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Asus: pulire l’installazione di fabbrica di uno Zenbook

No, non vi state sbagliando e non state neanche vivendo un Déjà vu, ho già messo insieme la parola Asus e Crapware / Bloatware o più semplicemente il d0ver fare pulizia di una macchina nata già stanca, Asus non è nuova in fatto di rilasci macchina ultra-personalizzate e già appesantite. La qualità non si discute (della macchina fisica) ma avrei sempre tanto da ridire sulla scelta di affibbiare all’utente parecchio software di fabbrica spesso completamente inutile per la normale sopravvivenza del PC (soprattutto a discapito delle performance e della durata della batteria, ndr).

Asus-zenbook_wp-2_1366

Dato che ho rispolverato il mio Zenbook UX21E (quasi pronto per essere passato al babbo che finalmente abbandonerà un HP durato quasi 10 anni!) ho avuto modo di notare -una volta riportato alle condizioni di fabbrica- tutto l’ammasso di roba da poter eliminare senza alcun ripensamento. Quasi a voler completare l’opera cominciata con il precedente articolo vi riporto quanto fatto e cosa poter cancellare dal disco per guadagnare spazio ed un esaurimento nervoso da applicazioni stupide in meno.

Amore, ti serve davvero tutta quella roba?

Che è un po’ come il terno al lotto con la compagna quando si va in vacanza. Pare che anche Zenbook sia un po’ donna in questo e c’è tanto, troppo da portarsi nel baule dell’auto, questa è solo una piccola parte catturata dalla macchina appena accesa:

287875282541141191 - asus-software

Inutile dire che il 70% e forse più di quel software è assolutamente inutile perché non verrà mai utilizzato, in molti casi lo stesso Windows 7 potrà brillantemente sostituirlo tramite le funzioni che fanno parte del suo essere sistema operativo sin dalla nascita. Cerchiamo quindi di scremare rapidamente le applicazioni che è possibile far saltare in aria:

  • ASUS AI Recovery: ottima utility della casa che serve per creare un disco di recupero della macchina stessa al momento della sua produzione in fabbrica. Ciò vuol dire che a bordo troveremo il sistema operativo correttamente licenziato e tutto il set di applicazioni e impostazioni che ASUS ha previsto per lo Zenbook. Vi consiglio caldamente di creare una ISO (DVD o BluRay che sia) da masterizzare quanto prima su supporto ottico. Una volta fatto questo programma e l’eventuale partizione di recovery diventano immediatamente inutili. Potete procedere con la rimozione.

Da ora in poi riporterò la lista della spesa di ciò che ho rimosso senza troppi problemi, mi sono bastate poche ricerche su Google per capire a cosa servissero questi programmi e decidere quindi di disinstallarli per recuperare spazio disco e risorse che sarebbero state inutilizzate, vi risparmio del tempo:

  • ASUS FaceLogon
  • ASUS LifeFrame3
  • ASUS PowerWiz & ASUS Power4Gear Hybrid (per questi specifici tool posso solo dirvi che già le Opzioni Risparmio Energetico di Windows lavorano più che bene e non serve ulteriore aiuto al sistema per ottimizzare i consumi)
  • ASUS Secure Delete
  • ASUS Splendid Video Enhancement Technology
  • ASUS Tutor
  • ASUS USB Charger Plus: a vostra discrezione. Ho parlato di un tool (sempre di ASUS) che riproduce grosso modo lo stesso risultato in questo articolo qualche tempo fa. Anche se con il nome diverso il risultato è quello, potrete decidere di disinstallare il tool e non caricare i vostri device quando il portatile è spento.

Oltre ai prodotti di casa ASUS (che sono terminati, almeno nel mio caso, ndr) c’è anche dell’altro da pulire, faccio qualche nome sparso: Bing Toolbar (la odio, come tutte le toolbar), Nuance PDF Reader (preferisco l’Adobe Reader, ndr), un antivirus “consigliato” (come il Trend Micro, tanto perché viene inserito sul modello subito superiore), Office 2010 quando magari potreste avere la licenza di un più vecchio 2007 o magari del più nuovo 2013 e chiudiamo in bellezza con tutto ciò che è legato al mondo Windows Live (2011, ndr) e Live Mesh con i suoi ActiveX o simili, tutta roba che può finire immediatamente nella spazzatura perché ufficialmente non più supportata / mantenuta / aggiornata.

