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Ho ormai terminato di lavorare sulla nuova versione dello script USMT (te lo ricordi?), che ora integra in un solo batch tutto il necessario per migrare i dati utente su sistemi 7 e 10 (volendo anche 8, ma l’ho tenuto fuori dai giochi), presto condividerò il lavoro fatto. Nel frattempo però ti parlo di un piccolo particolare riguardante un pacchetto di installazione che ho creato utilizzando 7-Zip e un comando da prompt, utile per te o per chiunque abbia necessità di raccogliere un po’ di file sotto lo stesso tetto e distribuire un unico eseguibile per portare a termine un’installazione di un programma (per esempio).

Utilizzare 7-Zip per creare pacchetti di installazione

Quello che ho fatto io è estremamente basilare, avevo necessità di isolare solo i CAB / MSI essenziali per l’installazione del set di file ed eseguibili USMT di Microsoft (ufficiali) portati fuori dal Assessment and Deployment Kit di Windows 8.0 (parlo di questo: microsoft.com/en-eg/download/details.aspx?id=30652). Ho creato un file 7z contenente i file di cui ti ho appena parlato, e ho aggiunto un piccolo batch con all’interno la stringa per l’installazione di un MSI (msiexec /i NOMEFILEMSI).

Crea ora il tuo file d’archivio 7z, inserisci al suo interno i file che intendi distribuire (o il software che intendi installare), per questa cosa dovresti essere assolutamente autonomo e non credo tu abbia necessità di istruzioni particolari. Quello che può mancarti è ciò che accade adesso. Inserisci nella stessa cartella del file 7z i file 7zS.sfx e config.txt. Il primo lo puoi scaricare direttamente facendo clic qui, il secondo lo puoi creare tu con qualsiasi editor di test (io ti consiglio sempre Notepad++), questo è un esempio pratico:

;!@Install@!UTF-8!
Title="User State Migration Tool (WINKIT8.0)"
BeginPrompt="Do you want to install USMT 5?"
RunProgram="start.cmd"
;!@InstallEnd@!

Per tua comodità, ho caricato persino il file testuale su box (lo trovi qui). Come funziona è facile intuirlo:

  • Title: Il titolo da dare alla finestra che comparirà per richiedere se procedere con l’installazione del software.
  • BeginPrompt: il messaggio da far comparire a video per richiedere di procedere.
  • RunProgram: l’eseguibile da lanciare dopo aver scompattato il file e aver ottenuto conferma dall’utente.

Utilizzare 7-Zip per creare pacchetti di installazione 1

Creare il pacchetto

Dato che è tutto pronto, lancia un prompt dei comandi e spostati nella cartella dove hai appoggiato tutti i file necessari per creare il tuo pacchetto. La stringa che dovrai inserire è questa:

copy /b 7zS.sfx + config.txt + ARCHIVIO.7z ARCHIVIO.exe

sostituisci “ARCHIVIO.7z” con il nome del pacchetto che tu hai creato, e “ARCHIVIO.exe” con il nome che vuoi realmente dare all’eseguibile. Premi invio e attendi qualche istante affinché l’operazione termini. Dovresti ora poter vedere il tuo file eseguibile pronto per essere distribuito, file che -se aperto tramite 7-Zip- mostrerà chiaramente il suo contenuto:

Utilizzare 7-Zip per creare pacchetti di installazione 2

L’opera dovrebbe ora essere completa :-)


Credits: stackoverflow.com/questions/27904532/how-do-i-make-a-self-extract-and-running-installer

Immagine di copertina: Taduuda on Unsplash
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Lo scorso maggio ho pubblicato una nuova versione di Sticky Notes Backup & Restore dedicata alla “decima versione” del sistema operativo di casa Microsoft, per la quale è servito mettere mano al codice sorgente poiché bisognava puntare a cartelle diverse (Sticky Notes viene distribuita direttamente da Store Microsoft, nda) e agire su un differente eseguibile. Trovi tutti i dettagli in questo articolo:

Sticky Notes Backup & Restore, ora per Windows 10

Cosa cambia oggi?

