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Colpa di Carlo e di un suo messaggio su Facebook di qualche tempo fa. Mi ha presentato Franz.

Non so ancora se mi piace, di certo c’è che lo sto provando da un paio di settimane e ho eliminato un po’ di carico di lavoro su Firefox (vuoi sapere di cosa sto parlando? Leggi in coda a questo articolo!) disattivando le estensioni dedicate ai pannelli di Whatsapp e Facebook Messenger. Franz è un client che porta sotto lo stesso tetto molti dei servizi di messaggistica istantanea che vengono quotidianamente utilizzati da miliardi di persone, disponibile gratuitamente sul sito web ufficiale meetfranz.com, compatibile con i 3 sistemi operativi più comuni (Windows, OS X, Linux).

Franz: un'app per Facebook, Whatsapp, Telegram, ecc. 3

Provato su ambo i sistemi che utilizzo quotidianamente, Franz utilizza il motore di Google Chrome e le versioni mobile dei siti web dei servizi di messaggistica istantanea. Per questo motivo, contrariamente a Whatsapp e Facebook Messenger (parlo dei servizi che ho relamente messo alla prova e per i quali posso quindi esprimere un parere decente), la parte relativa a Telegram resta anni luce indietro rispetto al client Desktop rilasciato tramite sito web ufficiale (desktop.telegram.org). Ho preferito quindi affiancarlo al client Telegram (sia su Windows che OS X) e tenerlo attivo per evitare di dover mettere mano al cellulare (Whatsapp) o aprire quel mastodonte fatto pagina web (Facebook, che poi in realtà preferisco passare da messenger.com, decisamente più leggero e fluido).

L’interfaccia principale di Franz permette di controllare, aggiungere o rimuovere i servizi di cui avete necessità. Ciascuna tab caricata sotto Franz, avrà poi necessità di login specifico per il servizio, con eventuale autenticazione a due fattori (come succede per Facebook Messenger, ammesso che l’abbiate attivata). Circa 150 i MB occupati in memoria (OS X, dove i compressi raggiungono i 50 circa). Su Windows, essendo in fase beta, tutto è sempre molto variabile, si attende una release più stabile per poterne parlare con cognizione di causa.

Mi piace l’utilizzo di Chrome? Lo sopporto. Mi piace come gestisce i servizi e le notifiche? Decisamente migliorabile, credetemi. Il progetto è giovane ed è giusto che faccia esperienza sul campo, parte con un bagaglio molto interessante sul fronte della compatibilità con i servizi di terze parti. Il bouquet iniziale propone Slack, WhatsApp, WeChat, HipChat, Facebook Messenger, Telegram, Google Hangouts, GroupMe, Skype (molto interessante questo, dato che l’interfaccia web inizia a sostituire egregiamente il pesante client Desktop originale) e Grape. Su Windows non esiste la possibilità di ridurre il programma a icona nella tray di sistema, dovrete quindi tenerlo semplicemente ridotto nella barra di Start. Impossibile avviarlo nascosto. Su OS X è sempre possibile chiudere la finestra principale (⌘ W) ma anche in questo caso si può fare molto di più per le notifiche (passano inosservate facilmente, IMHO) e per tenere il programma ridotto a icona nella barra superiore.

Insomma, lo avrete capito. La buona volontà c’è, la strada tracciata idem, bisogna solo perseverare nello sviluppare un’applicazione che ha certamente del potenziale, che può fare bene con i giusti suggerimenti da parte degli utilizzatori e che si spera possa raggiungere molti utenti lì fuori, alle prese ormai con mille servizi di messaggistica che devono essere tenuti a bada, in qualche maniera!

Good Job Franz, continua così! :-)

A proposito di Firefox, Whatsapp e Messenger

Vi avevo parlato di alcune estensioni che permettono di gestire servizi di messaggistica istantanea, come Whatsapp e Facebook Messenger, direttamente tramite il browser Mozilla. Vi ripropongo gli articoli precedentemente pubblicati su questo blog:

Firefox per “il Social”: WhatsApp Panel

Firefox per “il Social”: Facebook Messenger

Non è così raro che una policy aziendale preveda di bloccare o rimuovere programmi di messaggistica istantanea come Skype e soci. Noi non lo facciamo, ma ci sono alcune macchine che hanno un’installazione di Skype a bordo inutile e potenzialmente “pericolosa” (dipende dallo scopo e dalla posizione della macchina). Per questo motivo la richiesta è stata chiara e semplice: poter ritirare un’installazione di Skype su uno qualsiasi tra i PC gestiti all’interno della nostra rete.

Kace: Skype Removal Tool

Ho analizzato le versioni che abbiamo in giro e preparato uno script che è stato poi dato in pasto a Dell Kace per portare a termine il compito. Ogni ID di disinstallazione è stato recuperato tramite il software di inventory Dell, e corrisponde a una o più versioni di Skype, il tutto è riportato nei commenti dello script che ho scelto di rendere pubblico (come spesso accade), disponibile per tutti su Gist:

Dopo un tentativo di shutdown di Skype tramite parametro (skype /shutdown), termino completamente il processo perché, nel caso in cui l’utente non abbia effettuato il login al sistema di messaggistica Microsoft, Skype non interpreterà correttamente il primo comando ricevuto. A quel punto si tratta solo di puntare al registro di sistema e lanciare un numero di query che può e deve combaciare alla versione di Skype installata nel sistema. Nessuno vi vieta di inserire ulteriori blocchi con relativi ID di disinstallazione, dipende da che versioni avete nella vostra rete. Al termine dell’operazione vado a cancellare le cartelle del programma, a eccezione di quelle generalmente utilizzate come appoggio per scaricare le nuove versioni del software e quella dove Skype salva tutto lo storico appartenente al profilo dell’utente, che così potrà prendere in autonomia i suoi dati e spostarli su un PC con un’installazione funzionante del software Microsoft.

