Archives For guest

Gioxx’s Wall ospita oggi un piccolo confronto tra applicazioni di messaggistica istantanea alternative a WhatsApp e Telegram, scritto in collaborazione con Stefania Grosso di TechWarn, portale di informatica e tecnologia generalista.
Al contrario del sottoscritto Stefania utilizzerà il “voi“, io non lo faccio ormai da tempo ma posso comprendere che “per parlare alla folla” possa essere ancora lecito.
Buona lettura :-)

Cosa usate per comunicare con i vostri amici? La risposta sarà all’unisono: WhatsApp! Qualcuno dirà Messenger? O forse Telegram, con un passo in più verso la sicurezza delle nostre comunicazioni. E per quanto queste applicazioni siano comode, facili da usare e istantanee, non sono altrettanto efficaci in termini di sicurezza. E vista la grande attenzione posta sulla questione della privacy ultimamente, ecco a voi cinque applicazioni per comunicare in totale sicurezza.

Signal

Signal - Messaggero Privato
Signal - Messaggero Privato

Signal è un’app di messaggistica istantanea open source creata nel 2014. Come tutte le app di comunicazione potete inviare sticker, immagini, video, GIF e audio. Ma il suo punto di forza è la funzione dei messaggi ‘a scadenza’, quelli che si cancellano automaticamente dopo un determinato lasso di tempo impostato dall’utente. Inoltre il suo livello di sicurezza, dato dalla crittografia, è molto più elevato rispetto a WhatsApp.

Threema

Threema
Threema
Developer: Threema GmbH
Price: 2,99 €
Threema
Threema
Developer: Threema GmbH
Price: 3,49 €

Fondata nel 2012, Threema è una della app più utilizzate per comunicare in sicurezza grazie a una crittografia end-to-end imperscrutabile. Inizialmente diffusasi solo in Germania, dopo i problemi di sicurezza di WhatsApp e Facebook ha preso piede in tutto il mondo. Unico punto a sfavore: non è gratuita, se usata però in combinazione con una connessione VPN diventa davvero infallibile a livello di anonimato e sicurezza.

Silence

Silence
Silence
Developer: Silence
Price: Free

Non è disponibile una versione per sistemi iOS.

Di nuovo un’app open source. Silence è diventata famosa per avere una delle migliori crittografie, progettata accuratamente per proteggere messaggi in entrata e in uscita. Il punto di forza è che i messaggi vengono criptati in locale, sul dispositivo, in modo che nessuno oltre a voi vi possa accedere. E il codice con cui è scritta è completamente disponibile online, da consultare liberamente.

Wickr Me

Wickr Me – Private Messenger
Wickr Me – Private Messenger
Developer: Wickr Inc
Price: Free
Wickr Me - Private Messenger
Wickr Me - Private Messenger
Developer: Wickr, LLC
Price: Free

Grafica minimal e comunicazioni come abbiamo visto solo nei film: questa è Wickr, un’app di messaggistica istantanea ultra sicura. Wickr, oltre a disporre di una crittografia completa, consente anche di inviare messaggi a scadenza e avere il pieno controllo sulle chat, rendendovi anonimi mentre comunicate anche le più importanti e delicate informazioni.

Dust

Dust Messaggistica
Dust Messaggistica
Developer: Radical App LLC
Price: Free+
Dust - a safer place to text
Dust - a safer place to text

Dust oltre ad avere tutto ciò che un’app di comunicazione deve possedere e offrire, ha dalla sua un sistema che rende l’invio di qualunque file molto più veloce. Non mancano poi le feature di sicurezza, con crittografia end-to-end, una modalità di ricerca stealth e la possibilità di sapere, grazie agli avvisi del watchdog, se la nostra sicurezza è stata compromessa.

Cosa ne penso?

