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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Non meriterebbe neanche un articolo ma so che potrebbe pur sempre tornare utile in futuro (a me, ma spero più a te che mi hai trovato e che mi stai leggendo).

Se anche tu sei costretto a tenere l’interfaccia di amministrazione di Office 365 in italiano, per scrivere documentazione o fornire riferimenti in lingua nostrana quando si salta sulla WebMail (tanto per fare un esempio di un prodotto legato alla lingua impostata nel profilo), ricorda che puoi sempre forzare il sito web di Microsoft a mostrarti ogni testo in lingua originale senza toccare nulla del tuo profilo, semplicemente passando un parametro da barra URL.

Office 365: forzare ECP a mostrarsi in inglese

Punta il browser (volendo prendere come esempio l’Exchange Control Panel, ECP per farla breve) all’indirizzo outlook.office365.com/ecp/?mkt=en-GB. Quel semplice ?mkt=en-GB ti mostrerà l’interfaccia in inglese nonostante la lingua del tuo profilo sia impostata a italiano.

È semplice e funziona.

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Il periodo (teoricamente) più caldo dell’anno si avvicina, qui si inizia a calare la quantità di articoli in pubblicazione e ci si prepara a qualche giorno di riposo (anche se manca ancora un po’). Volendola considerare la classica annualità di lavoro, posso dire di essere soddisfatto, ho fatto un buon lavoro e tu lì fuori ci sei sempre stato, hai letto un articolo interessante e sei rimasto, o magari sei andato via ma un domani magari tornerai per leggere ancora qualcosa. Gioxx’s Wall è cresciuto, molto del merito è proprio del lettore.

Primi passi con Google Local Guides 3

Vorrei cominciare la nuova settimana dedicando questo articolo a uno degli strumenti di Google più giovani, attraverso il quale sta attraendo l’attenzione di volontari che sono pronti a dire la propria e che magari non vogliono più lasciare il proprio contributo su piattaforme come TripAdvisor e simili. Io? Io TripAdvisor l’ho sempre usato poco. Ho creduto e dato fiducia a FourSquare, sin dalla sua nascita. Ho mal digerito la scissione dell’applicazione e relativa creazione di Swarm (fatico a sopportarla ancora oggi) perché mi è sempre piaciuto quell’essere mezzo gioco e mezzo catalogo delle attività sul territorio che FourSquare ci ha abituato ad avere nel palmo della mano.

Ho provato Google Local Guides. Big G. ha scelto di arricchire le funzioni di modifica di Google Maps e permettere all’utente finale di dire la propria, di contribuire modificando o aggiungendo informazioni ai luoghi quasi sempre presenti sulla mappa (dal mio primo contributo, due mesi fa circa, ho già trovato alcune attività non schedate nei database del grande fratello, nda). Tutto comincia con un singolo contributo, basta un parere, una fotografia, ecco quindi che si viene catturati nel vortice e si arriva facilmente al livello 2, una scalata verso piccoli riconoscimenti virtuali, talvolta anche molto graditi (come lo spazio aggiuntivo Google Drive che si ottiene a livello 4, tanto per dire).

Primi passi con Google Local Guides

Google Local Guides si basa sulla cronologia dei propri spostamenti, ma anche su contributi che puoi scegliere di dare semplicemente cercando un posto su Maps e aggiungendo un parere, un numero di telefono, qualsiasi altro dettaglio mancante o errato. Se non sai ancora cos’è la cronologia degli spostamenti e magari possiedi uno smartphone con piano dati attivo (Android in particolare), forse è il caso che tu dia un’occhiata al sito web google.com/maps/timeline. Fatto? Tutto bene? Hai appena scoperto che Google è in grado con precisione quasi millimetrica di ricostruire gli spostamenti principali della tua giornata? Puoi scegliere se continuare a tracciare questi spostamenti o disattivarli e chiedere a Google di non invadere ulteriormente la tua privacy, gestisci la cosa direttamente tramite le istruzioni presenti nella pagina web che hai da poco aperto.

Tutti possono contribuire alla crescita di Google Maps tramite Local Guide, io ho caricato qualche scatto catturato durante le mie mangiate con i colleghi o con gli amici, e ho visto crescere rapidamente le statistiche di visualizzazione poiché molti degli utenti che cercano un particolare luogo vogliono anche vedere cosa c’è di buono lì, cosa devono potersi aspettare. E se l’immagine qui di seguito ti mostra un ringraziamento da parte di Google che parla di 1000 visualizzazioni, sappi che a oggi (mentre sto scrivendo l’articolo) il numero di visualizzazioni ha superato quota 100.000.

