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Skype: errori di debug in Internet Explorer 7

Per tutti coloro che lavorano in azienda e / o magari non hanno voluto effettuare l’upgrade ad Internet Explorer 8, oggi riporto e propongo un problema che nasce con la release 7 (di IExplore, appunto) e la versione 4 di Skype (probabilmente potrebbe succedere anche con una versione 3.8, non escludetelo a priori).

Si tratta di una serie di errori a catena che vengono mostrati a video, riguardanti una errata interpretazione di codice Javascript (apparentemente) con possibilità di effettuare il debug a fine processo. Cliccando sempre su Si / No (è indifferente, sigh!) si verrà poi portati sulla pagina web che si desiderava visualizzare sin dall’inizio. Magari questo problema non si presenta con Firefox (qualsiasi versione dalla 3.0.x in poi) o con Google Chrome, installati sulla stessa macchina e avviati con lo stesso utente attualmente collegato a Windows.

Dopo qualche test (disinstallazione completa della Java Machine, reinstallazione dell’ultima versione, disattivazione temporanea dei Javascript durante la navigazione, ecc.ecc.) l’arcano mistero è stato risolto: il componente aggiuntivo di Skype combina danni, ancora una volta. Affligge quindi anche Internet Explorer (casistiche rare ma comunque presenti) e necessita di essere rimesso al suo posto per poter lavorare correttamente.

Ecco quindi i pochissimi passaggi da eseguire per portare a termine il lavoro (scusate per la scarsa qualità dello screen fatto!):

  1. Dal menu Strumenti selezionare la voce Opzioni Internet
  2. Dalla scheda Programmi selezionare il tasto Gestione componenti aggiuntivi in basso a destra nella finestra
  3. Come filtro (“Mostra: “) impostare Componenti aggiuntivi attualmente caricati in Internet Explorer e attendere il caricamento della lista. In questa sarà possibile scovare le due voci relative al componente aggiuntivo di Skype. Selezionarle e fare clic sull’opzione Disattiva in basso a sinistra (al posto di Attiva, già spuntato di default)

Ora potrete confermare con OK per salvare le impostazioni e chiudere Internet Explorer. Riaprendolo e avviando un sito web che precedentemente dava problemi di debug non dovreste più veder comparire nulla di anomalo, giusto? :)

Buon lavoro!

RealVNC 4 ed il servizio resistente

No, non lo faccio apposta a parlare di sistemi *VNC ultimamente, è che capitano problemi quotidianamente e uso (ormai dovreste saperlo) il blog come blocco appunti per avere dei promemoria sempre disponibili un domani, nel caso in cui dovessi dimenticarmi la soluzione ai problemi risolti e necessitassi di perdere poco tempo per cercarla nuovamente sulla rete :P

Problematica: su una macchina è stato disinstallato RealVNC4 (apparentemente in modo corretto) ed è ora presente un UltraVNC che non funziona affatto bene, questo perché collegandosi alla macchina dovrebbe richiedere le credenziali di dominio (autenticazione tramite MS-LOGON quindi) ma in realtà propone il solo campo password, chiaramente lasciando “spiazzato” chi si collega e non sa che password inserire.

Dopo qualche test ho scoperto l’arcano mistero, più semplice di quello che avevo inizialmente previsto ma infame al punto giusto da non venire in mente immediatamente …

Nonostante l’installazione di UltraVNC fosse stata fatta correttamente e fosse presente “uvnc_server” tra i servizi della macchina, RealVNC4 aveva “lasciato a marcire” il suo winvnc.exe che prevaleva sull’ultimo arrivato. Risultato? La password richiesta era quella impostata nel vecchio VNC. Ecco la schermata dei servizi:

clicca sull’immagine per ingrandire

Dopo aver disabilitato il servizio tutto è tornato alla normalità. Ecco perché ho prontamente cercato la sintassi per eliminare un servizio direttamente da DOS, questo è il documento:

theeldergeek.com/add_a_service_in_windows_xp.htm

e questo il risultato dalla finestra DOS chiaramente lanciata in modalità amministrativa:


Microsoft Windows XP [Versione 5.1.2600]
(C) Copyright 1985-2001 Microsoft Corp.

C:\WINDOWS\system32>sc delete WinVNC4
[SC] DeleteService SUCCESS

C:\WINDOWS\system32>

Visibile anche a video dato che viene immediatamente dato errore sul servizio che si stava osservando:

clicca sull’immagine per ingrandire

Potete ora tornare al vostro lavoro senza imprecare ulteriormente, il problema è risolto e non necessita di alcun riavvio per permettervi il collegamento ad UltraVNC Server :mrgreen:

Cheers.

Batch: migrazione verso UltraVNC 1.0.6.0 (PRE)

Ricordate il post riguardante la migrazione di massa verso UltraVNC? Ho avuto modo di notare un comportamento anomalo da un cliente. Il concetto si riassume in: “Winvnc.exe va in crash ogni qual volta si tenta di aprire una finestra di Explorer” (non il browser, l’esplora risorse di Windows ;)) … nella casistica migliore si otteneva un freeze della finestra client per poi subire il “Socket error” nel caso in cui si tentasse la riconnessione.