Un articolo rapido e poco ricco di dettagli ma che ti introduce alle possibili alternative delle più blasonate applicazioni di messaggistica istantanea già disponibili sul mercato. Non conoscevo personalmente né Silence, né Wickr e neanche Dust. Signal e Threema li ho installati in passato e il primo citato lo uso ancora nonostante la rubrica contatti sia davvero troppo striminzita. Di certo mi incuriosisce Silence e il suo essere completamente accessibile grazie alla pubblicazione del codice sorgente su GitHub, forse sono un po’ meno attratto dalle altre due proposte. Una piccola precisazione: la crittografia end-to-end è assolutamente consona e funzionante anche per ciò che riguarda WhatsApp, semplicemente ci si fida di meno poiché questo fa parte della grande famiglia di Zuckerberg ed è ospitato sui server di Facebook. Questi di certo tracciano una moltitudine di dati nettamente superiore a Signal o qualsiasi altro software citato.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Rachit Tank
×

Sponsored

La regia si prende un piccolo break e vi lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma -contrariamente al solito- sponsorizzati.
Il giudizio è e sarà sempre imparziale come il resto delle pubblicazioni. D'accordo pagare le spese di questo blog, ma mai vendere giudizi positivi se non meritati.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Gioxx’s Wall ospita oggi una figura paterna che porta con sé un argomento spinoso e certamente delicato. Non sono coinvolto in prima persona (non essendo ancora genitore) ma è una lettura abbastanza interessante che parla di un prodotto a pagamento che ha desiderato sponsorizzare la recensione. Noterai che non c’è valutazione vera e propria, c’è un’esperienza d’uso di chi ha avuto a che fare con più applicazioni diverse e ha poi scelto quella da utilizzare nel quotidiano. Ogni commento è ben accetto ammesso che rispetti tutti.
Buona lettura :-)

Di fronte alle nuove tecnologie noi genitori siamo un po’ spiazzati.

Da una parte ci piacerebbe dare fiducia ai nostri figli, lasciare loro lo spazio per fare le prime esperienze in autonomia e, chissà, trovare soluzioni ai problemi della vita cui noi non abbiamo pensato. Dall’altra sappiamo bene che il mondo non è sempre un luogo da fiaba.

La verità è che in alcuni specifici casi controllare con chi parlano i nostri figli online e sul cellulare può essere davvero indispensabile. Fortunatamente per farlo mi è bastato scaricare sul telefono da monitorare un software per il controllo parentale.

Controllare i figli online e su cellulare: come farlo e perché

Per scegliere il programma giusto l’aspetto principale che ho tenuto in considerazione è stato quello relativo alla sicurezza.

Le tante app per controllare l’attività WhatsApp dei figli scaricabili gratis andrebbero evitate, in alcuni casi potrebbero esporti a malware e tentativi di phishing. Sviluppare un’applicazione per il controllo del cellulare che sia sicura per i tuoi figli ed efficace per te non è evidentemente lavoro che si può realizzare gratuitamente, comporta un investimento economico più facilmente sostenuto da un’azienda che commercializza software.

Una buona app per il controllo parentale dovrebbe essere compatibile con qualsiasi cellulare, sia iPhone che Android, e offrirti anche la possibilità di eseguire alcune azioni “di emergenza“, come bloccare le chiamate in ingresso e in uscita o impedire l’uso del cellulare in caso di smarrimento.

Un esempio di app per il controllo parentale

Una delle migliori app che ho avuto l’occasione di utilizzare per il controllo parentale è quella sviluppata da mSpy. Tra le sue tantissime funzionalità c’è la possibilità di vedere:

  • chiamate in entrata e in uscita;
  • SMS;
  • e-mail;
  • messaggi istantanei (WhatsApp, Instagram, Skype, Telegram, Viber, Tinder, Hangouts, iMessage e tanti altri);
  • attività sui Social Network;
  • cronologia web;
  • foto;
  • video;
  • applicazioni installate;
  • rubrica e calendario.

Inoltre mSpy per cellulari ti consente di controllare la posizione dei tuoi figli sia con il GPS (più preciso) che localizzando la rete WiFi cui si collega il cellulare, utile anche quando viene disattivata la posizione. Con mSpy puoi, oltre che bloccare il cellulare in caso di furto o impedire che possano essere effettuare e ricevute chiamate (come dicevo prima), impostare un avviso se il cellulare entra in alcune aree da te stabilite.

Il costo è molto accessibile: se la provi per un solo mese costa 26,99 €, ma se ti piace e decidi di continuare a utilizzarla il costo scende a 14,16 € al mese, con sconti aggiuntivi se hai un coupon.

