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Un passo indietro: nei primi giorni di novembre ho pubblicato un articolo dedicato a un nuovo VBScript sviluppato per tenere d’occhio le installazioni degli agenti Kace nella rete aziendale, così da ricevere delle notifiche (mail) in caso di mancate installazioni o inventari non aggiornati. Trovi tutto qui:

Kace: un alert in caso di client mancante o inventario troppo vecchio

Cosa è cambiato rispetto al mese scorso? Quest (società separatasi da Dell nel 2016) ha rilasciato l’aggiornamento di Kace 8.0.318, il quale porta con sé anche il bundle di agenti 8.0.152. Questi ultimi, contrariamente al passato, si installeranno nella cartella %ProgramFiles%\Quest (%ProgramFiles(x86)%\Quest sui sistemi a 64 bit) anziché %ProgramFiles%\Dell. Il mio script, se distribuito sul tuo dominio, inizierà a inviarti delle notifiche per mancata installazione client, poiché anche il percorso nella %ProgramData% è variato (da %ProgramData%\Dell\KACE a %ProgramData%\Quest\KACE).

NotifyKace.vbs: nuova versione per gli agenti 8

Nello script pubblicato tra i miei Gist, avevo già previsto una banale variabile contenente la directory da monitorare, basterà variare quella per tornare a far funzionare il meccanismo, senza ulteriori falsi positivi (ne avrai ancora, di falsi positivi, se il client non avrà ancora ricevuto l’aggiornamento dell’agent alla versione 8.0.152, mettiti il cuore in pace). Ho lasciato stare il vecchio script (che si ferma così alla versione 0.2rev1) e ne ho salvato un altro (la 0.3), che trovi qui:

Per tutto il resto c’è MasterCard puoi consultare il vecchio articolo, tenendo presente che tutto resta identico ad eccezione delle cartelle del software (modifica Dell con Quest e il gioco è sempre fatto).

Buon lavoro!

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Ho avuto la necessità di spostare numerosi file (10 GB / circa 100.000 file) da una cartella di Dropbox a una di Box.com. Un tempo avrei utilizzato Mover (te ne avevo già parlato), ma il servizio è diventato a pagamento, e non si trattava di materiale che meritava un investimento in denaro, nonostante non avrei voluto comunque perderlo. Poi ho scoperto rclone, e ho fatto centro con qualche riga lanciata in un prompt dei comandi di Windows, sulla macchina che mi fa da Media Center a casa (con una connessione in fibra di Fastweb che non mi ha fatto neanche accorgere del passaggio).

Copia dati in bulk tra servizi Cloud

Te la faccio semplice (anche perché in realtà questo tool permette un’infinità di operazioni, tutte minuziosamente documentate) e ti spiego cosa ho fatto io, così che tu possa replicarlo, ma niente e nessuno ti limita rispetto a ciò che potresti fare utilizzando rclone e i tuoi account di Cloud Storage (anche schedulando le operazioni e automatizzandole completamente).

Scarica rclone da rclone.org/downloads (x86 o x64 in base al tuo sistema operativo), scompatta il file ZIP, non necessita di installazione alcuna, è subito utilizzabile.

Collegamento ai servizi

Apri un prompt dei comandi e spostati nella cartella di rclone, quindi lancia un rclone config per entrare in modalità di configurazione. Quando richiesto, aggiungi un nuovo servizio di Cloud Storage (n):

Scegli un nome “parlante” (che ti permetta immediatamente di capire di che account si tratta) ma che non contenga spazi al suo interno (fidati, è per tua comodità, ma se proprio devi utilizza un “_“), per esempio “googledrive“. Ti verrà ora presentata la lista degli storage compatibili, inserisci manualmente il nome di quello che ti interessa (per esempio, per Google Drive dovrai scrivere “drive“):

Copia dati in bulk tra servizi Cloud con rclone

Ti verranno richiesti dei dati che quasi certamente non possiedi già (client_id e client_secret per poter accedere al tuo account di Google Drive), premi invio in corrispondenza di entrambi e arriva alla fatidica domanda che ti chiederà di utilizzare la configurazione automatica, quindi procedi in questa modalità (rispondi “y” quando richiesto), così verrà aperta una scheda del browser in cui potrai autenticarti e confermare l’accesso alle tue risorse, chiudi pure la scheda:

Storage> drive
Google Application Client Id - leave blank normally.
client_id>
Google Application Client Secret - leave blank normally.
client_secret>
Remote config
Use auto config?
 * Say Y if not sure
 * Say N if you are working on a remote or headless machine or Y didn't work
y) Yes
n) No
y/n>y

Il codice verrà catturato in autonomia da rclone, tu dovrai solo rispondere alle ulteriori domande a video (se si tratta di un account di Team, nel caso di Google Drive), poi ti verrà mostrato il token di accesso recuperato, è ciò che serve per “parlare” con quel Cloud Storage, dai un’ultima conferma con “y” quando richiesto.

