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Articolo che sarebbe dovuto andare online – ovviamente – nel fine settimana ma che per cause di forza maggiore non ho potuto terminare e pubblicare, te lo becchi oggi e facciamo finta che sia ancora quel fine settimana di cui ti parlavo (la mia testa e un po’ pure il resto del corpo ne avrebbero tanto bisogno!).

Se ridi e ti diverti con poco (nel senso che sei messo male come me e questo tipo di cose √® puro divertimento per una figura tecnica) dai un’occhiata al sito web fakeupdate.net (suggerimento di Gabriele). Seleziona la schermata che vuoi e premi F11 per andare a tutto schermo con il tuo browser. Puoi anche premere invio sulla tastiera per passare alla schermata “di conseguenza” ūüėŹ

Letture per il weekend: End of Life

Ultime novità

Privacy e Sicurezza

  • Can You Keep Google Out of Your Gmail? (ENG) Un interessante approfondimento sulla questione Privacy legato a uno dei servizi di posta elettronica pi√Ļ utilizzati al mondo (forse IL pi√Ļ utilizzato, ma per questa specifica cosa mi mancano i dati). Ci sono alternative? Certamente. Prova a dare un’occhiata a questo articolo di Emanuele di poco tempo fa.
  • What Data Are You Actually Storing on¬†Google? (ENG) Non √® un articolo “nuovo” in senso di innovativo, lo √® certamente per pubblicazione. Ti rinfresca la memoria lasciandoti i riferimenti alla dashboard utente di Google, quella dove puoi facilmente (e rapidamente) capire che dati possiede big G. riguardo la tua utenza e la presenza sul web. Allego screenshot completo catturato da Medium nel caso in cui tu sia impossibilitato a leggerlo (lo trovi in fondo all’articolo).
  • TEDx Ortygia: Il fattore umano nella sicurezza informatica (script): (ITA) in attesa del video dell’intervento di Gianluca a Ortygia puoi leggere gi√† lo script e vedere le slide che ha utilizzato.

Dai un’occhiata anche a …

  • DeleteFB: uno script che puoi utilizzare (si appoggia al tuo browser) per cancellare tutti i post che hai scritto e pubblicato sul tuo profilo di Facebook, magari ne senti il bisogno (io tra un po’ ci arriver√≤, far√≤ pulizia di quel poco di “cronistoria” che ho pubblicato da quando ho dovuto rifare il mio profilo.

Vecchie letture

  • Windows 7, fine del supporto a inizio 2020: cosa fare: (ITA) il giro di boa √® ormai completo, giugno √® alle porte, vuol dire che mancano circa sei mesi al termine del supporto esteso per Windows 7. Questo si traduce alla stessa maniera di quanto accaduto qualche anno fa con Windows Xp. Non ci saranno pi√Ļ patch di sicurezza, nessuno di Microsoft vi aiuter√† pi√Ļ ufficialmente e lentamente i software di terze parti potrebbero decidere di abbandonare anch’essi tutto ci√≤ che √® legato al supporto di un Sistema Operativo che ha fatto parte della storia del colosso di Redmond. Posso suggerirti di dare un’occhiata all’articolo dedicato a 0patch (0patch: micropatching in un macro-mondo di insicurezze), ma in linea di massima io metterei in conto il passaggio a Windows 10, soprattutto perch√© questo √® ancora gratuito per tutti.

immagine di copertina: unsplash.com / author: Ivan Timov
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Non √® la prima volta che ti parlo di Gmvault, ricordi bene. Il primo articolo a riguardo √® datato 5 aprile del 2017 e ti spiega (poich√© valido ancora oggi) come effettuare un backup programmato di tutto il contenuto della tua casella di posta Gmail su Windows, sfruttando il progetto Open di @zoobert (disponibile su GitHub). Si installa il necessario, si impara a fare piccoli movimenti in prompt dei comandi (una Shell modificata per gestire proprio Gmvault) e il gioco √® fatto, ti dimentichi di averlo fino a quando non sar√† necessario ripristinare qualcosa di cancellato. Ti rinfresco la memoria proponendoti qui di seguito il rilancio all’articolo originale.

Un backup in locale di Gmail con Gmvault

Oggi però parliamo di Raspberry Pi e della possibilità di migrare questo lavoro sul tuo RPi, interfacciandolo (come extra) con il NAS di casa (nel mio caso si tratta del Synology DS216j) e tenendo quindi il backup sui dischi sotto costante backup. Certo tu puoi farne a meno sia chiaro, ti spiegherò quindi come agire in ambo i casi e lasciare che RPi svolga un lavoro a basso carico di risorse utilizzate ma estremamente importante per dormire sonni tranquilli.