Primi passi con Google Local Guides 1

Il tempo da dedicare alla piattaforma lo scegli tu. Pochi minuti? Una mezza giornata per clonare i pareri già dati tramite altri Social Network? Una volta ogni 3 mesi? Poco importa, non è un dovere, è e deve rimanere un piacere che possa permetterti di aiutare gli altri utenti a fare una scelta. Google Local Guides ti farà (se lo vuoi) delle domande per avere quanti più dettagli possibili riguardo un luogo che hai già frequentato, anche questa operazione porta a dei punti che permettono di far crescere le tue statistiche. Più punti corrispondono a maggiore autorevolezza sulla piattaforma (con la speranza che le tue recensioni non vengano scritte solo per crescere in classifica, creando quindi più garbage che altro), quindi a traguardi da raggiungere per ottenere bonus che vengono dichiarati nella pagina della piattaforma.

In Google Local Guides ho rivisto quella voglia di crescere e condividere informazioni tra utenti che più mi era piaciuta in FourSquare. Spero possa migliorare sempre più e permettere agli utenti di fornire maggiori contributi con più libertà e velocità nell’approvazione delle modifiche (cosa che oggi è parecchio lenta e che non sempre rema nella giusta direzione). Il vantaggio sta (tra la tante cose) nel fatto che non serve scaricare alcunché, chi ha l’applicazione di Google Maps installata sul proprio smartphone, ha già accesso a Local Guides, nella sezione “I tuoi contributi” raggiungibile tramite menu di sinistra. Sarà la stessa applicazione a rilevare la tua posizione e chiedere di effettuare l’upload delle fotografie che scatti quando vai in giro, ammesso che queste vengano realizzate all’interno di un luogo presente nella cartografia di Google. La facilità d’uso è uno dei punti a favore di Google, forse inutile da dire, a Big G. piace vincere facile.

Primi passi con Google Local Guides 2

Sei pronto alla scalata? Collegati e contribuisci anche tu! :-)

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Facciamo che una volta tanto si cambia, mettiamo da parte tutti i tecnicismi, parliamo un po’ come se ci si trovasse ad andare al Media World vicino casa (o equivalente) a dare un’occhiata a una macchina fotografica, magari di quelle con cui partire, che la Reflex al momento è solo un traguardo al quale si vuole approdare appena ci si fa un pelo di esperienza e si cominciano realmente a ricercare maggiore qualità e pretese dalla propria dotazione, dai propri obiettivi. Ho potuto provare una Canon PowerShot SX540 HS, dopo anni di Reflex e dopo essere partito proprio da una PowerShot, diversi anni fa ormai.

Canon PowerShot SX540 HS

Al solito, per partire ti rimando alla scheda tecnica disponibile all’indirizzo canon.it/for_home/product_finder/cameras/digital_camera/powershot/powershot_sx540_hs, così ci siamo già tolti un pensiero. Ecco, ora possiamo partire sul serio e farci due chiacchiere come se in realtà tu fossi nello store e avessi necessità di capire cosa ti può tornare utile. Tornare indietro è strano in effetti, non sono più abituato a non avere un occhiello, a utilizzare un monitor così grande per capire cosa sto inquadrando, non modificare il fuoco dell’obiettivo per stabilire cosa inquadrare e cosa lasciare in secondo piano, molto cambia ma mi rendo conto che questa serie di facilitazioni possono tornarti utili davvero se devi partire, se devi ottenere un bel risultato con molta poca fatica. Il flash poi non parliamone, tirarlo su manualmente fa sorridere, ma tant’è.

Tanto di ciò che ho detto si risolve mettendo in modalità manuale la fotocamera, altro no, ma ricorda che stiamo parlando di una Bridge, non di una Reflex, e neanche di una semplice compatta da supermercato che si colloca in fascia tipicamente più bassa (sia per prezzo, sia per caratteristiche che mette a disposizione). La Canon PowerShot SX540 HS offre molte possibilità, uno zoom da 50x (grandangolare e ottico! Se conosci la differenza con lo zoom digitale allora capisci che è tanta roba) per riuscire a catturare anche gli elementi più lontani, registrazione dei video in Full HD (a 60fps, con microfono integrato e ben bilanciato, sa ascoltare anche audio dal volume limitato), la tecnologia Creative Shot permette di registrare piccoli video-scatti in 720p che mostrano come nasce uno scatto, in pratica questa cosa qui:

Test di scatto con Canon PowerShot SX540 HS

Cos’altro? Connettività, per esempio. La Canon PowerShot SX540 HS può connettersi a internet tramite una rete WiFi (protetta o no), caricando il risultato della tua fatica sul PC, o magari su Flickr, Google Drive, ma anche sui tuoi account sui Social Network. Ogni impostazione salvata nei Web Service di Canon Image Gateway potrà essere sincronizzato con la configurazione della macchina fotografica, così da sbloccare o bloccare le funzionalità di quest’ultima.

