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Sì, Iliad è arrivata ufficialmente in Italia, attraversando le Alpi e imparando un nuovo idioma rispetto al francese madrelingua. Questo è un altro di quegli articoli che leggerai solo dopo qualche tempo rispetto alla mia stesura, perché ripresi più volte, aggiornati prima di essere resi pubblici, così da fornirti quanti più riscontri reali possibili, basati sulla mia esperienza e su ciò che ho trovato di più interessante in giro per il web.

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi

Iliad

Conferenza stampa in diretta streaming per tutti, giornalisti coinvolti (fisicamente presenti quindi al lancio) e distributore di SIM con pannello touch (con le sembianze da sportello bancomat, per capirci) per poter immediatamente ritirare il proprio nuovo fiammante numero su rete dell’operatore d’oltralpe (prefisso scelto in Italia è il 351). Un’offerta chiaramente più che competitiva come annunciato dalla società nei mesi antecedenti il lancio: 5,99€/mese per avere chiamate illimitate verso fissi e mobili internazionali (oltre 60 destinazioni, verso fissi in Europa e fissi e mobili in USA, Canada), SMS illimitati verso fissi (?) e mobile nazionali e 30GB di dati in 4G+ superati i quali puoi continuare a navigare a 0,90€ per 100MB (affatto vantaggioso).

In Europa, grandissimo errore di comunicazione in fase di conferenza stampa e anche per diverso tempo alla luce del sole sul sito web, 2 GB di dati da poter utilizzare al posto dei 30 su territorio italiano, e non 32 (30 + 2) come inizialmente detto (qui trovi un articolo che ne parla). Se provi a farti i conti, questi tornano senza colpo ferire: dopo aver scorporato l’IVA al 22% dalla tariffa pagata per il rinnovo mensile della tua offerta, dovrai dividere quel numero per 7,7 (7,7€ è il costo di un GB di dati all’ingrosso in UE), moltiplicando il risultato per 2 e ottenendo così la quantità di GB di dati che l’operatore dovrebbe metterti a disposizione quando non ti trovi su territorio italiano.

Applicando il calcolo all’offerta Iliad, risulterebbe quindi un 4,91/7,7 (0,64 circa) *2, che porta a 1,28 GB (arrotondato per eccesso), ben al di sotto dei 2 GB garantiti.

Trovi maggiori informazioni sul calcolo dei GB dati in roaming ai quali hai diritto nel sito web di AGCOM: agcom.it/roaming-internazionale. Se vuoi evitare di metterti lì a fare conti, puoi visitare una pagina del sito di Vodafone all’interno della quale troverai un modulo rapido per il calcolo: vodafone.it/portal/Privati/Tariffe-e-Prodotti/Tariffe/Estero/euroroaming, espandi i Dettagli e inserisci la tariffa pagata per ottenere il massimo dei GB disponibili all’estero.

Bada inoltre che io ho usato il costo del GB di dati non aggiornato, poiché i vecchi 7,70€ del 2017 sono passati oggi a 6€, la sostanza sul calcolo poco sopra però non cambia. Le cose potrebbero invece cambiare prossimamente, poiché dal 1 gennaio 2019 il costo per un GB di dati arriverà a quota 4,5€, dal 1 gennaio 2020 3,5€, dal 1 gennaio 2021 3€ e infine dal 1 gennaio 2022 raggiungerà il suo picco minimo di 2,50€. Ciò non è però sicuro, poiché l’operatore può sempre scegliere se seguire l’andamento del mercato (e del costo all’ingrosso dei GB di dati) oppure se fissare un tetto massimo quando si è fuori dalla propria nazione, Iliad potrebbe quindi scegliere di confermare 2 GB di dati in modalità roam like at home.

Panoramica sulla consegna

Ciò detto, passiamo alla consegna, che sto attualmente aspettando dopo aver ordinato la SIM tramite il sito web, al secondo terzo quarto tentativo, per problemi nell’accettazione di taluni codici fiscali e ICCID di SIM per le quali viene richiesta portabilità (quest’ultimo non è il mio caso ma è quello di un Paolo a caso che ha deciso di fare il salto nel vuoto e passare direttamente al nuovo operatore, senza prima metterlo alla prova con un secondo smartphone o tablet, o magari modem LTE), Iliad è diventato ormai argomento di discussione principale all’interno di un gruppo comune di Telegram composto da vecchie babbione glorie che parlano di tecnologia quando gli va.