Abilitare NFS su Synology

Un NAS per casa: Synology DS216j

Puoi saltare questo paragrafo se intendi effettuare il backup della tua posta sulla memoria SD (o su una risorsa esterna collegata tramite USB) del RPi.

Prima di partire con il lavoro su RPi ti consiglio di abilitare NFS sul NAS e rendere cos√¨ la cartella utente personale accessibile in lettura e scrittura montando l’unit√† su Linux (autorizzando il solo IP del tuo RPi, per rendere la cosa pi√Ļ sicura). Tutto √® spiegato correttamente – corredato da immagini esplicative – nella documentazione ufficiale del prodotto disponibile all’indirizzo synology.com/it-it/knowledgebase/DSM/tutorial/File_Sharing/How_to_access_files_on_Synology_NAS_within_the_local_network_NFS#t4.

Fatto ci√≤, potrai passare all’installazione di Gmvault su RPi, comune ad ambo gli utilizzi (salvataggio dati su NAS o su memoria SD / esterna collegata a RPi).

Installazione Gmvault su RPi

SMTP di GMail: l'utilizzo tramite app 2

Cosa abbastanza semplice se segui passo-passo una procedura gi√† testata e verificata sul mio RPi. Ci sono alcune dipendenze (Python) da portare a bordo del tuo Raspberry, superato questo passaggio il resto √® abbastanza in discesa. Ho raccolto la procedura in un file MD pubblicato sul mio spazio GitHub, lo trovi all’indirizzo github.com/gioxx/SomePublicStuff/blob/master/RPi/scripts/rpi_install-Gmvault.md. Nello specifico installa le dipendenze necessarie:

sudo apt-get install python-dev python-pip python-virtualenv python-setuptools

Al termine spostati nella cartella home di pi, ottieni il pacchetto pi√Ļ recente di Gmvault e installalo creando prima un virtualenv:

cd /home/pi/
wget https://bitbucket.org/gaubert/gmvault-official-download/downloads/gmvault-v1.9.1-src.tar.gz
tar -xvzf gmvault-v1.9.1-src.tar.gz
virtualenv gmvault
cd gmvault-v1.9.1/
~/gmvault/bin/python setup.py install

Ci sei quasi, creati un file Bash che richiami l’esecuzione di Gmvault indicando l’account da portare in backup (lo script di Bash potrai poi richiamarlo anche in Crontab molto facilmente):

#!/bin/bash
/home/pi/gmvault/bin/gmvault sync -d /home/pi/backup/gmvault-db user@gmail.com

Questo preveder√† da parte tua un’autenticazione verso la casella di Gmail. Puoi in ogni caso utilizzare il metodo gi√† visto su Windows (quello che fa partire una finestra del browser per l’autenticazione e rilascio del token da riutilizzare anche successivamente) o addirittura copiare e incollare nella cartella /root/.gmvault su RPi (stessa location dove verr√† creato il file di configurazione di Gmvault, gmvault_defaults.conf). Lanciando il file di Bash partir√† il processo di verifica e download della posta elettronica da Gmail verso la cartella di destinazione da te scelta (che nel mio caso utilizza il NAS e un puntamento da /mnt, nda), salvo errori avrai migrato il backup della tua casella di posta da Windows a RPi, comodo e meno esoso in termini di risorse di corrente, CPU e RAM.

Da questo momento potrai tornare – volendo – a utilizzare il gmvault sync -t quick utente@gmail.com -p -d /mnt/Gmailvault. Se per qualsiasi motivo tu dovessi riscontrare delle anomalie nell’utilizzo di Gmvault dai un’occhiata a questa discussione sviluppatasi su Github: github.com/gaubert/gmvault/issues/335.

Buon inizio settimana! ūüĎč


immagine di copertina: unsplash.com / author: Kristina Tripkovic
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Lascia che te ne parli chi il telefono non lo riceve da Xiaomi ma lo compra direttamente su Amazon al Day-1 (che si fa molto prima), con tutta l’intenzione di utilizzare questo regalo di non compleanno per andare a sostituire un ormai acciaccato seppur glorioso e mai troppo apprezzato Samsung Galaxy S8, che personalmente ringrazio per quanto dato in questi anni. Xiaomi Mi 9 √® lo smartphone che ho dallo scorso 1 marzo, un top di gamma per l’azienda cinese, un ottimo terminale che mostra talvolta un fianco che si pu√≤ certamente giustificare per il prezzo di listino, un po’ meno per il segmento di mercato che va a occupare.

