Archives For AMO

Senza voler disturbare il padre della lingua italiana, oggi bistrattata più di ieri, abbassiamo immediatamente il livello imposto dal titolo dell’articolo a qualcosa di più caciottaro, terra terra, ma non per questo meno importante e utile. Oggi voglio presentarti un piccolo nuovo progetto collaborativo, che nasce ancora una volta da ciò che probabilmente tu –come me– sei solito fare senza neanche dargli troppo peso, perché è cosa assai normale per chi ci tiene a evitare banali errori ortografici facilmente correggibili grazie alla classica sottolineatura rossa che allerta riguardo qualcosa “che non va“. Si chiama FIREFOX:DICT, e adesso ti spiego bene di cosa si tratta.

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT

FIREFOX:DICT

Controllo ortografico

Se usi Firefox (ma non solo) avrai molto probabilmente notato che questo permette la ricerca di errori ortografici nel testo digitato, evidenziati dalla classica sottolineatura rossa per ciò che non viene riconosciuto. Per abilitare questa funzione si fa clic con il tasto destro in una qualsiasi casella di testo (o box, come quelli che forse sei abituato a vedere nei forum e simili) e si seleziona la voce “Controllo ortografico“. Questo funzionerà da subito, a patto di aver installato almeno un dizionario, quello italiano è stato generato da Mozilla Italia (da Francesco) e pubblicato su AMO:

Dizionario italiano
Dizionario italiano
Developer: flod
Price: Free

Questo porting nasce grazie al lavoro svolto dall’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org (plio.it), alla base dell’estensione che in passato ha permesso di integrare il dizionario italiano nella suite OpenOffice (dico in passato perché oggi è tutto integrato nativamente nella suite).

L’installazione non richiede il riavvio, la selezione del dizionario è possibile sempre tramite il menu del tasto destro del mouse (in area testuale):

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 1

Commetti ora volutamente un errore, dovresti vedere qualcosa di simile:

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 2

No, non stai vedendo doppio, è la frase poco sopra, modificata in maniera errata e catturata in uno screenshot!

Questo è segno che il dizionario sta facendo il suo lavoro. E se la tua memoria è buona (e mi leggi da qualche tempo), probabilmente ricorderai che di questa cosa te ne avevo già parlato, era il 2016:

Correttore ortografico di Firefox: copia del dizionario personale

A cosa serve FIREFOX:DICT

A colmare una lacuna del dizionario italiano portato su Mozilla Firefox e sugli altri prodotti che si basano sull’utilizzo delle estensioni Mozilla (sia le nuove WebExtensions, sia le vecchie XUL/XPCOM). Non c’è a oggi un riferimento aggiornato di quel dizionario integrabile in Firefox, e per questo motivo si può ricorrere al file di dizionario personalizzato che si trova all’interno della cartella profilo di ciascuno di noi, il persdict.dat.

Questo file viene creato da Firefox nel momento in cui si fa clic con il tasto destro su un termine non riconosciuto (quindi sottolineato in rosso) e selezionando la voce “Aggiungi al dizionario“:

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 3

Collaborando insieme a un contenuto più allargato del persdict.dat si permette al proprio Firefox di riconoscere molti più termini, evitando doppioni e arricchendo il controllo ortografico già possibile grazie al dizionario italiano installabile da AMO (addons.mozilla.org, nda). Termini come screenshot, blog, router e molti altri ancora sono entrati nell’uso comune della lingua, e sono ufficialmente riconosciuti da dizionari con grandi storie alle spalle (Treccani, Zingarelli, Hoepli, ecc.), ma non da Firefox.