La mia consegna, al contrario di altri componenti di quel gruppo, va decisamente a buon fine, senza lunghi tempi di attesa che caratterizzano invece alcune altre spedizioni che sembrano essersi perse nel vuoto pneumatico. Registro il mio utente, scelgo il mio nuovo numero di telefono (non faccio portabilità alcuna perché preferisco prima mettere alla prova l’operatore, la nuova SIM andrà a finire nell’Asus Zenfone 5 in prova e poi nel mio iPad Mini, o all’occorrenza nel mio modem LTE) e pago quanto dovuto (SIM e primo mese di servizio, per un totale di 15,98€) con la carta di credito, stabilendo inoltre che sarà questa il metodo di pagamento ricorrente per non rimanere mai appiedato (ma si poteva anche scegliere di ricaricare manualmente il credito, cosa che puoi fare ancora oggi). La cosa che mi lascia un attimo perplesso è il costo della SIM, 10€ quasi per che cosa? Avrei potuto dire “il corriere che te la consegna”, ma la medesima cifra è stata richiesta anche a chi non ha scelto quel metodo di consegna.

BRT ha preso in carico la mia SIM il giorno 30 maggio, il 31 ho catturato fotografie e screenshot che puoi vedere qui sopra, ho attivato con successo la mia SIM (sì, il sito web parla spesso francese anziché italiano, un errore che ancora oggi è presente) e l’ho inserita nello smartphone.

Configurazione

Una pena totale. Appena arrivata e inserita all’interno dell’Asus Zenfone 5 provato e recensito qualche giorno fa, telefono di nuova generazione che dovrebbe procedere alla configurazione automatica dell’APN senza ulteriori aiuti dall’esterno, questo non è stato capace di portare a termine il compito costringendomi all’installazione dell’applicazione ufficiale rilasciata dall’operatore, disponibile sul Play Store (e solo lì):

Mobile Config
Mobile Config
Developer: Iliad Italia SPA
Price: Free

Peccato che anche questa, con sorrisetto nervoso di sconfitta impresso nel volto del sottoscritto, porta nel sacco le pive: aggiornamento della SIM necessario ma Servizio non disponibile e, già che ci siamo, messaggio anche in francese, che sia mai che io non capisca la mia lingua madre:

Ho provato ovviamente a disattivare il WiFi, a cancellare la cache del programma e anche a disinstallarlo completamente per poi reinstallarlo dallo Store (come avevo in ogni caso fatto la prima volta, nda). Il nulla più completo. Scelta alquanto discutibile è anche il non inserire in pagina di configurazione le informazioni necessarie (da andare a mettere manualmente in caso di necessità, come questo) oltre al collegamento per l’applicazione Android:

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Le informazioni te le riporto quindi io, fortunatamente recuperate dalle decine di siti web che le hanno rese note a poche ore dal lancio dell’offerta in Italia.

  • APN: iliad
  • Centro MMS: http://mms.iliad.it
  • MCC: 222 (che dovresti già trovare come voce di default)
  • MNC: 50 (che dovresti già trovare come voce di default)
  • Tipo APN: default,mms
  • Tipo MVNO: GID
  • Valore MVNO: F003 (che dovresti già trovare come voce di default)
Update

Aggiornamento del 21/6/18: ringrazio Miki64 che, in area commenti, mi ha segnalato una modifica al tipo di APN per poter sfruttare anche la funzione di tethering (relativo al piano dati):

Tipo APN: default,supl,dun

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Una volta salvato l’APN, la SIM aggancerà la rete Iliad e potrà navigare correttamente.

Assistenza tecnica

La cosa che mi è poco –se non per nulla– chiara è però l’impossibilità di chiamare qualsivoglia numero di telefono. Provandoci, ho ottenuto un bell’errore a video:

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E medesimo destino per gli SMS che, così come per le chiamate, dovrebbero essere illimitate. Poi, l’illuminazione: nonostante io abbia pagato la SIM (come puro pezzo di plastica) e il primo mese di servizio, controllando nella mia area personale noto il credito azzerato. Molti operatori non permettono di fare alcunché con credito pari a zero, decido quindi di chiamare il supporto per delucidazioni. Oh, wait, che peccato: non posso, non almeno dallo smartphone che sfrutta la SIM Iliad. Prendo quindi in mano il mio S8 con TIM e provo a chiamare il 177, che risulta (giustamente) non essere raggiungibile da questa rete. Cerco quindi un riferimento diverso nel sito di Iliad, che non c’è.