Xiaomi Mi 9: è davvero la terra promessa? 1

Xiaomi Mi 9

Non √® la prima volta che porto uno Xiaomi in famiglia, anzi, a dirla tutta io sono l’ultimo componente che ancora non aveva scelto uno dei loro prodotti come terminale principale da tenere in tasca (giro sempre con due smartphone, ho un iPhone aziendale per tenere separate le due vite), la decisione √® stata presa sicuramente sulla base delle caratteristiche tecniche dichiarate, mescolate a un pizzico di avventatezza e tranquillit√† mentale concessa da Amazon (che permette la restituzione semplice dell’acquisto nel primo mese di vita). Prezzo del carrello: 448,96‚ā¨.

Un ottimo processore, tanta RAM (ne avevo bisogno, capirai il perché tra qualche riga) e una memoria libera a disposizione che va a ricalcare fedelmente quella del mio vecchio S8, non ho necessità alcuna dei 128 GB di spazio, ho molti dati in cloud (fotografie) e ascolto musica direttamente da Spotify, diciamo che riesco a rimanere sotto il tetto dei 40 GB occupati.

Costruzione

Il cuore che batte sotto la scocca di Mi 9 è Qualcomm, per la precisione si tratta dello Snapdragon 855: un octa-core che spinge fino a 2,84 GHz con GPU Adreno 640, 6GB LPDDR4x di RAM a 2133MHz in dual-channel, 64 i GB (della mia configurazione, come già scritto poco fa) di spazio disponibile a tua disposizione (esiste il modello da 128GB, entrambi montano memorie flash UFS2.1).

Il display √® davvero molto bello, viene prodotto da Samsung e si tratta di un AMOLED Full Screen da 6.39″ con risoluzione 2340×1080 FHD+ e 403 PPI, una misura importante che in mano fa certamente la differenza rispetto al mio passato, che mi fa un po’ tornare alla memoria quei terminali di Sony che occupavano davvero del gran spazio (anche in tasca). La luminosit√† √® giusta, anche contro luce diretta del sole, ho solo notato che in alcuni casi il sensore adattivo pu√≤ fare confusione e cambiare le carte in tavola in maniera non sempre precisa, qualche sbavatura qua e l√† da controllare manualmente tramite il menu a tendina di Android. Sempre nel display segnalo il notch a goccia che non d√† fastidio alcuno all’estetica complessiva dello smartphone, io arrivo da un terminale senza notch e ti assicuro che per Mi 9 √® come non fosse l√¨.

Il lettore di impronte √® posto sotto al vetro, luce verde pulsata come quella che ci si ritrova degli smart band per la misurazione del battito cardiaco. Nonostante le promesse fatte il lettore √® lento, spesso impreciso, nulla che abbia a che fare con il lettore di impronte fisico al quale ero abituato e che tutto sommato non mi sarebbe dispiaciuto ritrovare pure su Mi 9 (a meno di proporre qualcosa di effettivamente pi√Ļ veloce, almeno tanto quanto quello classico). Sono molto deluso da questo punto, non sto dicendo che sia un completo fallimento (direi il falso, la lettura va a buon fine molto spesso e in alcuni casi anche molto rapidamente), ma talvolta preferisco inserire il codice di sblocco numerico per fare prima.

Per un lettore di impronte che vira verso un’evoluzione, un connettore cuffie fa esattamente il contrario: manca all’appello. C’√® un adattatore ormai per tutto, mi sembra di ribadire quel concetto fatto proprio da Apple per dire alla clientela che “c’√® un’app per tutto“. Passeremo la nostra vita ad adattare la qualunque, per accontentare un’industria che difficilmente sa mettersi d’accordo sul cosa utilizzare e quando. Xiaomi Mi 9 ha un unico attacco USB-C, servir√† quindi per caricare la batteria, scambiare dati con un PC oppure ascoltare la musica (o chiacchierare con un proprio contatto) attraverso l’uso di auricolari non pi√Ļ tradizionali. A mio parere questo resta un punto a sfavore nonostante ci√≤ che vuole farci pensare il mercato. Non si parla di drive ottico sui laptop, ormai scarsamente utilizzati, si parla di un paio di auricolari economici e che si possono trovare ovunque, che non potrai usare a meno di adattarli e trasformarli in USB-C.