Per poter rimediare ho scelto di mettere a disposizione il mio file di dizionario personalizzato, sulla falsa riga di X Files, che è nato e cresciuto tantissimo partendo nella stessa identica maniera, si trattava infatti della lista dei miei filtri personali, poi diventati i più utilizzati in Italia (dopo la costrizione imposta da EasyList) grazie alla collaborazione di tutti coloro che l’hanno scelta come sottoscrizione principale. Ho prima di tutto rimediato a una mia necessità sulla quale ho sorvolato per molto tempo (ho più PC, più versioni di Firefox e più profili sparsi, con un persdict.dat sempre differente!), e in secondo luogo pensato di allargare il concetto di dizionario collaborativo tra tutti coloro che vorranno salire a bordo.

Per rispondere a una tua possibile domanda (che è un po’ una ripetizione rispetto a qualche riga fa), voglio evitare di caricare nel file persdict.dat basi di dati già esistenti che raccolgono tutti i possibili termini italiani sulla faccia della Terra per non sovraccaricarlo, e anche perché molti di quei termini esistono già nel vocabolario installabile da AMO, senza considerare inoltre che molti altri sono a oggi molto poco utilizzati (o affatto), quindi probabilmente inutili (passami il termine, anche se non del tutto corretto).

Come funziona

Ho pubblicato una pagina dedicata al progetto che ti spiega un po’ tutto, ospitata da NoAds.it che è diventata la casa di quei progetti personali legati a Mozilla, ma ti riporto tutto qui di seguito :-)

Partendo dal presupposto che tu stia usando Firefox (la procedura non cambia di molto sugli altri software), questo è un esempio pratico attraverso il quale potrai utilizzare il file di dizionario collaborativo:

  • Spostati nella barra URL di Firefox, quindi digita about:profiles e premi invio.
  • Nella schermata che comparirà, individua il profilo in uso (lo noterai facilmente, sotto al nome del profilo troverai la dicitura “Non è possibile eliminare il profilo attualmente in uso.“), quindi fai clic sul pulsante Apri cartella in corrispondenza di “Cartella radice” (su macOS troverai “Mostra nel Finder“, nda).

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 4

Il file di dizionario sarà ora aggiornato, ma verrà caricato da Firefox solo al successivo avvio. Se puoi aspettare, non è necessario che tu vada a chiudere e riaprire ora il tuo browser. In caso contrario, non appena lo riavvierai, questo caricherà tutti i termini vecchi e nuovi che gli hai dato in pasto.

Questo è un metodo per forza funzionante su Windows, macOS e Linux. Per il sistema operativo di casa Microsoft ho però pensato a una facilitazione che ti permette di portare a casa il file di dizionario personalizzato più aggiornato con un doppio clic, grazie all’uso di uno script VBS, te ne parlo nel prossimo paragrafo.

Download via VBS

Sempre su GitHub ho pubblicato il codice sorgente del VBScript che ti permetterà di scaricare la versione più aggiornata del persdict.dat dal repository, sostituendolo contestualmente a quello che stai usando. Lo puoi trovare qui: github.com/gioxx/firefox-dict/blob/master/Downloader/FirefoxDictDownloader.vbs

Apri il file appena scaricato con un editor di testo (va bene Blocco Note, ma sai bene che io adoro e consiglio esclusivamente Notepad++ per Windows) e modifica la riga 13, quella in corrispondenza di HTTPDownload, questa contiene (spiegata in parole povere) la sorgente e destinazione del file di dizionario. La prima parte è chiaramente l’indirizzo del file più aggiornato su GitHub, la seconda è quella relativa alla cartella del tuo profilo. Ricordi quello che ti ho spiegato prima sulla schermata di about:profiles? Bene.

Sostituisci "C:\Users\TUONOME\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\TUACARTELLAPROFILO\persdict.dat" (nello script, nda) con la vera posizione del tuo profilo e quindi del file persdict.dat. Copia ciò che trovi in corrispondenza di Cartella radice e ricorda di mantenere il \persdict.dat finale, perché altrimenti lo script andrebbe in errore.

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 5

Se dovessi prendere in esame l’immagine qui sopra, il risultato completo corrisponderebbe a:

HTTPDownload "https://raw.githubusercontent.com/gioxx/firefox-dict/master/persdict.dat", "C:\Users\Giovanni\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\vmh5owgp.default\persdict.dat"

Mi raccomando, niente spazi nei percorsi (è facile che sfuggano a una prima occhiata!).