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Lo trovo, quel riferimento, passando per tutt’altro sito, si tratta di un numero di telefonia mobile, che puoi quindi chiamare anche quando sei all’estero (dove ti ritroveresti nella medesima mia situazione, dato che il 177 non verrebbe interpretato dal tuo operatore in roaming): +39 351 8995177. Una manciata di minuti di attesa e riesco finalmente a parlare con una gentilissima operatrice che ringrazio, e con la quale mi scuso per aver buttato giù la telefonata per errore durante i nostri test. Abbiamo dapprima sbloccato la questione SMS e poi, grazie allo sblocco, messo a posto anche la parte voce con un SMS di autoconfigurazione.

Sembrerebbe che lo ZenFone 5 non sia stato capace di configurarsi il numero del centro servizi SMS, e che questo non sia raggiungibile (per la modifica) via Avanzate dell’applicazione Messaggi di Android. Ho quindi digitato (dall’applicazione Telefono) il codice *#*#4636#*#* che mi ha portato alla schermata di verifica per ottenere informazioni su scheda SIM e aggancio ai servizi, fatto l’aggiornamento forzato del numero del centro servizi SMS (+39 351 9999600) e riavviato lo smartphone.

A riavvio completato gli SMS che avevo inviato di test hanno cominciato a lasciare il recinto dello smartphone, arrivando finalmente a destinazione. Ho quindi approfittato della cosa per inviare un nuovo messaggio, stavolta contenente il testo “CONF” (senza virgolette) al 2049, ottenendo finalmente un messaggio di configurazione automatica che ha terminato l’opera permettendomi di sfruttare anche le funzioni voce della SIM.

Update

Aggiornamento del 21/6/18: Gianluigi mi segnala che Iliad ha finalmente reso disponibile una pagina dedicata all’Assistenza, ben più ricca di quanto disponibile fino a ora (e lo posso confermare). Puoi sfruttarla anche tu visitando l’indirizzo iliad.it/assistenza.

Rete dati

Non brillante, ma ha bisogno di tempo per migliorare, ne sono certo. Ho chiaramente eseguito più test di velocità, in più punti della città e per ora solo a Milano (avrò modo di metterla alla prova anche in altre località entro breve, anche all’interno di un modem LTE che recensirò quanto prima). Ti propongo qualche screenshot confrontato con TIM e Vodafone.

Ora, tralasciando l’imbarazzante divario creato da Vodafone che può vantare una rete dati davvero pazzesca in quanto a velocità (e i test Vodafone sono stati eseguiti con un vecchio iPhone 6, per dovere di cronaca), Iliad ha inizialmente preso schiaffi da ogni competitor. Nel corso del tempo le cose sono però migliorate, ho documentato altri test:

Il ping è sempre alto, ma è una colpa attribuibile al fatto che –ancora oggi– molte (troppe?) delle SIM stanno navigando passando per la Francia, dove evidentemente Iliad era già pronta a incanalare il traffico dati, in attesa di esserlo anche in Italia come annunciato e come in corso d’opera. Ricordiamoci inoltre che –in attesa di una più robusta rete di antenne nostrane– Iliad poggia diverso suo traffico su Wind-3, dalla quale ha anche acquistato parte di quelle antenne, dismesse durante la fusione delle due grandi società, così da dare quanta più copertura possibile (cosa vitale e obbligatoria da parte di un operatore non virtuale).