Canon PowerShot SX540 HS 1

Questo permette inoltre di appoggiarsi a uno smartphone (magari in tethering) sfruttando così anche la localizzazione GPS o magari mettendo a disposizione il controllo remoto delle funzionalità, così come funziona con i classici telecomandi a distanza delle Reflex, offrendo maggiore comodità e libertà a te che devi farlo, lo scatto. Prima che me lo dimentichi, ti anticipo che nella scatola del prodotto troverai tutto ciò che ti serve per partire ad eccezione della memoria (una normale SD che puoi acquistare su Amazon, tanto per dire): il corpo principale della macchina fotografica, la sua batteria (litio, viene spacciata con una durata pari a circa 205 scatti o 290 nella modalità eco, per la registrazione o riproduzione video si parla di 300 minuti circa) con relativa culla per la ricarica, il tappo per l’obiettivo e il laccetto per poterla portare più facilmente, al collo o semplicemente su una spalla.

Canon PowerShot SX540 HS 2

Ho voluto provare la Canon PowerShot SX540 HS in un paio di occasioni (oltre i primi scatti di test), con e senza luci naturali, in condizioni migliori e oggettivamente peggiori. Convinto da Ilaria, sono andato a dare un’occhiata al Festival dell’Oriente 2016, tappa di Milano, presso il parco espositivo di Novegro. Tralasciando ogni possibile parere sulla manifestazione, ho catturato qualche scatto lasciando la macchina fotografia in gestione automatica, spesso senza flash, sfruttando esclusivamente la luce solare che penetrava nei padiglioni dell’evento, cercando di mettere in primo piano splendidi vestiti caratteristici o scultore, talvolta anche protagonisti in movimento. Trovate tutti gli scatti che ho poi caricato su Flickr qui di seguito:

Festival dell'Oriente Milano 2016

Velocità di inquadratura, fuoco, scatto, stabilità assistita lato software, tutto risponde all’appello. Puoi scegliere se forzare l’utilizzo del flash semplicemente tirandolo su. Il risultato è immediatamente visibile e modificabile secondo strumenti basici che ti permetteranno di ritoccare eventuali errori senza perderci troppo tempo, chiaro che il lavoro sporco lo si può fare sempre tramite il programma che preferisci, sul PC di casa, quando avrai tempo.

Ho poi atteso qualche tempo, sono tornato nella patria Romagna e ho fatto un salto al “Mattoncini a Cervia“, un evento messo in piedi dal RomagnaLUG presso il Museo del Sale di Cervia, uno spettacolo per chi sente battere forte quel cuore da bambino, ormai i LEGO sono quasi più amati dagli adulti che dai bambini. Luci non troppo adatte alla fotografia, lontananza dalle realizzazioni (causa giusto transennamento), un mucchio di persone (molto contento quindi per gli organizzatori) e qualsiasi altra cosa non mi torna in mente in questo momento. Questo il risultato:

Mattoncini a Cervia 2016

Per entrambi i set ci sono filtri che non ho utilizzato, impostazioni manuali che ho voluto tralasciare per capire che effetto faceva una macchina fotografica simile in mano a una persona alle prime armi, appena tirata fuori dalla scatola e messa in funzione. Mi è sembrato di tornare indietro di 10 anni e tutto sommato non mi è dispiaciuto, ma sarebbe un peccato non imparare a fare qualcosa in più dato che è permesso :-)

Tutto questo ha chiaramente un costo perché può diventare potenziale soluzione da accoppiare alla Reflex per chi è già più esperto. Acquistare una Canon PowerShot SX540 HS significa spendere una cifra che può variare tra i 290 e i 320 euro circa, il listino del sito web ufficiale riporta 379,99€, con garanzia minima di due anni (si, puoi estenderla). Se sei un pelo più preparato e preferisci dare un’occhiata in autonomia alle specifiche complete per capire se ne vale la pena, ti rimando alla pagina canon.it/for_home/product_finder/cameras/digital_camera/powershot/powershot_sx540_hs/specification.aspx per poterle consultare. Se poi credi che il tuo futuro sia orientato verso Canon, potresti addirittura pensare di effettuare un altro acquisto e dare una possibilità alla Connect Station, un accessorio che permette di accedere e salvare più rapidamente gli scatti presenti sui tuoi dispositivi, con collegamenti rapidi in NFC, sembra interessante, per questo lo riporto nell’articolo (non ho avuto modo di provarlo però).