In alcuni casi è persino possibile controllare il cellulare dei figli installando l’app di mSpy a distanza, senza avere il telefono. Per vedere quali sono visita le F.A.Q. di mSpy.

Come gestire il telefono dei figli: alcuni consigli

Controllare il telefonino dei figli è sempre giusto?

Chiaramente no, ma ci sono dei casi specifici in cui bisogna tenere questa opzione in seria considerazione. Ecco quali secondo il mio punto di vista:

  • Minori di 14 anni: un’eccessiva indipendenza e una scarsa sorveglianza possono essere dannosi in età così precoce. Controllare discretamente l’attività del bambino su siti web, messaggerie istantanee e Social Network, molto utilizzati anche dai giovanissimi, ti aiuterà a orientarlo in un mondo che riserva ancora grandi pericoli per i bambini non guidati da un adulto attento.
  • Troppo tempo online: specie se il bambino è piccolo, l’uso dello smartphone o del computer andrebbe concesso per un tempo limitato e solamente per alcune finalità, ad esempio per rimanere in contatto con i genitori quando è fuori casa o per fare i compiti. Limitare efficacemente il tempo passato online e sul cellulare gli assicurerà più tempo per conoscersi, fare attività fisica, sviluppare amicizie reali, giocare, riposare e rilassarsi.
  • Problemi comportamentali: i minori di 18 anni sono comunque da tenere d’occhio se si notano problemi comportamentali, ad esempio una tendenza all’oppositività o all’impulsività, al contrario, inibizione o difficoltà nell’instaurare relazioni con i coetanei. Per non citare l’uso di droghe leggere e i problemi con la legge, purtroppo sempre più frequenti anche nei minori. In queste circostanze il monitoraggio del ragazzo deve essere certamente più stretto.
  • Ragazzi disabili o con DSA: ragazzi con disabilità fisiche e intellettive, disturbi specifici dell’apprendimento, disturbi del neurosviluppo (autismo, deficit di attenzione) possono essere facili vittime di adescamento e bullismo online e andrebbero sorvegliati più attentamente.
×

Sponsored

La regia si prende un piccolo break e vi lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma -contrariamente al solito- sponsorizzati.
Il giudizio è e sarà sempre imparziale come il resto delle pubblicazioni. D'accordo pagare le spese di questo blog, ma mai vendere giudizi positivi se non meritati.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Dopo un primo articolo dedicato a Opinioni.cloud torna lo stesso autore, gradito ospite di Gioxx’s Wall, per parlarci di Fiscozen, un prodotto pensato e sviluppato per ogni freelance di oggi, utile per cercare di sostituire la quasi sempre inevitabile presenza del commercialista nel rapporto a quattro (tu, lui, lo Stato e il cliente!), senza rinunciare a nulla di quanto di buono c’è in quella figura professionale.
Buona lettura :-)

Il termine freelance, dall’inglese freelance worker, indica un lavoratore autonomo dotato di una partita IVA che presta i propri servizi a diversi clienti, agenzie e organizzazioni. Oggi la domanda di freelance è molto alta, poiché le aziende in questo modo hanno meno costi di gestione affidandosi a un collaboratore esterno e inoltre ottengono, allo stesso tempo, un professionista con un florido background di esperienze, maturate dalle molteplici collaborazioni. I settori nei quali i freelance possono trovare collaborazioni spaziano dall’istruzione, al settore finanziario e assicurativo, dalla comunicazione all’ICT e al terziario, fino alle possibilità di consulenza nelle grandi aziende. Ma cosa significa essere freelance e quali sono i principali problemi derivanti da questa tipologia di attività lavorativa?