Allo stato attuale, la mia SIM passa ancora per la Francia (controllo ripetuto più volte anche dopo riavvio). Se vuoi, puoi testare la tua utilizzando un nuovo tool che ho messo a disposizione su Public: public.gfsolone.com/tools/ip

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In conclusione

Il lancio di Iliad, nonostante mesi di rumors, pubblicità dall’impatto “Wow” e promesse di rivoluzione, ha quel sapore di incompleto, di frettoloso e forse non ancora pronto a prendere senza rischi quell’onda quando fai male i calcoli con l’acqua mossa del mare, lanciandoti oltre la finestra consentita e prendendo uno schiaffo in faccia che la metà basta. Ciò non vuol dire che si tratti di una mossa sbagliata, ma solo che ci sarà più da correre e lavorare, cercando di mettere “in bolla” la creatura, utilizzando me e tutti gli altri early-adopters come cavie che possono fornire quanti più feedback possibili, senza la pretesa (da parte nostra, da clienti) di avere a disposizione la terra promessa, perché questa ancora non la vedo lì all’orizzonte, forse i miei occhi la scorgeranno tra qualche tempo.

L’offerta è valida, il sito web è valutabile al limite della sufficienza perché mancano ancora troppi dettagli (l’errore dell’embed di mappa Google oltre i limiti API gratuiti al lancio è stata una mossa forse davvero troppo banale e assai prevedibile, per dire), questo parla troppo spesso ancora francese anche quando si va a ritoccare le opzioni; alcune di queste sfociano in errori che non è possibile risolversi in autonomia costringendo il supporto a intervenire, insomma, non un bel vedere.

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In attesa che le cose inizino a prendere una piega migliore, il mio test della SIM termina qui per ciò che riguarda il bouquet dell’offerta completa. Passerà ora all’interno di un modem LTE che presto metterò alla prova e del quale ti parlerò :-)

Ora tocca a te. Hai già provato Iliad? Sei diventato cliente? La sceglierai in futuro? L’area commenti è a tua totale disposizione per discutere dell’operatore, dei problemi che riscontri, per condividere la tua esperienza.

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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Complice l’arrivo della SIM Iliad (se vorrai, potrai leggere il mio articolo riepilogativo mercoledì mattina, nda), ho potuto mettere in pista due prodotti in un colpo solo, l’altro è il protagonista di questo pezzo di apertura settimana dopo un weekend non esattamente da ricordare: Asus ZenFone 5.

Asus Zenfone 5 (ZE620KL) 1

Archiviato il capitolo Roma e ZenFone 4 (qui la recensione dello smartphone messo in commercio meno di un anno fa), Asus propone un’evoluzione sulla base del “non posso farne a meno, stagione 2018“, quella serie di caratteristiche che ormai ci si aspetta (seppur non sia necessariamente un bene) da un medio-alto di gamma: dal notch alla doppia fotocamera, passando per l’all-screen design e l’ormai immancabile (inevitabile?) intelligenza artificiale.

Asus ZenFone 5

Con la conferma della linea “We Love Photo” Asus ci riprova con ZenFone 5, cercando di migliorare e correggere quanto –rispettivamente– fatto ed errato sul precedente modello che –ancora oggi– può considerarsi un buon fascia media così come avevo segnalato in chiusura del mio pezzo (con quell’inevitabile cammino verso uno street-price più competitivo e appetibile per il cliente finale che deve cambiare smartphone).

Costruzione

Lo ZenFone 5 porta sul mercato il suo ampio display da 6,2″ con risoluzione in 19:9 (Super IPS Full HD+ a 2246 x 1080 pixel ma senza HDR) con un notch davvero inutile e non disattivabile dalle Impostazioni (qui trovi il work-around), esteticamente brutto quando si va a utilizzare un’applicazione non compatibile che ne lascia quindi fuori uno sfondo che nulla c’entra con il resto delle informazioni a video. Il monitor è brillante e reagisce bene anche sotto la luce del sole cocente di questo periodo che non sa ancora bene come comportarsi, regolando la luminosità in maniera abbastanza efficiente e rapida (in alcuni casi esita, è vero, ma nella media il risultato è positivo).

Scocca bella da vedere, elegante, con i pulsanti laterali (solo sulla destra, perché sulla sinistra troverai il carrello SIM, dual o con espansione memoria fino a 2 TB, partendo dalla base con 64 GB già difficilmente riempibili nell’era Cloud) in leggero rilievo così come le fotocamere posteriori in verticale, con subito sotto il loro flash LED. I vetri sono Corning Gorilla e la presa è sufficientemente sicura, non lo si perde sbadatamente dalla mano ma può scivolare se lo si lascia senza custodia su superficie liscia (occhio), e tende a diventare scomodo quando lo si usa per più tempo con una sola mano (quella presa non tanto scomoda inizialmente tende poi a diventare innaturale e stancante). Complessivamente si ha a che fare con un terminale lungo 153mm, largo 75.65mm e profondo 7.7mm, con un peso di appena 155 grammi (niente male considerando il generoso polliciaggio).