Sulla falsa riga di quanto appena detto, nel caso in cui tu dovessi avere più profili di Firefox sulla stessa macchina Windows, puoi pensare di duplicare (o triplicare, e così via) la riga di HTTPDownload inserendo in ciascuna di queste la cartella del profilo che intendi “raggiungere“. Prova a immaginare, hai tre profili diversi chiamati firefox.default1, firefox.default2 e firefox.default3, il risultato genererebbe qualcosa di simile (sempre basandomi sulla cartella del mio PC Windows come poco sopra):

HTTPDownload "https://raw.githubusercontent.com/gioxx/firefox-dict/master/persdict.dat", "C:\Users\Giovanni\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\firefox.default1\persdict.dat"
HTTPDownload "https://raw.githubusercontent.com/gioxx/firefox-dict/master/persdict.dat", "C:\Users\Giovanni\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\firefox.default2\persdict.dat"
HTTPDownload "https://raw.githubusercontent.com/gioxx/firefox-dict/master/persdict.dat", "C:\Users\Giovanni\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\firefox.default3\persdict.dat"

Come collaborare

Ed eccoci arrivati al fatidico paragrafo, quello senza il quale questo diventa solo un mio repository utile per i profili e le postazioni che possiedo, senza considerare invece l’utilità che potrebbe avere per altri utenti come te. Il progetto vuole essere collaborativo e aperto a ogni possibile contributo.

Sai e vuoi dare una mano? Sei il benvenuto, qui ho inserito alcuni metodi per entrare a far parte del team: dict.noads.it/#contribute. Ti piace ciò che faccio e vuoi sostenerlo senza collaborare alla crescita della raccolta termini? Che ne dici di offrirmi un caffè per portare avanti il tutto? Puoi donare in qualsiasi momento, direttamente tramite PayPal: paypal.me/gioxx/1,50, oppure decidere di diventare un sostenitore tramite Patreon.

Non dovrei aver dimenticato nulla ma, come sempre, c’è l’area commenti di questo articolo a tua completa disposizione per chiedere ulteriori informazioni, segnalarmi qualcosa di sbagliato o ottenere supporto per la prima installazione.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Amador Loureiro

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Installata circa un mese fa (in occasione della pubblicazione di un articolo ad-hoc sul blog ufficiale), DuckDuckGo Privacy Essentials è la nuova estensione del noto motore di ricerca, realizzata per cercare di arginare la sempre crescente quota di tracciatori della propria navigazione. Si tratta di quei simpatici (si fa per dire) script e cookie che tengono d’occhio i tuoi spostamenti, le tue preferenze, le tue scelte, per cercare di proporti contenuti che possano stuzzicare la tua curiosità, prodotti di cui potresti aver bisogno prima di sapere di averne reale necessità.

Un'occhiata a DuckDuckGo Privacy Essentials

Un componente aggiuntivo che porterà con sé una sua icona (che all’occhio ti fornirà un dato importante riguardo il grado di privacy offerto dal sito web visitato, nda), molte informazioni importanti e la modifica del motore di ricerca predefinito, anche se questa potrebbe essere considerata una mossa sleale e poco simpatica, perché non è detto che io non voglia continuare a usare il mio preferito da un giorno all’altro.

Per poter approdare sul mobile, al posto del componente aggiuntivo, viene suggerito l’uso del browser alternativo sviluppato da DuckDuckGo e che integra già le sue soluzioni di privacy.

Lascia che te ne parli un po’, tirando fuori pro e contro di una soluzione che costa poca fatica all’utente (in termini di configurazione) e permette di dormire sonni un po’ più tranquilli rispetto alla semplice navigazione anonima (vedi spreadprivacy.com/is-private-browsing-really-private).