Si insomma di roba da togliere ce n’è davvero tanta, il lavoro è lungo ma -fatto una volta- vi consentirà di sfruttare una macchina davvero performante e sicuramente più libera da schifezze.

Pronti, partenza, via?

Un ultimo consiglio prima di lasciarvi al vostro portatile rinato e aggiornato: date un’occhiata a cosa viene fatto partire in avvio di sistema. Per questo tipo di lavoro i tool tuttofare di SysInternals possono tornare estremamente utili: scaricate “Autoruns” e fatelo partire, date un’occhiata a ciò che viene evidenziato dal programma stesso, spesso si tratta di file inesistenti o eseguibili che non servono (come il “SetWallpaper” di ASUS per cambiare automaticamente lo sfondo di Windows rendendolo un po’ più aziendalista, ndr).

287875282541141191 - asus-autoruns

Tutta roba che -con un pelo di accortezza, mi raccomando- potrà essere disattivata (non cancellata, così potrete sempre tornare indietro in caso di necessità!) togliendo ulteriore spazzatura dalla macchina. Il vostro Ultrabook è ora pronto per l’utilizzo. Non mi resta che ringraziare la fonte originale delle risposte ai miei dubbi, un articolo vecchio di due anni circa ma ancora validissimo :-)

Buon lavoro!

Outlook 2013 (GPO): disabilitare Lync Meeting Add-in for Microsoft Office 2013

Non avete installato (e non lo volete neanche) il sistema di Unified Communication di Microsoft ma vi beccate in pieno il client e i suoi componenti aggiuntivi in giro per il vostro disco e negli startup dei programmi. In Outlook Lync piazza un pulsante nella parte dedicata al calendario e che serve a fissare un meeting sulla piattaforma di Microsoft. Quel pulsante corrisponde ad una libreria DLL caricata in avvio, poca roba certamente, ma è pur sempre un qualcosa che rallenta potenzialmente l’avvio di Outlook.

Ho creato una policy GPO che va ad intervenire sul registro di sistema per bloccarne il caricamento. Riprodurla è molto semplice e posso già fornirvi il necessario per accelerare i tempi di realizzazione.

lync-2013

Create la nuova policy navigando fino a User Configuration / Preferences / Windows Settings / Registry.

A questo punto il da farsi è sempre lo stesso e ha due possibili vie: si porta tutto a termine a manina inserendo i valori di registro, le chiavi, ecc, oppure si trasforma un file .reg in XML così da poterlo incollare all’interno della finestra della GPO come nulla fosse, saltando a piè pari la rogna. Provate ad indovinare cosa vi suggerisco di fare :-)

Giusto per completezza sappiate che il valore da andare a modificare per disattivare il componente aggiuntivo in fase di avvio programma è il LoadBehavior, da portare a “2” (esadecimale) come descritto nel documento ufficiale di Microsoft all’indirizzo msdn.microsoft.com/en-us/library/bb386106.aspx. Altro aspetto al quale fare attenzione (come nel mio caso) è il tipo di installazione effettuata (di Office 2013, ndr) che se distribuito tramite portale Microsoft con la modalità Click-to-Run prevede una seconda location dove trovare ulteriori chiavi da andare a ritoccare, come riportato in un documento di KB sempre di Microsoft (support.microsoft.com/kb/2916599).

A questo punto le chiavi di registro da ritoccare sono le seguenti:


Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Office\15.0\ClickToRun\REGISTRY\MACHINE\Software\Microsoft\Office\Outlook\Addins\UCAddin.LyncAddin.1]
"LoadBehavior"=dword:00000002

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Office\Outlook\Addins\UCAddin.LyncAddin.1]
"LoadBehavior"=dword:00000002

Che ho trasformato già per voi in codice XML per essere copiate e incollate direttamente nella GPO:

Vi ricordo che il tool di trasformare da file di registro (reg) a codice XML è disponibile pubblicamente all’indirizzo public.gfsolone.com/tools/reg2gpo, basterà avere a portata di mano il file da caricare e inserire i dettagli della GPO, lui penserà al resto e vi proporrà il download del file XML (che potrete direttamente aprire con un blocco note).

