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Uno stack bluetooth da tenere a bada

Un post lampo (in una giornataccia, ndr) giusto per far presente che ogni tanto anche Windows Vistaci azzecca“. Ieri sera avevo necessità di installare un applicativo sul Nokia N73 di Ilaria. Cavo dimenticato in ufficio attaccato al mio portatile aziendale, lettore di card nella borsa del MacBook ma adattatore della SD sempre in ufficio, ritrovo nel cassetto della scrivania una vecchissima chiavetta USB “Dongle Bluetooth” della Trust (un modello che neanche riesco a ricordare il modello, roba che neanche la Trust pubblicizza nella sua pagina ufficiale) e decido di provare a darla in pasto al Vista di casa.

Incredibile ma vero: la funzione di ricerca soluzioni becca in pieno una pagina che potrebbe risolvermi la grana. Decido di dargli retta, chiaramente niente italiano tra le lingue disponibili a dare la spiegazione, mi dirigo direttamente sull’inglese. Scopro a questo punto che la Broadcom rilascia dei driver generici in grado di associare il sistema operativo ad una multitudine di adattatori bluetooth after-market, compreso quello che ho tentato di utilizzare io. Come procedere quindi?

Scaricare e conservare sul Desktop (o altra cartella chiaramente) l’esile pacchetto di aggiornamento (3,5 MB) dalla pagina:

broadcom.com/support/bluetooth/update.php

Viene spacciato per compatibile con sistemi operativi 2000, XP, Vista e addirittura Win 7 (RC), peccato che non sia proprio così semplice.

Una volta lanciata l’installazione (la chiavetta potete lasciarla inserita tranquillamente) verrà avviata la ricerca del dispositivo Bluetooth ed è qui che spunta fuori il problema: appena l’hardware sarà inizializzato il setup mostrerà un errore di avvio dello stack BT. Qualche ricerca su Google, qualche ricordo di vecchie installazioni su XP (a quell’epoca bisognava andare a disabilitare il BT di Microsoft lasciando spazio solo a quello WIDCOMM e talvolta non bastava ancora!) ed ecco arrivato alla soluzione. Vista corregge quell’errore che in XP bisognava correggere a mano riguardante -appunto- lo stack BT Microsoft: lanciando il setup in modalità compatibile con Microsoft Windows XP Sp2 il problema non sussiste più e la procedura viene completata con successo:

Il download e l’installazione richiederanno circa una ventina di minuti in tutto. La chiavetta funziona ora correttamente ed è stato possibile stabilire una relazione e passare tutti i dati di cui avevo bisogno. Grazie Broadcom, mi hai fatto risparmiare una decina di euro che avrei speso per un nuovo adattatore :P

Veloce migrazione da Outlook Express a MS Outlook

A metà tra il promemoria e il “don’t panic” nel caso in cui vi capiti la mia stessa rogna, vi spiego come:

migrare Outlook Express verso Outlook standard preso dal pacchetto MS Office, stando attenti a non perdere cartelle, account, rubriche e qualsiasi altra diavoleria precedentemente creata in anni di lavoro con OExpress. Un particolare occhio di riguardo al fatto che l’utente DISCONOSCE completamente le password dei vari account, necessitando quindi di un recupero privo di qualsiasi documenti che ricordi username e password delle varie mailbox.

Inutile dire che parto dal fatto che Outlook sia installato sulla macchina, nel caso in cui non lo fosse prendete il CD di Office e procedete con il solito avanti-avanti-fine.

# nuovo profilo e migrazione

Per prima cosa vi suggerisco di creare un nuovo profilo di MS Outlook. Questo perché durante la permanenza senza utilizzo sulla macchina l’utente potrebbe aver smanettato con il client di posta impostando configurazioni a casaccio. Un profilo pulito è la via più veloce per la risoluzione di qualsiasi problema.

Andare quindi in Start / Esegui e digitare “outlook /profiles” (senza virgolette) per lanciare Outlook in modalità Profile Manager. Dalla stessa si potrà selezionare l’opzione per creare un nuovo profilo. Identificarlo con un nome valido e procedere. Se avete eseguito correttamente il passaggio Outlook dovrebbe proporvi le schermate per la configurazione di un primo account, ignoratele e uscite dalla schermata con annulla, partirà così il tentativo di migrazione da altro programma già installato ed esistente, ciò che ci serve!