Grado di privacy

È l’icona che DuckDuckGo Privacy Essentials ti mostra nella barra principale del tuo browser, il colpo d’occhio per capire da che lato gioca il sito web che stai visitando, se dal tuo (cercando di tutelare la tua privacy) oppure dall’opposto (svendendola un tanto al chilogrammo). Più è alto il grado, più sarai tutelato durante la tua visita.

Un'occhiata a DuckDuckGo Privacy Essentials 1

Viene da sé che visitare un sito web legato a DuckDuckGo ti porterà a vedere un grado A, mentre questo blog (a causa dei pulsanti social e le statistiche legate a Google Analytics) scende alla lettera C (ed è un attimo che tornano in mente i bei -?- tempi della scuola e del “signora, il ragazzo è bravo ma non si applica”), per poi essere portato a B grazie ai blocchi imposti dal componente aggiuntivo stesso:

DuckDuckGo Privacy Essentials forzerà qualsiasi sito web a mostrare i suoi contenuti in HTTPS (se disponibile), così da rimediare alla possibile svista (voluta o non) di chi quel sito web l’ha sviluppato e preferisce ancora tenerti su HTTP (per qualsivoglia motivo). Nella tendina dei dettagli dell’estensione potrai inoltre trovare riferimenti ai tracker utilizzati (Twitter / Facebook / Google+ e soci), e potrai decidere se attivare o meno l’aiuto che il componente aggiuntivo può darti bloccando la raccolta dati che quei tracker portano, è ciò che puoi attivare o disattivare con lo switch su Site Privacy Protection.

Un'occhiata a DuckDuckGo Privacy Essentials 7

Disattivando lo switch, il sito web che stai visitando finirà direttamente nella Whitelist del componente aggiuntivo. La Whitelist può essere popolata anche manualmente (se lo preferisci), puoi farlo semplicemente facendo clic sulla voce “Manage Whitelist” della tendina del grado privacy.

Tutto funzionante?

Affatto. Molto probabilmente noterai dei siti web lenti nel caricamento o che non si aprono affatto. Ciò è causato dalla quantità di tracciatori e script al loro interno, roba che per quel povero grado di privacy non esiste una scala negativa sufficientemente capiente, e ti toccherà quindi fare un paio di mosse:

  • spegnere temporaneamente la Site Privacy Protection (così il sito web verrà incluso in Whitelist).
  • Segnalare l’anomalia al supporto di DuckDuckGo per un’analisi più approfondita e relativa modifica al comportamento del componente aggiuntivo. Puoi farlo facendo clic sulla voce “Report Broken Site” nella tendina del grado privacy. Per il momento sembra non esistere un modulo già preconfigurato nel componente aggiuntivo, ti toccherà quindi mandare una mail pre-compilata nella quale inserire i tuoi dettagli.

Ho un esempio da farti? Assolutamente sì, e non credo ce ne sia da vantarsene. Si tratta di una incompatibilità con il sito di Fastweb (fastweb.it), a oggi contenente una quota di tracker imbarazzante (46) e un grado di privacy D.

Motore di ricerca predefinito

DuckDuckGo Privacy Essentials imposta l’omonimo motore di ricerca come predefinito. Puoi facilmente correggere il tiro andando nelle preferenze del tuo browser e rimettendo a posto la relativa voce, il componente aggiuntivo eviterà di andare a modificare nuovamente quella voce (a meno che tu non vada a disattivare e riattivare il componente stesso, simulando una reinstallazione). Su Firefox, per esempio, troverai questa situazione:

Un'occhiata a DuckDuckGo Privacy Essentials 8

Un clic sul menu a tendina e potrai tornare a quello che sei sempre stato abituato a utilizzare.

Questo non ti impedisce di intraprendere comunque un paio di strade per mantenere la possibilità di ricercare ciò che ti interessa su DuckDuckGo (parlo sempre di Firefox, ma con Chrome in parte le cose restano le stesse):

  • dovresti trovare DuckDuckGo tra i “Motori di ricerca in un clic“, assegnagli una parola chiave così da poterlo facilmente richiamare dalla barra dell’URL (come ti ho già ben spiegato in un articolo di qualche tempo fa). Io ho scelto per lui un poco fantasioso ddgo che funziona perfettamente.