Provate ad immaginare la felicità dell’utente ogni qual volta c’era da avviare un PsKill da remoto per buttare giù i processi appesi di winvnc.exe nell’attesa di avviarne uno nuovo funzionante …

Tentando di non migrare più postazioni possibili (dove ho appositamente lasciato RealVNC 4 o UltraVNC 1.0.2) e tenendo sotto costante controllo il forum di UltraVNC sono arrivato a testare il server (ed il viewer) della versione 1.0.6.0, non ancora ufficialmente rilasciata (quindi, prendetela come un “as-is” senza troppe garanzie, personalmente posso dirvi che funziona correttamente).

# cambio di programma

A monte c’era una richiesta più complessa dell’ultima volta. Lo script andrà inserito al logon, tra una mappatura di disco di rete ed una stampante per capirci, ciò vuol dire che dovrà essere capace di confrontare la versione del PC con quella sul server e decidere di aggiornare solo nel caso in cui quest’ultima sia più recente della prima controllata. Per questo motivo ho deciso di ricontrollare lo script, migliorarlo laddove fosse possibile e inserire il nuovo controllo a monte per abbandonare il batch nel caso in cui questo risulti “inutile“. Vediamo nello specifico le modifiche …

Il codice iniziale era stato pubblicato qui:

dev.gxware.org/?15

contrariamente al nuovo pubblicato invece su:

dev.gxware.org/?17

Il controllo che si occupa di confrontare la versione del server e -di conseguenza- decidere il da farsi è il seguente:

fc %programfiles%\UltraVNC\winvnc.exe \\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\1060_pre\winvnc.exe > nul
IF ERRORLEVEL 1 goto STOPSERVIZI

fc” è un comando riconosciuto da DOS, la documentazione è disponibile a questo indirizzo:

computerhope.com/fchlp.htm

Permette di confrontare due file (qualsiasi) permettendomi così di capire se la versione del server è pari a quella della macchina locale e reagendo -di conseguenza- diversamente a seconda della risposta ottenuta. Il “goto STOPSERVIZI” viene infatti richiamato solo ed esclusivamente se il risultato del confronto dice che le versioni differiscono tra di loro.

L’altra modifica è presto detta / fatta, si tratta dell’installazione full di una versione 1.0.5.6 riconosciuta come stable dagli sviluppatori del tool di controllo remoto, alla quale verranno poi modificate “a cuore aperto” le versioni di server e client portandole sul ramo “pre” della prossima 1.0.6.0:

:INSTALL
echo.
echo *** Installazione nuova versione UltraVNC ***
echo.
if not exist %programfiles%\UltraVNC mkdir %programfiles%\UltraVNC\
copy \\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\ultravnc.ini "%programfiles%\UltraVNC"
"\\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\UltraVNC_1.0.5.6_Setup.exe" /verysilent /loadinf=\\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\ultravnc.inf

echo.
echo *** Sovrascrittura con file pre-release 1060 ***
echo.
cd %programfiles%\UltraVNC
move winvnc.exe winvnc.exe.bak
move vncviewer.exe vncviewer.exe.bak
copy \\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\1060_pre\winvnc.exe %programfiles%\UltraVNC\
copy \\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\1060_pre\vncviewer.exe %programfiles%\UltraVNC\
cd \
cd %programfiles%\UltraVNC
start winvnc.exe
goto FINE

Chiaramente lo script verrà eseguito -ancora una volta- come amministratore di dominio, così che l’utente non debba “metterci mouse” durante il processo. Il file di configurazione gli verrà passato proprio come prima (in caso di nuova installazione o disinstallazione e passaggio a nuova versione) e ad installazione terminata sarà immediatamente possibile utilizzare il prodotto.

Stavolta non ho rilasciato il pacchetto completo e pronto da utilizzare, potete modificare il vecchio batch incollando il codice rilasciato in /dev e scaricare i file della 1.0.6.0 da questa discussione sul forum di UVNC.

Non mi resta che augurarvi buon lavoro :)

ancora una volta grazie a $cliente (lui sa chi) per avermi fatto divertire nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni a lui adatte :)

Uno stack bluetooth da tenere a bada

Un post lampo (in una giornataccia, ndr) giusto per far presente che ogni tanto anche Windows Vistaci azzecca“. Ieri sera avevo necessità di installare un applicativo sul Nokia N73 di Ilaria. Cavo dimenticato in ufficio attaccato al mio portatile aziendale, lettore di card nella borsa del MacBook ma adattatore della SD sempre in ufficio, ritrovo nel cassetto della scrivania una vecchissima chiavetta USB “Dongle Bluetooth” della Trust (un modello che neanche riesco a ricordare il modello, roba che neanche la Trust pubblicizza nella sua pagina ufficiale) e decido di provare a darla in pasto al Vista di casa.

Incredibile ma vero: la funzione di ricerca soluzioni becca in pieno una pagina che potrebbe risolvermi la grana. Decido di dargli retta, chiaramente niente italiano tra le lingue disponibili a dare la spiegazione, mi dirigo direttamente sull’inglese. Scopro a questo punto che la Broadcom rilascia dei driver generici in grado di associare il sistema operativo ad una multitudine di adattatori bluetooth after-market, compreso quello che ho tentato di utilizzare io. Come procedere quindi?

Scaricare e conservare sul Desktop (o altra cartella chiaramente) l’esile pacchetto di aggiornamento (3,5 MB) dalla pagina:

broadcom.com/support/bluetooth/update.php

Viene spacciato per compatibile con sistemi operativi 2000, XP, Vista e addirittura Win 7 (RC), peccato che non sia proprio così semplice.

Una volta lanciata l’installazione (la chiavetta potete lasciarla inserita tranquillamente) verrà avviata la ricerca del dispositivo Bluetooth ed è qui che spunta fuori il problema: appena l’hardware sarà inizializzato il setup mostrerà un errore di avvio dello stack BT. Qualche ricerca su Google, qualche ricordo di vecchie installazioni su XP (a quell’epoca bisognava andare a disabilitare il BT di Microsoft lasciando spazio solo a quello WIDCOMM e talvolta non bastava ancora!) ed ecco arrivato alla soluzione. Vista corregge quell’errore che in XP bisognava correggere a mano riguardante -appunto- lo stack BT Microsoft: lanciando il setup in modalità compatibile con Microsoft Windows XP Sp2 il problema non sussiste più e la procedura viene completata con successo:

Il download e l’installazione richiederanno circa una ventina di minuti in tutto. La chiavetta funziona ora correttamente ed è stato possibile stabilire una relazione e passare tutti i dati di cui avevo bisogno. Grazie Broadcom, mi hai fatto risparmiare una decina di euro che avrei speso per un nuovo adattatore :P

Veloce migrazione da Outlook Express a MS Outlook

A metà tra il promemoria e il “don’t panic” nel caso in cui vi capiti la mia stessa rogna, vi spiego come:

migrare Outlook Express verso Outlook standard preso dal pacchetto MS Office, stando attenti a non perdere cartelle, account, rubriche e qualsiasi altra diavoleria precedentemente creata in anni di lavoro con OExpress. Un particolare occhio di riguardo al fatto che l’utente DISCONOSCE completamente le password dei vari account, necessitando quindi di un recupero privo di qualsiasi documenti che ricordi username e password delle varie mailbox.

Inutile dire che parto dal fatto che Outlook sia installato sulla macchina, nel caso in cui non lo fosse prendete il CD di Office e procedete con il solito avanti-avanti-fine.

# nuovo profilo e migrazione

Per prima cosa vi suggerisco di creare un nuovo profilo di MS Outlook. Questo perché durante la permanenza senza utilizzo sulla macchina l’utente potrebbe aver smanettato con il client di posta impostando configurazioni a casaccio. Un profilo pulito è la via più veloce per la risoluzione di qualsiasi problema.

Andare quindi in Start / Esegui e digitare “outlook /profiles” (senza virgolette) per lanciare Outlook in modalità Profile Manager. Dalla stessa si potrà selezionare l’opzione per creare un nuovo profilo. Identificarlo con un nome valido e procedere. Se avete eseguito correttamente il passaggio Outlook dovrebbe proporvi le schermate per la configurazione di un primo account, ignoratele e uscite dalla schermata con annulla, partirà così il tentativo di migrazione da altro programma già installato ed esistente, ciò che ci serve!

L’interfaccia e la procedura wizard sono talmente elementari che non ho scattato screenshot, dovete solo indicargli di ereditare tutto l’albero cartelle, rubriche e account da Outlook Express, generalmente proposto da subito se rilevato sulla macchina. Lasciate quindi procedere il programma fino alla ricostruzione totale dell’ambiente di lavoro :)

# recuperare quanto perduto

La particolarità dell’intervento consisteva nel fatto che l’utente non era più in possesso delle password dei 3 account controllati dal suo Outlook Express. Cosa assai spiacevole dato che le caselle controllate non fanno parte dei server controllati dal sottoscritto.

Una veloce ricerca su Google porta a svariati risultati a pagamento, chiaramente scaricabili in versione Demo, talmente simpatici da prendersi gioco dell’utilizzatore (si veda alla voce: prendere per il culo) dichiarando “La password è 87JxpoVERSIONEDEMOsLo“, oscurando quindi parte fondamentale del dato scovato.

Poi sono finalmente approdato sul giusto lido: Mail PassView

nirsoft.net/utils/mailpv.html

NirSoft, produttrice di altri software in grado di scovare password dimenticate (o magari non proprie ahimè), gratuiti e tradotti per la maggior parte in lingua italiana, provvisti di riga di comando. Vi devo anche spiegare il funzionamento? Mai stato così semplice, questo è il risultato ottenuto subito dopo averlo avviato sulla macchina incriminata:

clicca per ingrandire

Giudicate voi. Problema risolto in un solo passaggio e senza troppa fatica. E’ bastato chiaramente dare in pasto a Microsoft Outlook le varie password (si, non vengono passate attraverso il restore da altro programma) per poter tornare a lavorare.

Buon lavoro! :)

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