L’interfaccia e la procedura wizard sono talmente elementari che non ho scattato screenshot, dovete solo indicargli di ereditare tutto l’albero cartelle, rubriche e account da Outlook Express, generalmente proposto da subito se rilevato sulla macchina. Lasciate quindi procedere il programma fino alla ricostruzione totale dell’ambiente di lavoro :)

# recuperare quanto perduto

La particolarità dell’intervento consisteva nel fatto che l’utente non era più in possesso delle password dei 3 account controllati dal suo Outlook Express. Cosa assai spiacevole dato che le caselle controllate non fanno parte dei server controllati dal sottoscritto.

Una veloce ricerca su Google porta a svariati risultati a pagamento, chiaramente scaricabili in versione Demo, talmente simpatici da prendersi gioco dell’utilizzatore (si veda alla voce: prendere per il culo) dichiarando “La password è 87JxpoVERSIONEDEMOsLo“, oscurando quindi parte fondamentale del dato scovato.

Poi sono finalmente approdato sul giusto lido: Mail PassView

nirsoft.net/utils/mailpv.html

NirSoft, produttrice di altri software in grado di scovare password dimenticate (o magari non proprie ahimè), gratuiti e tradotti per la maggior parte in lingua italiana, provvisti di riga di comando. Vi devo anche spiegare il funzionamento? Mai stato così semplice, questo è il risultato ottenuto subito dopo averlo avviato sulla macchina incriminata:

clicca per ingrandire

Giudicate voi. Problema risolto in un solo passaggio e senza troppa fatica. E’ bastato chiaramente dare in pasto a Microsoft Outlook le varie password (si, non vengono passate attraverso il restore da altro programma) per poter tornare a lavorare.

Buon lavoro! :)

Sophos: mancata apertura di IE8

Giusto ieri mattina un cliente mi ha contattato per propormi una problematica che inizialmente non sembrava essere legata a Sophos Antivirus: dopo un roll-out di aggiornamenti sui loro Windows Vista X64, Internet Explorer 8 (appena installato) non era in grado di aprirsi.

Dopo un paio di test incrociati siamo incappati in un bug che -scoperto in seguito- è stato già dichiarato dalla Knowledge Base della nota casa di sicurezza, verrà risolto nella prossima versione. Vediamo di cosa si tratta …

Sophos Antivirus -quello installato sulla macchina client per capirci- contiene un modulo di protezione web che scansiona le pagine che andiamo a visitare, tutto ciò per evitare che qualche malware distribuito da una qualsivoglia pagina web possa comodamente “sfondare” le protezioni della macchina ed “entrare a prendersi un caffè” nonostante manchi l’invito. Il modulo -se associato a Internet Explorer 8- potrebbe non funzionare correttamente e addirittura bloccare l’apertura del browser Microsoft (qualcuno -me compreso- direbbe “fantastico bug, passa a Firefox!”).

E’ tutto legato al seguente documento della KB Sophos (in inglese):

sophos.com/support/knowledgebase/article/59284.html

Issue
When you attempt to run Internet Explorer version 8 ( IE 8 ) one of the following may occur:

  • IE8 fails to open – this may be an intermittent problem
  • IE8 opens but displays an error message, similar to:
    Windows cannot find 'http://www.sophos.com'.
    Make sure you typed the name correctly then try again.

    The IE window may appear but remains blank.

Si tratta di un baco nella versione 7.6.8 di Sophos Antivirus per Windows 2000 / XP / 2003. Il problema coinvolge tutte le versioni di Windows XP, Vista SP1 e SP2, 2008 SP1 e Sp2. La nuova versione del motore antivirus arriverà -come sempre- in modo automatico e totalmente trasparente per l’utente che -nel frattempo- può correggere il tutto modificando il proprio registro di sistema, disattivando l’addon direttamente dal browser o facendo un “rollback” alla versione 7.6.7.

Consiglio -nel caso in cui tu sia un utente poco esperto, magari con poca competenza e senza corsi di ingegneria informatica alle spalle :P- il metodo più semplice: disattivare il plugin direttamente dai componenti aggiuntivi del browser.

# disattivare il componente aggiuntivo di IE 8

Metodo abbastanza semplice anche con il browser bloccato ed inservibile. Andare su Start, Impostazioni, Pannello di Controllo e selezionare “Opzioni Internet“. Nella scheda “Programmi” selezionare “Gestione componenti aggiuntivi“:

A questo punto basterà disabilitare (tasto destro) la prima voce riguardante Sophos Web Content Scanner, come in immagine:

cliccare sull’immagine per ingrandire

I test sono stati effettuati su una macchina virtuale XP Pro SP3 (in inglese, come si nota nelle immagini) e l’esito è stato positivo.

