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RealVNC 4 ed il servizio resistente

No, non lo faccio apposta a parlare di sistemi *VNC ultimamente, è che capitano problemi quotidianamente e uso (ormai dovreste saperlo) il blog come blocco appunti per avere dei promemoria sempre disponibili un domani, nel caso in cui dovessi dimenticarmi la soluzione ai problemi risolti e necessitassi di perdere poco tempo per cercarla nuovamente sulla rete :P

Problematica: su una macchina è stato disinstallato RealVNC4 (apparentemente in modo corretto) ed è ora presente un UltraVNC che non funziona affatto bene, questo perché collegandosi alla macchina dovrebbe richiedere le credenziali di dominio (autenticazione tramite MS-LOGON quindi) ma in realtà propone il solo campo password, chiaramente lasciando “spiazzato” chi si collega e non sa che password inserire.

Dopo qualche test ho scoperto l’arcano mistero, più semplice di quello che avevo inizialmente previsto ma infame al punto giusto da non venire in mente immediatamente …

Nonostante l’installazione di UltraVNC fosse stata fatta correttamente e fosse presente “uvnc_server” tra i servizi della macchina, RealVNC4 aveva “lasciato a marcire” il suo winvnc.exe che prevaleva sull’ultimo arrivato. Risultato? La password richiesta era quella impostata nel vecchio VNC. Ecco la schermata dei servizi:

clicca sull’immagine per ingrandire

Dopo aver disabilitato il servizio tutto è tornato alla normalità. Ecco perché ho prontamente cercato la sintassi per eliminare un servizio direttamente da DOS, questo è il documento:

theeldergeek.com/add_a_service_in_windows_xp.htm

e questo il risultato dalla finestra DOS chiaramente lanciata in modalità amministrativa:


Microsoft Windows XP [Versione 5.1.2600]
(C) Copyright 1985-2001 Microsoft Corp.

C:\WINDOWS\system32>sc delete WinVNC4
[SC] DeleteService SUCCESS

C:\WINDOWS\system32>

Visibile anche a video dato che viene immediatamente dato errore sul servizio che si stava osservando:

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Potete ora tornare al vostro lavoro senza imprecare ulteriormente, il problema è risolto e non necessita di alcun riavvio per permettervi il collegamento ad UltraVNC Server :mrgreen:

Cheers.

Batch: migrazione verso UltraVNC 1.0.6.0 (PRE)

Ricordate il post riguardante la migrazione di massa verso UltraVNC? Ho avuto modo di notare un comportamento anomalo da un cliente. Il concetto si riassume in: “Winvnc.exe va in crash ogni qual volta si tenta di aprire una finestra di Explorer” (non il browser, l’esplora risorse di Windows ;)) … nella casistica migliore si otteneva un freeze della finestra client per poi subire il “Socket error” nel caso in cui si tentasse la riconnessione.

Provate ad immaginare la felicità dell’utente ogni qual volta c’era da avviare un PsKill da remoto per buttare giù i processi appesi di winvnc.exe nell’attesa di avviarne uno nuovo funzionante …

Tentando di non migrare più postazioni possibili (dove ho appositamente lasciato RealVNC 4 o UltraVNC 1.0.2) e tenendo sotto costante controllo il forum di UltraVNC sono arrivato a testare il server (ed il viewer) della versione 1.0.6.0, non ancora ufficialmente rilasciata (quindi, prendetela come un “as-is” senza troppe garanzie, personalmente posso dirvi che funziona correttamente).

# cambio di programma

A monte c’era una richiesta più complessa dell’ultima volta. Lo script andrà inserito al logon, tra una mappatura di disco di rete ed una stampante per capirci, ciò vuol dire che dovrà essere capace di confrontare la versione del PC con quella sul server e decidere di aggiornare solo nel caso in cui quest’ultima sia più recente della prima controllata. Per questo motivo ho deciso di ricontrollare lo script, migliorarlo laddove fosse possibile e inserire il nuovo controllo a monte per abbandonare il batch nel caso in cui questo risulti “inutile“. Vediamo nello specifico le modifiche …

Il codice iniziale era stato pubblicato qui:

dev.gxware.org/?15

contrariamente al nuovo pubblicato invece su:

dev.gxware.org/?17

Il controllo che si occupa di confrontare la versione del server e -di conseguenza- decidere il da farsi è il seguente:

fc %programfiles%\UltraVNC\winvnc.exe \\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\1060_pre\winvnc.exe > nul
IF ERRORLEVEL 1 goto STOPSERVIZI

fc” è un comando riconosciuto da DOS, la documentazione è disponibile a questo indirizzo:

computerhope.com/fchlp.htm

Permette di confrontare due file (qualsiasi) permettendomi così di capire se la versione del server è pari a quella della macchina locale e reagendo -di conseguenza- diversamente a seconda della risposta ottenuta. Il “goto STOPSERVIZI” viene infatti richiamato solo ed esclusivamente se il risultato del confronto dice che le versioni differiscono tra di loro.

