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Sì, ricordi bene (nel caso tu avessi un Déjà vu), avevamo già parlato di questo argomento e della possibilità di mettere a tacere il Lenovo System Update, ottimo programma creato dall’omonimo vendor cinese che però in alcuni casi potrebbe andare a mettere i bastoni tra le ruote al lavoro quotidiano di utenti e amministratori di sistema, e che quindi va usato con attenzione e sotto manutenzione programmata dei client. Torno sull’argomento per parlarti di possibile modifiche meno invasive rispetto alla disattivazione delle sue schedulazioni, che potrebbero andare più incontro al tuo business.

Disabilitare (o modificare) la schedulazione di Lenovo System Update 1

Ti ripropongo parte di un articolo pubblicato in passato, all’interno del quale facevo esplicito riferimento all’abbattimento della schedulazione del software, per poi sfociare in riferimenti a una eventuale modifica della stessa e al relativo manuale Lenovo che puoi usare per gestire al meglio questa utility.

Regedit, XML, GPO

La chiave di registro da modificare è la HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler (su un sistema a 32 bit dovrai escludere la chiave che va a toccare la \Wow6432Node\), il valore è lo SchedulerAbility, che cambierà da YES a NO.

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler]
"SchedulerAbility"="NO"
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler]
"SchedulerAbility"="NO"

A questo punto dovrai essere tu a decidere se trasformare la chiave di registro in GPO (ti rimando qui) o se farla girare manualmente quando ne hai bisogno (qui trovi la chiave già pronta: app.box.com/s/v4xhf99dx8lxjbi5c0qir2l4gzhtgvpo).

Schedulazione

Se al posto della strada della disabilitazione tu volessi percorrere quella della modifica, ti basterà sapere che all’interno della stessa chiave di registro troverai altri valori modificabili secondo indicazioni già previste e dichiarate da Lenovo. Per muovere i primi passi, ti propongo un elenco di opzioni:

  • Frequency: WEEKLY oppure MONTHLY.
  • NotifyOptions: DOWNLOADANDINSTALLDOWNLOADNOTIFY oppure DOWNLOADANDINSTALL -INCLUDEREBOOT.
  • RunAt: puoi indicare qualsiasi numero compreso tra 0 e 23. Puoi anche scegliere di specificare il formato completo in modalità HH:MM:SS.
  • RunOn: se scegli la modalità MONTHLY, il valore da specificare dovrà essere compreso tra 1 e 28. Per il WEEKLY usa SUNDAY, MONDAY e così via.
  • SchedulerAbility: YES per abilitare gli aggiornamenti automatici.
  • SchedulerLock: SHOW, HIDE, DISABLE oppure LOCK.
  • SearchMode: CRITICAL, RECOMMENDED oppure ALL.

Si tratta di opzioni facilmente intuibili anche senza scendere nello specifico, ma comunque spiegate in maniera più dettagliata (se vuoi approfondire) all’interno del manuale di programma che puoi reperire tramite il sito web ufficiale di Lenovo all’indirizzo download.lenovo.com/ibmdl/pub/pc/pccbbs/mobiles_pdf/tvsu5_mst_en.pdf (di cui ho salvato una copia sul mio spazio box: app.box.com/s/lf4r58grm6igdkxosx5x16zqnbr91dsb), parti con la lettura intorno alla pagina 23.

Buon lavoro!

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Scorri l’articolo più in basso per leggere l’aggiornamento.

Una serie di coincidenze “poco simpatiche” mandano in Blue Screen of Death (BSOD) Windows 10 1709 sui Lenovo T440s, ma dando un’occhiata in giro per le community (ufficiali e non) si scopre che siamo (noi possessori di questa specifica macchina) in ottima compagnia, con molti altri modelli (anche di vendor diversi) che mostrano gli stessi sintomi e catastrofici risultati post-installazione della patch cumulativa di Microsoft che “mitiga” gli effetti di Meltdown e Spectre, KB4056892.

BSOD su Windows 10, Lenovo T440 e KB4056892

Il rilascio del KB4056892 risale allo scorso 3 gennaio, eppure è passato quel tempo che basta per far finta che tutto funzioni correttamente, pur mostrando quei segni pesanti di rallentamento di cui Microsoft ha parlato nel suo articolo riepilogativo. Con un aggiornamento del BIOS (il 2.46 fa parte dei colpevoli, rilasciato da Lenovo lo scorso dicembre) ecco che la frittata è pronta per essere servita e consumata a suon di BSOD che ogni volta mostrano una motivazione differente rispetto alla precedente, che bloccano il tuo lavoro senza preavviso, che vengono lì a estorcerti imprecazioni non ripetibili anche se sei solito trattenerti (o almeno provarci).