Hai terminato la configurazione. Puoi / devi replicarla per gli altri servizi di Cloud Storage, o almeno con un altro se la tua intenzione è quella di copiare dati tra due di quelli su cui sei registrato.

Move dei dati

Fai riferimento a questo documento: rclone.org/commands/rclone_move. Io ti riepilogo ancora una volta i passaggi.

Dato per scontato che tu abbia aggiunto almeno un altro account di Cloud Storage, puoi fare un “dir” delle cartelle che hai su un account Cloud lanciando un rclone lsd dbox: (dove dbox è il nome che io ho dato al mio account Dropbox configurato, dovrai sostituirlo con quello scelto da te!), mantieni i due punti finali (:), altrimenti otterrai errore.

Io, che la cartella da spostare l’ho salvata in una sotto-cartella di un’altra sotto-cartella, arrivo a ottenere una cosa simile:

C:\temp\rclone-v1.38-windows-amd64>rclone lsd "dbox:laboratorio\temp\Test rclone"
 -1 2017-12-02 17:05:33 -1 spostami

Se devi esplorare cartelle che nel nome contengono degli spazi, ti basterà racchiudere il tutto tra apici. Per ottenere una lista completa dei file oltre che delle cartelle, sostituisci lsd con ls, per capirci:

C:\temp\rclone-v1.38-windows-amd64>rclone ls "dbox:laboratorio\temp\Test rclone"
 0 spostami/Nuovo Documento di Microsoft Word.docx
 6559 spostami/Nuovo Foglio di lavoro di Microsoft Excel.xlsx
 59904 spostami/Nuovo Microsoft Publisher Document.pub
 0 spostami/Nuovo Presentazione di Microsoft PowerPoint.pptx
 0 spostami/Nuovo documento di testo.txt

Veloce giro anche su Google Drive per capire dove spostare la cartella:

C:\temp\rclone-v1.38-windows-amd64>rclone lsd googledrive:
 -1 2013-08-27 14:31:01 -1 ABPXFiles
 -1 2015-10-06 19:23:15 -1 Apps
 -1 2012-11-13 14:47:41 -1 Archivio
 -1 2013-11-12 14:56:02 -1 Mozilla Italia
 -1 2012-11-13 14:48:37 -1 Personali
 -1 2017-12-02 15:59:13 -1 Test rclone

È fatta. La cartella “spostami” che si trova nella sorgente (Test rclone su Dropbox) dovrà finire nella medesima sulla destinazione (Test rclone su Google Drive). Il comando Move di rclone viene quindi in soccorso:

rclone move "dbox:laboratorio\temp\Test rclone" "googledrive:Test rclone"

Salvo errori, il risultato è quello aspettato:

C:\temp\rclone-v1.38-windows-amd64>rclone ls "googledrive:Test rclone"
 0 spostami/Nuovo Documento di Microsoft Word.docx
 6559 spostami/Nuovo Foglio di lavoro di Microsoft Excel.xlsx
 59904 spostami/Nuovo Microsoft Publisher Document.pub
 0 spostami/Nuovo Presentazione di Microsoft PowerPoint.pptx
 0 spostami/Nuovo documento di testo.txt

rclone ricreerà –se necessario– anche l’albero cartelle che nella sorgente c’è ma che non trova corrispondenza nella destinazione, così da mantenere lo stesso identico ordine per tutti i file che andrai a copiare / muovere / sincronizzare i tuoi dati.

Cosa conviene ricordarsi

Nel caso in cui ti dovesse servire ficcare il naso nel file di configurazione (lo sconsiglio, ma può tornare utile, io l’ho fatto per operare una modifica manualmente e per replicare la medesima configurazione su una diversa postazione), ricordati che potrai trovarlo nella tua cartella utente (%UserProfile%), quindi in .config\rclone.

Qui –salvo modifiche future del programma– troverai un file chiamato rclone.conf. è lui a contenere i nomi delle tue connessioni e relativi token di accesso.

Potrai sempre (da prompt dei comandi) leggerlo anche dalla riga di comando di rclone, semplicemente lanciando il comando rclone config show.

That’s all folks!

