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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Sono una persona abbastanza abitudinaria per alcuni aspetti, uno tra questi riguarda l’affezionarmi al software che funziona bene nel corso degli anni, perché cambiare qualcosa che sta lavorando esattamente come tu desideri? Il ragionamento vale in linea di massima anche per quelle utility che mi porto avanti su Mac da quando ne ho memoria, Keka faceva parte di quel gruppo. Dico faceva dopo aver provato qualche attimo di panico dovuto alla mancata apertura corretta dei file RAR, costringendomi a dare un’occhiata fuori dalla finestra alla scoperta del motivo e della possibile alternativa da utilizzare.

Dopo aver risolto il problema con Keka, che aveva deciso di non aggiornarsi in autonomia e per il quale è bastato passare al nuovo pacchetto 1.1.3, ho comunque dato un’occhiata al mercato, imbattendomi in The Unarchiver, tool gratuito al pari di Keka, estremamente minimale, comodo, rapido, utilizzabile come sempre con un clic destro (Apri con) del mouse. L’ho scaricato, gli ho dato un’occhiata e ho deciso di mantenerlo installato, affiancandolo a quello che da sempre è il mio tool per compattare / scompattare archivi su Mac, e che continuerà a mantenere quel posto –spero– per molto altro tempo ancora.

The Unarchiver per macOS

Tu che strumento utilizzi per lavorare con gli archivi compressi? Suggerimenti che esulino da queste due alternative? Considera che io sono solito utilizzare con 7-Zip su sistemi Windows, ed è per questo motivo che ho adottato Keka dalla notte dei tempi su Mac :-)

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Pillole

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Quella di GIMP sui sistemi Apple è una storia abbastanza travagliata, fatta di interfacce X11 in passato, poi fortunatamente diventate inutili qualche tempo dopo, fino a diventare un pacchetto DMG normalmente distribuito dal sito web ufficiale. Il problema è che quel pacchetto DMG, contrariamente a Windows o Linux, rimane generalmente indietro sui sistemi della mela.

macOS: Gimp 2.10 (non ufficiale)

Meno di un mese fa è stato rilasciato il nuovissimo GIMP 2.10 (gimp.org/news/2018/04/27/gimp-2-10-0-released) e –manco a dirlo– su Windows è stata installazione e amore (quasi) a prima vista (ho giusto messo a posto qualche impostazione ora predefinita che però non mi piaceva). Il tassello è però completamente mancante su macOS, creando quel vuoto già generato dalla release 2.8.22 ufficiale, rimasta comunque più indietro rispetto a quella Windows di generazione precedente.

Fortunatamente però un pacchetto esiste, segue il filone ufficiale e porta in dono anche la lingua italiana (si parte in inglese, dovrai modificare la lingua dalle Impostazioni e questa avrà effetto dal successivo avvio dell’applicazione). Lo ha realizzato Partha Bagchi (non la prima volta, perché a quanto pare lo fa da un pezzo) e lo distribuisce tramite il suo sito web personale, partha.com. Il download diretto per McGimp 2.10 (questo il nome della versione portata su macOS, anche se ricorda un po’ il nome di un panino della nota catena di ristorazione a basso costo) si avvia tramite partha.com/downloads/McGimp-2.10-std.app.zip, io ho salvato il file ZIP anche sul mio spazio Box, puoi trovarlo all’indirizzo go.gioxx.org/mcgimp2-10. Sul sito di Partha puoi anche trovare ulteriori distribuzioni modificate (anche di altre versioni di GIMP) e diverse risorse aggiuntive, alle quali ti consiglio di dedicare una tua occhiata.

Io ho già provveduto all’installazione dell’applicazione (scompatta il file ZIP e sposta in Applications, nda), la quale però necessita di sblocco da parte tua perché chiaramente lo sviluppatore non è verificato (puoi sbloccare l’esecuzione dal solito pannello Sicurezza e PrivacyGenerali.