La frustrazione ha l’indirizzo di un thread sul forum di Lenovo, all’interno di quella discussione c’è chi questo problema lo ha rilevato e lo ha mal digerito, insieme a chi si è fatto avanti facendo presente che si può verificare anche su modelli differenti di PC dello stesso vendor. Puoi dare un’occhiata anche tu, ti basta puntare il browser verso forums.lenovo.com/t5/ThinkPad-T400-T500-and-newer-T/KB4056892-multiple-problems-on-T440s/td-p/3933019. Sembra che il bug sia lo stesso mostrato da Windows 1703 (il precedente major update di sistema), solo che cambia il KB, in questo specifico caso è il KB4056891.

Ti basta aprire il Visualizzatore Eventi del sistema operativo per assistere a un vero e proprio tappeto di warning del WHEA-Logger, e come non bastasse anche un’analisi postuma con applicazioni apposite porta a nulla di fatto perché non veritiera rispetto a ciò che sta accadendo:

Esiste una soluzione?

Ufficialmente? Non ancora, considerando che si tratta di una combinazione di fattori e di un microcode Intel (integrato nell’aggiornamento BIOS di Lenovo) che porta un errore che verrà corretto solo a marzo (secondo il bollettino ufficiale di Lenovo). Esiste però un workaround. Probabilmente la “pezza” non ti piacerà, ma sembra essere attualmente l’unica cosa che può salvarti dai ripetuti BSOD a tradimento durante il corso della giornata lavorativa.

Pur non disinstallando il KB4056892, puoi limitarne gli effetti sul sistema. Ricordi che ti avevo parlato di quel controllo da effettuare via PowerShell?

Il mio test è stato eseguito su un Windows 10 1709, facendo riferimento al documento di Microsoft nel quale si parla del nuovo modulo PowerShell dedicato alla verifica delle vulnerabilità scoperte, trovi tutti i riferimenti qui: support.microsoft.com/en-us/help/4073119/windows-client-guidance-for-it-pros-to-protect-against-speculative-exe. Quello che puoi fare è lanciare un prompt PowerShell come amministratore, quindi eseguire un Install-Module SpeculationControl (conferma il download dell’archivio non attendibile), seguito poi da un Get-SpeculationControlSettings

continua su: gioxx.org/2018/01/04/meltdown-spectre

Ecco, dopo un paio di modifiche ad altrettante chiavi di registro e un riavvio della macchina (necessario per applicare la modifica, la quale non potrebbe diversamente entrare in funzione), ti ritroverai nella condizione di patch installata e parzialmente funzionante.

Apri un prompt di PowerShell come amministratore e lancia questi due comandi per ritoccare le chiavi di registro FeatureSettingsOverride e FeatureSettingsOverrideMask, messe a disposizione degli amministratori di sistema da Microsoft, proprio per casi di emergenza come questi:

reg add "HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management" /v FeatureSettingsOverride /t REG_DWORD /d 3 /f
reg add "HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management" /v FeatureSettingsOverrideMask /t REG_DWORD /d 3 /f

Salvo errori, ti verrà confermata a video la modifica per entrambi i valori. Riavvia la macchina. Quando tornerà operativa potrai lanciare nuovamente PowerShell e chiederle di effettuare la verifica di copertura contro Meltdown e Spectre, il risultato sarà “sì, tutto a posto, almeno credo“:

Vedrai con i tuoi stessi occhi che la patch, seppur installata, ti dirà a video che è parzialmente limitata nella sua invasività (“disabled by system policy“, nda). Probabilmente noterai maggiore reattività nelle operazioni che prima ti sembravano rallentate e –con tutti i dovuti scongiuri del caso– dovresti ora riuscire a lavorare in tranquillità senza avere a che fare con ulteriori riavvii a tradimento causati da BSOD.

