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ODBC Sources Backup & Restore per WindowsRicordate quella vecchia pillola che vi ha permesso di capire come esportare e importare facilmente le origini dati ODBC? No, poco male, la trovate all’indirizzo gioxx.org/2015/12/09/connessioni-odbc-esportazione-importazione-file-reg. Dato che negli ultimi giorni ho avuto la necessità di rimettere mano a quelle chiavi, ho pensato di trasformare il tutto in batch e facilitarmi / vi la vita.

Partendo dal presupposto che %TB% corrisponde a una cartella precedentemente richiesta dal batch, l’esportazione delle configurazioni ODBC (che includono ora anche le origini definite dall’utente, cosa che non avevo previsto nell’articolo originale) andrà a lavorare su 3 chiavi di registro se il sistema gira a 64 bit, 2 sui 32. Nello specifico:

Ho volutamente arricchito il tutto e rilasciato un pacchetto eseguibile che –se lanciato come amministratori della macchina locale (o di dominio)– permette di effettuare un backup o un restore delle chiavi contenenti le configurazioni ODBC personali e di sistema. Potete scaricarlo gratuitamente all’indirizzo app.box.com/s/bjcjx1gzt6l3097s4qq7bbful5pskm7r, è compatibile con sistemi 7 e 8.1 ma anche con Windows 10 (pur se non testato dal sottoscritto), si basa sulla stessa interfaccia di Sticky Notes Backup & Restore, di cui vi avevo già parlato in passato.

ODBC Sources Backup & Restore per Windows 1

Al solito: per qualsiasi problema, errore, richiesta, informazione, ecc., l’area commenti è vostra totale disposizione, anche senza necessità di effettuare registrazione al sistema Disqus.

registry-tutorial1-regeditI più attenti potrebbero far caso al titolo di questo articolo. Si tratta di qualcosa di già detto e pubblicato solo qualche mese fa: gioxx.org/2015/03/09/windows-7-login-automatico-allavvio-del-sistema:

(…) utile quando si tratta di dover far partire un PC non presidiato e che non debba costringervi ogni volta ad alzarvi dalla scrivania per andare chissà dove solo per un CTRL + ALT + CANC seguito dalla solita procedura di inserimento password e colpo di invio.

Dato che quella modifica di registro mi è tornata utile qualche giorno fa, ho deciso di tradurre il tutto in un file batch che chiede direttamente a video le informazioni. Ovviamente, potendo migliorare un attimo il codice, il batch sarà capace di richiedervi i diritti amministrativi (necessari per modificare il registro di sistema da prompt dei comandi, nda) e vi guiderà passo-passo, proponendovi anche il nome della macchina sulla quale lancerete lo script, perché potrebbe tornare utile da utilizzare al posto del dominio, nel caso in cui il PC sul quale abilitare l’auto-logon non sia in un dominio Microsoft.

Tutto il resto rimane ovviamente identico, è stato solo automatizzato in base ai parametri che voi stessi riporterete a video:

@echo off
REM Windows 7 Auto-Logon Enabler
REM http://gioxx.org/tag/logon-automatico/
REM GSolone 2014 (ult.mod. 24112015)

:: BatchGotAdmin
:-------------------------------------
REM  --> Check for permissions
>nul 2>&1 "%SYSTEMROOT%\system32\cacls.exe" "%SYSTEMROOT%\system32\config\system"

REM --> If error flag set, we do not have admin.
if '%errorlevel%' NEQ '0' (
    echo Richiedo utente amministratore...
    goto UACPrompt
) else ( goto gotAdmin )

:UACPrompt
    echo Set UAC = CreateObject^("Shell.Application"^) > "%temp%\getadmin.vbs"
    set params = %*:"=""
    echo UAC.ShellExecute "cmd.exe", "/c %~s0 %params%", "", "runas", 1 >> "%temp%\getadmin.vbs"

    "%temp%\getadmin.vbs"
    del "%temp%\getadmin.vbs"
    exit /B

:gotAdmin
    cls
    echo Microsoft Windows 7 Auto-Logon Enabler
    echo.
:RICHIESTADATI
    echo Specificare ora i dati da inserire a registro per eseguire l'auto-logon.
    echo ATTENZIONE: in caso di errore rilanciare lo script per modificare i valori precedentemente memorizzati.
    echo.
    echo Nel caso dovesse servire, questo e' il nome della macchina locale: %COMPUTERNAME%
    echo (se la macchina non e' in dominio, il campo DOMINIO dovra' riportare il nome della macchina locale!)
    echo.
    SET /P DOMINIO=Dominio (esempio: CONTOSO)        : 
    SET /P UTENTE=Nome utente (esempio: mario.rossi): 
    SET /P PASSWDUTENTE=Password (esempio: Pa$$w0rd)      : 
:AGGIUNTADATI
    echo.
    echo Inserisco i dati specificati nel registro di sistema ...
    REG ADD "HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon" /V AutoAdminLogon /T REG_SZ /D 1 /F
    REG ADD "HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon" /V DefaultDomainName /T REG_SZ /D %DOMINIO% /F
    REG ADD "HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon" /V DefaultUserName /T REG_SZ /D %UTENTE% /F
    REG ADD "HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon" /V DefaultPassword /T REG_SZ /D %PASSWDUTENTE% /F
    echo.
    echo Operazione terminata.
    echo Premere un tasto per riavviare la macchina e verificare il funzionamento dell'Auto-Logon.
    pause > NUL
    shutdown -r -t 0

:--------------------------------------

:END

Potete trovare il batch, già pronto per il download e l’utilizzo, sul mio spazio box: bit.ly/autologon-enabler.

Commenti e suggerimenti sono sempre ben accetti ;-)

Buon lavoro!

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

ODBC DatabaseLe connessioni ODBC possono essere utilizzate per raggiungere basi dati aziendali (e non), per interrogazioni o modifiche. Chi le conosce già, saprà bene che si tratta generalmente di “seccature” da configurare su macchine che ne fanno abitualmente uso, soprattutto quando quelle macchine è necessario prepararle ancora (o migrare a nuovi sistemi).

In realtà le connessioni ODBC vengono conservate nel registro di sistema di Windows, è facile quindi esportarle, altrettanto facile importarle su diverse macchine che fino ad allora non hanno mai avuto una configurazione ODBC.

La chiave di registro su sistemi x86 (32 bit) si trova in:

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\ODBC\ODBC.INI

e non basta sui sistemi x64 (64 bit), dove occorrerà esportare / importare anche:

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\ODBC\ODBC.INI

Potete farlo tramite batch o (stavolta molto più semplicemente) tramite il file “.reg” da esportare da una macchina configurata manualmente e importare in un diverso PC che fino a quel momento non è mai stato configurato per collegarsi a delle sorgenti ODBC:

Connessioni ODBC: esportazione, importazione (file REG)

Occhio (già detto poco fa, ma potrebbe essere poco chiaro): su sistemi a 64 bit sarà sempre necessario re-importare il file .reg x86 e x64, altrimenti gli applicativi che fanno uso di quelle sorgenti potrebbero non funzionare.

Connessioni ODBC: esportazione, importazione (file REG) 1

A meno di errori (quali?) il trucco è perfettamente funzionante, testato più e più volte su Windows 7, dovrebbe rimanere completamente invariato anche su sistemi 8 e 10.

Scenario: Office 365, tutti gli utenti in cloud, l’Active Directory di Exchange non è in alcun modo legata a quella che abbiamo sui nostri domain controller. Per questo motivo, il tentativo operato da Outlook ogni volta che si configura un account per la prima volta, impiega troppo tempo prima di presentare la classica finestra di richiesta credenziali da specificare manualmente (con possibilità di salvataggio per evitare di doverle reinserire ogni volta). Sia chiaro: non è un problema bloccante, è più un fastidio fortunatamente risolvibile tramite GPO sulle macchine dell’azienda (e non solo). Vediamo insieme come.

Logo-Exchange

Tutto è nato dall’ennesima attesa troppo lunga per la configurazione di Outlook, durante la quale ho deciso di lanciare un test di connettività che chiunque può a sua volta lanciare, passando dal sito web testconnectivity.microsoft.com.

Questo è il risultato parziale ottenuto:

Analizzatore connettività di Microsoft sta testando Exchange ActiveSync.
Il test di Exchange ActiveSync è stato superato.
Tempo trascorso: 55313 ms.

Sto tentando di eseguire un test del servizio di individuazione automatica e di Exchange ActiveSync (se richiesto).
Il servizio di individuazione automatica ha superato il test per Exchange ActiveSync.
Tempo trascorso: 49965 ms.

Sto tentando di contattare il servizio di individuazione automatica con ciascun metodo disponibile.
Il servizio di individuazione automatica ha superato il test.
Tempo trascorso: 49962 ms.

Sto tentando di testare il possibile URL del servizio di individuazione automatica https://contoso.com:443/Autodiscover/Autodiscover.xml
Il test di questo potenziale URL del servizio di individuazione automatica non è stato superato.
Tempo trascorso: 23744 ms

Sto tentando di risolvere il nome host contoso.com in DNS.
Sono riuscito a risolvere il nome dell’host.
Indirizzi IP restituiti: XXX.XX.XXX.XXX
Tempo trascorso: 1259 ms.

Sto testando la porta TCP 443 sull’host meli.it per controllare che sia aperta e in ascolto.
La porta specificata è bloccata, non è in ascolto o non produce la risposta prevista.
Ho rilevato un errore di rete durante la comunicazione con l’host remoto.
Tempo trascorso: 22484 ms.

Sto tentando di testare il possibile URL del servizio di individuazione automatica https://autodiscover.contoso.com:443/Autodiscover/Autodiscover.xml
Il test di questo potenziale URL del servizio di individuazione automatica non è stato superato.
Tempo trascorso: 24570 ms.

Solo al termine riuscirà finalmente a dialogare con outlook.com (Exchange in Cloud) tramite reindirizzamento HTTP:

Sto tentando di contattare il servizio di individuazione automatica tramite il metodo di reindirizzamento HTTP.
Ho contattato il servizio di individuazione automatica usando il metodo di reindirizzamento HTTP.
Tempo trascorso: 1647 ms.

Sto tentando di risolvere il nome host autodiscover.meli.it in DNS.
Sono riuscito a risolvere il nome dell’host.
Indirizzi IP restituiti: XXX.XX.XXX.XXX eccetera (la sfilza degli indirizzi IPv4 e IPv6 risolti direttamente dal DNS)
Tempo trascorso: 6 ms.

Sto testando la porta TCP 80 sull’host autodiscover.meli.it per controllare che sia aperta e in ascolto.
La porta è stata aperta correttamente.
Tempo trascorso: 24 ms.

Analizzatore connettività di Microsoft sta verificando l’individuazione automatica dell’host. meli.it per un reindirizzamento HTTP al servizio di individuazione automatica.
Ho ricevuto la risposta di reindirizzamento (HTTP 301/302).
URL di reindirizzamento: https://autodiscover-s.outlook.com/Autodiscover/Autodiscover.xml Intestazioni risposte HTTP: Pragma: no-cache X-FEServer: CY1XXXX,CY1ZZZZ X-RequestId: XXXXYYYYZZZ Connection: close Content-Length: 0 Cache-Control: no-cache Date: Wed, 28 Oct 2015 08:43:24 GMT Location: https://autodiscover-s.outlook.com/Autodiscover/Autodiscover.xml Server: Microsoft-IIS/8.0 X-Powered-By: ASP.NET
Tempo trascorso: 32 ms.

Secondo il documento di Microsoft “Unexpected Autodiscover behavior when you have registry settings under the \Autodiscover key ” disponibile all’indirizzo support.microsoft.com/en-us/kb/2212902, è possibile utilizzare un paio di valori di registro per poter modificare il comportamento di Outlook, forzandolo così a saltare a piè pari la fase di verifica in HTTPS e passare direttamente a quella in HTTP, dove “incontrerà” la risposta dei server di Microsoft Exchange in Cloud e quindi del nostro account che gestisce i domini di posta elettronica aziendale (o personale, ricordo che Office 365 è aperto a tutti).

Nello specifico, qui di seguito vi propongo un file di registro completo che modifica il comportamento di Outlook 2013 (Office 15.0) e Outlook 2016 (Office 16.0):

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\15.0\Outlook\AutoDiscover]
"ExcludeHttpsRootDomain"=dword:00000001
"ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain"=dword:00000001

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\15.0\Outlook\AutoDiscover]
"ExcludeHttpsRootDomain"=dword:00000001
"ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain"=dword:00000001

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\16.0\Outlook\AutoDiscover]
"ExcludeHttpsRootDomain"=dword:00000001
"ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain"=dword:00000001

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\16.0\Outlook\AutoDiscover]
"ExcludeHttpsRootDomain"=dword:00000001
"ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain"=dword:00000001

Potete scaricare il file di registro da applicare alla vostra macchina direttamente prelevandolo qui: app.box.com/s/sg7haq3lqgw5kwf0t4djlojc33yn230c.

Una questione di GPO

Se invece la modifica deve impattare più macchine (di dominio, per esempio), sarà necessario passare da Group Policy Management di Windows. Quanto fatto sopra però andrà tradotto in XML, così da poterlo facilmente copiare e incollare all’interno di una nuova GPO (sempre consigliato: una GPO, una modifica, mai continuare a utilizzarne una più complessa e potenzialmente ingestibile in futuro). Il lavoro è stato eseguito, come al solito, con Reg2Gpo (disponibile per tutti all’indirizzo public.gfsolone.com/tools/reg2gpo), questo è il risultato:

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="AutoDiscover_OFF"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="HKEY_CURRENT_USER"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Software"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Microsoft"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Office"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="15.0"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Outlook"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="AutoDiscover"><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="ExcludeHttpsRootDomain" status="ExcludeHttpsRootDomain" image="12" changed="2015-11-16 11:25:02" uid="{9E57A7C4-8C7B-746B-9015-CD9C6FA01224}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_CURRENT_USER" key="Software\Microsoft\Office\15.0\Outlook\AutoDiscover" name="ExcludeHttpsRootDomain" type="REG_DWORD" value="00000001"/><Filters/></Registry><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" status="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" image="12" changed="2015-11-16 11:25:02" uid="{09AA4871-48AC-8FC9-74BB-F83A80BA988F}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_CURRENT_USER" key="Software\Microsoft\Office\15.0\Outlook\AutoDiscover" name="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" type="REG_DWORD" value="00000001"/><Filters/></Registry></Collection></Collection></Collection><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="16.0"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Outlook"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="AutoDiscover"><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="ExcludeHttpsRootDomain" status="ExcludeHttpsRootDomain" image="12" changed="2015-11-16 11:25:02" uid="{5BC7DCB5-71C3-449C-6AB2-AF3FCE355496}"><Properties action="U" 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name="15.0"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Outlook"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="AutoDiscover"><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="ExcludeHttpsRootDomain" status="ExcludeHttpsRootDomain" image="12" changed="2015-11-16 11:25:02" uid="{17D389E5-BB11-4911-BFE4-8D068DF81A7B}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_CURRENT_USER" key="Software\Policies\Microsoft\Office\15.0\Outlook\AutoDiscover" name="ExcludeHttpsRootDomain" type="REG_DWORD" value="00000001"/><Filters/></Registry><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" status="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" image="12" changed="2015-11-16 11:25:02" uid="{1172FF58-D3BE-1650-7B93-9436042B3E32}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_CURRENT_USER" key="Software\Policies\Microsoft\Office\15.0\Outlook\AutoDiscover" name="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" type="REG_DWORD" value="00000001"/><Filters/></Registry></Collection></Collection></Collection><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="16.0"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Outlook"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="AutoDiscover"><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="ExcludeHttpsRootDomain" status="ExcludeHttpsRootDomain" image="12" changed="2015-11-16 11:25:02" uid="{F73218DC-D3FC-9AE8-4BB0-13787A78E3CC}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_CURRENT_USER" key="Software\Policies\Microsoft\Office\16.0\Outlook\AutoDiscover" name="ExcludeHttpsRootDomain" type="REG_DWORD" value="00000001"/><Filters/></Registry><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" status="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" image="12" changed="2015-11-16 11:25:02" uid="{F833E244-92FF-113B-C2B6-18DE8FE1A94A}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_CURRENT_USER" key="Software\Policies\Microsoft\Office\16.0\Outlook\AutoDiscover" name="ExcludeHttpsAutoDiscoverDomain" type="REG_DWORD" value="00000001"/><Filters/></Registry></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection>

Che trovate anche già convertito all’indirizzo app.box.com/s/c5bkq66rlupiouejo4d3baop2yanhuze. Non venitemi a parlare di indentazione, limitatevi al “Seleziona tutto, CTRL+C“, vi basterà copiarlo direttamente nella schermata di Group Policy Management per ottenere un risultato molto simile a questo:

Office 365 (Exchange in Cloud): disabilitare l'Autodiscover (HTTPS) 1

Inutile dirlo (si vede anche dall’immagine): dovrete incollarlo sotto User Configuration / Preferences / Windows Settings / Registry. Una volta terminata la modifica, “linkate” la GPO al dominio e applicatela a ogni utente autenticato:

Office 365 (Exchange in Cloud): disabilitare l'Autodiscover (HTTPS) 2

Il gioco è fatto. Entro i tempi di propagazione, ogni Outlook smetterà di puntare all’Autodiscover in HTTPS. La differenza è tanta, lo noterete con i vostri stessi occhi alla prima occasione ;-)

Buon lavoro.

Le stampanti; periferiche inventate dall’uomo che sono diventate famose nel tempo poiché vincolo di continui problemi e costante (nonché esagerato) spreco di carta, croce per i tecnici del reparto IT che ogni giorno ne hanno almeno una (dipende dalla quantità dell stampanti che si hanno in giro per l’azienda, ovviamente) pronta a far passare loro un brutto quarto d’ora per chissà quale problema. Altrettanto croce per il reparto dei servizi generali che si ritrova a togliere dall’incastro un pezzo di carta bloccato chissà dove, magari lasciandoci lembi di pelle qua e la.

Rimozione delle stampanti di rete o locali da Registro di Windows

Ci sono problemi però anche sulla parte software, nella gestione che Windows riserva alle nemiche per eccellenza della pazienza umana. Spesso si incorre in problemi di accesso, code di stampa bloccate, mappature impossibili da rimuovere. Avete mai pensato di aggirare l’ostacolo utilizzando il Registro di Sistema? È facile, i passaggi sono pochi.

Rimuovere una stampante di rete

Rimozione delle stampanti di rete o locali da Registro di Windows 2

Le mappature delle stampanti direttamente da server risparmiano tempo e possono essere facilmente ritoccate (sul server, appunto) così da espandere nell’immediato la modifica anche su tutti i client che ne fanno uso. Il problema nasce quando anche solo una mappatura non può essere eliminata dall’utilizzatore corrente della postazione e l’amministratore della macchina non fa uso della stessa mappatura. Per aggirare l’ostacolo basterà aprire il registro di sistema (Start / Esegui / regedit) e navigare in:

HKEY_CURRENT_USER\Printers\Connections

Dove Current_User dovrà essere l’utilizzatore. Se non potete lanciare il Regedit con l’utente corrente, fatelo con l’amministratore e navigate in HKEY_USERS individuando lì l’utente a cui dovete andare a rimuovere la mappatura. A questo punto noterete delle chiavi fatte tutte alla stessa maniera (grosso modo), del tipo “HKEY_CURRENT_USER\Printers\Connections\,,NOMESERVER,NOMESTAMPANTE”.

Vi basterà eliminare la chiave e riavviare il servizio di Spooler. Il problema dovrebbe essere ora risolto.

Rimuovere una stampante locale

Rimozione delle stampanti di rete o locali da Registro di Windows 1

Stesso procedimento di quelle di rete, ad eccezione del fatto che stavolta bisognerà navigare in:

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Print\Environments\Windows NT x86\Drivers\Version-3

Qui potrete notare il modello della stampante installata che non riuscite proprio a rimuovere. Vi basterà eliminare la chiave e riavviare il servizio di Spooler. Il problema dovrebbe essere ora risolto.

Se questo non dovesse bastare, vi rimando ad un vecchio articolo che per l’occasione ho trovato su TechRepublic, che continua ad essere assolutamente attuale nonostante sia stato pubblicato ormai più di 4 anni fa: techrepublic.com/blog/diy-it-guy/diy-how-to-delete-pesky-printers.

Buon lavoro!