Il gioco è fatto, bentrovato GIMP:

macOS: Gimp 2.10 (non ufficiale) 1

Ora tocca a te, va e installa l’ultima versione dell’editor gratuito! :-)

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Ogni file ha una sua estensione, e ognuna di queste ha la relativa (o più) applicazione dedicata in grado di aprirla, questo è un dato di fatto su ambienti Windows tanto quanto Linux e macOS, giusto? Bene. Nel caso però su un sistema tu dovessi far convivere più applicazioni in grado di lavorare lo stesso tipo di file e volessi modificare l’applicazione predefinita, come ti muoveresti?

macOS: modificare l'associazione predefinita di estensioni e app

Se su Windows la cosa è talmente facile da poter essere agilmente riprodotta anche da tuo nonno, su macOS potrebbe diventare un attimo più complicato per coloro che non sono abituati a utilizzare il Terminale, soluzione sempre immediata e preferibile solo nel caso in cui tu abbia particolare confidenza e capacità di movimento al suo interno.

Fermo immediatamente quella persona in fondo al corridoio che sta urlando che sono un pirla: pur confermando quanto pensa di me (sono anni che mi alleno per migliorarmi sempre più, nda), non è sempre detto che un tasto destroApri conAltroApri sempre con questa applicazione risolva la situazione, ho visto con i miei occhi alcuni casi (che anche io ho faticato a credere nel momento della descrizione del problema a voce) di associazione estensione-applicazione tornati al precedente stato dopo un riavvio o una più semplice chiusura del nuovo programma appena associato in maniera predefinita.

Per questo motivo ho cercato una soluzione a portata di tutti, scoprendo RCDefaultApp. Si tratta di un’estensione delle Preferenze di Sistema di macOS che raccoglie in maniera ordinata e molto pulita le associazione tra estensioni e applicazioni, proponendo un look & feel per certi versi simile a quello che Windows ha utilizzato per anni (e che in parte è stato mantenuto in Windows 10, anche se ormai avviato al pensionamento definitivo). Ti mostro qui qualche screenshot per farti capire di cosa sto parlando:

Se questo miglioramento ti piace, ti posso dire che RCDefaultApp è gratuito e che è possibile scaricare l’ultima versione dalla pagina ufficiale (rubicode.com/Software/RCDefaultApp *). Fai clic qui per scaricare direttamente il file Zip (richiede macOS 10.2 o superiore), dovrai scompattarlo e fare doppio clic su RCDefaultApp.prefPane. Ti verrà richiesto a video se installare il nuovo pannello preferenza solo sul tuo account o su tutti gli account presenti nello stesso macOS, a te la scelta (io l’ho installato solo per il mio utente, anche perché non ce ne sono altri su questo MacBook!).

macOS: modificare l'associazione predefinita di estensioni e app 9

La modifica è immediatamente operativa e non serve riavviare il tuo Mac. Puoi così andare a modificare un’associazione che non ti ha dato retta in maniera definita e più convenzionale.

Buon lavoro! :-)


Immagine di copertina: Jaromír Kavan on Unsplash

(*): nella malaugurata ipotesi il sito web ufficiale non dovesse essere raggiungibile, ho caricato sul mio spazio box una copia del DMG: app.box.com/s/zxtopbs2o25v3utgzbau4ijx220h0gcb

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Ho ormai terminato di lavorare sulla nuova versione dello script USMT (te lo ricordi?), che ora integra in un solo batch tutto il necessario per migrare i dati utente su sistemi 7 e 10 (volendo anche 8, ma l’ho tenuto fuori dai giochi), presto condividerò il lavoro fatto. Nel frattempo però ti parlo di un piccolo particolare riguardante un pacchetto di installazione che ho creato utilizzando 7-Zip e un comando da prompt, utile per te o per chiunque abbia necessità di raccogliere un po’ di file sotto lo stesso tetto e distribuire un unico eseguibile per portare a termine un’installazione di un programma (per esempio).

Utilizzare 7-Zip per creare pacchetti di installazione

Quello che ho fatto io è estremamente basilare, avevo necessità di isolare solo i CAB / MSI essenziali per l’installazione del set di file ed eseguibili USMT di Microsoft (ufficiali) portati fuori dal Assessment and Deployment Kit di Windows 8.0 (parlo di questo: microsoft.com/en-eg/download/details.aspx?id=30652). Ho creato un file 7z contenente i file di cui ti ho appena parlato, e ho aggiunto un piccolo batch con all’interno la stringa per l’installazione di un MSI (msiexec /i NOMEFILEMSI).

Crea ora il tuo file d’archivio 7z, inserisci al suo interno i file che intendi distribuire (o il software che intendi installare), per questa cosa dovresti essere assolutamente autonomo e non credo tu abbia necessità di istruzioni particolari. Quello che può mancarti è ciò che accade adesso. Inserisci nella stessa cartella del file 7z i file 7zS.sfx e config.txt. Il primo lo puoi scaricare direttamente facendo clic qui, il secondo lo puoi creare tu con qualsiasi editor di test (io ti consiglio sempre Notepad++), questo è un esempio pratico:

;!@Install@!UTF-8!
Title="User State Migration Tool (WINKIT8.0)"
BeginPrompt="Do you want to install USMT 5?"
RunProgram="start.cmd"
;!@InstallEnd@!

Per tua comodità, ho caricato persino il file testuale su box (lo trovi qui). Come funziona è facile intuirlo:

  • Title: Il titolo da dare alla finestra che comparirà per richiedere se procedere con l’installazione del software.
  • BeginPrompt: il messaggio da far comparire a video per richiedere di procedere.
  • RunProgram: l’eseguibile da lanciare dopo aver scompattato il file e aver ottenuto conferma dall’utente.

Utilizzare 7-Zip per creare pacchetti di installazione 1

Creare il pacchetto

Dato che è tutto pronto, lancia un prompt dei comandi e spostati nella cartella dove hai appoggiato tutti i file necessari per creare il tuo pacchetto. La stringa che dovrai inserire è questa:

copy /b 7zS.sfx + config.txt + ARCHIVIO.7z ARCHIVIO.exe

sostituisci “ARCHIVIO.7z” con il nome del pacchetto che tu hai creato, e “ARCHIVIO.exe” con il nome che vuoi realmente dare all’eseguibile. Premi invio e attendi qualche istante affinché l’operazione termini. Dovresti ora poter vedere il tuo file eseguibile pronto per essere distribuito, file che -se aperto tramite 7-Zip- mostrerà chiaramente il suo contenuto:

Utilizzare 7-Zip per creare pacchetti di installazione 2

L’opera dovrebbe ora essere completa :-)


Credits: stackoverflow.com/questions/27904532/how-do-i-make-a-self-extract-and-running-installer

Immagine di copertina: Taduuda on Unsplash
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Lo scorso maggio ho pubblicato una nuova versione di Sticky Notes Backup & Restore dedicata alla “decima versione” del sistema operativo di casa Microsoft, per la quale è servito mettere mano al codice sorgente poiché bisognava puntare a cartelle diverse (Sticky Notes viene distribuita direttamente da Store Microsoft, nda) e agire su un differente eseguibile. Trovi tutti i dettagli in questo articolo:

Sticky Notes Backup & Restore, ora per Windows 10

Cosa cambia oggi?

Cambia nuovamente qualcosa di relativo all’applicazione che, pur continuando a essere distribuita da Microsoft Store, cambia nome (almeno su Windows 10 1709, ultimo aggiornamento stabile disponibile per il grande pubblico), diventando Microsoft Notes. Anche se questa variazione non sembra influire su quello che tu leggerai tenendo fermo il mouse sull’icona dell’applicazione nella Task Bar, nell’elenco dei processi attivi (quelli che vedi dal Task Manager, nda) lo troverai così dichiarato.

Sticky Notes Backup & Restore 0.2: fix problemi e sovrascrittura file

Ho quindi approfittato del cambiamento per rimettere mano al codice sorgente del batch (pacchettizzato come eseguibile per tua comodità), che ora può chiudere il processo delle Note (ancora una volta, speriamo per un po’ più di tempo!) e –già che c’è– sovrascrivere il precedente salvataggio se decidi di effettuare il tuo backup sempre nella stessa posizione.

Ne ho inoltre approfittato per correggere un piccolo problema relativo alla creazione del file d’archivio in cartelle con nomi particolari, che andava in errore nella precedente versione di Sticky Notes Backup & Restore (quella che probabilmente stai utilizzando adesso), mea culpa per non essermene accorto prima. La nuova versione è già disponibile al solito indirizzo, quindi qui: app.box.com/s/jp06u9k3grk32wbfc6i7a65kobjdcxau. Al solito, tutto gratuito, ma le donazioni sono sempre ben accette.

Next Step

Sto pensando, per una versione futura, di integrare anche la possibilità di pilotarlo da riga di comando permettendoti così di inserirlo tra le schedulazioni di Windows e farlo girare senza che sia più necessario il tuo intervento. Se hai altre idee, utilizza pure l’area commenti per raccontarmele.

Buon lavoro!

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