Essere freelance con il prezioso aiuto di Fiscozen 1

Essere freelance oggi: la forte passione e la caparbietà

Certo, essere freelance oggi non è semplice e bisogna avere una forte passione per il proprio lavoro ma anche grande caparbietà. Se sei agli inizi della tua carriera da freelance non abbatterti mai, perché se ti impegnerai davvero riuscirai prestissimo a raggiungere la meta sperata. E se sei nel mondo dei freelance da tanto tempo mantieni sempre viva la fiamma della passione per il tuo lavoro, altrimenti presto potresti cadere vittima della noia e perdere lo stimolo a lavorare nel migliore dei modi. Essere freelance è fantastico: puoi gestire il tempo nel modo che preferisci, lavorare con orari differenti in base alle tue specifiche necessità e scegliere anche il compenso delle tue collaborazioni. Certo però non è tutto così semplice come può sembrare, perché spesso i freelance gestiscono tutto da soli, anche i compiti amministrativi. Dover organizzare il tempo tra lavoro, formazione e tempo libero può diventare complicato. Inoltre, spesso i freelance non hanno la certezza del proprio guadagno e quindi può capitare di doversi privare di qualche viaggio di piacere o di qualche desiderio, in funzione delle tasse da pagare. E se ti dicessimo che oggi c’è una soluzione a tutti i problemi dei freelance?

Essere freelance con Fiscozen: il miglior alleato per la tua partita IVA

Da oggi puoi finalmente salutare i problemi derivanti dalla gestione fiscale dell’attività da freelance, perché c’è Fiscozen! Potrai ufficialmente dire addio al tuo commercialista e smettere di prendere appuntamenti, fare fotocopie o correre in banca per effettuare i pagamenti in tempi stretti e rispettare tutte le scadenze. Fiscozen sarà il tuo alleato online che sostituirà il commercialista classico, permettendoti di gestire tutto in un unico punto, comodamente da casa o dovunque tu abbiamo accesso alla rete con il tuo PC, tablet o smartphone. Fiscozen non è solo un semplice software di fatturazione, ma è un servizio completo che ti segue in tutti gli aspetti della tua partita IVA. Un compagno per la tua attività che risponderà ai tuoi dubbi, organizzerà i tuoi clienti, le tue fatture, dandoti anche delle previsioni precise di spesa per le tasse che dovrai pagare. Saprai con grande anticipo quanto pagherai per le tue tasse e potrai regolarti di conseguenza, senza fare passi avventati!

Tutto questo con una piattaforma semplice e intuitiva con la quale potrai gestire a 360° la tua partita IVA, dalla fatturazione fino alla dichiarazione dei redditi. Le fatture vengono create automaticamente in base al tuo profilo fiscale: tu dovrai solo scegliere il cliente e inserire il compenso, Fiscozen si occuperà di inserire tutte le note e le rivalse obbligatorie previste dalla legge. In questo modo il rischio di commettere errori che possono portare a sanzioni amministrative si abbassa notevolmente.

Pensa che, grazie a Fiscozen, potrai conoscere l’ammontare esatto delle tasse per la tua partita IVA con una previsione fino ai due anni successivi a quello in corso. Le previsioni delle tasse vengono aggiornate in tempo reale e cambiano per ogni fattura incassata. E se hai paura di dimenticare delle scadenze importanti sappi che Fiscozen implementa un sistema di notifiche impeccabile che ti aggiorna prima di ogni adempimento importante!

Infine, per qualsiasi dubbio o problema riguardante la tua fiscalità, hai a disposizione dei consulenti fiscali sempre pronti a rispondere alla tue domande via chat, email o telefono.

Cosa ne penso?

Sono uscito dal tunnel del lavoro freelance ormai da tanti anni. Ogni tanto produco ritenute d’acconto su codice fiscale personale per portare avanti rapporti che non ho voluto concludere del tutto (il lupo perde il pelo …), Fiscozen sarebbe potuto essere un ottimo alleato diversi anni fa, al posto di quella figura classica del commercialista (che fortunatamente mi conosceva bene e mi accompagnava in ogni mio passo). Non ho davvero avuto modo di mettere alla prova il prodotto, ma sono curioso di conoscere se altri lettori là fuori si sono mai avvicinati a Fiscozen e, se sì, cosa ne pensano.
L’area commenti è a tua totale disposizione per parlarne insieme, sarà mia premura contattare l’autore dell’articolo nel caso in cui tu abbia dei dubbi in merito.