Oltre ai 64 GB di memoria di base di cui ti ho parlato qualche riga più sopra, ZenFone 5 monta un Qualcomm Snapdragon 636 Octa-core a 64 bit, il comparto grafico è affidato all’Adreno 509. Al solito, ho catturato le specifiche direttamente via CPU-Z (in cui dovresti notare un Adreno 512 che non so quanto sia realmente montato su scheda madre, suppongo si tratti di un problema lato CPU-Z come già accaduto raramente in passato):

La memoria RAM può arrivare fino a 6 GB (LPDDR4X), nel mio caso ho provato un modello con un paio di GB in meno (4 in totale, in media ne ho usati 3 quasi sempre).

Spazio poi al fingerprint reader, posto centralmente in alto, in corrispondenza del flash, non sempre facile da raggiungere e non sempre infallibile, in generale non troppo veloce per lo standard a cui oggi io (e quasi certamente anche tu) sono abituato, mi ha costretto in alcuni casi a utilizzare il mio PIN di sblocco (non guasta e permette di ricordarlo facilmente, ma è questione di comodità). Questo è il solo metodo funzionante per far riprendere il telefono dallo standby (oltre chiaramente alla pressione del tasto di accensione laterale destro), non esiste infatti un doppio tap sul monitor per farlo riprendere (o un tasto virtuale attivabile con una pressione più forte come previsto sui Galaxy S8/9 di Samsung, per esempio). C’è anche il riconoscimento facciale ma, come detto, non faccio parte dei suoi sostenitori.

Infine, una rapida nota sulla ricarica dello smartphone, Boost Master di Asus tramite alimentatore a muro 5V 2A 10W, non brilla come avrei pensato, ma puoi avere il 50% di batteria in circa mezz’ora di carica (3300mAh è la capienza della batteria al litio integrata e non rimovibile), e puoi sempre sostituire l’alimentatore con qualcosa di più carrozzato, fino a 18W.

Nella confezione del prodotto, oltre all’alimentatore di cui ti ho parlato, troverai anche un cavo USB-C, gli auricolari (sufficienza raggiunta) e una cover morbida per proteggerlo (che però non ho trovato nel mio sample, nda).

Software

Android Oreo 8.0 con patch aggiornate a marzo 2018 (siamo un pelo indietro, decisamente). La ZenUI è la 5, porta con sé una serie di applicazioni di fabbrica non invasive che rispettano l’ottimo lavoro fatto da Asus con i suoi ultimi terminali, sempre meno ricchi di bloatware che verrebbero diversamente disinstallati (o per lo meno ignorati) dall’utente; si può (si deve) ancora lavorarci sopra, ma non posso chiedere la luna, me ne rendo conto (e sicuramente qualcos’altro cambierà in futuro).

Asus Zenfone 5 (ZE620KL) 10

La confusione tra le voci di menu è ancora presente, così come le icone volutamente renderizzate in maniera differente rispetto a un’esperienza più stock che –seppur più spartana– è quasi sempre più chiara e semplice per qualsivoglia livello di utilizzatore. Bisognerebbe provare seriamente a standardizzarsi più di quanto si sia voluto fare fino a oggi, per il bene del cliente finale e della sua pazienza (soprattutto quando si deve cercare una particolare voce che sparisce da ogni radar, motore di ricerca interno compreso).

Carine alcune piccole “chiccherie” introdotte, come la possibilità di cambiare il posizionamento dei tasti virtuali (multitasking / home / indietro invertendo quindi multitasking e indietro) o di scattare un’istantanea del monitor semplicemente tenendo premuto il tasto relativo al multitasking, meno appetibile è invece quella del volume (basso) che richiama la fotocamera solo se ci si trova in modalità standby e senza Spotify –o equivalente lettore multimediale– avviato (diversamente, abbasserà il volume, ignorando la scorciatoia verso la fotocamera, com’è logico che sia).