Se ti stai chiedendo chi sia la protagonista del video, beh, è quella che io e Ilaria riportiamo nei moduli di iscrizioni alle carte fedeltà del supermercato sotto la voce “Animale domestico“, la “Forti” ;-)

Test di scatto con Canon PowerShot SX540 HS

Buon divertimento!

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Canon, tornato all'ovile.
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Era da molto tempo che non tornavo nella sala regia del mio account Foursquare, abbandonato a causa di Swarm e del sempre meno crescente interesse verso la piattaforma, forse ulteriormente appesantito dal poco sapersi vendere, soprattutto nella nostra nazione, un vero peccato considerando i tempi d’oro del Social Network basato sulla geolocalizzazione e sulla gamification della nostra posizione. L’ho fatto perché sabato scorso sono stato per la prima volta al nuovo Centro di Arese, enorme centro commerciale poco distante da Milano che raccoglie molte attività sotto uno stesso tetto fatto di parecchi metri quadri (è uno dei più grandi centri commerciali d’Europa).

Foursquare Italian Superusers Logo (mappatura Foursquare)

Ho rispolverato il vecchio logo degli Italian SuperUsers di 4Square :-)

Con tanta sacrosanta pazienza sono partito dalla location principale e ho poi affrontato la folla di negozi che contiene, cercando di compilare quanti più dettagli possibili: numeri di telefono, orari di apertura, link ai menu (per la parte food, quando possibile), siti web ufficiali e pagine Facebook (talvolta anche utenti Twitter), metodi di pagamento accettati e molto altro ancora, tutto ciò che ho potuto notare (prendendo nota durante la visita). Ti lascio al lavoro svolto e ti invito, se sei utilizzatore di Swarm o Foursquare, a segnalare anomalie o nuove attività non ancora in lista!

Scarica le applicazioni per iOS …

Foursquare
Foursquare
Price: Free

… o per Android!

Foursquare
Foursquare
Developer: Foursquare
Price: Free
Swarm
Swarm
Developer: Foursquare
Price: Free

Ora sei pronto per passare a fare il check-in!

Location principale

Rumorosa, molto luminosa, un sacco bella (architettonicamente parlando), di certo i tuoi piedi a fine giornata ne risentiranno, ma avrai bruciato le giuste calorie che ti permetteranno di concederti un gelato o un pasticcino in uno dei svariati punti di ristorazione sparsi per il Centro. Merita almeno una visita, manco a dirlo in periodo di saldi o nelle giornate particolarmente uggiose è consigliato arrivare presto per evitare di dover fare code ovunque.

Cronache dal Centro di Arese (mappatura Foursquare)

Area esterna

Dedicata alle esposizioni temporanee, lo scorso sabato c’erano un paio di vetture di un certo livello (credo di aver lasciato la bava a terra per la Lamborghini, come tradizione comanda) e una motocicletta. C’è stata una piccola esposizione di Alfa Romeo in passato, c’è anche un ulteriore spazio eventi dedicato agli sponsor e agli ospiti del Centro.

Negozi del Centro

All’interno dei quali la tua rete 3G / 4G vedrà inesorabile (o quasi) morte, per il bene di tutta la compagnia che hai a disposizione. Ti toccherà fare check-in all’esterno di ogni attività per andare sul sicuro ;-)

Ah, altra cosa, le location non sono in ordine alfabetico ma in ordine di lavorazione (mi riportavo gli URL ogni volta che terminavo una modifica), né tanto meno schematizzate secondo la mappa de Il Centro, ma secondo una macro-organizzazione per me più snella, nulla cambia per chi deve fare il check-in su Swarm.

Abbigliamento e Cosmesi
Casa
Food
Varie

Di negozi ne mancano ancora, spero in una mano dai colleghi SU e da te che utilizzi Swarm per effettuare i tuoi check-in quando sei fuori casa!

fotografia: Varese News

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Google ReaderForse la bastardata più grande che Google potesse fare a chi quotidianamente utilizza (tra poco “utilizzava”) il suo feed reader per tenersi aggiornato su tutto ciò che gli interessa prendendo le informazioni dagli RSS pubblici. D’altronde lo strumento è di Google e lo ha sempre offerto gratuitamente ai suoi utenti, può fare un’azione simile senza neanche chiedere permesso, limitandosi (come successo) ad avvisare la popolazione di internet quale gesto di cortesia.

La notizia (pubblicata nel blog di Google Reader) ha già fatto il giro del mondo e della blogosfera, ho voluto aspettare almeno un po’ per pubblicare un consiglio, una transizione verso un differente strumento che possa in qualche modo andare a sanare la falla che si creerà definitivamente dal prossimo primo luglio.

Per chi volesse farsi un’idea a più ampio spettro posso consigliare la lettura di qualche valido articolo: lifehacker.com/5990456/google-reader-is-getting-shut-down-here-are-the-best-alternatives, fogliata.net/alternative-google-reader o ancora ispazio.net/400209/google-reader-cessera-di-funzionare-dall1-luglio-ecco-quali-potrebbero-essere-le-migliori-alternative.

Giusto per farvi un’idea di dove spinge la massa: replacereader.com

Per quel che mi riguarda nessuno attualmente è in grado di arrivare al livello di Google Reader, gli ultimi anni lo hanno visto come protagonista indiscusso della lettura in differita e mi auguro davvero che Google possa tornare sui suoi passi leggendo le centinaia di proteste e firme raccolte per una petizione che vuole fermare la chiusura inaspettata (magari annunciata da molti che tengono spesso d’occhio Google ma non per la gente comune che ha sempre utilizzato il servizio).

Feedly

La mia personalissima scelta è ricaduta su Feedly, servizio di lettura RSS online tramite interfaccia web / estensione di Firefox e client per iOS che ho installato su iPhone e iPad. Si basa per il momento sulle API di Google Reader, presto migrerà sulle proprie per continuare ad offrire il servizio nonostante l’abbandono della nave da parte del capitano Big G.

Iscrizione e “migrazione dati” per il momento sono semplicissimi e non richiedono di portare fuori i propri dati tramite Takeout (in ogni caso fatelo, non fa mai male). Basterà infatti collegarsi con il proprio account Google, autorizzare Feedly a gestire i dati di Reader e attendere che termini (quasi immediatamente, ndr) l’importazione dei feed. Toccherà poi a voi selezionare uno stile più adatto al vostro utilizzo, eventuali servizi di sharing collegati e così via. Il risultato? Presto detto, le abitudini sono dure a morire:

Potete conoscere tutte le impostazioni e i tasti rapidi da tastiera consultando questo articolo chiaramente scritto ad hoc dai ragazzi di Feedly: blog.feedly.com/2013/03/14/tips-for-google-reader-users-migrating-to-feedly.

E’ fuori di dubbio che Feedly sia un servizio migliorabile e che possa imparare molto dal grande competitor sulla via del tramonto, è per questo che lo staff sembra voler dare voce a tutti gli utenti vecchi e nuovi attraverso il forum e l’area suggerimenti: feedly.uservoice.com/forums/192636-suggestions, potete investire qualche minuto del vostro tempo per votare proposte già fatte o suggerirne di nuove altrettanto valide ;-)

iOS

Interfaccia molto pulita e buona la lettura, valide le gesture (banali ma funzionanti, ndr). Potete scaricare l’applicazione gratuita da iTunes Store universale per iPhone e iPad all’indirizzo itunes.apple.com/it/app/feedly/id396069556, entrate e collegatevi con il vostro account Google, il resto verrà da se.

Basterà toccare una notizia o un’area dal menu di sinistra per saltare al contenuto desiderato, sfogliare gli articoli come fossero pagine di un libro per passare al successivo documento e così via. Tutte opzioni modificabili tramite le preferenze del programma che vi consiglio di visitare per personalizzarle il più possibile, allo stato attuale però sono disponibili solo in lingua inglese (presumibilmente i ragazzi di feedly localizzeranno l’applicazione e il sito quanto prima visti tutti i nuovi utenti registrati).

La pecca più grande

Contrariamente a Google Reader, Feedly non è una vera applicazione web accessibile da qualunque postazione. Sarà infatti necessario installare un componente aggiuntivo per poter gestire le proprie iscrizioni e la lettura dal sito web del produttore. Se la persona non ha modo di installare alcunché sulla sua macchina e sul suo browser è automaticamente fermo al punto di partenza, allo stesso modo viene a mancare la possibilità di accesso universale dalle varie piattaforme non coperte da applicazione o da componente aggiuntivo che riducono di molto l’accessibilità al servizio.

Una pecca che immagino verrà presto presa in considerazione per poter essere risolta. Altre piccolezze e differenze da Google Reader esistono solo perché il nostro occhio e il nostro mouse sono abituati all’utilizzo, cosa che lentamente cambierà utilizzando un diverso servizio, ne sono certo.

In conclusione

Una buona alternativa da tenere d’occhio e alla quale dare fiducia, perché anche se in cuor mio spero che Google torni sui suoi passi è giusto dare una possibilità ai competitor che fino ad ora si sarebbero sognati una tale attenzione.

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