×

Sponsored

La regia si prende un piccolo break e vi lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma -contrariamente al solito- sponsorizzati.
Il giudizio è e sarà sempre imparziale come il resto delle pubblicazioni. D'accordo pagare le spese di questo blog, ma mai vendere giudizi positivi se non meritati.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Si legga il sottotitolo “fino a quando non vi beccano“. Sì perché oggi si torna a ospitare amici sulle frequenze web di questo blog. Non capitava da qualche tempo e fa sempre piacere. Brava persona, sviluppatore, alto, biondo e con gli occhi azzurri (ci credi?), manterrà l’anonimato perché –come me e tanti altri– ci tiene a lasciar sopravvivere i suoi account. Io che ho invece un rapporto travagliato con le creature legate a Zuckerberg sorrido, strizzo l’occhiolino e spero che si rimanga un po’ amici come prima (lo siamo mai stati Marchino?).

A te la parola, GianGiacom…oh wait.

Come automatizzare il proprio account Instagram e vivere felici

Disclaimer

Non siamo (né io, né Gioxx) responsabili per qualunque cosa possa succedere al tuo account Instagram se applicherai le tecniche descritte in questo articolo.

Ovviamente utilizzare un bot che simuli l’uso di un account reale è contro le condizioni d’uso di Instagram, quindi, occhio, rischi di perdere i tuoi account, per davvero.

Ringrazio Gioxx per l’ospitalità sul suo blog, e sì, non mi firmo, non mi interessa.

Instagram e i bot

Parliamoci chiaro. Instagram (ma anche Facebook, Twitter, ecc…) è strapiena di bot.

Dai, non mi dire che non te ne eri accorto.

La maggior parte di questi sono bot dedicati palesemente allo spam, altri no, ma andiamo con ordine.

Esistono almeno tre tipologie di bot, e una di queste è al 100% umana. :P

Lo spam umano

Partiamo dagli account “più in basso” nella gerarchia dello spam: gli spammer umani. Di solito si tratta di persone, coinvolte in schemi piramidali, che seguono “a manina” migliaia di account, commentano post proponendo diete, succhi, trucchi, ecc..

Il loro obiettivo? Venderti quel prodotto che tanto pubblicizzano.

Ovviamente non ci riescono: l’effort è veramente troppo grosso. Di solito abbandonano dopo un po’.

Su Facebook è pieno di questi personaggi (di solito donne, sempre che non siano profili creati appositamente), Instagram si sta riempiendo piano piano.

Come automatizzare il proprio account Instagram e vivere felici 1

Buona fortuna se sei donna e hai un account Instagram

Non vogliamo parlare di questo oggi.

Gli spambot

Saliamo di un livello. Ecco gli spambot veri e propri.

Ti seguono, ti taggano, ti richiedono l’amicizia: il loro obiettivo? Venderti un servizio o un prodotto (di solito di bassa qualità o inutile, come i like sul tuo account, o illegale, tipo il viagra).

Sono gestiti da serverfarm in paesi come Cina, India, ma anche in Europa.

Come automatizzare il proprio account Instagram e vivere felici 2

Sono talmente “scarsi” che gli utenti, anche i meno preparati, li individuano, li bloccano e (si spera) li segnalano.

Questi bot giocano sulla quantità, non sulla qualità. I personaggi dietro questi bot creano ogni giorno centinaia di migliaia di account, spammano milioni di utenti e così via.

A chi gestisce questi bot perdere account non interessa: non puntano a far crescere un account ma puntano a far sì che i loro account siano “visti”.

Hai presente quell’account babe123456789, una tipa scosciata con 10 foto, che ti ha appena aggiunto su Instagram?

Ecco, ti svelo un segreto, non è veramente una tipa scosciata. Molto più probabilmente si tratta di un nerd brufoloso che ha creato migliaia di account che cominciano tutti per babe.

Bot dedicati ad un singolo account

Altri bot sono più subdoli ed è qui che casca l’asino.

Sono bot dedicati unicamente alla crescita di un account. Agiscono in due modi:

  • Mettono like ai contenuti dell’account che vogliono far crescere in modo che siano più “visibili” su Instagram
  • Mettono like, seguono e commentano altri account a nome dell’account originale, in modo che venga conosciuto e seguito dagli utenti (veri questa volta) che sono raggiunti dal bot.

In entrambi i casi questi bot sfruttano script creati appositamente (o pubblici, ne parleremo più avanti) per simulare l’attività di un account su Instagram.

Nel primo caso, ad esempio, recuperano liste di account compromessi sul “dark web” e li usano, effettuando il login in un account alla volta, per mettere like al nuovo contenuto dell’account da far crescere.