Credi che sia finita qui? Io no, ci sarà quasi certamente ancora altro da scoprire, altro per cui scervellarsi e trovare metodi per risolvere (o metterci la pezza in attesa della corretta soluzione, come stavolta).

update

Aggiornamento del 23/1/18 _

L’articolo è stato chiaramente scritto qualche giorno fa e messo in schedulazione per la pubblicazione nella mattinata di oggi (23 gennaio, nda). Allineandoci insieme a un collega, abbiamo notato che nella giornata di ieri Intel ha rilasciato pubblicamente un aggiornamento al suo Advisory (quello originale del 3 gennaio scorso), includendo alcune “simpatiche novitàriguardo alcuni BSOD causati dagli aggiornamenti –proprio– del 3 gennaio per macchine che montano generazioni precedenti di loro processori (Haswell e Broadwell):

Updated Jan. 22

We have now identified the root cause of the reboot issue impacting Broadwell and Haswell platforms, and made good progress in developing a solution to address it. Based on this, we are updating our guidance for customers and partners:

  • We recommend that OEMs, Cloud service providers, system manufacturers, software vendors and end users stop deployment of current versions on the below platforms, as they may introduce higher than expected reboots and other unpredictable system behavior.
  • We also ask that our industry partners focus efforts on testing early versions of the updated solution for Broadwell and Haswell we started rolling out this weekend, so we can accelerate its release. We expect to share more details on timing later this week.
  • For those concerned about system stability while we finalize the updated solutions, we are also working with our OEM partners on the option to utilize a previous version of microcode that does not display these issues, but removes the Variant 2 (Spectre) mitigations. This would be delivered via a BIOS update, and would not impact mitigations for Variant 1 (Spectre) and Variant 3 (Meltdown).

We believe it is important for OEMs and our customers to follow this guidance for all of the specified platforms listed below, as they may demonstrate higher than expected  reboots and unpredictable system behavior.  The progress we have made in identifying a root cause for Haswell and Broadwell will help us address issues on other platforms. Please be assured we are working quickly to address these issues.

For a list of products associated with this updated guidance go here

Il passaggio relativo al punto tre della lista “parla da solo“, introducendo quello che può essere considerato a tutti gli effetti un passo indietro sulla possibilità di mitigare gli effetti di Spectre (la seconda variante, nda) in nome di una maggiore stabilità, intervenendo sul microcode ed escludendo ciò che causa oggi (per chi ha eseguito ogni aggiornamento precedentemente consigliato) quei BSOD. Il fix busserà alle porte delle nostre macchine sotto forma di aggiornamento del BIOS (come già successo e descritto nel mio articolo originale).

Buon lavoro!

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Motorola Moto Z2 Play

Gioxx  —  31/10/2017 — 4 Comments
Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Dominato da un’esperienza pura basata su Android Stock (7.1.1), e contenente giusto un paio di riferimenti all’azienda del gruppo Lenovo, per nulla invasivi (quasi non te ne accorgi, giuro), il Moto Z2 Play è davvero un bello smartphone, con una grande agilità e buone performance ma, contrariamente alle storie a lieto fine, con un grande tallone d’Achille molto di moda negli ultimi tempi: il prezzo di listino.

Motorola Moto Z2 Play 1

 

Motorola Moto Z2 Play

Pratico, con un buon display (da 5,5 pollici, AMOLED con risoluzione in Full HD), bello da vedere nonostante quella sua pendenza posteriore (da poggiato) un po’ forzata, dovuto al comparto fotografico sporgente. Un grip che convince, anche se montando la Moto Style Shell, cover magnetica che permette anche la carica a induzione, questo dissuade prediligendo molto più l’eleganza, ti sembrerà sfuggente soprattutto quando tenterai l’utilizzo con una sola mano, poco semplice in diverse occasioni. Che fare? Niente Moto Style Shell, pollice capovolto.

Il Motorola Moto Z2 Play è uno smartphone che si presenta al mercato con poche pretese, ma che ha molto da offrire all’utilizzatore medio (fascia nella quale lotta con i competitor, decisamente ad armi pari). Non un rallentamento, non un’esitazione, talvolta è fin troppo reattivo (capirai in seguito di cosa sto parlando), il touch è di buona fattura e segue sufficientemente bene le richieste, il fingerprint reader è rapido e sblocca immediatamente l’accesso ai tuoi dati, e torna ancora più comodo quando con una pressione un po’ più prolungata puoi bloccare il telefono, evitando così di dover utilizzare il pulsante laterale destro di accensione. Peso e materiali nella norma, faticherai a sentirlo in tasca e anche in mano, ma non ti preoccupare, non è una piuma, è ben resistente, anche agli schizzi, nonostante manchi la certificazione IP più alta (ti ripropongo il testo riportato nel sito web di Motorola: l’avanzata tecnologia di nano-rivestimento crea una barriera idrorepellente per proteggere il telefono da un’esposizione moderata all’acqua, come spruzzi o pioggia leggera. Non è concepita per l’immersione del telefono in acqua o l’esposizione ad acqua pressurizzata o altri liquidi. Non impermeabile.).