L’altra modifica è presto detta / fatta, si tratta dell’installazione full di una versione 1.0.5.6 riconosciuta come stable dagli sviluppatori del tool di controllo remoto, alla quale verranno poi modificate “a cuore aperto” le versioni di server e client portandole sul ramo “pre” della prossima 1.0.6.0:

:INSTALL
echo.
echo *** Installazione nuova versione UltraVNC ***
echo.
if not exist %programfiles%\UltraVNC mkdir %programfiles%\UltraVNC\
copy \\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\ultravnc.ini "%programfiles%\UltraVNC"
"\\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\UltraVNC_1.0.5.6_Setup.exe" /verysilent /loadinf=\\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\ultravnc.inf

echo.
echo *** Sovrascrittura con file pre-release 1060 ***
echo.
cd %programfiles%\UltraVNC
move winvnc.exe winvnc.exe.bak
move vncviewer.exe vncviewer.exe.bak
copy \\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\1060_pre\winvnc.exe %programfiles%\UltraVNC\
copy \\NOME_FILESERVER\Install\Workstation\uvnc_silent\1060_pre\vncviewer.exe %programfiles%\UltraVNC\
cd \
cd %programfiles%\UltraVNC
start winvnc.exe
goto FINE

Chiaramente lo script verrà eseguito -ancora una volta- come amministratore di dominio, così che l’utente non debba “metterci mouse” durante il processo. Il file di configurazione gli verrà passato proprio come prima (in caso di nuova installazione o disinstallazione e passaggio a nuova versione) e ad installazione terminata sarà immediatamente possibile utilizzare il prodotto.

Stavolta non ho rilasciato il pacchetto completo e pronto da utilizzare, potete modificare il vecchio batch incollando il codice rilasciato in /dev e scaricare i file della 1.0.6.0 da questa discussione sul forum di UVNC.

Non mi resta che augurarvi buon lavoro :)

ancora una volta grazie a $cliente (lui sa chi) per avermi fatto divertire nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni a lui adatte :)

Uno stack bluetooth da tenere a bada

Un post lampo (in una giornataccia, ndr) giusto per far presente che ogni tanto anche Windows Vistaci azzecca“. Ieri sera avevo necessità di installare un applicativo sul Nokia N73 di Ilaria. Cavo dimenticato in ufficio attaccato al mio portatile aziendale, lettore di card nella borsa del MacBook ma adattatore della SD sempre in ufficio, ritrovo nel cassetto della scrivania una vecchissima chiavetta USB “Dongle Bluetooth” della Trust (un modello che neanche riesco a ricordare il modello, roba che neanche la Trust pubblicizza nella sua pagina ufficiale) e decido di provare a darla in pasto al Vista di casa.

Incredibile ma vero: la funzione di ricerca soluzioni becca in pieno una pagina che potrebbe risolvermi la grana. Decido di dargli retta, chiaramente niente italiano tra le lingue disponibili a dare la spiegazione, mi dirigo direttamente sull’inglese. Scopro a questo punto che la Broadcom rilascia dei driver generici in grado di associare il sistema operativo ad una multitudine di adattatori bluetooth after-market, compreso quello che ho tentato di utilizzare io. Come procedere quindi?

Scaricare e conservare sul Desktop (o altra cartella chiaramente) l’esile pacchetto di aggiornamento (3,5 MB) dalla pagina:

broadcom.com/support/bluetooth/update.php

Viene spacciato per compatibile con sistemi operativi 2000, XP, Vista e addirittura Win 7 (RC), peccato che non sia proprio così semplice.