È la tecnica descritta in questo articolo.

Nel secondo caso il bot effettua il login all’account da far crescere e “a suo nome” va in giro per instagram a lasciare like e commenti.

Come funzionano questi bot?

Le API di Instagram sono così “chiuse” che non permettono di seguire account o mettere like facilmente. Gli script di questi bot in genere lanciano un browser (o parsano direttamente le pagine di Instagram) per poi loggarsi ed effettuare alcune operazioni.

Che browser usano? Di solito browser come Chrome Headless, tramite le API esposte da Puppeteer o soluzioni simili.

Quindi immagina che il tuo bot sia in realtà un utente che clicca una pagina di Instagram, si collega, mette like e poi sparisce.

Se ti senti più tecnico, puoi dare un’occhiata a questo video che ti permetterà di approfondire l’argomento: https://www.youtube.com/watch?v=WSnfGQFZ2F0

Il bot finge (tramite uno user agent noto) di essere un cellulare, se si “comporta” bene, è tendenzialmente indistinguibile da un utente normale.

Siamo davvero certi che funzionino?

Sì, funzionano. In 5 giorni, senza far nulla, ho fatto crescere un account Instagram da zero a 100 follower, e non mi sono impegnato più di tanto.

Come automatizzare il proprio account Instagram e vivere felici 3

100 follower presumibilmente reali (la certezza non c’è mai, vedi https://socialdraft.com/how-to-identify-fake-likes-and-followers/), che hanno deciso di seguire il mio account volontariamente e senza alcun obbligo.

Ok, voglio farlo anche io

Ok, te lo racconto. Ma occhio, se ti fai ingolosire troppo, Instagram potrebbe accorgersi del tuo bot e operare in questo modo:

  • Bannare l’account.
  • Disabilitare la possibilità di mettere like e commentare (o altre restrizioni).

Da qui il disclaimer ad inizio articolo che ripetiamo per i duri d’orecchio: non siamo (né io, né Gioxx) responsabili per qualunque cosa possa succedere al tuo account Instagram se applichi le tecniche descritte in questo articolo

Instabot.py

Lo script che uso di solito è InstaBot, uno script Python, che ha i seguenti pregi:

  • È facile da configurare.
  • Funziona. (non banale).
  • C’è una community attiva, il codice è aggiornato spesso.
  • Gira su Mac, Windows, Linux e anche su Raspberry Pi.

Le istruzioni che seguono sono per computer Apple, ma sulla pagina del progetto ci sono i link ai video per il setup in ambiente Windows.

Cosa ci serve

Non serve molto per lanciare Instabot.py.

Basta, non serve altro.

Configurare il tuo bot

Scarica il pacchetto di Instabot. Apri il file example.py con un qualsiasi editor di testo e cerca questa sezione:

bot = InstaBot(
    login="username",
    password="password",
    like_per_day=1000,
    comments_per_day=0,
    tag_list=['follow4follow', 'f4f', 'cute'],
    tag_blacklist=['rain', 'thunderstorm'],
    user_blacklist={},
    max_like_for_one_tag=50,
    follow_per_day=300,
    follow_time=1 * 60,
    unfollow_per_day=300,
    unfollow_break_min=15,
    unfollow_break_max=30,
    log_mod=0,
    proxy='',
    # List of list of words, each of which will be used to generate comment
    # For example: "This shot feels wow!"
    comment_list=[["this", "the", "your"],
                  ["photo", "picture", "pic", "shot", "snapshot"],
                  ["is", "looks", "feels", "is really"],
                  ["great", "super", "good", "very good", "good", "wow",
                   "WOW", "cool", "GREAT","magnificent", "magical",
                   "very cool", "stylish", "beautiful", "so beautiful",
                   "so stylish", "so professional", "lovely",
                   "so lovely", "very lovely", "glorious","so glorious",
                   "very glorious", "adorable", "excellent", "amazing"],
[".", "..", "...", "!", "!!", "!!!"]],

Cambia il campo login e password con quelli del tuo account. Lascia a 1000 il valore di like_per_day e porta il valore di comments_per_day a 200, così non sarai troppo “spammoso“.

Guarda poi il campo comment_list. È qui che genererai i tuoi commenti. Si tratta di una lista di array che il bot userà, una parola alla volta, per generare un commento “casuale”.