Probabilmente hai trovato il metodo giusto per spostare i tuoi file, o magari per tenerli sincronizzati costantemente tra più servizi Cloud :-)

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Lo so, ti mancano le tue 150 estensioni, i 30 temi dai quali mai avresti voluto essere separato e chissà quanta altra roba presente sulla versione precedente di Firefox. Mozilla fa schifo, Mozilla ci ha traditi e altre frasi fatte. Ora che abbiamo lasciato ben 30 parole (circa) agli inutili sfoghi, prendiamo atto delle novità e delle relative limitazioni che in futuro certamente saranno meno limitanti (io continuo a dire che questo profondo restyling di Firefox è qualcosa di splendido rispetto agli ultimi anni passati insieme a questo browser, ma è chiaramente un parere soggettivo), parliamo di modifiche di base molto in voga tra le discussioni degli ultimi giorni sul forum.

Oggi ti propongo qualche rapido riferimento che ti permetterà di ritoccare lo sfondo di una nuova scheda in Firefox (volendo anche della home page principale), così come ulteriori modifiche che è possibile eseguire tramite userChrome.css o userContent.css, con relativo progetto GitHub (e sito web) per chi ama modificare il proprio browser.

Firefox 57: modifica dell'aspetto (di base)

Prima di cominciare, un consiglio spassionato. Sto per indicarti alcune modifiche che andrai a fare all’interno del tuo profilo, posso suggerirti di effettuare prima un backup dei dati? Trovi tutto quello che c’è da sapere qui: support.mozilla.org/it/kb/Effettuare%20il%20backup%20dei%20dati%20personali

Possiamo dare inizio alle danze.

about:newtab

Gioie e dolori di una scheda che evidentemente non è simpatica poi a molte persone. Un po’ forse troppo minimalista, difficilmente (anzi, per il momento affatto) personalizzabile tramite componenti aggiuntivi, nasce da un’idea di base Mozilla e ha scatenato un putiferio tra tutti coloro che proprio non sopportano di avere qualcosa che non può essere plasmata secondo una logica soggettiva.

Le alternative sono due: tornare a un qualcosa di più sobrio e generico (la vecchia pagina principale di Firefox con il logo e la casella di ricerca in mezzo), oppure ritoccare manualmente quanto si ha a disposizione, magari con uno sfondo che possa essere facilmente cambiato di tanto in tanto. Io ho scelto la seconda opzione (un esempio è qui di seguito, nell’immagine catturata da una mia installazione stabile di Quantum):

modifica aspetto firefox 57

Tornare al passato,

Se ciò che vuoi è proprio quella scheda con casella di ricerca in centro, è cosa assai facile. Entra in about:config e cerca le chiavi browser.newtabpage.activity-stream.aboutHome.enabled e browser.newtabpage.activity-stream.enabled, portando entrambe a false (doppio clic su ciascuna quando le trovi impostate a true).

Il risultato? Questo (se non funziona immediatamente, riavvia il browser):

Firefox 57: modifica dell'aspetto (di base) 1

o giocare con il presente?

Hai scelto la pillola rossa? Bene, sono contento e ti porto subito al dunque. Supponendo che tu stia utilizzando il tema chiaro di Firefox, uno sfondo che permetta alla nuova scheda di continuare a darti una rapida panoramica di siti web visitati e “pinnati” dovrà avere un paio di caratteristiche chiave: essere anch’esso tendente verso colori chiari (che non creino contrasti sbagliati con il testo) e che –se possibile– vada a occupare la parte sinistra (o destra, in base alle modifiche CSS) rispetto ai contenuti.

Ti mostro il mio risultato (modificando il medesimo Firefox 57 Quantum di laboratorio che ho sul Mac, il tutto resta valido anche per Windows):

Firefox 57: modifica dell'aspetto (di base) 2

Il trucco? Sta nello userContent.css, un file che dovrà trovarsi nella cartella “chrome” (creata appositamente, da zero) all’interno del tuo profilo di Firefox.

Tutto nasce da un tanto banale quanto fantastico suggerimento nato nella community Reddit:

Please add addons.mozilla.org/firefox/newtabpages section like themes from firefox

Riepilogo quello che dovrai fare:

  • scegli uno sfondo che ti piaccia. Una delle fonti che utilizzo dalla notte dei tempi è Unsplash.com. Un esempio? unsplash.com/photos/b18TRXc8UPQ. È solo uno dei migliaia di sfondi che puoi trovare, devi solo capire quello che potrebbe fare al caso tuo e del tuo Firefox. Scaricalo sul tuo PC e inseriscilo nella cartella “chrome” contenuta a sua volta nella cartella del tuo profilo in uso. Se non sai di cosa sto parlando, dai un’occhiata qui.
  • Dai un nome decisamente più corto e semplice al file appena salvato. Nel mio caso, lo sfondo della tazza di caffellatte e relativi dolci è stata rinominata in coffee.jpg, giusto per rendere l’idea.
  • Con un editor di testo (io consiglio sempre Notepad++), crea un nuovo file all’interno del quale inserirai questo codice:
  • Noterai tu stesso che all’interno del codice CSS si trova il nome dell’immagine (coffee.jpg). Dovrai modificare quello e assicurarti che corrisponda al nome del tuo file. Una volta fatto, salva il file con il nome userContent.css (assicurati che la C di Content sia in maiuscolo, e che l’estensione del file sia realmente .css e non .css.txt!). A questo punto, sposta quel file all’interno della cartella chrome, dove hai già posizionato lo sfondo che tu hai scelto.
  • Riavvia il browser e goditi il risultato.