Il gioco è già fatto, assegnate la policy agli utenti desiderati (o a tutta l’azienda trattandosi di un componente aggiuntivo per una piattaforma che magari non avete e che non metterete in piedi in un secondo momento) et voilà.

Buon lavoro.

Allungare la vita di Windows Xp fino al 2019

Ormai ne stanno parlando tanti blog italiani e non, ho deciso di parlarne anche io solo dopo aver effettuato qualche test e aver atteso un lasso di tempo ragionevolmente sufficiente per considerare stabile la modifica. Si tratta di un trucco abbastanza banale e fino a quando Microsoft non farà un rilevamento più approfondito potrà continuare a funzionare permettendovi di dormire sonni un po’ più tranquilli in attesa del 2019, anno di scadenza del supporto per i Windows Xp “POSReady 2009” quelli installati in casse, sportelli ATM, self-service e altro ancora.

Di cosa sto parlando? La versione POSReady 2009 di Windows Xp è basata sullo stesso identico Kernel del fratello maggiore ritirato dal supporto lo scorso 8 aprile e per il quale Microsoft ha stabilito una scadenza ufficiale per il 9 aprile 2019 (come riportato nel documento ufficiale Microsoft), continueranno ad uscire così aggiornamenti scaricabili da Windows Update.

Come far credere a Microsoft che il vostro sia un Windows XP POSReady 2009? Tramite il registro di sistema e alcune sue chiavi (e valori), questi per la precisione:

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMCurrentControlSetControlWindowsEmbeddedProductVersion]
"FeaturePackVersion"="SP3"
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMWPAWEPOS]
"Installed"=dword:00000000
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMWPAWES]
"Installed"=dword:00000000
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMWPAPosReady]
"Installed"=dword:00000001

Potete salvare il file di registro e fare il classico doppio clic per aggiungere le informazioni scaricandolo da qui: app.box.com/s/0isn7ph7r507e432evjd. Qualche giorno fa Michele ha scritto un articolo che riporta queste informazioni ma che contemporaneamente offre anche un ulteriore paragrafo che spiega come tornare indietro nel caso in cui vogliate rimuovere le modifiche operate sul sistema, ve ne consiglio caldamente la lettura.

Come sempre vi prego di fare attenzione a ciò che modificate, l’errore è dietro l’angolo, effettuare un backup dei dati è sempre una via da percorrere consigliata prima di finire con l’ottenere più danni che benefici. Altra cosa che dovrebbe essere ormai chiara: trucco e supporto esteso al 2019 non dovrebbero distogliere l’attenzione dal fatto che si sta cercando di utilizzare ancora un sistema operativo obsoleto, superato, che non può ovviamente proporre funzionalità avanzate di protezione integrate nel tempo in Windows 7 e nel più giovane Windows 8.1. Sarebbe opportuno considerare l’upgrade ammesso che il vostro hardware lo permetta, in caso contrario valutare l’acquisto di una macchina sulla quale trovare già un sistema operativo supportato, aggiornato e correttamente licenziato.

Icone di caricamento o di stato di Dropbox sparite? Ecco come risolvere (Icon Overlays Fix)

Poco tempo fa mi sono trovato faccia a faccia con un fastidioso problema sul mio portatile. Da un giorno all’altro le icone di stato delle cartelle Dropbox sono sparite e con loro la mia capacità di capire quali file fossero in sincronizzazione, bloccati o disponibili in ultima versione nelle cartelle del mio PC.

Dato che pensavo si trattasse di un problema legato ad uno degli ultimi aggiornamenti beta ho aperto una discussione nel forum: forums.dropbox.com/topic.php?id=102126 ma sfortunatamente pare che nessuno se la sia sentita di darmi una mano. Visto che molti vecchi thread simili al mio problema erano stati già affrontati e non risolti ho deciso di indagare meglio accorgendomi che anche il client di Copy non mostrava lo stato di sincronizzazione delle cartelle. Ho quindi modificato la ricerca e ho trovato qualcosa di potenzialmente interessante: a causa di un numero limitato di icone “in overlay” gestibili dal sistema c’era la concreta possibilità che Dropbox e Copy fossero state spodestate, ecco appunto.

Può essere il mio stesso problema?

