $DN | Select -ExpandProperty isEnabled
                if ( $StatoClutter -eq "True" ) {
                    Write-Host " - " $DN
                    Out-File -FilePath $CSV -InputObject "$DN" -Encoding UTF8 -append
                }
            }
            Invoke-Item $CSV
        }
        ""
    }
    catch
    {
        Write-Host "Errore nell'operazione, riprovare." -f "red"
        write-host $error[0]
        return ""
    }
    
}

# Start script
. Main

Lo potete trovate e scaricare (nel repository O365) all’indirizzo raw.githubusercontent.com/gioxx/o365/master/tools/List-ClutteredMailboxes.ps1. Volendo esportare il suo Output in CSV potrete richiamarlo passandogli la posizione completa dove salvare il file (\List-ClutteredMailboxes.ps1 C:\temp\Clutter.csv) e / o specificare il numero di caselle di posta da analizzare (.\List-ClutteredMailboxes.ps1 -Count 10), sono istruzioni che trovate anche nel blocco di Readme iniziale che sono solito inserire in ogni mio script PS1.

Microsoft suggerisce un altro metodo per arrivare allo stesso risultato:

$hash=$null;$hash=@{};$mailboxes=get-mailbox;foreach($mailbox in $mailboxes) {$hash.add($mailbox.alias,(get-clutter -identity $mailbox.alias.tostring()).isenabled)};$hash | ft

(occhio sempre al Get-Mailbox che arriva ad un massimo di 1000 risultati prodotti, se avete più di 1000 caselle dovrete sempre utilizzare Get-Mailbox -ResultSize Unlimited).

Disattivazione della funzione

Dato che stiamo per andare a toccare delle configurazioni (fino ad ora le abbiamo solo lette, senza pericolo alcuno), vi ricordo che è sempre bene evitare di lavorare in un ambiente di produzione e che occorrerebbe “giocare” con un tenant di test (o simile), soprattutto se non coperto da backup.

Per disattivare l’opzione “Messaggi secondari” (Clutter) avete ora due possibilità: lasciarlo fare all’utente seguendo questa procedura (via WebMail, nonostante nel documento si faccia riferimento a Office 2016) oppure intervenire via Powershell. Per disattivare l’opzione Clutter su una singola casella di posta vi basterà lanciare questo comando:

Set-Clutter -Identity mario.rossi@contoso.com -Enable $false

Che produrrà un risultato a video per confermare l’avvenuta modifica:

RunspaceId  : XXXXXXXX-XXXX-XXXX-XXXX-XXXXXXXXXXXX
IsEnabled   : False
Identity    :
IsValid     : True
ObjectState : New

Dato che l’operazione diventerebbe un po’ noiosa alla lunga (nel caso voleste farlo su tutti i vostri utenti), vi basterà concatenare un paio di operazioni in più, come suggerito da Microsoft:

Get-Mailbox -ResultSize Unlimited | ?{-not (Get-Clutter -Identity $_.Alias).IsEnabled} | %{Set-Clutter -Identity $_.Alias -Enable $false}

Che vi permetterà di raccogliere tutte le caselle di posta (Get-Mailbox -ResultSize Unlimited), verificarne lo stato di Clutter (Get-Clutter … .isEnabled) e quindi disattivarlo nel caso questo sia attivato (Set-Clutter … $false). Inutile dire che con un pelo di lavorazione in più potete andare a limitarne l’impatto a un singolo dominio gestito o magari a una sola “Company”. Dall’esigenza nasce lo script specifico, non c’è mai un limite imposto.

In caso di dubbi l’area commenti è sempre a vostra disposizione.

Riferimenti utilizzati:

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