La batteria √® quella che mi sta dando forse pi√Ļ soddisfazioni rispetto agli ultimi smartphone messi in campo. Offre 3300mAh e sulla carta non dovrebbe essere la scelta vincente e definiva, eppure funziona molto bene e l’ottimizzazione in alcuni casi troppo violenta del software Xiaomi la preserva nel corso della giornata, permettendoti di arrivare di toccare durate anche di due giorni se non martelli il tuo smartphone con applicazioni molto esose di risorse come Facebook e affini. La batteria supporta la ricarica rapida via cavo USB-C (27W) e senza fili (20W) con protocollo QuickCharge 4.0. Il caricabatterie incluso nella confezione non √® per√≤ all’altezza delle aspettative, fermandosi a 18W erogati (io l’ho lasciato praticamente in scatola).

In mano lo si tiene abbastanza tranquillamente ma con qualche difficolt√† nella maneggevolezza e scivolosit√† da “nudo“, il consiglio √® quello di utilizzare da subito la custodia gommata trasparente che troverai nella scatola di Mi 9, e di comprarne una che ti piace un po’ di pi√Ļ alla prima occasione utile (io l’ho gi√† fatto, e pensa che nei primi tempi su Amazon non esistevano custodie per Mi 9!).

Software

Xiaomi Mi 9: è davvero la terra promessa? 61

Android 9 Pie, le patch a oggi sono quelle di febbraio 2019 ma √® chiaro che mi aspetto un allineamento sempre molto rapido nel primo anno di vita del dispositivo (e spero in quelli futuri). La MIUI √® la 10.2 Global, interfaccia grafica e launcher costruito in Xiaomi che √® certamente fluido e buono come base di partenza per chi non pretende pi√Ļ di tanto, ma continua a essere all’opposto delle mie abitudini e della rapidit√† che solo Nova √® in grado di darmi a oggi (ho resistito un paio di settimane, sono ora a bordo della beta di Nova, come mio solito).

Come anticipato √® la MIUI a fare il lavoro sporco per ci√≤ che riguarda ottimizzazioni della batteria e pulizia del sistema, in alcuni casi esagerando e necessitando di intervento da parte tua per rimettere a posto le cose. Mi √® capitato infatti di dover modificare le impostazioni di Waze, Spotify e Android Auto. Quest’ultimo ha dato diversi problemi in vettura fino a quando non ho chiesto allo smartphone di ignorare i consumi della batteria e permettere alle applicazioni di partire da sole quando necessario.

Xiaomi Mi 9: è davvero la terra promessa? 62

Questo problema (se non hai ancora ritoccato le impostazioni batteria e avvio automatico) √® il medesimo che pu√≤ causare un errore simile su Android Auto quando si vuole far partire la musica direttamente dal monitor dell’automobile:

Xiaomi Mi 9: è davvero la terra promessa?

La soluzione è arrivata tramite il forum della Community, fortunatamente: en.miui.com/thread-1491073-1-1.html.

Altro grande assente √® parte del comparto Google, del quale fanno certamente parte Google Smart Lock e Google AR. Il primo citato viene eseguito come modulo e funziona parzialmente, ma non sar√† modificabile e richiamabile in alcun modo da parte tua (scelta che onestamente non capisco e non condivido con gli sviluppatori Xiaomi), il secondo manca completamente all’appello (vedi developers.google.com/ar/discover/supported-devices, e qui vai a capire cosa stanno aspettando considerando che nell’elenco compare il vecchio Mi 8). Non ho potuto godermi il lancio in beta chiusa delle mappe di Google (a piedi) in realt√† aumentata, spero di poter sfruttare questa bellissima funzione (che nel frattempo ho testato grazie a S8) quando sar√† disponibile per tutti.

Multimedia

Il comparto sul quale Xiaomi ha certamente convogliato tutte le forze del suo reparto Marketing e in parte di quello sviluppo. Fotocamera tripla Sony ultra-grandangolare da 48MP, una sporgenza abbastanza esagerata che bisogna in qualche maniera controllare solo tramite una buona custodia.

La fotocamera principale porta con s√© 48MP grazie al sensore Sony IMX586 con apertura 0,8őľm ∆í/1,75, il quale supporta la registrazione video in HD. La seconda fotocamera √® in realt√† un teleobiettivo da 12 megapixel con apertura 1,0őľm ∆í/2,2 e supporto alla fotografia macro. Si conclude con l’obiettivo ultra-grandangolare da 16MP con apertura 1,0őľm ∆í/2,2. Lo zoom √® di tipo ottico 2x in modalit√† triple camera, al quale si associa lo zoom digitale 10x. La messa a fuoco √® laser con rilevamento di fase e rilevamento a contrasto.

La fotocamera frontale porta con s√© 20MP con apertura ∆í/2.0 da 0,9őľm.