C’è –come per ZenFone 4– un set di impostazioni che rileva i consumi ed eventuali anomalie da parte delle applicazioni installate e in uso, per evitare che queste pretendano più del dovuto o vadano seriamente a impattare sulle prestazioni dello smartphone che, per alcuni versi e in alcuni momenti, mostra il fianco quando viene messo sotto sforzo, con un utilizzo un pelo più elevato rispetto alla semplice navigazione o “passeggiata tra i Social Network“. C’è l’AI Boost, vero, ma non può fare miracoli (interviene, non posso negarlo, ma non sposta l’asse terrestre e causa anche un lieve surriscaldamento che di certo non può fare bene alla batteria).

Confermato anche per ZenFone 5 il solito abbonamento a Google Drive con 100GB di spazio di archiviazione gratuito (per 1 anno, oltre il quale sarà necessario pagare o smettere di sfruttare lo spazio in Cloud), con possibilità di sfruttarlo in fase di prima preparazione del sistema.

Se posso dirla chiaramente, non noto il passo da gigante che mi sarei aspettato rispetto a quanto già raccontato per ZenFone 4 e il relativo ZenUI a bordo.

Multimedia

Inevitabile arrivare a questo punto, fotocamera principale con sensore di immagine dual-pixel flagship Sony IMX363 da 12MP e dimensioni 1/2.55″ (con dimensione specifica del pixel da 1.4µm), apertura F1.8 per un campo visivo di 83°. Per aiutare chi non ha la mano esattamente ferma, Asus propone 4 assi, stabilizzazione ottica dell’immagine e 4 stop. A questo va ad associarsi l’ormai immancabile grandangolare da 120° con 12 mm di lunghezza focale (equivalente a una fotocamera o telecamera da 35 mm). L’ottica grandangolare viene esclusa (in realtà viene suggerito di farlo) in notturna o più genericamente in caso di scarsa illuminazione, lasciando quindi il compito più gravoso al sensore Sony principale.

In tutto questo ho notato un buon risultato di media (non nettamente più valido di quello notato nello ZenFone 4) ma una qualità non eccelsa quando si scala in modalità video, il quale non mi ha soddisfatto poi troppo in condizioni di illuminazione medio-scarsa. Qui è dove Asus ci fa sapere che i video possono essere girati in 4K UHD (3840×2160) a 30 fps con la fotocamera principale posteriore, la registrazione video in 1080p FHD avviene a 30/60 fps e quella a 720p è invece in HD a 30 fps. EIS a 3 assi per le fotocamere posteriori, così da stabilizzare il risultato (via software) un po’ più di quanto non si sia capaci a mano libera.

Concludo con una nota sull’audio stereo grazie all’utilizzo della capsula auricolare che però, nonostante tutta la buona volontà, diventa inutile nel momento in cui si tappa il mono fianco USB-C, facendo capire quanto realmente spinge uno rispetto all’altro. Migliora la situazione se modificando il volume si attiva l’opzione “All’aperto“, prerogativa di Asus da qualche tempo, che dona maggiore potenza al dinamico duo andando così a guadagnare qualche punto in più nella cella in fondo a destra nella scheda di valutazione prodotto. C’è il jack (ormai bisogna specificarlo) per le cuffie.

In conclusione

Si tratta di un medio gamma bilanciato in ogni sua componente, che non brilla in nessuna di queste in particolare, ma che continua a tracciare e rendere riconoscibile quella strada che Asus ha scelto di percorrere ormai da tempo. La ZenUI ha ancora tanto da ritoccare e migliorare, l’hardware è di buon livello ma in alcuni casi mostra il fianco e –in tutta onestà– inizia a non poterselo più permettere in un mercato che ha visto arrivare sulle nostre spiagge altri competitor che possono e sanno fare di meglio allo stesso prezzo o quasi. Non è IP67/68 ma non è un dettaglio che ne varia il giudizio finale.

Lo ZenFone 5 si trova a un prezzo di listino di circa 400€ e, chiaramente, va a combattere con i medio gamma di blasonati competitor che in parte ho già citato nell’articolo, e di altri facilmente intuibili.


In memoria della nostra piccola grande creatura, Forti.

Asus Zenfone 5 (ZE620KL)

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: Sample fornito da Asus, torna all'ovile giusto nel giorno di pubblicazione dell'articolo.
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