E’ molto semplice capirlo, vedete quelle piccole icone verdi sotto ogni cartella?

Ecco, se non le vedete più nonostante il vostro Dropbox sia regolarmente connesso a internet (magari con la solita icona nella tray che conferma lo stato di sincronizzazione) è possibile che abbiate riscontrato la mia stessa anomalia.

Una ulteriore verifica

Nel registro di sistema si nasconde l’errore e la soluzione del problema. Due interessanti articoli in inglese (Fixing Icon Overlays for Dropbox + TortoiseSVN e How to Fix Missing TortoiseSVN File Status Icons in Windows) che mi hanno aiutato a capire si trattasse proprio di questo problema (quindi risolverlo) evidenziano come:

There is only a limited number of overlay slots available in Windows. That’s the byte order limitation (probably around 15, with 4 reserved by the OS). Whenever the limit is breached, we’ve got problems.

Ciò significa che installando ulteriori software di terze parti che fanno uso di icone “overlay” (che si pongono quindi davanti all’icona utilizzata dal sistema) potremmo facilmente riscontrare l’errore e rendere alcune di queste applicazioni limitate, senza possibilità quindi di vedere ciò che generalmente interessa di più -soprattutto quando si parla di file in cl0ud-, ovvero lo stato di sincronizzazione.

Per capirci: aprite il registro di sistema (Start / Esegui / regedit) e seguite il percorso HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers, potreste trovarvi davanti ad una nutrita lista di chiavi probabilmente simili a quelle in immagine qui di seguito.

Tanto per “fare a capirsi” (cit.) alcune delle applicazioni che hanno depositato qui le proprie voci non fanno parte di quelle installate nel PC, probabilmente le avrò provate in passato ma poi certamente rimosse in seguito. Una piccola parte invece riguardano applicazioni ancora installate ma che non utilizzo più. Occorrerà quindi aggirare l’ostacolo in attesa che Microsoft (si spera) in un futuro non troppo lontano ponga rimedio con una patch o qualcosa di simile.

Ecco quindi come aggirare l’ostacolo

Non essendoci -come appena detto- un vero e proprio rimedio ufficiale, occorrerà aggirare l’ostacolo e fare una cernita di ciascun software che va ad utilizzare le icone in overlay, cercando di mantenere quelli più utili e preziosi per voi e togliendo ciò che potrebbe non servire mai o talmente raramente da non doverne rimpiangere la perdita. In ogni caso vale il discorso che faccio sempre, un backup prima di partire è gradito e per certi versi obbligatorio per evitare qualsiasi tipo di problema.

Farlo in questo caso è semplice: fate clic con il tasto destro sulla voce “ShellIconOverlayIdentifiers” che fa da contenitore per le multiple voci di ciascun programma quindi scegliete la voce “Esporta“. Scegliete nome e posizione del file di registro, salvatelo e poi dimenticatevene fino a quando (spero per voi di no, ndr) non avrete problemi.

A questo punto basterà scegliere le voci dei programmi che non ci interessano ed eliminarle. Il risultato? Potrebbe essere simile a questo:

Confrontate l’immagine con quella un pelo più su e noterete l’abbondante pulizia fatta. Riavviando il PC le icone dei programmi più critici per voi torneranno a funzionare come nulla fosse mai successo, ridandovi ciò che avevate perso, e vissero tutti felici e contenti.

Giusto per sicurezza pubblico qui il contenuto della mia chiave di registro prima della pulizia, sia mai che a qualcuno di voi possa tornare utile:


Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers]