Svariati riferimenti su disinstallazione e installazione parametrizzata sono disponibili nel forum del prodotto, e nonostante si tratti di una “vecchia discussione“, ancora oggi è assolutamente valida: community.skype.com/t5/Windows-archive/Unattended-install/td-p/184628.

Per chi se lo stesse chiedendo: nelle opzioni di lancio dello script (via Kace) prevedo di attendere il termine dell’esecuzione dello script e lo faccio girare come sistema, così da non avere problemi con i permessi di esecuzione dei comandi amministrativi. Mantengo lo script invisibile agli occhi dell’utente e posso eseguirlo su richiesta in qualsiasi momento.

Ogni commento, correzione o dubbio è sempre ben accetto, l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Si tratta di una delle caratteristiche più fastidiose del nuovo Skype di Microsoft inteso come servizio di presenza online, chat e collaborazione come foste connessi h24 365gg all’anno e 366 nei bisestili. Tutto molto bello sia chiaro, eppure diventa insopportabile per chi -come i genitori- ti considerano attivo anche quando non lo sei e si lamentano perché “non hai risposto all’ultima chiamata“. Ci sono cose che pur se spiegate decine di volte non vengono recepite correttamente, a quel punto è meglio tagliare la testa al toro e utilizzare il caro vecchio “se sono disconnesso non mi chiamerai certamente” poiché non sarò disponibile nella lista degli utenti connessi al sistema.

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Tutti i comandi che si possono lanciare in una finestra di chat di Skype sono disponibili (e sempre aggiornati) all’indirizzo support.skype.com/it/faq/FA10042/cosa-sono-i-ruoli-e-i-comandi-chat. Tra questi si nascondono anche i due che ci interessano per questo specifico caso:

  • /showplaces che permetterà di elencare altre istanze in cui il vostro utente Skype risulta attualmente collegato (così da capire dove lo avete “lasciato aperto”).
  • /remotelogout per terminare tutte le altre istanze, ad eccezione di quella corrente. In questo modo non verranno ricevute le notifiche push sugli altri client che prima risultavano connessi al sistema ma soprattutto non verrete più visti “online” se anche l’ultimo client verrà chiuso.

I comandi devono essere inseriti in una qualsiasi finestra di chat mantenendo lo slash iniziale (/), non produrranno risultati visibili al vostro contatto e vi restituiranno la risposta in maniera che soltanto voi possiate leggerla (lo noterete dal colore grigio chiaro del testo, ndr), come in immagine:

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Una volta lanciato il “/remotelogout” non otterrete alcuna conferma a video ma ovviamente il “/showplaces” vi restituirà una sola connessione, quella del PC attuale dal quale avete operato la modifica.

Enjoy.

Uno di quegli articoli “non pillole” ma così leggero che merita al massimo uno spazio nel fine settimana, un “Mai più senza” (ma anche no) dedicata al programma di chat più diffuso di casa Microsoft (ormai presente dappertutto considerando console, tablet e PC ma non solo, un po’ come il prezzemolo nella minestra): Skype. Nonostante la ricca presenza di faccine (emoticons) all’interno dell’apposito menu nella finestra principale di chat tra voi ed un vostro contatto, il programma ha sempre nascosto ulteriori icone animate che era possibile richiamare semplicemente digitando il loro codice (tipicamente composti da parentesi tonda aperta, parola, parentesi tonda chiusa).

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Non è mai stato difficile trovarle, bastava tipicamente una ricerca nel forum di Skype o nei più disparati siti web, blog e risorse varie. Contrariamente a Windows dove non è possibile mostrarle nella stessa finestra delle standard pare che su OS X basti modificare un file plist (qui ho trovato un articolo ad-hoc che però andrebbe verificato: creativemac.com/article/SKYPEs-hidden-goodies-336170). Poco male in ogni caso, basta ricordarsi il codice per richiamarla.

Sapevate che nelle ultime versioni del programma sono state rimosse emoticons ormai considerate storiche tra quelle “nascoste“? Tra queste il What the fuck (wtf) o il poco educato (finger) che mostrava il dito medio, proprio come riportato in una discussione del forum di Skype all’indirizzo community.skype.com/t5/Windows-desktop-client/Emoticons-Will-not-display-with-new-version/td-p/2956589. In compenso pare che ne siano state inserite di nuove come riportato su community.skype.com/t5/Windows-desktop-client/this-quot-3-quot-message-turns-into-weird-black-cat-emotion-that/m-p/2952533#M236668 con un riferimento ad un set molto speciale dedicato all’ormai “vecchia” uscita del secondo capitolo di Capitan America:

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Anche se all’immagine appena inserita manca un ultimo (shielddeflect) che mostrerà ancora una volta il Capitano ripararsi dietro il suo scudo per evitare dei brutti colpi. Davvero molto carine e -speriamo- permanenti almeno per un po’ di versioni per dare maggiore colore alle nostre chat :-)

In ogni caso Skype rende disponibile una lista pressoché completa delle sue emoticons (comprese quelle nascoste, anche se in parte) all’indirizzo support.skype.com/en/faq/FA12330/what-is-the-full-list-of-emoticons. Avete appena imparato qualcosa che probabilmente ignoravate fino ad oggi (stando comunque bene immagino!).

Buon fine settimana!