Sotto al cofano

Android 7.1.1 (come già anticipato a inizio articolo) con patch di settembre 2017 (a ora che sto scrivendo l’articolo), tenuto quindi costantemente aggiornato in maniera molto regolare. CPU Snapdragon 626 con GPU Adreno 506, 4 i GB di RAM (nello smartphone da me testato, ma esiste anche il modello con 3 GB) e 64 quelli di memoria integrata a tua totale disposizione (anche in questo caso esiste il modello con 32 GB), con possibilità di espansione –micidiale, direi– fino a 2 TB (che ancora non esistono, tra l’altro, ma questo è un altro argomento).

Se c’è una cosa che mi è molto piaciuta di questo dispositivo, è la possibilità di montare due SIM e una microSD contemporaneamente, cosa affatto scontata su molti altri smartphone della stessa fascia, che solitamente prediligono la formula 1+1 (doppia SIM, oppure una SIM e una scheda microSD per espandere la memoria massima a disposizione di applicazioni e contenuti personali), punto decisamente a favore di Motorola.

Il processore, così come succede già per il più recente Snapdragon 630, fa parte di quelli che scalda poco e lavora tanto, un plus che incide ovviamente anche sulla vita della batteria, 3000 mAh che ti permettono certamente di arrivare a fine giornata in tranquillità, e che possono essere rapidamente riportati a carica completa utilizzando la tecnologia TurboPower di Motorola. Il connettore scelto, a tal proposito, è di tipo USB-C.

Multimedia

Connettività GSM, GPRS, EDGE, UMTS, HSPA+ e 4G LTE (4G+ presente all’appello), WiFi 802.11 a/b/g/n 2,4 GHz e 5 GHz parecchio migliore rispetto a quell’Asus da poco provato e recensitoe che mi aveva lasciato alquanto perplesso-, soprattutto considerando che ci troviamo nella stessa fascia prezzo (il Moto Z2 Play aggancia immediatamente la rete 5 GHz e non la molla più, se non costretto).

Motorola Moto Z2 Play 11

Connettività in fibra 100/50 FTTH Fastweb, mentre Ilaria gironzola per casa con il mio iPad e Netflix in uso, il NAS è connesso, io navigo, ecc.ecc.

Bluetooth in versione 4.2 LE + EDR che non mostra alcun segno di pazzia nei confronti della mia autoradio, permettendomi il pieno controllo di Spotify dai comandi al volante, e mostrando a video titoli, avanzamento e informazioni aggiuntive del brano (grazie Signore, grazie!).

Buono e senza troppi fronzoli il bilanciamento dell’audio, anche in cuffia (sì, c’è il jack audio tradizionale). Per ascoltare una traccia (o guardarsi un video) senza l’ausilio di accessori, ti basterà tenere in landscape lo smartphone e approfittare del suo speaker frontale (la capsula dell’altoparlante in conversazione, nda), affatto potente e che si perde troppo facilmente nel rumore di fondo del fuori ufficio o casa, appena sufficiente per un utilizzo senza pretese one-shot, ma posso capire che non è su questo che punta Motorola (esistono Mods ad-hoc, ne parliamo tra poco). C’è anche la radio FM per i veri nostalgici.

Nessun LED per segnalare alcunché, c’è e ti deve bastare il display con possibilità di Always On di Motorola, di cui però ti voglio parlare meglio nel successivo paragrafo.