Un'occhiata a DuckDuckGo Privacy Essentials 9

  • Il componente aggiuntivo porta con sé una casella di ricerca che genererà risultati su DuckDuckGo.com, aperti in una nuova scheda. Ti basta fare clic sull’icona del grado di privacy nella barra del tuo browser, posizionarti e chiedere.

Download

Se intendi dare un’occhiata a DuckDuckGo Privacy Essentials passando dal tuo PC e dal browser che sei solito utilizzare, puoi installare il componente aggiuntivo per Mozilla Firefox e Google Chrome, ma anche per Safari (se preferisci il browser nativo di macOS):

DuckDuckGo Privacy Essentials
DuckDuckGo Privacy Essentials
Developer: DuckDuckGo
Price: Free

Qui per Safari: safari-extensions.apple.com/details/?id=com.duckduckgo.safari-HKE973VLUW

In alternativa, come già anticipato, potrai scaricare il browser completo su Android e iOS:

DuckDuckGo Privacy Browser
DuckDuckGo Privacy Browser
Developer: DuckDuckGo
Price: Free
DuckDuckGo Privacy Browser
DuckDuckGo Privacy Browser

Fammi sapere cosa ne pensi e se trovi delle difficoltà nella navigazione come successo a me. Sono certo che il progetto possa crescere e migliorare molto, aiutandoti a tenere più riservati i tuoi dati, senza troppa fatica.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Di tempo dal lancio di NoCoin e di molte altre alternative (sotto varie forme, siano esse estensioni, liste filtri o prodotti eseguibili di terze parti) ne è passato davvero poco, eppure l’argomento più in generale è trattato e documentato oggi più che mai, perché al centro dell’attenzione di molte testate, blog indipendenti, comunità di discussione. CoinHive è solo il giocatore forse più conosciuto in campo, ma le fonti di mining aumentano così come i siti web che ne fanno uso, senza la benché minima considerazione della sopravvivenza dell’hardware di coloro che non scelgono volontariamente di far parte del vortice criptomonete.

NoCoin: il cryptojacking è ormai argomento comune

Ciò che oggi puoi fare è proteggerti. Esistono molti prodotti che sono in grado di tutelare le risorse del tuo PC, gratuiti o a pagamento (nel caso di alcuni antivirus premium, nda), alcuni li utilizzi già. Io –come già sai– mantengo la lista NoCoin per Adblock Plus (e compatibili), della quale ti ho parlato in maniera approfondita in questo articolo:

Ti presento NoCoin, l’ultimo arrivato nella famiglia ABP X Files

Se vuoi utilizzare un metodo di protezione alternativo sei assolutamente il benvenuto (e ti dirò di più, sei caldamente invitato a lasciare un tuo commento al post per suggerirne anche a me e agli altri lettori, potrei parlarne in futuro o integrarli in questo articolo), puoi poi decidere di verificare la bontà del metodo passando da un sito web che Opera (sì, il noto browser) ha realizzato e messo online per verificare se la tua postazione è protetta da questo tipo di attacchi. Lo trovi all’indirizzo (con molta fantasia) cryptojackingtest.com. Io ho già eseguito più verifiche con NoCoin nel corso del tempo, superandole ogni volta:

NoCoin: il cryptojacking è ormai argomento comune 1

La nota genericamente positiva è che lo screenshot qui sopra l’ho catturato qualche tempo fa (in occasione del primo test eseguito con NoCoin a bordo, quando ne aveva parlato anche lifehacker), e oggi la percentuale di postazioni protette è aumentata arrivando a quota 77% circa (un 3% in più nel giro di un mese circa, affatto male direi), contro un restante 26% di non protetti a causa –probabilmente– della poca informazione o della sfiducia nei confronti dei metodi e tool difensivi a disposizione. La trappola è sempre dietro l’angolo, non ignorarla pensando che a te non possa capitare di finirci dentro, è giusto di qualche giorno fa un articolo molto interessante su ilSoftware.it e un attacco verso 4000 siti web ignari di veicolare un attacco.