Cambia nuovamente qualcosa di relativo all’applicazione che, pur continuando a essere distribuita da Microsoft Store, cambia nome (almeno su Windows 10 1709, ultimo aggiornamento stabile disponibile per il grande pubblico), diventando Microsoft Notes. Anche se questa variazione non sembra influire su quello che tu leggerai tenendo fermo il mouse sull’icona dell’applicazione nella Task Bar, nell’elenco dei processi attivi (quelli che vedi dal Task Manager, nda) lo troverai così dichiarato.

Sticky Notes Backup & Restore 0.2: fix problemi e sovrascrittura file

Ho quindi approfittato del cambiamento per rimettere mano al codice sorgente del batch (pacchettizzato come eseguibile per tua comodità), che ora può chiudere il processo delle Note (ancora una volta, speriamo per un po’ più di tempo!) e –già che c’è– sovrascrivere il precedente salvataggio se decidi di effettuare il tuo backup sempre nella stessa posizione.

Ne ho inoltre approfittato per correggere un piccolo problema relativo alla creazione del file d’archivio in cartelle con nomi particolari, che andava in errore nella precedente versione di Sticky Notes Backup & Restore (quella che probabilmente stai utilizzando adesso), mea culpa per non essermene accorto prima. La nuova versione è già disponibile al solito indirizzo, quindi qui: app.box.com/s/jp06u9k3grk32wbfc6i7a65kobjdcxau. Al solito, tutto gratuito, ma le donazioni sono sempre ben accette.

Next Step

Sto pensando, per una versione futura, di integrare anche la possibilità di pilotarlo da riga di comando permettendoti così di inserirlo tra le schedulazioni di Windows e farlo girare senza che sia più necessario il tuo intervento. Se hai altre idee, utilizza pure l’area commenti per raccontarmele.

Buon lavoro!

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Te lo ricordi quel vecchio articolo riguardante il backup e il restore delle note di Windows? No? Beh, tutto normale dai, roba vecchia :-)

Da qualche tempo (sembrerebbe in concomitanza con l’Anniversary Update del sistema operativo di Redmond) Sticky Notes è diventata un’applicazione ufficialmente disponibile nello Store di Microsoft, puoi quindi toglierla e rimetterla un po’ come ti pare, la scelta è tua. Ciò che cambia è il metodo di tenere il backup (ed effettuare il restore) delle tue note, ho quindi dovuto metterci una pezza.

Sticky Notes Backup & Restore, ora per Windows 10

Sì perché, contrariamente al passato, il nuovo percorso di un’applicazione installata dallo store cambia, motivo per il quale non è più possibile lavorare con il vecchio percorso ancora utilizzato da Windows 7 e 8. La nuova cartella all’interno della quale trovi i file dell’applicazione (e le tue note) è questa:

%LOCALAPPDATA%\Packages\Microsoft.MicrosoftStickyNotes_8wekyb3d8bbwe

Altra modifica è costituita dal fatto che le note non vengono tenute in un solo file facilmente esportabile, ma sparse. Poco male, basta una piccola modifica allo script e dare in pasto quei file a 7Zip, nella sua versione a riga di comando, la più leggera, facilmente trasportabile (o integrabile) e immediata. Il resto delle operazioni rimane sempre lo stesso: si chiude il processo di Sticky Notes, si fa il backup (o il restore) ed ecco servito il risultato, potrai ora riaprire Sticky Notes come nulla fosse mai successo.

Sticky Notes Backup & Restore, ora per Windows 10 2

Puoi scaricare gratuitamente l’applicazione all’indirizzo shortn.cf/StickyNotesBackupRestoreWin10. Il codice è sempre aperto, puoi banalmente scompattare l’eseguibile e vedere com’è fatto, se sei curioso :-)

grazie a: thewindowsclub.com/tips-to-use-format-sticky-notes-in-windows-7

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Su segnalazione del buon Tambu vi propongo test, passaggi e localizzazione dell’articolo originale comparso su WPMU ieri. Scopriamo insieme come effettuare un backup automatico del vostro WordPress utilizzando direttamente Google Drive :-)

Per effettuare i test ho utilizzato un’installazione “dev” (dedicata ai miei esperimenti, ndr) di WordPress 3.4.1 completamente aggiornata, in inglese.

Tutte le immagini contenute in questo articolo sono più grandi, potete fare clic su ciascuna per aprirla a dimensione reale.

Installazione del plugin

Dalla vostra schermata Plugin, cercate ed installate “Google Drive for WordPress” (attualmente alla versione 1.0):

WordPress: Installazione “Google Drive for WordPress”

Attivazione e accesso OAuth di Google

All’attivazione vi verranno richiesti due valori (ID e Secret Key) relativi alle API di Google da utilizzare per interfacciare i due ambienti. Potete registrare un accesso API dedicato al backup gratuitamente, basterà visitare il sito web code.google.com/apis/console.

Partite quindi creando un nuovo progetto:

Google API Console: Creazione nuovo progetto

e selezionate la voce “API Access” dalla colonna di sinistra per iniziare a creare un accesso OAuth, io ho volutamente impostato il mio ambiente Google in inglese, le voci in italiano non dovrebbero poi differire di molto:

Google API Console: Creazione accesso OAuth 2.0

A questo punto basterà compilare i campi relativi al nome del prodotto (va bene un semplice “Backup Blog” o simile) e –se voleteun logo personalizzato:

OAuth: Create Client ID

Facendo clic su Next arriverete alla seconda schermata, dove inizialmente basterà specificare l’URL del blog che farà accesso al servizio nel campo “Your site or hostname“:

OAuth: Client ID Settings

per poi fare clic su “more options” e specificare nel campo “Authorized Redirect URIs” la stringa completa dichiarata nel plugin, che sarà sempre “http://URLBLOG/wp-admin/admin.php?page=configure_google&action=auth” (inutile dire che dovete andare a ritoccare URLBLOG con il vostro indirizzo, vero?):

OAuth: More Settings su Client ID Settings

Con “Create Client ID” confermerete il tutto e la parte relativa all’accesso OAuth di Google sarà così terminata.

Ready to Start

A questo punto vi basterà andare a copiare Client ID e Client secret dalla schermata di Google ottenuta:

Google API Console: dati di connessione

all’interno dei rispettivi campi WordPress:

WordPress: compilazione campi ID e chiave segreta

e confermare con “Allow Access” per visualizzare la richiesta di autenticazione a Google, alla quale ovviamente risponderete confermandola.

Google Auth: richiesta accesso applicazione

Avete appena collegato il vostro WordPress al Google Drive personale!

Configurazione del Backup

Ora che i due sistemi sono collegati tra di loro potete procedere con la personalizzazione e schedulazione del backup. Dalla voce “Backup Settings” è possibile modificare le impostazioni di salvataggio escludendo file, scegliendo di tenere sotto backup anche il database SQL e schedulando il backup automatico ad intervalli di tempi da voi stabiliti:

WordPress: impostazione backup su Google Drive

Con un clic su Save terminerete anche questo passaggio, non dovete fare altro che godervi il risultato facendo clic sulla voce “Backup” della colonna sinistra quindi un ulteriore clic sul pulsante dalla stessa voce nel pannello di destra:

WordPress: forzare un backup dei dati su Google Drive

Cosa vedrete su Google Drive? Presto detto:

Google Drive: file ZIP di backup

Il file ZIP è direttamente “esplorabile” da Drive, nel caso in cui aveste necessità di estrarre solo parte del contenuto ;-)

Google Drive: navigazione nel file ZIP di backup

Se qualcosa non vi è chiaro l’area commenti è –come sempre– a vostra totale disposizione.

Buon lavoro!

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