L’accoppiata fotocamera posteriore e anteriore è composta rispettivamente da una 12 e 5 MPixel, con un obiettivo grandangolare sulla parte anteriore così da permetterti di fare “veri felfi da competizione” (sai quanto io li odi, sorvoliamo quindi), buone le focali e le aperture, migliori rispetto al passato, con un occhio di riguardo anche alla parte video (480p -30fps- 720p -120fps- 1080p -60fps- e 4K -30fps-) che se la cava bene anche in condizioni di luce scarsa (ho detto bene, occhio). Al solito, ti propongo qualche esempio, volutamente scattato in diverse condizioni, con e senza flash (doppio sia dietro che davanti, nda), cercando di lasciare quanto di più automatico ci possa essere nel software della fotocamera:

Messa a fuoco e reattività sono di buon livello, forse un po’ meno il risultato finale, non ho riscontrato grandi difficoltà nello scatto rapido.

Per dovere di cronaca e stesso metro di giudizio per tutti, anche Moto Z2 Play soffre del problema relativo all’utilizzo durante l’attività sportiva, con la solita fascia da braccio, che riduce a zero il livello della qualità di sblocco rapido (da lettore impronte centrale) impedendo al monitor di accendersi e richiedere il PIN, costringendo quindi all’uso del pulsante di accensione laterale, facile da colpire insieme a quelli del volume. Peccato.

Software e usabilità

Cosa vuoi che ti dica: a me utilizzare un Android pressoché nudo e crudo piace. Ci sono scuole di pensiero e faide che potrebbero prendersi a palle di neve per secoli interi (no, non sto pensando a te Alberto, o forse sì?), eppure le cose sono chiare come quando le vedi alla luce del sole. L’esperienza voluta e sviluppata da Google è lineare, senza intoppi, pecca di qualche mancanza ma è dovuta al fatto che qualcun altro l’ha pensata, sviluppata e integrata proponendola poi come fosse qualcosa di standard e dovuto su ogni modello, e invece no.

Motorola Moto Z2 Play 31

Android 7.1.1 su Motorola Moto Z2 Play è come mamma l’ha fatto, con le sue icone, il suo Launcher predefinito (che funziona alla grande, lasciamelo dire), ti ci abitui subito, e quasi sopporti anche la tastiera di Google dopo anni di utilizzo di SwiftKey (e guai a chi la tocca). Certo qualche voce dedicata specificatamente al mondo Motorola c’è, ma è un di più del quale puoi anche fare a meno, se vuoi. Manca la modalità notturna per la rimozione della luce blu, ma ho aggirato l’ostacolo andando a togliere la polvere da un’applicazione che avevo ormai buttato nel dimenticatoio, Blue Light Filter – Night Mode:

Se proprio devo evidenziare un paio di difetti del Laucher, potrei citare l’impossibilità di stabilire quale delle pagine create è la mia home, così da tornarci sopra rapidamente con una pressione del tasto centrale (cosa che non accade, chiaramente, perché vieni riportato a quella che è la home di fabbrica, generalmente la pagina 1, considerando Google Home come la 0), o magari l’ansia da prestazione del Moto Display Always On, reattivo anche solo con un respiro o uno sguardo che cade per sbaglio nei pressi dello smartphone, fortunatamente disattivabile da Moto, l’applicazione “centro di controllo” creata ad-hoc per questi smartphone. La stessa torna utile quando si vogliono anche sfruttare delle gesture che ho personalmente sempre apprezzato nei telefoni di questo produttore, come la torcia attivabile con un colpo “doppio martello“:

Niente da dire sul reparto batteria, i consumi sono in linea con ciò che mi aspettavo, i 3000 mAh sembrano essere sufficienti per affrontare una normale giornata di lavoro, e non si lamentano neanche quando si fa uno strappo alla regola, qualcosa di diverso rispetto alla quotidianità. Tutto torna anche nel fine settimana, quando tendo ad abbandonare più facilmente lo smartphone, a tutto vantaggio di una carica che viene così mantenuta più a lungo:

Assente un’applicazione per la manutenzione e il tuning di applicazioni e consumi, ed è assolutamente normale considerando che si tratta di una ROM tenuta all’osso e quanto più vicina all’esperienza pura stabilita da Google (e io apprezzo, sia chiaro).

Moto Mods

Console da gioco portatile, macchina fotografica o speaker audio, poco importa. Il mondo Moto Mods propone modifiche che possono migliorare le caratteristiche del proprio smartphone, in base alle esigenze di ogni cliente. Oltre alla Moto Style Shell, di cui ti ho parlato a inizio articolo, esistono diverse altre Mods che potrai scegliere e acquistare.