# ritoccare il registro

Il metodo è identico per le versioni 32 e 64 bit se non fosse per la posizione della cartella dove una nuova chiave di registro deve essere piazzata.

Windows 32 bit (forse il 90% dei casi aziendali e casalinghi)

  • Da Start / Esegui digitare regedit e procedere premendo invio o cliccando su OK
  • Navigare fino alla cartella HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Sophos\Webscanning
  • Creare un nuovo valore DWORD chiamato SuppressBHOLoader e impostarlo a 1
  • Chiudere il registro e provare ad aprire Internet Explorer 8. Se non dovesse ancora funzionare, riavviare la macchina e riprovare.

Windows 64 bit (forse il restante 10%)

  • Da Start / Esegui digitare regedit e procedere premendo invio o cliccando su OK
  • Navigare fino alla cartella HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\WOW6432Node\Sophos\Webscanning
  • Creare un nuovo valore DWORD chiamato SuppressBHOLoader e impostarlo a 1
  • Chiudere il registro e provare ad aprire Internet Explorer 8. Se non dovesse ancora funzionare, riavviare la macchina e riprovare.

Volete la pappa pronta? Non c’è problema, la sezione download di GxWare contiene già i file reg pronti:

downloads.gxware.org/index.php?dir=apps/sophos/WebScanning

Rispettivamente nella versione 32 e 64 bit.

# in conclusione

Il problema è risolvibile e facilmente aggirabile. Certo è consigliato usare la console se i PC cominciano ad essere più di 10 (in questo caso vi consiglio di fare riferimento al documento della KB linkato prima). Resta ora da attendere la nuova release dai Sophos Labs che non dovrebbe tardare particolarmente.

Buon lavoro.

TCP/IP e connessioni contemporanee in XP Sp2

Sembrerà strano ed ormai arcaico il problema che tempo fa affliggeva le installazioni Windows e le connessioni contemporanee del TCP/IP, eppure ancora oggi vedo computer completamente bloccati nel momento in cui si tenta di tenere aperto contemporaneamente Skype e magari Lotus Notes per controllare la propria posta elettronica. Giusto ieri l’ultima casistica.

Replicare la problematica è estremamente semplice. Nel caso in cui si stia utilizzando un Windows XP Sp2 (il consiglio spassionato è quello di aggiornare ad un Sp3 ormai maturo) si potrà aprire Skype (che tenterà di connettersi utilizzando la porta definita nelle sue opzioni o appoggiandosi alle 80 / 443 o ancora setacciando quelle sfruttabili sulla macchina che lo ospita) ed un qualsiasi altro programma che necessiti di un corretto funzionamento della risoluzione dei nomi sulla rete locale: il gioco è fatto. Lotus Notes, nello specifico del mio caso, non era più in grado di arrivare sul server di posta principale. Nessuna possibilità di caricare DB, nessuna possibilità di funzionare decentemente a meno che non si chiudesse Skype per far tornare normale la situazione.

Prima di partire (grazie per avermelo ricordato Simo!):

ATTENZIONE: Prima di eseguire qualsiasi modifica ai vostri file e/o dispositivi siete pregati di effettuare un backup di questi. Solo così sarete capaci di tornare indietro riparando ad eventuali errori di distrazione. L’articolo e l’autore non possono essere ritenuti responsabili di alcun danno subito dalla vostra strumentazione. Buon lavoro.

Perché tutto ciò?

Di default Windows XP SP2 concede un massimo di 10 connessioni TCP attivabili / usabili contemporaneamente, le quali una volta terminate bloccheranno l’attività di qualsiasi programma che tenterà di sfruttarne delle ulteriori. Ciò significa che uno Skype malconfigurato, genererà certamente più di 10 connessioni verso porte potenzialmente libere e sfruttabili per la connessione verso i suoi server, soprattutto quando ci si trova in rete aziendale magari protetta da un server proxy.

Come risolvere?

Nell’ormai lontano giugno del 2006, LvlLord rilasciò una patch in grado di andare a modificare il file di sistema tcpip.sys facendo arrivare il numero di connessioni contemporanee a 50. Innalzando quel labile limite imposto da Redmond i problemi non si presentano più e l’utente potrà lavorare in tranquillità tenendo aperti contemporaneamente più programmi, compreso Skype e Lotus Notes.