Vediamo un esempio.

comment_list=[["Che bella questa", "Mi piace molto questa"],
              ["foto", "immagine"],
              ["!", "!!"]]

Con questa lista, i commenti che sarà possibile generare saranno:

  • Che bella questa foto!
  • Che bella questa foto!!
  • Che bella questa immagine!
  • Che bella questa immagine!!
  • Mi piace molto questa foto!
  • Mi piace molto questa foto!!
  • Mi piace molto questa immagine!
  • Mi piace molto questa immagine!!

Ovviamente le combinazioni possibili aumentano esponenzialmente man mano che aggiungerai contenuti alla variabile comment_list. Ti consiglio CALDAMENTE di elaborare quante più combinazioni possibili, in modo da variare spesso i commenti ed evitare la falce dei ban di Instagram.

Ok, hai impostato i tuoi commenti… Passiamo alla scelta delle foto che vuoi commentare. Sceglierai le foto in base ai tag.

La sezione da cambiare è tag_list: anche in questo caso vediamo un esempio.

tag_list=['follow4follow', 'f4f', 'cute'],

Anche qui, inserirai quanti più tag possibili. L’unico suggerimento che mi sento di dare è di puntare a tag “italiani”, se il tuo account è italiano, tag più internazionali se il tuo account è di respiro globale.

Ultimo tocco, per dare un po’ più di sicurezza…

Aggiungi subito sotto la riga log_mod queste due righe:

start_at_h=9,
end_at_h=22,

Diranno al bot di commentare e mettere like dalle 9 alle 22, così si comporterà più da “umano” che da “bot” ;)

Ok, siamo pronti per partire.

Lanciare lo script

Abbiamo cambiato il nostro file, abbiamo installato PIP e Python. Eccoci pronti.

  • Andiamo nella cartella dello script
  • Digita: pip install -r requirements.txt. Questo comando installerà i pacchetti richiesti dallo script Instabot.py
  • Lancia lo script: python example.py.

Vedrai che lo script comincerà a collegarsi a Instagram, a mettere like e scrivere commenti. Se lo lascerai girare per “sempre”, ad esempio su un server sempre online o su un Raspberry Pi, continuerà a lavorare in silenzio per te!

Come automatizzare il proprio account Instagram e vivere felici 4

Alcuni suggerimenti

  • Fai girare lo script su un computer sempre acceso, così sarà più efficace.
  • Ogni tanto collegati all’account che stai pompando anche dal cellulare, per rendere il tuo account “più reale”.
  • Ricordati che c’è il rischio di perdere l’account. Non esagerare cambiando il valore di like e commenti con valori troppo alti. Pochi ma buoni, dice il proverbio.
  • Ogni tanto dai un’occhiata all’output dello script. A volte si incarta e va ucciso il processo di Python CTRL+C più volte su Linux/MacOS. Puoi poi farlo ripartire.
  • Puoi lanciare più istanze del bot, se hai più account da gestire… Basta copiare example.py e cambiare le credenziali di accesso.

Buona fortuna!


immagine di copertina: unsplash.com / author: Jakob Owens

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Gioxx’s Wall apre ancora una volta le sue porte, per ospitare chi vuole parlare di argomenti inerenti gli stessi miei interessi e passioni. Oggi ti faccio conoscere Opinioni.cloud, un progetto nato per raccogliere i pareri degli acquirenti che popolano il web, per metterti a disposizione ogni possibile aiuto nel caso tu non ti senta tranquillo nello sfruttare un sito di e-commerce che vende un prodotto che ti interessa.
Buona lettura :-)

Acquistare online prodotti di ogni genere è ormai una pratica di uso comune. I siti di shopping online proliferano e crescono sensibilmente nel numero e nella varietà degli articoli proposti. Pur avendo a disposizione diversi strumenti di tutela, è preferibile consultare sempre le opinioni online, relative sia ai siti su cui si vuole acquistare, sia agli articoli che ci interessano.