Ho ricevuto il JBL SoundBoost 2, speaker stereo dalle dimensioni piuttosto ridotte che consente anche di appoggiare in landscape lo smartphone (ha un piccolo supporto che gli farà da piedistallo):

Motorola Moto Z2 Play 22

Ciò ti permetterà di goderti un buon video, un episodio della serie televisiva che stai seguendo, o più semplicemente di ascoltare la musica offrendola anche ai tuoi vicini (ammesso che siano d’accordo!). Il suono non è male, ma non mi convince appieno, probabilmente chiedo troppo e mi rendo conto che un’equalizzazione –anche tramite l’applicazione dedicata– sarebbe preferibile se gestita manualmente, e non solo secondo profili prestabiliti.

Questo accessorio integra una batteria da 1000 mAh, la possibilità di una ricarica dedicata (ha un attacco Micro-USB) e il supporto vivavoce. Il costo? Non è ancora chiaro, e spesso viene venduto in bundle con lo smartphone, ma considera che la sua prima versione si trova in giro a poco meno di 90€. Nello shop di AT&T lo si vende a 79$ (grosso modo 67€ al cambio attuale, quando sto scrivendo questo articolo).

In conclusione

Un hang temporaneo della rete voce e dati che mi ha costretto a disattivare e riattivare la SIM principale all’uscita da una galleria, una ricezione che nonostante venga data per buona (4G o H+) si dimostra poi non troppo performante in ambienti chiusi (ma non certo blindati) e piccoli altri problemi che ho incontrato sporadicamente, nel corso dell’utilizzo quotidiano, avvenimenti che comunque non cambiano di molto le sorti di un giudizio complessivo più che sufficiente per ciò che riguarda il bilanciamento della componentistica hardware e l’esperienza di utilizzo del software e delle sue funzionalità.

Motorola Moto Z2 Play è un buon terminale che perde però di appeal quando si va a leggere la classica cella in basso a destra nella fattura, quella relativa al totale da pagare, perché -a oggi- 499€ sono davvero troppi per uno smartphone di fascia media. Il prezzo che è possibile trovare su store alternativi inizia a diventare appetibile quando gravita intorno ai 400€ o ancora meno, probabilmente il momento migliore per agire è quello relativo al periodo natalizio, durante il quale potrebbero saltare fuori delle vantaggiose offerte, intervallo di tempo propizio per cambiare il proprio compagno quotidiano di lavoro.

Ora formatto tutto e re-impacchetto, è arrivato il momento di tornare a casa base. Al solito, l’area commenti è a tua totale disposizione per qualsiasi dubbio in merito al test e al prodotto :-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Motorola, tornato all'ovile al termine dei miei test.
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In tutta onestà pensavo a qualcosa di legato a uno specifico problema del driver video, e invece scopro che i nuovi ultrabook Lenovo della serie ThinkPad T nascono già con un bug più che fastidioso: una errata risoluzione video nel caso in cui si utilizzi un’immagine WinPE al boot, cosa più che normale considerando l’utilizzo di prodotti come Acronis o Macrium in ambito aziendale (o anche amatoriale, magari in un ambiente di laboratorio personale).

Problemi di risoluzione video per Macrium e Lenovo T470s

Dopo diversi tentativi portati a termine in autonomia (e andati a vuoto, nda) ho provato a dare un’occhiata sul web, trovando parecchi riferimenti a questo problema. Basta infatti una ricerca in Google per farli saltare fuori pressoché tutti, senza considerare l’esistenza di una nota ufficiale da parte di Lenovo che riporta i dettagli del problema e il fatto che si tratti di un’anomalia dell’ADK 1607: support.lenovo.com/it/it/solutions/ht503599.

Sia chiaro, l’ADK 1607 ha sempre (da quando esiste, chiaro) funzionato egregiamente su portatili Lenovo antecedenti l’ultimo arrivato, uso infatti le chiavi di boot USB generate da Macrium per clonare T440s, T450s e T460s che abbiamo in circolazione da queste parti, senza avere la necessità di indovinare a quanti tab di distanza si trova il pulsante Next che mi permetterà di proseguire con l’azione richiesta a video, cosa che viene resa ancora più difficile dalla totale mancanza di shortcut da tastiera o barre per movimenti orizzontali e verticali nella finestra attiva (e queste sono entrambe pecche di Macrium, giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare).