ATTENZIONE: la patch non è ufficiale Microsoft. Scaricatela ed usatela a vostro rischio e pericolo. Tenete sempre da parte il CD di Windows XP nel caso in cui sia necessario ripristinare il file TCPIP.sys originale.

Per scaricare la patch si potrà andare all’indirizzo:

lvllord.de/?lang=en&url=downloads#4226patch

scegliendo poi la lingua inglese (a meno che non mastichiate correttamente il tedesco). Non importa se il vostro sistema operativo è in italiano, la lingua della patch determina solo ed esclusivamente il testo scritto che comparirà a video nella schermata DOS che vi apparirà una volta lanciato il file. Ecco come si presenta un sistema già patchato:

clicca per ingrandire

Al prompt un utente che dovrà applicarla per la prima volta risponderà “Ye confermerà il tutto con Invio. Il processo richiederà qualche secondo e potrebbe far comparire a video la richiesta del CD di Windows XP per ripristinare il file modificato. Ignorare la richiesta e attendere che il processo termini.

Finisce qui il vostro intervento. Occorrerà riavviare la macchina per applicare le modifiche e godere del risultato. Per disinstallare la patch o riportare lo stato del sistema all’originario si potrà nuovamente lanciare il file e selezionare l’opzione “Y” se viene richiesto di riportare a 10 il numero di connessioni contemporanee o semplicemente “U” per disinstallare il tutto completamente.

Buon lavoro :)

Batch: update di massa per UltraVNC

Sto per tirarvi fuori il solito post “viaggio mentale” che spiega un metodo valido e funzionante (provato su strada) per aggiornare in modo massivo la versione di UltraVNC utilizzata magari nella vostra rete LAN, inserendo di default alcune impostazioni del programma, ivi compresi gruppi di dominio autorizzati a fare assistenza remota!

# conoscere il campo

La casistica affrontata riguarda una rete aziendale con dominio Microsoft, tutte macchine XP regolarmente aggiornate (e qualche Vista), utenti non amministratori del proprio PC, installazioni di UltraVNC (diverse versioni mai allineate) e RealVNC 4 miste. Tutti i computer montano diverse unità di rete all’avvio, tra queste si trovano la cartella personale ed una cartella generica per le installazioni software. Proprio grazie a quest’ultima -e qualche trucco batch- sarà possibile distribuire l’ultima versione dell’UltraVNC in modo totalmente automatizzato.

# cosa serve per partire

Basterà installare su una qualsiasi macchina (la prima, una cavia) l’UltraVNC (ultima release disponibile sul sito web ufficiale) configurandolo esattamente come vogliamo diventi su tutte le macchine della rete. Si parte avviando una piccola utility fornita nelle ultime release di UltraVNC:

uvnc_settings.exe” generalmente in C:ProgrammiUltraVNC (o Program Files per Windows Vista)

Questa permette di modificare e salvare (in un file .ini, ndr) tutte le impostazioni della parte server installata sulla macchina. Un file che -volendolo trasportare altrove con il giusto metodo- imposta già il comportamento di una nuova installazione UltraVNC:

Fatte le dovute modifiche, il file ultravnc.ini sarà esportabile altrove. Un consiglio? Create sul desktop (o una posizione a scelta) una cartella nella quale raccogliere tutti i file necessari alla migrazione, compresi gli script che andremo a creare tra breve, è nettamente più comodo.

Tocca ora ai gruppi di dominio autorizzati a collegarsi in VNC sulla macchina. Una volta inseriti a mano sul “PC Cavia“, UltraVNC salverà le informazioni in una chiave di registro che si trova in:

[HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORL]

il tutto codificato in HEX. Non preoccupatevi del contenuto ed esportate il .reg nella cartella precedentemente creata. Dovrebbe contenere una sola sottochiave ([HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORLWinVNC3]), dovrebbe assomigliare a qualcosa del genere:


Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORL]

[HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREORLWinVNC3]
"ACL"=hex:02,00,50,00,02,00,00,00,00,00,24,00,03,00,00,00,01,05,00,00,00,00,00,
 05,15,00,00,00,6f,20,**,******,********0,00,24,00,
 **,****,*****,00,00,00,05,15,0*,**,00,6f,20,c3,5a,ff,1a,ef,4c,bf,
 7d,f7,6d,69,35,00,00

(chiaramente gli asterischi sono stati messi a random per offuscare il contenuto del .reg da me utilizzato).