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive1]
@="{F241C880-6982-4CE5-8CF7-7085BA96DA5A}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive2]
@="{A0396A93-DC06-4AEF-BEE9-95FFCCAEF20E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive3]
@="{BBACC218-34EA-4666-9D7A-C78F2274A524}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro1 (ErrorConflict)]
@="{8BA85C75-763B-4103-94EB-9470F12FE0F7}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro2 (SyncInProgress)]
@="{CD55129A-B1A1-438E-A425-CEBC7DC684EE}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro3 (InSync)]
@="{E768CD3B-BDDC-436D-9C13-E1B39CA257B1}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopFileLocked]
@="{C253B817-3A00-475f-A5A3-6F2DD704B48D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopNotSynced]
@="{19ACC806-F7AA-46AA-A80A-726A07CA6637}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopNotSyncedCollabs]
@="{337D9DE0-3F8B-4430-AF0F-FFC24A95AE8F}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopSynced]
@="{B7AC9C6D-F15B-4B1A-A88D-F518D13861D9}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopSyncedCollab]
@="{9E48C232-F601-4E41-BB3E-16CBAF317AA4}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\1aCopyShExtError]
@="{83BEA36E-7680-4598-A4DF-994426F6E78D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\2aCopyShExtSynced]
@="{845B7388-6F85-4F32-9FD5-F02DC7882B89}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\3aCopyShExtSyncing]
@="{F6378A7A-F753-449B-AE1B-997A96132E61}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\4aCopyShExtSyncingProg1]
@="{3A511828-777D-46F8-82F4-5B530C1B3D9E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\5aCopyShExtSyncingProg2]
@="{C8C88204-5B14-40EC-BA72-8AEBC762047E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\6aCopyShExtSyncingProg3]
@="{ACFF45C3-3EEB-4351-86C2-6696BA264239}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\7aCopyShExtSyncingProg4]
@="{29AF997F-488B-46F0-AE78-7146F1B89CC3}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\8aCopyShExtSyncingProg5]
@="{03F9AD29-1C78-4B66-8890-B177B5430C53}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt1]
@="{FB314ED9-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt2]
@="{FB314EDA-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt3]
@="{FB314EDB-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt4]
@="{FB314EDC-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\EnhancedStorageShell]
@="{D9144DCD-E998-4ECA-AB6A-DCD83CCBA16D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 1 (GFS Unread Stub)]
@="{99FD978C-D287-4F50-827F-B2C658EDA8E7}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 2 (GFS Stub)]
@="{AB5C5600-7E6E-4B06-9197-9ECEF74D31CC}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 2.5 (GFS Unread Folder)]
@="{920E6DB1-9907-4370-B3A0-BAFC03D81399}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 3 (GFS Folder)]
@="{16F3DD56-1AF5-4347-846D-7C10C4192619}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 4 (GFS Unread Mark)]
@="{2916C86E-86A6-43FE-8112-43ABE6BF8DCC}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Offline Files]
@="{4E77131D-3629-431c-9818-C5679DC83E81}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\SharingPrivate]
@="{08244EE6-92F0-47f2-9FC9-929BAA2E7235}"

Se per qualunque motivo avete cancellato una chiave che dovevate invece lasciare al suo posto, vi basterà fare doppio clic sul file di registro precedentemente salvato e confermare l’unione delle informazioni contenute al suo interno con il registro di sistema attuale. Potrete così ripetere l’operazione cercando di fare maggiore attenzione. Se siete dubbiosi e non vi fidate del metodo potete invece decidere di cancellare una chiave alla volta fino a quando non riuscirete a vedere nuovamente le icone desiderate (un riavvio per cancellazione, ndr).

L’area commenti è a vostra disposizione per qualsiasi altra informazione a riguardo.

Windows Server: abilitare le sessioni multiple in RDP

Magari è una sciocchezza, ma può tornare utile quando sulla stessa macchina ci si connette in più persone abitualmente ed in contemporanea. Il comportamento predefinito di Windows Server consiste nell’offrire una sola connessione RDP per utente specifico. Se lo stesso utente tenta di entrare sulla macchina butterà fuori la persona che utilizza le stesse credenziali e che è attualmente collegata (sempre via RDP).

Tale comportamento è modificabile così da permettere a più persone di utilizzare le stesse credenziali e lavorare in sessioni RDP contemporanee ma separate tra di loro.

Il metodo che preferisco utilizzare sfrutta una modifica al registro di sistema ma ne esistono altri che qui vengono descritti minuziosamente.

Dalla macchina interessata o da una diversa macchina con accesso a quella interessata basterà aprire il registro di sistema e navigare fino a:

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Terminal Server

quindi portare a 0 il valore DWORD di fSingleSessionPerUser:

Inutile dire che se le macchine sono più di una e magari connesse ad un dominio gestito la migliore soluzione consiste in una GPO che vada a modificare l’impostazione su tutte contemporaneamente ;-)

Buon lavoro!

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