Poi, perché chiaramente c’è anche l’eccezione che conferma la regola, esiste comunque una porzione di fruitori del web che permette agli script di mining di lavorare sfruttando la potenza di calcolo “in standby” dei propri processori, ma lo fa consapevolmente, ed è giusto quindi che continui a poterlo fare, operazione generalmente consentita dai componenti aggiuntivi come No Coin di Keraf, oppure con una disabilitazione della lista sottoscritta (NoCoin compresa) o whitelisting del singolo filtro / sito web interessato (maggiormente prioritario rispetto a quanto dettato dalla lista sottoscritta). Di questo ne ha parlato per esempio DDay, in merito al caso Salon e sostentamento delle spese di quest’ultimo.

Per saperne di più

Dato che, nonostante se ne parli quanto più possibile, non tutti possono / devono conoscere di cosa sto blaterando, ti rimando a un interessante quanto semplice articolo riepilogativo di hackerbits.com (in lingua inglese, nda), che ti descrive in maniera semplice –seppur approfondita– l’argomento cryptojacking e i relativi metodi di mining, facendo ulteriore riferimento alle criptovalute attualmente disponibili: hackerbits.com/programming/what-is-cryptojacking.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Non c’è bisogno di ripetere nuovamente le stesse cose. , Google ha rimosso il pulsante “Visualizza immagine” dal suo Google Images, , probabilmente c’entra l’accordo con Getty Images ma chissenefrega. In fin dei conti quello che ti interessa (soprattutto se sei finito qui per caso) è capire come tornare a vedere e utilizzare quel pulsante, cosa assolutamente fattibile almeno fino a prossima mossa di Google. Metodi verificati sia per Firefox che per Chrome, così da accontentare ambo le sponde principali nel panorama browser.

Google Immagini: riottenere il pulsante "Visualizza immagine"

Se non sai di cosa sto parlando, ti invito a dare un’occhiata all’articolo di Ghacks di qualche giorno fa. Lo stesso fornisce già alcuni validissimi suggerimenti per muoversi nell’immediato, qualcuno lo riprendo anche io.

Tasto destro del mouse

Ti sembrerà una sciocchezza, eppure la soluzione più facile è anche quella che tutti hanno già a disposizione. Utilizzando Google Images, continua a cercare ciò che ti serve come hai sempre fatto. Espandi la selezione dell’immagine, quindi fai clic con il tasto destro e scegli “Visualizza immagine“.

Google Immagini: riottenere il pulsante "Visualizza immagine" 2

Se non dovessi utilizzare Firefox ma Chrome, rimarrebbe tutto identico fatta eccezione per il comando, nel caso del browser di Google è “Apri immagine in un’altra scheda“:

Google Immagini: riottenere il pulsante "Visualizza immagine" 3

View Image di Joshua B

Componente aggiuntivo per Firefox e Chrome, View Image permette di far comparire il tasto “View Image” (con molta fantasia, eh?) al suo posto, come mai fosse sparito, magari modificato (visualizzerai “View Image” anche se il tuo Google Images è impostato in lingua italiana), ma pur sempre funzionante e quindi perfetto per lo scopo.

Update

Rapido aggiornamento per dire che la localizzazione è ora perfettamente funzionante e verrà mostrata in base alla lingua del tuo browser. Vedrai quindi il pulsante “Visualizza immagine” se il tuo Firefox / Chrome è stato installato in italiano.