Approfittate di questo momento per inserire nella solita cartella anche PSKill, tool della SysInternals (Microsoft) facente parte della suite PSTools, disponibile gratuitamente sul sito Microsoft:

technet.microsoft.com/en-us/sysinternals/bb896649.aspx

Servirà per terminare in modo sicuro il servizio winvnc eventualmente già aperto sulla macchina. Funziona allo stesso modo del taskman / taskkill via DOS ma in casi un pò più “recividi” con processi particolarmente rognosi da buttare giù, funziona decisamente meglio. L’unico problema è che l’applicativo, aperto per la prima volta sulla macchina, chiederà se accettare o meno la licenza di utilizzo, il tutto facilmente aggirabile tramite file di registro da avviare sulla macchina ospite:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_USERSS-1-5-21-1522737263-1290738431-1844936127-13971SoftwareSysinternalsPsKill]

"EulaAccepted"=dword:00000001

Ultimo passaggio di “preparazione” è il file di informazioni di installazione *.inf, contenente le indicazioni su ciò che verrà installato sulla macchina, tutto abbastanza comprensibile con un minimo di impegno ;)


[Setup]
Lang=en
Dir=C:ProgrammiUltraVNC
Group=UltraVNC
NoIcons=0
SetupType=full
Components=ultravnc_server,ultravnc_viewer
Tasks=installservice,startservice

in sintesi: verrà installato UltraVNC nella directory predefinita (C:ProgrammiUltraVNC calcolando che stiamo parlando di client XP italiani), interfaccia in lingua inglese, senza icone sul Desktop, con componenti Server e Viewer tenendo conto che il servizio ultravnc_server verrà inserito tra quelli riconosciuti da Windows (Pannello di Controllo / Strumenti di amministrazione / Servizi) ed avviato da subito.

Basterà incollare quanto sopra riportato su un nuovo file Blocco Note (o editor di testo equivalente) e salvare il tutto come ultravnc.inf nella cartella della migrazione.

# contenuto finale della cartella

Se avete seguito alla lettera l’articolo (fino ad ora, chiaramente) dovreste trovarvi davanti ad una cartella così composta (grosso modo):

Andiamo ora a vedere come creare quel file install.bat che si occuperà di:

  • rilevare ed eventualmente disinstallare versioni di RealVNC 4 o precedenti
  • rilevare ed eventualmente disinstallare vecchie versioni di UltraVNC
  • installare l’ultima versione disponibile di UltraVNC caricata nella cartella dell’update con le impostazioni dettate dal file di informazioni d’installazione
  • impostare automaticamente le opzioni dell’UltraVNC appena installato con il file di configurazione precedentemente generato
  • aggiungere i gruppi autorizzati alla connessione sulla macchina che chiede assistenza e che ha appena “subìto” l’aggiornamento forzato

Mani ad un editor di testo, si parte.

# install.bat

Una veloce occhiata alle procedura permetterà di capire come strutturare poi uno script batch finale che controllerà dapprima la presenza degli applicativi per azionare in seguito le funzioni necessarie all’upgrade.

Stop dei servizi, è necessario

Lo stop dei servizi è chiaramente necessario per poter lavorare, a patto che siano effettivamente avviati. Per sicurezza è meglio provare a chiuderli a prescindere dal loro stato, giusto no? :)


echo *** Stop Servizi ***
echo.

net stop "uvnc_service"
net stop "VNC server"

Chi c’è c’è, gli altri si disinstallano

Ciò che va controllato è sicuramente la presenza del RealVNC 4 e di eventuali altre versioni di UltraVNC non pari all’ultima da noi scelta. Per questo motivo sarà necessario imporre al programma di effettuare da subito un “paio di ricerche incrociate“:


if exist %programfiles%RealVNCVNC4 goto REALVNC
if not exist %programfiles%UltraVNC goto INSTALL

A cosa corrispondono quei GOTO? Lo scopriamo subito :)

Rilevare e disinstallare RealVNC 4

Tutto molto semplice e, come ogni programma che si rispetti, prevede un parametro silent che si occuperà di fare il tutto senza che l’utente si accorga di nulla, peculiarità fondamentale in casi come questo:


:REALVNC
echo *** Rimozione RealVNC ***
"%programfiles%RealVNCVNC4unins000.exe" /verysilent /norestart
cd %programfiles%RealVNC
rmdir VNC4 /s /q
cd ..
rmdir RealVNC /s /q
echo.
echo Fatto, procedo.
goto CONTROLLO

Prevista chiaramente la distruzione delle cartelle riguardanti l’applicativo, proprio nelle ultime righe “rmdir“.