√ą un comparto di tutto rispetto con grandi punteggi su DxO, ma che messo in seria difficolt√† ogni tanto mostra il fianco caricando un pelo troppo i colori e talvolta non ricalcando fedelmente la realt√†, ma non c’√® poi cos√¨ tanto da lamentarsi a guardare i risultati che vado a mostrarti qui di seguito. Non ho avuto occasione di caricare alcun video, ma la registrazione √® fluida e non mette il terminale in difficolt√† (anche in termini di riscaldamento).

Illuminazione normale

Fotografie realizzate tra Milano e Como, con condizioni di luce normali (in alcune occasioni anche ottimali) e dei soggetti catturati con e senza zoom, con e senza grandangolare.

Scarsa illuminazione

Fotografie scattate qua e là a Milano, con condizioni di luce poco ottimali, soggetti talvolta in movimento catturati con e senza zoom, con e senza grandangolare, nella quasi totalità delle occasioni ho scelto di mettere in campo il profilo Notte offerto da Xiaomi e della sua applicazione Foto ufficiale.

Lascio trarre a te le conclusioni in merito ad ambo le situazioni.

In conclusione

Xiaomi Mi 9 √® un terminale molto completo, veloce e dal prezzo indubbiamente competitivo rispetto agli altri top di gamma proposti dai maggiori protagonisti di mercato. Ha caratteristiche evidentemente da primo della classe ma in alcuni casi non si impegna esattamente come detto nella pi√Ļ classica delle situazioni professori-genitori. Sporadici talloni d’Achille ti fanno storcere il naso, su quelli avrei preferito maggiore attenzione.

Non pensavo, ma devo ammettere che un po’ mi manca l’impermeabilit√† e la spensieratezza di portare vicino all’acqua lo smartphone senza dovermene preoccupare. A questa ci aggiungerei certamente la nota storta sul sensore di luminosit√† cos√¨ suscettibile, che viene totalmente ignorato quando si lancia un’applicazione che fa uso del lettore impronte nelle ore serali, causando l’uscita forzata dalla bassa luminosit√† ed eliminazione della luce blu, per permetterti la corretta lettura della tua impronta.

Tanto per non farci mancare nulla, segnalo che in un paio di casi ho dovuto riavviare Mi 9 dopo essere stato in posti dove non c’era ricezione di segnale alcuna (dei veri e propri bunker!), perch√© una volta uscito da l√¨ lo smartphone non √® stato pi√Ļ in grado di ricercare la prima antenna disponibile, condizione dalla quale non sono uscito neanche mettendolo manualmente in modalit√† aereo e riportandolo allo stato normale.

Trovi la scheda tecnica completa di Mi 9 sul sito web ufficiale di Xiaomi, punta il browser all’indirizzo mi.com/it/mi9/specs. Per tutto il resto dovresti gi√† saperlo: l’area commenti √® a tua disposizione, usala per chiedermi tutto quello che vuoi sapere sul prodotto ūüôā

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Android's Corner
Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.

Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia su Amazon. Preordinato quando annunciato e arrivato con un giorno di ritardo rispetto alla promessa fatta (consegna al Day-1), e ora eccoci qui!

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Utilizzi WhatsApp (gi√† provato Telegram?), ma probabilmente non sai che cambiando smartphone (per qualsivoglia motivo) puoi portare con te tutti i messaggi, le immagini e i video che hai ricevuto. Controlla di avere il backup attivo (nel caso non lo fosse, attivalo subito) e modifica l’intervallo cos√¨ che venga effettuato ogni giorno, solo via WiFi, cos√¨ da preservare i GB della tua offerta dati :-)

Apri WhatsApp, vai in Impostazioni, seleziona Chat e infine Backup delle chat.

Seleziona adesso Account e fai clic sul tuo indirizzo di posta, quello che hai utilizzato per configurare il tuo smartphone Android. Scegli un backup su Google Drive Quotidiano, includi i video e assicurati (come già detto) che tutto venga effettuato via Wi-Fi (a meno che i GB non siano per te un problema, in tal caso puoi anche scegliere Wi-Fi o rete cellulare).

Occhio ai backup di WhatsApp

Tutto pronto? Lancia ora un backup, fai clic su Esegui backup! :-)

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A piccoli passi, la serie di articoli dedicata a chi muove ancora i primi passi nel mondo della tecnologia

A piccoli passi

A piccoli passi è una serie di articoli dedicata a chi non è solito districarsi tra termini tecnici e procedure troppo complesse. Righe di testo di facile comprensione corredate di immagini, semplici procedure che tutti possono imparare e mettere subito in pratica.
Eredità di un vecchio esperimento nel frattempo abbandonato e chiuso, ma con uno storico che non intendo perdere e che preferisco pubblicare nel corso del fine settimana.

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