Una volta lanciata l’installazione (la chiavetta potete lasciarla inserita tranquillamente) verrà avviata la ricerca del dispositivo Bluetooth ed è qui che spunta fuori il problema: appena l’hardware sarà inizializzato il setup mostrerà un errore di avvio dello stack BT. Qualche ricerca su Google, qualche ricordo di vecchie installazioni su XP (a quell’epoca bisognava andare a disabilitare il BT di Microsoft lasciando spazio solo a quello WIDCOMM e talvolta non bastava ancora!) ed ecco arrivato alla soluzione. Vista corregge quell’errore che in XP bisognava correggere a mano riguardante -appunto- lo stack BT Microsoft: lanciando il setup in modalità compatibile con Microsoft Windows XP Sp2 il problema non sussiste più e la procedura viene completata con successo:

Il download e l’installazione richiederanno circa una ventina di minuti in tutto. La chiavetta funziona ora correttamente ed è stato possibile stabilire una relazione e passare tutti i dati di cui avevo bisogno. Grazie Broadcom, mi hai fatto risparmiare una decina di euro che avrei speso per un nuovo adattatore :P

Veloce migrazione da Outlook Express a MS Outlook

A metà tra il promemoria e il “don’t panic” nel caso in cui vi capiti la mia stessa rogna, vi spiego come:

migrare Outlook Express verso Outlook standard preso dal pacchetto MS Office, stando attenti a non perdere cartelle, account, rubriche e qualsiasi altra diavoleria precedentemente creata in anni di lavoro con OExpress. Un particolare occhio di riguardo al fatto che l’utente DISCONOSCE completamente le password dei vari account, necessitando quindi di un recupero privo di qualsiasi documenti che ricordi username e password delle varie mailbox.

Inutile dire che parto dal fatto che Outlook sia installato sulla macchina, nel caso in cui non lo fosse prendete il CD di Office e procedete con il solito avanti-avanti-fine.

# nuovo profilo e migrazione

Per prima cosa vi suggerisco di creare un nuovo profilo di MS Outlook. Questo perché durante la permanenza senza utilizzo sulla macchina l’utente potrebbe aver smanettato con il client di posta impostando configurazioni a casaccio. Un profilo pulito è la via più veloce per la risoluzione di qualsiasi problema.

Andare quindi in Start / Esegui e digitare “outlook /profiles” (senza virgolette) per lanciare Outlook in modalità Profile Manager. Dalla stessa si potrà selezionare l’opzione per creare un nuovo profilo. Identificarlo con un nome valido e procedere. Se avete eseguito correttamente il passaggio Outlook dovrebbe proporvi le schermate per la configurazione di un primo account, ignoratele e uscite dalla schermata con annulla, partirà così il tentativo di migrazione da altro programma già installato ed esistente, ciò che ci serve!

L’interfaccia e la procedura wizard sono talmente elementari che non ho scattato screenshot, dovete solo indicargli di ereditare tutto l’albero cartelle, rubriche e account da Outlook Express, generalmente proposto da subito se rilevato sulla macchina. Lasciate quindi procedere il programma fino alla ricostruzione totale dell’ambiente di lavoro :)

# recuperare quanto perduto

La particolarità dell’intervento consisteva nel fatto che l’utente non era più in possesso delle password dei 3 account controllati dal suo Outlook Express. Cosa assai spiacevole dato che le caselle controllate non fanno parte dei server controllati dal sottoscritto.

Una veloce ricerca su Google porta a svariati risultati a pagamento, chiaramente scaricabili in versione Demo, talmente simpatici da prendersi gioco dell’utilizzatore (si veda alla voce: prendere per il culo) dichiarando “La password è 87JxpoVERSIONEDEMOsLo“, oscurando quindi parte fondamentale del dato scovato.

Poi sono finalmente approdato sul giusto lido: Mail PassView

nirsoft.net/utils/mailpv.html

NirSoft, produttrice di altri software in grado di scovare password dimenticate (o magari non proprie ahimè), gratuiti e tradotti per la maggior parte in lingua italiana, provvisti di riga di comando. Vi devo anche spiegare il funzionamento? Mai stato così semplice, questo è il risultato ottenuto subito dopo averlo avviato sulla macchina incriminata:

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Giudicate voi. Problema risolto in un solo passaggio e senza troppa fatica. E’ bastato chiaramente dare in pasto a Microsoft Outlook le varie password (si, non vengono passate attraverso il restore da altro programma) per poter tornare a lavorare.

Buon lavoro! :)

Sophos: mancata apertura di IE8

Giusto ieri mattina un cliente mi ha contattato per propormi una problematica che inizialmente non sembrava essere legata a Sophos Antivirus: dopo un roll-out di aggiornamenti sui loro Windows Vista X64, Internet Explorer 8 (appena installato) non era in grado di aprirsi.

Dopo un paio di test incrociati siamo incappati in un bug che -scoperto in seguito- è stato già dichiarato dalla Knowledge Base della nota casa di sicurezza, verrà risolto nella prossima versione. Vediamo di cosa si tratta …

Sophos Antivirus -quello installato sulla macchina client per capirci- contiene un modulo di protezione web che scansiona le pagine che andiamo a visitare, tutto ciò per evitare che qualche malware distribuito da una qualsivoglia pagina web possa comodamente “sfondare” le protezioni della macchina ed “entrare a prendersi un caffè” nonostante manchi l’invito. Il modulo -se associato a Internet Explorer 8- potrebbe non funzionare correttamente e addirittura bloccare l’apertura del browser Microsoft (qualcuno -me compreso- direbbe “fantastico bug, passa a Firefox!”).

E’ tutto legato al seguente documento della KB Sophos (in inglese):

sophos.com/support/knowledgebase/article/59284.html

Issue
When you attempt to run Internet Explorer version 8 ( IE 8 ) one of the following may occur:

  • IE8 fails to open – this may be an intermittent problem
  • IE8 opens but displays an error message, similar to:
    Windows cannot find 'http://www.sophos.com'.
    Make sure you typed the name correctly then try again.

    The IE window may appear but remains blank.

Si tratta di un baco nella versione 7.6.8 di Sophos Antivirus per Windows 2000 / XP / 2003. Il problema coinvolge tutte le versioni di Windows XP, Vista SP1 e SP2, 2008 SP1 e Sp2. La nuova versione del motore antivirus arriverà -come sempre- in modo automatico e totalmente trasparente per l’utente che -nel frattempo- può correggere il tutto modificando il proprio registro di sistema, disattivando l’addon direttamente dal browser o facendo un “rollback” alla versione 7.6.7.

Consiglio -nel caso in cui tu sia un utente poco esperto, magari con poca competenza e senza corsi di ingegneria informatica alle spalle :P- il metodo più semplice: disattivare il plugin direttamente dai componenti aggiuntivi del browser.

# disattivare il componente aggiuntivo di IE 8

Metodo abbastanza semplice anche con il browser bloccato ed inservibile. Andare su Start, Impostazioni, Pannello di Controllo e selezionare “Opzioni Internet“. Nella scheda “Programmi” selezionare “Gestione componenti aggiuntivi“:

A questo punto basterà disabilitare (tasto destro) la prima voce riguardante Sophos Web Content Scanner, come in immagine:

cliccare sull’immagine per ingrandire

I test sono stati effettuati su una macchina virtuale XP Pro SP3 (in inglese, come si nota nelle immagini) e l’esito è stato positivo.

# ritoccare il registro

Il metodo è identico per le versioni 32 e 64 bit se non fosse per la posizione della cartella dove una nuova chiave di registro deve essere piazzata.

Windows 32 bit (forse il 90% dei casi aziendali e casalinghi)

  • Da Start / Esegui digitare regedit e procedere premendo invio o cliccando su OK
  • Navigare fino alla cartella HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Sophos\Webscanning
  • Creare un nuovo valore DWORD chiamato SuppressBHOLoader e impostarlo a 1
  • Chiudere il registro e provare ad aprire Internet Explorer 8. Se non dovesse ancora funzionare, riavviare la macchina e riprovare.

Windows 64 bit (forse il restante 10%)

  • Da Start / Esegui digitare regedit e procedere premendo invio o cliccando su OK
  • Navigare fino alla cartella HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\WOW6432Node\Sophos\Webscanning
  • Creare un nuovo valore DWORD chiamato SuppressBHOLoader e impostarlo a 1
  • Chiudere il registro e provare ad aprire Internet Explorer 8. Se non dovesse ancora funzionare, riavviare la macchina e riprovare.

Volete la pappa pronta? Non c’è problema, la sezione download di GxWare contiene già i file reg pronti:

downloads.gxware.org/index.php?dir=apps/sophos/WebScanning

Rispettivamente nella versione 32 e 64 bit.

# in conclusione

Il problema è risolvibile e facilmente aggirabile. Certo è consigliato usare la console se i PC cominciano ad essere più di 10 (in questo caso vi consiglio di fare riferimento al documento della KB linkato prima). Resta ora da attendere la nuova release dai Sophos Labs che non dovrebbe tardare particolarmente.

Buon lavoro.

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