Rilevare e disinstallare vecchie versioni di UltraVNC

Anche in questo caso il programma si assicurerà che esista un’installazione di UltraVNC procedendo poi con una disinstallazione silente attraverso il precedente utilizzo di PSKILL per terminare il file eseguibile molto probabilmente ancora aperto:


:CONTROLLO
echo.
echo *** Rimozione vecchia versione UltraVNC ***
echo.

if exist %programfiles%UltraVNC "%programfiles%UltraVNCunins000.exe" /verysilent /norestart
if exist %programfiles%UltraVNC regedit /s \POSIZIONECARTELLAUPDATEpskill.reg
if exist %programfiles%UltraVNC \POSIZIONECARTELLAUPDATEpskill winvnc.exe
if exist %programfiles%UltraVNC rd %programfiles%UltraVNC /s /q
goto INSTALL

Prima di lanciare il PSKILL noterete l’associazione forzata del file di registro che permetterà di saltare la fase di accettazione licenza di utilizzo dell’applicativo. Inutile specificare che al posto di “POSIZIONECARTELLAUPDATE” dovrete sostituire la cartella esatta sul server che sta ospitando gli script ed i file di aggiornamento.

Installazione e configurazione automatica UltraVNC

Ultimo passo per concludere la procedura automatizzata. La funzione si occuperà di installare l’UltraVNC passandogli tutti i parametri decisi in precedenza, comprese password, gruppi di dominio e quant’altro ancora. Lo script non è neanche così complicato, i comandi diretti e le variabili utilizzate sono opera di Stefano (grazie!), ormai fondamentale quando si parla di scriptare in batch qui in ufficio :) Io non ho fatto altro che dare una veloce occhiata e mettere a posto qualche “piccola gaffe“:


:INSTALL
echo.
echo *** Installazione nuova versione UltraVNC ***
echo.
if not exist %programfiles%UltraVNC mkdir %programfiles%UltraVNC
copy \POSIZIONECARTELLAUPDATEultravnc.ini "%programfiles%UltraVNC"
regedit /s \POSIZIONECARTELLAUPDATEuvnc.reg
"\POSIZIONECARTELLAUPDATEUltraVNC_1.0.5.3_Setup.exe" /verysilent /loadinf=\POSIZIONECARTELLAUPDATEultravnc.inf
goto FINE

:FINE
echo Processo di aggiornamento terminato

Una volta creata la directory nella quale si andrà ad installare l’applicativo, si copia il file di impostazioni e si associa quel .reg precedentemente creato forzando il tutto da shell (regedit /s). Ora si potrà finalmente lanciare il setup, rigorosamente in silent, facendogli recuperare le informazioni che avevamo stabilito inizialmente (/loadinf=…).

Il gioco è fatto, UltraVNC si installerà e avvierà il servizio server al quale noi potremo “chiedere udienza” dopo poco per la prima volta, a conferma del corretto funzionamento dello script batch!

# avvertenze

La buona riuscita dell’installazione (o dell’aggiornamento) richiede l’essere puntigliosi nel controllare i puntamenti ai giusti server, le autorizzazioni in lettura per gli utenti di dominio, la presenza di tutti i file descritti. Ricordatevi che lo script va lanciato come amministratore di dominio o almeno della macchina locale (e qui può aiutarvi un psexec anche da remoto). Nel caso in cui vi dia problemi provate a segnalarmelo nei commenti per ottenere supporto.

Una versione completa del codice sorgente è disponibile su /dev:

dev.gxware.org/?15

chiaramente copiabile e modificabile a patto che, torno a ripetere, anche tutti gli altri file risiedano nella stessa cartella del batch che andrete a lanciare.

In un articolo che spero di poter scrivere e pubblicare a breve vi spiegherò come, attraverso l’ennesimo script, potrete lanciare a ripetizione il comando di psexec su tutte le macchine di una lista PC precedentemente generata, così da avviare anche questo script di mass-update senza il minimo sforzo.

Buon lavoro :)

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