Inutile dire che le modifiche operabili via CSS sono molte, e che potrai operare in completa autonomia sperimentando posizionamenti differenti rispetto a quello suggerito. Altra piccola nota è quella relativa alla home page (il codice sopra modifica solo l’aspetto di una nuova scheda, quella che apri con un CTRL + T su Windows, per capirci), che potrà essere modificata alla stessa maniera, semplicemente duplicando il codice sopra riportato (sempre utilizzando lo stesso file, ovviamente) e andando a modificare (nel duplicato) il @-moz-document url(about:newtab) con @-moz-document url(about:home), il resto potrà rimanere invariato (o magari puoi pensare di cambiare sfondo per la home page, differenziandolo da quello della nuova scheda).

Un esempio di file userContent.css che integri entrambe le modifiche, potrebbe essere questo:

Interfaccia principale

Altro tasto evidentemente delicato, perché ho scoperto che in tantissimi utilizzavano componenti aggiuntivi che andavano a modificare profondamente l’aspetto del browser, riportandolo ulteriormente indietro nel tempo e mostrando icone diverse da quelle scelte da Mozilla, così come posizioni di tasti differenti rispetto allo standard. È un altro grande argomento di discussione del forum, alcuni dei riferimenti che puoi consultare li trovi qui:

Ciò che voglio segnalarti è una nuova risorsa, che basa se stessa sull’utilizzo dello userChrome.css, ciò che ti permetterà di modificare parte di posizionamenti e aspetto grafico del nuovo Quantum. All’indirizzo userchrome.org/what-is-userchrome-css.html troverai infatti diverse risorse e codici già pronti, che integrati all’interno di un file userChrome.css (da salvare sempre nella cartella chrome di cui ti ho parlato prima, nda), ti permetteranno di fare l’occhiolino ad alcune delle modifiche proposte in passato da gloriosi componenti aggiuntivi di cui oggi si sente la mancanza.

Uno tra tanti, potrebbe essere quel tocco di colore da dare alle icone e alle cartelle contenute nei propri segnalibri (userchrome.org/what-is-userchrome-css.html#colorbookmarkfolder):

Firefox 57: modifica dell'aspetto (di base) 3

Oppure lo spostamento delle schede aperte da mettere sotto alla barra dell’URL (userchrome.org/what-is-userchrome-css.html#movetabbar):

Firefox 57: modifica dell'aspetto (di base) 4

Sono solo due dei possibili esempi di personalizzazione dell’interfaccia. Troverai codici già pronti e materiale da utilizzare presso diverse fonti (qui alcuni esempi), ma sono proprio le discussioni e le richieste nel forum ad alimentare una continua ricerca e proposta di “novità nostalgiche“, è solo questione di feeling con quello che –ribadisco– è “il miglior Firefox di sempre“, un po’ a voler fare il verso alla scuola Apple.

Buon divertimento :-)

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In seguito a una migrazione della virtual appliance di Kace, alcuni dei client dislocati sul territorio hanno perso “la retta via di casa“, non comunicando più correttamente con la console del software di Quest. Per questo motivo, dato che tutti eseguivano almeno uno script di logon, ho deciso di inserire un richiamo a un VBScript che ho sviluppato (prendendo spunto da moltissime fonti, riportate nei credits dello script, nda) e che si occupa di verificare che l’agente Kace sia installato (fondamentale) ein caso lo fosseche l’inventario ultimo non sia più vecchio di 10 giorni.

Kace: un alert in caso di client mancante o inventario troppo vecchio

A oggi i risultati sono stati molto positivi, abbiamo visto spuntare fuori diverse macchine sulle quali è poi bastato connettersi via prompt (niente che non possa essere eseguito da un PsExec) per mettere a posto le cose (te lo spiego più tardi).