Io la soluzione proposta da Lenovo l’ho già provata, senza successo però. Ho cercato anche di adottare alcune delle proposte riportate nei vari thread del forum di Macrium (qui faccio un solo esempio: forum.macrium.com/Topic13526-1.aspx), ma anche in questo caso ho avuto scarsi risultati degni di nota. Ho persino caricato i driver video specifici del modello T470s (che monta una scheda video integrata Intel HD Graphics 620, per dovere di cronaca) all’interno della relativa cartella presente su chiave USB, così da permetterne il caricamento in avvio dell’interfaccia principale, il vuoto più totale e la triste realtà della sola risoluzione disponibile da menu a tendina (640×480).

Problemi di risoluzione video per Macrium e Lenovo T470s 1

Cosa rimane da fare?

Due le possibili alternative. La prima richiede un semplice “remember“, la seconda è forse più comoda ma si tratta di un work-around che passa da tutt’altro binario. La finestra che Macrium apre –per esempio– in fase di ripristino immagine, ha il pulsante Next a quattro colpi di tabulatore dal tuo clic su “Restore Image“, la voce che dovrai selezionare una volta specificata l’immagine sorgente. I quattro colpi di tabulatore ovviamente vanno calcolati (e dati) nel momento in cui avrai specificato su quale disco effettuare il restore:

Problemi di risoluzione video per Macrium e Lenovo T470s 2

Il comando viene accettato alla pressione del tasto barra spaziatrice, contrariamente a quello che si potrebbe pensare (io avevo dato per scontato l’Invio, tanto per dire). Se al posto della schermata successiva si dovesse aprire l’help (in alcune versioni di Macrium può capitare), i colpi di tabulatore da dare saranno 5 anziché 4.

Capito l’antifona? Vale per qualsiasi mossa “fuori risoluzione” della WinPE di Macrium.

L’alternativa, che ho percorso, è stata quella di preparare una chiave di boot USB con un’immagine di Windows 10 contenente altri strumenti di lavoro, utili per un recupero dati, una base di partenza già pronta e disponibile gratuitamente visitando Ten Forums: tenforums.com/software-apps/27180-windows-10-recovery-tools-bootable-rescue-disk.html

La ISO contiene già diversi programmi utili all’amministratore di sistema, tra cui Macrium e Acronis, tanto per citarne un paio di un certo livello. A te non resta che cercare una chiave USB capiente “il giusto” (ti bastano 4 GB, per la cronaca) e quel WinSetupFromUSB che servirà a renderla avviabile (chiaramente dovrai selezionare il caricamento di una immagine basata su Windows Vista / 7 / 8 / 10 / ecc.), dai un’occhiata a questo articolo se non sai di cosa sto parlando.

L’immagine è già perfetta e con driver video che permetteranno di sfruttare la nativa risoluzione del PC, così da sopperire a quella mancanza che altrimenti ti renderebbe più difficile la clonazione della macchina.

Mi sembra di non aver dimenticato nulla, o almeno spero.

Buon lavoro.

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Reinstallazione di Windows 10 (la 1703) su un nuovo Lenovo ThinkPad E570, tutti i driver al loro posto tranne uno, nonostante io abbia fatto il download completo dalla pagina dedicata sul sito di supporto del produttore (questa, per la cronaca: pcsupport.lenovo.com/it/it/products/laptops-and-netbooks/thinkpad-edge-laptops/thinkpad-e570/downloads).

Il driver in questione è quello siglato VID_138A, a prescindere dal PID che lo segue, che è ininfluente per questo specifico caso:

Lenovo ThinkPad E570 e il driver sconosciuto ()

Si tratta del lettore di impronte che è stato incluso nell’E570. Puoi scaricare i driver adatti dalla pagina pcsupport.lenovo.com/it/it/downloads/DS103635, sono validi per Windows 10 a 32 o 64 bit. Così facendo risolverai il tuo problema, anche se continuo a non capire perché Lenovo abbiamo dimenticato di elencarlo all’interno della pagina ufficiale del prodotto, non l’ho trovato neanche togliendo il filtro sui driver per Windows 10 a 64 bit (ottenendo così l’elenco completo, anche per altre versioni del sistema)!

Buon lavoro.

p.s. anche per questa serie, il blocco del tasto “Fn”, si ottiene tramite la pressione di Fn+Esc, giusto per la cronaca e per chi come me odia il default impostato a Fn sempre attivo ;-)

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