View Image
View Image
Developer: Joshua B
Price: Free
View Image
View Image
Developer: Joshua B
Price: Free

Il progetto è assolutamente Open Source e disponibile su GitHub, lo trovi all’indirizzo github.com/bijij/ViewImage, tra l’altro è disponibile anche una versione Userscript per chi già oggi utilizza software come Tampermonkey o Greasemonkey. Non devi fare altro che caricare il componente aggiuntivo nel tuo browser, non dovrai fare altro perché il pulsante sarà già lì ad aspettarti:

Google Immagini: riottenere il pulsante "Visualizza immagine" 1

Questo metodo funziona ancora meglio se in coppia con il mio Search Engine per Google Images e Firefox :-)

Userscripts

Utilizzi Tampermonkey o Greasemonkey (o magari qualche altra alternativa)? Bene, qui ho un paio di alternative che potrebbero fare al tuo caso:

StartPage (e non solo)

(Meglio con i browser di casa Mozilla, nda). Motore di ricerca alternativo che si prende cura della tua privacy, ma pur sempre basato su risultati di Google, può essere aggiunto ai tuoi Segnalibri di Firefox, specificando la parola chiave per velocizzare la ricerca (come ti ho già spiegato qui).

Riepilogando:

  • visita StartPage e fai clic con il tasto destro nel suo campo di ricerca, quindi seleziona “Aggiungi una parola chiave per questa ricerca“, specifica un termine facile da ricordare nell’unico campo libero disponibile a video (nel mio caso, quello che vedi in immagine, ho utilizzato spage):
  • nella barra dell’URL inizia a scrivere la parola chiave scelta, seguita dal termine da ricercare, verrai portato immediatamente su StartPage e sui risultati da lui trovati:

Google Immagini: riottenere il pulsante "Visualizza immagine" 5

Puoi fare la medesima cosa con qualsiasi altro motore di ricerca: da Bing a Yahoo, passando per DuckDuckGo.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Chi utilizza già Firefox Nightly avrà molto probabilmente notato la novità introdotta con la versione 55.0a1 (2017-05-27), per gli altri si tratta invece di uno sguardo al futuro del browser di casa Mozilla. In maniera del tutto naturale, la possibilità di catturare screenshot senza il sussidio di un componente aggiuntivo di terze parti, è passata da Test Pilot alla versione di produzione del browser.

Logo Mozilla

Di Test Pilot non ne ho ancora parlato, mea culpa, ma ti basti sapere che si tratta di esperimenti che integrano in Firefox funzioni nuove e utili, per tastare il terreno e le reazioni degli utilizzatori che hanno scelto di sperimentare. Una di queste funzioni, entrata in Test Pilot molto tempo fa ormai, sembra essere stata talmente apprezzata da passare “in produzione“, si tratta della cattura screenshot di pagine web (intere o porzioni, poco importa).

Screenshot integrati in arrivo su Firefox 55

Se fino a oggi hai utilizzato un componente aggiuntivo di terze parti (io sto ancora utilizzando Web Clipper : Easy Screenshot), prossimamente (quando la versione Stabile di Firefox toccherà la versione 55) potrai scegliere di appoggiarti direttamente alla funzione integrata da Mozilla, la quale propone una cattura con salvataggio immediato sul nuovo sito web del servizio (screenshots.firefox.com), all’interno del quale avrai un’area tutta tua, nella quale tenere le tue catture e decidere per quanto tempo mantenerle prima di mandarle in cancellazione automatica, e con ulteriore link copiato immediatamente negli appunti (per una facile condivisione):

Tutto il progetto, come da tradizione, è open-source, lo trovi su GitHub. Tutto già sembra funzionare correttamente (ma ricorda che si tratta pur sempre di una novità in beta). Io, almeno per il momento, continuo a tenermi installata anche la mia estensione preferita, perché permette di salvare lo screenshot sul Desktop, con nome stabilito automaticamente e senza necessità di intervenire manualmente, mi torna utile ancora (soprattutto quando mi servono immagini per articoli del blog, ma non solo). Inizierò a utilizzare Firefox Screenshots quando ci sarà bisogno di condividere rapidamente qualcosa online.

Grazie Mozilla! :-)

Condividi l'articolo con i tuoi contatti: