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Sai cosa succede quando avvii per la prima volta il tuo browser appena installato?

Che si tratti di Google Chrome, Mozilla Firefox, Apple Safari o qualsiasi altro browser poco importa. Jonathan Sampson è un ingegnere che lavora in Microsoft e che evidentemente si diverte a tracciare questo tipo di comportamenti raccontando poi il tutto attraverso dei thread su Twitter. Io qui di seguito ti propongo quello relativo a Google Chrome, ma è assai semplice curiosare tra le domande/risposte scambiate con gli utenti e trovare ulteriori sue analisi riguardanti altri browser. Io mi limito a proporti quelle di Mozilla Firefox e Apple Safari.

Cosa succede quando avvii per la prima volta il tuo browser appena installato?

Per una maggiore comodità posso proporti una migliore forma di lettura tramite Threader e Thread Reader App:

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Nell’epoca del facile acquisto con un paio di clic mi rendo conto che una recensione spesso può fare la differenza. Non parlo di persone che fanno i raggi X a un prodotto prima di schiacciare “Compra“, parlo dell’esempio più classico raffigurato dal collega di lavoro in ufficio amministrazione, di un genitore, di qualcuno che su Internet se la cava certamente ma che non sa rendersi conto di quei piccolissimi dettagli che permettono di considerare e classificare una recensione come potenzialmente falsa, acquistata, data forse per screzio o per fare un favore a una conoscenza.

ReviewMeta.com Review Helper aiuta a riconoscere le recensioni false

TripAdvisor insegna, ma non è certo l’unico della lista ad avere trascorsi non esattamente trasparenti. Ci sono servizi online che permettono di ricevere prodotti in prova e obbligano chi partecipa a pubblicare una recensione su specifici siti web tra cui il big dell’e-commerce Amazon. Ora, appurato che Amazon permette già di verificare che una recensione sia realmente legata a un acquisto (puoi individuare e affidarti al badge “Acquisto verificato” in ogni recensione di prodotto), è pur vero che questo non dimostri granché, può capitare infatti che un venditore decida di guadagnarsi la recensione per vie traverse, facendo acquistare il prodotto all’utente finale, facendoglielo recensire e rimborsandolo della cifra spesa, lasciandogli il prodotto per il disturbo.

Chi controlla il controllore?

È la seconda faccia della stessa medaglia, il “dark side of the moon“, difficile da fermare definitivamente, forse un pelo più semplice (si fa per dire) da ostacolare. Ci sono siti web che analizzano le recensioni e possono dirti – in base ad alcuni parametri – se si tratta di falsità o verità, potenzialmente parlando è una certificazione che viene data alla recensione dell’utente dall’altro lato del monitor. Crediamo infatti molto più a una recensione negativa che non a una positiva, è un po’ come il voler “cercare il marcio” senza però sapere che quel marcio potrebbe nascondersi pure nella macchina del fango e nella voglia che una persona potrebbe avere di rovinare la reputazione di un brand.

Ciò detto, ci viene in aiuto un sito web come quello del componente aggiuntivo di cui ti voglio parlare: ReviewMeta. Il componente aggiuntivo per Firefox e Chrome di cui ti parlo oggi è quindi ReviewMeta.com Review Helper.

ReviewMeta.com Review Helper
ReviewMeta.com Review Helper
ReviewMeta.com Review Analyzer
ReviewMeta.com Review Analyzer

Funzionamento assai banale. Si installa e si ottiene un pulsante nella barra degli strumenti del browser, facendo clic sull’icona di ReviewMeta quando si naviga Amazon e si cerca uno specifico prodotto si potrà aprire in una nuova scheda il sito web di ReviewMeta con relativa analisi delle recensioni, per capire se le stelle mostrate su Amazon corrispondono o meno alla verità, analizzando maggiormente i dettagli e i comportamenti apparentemente non trasparenti.

Nei punti di forza di questo servizio indicherei sicuramente la quantità di analisi già disponibili e/o la possibilità di lanciare un’analisi (anche preliminare) nell’immediato. Nei punti a sfavore impossibile non citare l’uso esclusivo della lingua inglese e la fallibilità di un’analisi delle parole ripetute che ineluttabilmente troverà (almeno in italiano) la costante presenza della parte di frase “recensione vi sia stata utile“. È chiaramente pensato per Amazon UK/US più che per gli altri store di Amazon sparsi per il mondo ma ti assicuro che i suoi diretti competitor sono anche peggio, provare a dare un’occhiata a questo articolo per scoprirne alcuni: medium.com/pcmag-access/how-to-spot-a-fake-review-on-amazon-and-other-sites-87ca95377eeb. Ti invito inoltre a suggerirmi altre piattaforme nei commenti, te ne sarò certamente grato.

Non pensare in ogni caso che il componente aggiuntivo possa sostituire un po’ di sana ricerca, un buon fiuto per la possibile truffa dietro l’angolo e quella pazienza che devi necessariamente avere per non incorrere in brutte sorprese, seppur a cuor un po’ più leggero grazie alla protezione degli acquisti offerta da Amazon.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Daniel Eledut
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Già tornato operativo (come il sottoscritto)? Ferie appena finite? Ferie che devono ancora cominciare (maledetto, nda)? Posso capire ogni condizione e nello specifico – se fai parte dei primi due gruppi citati – posso solo abbracciarti forte (manco fossi Gianni Morandi) ed esserti vicino. In ogni caso bentrovato, sei approdato all’articolo dedicato al weekend che riprende le sue attività dopo la pausa estiva, in realtà anche prima del dovuto considerando che avevo detto che avrei ripreso a settembre 😏

Goditi questo fine settimana sperando che il meteo sia clemente!

Letture per il weekend: tra donazione degli organi e BPM

Ultime novità

  • Trapianti: dopo 20 anni è stata sbloccata la norma sul silenzio assenso: (ITA) una bella novità che potrebbe salvare molte vite considerando che noi donatori non siamo poi così tanti (come invece dovremmo essere).
  • Disney+ ha nel mirino Netflix: (ITA) di questo ne vorrei parlare in un articolo dedicato, un pensiero che continua a ballarmi in testa, ma vabbè. In realtà la notizia è quella riguardante le novità in arrivo dal D23 californiano, le nuove serie annunciate, i prezzi dell’abbonamento, qualcosa in più che può farci capire che aspettarci dal servizio di streaming targato Topolino.

Privacy e Sicurezza

  • GitHub supports Web Authentication (WebAuthn) for security keys: (ENG) si allarga la famiglia dell’autenticazione 2-fattori di GitHub, portando a bordo anche il riconoscimento biometrico tramite impronta digitale o Windows Hello. Sarà anche sperimentale ma promette già benissimo, una facilitazione per autenticare il reale proprietario dell’account che però continua così a mantenere quanto più al sicuro possibile il suo lavoro da intrusioni altrui.
  • Erasing the G of GAFAM: (ENG) a qualche utilizzatore di Pi-hole potrebbe piacere o tornare utile, soprattutto ai più paranoici. Un progetto GitHub ospita infatti un corposo lavoro di ricerca e blocco di ogni URL legato a Google. Che si tratti di servizi Android o YouTube, questo sembra essere il posto adatto a chi via Pi-hole vuole epurare la propria rete da qualsiasi legame con big G. Forse un pelo esagerato, ma evidentemente funziona. Se ti serve invece pulire qualcosa di meno “ad ampio spettro” e più specifico ci sono le liste singole all’interno della cartella categories.
  • WordPress Vulnerability Roundup: August 2019, Part 1: (ENG) in attesa della parte 2 che arriva puntuale ogni mese, ti propongo la “Part 1” che riguarda vulnerabilità di WordPress, dei suoi plugin e temi, una di quelle rubriche di iThemes che è sempre interessante seguire.
  • Internet ci ascolta: (ITA) un’analisi, impressioni e approfondimenti sulla possibilità che i nostri comportamenti influenzino (e quanto) la pubblicità che viene puntualmente proposta ai nostri occhi ma anche a quelli dei nostri amici che condividono il loro tempo libero con noi, i colleghi di lavoro, ecc. Un bell’articolo di Domitilla.

Dai un’occhiata anche a …

  • Key & BPM of any song – Music Database by Tunebat: (ENG) uno strumento che onestamente non conoscevo ma che mi è tornato utile per accontentare la mia curiosità sui BPM (battiti per minuto) di una canzone che mi resta in testa in questa conclusione di agosto.
  • Preserving Laptop Stickers on MacBooks: (ENG) un’idea molto interessante per chi – come me – attacca sticker di conferenze e software sulla scocca del proprio MacBook. Adoro le decalcomanie adesive, le ho sempre usate, ho quindi sempre affrontato qualche difficoltà per pulire correttamente la scocca dei miei vecchi laptop puntualmente venduti. Questo metodo è un’alternativa davvero valida, peccato che l’idea su KickStarter non abbia raggiunto l’obiettivo (anche se i giorni a disposizione sono stati davvero pochi!).
  • Buildare e usare container Docker per Raspberry Pi: (ITA) volevo provare Docker e mi sono accorto che era possibile farlo anche con Raspberry. Ho letto questo articolo, è semplice e immediato, ho avuto giusto qualche problema durante l’installazione, nulla che un rapido riavvio di RPi non possa risolvere. Posso però dirti che a un certo punto ho avuto necessità di lanciare un sudo systemctl unmask docker.service seguito da sudo systemctl unmask docker.socket.
  • Build a Raspberry Pi powered live train station sign for your desk: (ENG) di quando ti passa per la testa quell’idea malata lì e vuoi assolutamente realizzarla, un po’ come realizzare un monitor orari di una stazione ferroviaria in piccolo grazie a Raspberry, un display LCD e una stampante 3D.
  • Free maps for Garmin brand GPS devices: (ENG) fermo restando che non possiedo più alcun navigatore stand-alone da anni ormai, questa è comunque una bellissima idea per dare nuova vita anche a dispositivi molto vecchi. Si tratta infatti di un progetto basato su OpenStreetMap che non conoscevo affatto. Puoi scaricare e far utilizzare a un navigatore Garmin mappe aggiornate non ufficiali, per tenerlo sempre al passo con i tempi. Oltre a questo progetto scopro che in realtà ne esistono molti altri. Ringrazio i ragazzi del gruppo discussioni di GeekCookies per avermelo fatto conoscere. Una volta tanto l’obsolescenza programmata non vince.
  • The Art Of Warez: (ENG) un video che racconta l’origine del Warez, delle BBS pirata e molto altro, interessantissimo se hai circa una mezz’oretta da dedicare.

immagine di copertina: unsplash.com / author: JESHOOTS.COM
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Ehi, ciao, bentrovato/a! Come sono andate le ferie? Qui abbastanza bene, non è semplice tornare in console ma ci si dovrà nuovamente abituare, credo sia meglio farlo in un periodo tranquillo come questo piuttosto che in altri momenti dell’anno ben più “trafficati” ?

So benissimo di averti già parlato in passato dell’argomento riportato nel titolo, eppure mi è capitato di avere a che fare con un Google Foto particolarmente recidivo al cambiamento (nativo su Android One, nda), per questo motivo ho dovuto utilizzare una via alternativa evidentemente percorribile anche da te che potresti ritrovarti nello stesso vicolo cieco. Andiamo con ordine e partiamo dalla base già tracciata:

Android: abilitare il riconoscimento facciale di Google Foto

Nell’articolo del 2015 ti parlavo di TunnelBear VPN e dell’opzione “Raggruppa volti simili” che compariva all’interno dell’applicazione dopo aver effettuato una connessione VPN con gli Stati Uniti d’America. Tieni per buono che questa cosa dovrebbe funzionare anche oggi, ma nel caso in cui non sia così dovrai semplicemente:

  • chiudere Google Foto anche senza necessità alcuna di cancellare i dati dell’applicazione (come precedentemente suggerito).
  • Aprire Google Chrome su Android e assicurarti che tu abbia effettuato il login ai servizi Google.
  • Puntare il browser all’indirizzo photos.google.com/settings e verificare che compaia la sezione Raggruppa visi simili, all’interno della quale potrai finalmente attivazione l’opzione Raggruppamento dei volti.

Riconoscimento facciale di Google Foto: abilitazione alternativa

Il salvataggio dell’opzione è immediato e non necessita di ulteriore conferma.

A questo punto potrai aprire nuovamente l’applicazione Google Foto su Android, dovresti notare la possibilità di ricercare facilmente Persone e animali all’interno della scheda Album. Lo stesso dicasi per le ricerche. Attenzione però: vale quanto detto nel 2015, il servizio di Google necessita di un po’ di tempo per poter analizzare le tue fotografie e cominciare così a raccogliere i volti da mostrarti in maniera così comoda, non stupirti quindi se inizialmente all’interno di “Persone e animali” non noterai alcun contenuto, torna a dargli un’occhiata dopo una manciata di ore, qualcosa dovrebbe essersi mosso nel frattempo, il pieno regime lo si raggiungerà nell’arco delle successive 24/48 ore.

Buona giornata!

× Android's Corner Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Hai comprato la Mi Band 4? Sì, preordinata quando annunciata su Amazon e consegnata nei primissimi giorni di luglio. La recensione arriverà presto (la sto ancora mettendo sotto torchio e sto cercando di capire vantaggi e svantaggi del salto a questa nuova generazione, considerando inoltre consumi e durata batteria fuori dal dichiarato), nel frattempo posso però parlarti di una delle caratteristiche forse più carine, ereditata dagli altri dispositivi indossabili creati nelle fucine del gruppo Xiaomi e parenti vari (Huami in primis): il cambio della watchface.

Xiaomi Mi Band 4: caricare un nuovo quadrante 1

Cambiare volto al Mi Band 4

Chiamalo come ti pare: watchface o quadrante, poco importa, l’importante è che tu abbia capito che quella schermata principale che ti trovi davanti quando vuoi vedere che ora è può essere modificata a tuo piacimento, ne esistono di pronte (tante) ma puoi anche crearla da zero ammesso tu ne abbia le capacità e la pazienza, trovi tutte le istruzioni nella community Mi all’indirizzo c.mi.com/thread-2281025-1-0.html. Oggi diamo insieme un’occhiata al cambio watchface in due metodi, il secondo più comodo (parecchio) del primo, a te la scelta.

Cambio watchface: metodo manuale

Tutto ciò che ti serve è scaricare una watchface che ti interessa (per esempio da amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/?lang=multilingual) e tenere al momento il file nella cartella Download del tuo smartphone. Servirà poi un File Manager (andrà benissimo anche quello predefinito del tuo Android) e un pelo di manualità. Nell’esempio da me proposto in questo articolo utilizzerò un paio di watchfaces che differiscono solo per il colore di sfondo, entrambe dedicate a Super Mario Odyssey:

Si trovano rispettivamente all’indirizzo amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/view/537 e amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/view/673. Per tua comodità ho creato due redirect rapidi e più semplici da digitare: go.gioxx.org/mariowf1 e go.gioxx.org/mariowf2. Il download del file bin avrà un nome stabilito dal sito web e verrà salvato nella cartella Download del tuo smartphone.

Apri l’applicazione Mi Fit originale di Xiaomi, spostati in ProfiloMi Smart Band 4Impostazioni display del braccialeDisplay bracciale. Seleziona una qualsiasi tra le proposte dell’applicazione e sincronizza il quadrante per applicarla. Attendi che l’operazione venga completata e apri il File Manager che preferisci.

Spostati nella cartella Android → data → com.xiaomi.hm.health → files → watch_skin_local. Se non hai mai installato prima alcun quadrante, troverai qui una sola cartella ad attenderti (la chiamo Cartella WF per comodità, tra poco capirai perché), entrandoci noterai un’immagine che riporta il quadrante che hai appena sincronizzato. Copia il nome del file bin che trovi qui dentro e ora rinominalo aggiungendo un .bak finale (ottenendo così – per esempio – 1563269694_6e55b7h937.bin.bak).

Spostati adesso nella cartella Download dello smartphone utilizzando sempre il File Manager, cerca e rinomina il file .bin che avevi precedentemente scaricato dal sito web di amazfitwatchfaces.com incollando al suo interno il testo che avevi copiato. Ora sposta questo file .bin all’interno della Cartella WF. Il risultato? Una cartella contenente un file .bin corretto, un .bin.bak e un file immagine che puoi ignorare tranquillamente.

Torna nell’applicazione Mi Fit, spostati nella schermata dedicata ai quadranti e sincronizza nuovamente quella di prima nonostante l’immagine non sia cambiata, otterrai così il risultato sperato.

Il metodo appena suggerito è lento, per alcune persone complesso e sicuramente lascia dello sporco in giro (quadranti con immagine non corretta è già una motivazione più che corretta), preferisco fare uso di applicazioni di terza parte che svolgono il mestiere in maniera molto più corretta.

Cambiare watchface: metodo semplificato

MiBand4 – WatchFace for Xiaomi Mi Band 4

Rokitskiy.DEV non è nuovo in quanto a sviluppo di applicazioni dedicate al cambio dei quadranti dei prodotti Xiaomi/Huami, non c’è quindi da stupirsi del fatto che abbia tirato fuori dal cappello la neonata “MiBand4 – WatchFace for Xiaomi Mi Band 4“, disponibile gratuitamente sul Play Store di Google e tutt’oggi ancora in sviluppo e costante modifica per l’introduzione di novità e miglioramenti, te la propongo più comodamente qui di seguito:

Puoi aprire l’applicazione, scorrere la lista dei quadranti disponibili per Mi Band 4 e scegliere quello che vuoi installare (ovviamente puoi scaricarne quanti ne vuoi, non c’è limitazione alcuna) passando tramite l’applicazione Mi Fit originale senza la quale non puoi completare l’operazione. La logica d’utilizzo è talmente banale che chiunque è già in grado di utilizzarla, cosa devi sapere?

  • Non tutti i quadranti sono disponibili in lingua italiana, quello che posso consigliarti è quindi l’utilizzo del filtro sulla lingua, per escludere tutto ciò che nasce esclusivamente in lingua russa (c’è molto materiale che arriva dalle fredde terre di Putin!).
  • Una volta scelto il quadrante che vuoi utilizzare sul tuo Mi Band 4 puoi selezionarlo, fare clic su Install (e confermare con un ulteriore clic sul pulsante OPEN MIFIT per passare all’applicazione ufficiale del prodotto), quindi spostarti in ProfiloMi Smart Band 4Impostazioni display del braccialeI miei display bracciale. È qui che troverai tutte le personalizzazioni che hai salvato. A questo punto ti basta selezionare la watchface che vuoi provare e fare clic su Sincronizza il quadrante.

Ho registrato un breve video esplicativo, noterai quanto semplice è percorrere questo metodo:

AmazFaces

Sulla falsa riga di quanto appena raccontato poco sopra, lo stesso amazfitwatchfaces.com ha aggiornato la sua applicazione AmazFaces disponibile gratuitamente sul Play Store:

AmazFaces
AmazFaces
Developer: GIK-Team's web
Price: Free

Installala e avviala senza necessità alcuna di creare un account (fai clic su Continue as guest), consenti l’accesso ai file memorizzati sul dispositivo (necessario per il salvataggio dei quadranti da passare a Mi Fit) e seleziona Mi Band 4 tra i prodotti compatibili con l’applicazione. Ora potrai cercare i quadranti che più ti interessano, filtrarli per lingua e molto altro. Anche in questo caso potrai selezionare una watchface e installarla immediatamente in Mi Fit per una più rapida sincronizzazione:

Il metodo semplificato per mezzo di un’applicazione di terza parte ti permette di non dover mettere mano ad alcun file, è certamente quello da preferire se sei meno esperto o se vuoi che l’operazione di cambio volto del tuo Mi Band 4 vada tutta in discesa.

A te non resta che divertirti ??

× Android's Corner Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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