La logica di funzionamento

Il principio dello script è semplice e si basa su un comportamento attuale dell’agente di Kace. Se questo è installato, vuol dire che tra i servizi attivi della macchina dovrà esserci Konea, nome assegnato già da Dell prima che Quest ereditasse il prodotto. Se hai l’agente Kace installato sulla tua macchina e vuoi fare un banale controllo, prova a lanciare un sc query Konea via prompt dei comandi, dovresti ottenere un risultato simile:

NOME_SERVIZIO: konea
 TIPO : 10 WIN32_OWN_PROCESS
 STATO : 4 RUNNING
 (STOPPABLE, NOT_PAUSABLE, ACCEPTS_SHUTDOWN)
 CODICE_USCITA_WIN32 : 0 (0x0)
 CODICE_USCITA_SERVIZIO : 0 (0x0)
 PUNTO_CONTROLLO : 0x0
 INDICAZIONE_ATTESA : 0x0

Detto ciò, si passa alla seconda verifica: un inventario sufficientemente aggiornato anche per coloro che magari non accendono il PC per qualche giorno (penso alle ferie nei periodi estivi o invernali, o magari a breve trasferte lavorative anche offline). Ho pensato quindi che 10 giorni fosse un corretto intervallo di tempo massimo, oltre il quale devo allarmare qualcuno affinché faccia un controllo sulla console.

Dato che in alcuni casi è necessario ignorare determinate macchine sulle quali ci si autentica con le proprie credenziali, lo script prevede anche delle esclusioni in base al nome macchina,ciò implica però che tu vada a utilizzare una nomenclatura ben precisa (altrimenti ti toccherà inserire una miriade di nomi diversi).

Lo script

Ho notato che l’agente di Kace aggiorna il file kinventory.db ogni volta che comunica il suo inventario completo. Per questo motivo, lo prendo come punto di riferimento e mi accerto che l’ultima data di modifica del file non sia più vecchia dell’intervallo stabilito (intervallo che tu, secondo una diversa esigenza o ragionamento, puoi chiaramente modificare).

Se anche questo controllo passa indenne, nessun problema. In caso contrario, spedirò una mail a un singolo destinatario o un gruppo di HelpDesk che possa far partire i controlli necessari.

Tradotto in codice (anche non elegante, non ottimizzato e chissà cos’altro ancora), questo è il risultato:

Cosa c’è da sapere, cosa dovrai modificare

I punti modificabili all’interno dello script sono diversi, alcuni necessari, altri meno (nel senso che puoi lasciarli invariati rispetto al mio suggerimento), andiamo con ordine.

  • sDirectoryPath = "C:\ProgramData\Dell\Kace": salvo modifiche da parte di Quest, la cartella dove risiede il DB di inventario è questa, e vale per Windows 7 o superiore. Se ci saranno modifiche in futuro, aggiornerò lo script e l’articolo, puoi starne certo.
  • iDaysOld = 10: modificando quel 10, modificherai i giorni oltre i quali allarmarsi per un possibile disallineamento dell’agente Kace rispetto alla console. Credo che il mio sia un giusto intervallo, ma ogni realtà è diversa, così come ogni esigenza.
  • exclusions = Array( "WIN7TEST", _: per ogni riga, potrai specificare una parte di nome che –nel caso in cui dovesse far parte dell’hostname– verrà ignorata, facendo chiudere in automatico lo script. Nello script di esempio pubblicato su Gist (quello che vedi poco sopra), ho pensato a macchine virtuali (o fisiche) che contengano nel loro nome WIN7TEST o WIN10TEST. Cambia quei nomi con ciò che ti interessa ignorare, altrimenti non curarti di questa porzione di codice e vai avanti.
  • Destination = "tuonome@contoso.com": ogni campo Destination (ce ne sono due, nda) dovrà contenere l’indirizzo di posta di chi riceverà la mail di alert in caso di problemi. Sostituisci quindi “tuonome@contoso.com” con un indirizzo di posta esistente e sensato.
  • objMessage.From = "Alert Kace <kacealert@contoso.com>: un po’ come sopra, anche se questo è in realtà l’indirizzo del mittente che invierà la mail. Può essere anche fittizio, ma occhio ai controlli antispam del tuo client di posta.
  • "smtp.contoso.com": sostituiscilo con l’indirizzo del tuo server SMTP, possibilmente interno alla tua rete.
ATTENZIONE: Nel caso in cui tu non avessi un SMTP interno alla tua rete aziendale, dovrai passare per un provider esterno. In questo caso, potresti dover utilizzare un’autenticazione per spedire posta. Dai un’occhiata alla pagina paulsadowski.com/wsh/cdo.htm per sapere come modificare lo script e procedere (oppure chiedi aiuto nell’area commenti del mio blog).

Fai molta attenzione. Come anticipato, ci sono due campi per Destination, objMessage.From e smtp.contoso.com. Lo script, salvo errori, ti consegnerà comodamente in Inbox delle mail di questo tipo:

Tocca ora a te collegarti alle macchine tramite prompt dei comandi e procedere con le opportune operazioni. Ti riepilogo brevemente in cosa potresti imbatterti.

Kace: amptools

Spostati nella cartella di installazione del Kace (C:\Program Files (x86)\Dell\KACE per i sistemi a 64 bit, C:\Program Files\Dell\KACE per quelli a 32) e procedi verificando la configurazione del tuo agente Kace. Questa è memorizzata nel file amp.conf che si trova nella %ProgramData%, ma puoi facilmente ottenerla lanciando il comando amptools get:

C:\Program Files (x86)\Dell\KACE>amptools get
[2017-11-06.09:05:23][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] Agent Configuration Values
[2017-11-06.09:05:23][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] KACE Agent version 7.2.10 Jun 5 2017
[2017-11-06.09:05:23][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] ------------------------------------------------
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] debug: true
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] host: kace.contoso.com
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] weburl: https://kace.contoso.com
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] webport: 443
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] serverversion: 7.2.101
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] max download speed: unlimited
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] companyname: Contoso Corp.
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] splashtext: KACE Systems Management Appliance is verifying your system configuration and managing software updates. Please Wait...
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] processtimeout: 14400000
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] filetimeout: 86400
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] sslrequired: TRUE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] verifyssl: FALSE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] koneaport: 443
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] servercompress: TRUE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] disablebootupsplash: FALSE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] disableloginsplash: FALSE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] disablewaitforbootuptasks: FALSE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] disablewaitforlogintasks: FALSE

Assicurati che i campi host e weburl siano corretti e, nel caso non lo fossero, procedi secondo un ragionamento semplice:

  • se la versione dell’agente è antecedente la 7, dovrai disinstallarlo, quindi installare la versione più recente, questo a causa di una incompatibilità con console esposte in HTTPS e porte diverse da quelle utilizzate in passato.
  • Se la versione è successiva alla 7, ti basterà lanciare una semplice riconfigurazione.

Disinstallazione

Senza muoverti dalla cartella nella quale ti trovi via prompt dei comandi, esegui un amptools uninstall all-kuid per rimuovere l’agente e pulire ogni configurazione.

C:\Program Files (x86)\Dell\KACE>amptools uninstall all-kuid
[2017-11-06.12:49:31][AMPTools:StopIfNeeded ] [Stopping Service]
Stopping ..
AMPWatchDog stopped successfully
[2017-11-06.12:49:31][AMPTools:StopKonea ] [Stopping konea]
[2017-11-06.12:49:31][AMPTools:StopKonea ] Service "konea" stopped.
Stopping ..
AMPAgent stopped successfully
AMPWatchDog already stopped
DeleteSvcWithName:AMPWatchDog uninstalled.
[2017-11-06.12:49:45][AMPTools:RemoveKonea ] [Stopping konea]
[2017-11-06.12:49:45][AMPTools:RemoveKonea ] Service "konea" uninstalled.
Removing KUID from registryRemove the entire data directory

A questo punto, lancia l’installazione del pacchetto MSI in maniera silente. L’agente, non appena installato, contatterà nuovamente la console e invierà il suo inventario aggiornato. Nell’esempio di seguito, tengo conto di un’installazione dell’agente eseguita da una cartella locale del PC (l’agente è stato precedentemente copiato), nulla ti vieta di lanciarla da un’unità di rete che dovrà però essere accessibile anche da prompt dei comandi:

msiexec /i ampagent-7.2.10-x86_kace.contoso.com.msi /quiet /qn /norestart

Ti ricordo che, nel caso ti sfuggisse o non lo sapessi affatto, potrai specificare l’indirizzo del tuo Kace direttamente nel nome del pacchetto MSI, così da evitare che venga richiesto a video. Ti basterà posporre l’URL al nome pacchetto, subito prima dell’estensione. Guarda tu stesso l’esempio poco sopra: il pacchetto originale si chiamava ampagent-7.1.62-x86.msi, modificandolo in ampagent-7.1.62-x86_kace.contoso.com.msi, questo proverà immediatamente a contattare kace.contoso.com per inviare il suo inventario.

L’operazione dura un paio di minuti circa. A quel punto vedrai comparire il PC nella tua console Kace, e potrai cancellare il pacchetto MSI dalla cartella locale del PC (ammesso tu l’abbia copiato prima).

Riconfigurazione

La riconfigurazione è cosa assai più semplice, perché non richiede che un solo comando da eseguire via prompt, senza necessità di disinstallare alcunché. Anche se l’agente non è aggiornato rispetto a quello distribuito da console, ma è già compatibile con le nuove porte usate dal servizio Konea, penserà lui stesso ad aggiornarsi quando sarà nuovamente collegato al tuo Kace.

Sempre da prompt dei comandi (e dalla cartella di installazione dell’agente Kace) lancia un amptools resetconf host=kace.contoso.com (sostituendo ovviamente l’URL con quello della tua console), il servizio verrà così riavviato e partirà utilizzando il nuovo indirizzo fornito:

C:\Program Files (x86)\Dell\KACE>amptools resetconf host=kbox.contoso.com
[2017-11-08.09:23:16][AMPTools:AgentTools::PerformRese] Resetting config file C:\ProgramData\Dell\KACE\amp.conf
[2017-11-08.09:23:16][AMPTools:AgentTools::PerformRetr] Removing previous certificate (if it exists): C
[2017-11-08.09:23:16][AMPTools:AgentTools::StopIfNeede] [Stopping Service]
Stopping ..
AMPWatchDog stopped successfully
Stopping ...
OfflineScheduler stopped successfully
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KoneaTools::StopKonea ] [Stopping konea]
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClient::Launch ] KLaunchClient::Launch()
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClient::DumpStat] Launch State: Command="C:\Program Files (x86)\Dell\KACE\konea.exe" Arguments="-stop" WorkingDir="" Timeout=14400000 ShouldDetach=0 ShowWindow=0 Redirect_stdout=1 Redirect_stderr=0 Desktop=winsta0\default Using Wait_Override=0
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchUtils::DoesToken] DoesTokenHaveLSAPriviledges returning: 0
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::Launch() DoesCurrentProcessHaveLSAPriviledges = false
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::LaunchNoSession()
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Setu] KLaunchClientImpl::SetupStartInfo *Don't CreateStdPipe StdIn Pipe (disabled)
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::LaunchNoSession - CreateProcess returned successfully
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Read] KLaunchClientImpl::ReadStdPipe End of ReadStdPipe method
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Proc] KLaunchClientImpl::ProcessResults - End
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KoneaTools::StopKonea ] Service "konea" stopped.
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:AgentTools::StartIfNeed] [Starting Service]
OfflineScheduler started successfully
AMPWatchDog started successfully
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KoneaTools::StartKonea ] [Starting konea]
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClient::Launch ] KLaunchClient::Launch()
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClient::DumpStat] Launch State: Command="C:\Program Files (x86)\Dell\KACE\konea.exe" Arguments="-start" WorkingDir="" Timeout=14400000 ShouldDetach=0 ShowWindow=0 Redirect_stdout=1 Redirect_stderr=0 Desktop=winsta0\default Using Wait_Override=0
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchUtils::DoesToken] DoesTokenHaveLSAPriviledges returning: 0
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::Launch() DoesCurrentProcessHaveLSAPriviledges = false
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::LaunchNoSession()
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Setu] KLaunchClientImpl::SetupStartInfo *Don't CreateStdPipe StdIn Pipe (disabled)
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::LaunchNoSession - CreateProcess returned successfully
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Read] KLaunchClientImpl::ReadStdPipe End of ReadStdPipe method
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Proc] KLaunchClientImpl::ProcessResults - End
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KoneaTools::StartKonea ] Service "konea" started.

In conclusione

Se dovessero servirti (o sei semplicemente curioso) trovi le opzioni da riga di comando degli “amptools” nella documentazione prodotto, ma dovrai avere un’utenza registrata per poterla consultare: support.quest.com/kace-systems-management-appliance/kb/146458.

Salvo errori o modifiche non eseguite, tutto dovrebbe funzionare a pieno regime, consentendoti di riportare sulla terra ferma le macchine che navigano altrove perché senza una rotta certa. Certo inizialmente potresti avere molte segnalazioni e ti sembrerà di aver fatto una stupidata e che forse “occhio non vede, cuore non duole” è un gran proverbio, ma pensandoci a mente fredda forse mi ringrazierai :-)

In caso di dubbi, o se volessi dare ulteriori suggerimenti in merito, l’area commenti è sempre a tua totale disposizione.

Buon lavoro!

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Anche se in realtà le prime modifiche sono saltate fuori già con Firefox 56, la prossima versione del browser di casa Mozilla cambierà molte carte in tavola, salteranno tante regole fino a oggi scritte, e ci sarà sicuramente un’emorragia (con conseguente migrazione verso altri lidi) di utenti che non sopporteranno le novità pronte a scendere in campo (qui abbiamo cercato di raccontartele nella miglior maniera possibile). Non sto prendendo le parti di niente e nessuno. Io mi limito a continuare a utilizzare il browser che da sempre reputo il più bilanciato, anche se ogni giorno li apro -per lavoro- praticamente tutti.

Firefox 57 e SessionStoreBackup, cosa c'è da sapere 1

Avevo già promesso che avrei rimesso mano al SessionStoreBackup, e così ho fatto ormai lo scorso agosto, quando la versione 57 di Firefox era stata distribuita tramite canale Nightly, senza però pubblicare alcunché nel blog (mea culpa!).

Ormai prossima all’uscita (14 novembre, nda), questa varia ancora una volta il modo di memorizzare le tab aperte durante la tua navigazione, e per questo motivo occorre rivedere il passaggio con cui il mio batch va a salvare ciò che ti serve, così da evitare sorprese ben poco gradite in caso di crash o altro evento imprevisto di sistema (ultimamente stiamo cercando di supportare diversi casi sul forum di Mozilla Italia).

Cosa cambia (jsonlz4)

Rispetto al passato, con le nuove release del browser avrai a che fare con dei file json compressi, i nuovi jsonlz4. La struttura resta la medesima:

  • ci sarà un previous.jsonlz4 contenente la sessione del precedente utilizzo
  • un recovery.jsonlz4 che viene aggiornato a intervalli regolari durante l’utilizzo in corso
  • vari upgrade.jsonlz4-XXXXXXXXXXXXXX che corrisponderanno alla sessione in vita per ciascun aggiornamento.

Ti mostro quello che vedo (su un profilo che ha subito i vari cambiamenti del tempo e delle release di Firefox, ignora quindi i file “js” semplici):

Firefox 57 e SessionStoreBackup, cosa c'è da sapere 2

Non esiste più un sessionstore.js libero nella cartella del profilo, non almeno nella normalità, di certo non è più il file di riferimento per il ripristino delle tue tab. Dovremo lavorare proprio sulla cartella originale dei backup di Firefox, affinché questo possa recuperare la sessione che ti interessa.

Lo script

Al solito, caricato nei miei Gist, disponibile qui di seguito (fai clic con il tasto destro su “view raw” in basso a destra, quindi salva la destinazione con nome, dovresti poter vedere un SessionStoreBackup.cmd lì dove hai deciso di scaricarlo):

Facci caso, rispetto alla sua precedente versione ho mantenuto molto di quanto già esistente (quasi tutto). Il controllo di versione del file è sempre lo stesso, così come il modo di dichiarare la cartella del tuo profilo, che però potrai ricercare in maniera più semplice.

Digita about:profiles nella barra URL del tuo Firefox e premi invio, verrai portato alla schermata che riepiloga tutti i profili presenti sulla macchina. Quello che stai utilizzando in questo momento è quello che non potrai cancellare, sarà quindi facile individuarlo :-)

Firefox 57 e SessionStoreBackup, cosa c'è da sapere 3

Ancora una volta il consiglio rimane lo stesso: fai girare lo script automaticamente (o manualmente, se lo preferisci) ogni ora, se puoi anche meno. Più spesso verrà eseguito, più potrai recuperare facilmente la tua sessione in caso di problemi.

Recupero manuale della sessione

Apri la cartella del profilo che stai usando, quindi chiudi il browser, questo è il primo fondamentale passaggio.

Basandoti sul file che più si avvicina alla data e all’ora del problema che hai riscontrato, naviga la cartella del tuo profilo, quella principale, all’interno della quale dovresti trovare un file chiamato sessionstore.jsonlz4. Se presente, rinominalo in qualcosa di diverso, per esempio sessionstore.jsonlz4.bak, quindi copia uno dei due file precedentemente salvati (il previous.jsonlz4 o il recovery.jsonlz4) e rinominalo in sessionstore.jsonlz4.

Avvia ora Firefox. Se quel file che hai sostituito è consistente, vedrai ricomparire le tue tab così come le avevi lasciate l’ultima volta. Diversamente, non c’è altra possibilità di recupero (che io sappia), a meno di non utilizzare una scappatoia offerta dalle “Versioni precedenti” di Windows (il servizio del sistema operativo che permette il versioning dei file sotto costante salvataggio).

Occhio: puoi fare la stessa cosa anche con uno dei diversi “upgrade.jsonlz4-XXXXXXXXXXXXXX” (al posto delle X troverai anno, mese, giorno e ora del salvataggio) a disposizione, portandone fuori uno modificato alla data / ora che ti serve e rinominandolo in sessionstore.jsonlz4, ma così come per la coppia “recovery / previous“, continua a non esserci garanzia alcuna di funzionamento. Di certo questo è un ulteriore layer di protezione “fatto in casa” per evitare di perdere il proprio lavoro, soprattutto quando si ha a che fare con rilasci di Firefox fuori dal canale stabile, più portato ad andare in crash per qualche bug.

Credo di aver detto tutto. Al solito, in caso di problemi o ulteriori dubbi, l’area commenti è a tua completa disposizione (mi raccomando, problemi inerenti SessionStoreBackup, non altri problemi generici del browser, per quelli esiste già il nostro forum).

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