Opinioni.cloud: l'analisi intelligente delle opinioni

Avrai notato che lo stesso prodotto è spesso presente su diversi siti, in genere con prezzi differenti. Ti sei chiesto il perché? A volte sono le spese di spedizione ad incidere, altre volte il sito non è troppo affidabile e dietro un prezzo vantaggioso può esserci un articolo difettoso o contraffatto. Le armi più potenti a tua disposizione sono proprio le opinioni online, ma queste vanno valutate, perché può capitare che siano pilotate da venditori poco onesti per invogliarti all’acquisto.

Opinioni.cloud nasce proprio per racchiudere tutte le caratteristiche necessarie per aiutarti a districarti nello spinoso mondo delle opinioni online!

Come funziona Opinioni.cloud

Il sito riesce a confrontare e ad analizzare in modo intelligente numerose recensioni dello stesso prodotto pubblicate su svariati siti, evitando la possibilità di incappare nelle sole opinioni positive che un e-commerce potrebbe mettere in risalto al fine di incentivare all’acquisto. Attingendo a un bacino molto ampio di fonti, avrai la possibilità di avere un giudizio basato su recensioni eterogenee e quindi più attendibili e veritiere.

Lo stato d’animo del recensore

Opinioni.cloud analizza il sentiment di chi ha scritto l’opinione, al fine di verificarne l’autenticità non solo in base al contenuto, ma anche considerando il reale grado di soddisfazione dell’acquirente. Parole e frasi usate sono spesso sterili, mentre tramite questo modo di analizzarle si riesce a capire se il feedback positivo trova riscontro nella felicità usata per descriverlo; di contro, un’opinione negativa sarà più verosimilmente genuina se chi la scrive è realmente deluso o arrabbiato.

Le caratteristiche principali

Analizzando le recensioni di tutti gli utenti, Opinioni.cloud riesce a mettere in evidenza gli aspetti che più possono interessarti, facendoti capire quali sono le peculiarità dell’articolo che cerchi: ad esempio, può dirti se gli utenti lo apprezzano per il costo contenuto, oppure se il suo punto di forza è il rapporto qualità prezzo, e ancora se la maggior parte degli acquirenti non è soddisfatta di alcune caratteristiche, come la dimensione o la confezione.

Oltre le semplici opinioni

Come avrai avuto modo di vedere, il sito in questione non si limita a riportare semplicemente le recensioni di altre piattaforme, ma le analizza in maniera critica ed approfondita. Un’altra funzione molto utile e particolare è il controllo giornaliero del prezzo del prodotto, che mostra il trend dell’ultimo periodo e ti offre la possibilità di capire se stai acquistando ad un prezzo conveniente o se, in quel momento, il costo è elevato.

Opinioni.cloud, in definitiva, è uno strumento estremamente valido che ti supporta in maniera adeguata e completa nella scelta degli articoli da acquistare online, pesando per te la validità delle recensioni online ed orientandoti verso un acquisto soddisfacente.

Cosa ne penso?

Ho avuto modo di utilizzare il sito web, metterlo alla prova. La base è buona, ma la strada è ancora lunga. Di prodotti recensiti ne troverai già migliaia (quasi 500.000, secondo quanto dichiarato da Opinioni.cloud), ma credo che si possa migliorare molto l’aspetto riguardante la catalogazione dei prodotti stessi.
Essendo disponibili online più configurazioni di uno stesso prodotto, troverai la medesima trasposizione anche su questo nuovo servizio, non andando così a creare un comune contenitore per capire se quel prodotto (anche senza una configurazione custom) possa fare al caso tuo.
Ti faccio un esempio pratico: ho cercato il mio Synology DS216j, ho trovato più schede di prodotto e quindi più analisi dell’opinione pubblica. Il NAS, preso così com’è, rimane lo stesso identico prodotto a prescindere dal tipo di dischi che monta al suo interno.
Da cliente, avrei potuto apprezzare un contenitore unico, con -al massimo- la proposta di andare ad aprire le analisi delle opinioni sulle configurazioni non standard. Allo stato attuale, una singola scheda opinioni (di ciascuna configurazione) sembrerebbe poco capace di includere le schede realmente correlate. Nel mio tentativo, una delle configurazione del Synology non mostra come correlate le altre, bensì competitor che propongono lo stesso tipo di prodotto.
Molto comodo -e promosso- il grafico dell’andamento prezzi, che va a fare il lavoro sporco che solitamente si assegna a un componente aggiuntivo installato nel browser.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti: