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Windows 7: Login automatico all’avvio del sistema

registry-tutorial1-regeditNon voglio sapere né quando né come né perché vi possa servire una soluzione simile ma in ogni caso sappiate che è facilmente applicabile sia per macchine in dominio che per macchine fuori dominio. Indubbiamente utile quando si tratta di dover far partire un PC non presidiato e che non debba costringervi ogni volta ad alzarvi dalla scrivania per andare chissà dove solo per un CTRL + ALT + CANC seguito dalla solita procedura di inserimento password e colpo di invio.

Il modo migliore per arrivare all’obbiettivo è passare dal registro di sistema (Regedit).

Start / Esegui / Regedit, quindi navigate fino a:

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\WindowsNT\CurrentVersion\Winlogon

A questo punto occorrerà modificare (o creare nel caso in cui non esistessero, valore Stringa – REG_SZ):

  • DefaultUserName: il nome utente da utilizzare.
  • DefaultPassword: la password in chiaro dell’utente (si lo so, è in chiaro).
  • AutoAdminLogon: deve passare da 0 a 1 (va a 0 automaticamente quando si modifica DefaultPassword).
  • DefaultDomainName: specificate il dominio al quale dovrà connettersi l’utente oppure il nome della macchina locale (se di utente locale si tratta).

Prima di chiudere il registro assicuratevi di verificare che esistano le chiavi “AutoLogonCount” e “AutoLogonChecked“, cancellatele entrambe, non servono se dovete far connettere automaticamente l’utente ad ogni accensione del PC.

Outlook 2013: recuperare le mail eliminate dal cestino (Shared Mailbox)

È un problema che sicuramente riguarda Microsoft Outlook 2013 ma da quanto ho potuto leggere in giro le cose non sono diverse con la versione immediatamente precedente del client di posta Microsoft. Nonostante esista la possibilità di recuperare la posta eliminata (e cancellata dal cestino), esplorando una casella di posta condivisa il pulsante per il recupero non sarà cliccabile. L’unica speranza è quindi quella di colpirsi ripetutamente la testa con un piede di porco? Errato, un riferimento nella knoledge base di Microsoft spiega come aggirare il problema e rendere disponibile quell’ultima spiaggia (ultima sia per voi che per l’utente), il tutto cercando di rispettare i termini imposti dall’azienda di Redmond stessa, sperando che l’utente si accorga del danno non oltre i 30 giorni oltre la cancellazione.

Outlook2013-RecuperaBloccato

Il riferimento ufficiale di Microsoft è disponibile alla pagina support.microsoft.com/kb/246153/en-us. Spiega che è possibile sbloccare la funzionalità semplicemente mettendo mano al registro di sistema, aggiungendo una chiave (se non esistente) ed un valore DWORD. Testato, funzionante, tutti felici e contenti prima delle ferie di Natale (anche se leggerete questo articolo solo nell’anno nuovo o giù di lì).

La chiave da creare nel caso in cui mancasse è “Options” (il valore DWORD lo vediamo dopo), gli scenari possibili sui quali lavorare sono 3 e variano in base all’architettura di sistema e a quella del client di posta:

  • Per un Outlook (anche se si parla dell’intera suite Office, ndr) a 32 bit installato su un sistema operativo a 32 bit: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Exchange\Client\Options
  • Per un Outlook a 32 bit installato su un sistema operativo a 64 bit: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Microsoft\Exchange\Client\Options
  • Per un Outlook a 64 bit installato su un sistema operativo a 64 bit: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Exchange\Client\Options

In tutti e 3 i casi create la chiave (visualizzata come fosse una cartella, ndr) “Options” se non già presente. All’interno di questa (per tutti e 3 i casi) andrà creato un nuovo valore DWORD chiamato “DumpsterAlwaysOn” il quale dovrà avere valore 1.

Arrivati a questo punto chiudete Outlook e riapritelo, se non avete commesso errori potrete sfruttare il pulsante per il recupero della posta cancellata anche navigando una Shared Mailbox (o casella di posta condivisa). Fate attenzione: vi ricordo che le mail selezionate per il recupero (che sia una o che siano mille) verranno ripristinate all’interno della cartella selezionata mentre avete la finestra del recupero aperta e pronta al ripristino. Outlook 2013 (ma credo anche il 2010, nonostante non possa esserne certo) non è in grado di ricostruire la gerarchia delle cartelle antecedente alla cancellazione ma solo recuperare il loro contenuto (che è già molto più di metà dell’opera considerando l’importanza che le mail hanno in ambito lavorativo -e non solo- oggigiorno).

Spero che questo consiglio possa aiutare qualcuno a non andare in paranoia durante la classica telefonata di richiesta supporto dell’utente che battezzerà il tutto con un “Credo di aver fatto una boiata, ma sono sicuro risolverai“.

Enjoy.

Asus: pulire l’installazione di fabbrica di uno Zenbook

No, non vi state sbagliando e non state neanche vivendo un Déjà vu, ho già messo insieme la parola Asus e Crapware / Bloatware o più semplicemente il d0ver fare pulizia di una macchina nata già stanca, Asus non è nuova in fatto di rilasci macchina ultra-personalizzate e già appesantite. La qualità non si discute (della macchina fisica) ma avrei sempre tanto da ridire sulla scelta di affibbiare all’utente parecchio software di fabbrica spesso completamente inutile per la normale sopravvivenza del PC (soprattutto a discapito delle performance e della durata della batteria, ndr).

Asus-zenbook_wp-2_1366

Dato che ho rispolverato il mio Zenbook UX21E (quasi pronto per essere passato al babbo che finalmente abbandonerà un HP durato quasi 10 anni!) ho avuto modo di notare -una volta riportato alle condizioni di fabbrica- tutto l’ammasso di roba da poter eliminare senza alcun ripensamento. Quasi a voler completare l’opera cominciata con il precedente articolo vi riporto quanto fatto e cosa poter cancellare dal disco per guadagnare spazio ed un esaurimento nervoso da applicazioni stupide in meno.

Amore, ti serve davvero tutta quella roba?

Che è un po’ come il terno al lotto con la compagna quando si va in vacanza. Pare che anche Zenbook sia un po’ donna in questo e c’è tanto, troppo da portarsi nel baule dell’auto, questa è solo una piccola parte catturata dalla macchina appena accesa:

287875282541141191 - asus-software

Inutile dire che il 70% e forse più di quel software è assolutamente inutile perché non verrà mai utilizzato, in molti casi lo stesso Windows 7 potrà brillantemente sostituirlo tramite le funzioni che fanno parte del suo essere sistema operativo sin dalla nascita. Cerchiamo quindi di scremare rapidamente le applicazioni che è possibile far saltare in aria:

  • ASUS AI Recovery: ottima utility della casa che serve per creare un disco di recupero della macchina stessa al momento della sua produzione in fabbrica. Ciò vuol dire che a bordo troveremo il sistema operativo correttamente licenziato e tutto il set di applicazioni e impostazioni che ASUS ha previsto per lo Zenbook. Vi consiglio caldamente di creare una ISO (DVD o BluRay che sia) da masterizzare quanto prima su supporto ottico. Una volta fatto questo programma e l’eventuale partizione di recovery diventano immediatamente inutili. Potete procedere con la rimozione.

Da ora in poi riporterò la lista della spesa di ciò che ho rimosso senza troppi problemi, mi sono bastate poche ricerche su Google per capire a cosa servissero questi programmi e decidere quindi di disinstallarli per recuperare spazio disco e risorse che sarebbero state inutilizzate, vi risparmio del tempo:

  • ASUS FaceLogon
  • ASUS LifeFrame3
  • ASUS PowerWiz & ASUS Power4Gear Hybrid (per questi specifici tool posso solo dirvi che già le Opzioni Risparmio Energetico di Windows lavorano più che bene e non serve ulteriore aiuto al sistema per ottimizzare i consumi)
  • ASUS Secure Delete
  • ASUS Splendid Video Enhancement Technology
  • ASUS Tutor
  • ASUS USB Charger Plus: a vostra discrezione. Ho parlato di un tool (sempre di ASUS) che riproduce grosso modo lo stesso risultato in questo articolo qualche tempo fa. Anche se con il nome diverso il risultato è quello, potrete decidere di disinstallare il tool e non caricare i vostri device quando il portatile è spento.

Oltre ai prodotti di casa ASUS (che sono terminati, almeno nel mio caso, ndr) c’è anche dell’altro da pulire, faccio qualche nome sparso: Bing Toolbar (la odio, come tutte le toolbar), Nuance PDF Reader (preferisco l’Adobe Reader, ndr), un antivirus “consigliato” (come il Trend Micro, tanto perché viene inserito sul modello subito superiore), Office 2010 quando magari potreste avere la licenza di un più vecchio 2007 o magari del più nuovo 2013 e chiudiamo in bellezza con tutto ciò che è legato al mondo Windows Live (2011, ndr) e Live Mesh con i suoi ActiveX o simili, tutta roba che può finire immediatamente nella spazzatura perché ufficialmente non più supportata / mantenuta / aggiornata.

Si insomma di roba da togliere ce n’è davvero tanta, il lavoro è lungo ma -fatto una volta- vi consentirà di sfruttare una macchina davvero performante e sicuramente più libera da schifezze.

Pronti, partenza, via?

Un ultimo consiglio prima di lasciarvi al vostro portatile rinato e aggiornato: date un’occhiata a cosa viene fatto partire in avvio di sistema. Per questo tipo di lavoro i tool tuttofare di SysInternals possono tornare estremamente utili: scaricate “Autoruns” e fatelo partire, date un’occhiata a ciò che viene evidenziato dal programma stesso, spesso si tratta di file inesistenti o eseguibili che non servono (come il “SetWallpaper” di ASUS per cambiare automaticamente lo sfondo di Windows rendendolo un po’ più aziendalista, ndr).

287875282541141191 - asus-autoruns

Tutta roba che -con un pelo di accortezza, mi raccomando- potrà essere disattivata (non cancellata, così potrete sempre tornare indietro in caso di necessità!) togliendo ulteriore spazzatura dalla macchina. Il vostro Ultrabook è ora pronto per l’utilizzo. Non mi resta che ringraziare la fonte originale delle risposte ai miei dubbi, un articolo vecchio di due anni circa ma ancora validissimo :-)

Buon lavoro!

Outlook 2013 (GPO): disabilitare Lync Meeting Add-in for Microsoft Office 2013

Non avete installato (e non lo volete neanche) il sistema di Unified Communication di Microsoft ma vi beccate in pieno il client e i suoi componenti aggiuntivi in giro per il vostro disco e negli startup dei programmi. In Outlook Lync piazza un pulsante nella parte dedicata al calendario e che serve a fissare un meeting sulla piattaforma di Microsoft. Quel pulsante corrisponde ad una libreria DLL caricata in avvio, poca roba certamente, ma è pur sempre un qualcosa che rallenta potenzialmente l’avvio di Outlook.

Ho creato una policy GPO che va ad intervenire sul registro di sistema per bloccarne il caricamento. Riprodurla è molto semplice e posso già fornirvi il necessario per accelerare i tempi di realizzazione.

lync-2013

Create la nuova policy navigando fino a User Configuration / Preferences / Windows Settings / Registry.

A questo punto il da farsi è sempre lo stesso e ha due possibili vie: si porta tutto a termine a manina inserendo i valori di registro, le chiavi, ecc, oppure si trasforma un file .reg in XML così da poterlo incollare all’interno della finestra della GPO come nulla fosse, saltando a piè pari la rogna. Provate ad indovinare cosa vi suggerisco di fare :-)

Giusto per completezza sappiate che il valore da andare a modificare per disattivare il componente aggiuntivo in fase di avvio programma è il LoadBehavior, da portare a “2” (esadecimale) come descritto nel documento ufficiale di Microsoft all’indirizzo msdn.microsoft.com/en-us/library/bb386106.aspx. Altro aspetto al quale fare attenzione (come nel mio caso) è il tipo di installazione effettuata (di Office 2013, ndr) che se distribuito tramite portale Microsoft con la modalità Click-to-Run prevede una seconda location dove trovare ulteriori chiavi da andare a ritoccare, come riportato in un documento di KB sempre di Microsoft (support.microsoft.com/kb/2916599).

A questo punto le chiavi di registro da ritoccare sono le seguenti:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Office\15.0\ClickToRun\REGISTRY\MACHINE\Software\Microsoft\Office\Outlook\Addins\UCAddin.LyncAddin.1]
"LoadBehavior"=dword:00000002

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Office\Outlook\Addins\UCAddin.LyncAddin.1]
"LoadBehavior"=dword:00000002

Che ho trasformato già per voi in codice XML per essere copiate e incollate direttamente nella GPO:

Vi ricordo che il tool di trasformare da file di registro (reg) a codice XML è disponibile pubblicamente all’indirizzo public.gfsolone.com/tools/reg2gpo, basterà avere a portata di mano il file da caricare e inserire i dettagli della GPO, lui penserà al resto e vi proporrà il download del file XML (che potrete direttamente aprire con un blocco note).

Il gioco è già fatto, assegnate la policy agli utenti desiderati (o a tutta l’azienda trattandosi di un componente aggiuntivo per una piattaforma che magari non avete e che non metterete in piedi in un secondo momento) et voilà.

Buon lavoro.

Allungare la vita di Windows Xp fino al 2019

Ormai ne stanno parlando tanti blog italiani e non, ho deciso di parlarne anche io solo dopo aver effettuato qualche test e aver atteso un lasso di tempo ragionevolmente sufficiente per considerare stabile la modifica. Si tratta di un trucco abbastanza banale e fino a quando Microsoft non farà un rilevamento più approfondito potrà continuare a funzionare permettendovi di dormire sonni un po’ più tranquilli in attesa del 2019, anno di scadenza del supporto per i Windows Xp “POSReady 2009” quelli installati in casse, sportelli ATM, self-service e altro ancora.

Di cosa sto parlando? La versione POSReady 2009 di Windows Xp è basata sullo stesso identico Kernel del fratello maggiore ritirato dal supporto lo scorso 8 aprile e per il quale Microsoft ha stabilito una scadenza ufficiale per il 9 aprile 2019 (come riportato nel documento ufficiale Microsoft), continueranno ad uscire così aggiornamenti scaricabili da Windows Update.

Come far credere a Microsoft che il vostro sia un Windows XP POSReady 2009? Tramite il registro di sistema e alcune sue chiavi (e valori), questi per la precisione:

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMCurrentControlSetControlWindowsEmbeddedProductVersion]
"FeaturePackVersion"="SP3"
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMWPAWEPOS]
"Installed"=dword:00000000
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMWPAWES]
"Installed"=dword:00000000
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMWPAPosReady]
"Installed"=dword:00000001

Potete salvare il file di registro e fare il classico doppio clic per aggiungere le informazioni scaricandolo da qui: app.box.com/s/0isn7ph7r507e432evjd. Qualche giorno fa Michele ha scritto un articolo che riporta queste informazioni ma che contemporaneamente offre anche un ulteriore paragrafo che spiega come tornare indietro nel caso in cui vogliate rimuovere le modifiche operate sul sistema, ve ne consiglio caldamente la lettura.

Come sempre vi prego di fare attenzione a ciò che modificate, l’errore è dietro l’angolo, effettuare un backup dei dati è sempre una via da percorrere consigliata prima di finire con l’ottenere più danni che benefici. Altra cosa che dovrebbe essere ormai chiara: trucco e supporto esteso al 2019 non dovrebbero distogliere l’attenzione dal fatto che si sta cercando di utilizzare ancora un sistema operativo obsoleto, superato, che non può ovviamente proporre funzionalità avanzate di protezione integrate nel tempo in Windows 7 e nel più giovane Windows 8.1. Sarebbe opportuno considerare l’upgrade ammesso che il vostro hardware lo permetta, in caso contrario valutare l’acquisto di una macchina sulla quale trovare già un sistema operativo supportato, aggiornato e correttamente licenziato.

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