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Poco tempo fa mi sono trovato faccia a faccia con un fastidioso problema sul mio portatile. Da un giorno all’altro le icone di stato delle cartelle Dropbox sono sparite e con loro la mia capacità di capire quali file fossero in sincronizzazione, bloccati o disponibili in ultima versione nelle cartelle del mio PC.

Dato che pensavo si trattasse di un problema legato ad uno degli ultimi aggiornamenti beta ho aperto una discussione nel forum: forums.dropbox.com/topic.php?id=102126 ma sfortunatamente pare che nessuno se la sia sentita di darmi una mano. Visto che molti vecchi thread simili al mio problema erano stati già affrontati e non risolti ho deciso di indagare meglio accorgendomi che anche il client di Copy non mostrava lo stato di sincronizzazione delle cartelle. Ho quindi modificato la ricerca e ho trovato qualcosa di potenzialmente interessante: a causa di un numero limitato di icone “in overlay” gestibili dal sistema c’era la concreta possibilità che Dropbox e Copy fossero state spodestate, ecco appunto.

Può essere il mio stesso problema?

E’ molto semplice capirlo, vedete quelle piccole icone verdi sotto ogni cartella?

DBSyncIcons

Ecco, se non le vedete più nonostante il vostro Dropbox sia regolarmente connesso a internet (magari con la solita icona nella tray che conferma lo stato di sincronizzazione) è possibile che abbiate riscontrato la mia stessa anomalia.

Una ulteriore verifica

Nel registro di sistema si nasconde l’errore e la soluzione del problema. Due interessanti articoli in inglese (Fixing Icon Overlays for Dropbox + TortoiseSVN e How to Fix Missing TortoiseSVN File Status Icons in Windows) che mi hanno aiutato a capire si trattasse proprio di questo problema (quindi risolverlo) evidenziano come:

There is only a limited number of overlay slots available in Windows. That’s the byte order limitation (probably around 15, with 4 reserved by the OS). Whenever the limit is breached, we’ve got problems.

Ciò significa che installando ulteriori software di terze parti che fanno uso di icone “overlay” (che si pongono quindi davanti all’icona utilizzata dal sistema) potremmo facilmente riscontrare l’errore e rendere alcune di queste applicazioni limitate, senza possibilità quindi di vedere ciò che generalmente interessa di più –soprattutto quando si parla di file in cl0ud-, ovvero lo stato di sincronizzazione.

Per capirci: aprite il registro di sistema (Start / Esegui / regedit) e seguite il percorso HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers, potreste trovarvi davanti ad una nutrita lista di chiavi probabilmente simili a quelle in immagine qui di seguito.

IconOverlays-1

Tanto per “fare a capirsi” (cit.) alcune delle applicazioni che hanno depositato qui le proprie voci non fanno parte di quelle installate nel PC, probabilmente le avrò provate in passato ma poi certamente rimosse in seguito. Una piccola parte invece riguardano applicazioni ancora installate ma che non utilizzo più. Occorrerà quindi aggirare l’ostacolo in attesa che Microsoft (si spera) in un futuro non troppo lontano ponga rimedio con una patch o qualcosa di simile.

Ecco quindi come aggirare l’ostacolo

Non essendoci -come appena detto- un vero e proprio rimedio ufficiale, occorrerà aggirare l’ostacolo e fare una cernita di ciascun software che va ad utilizzare le icone in overlay, cercando di mantenere quelli più utili e preziosi per voi e togliendo ciò che potrebbe non servire mai o talmente raramente da non doverne rimpiangere la perdita. In ogni caso vale il discorso che faccio sempre, un backup prima di partire è gradito e per certi versi obbligatorio per evitare qualsiasi tipo di problema.

Farlo in questo caso è semplice: fate clic con il tasto destro sulla voce “ShellIconOverlayIdentifiers” che fa da contenitore per le multiple voci di ciascun programma quindi scegliete la voce “Esporta“. Scegliete nome e posizione del file di registro, salvatelo e poi dimenticatevene fino a quando (spero per voi di no, ndr) non avrete problemi.

A questo punto basterà scegliere le voci dei programmi che non ci interessano ed eliminarle. Il risultato? Potrebbe essere simile a questo:

IconOverlays-2

Confrontate l’immagine con quella un pelo più su e noterete l’abbondante pulizia fatta. Riavviando il PC le icone dei programmi più critici per voi torneranno a funzionare come nulla fosse mai successo, ridandovi ciò che avevate perso, e vissero tutti felici e contenti.

Giusto per sicurezza pubblico qui il contenuto della mia chiave di registro prima della pulizia, sia mai che a qualcuno di voi possa tornare utile:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers]

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive1]
@="{F241C880-6982-4CE5-8CF7-7085BA96DA5A}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive2]
@="{A0396A93-DC06-4AEF-BEE9-95FFCCAEF20E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive3]
@="{BBACC218-34EA-4666-9D7A-C78F2274A524}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro1 (ErrorConflict)]
@="{8BA85C75-763B-4103-94EB-9470F12FE0F7}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro2 (SyncInProgress)]
@="{CD55129A-B1A1-438E-A425-CEBC7DC684EE}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro3 (InSync)]
@="{E768CD3B-BDDC-436D-9C13-E1B39CA257B1}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopFileLocked]
@="{C253B817-3A00-475f-A5A3-6F2DD704B48D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopNotSynced]
@="{19ACC806-F7AA-46AA-A80A-726A07CA6637}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopNotSyncedCollabs]
@="{337D9DE0-3F8B-4430-AF0F-FFC24A95AE8F}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopSynced]
@="{B7AC9C6D-F15B-4B1A-A88D-F518D13861D9}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopSyncedCollab]
@="{9E48C232-F601-4E41-BB3E-16CBAF317AA4}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\1aCopyShExtError]
@="{83BEA36E-7680-4598-A4DF-994426F6E78D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\2aCopyShExtSynced]
@="{845B7388-6F85-4F32-9FD5-F02DC7882B89}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\3aCopyShExtSyncing]
@="{F6378A7A-F753-449B-AE1B-997A96132E61}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\4aCopyShExtSyncingProg1]
@="{3A511828-777D-46F8-82F4-5B530C1B3D9E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\5aCopyShExtSyncingProg2]
@="{C8C88204-5B14-40EC-BA72-8AEBC762047E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\6aCopyShExtSyncingProg3]
@="{ACFF45C3-3EEB-4351-86C2-6696BA264239}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\7aCopyShExtSyncingProg4]
@="{29AF997F-488B-46F0-AE78-7146F1B89CC3}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\8aCopyShExtSyncingProg5]
@="{03F9AD29-1C78-4B66-8890-B177B5430C53}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt1]
@="{FB314ED9-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt2]
@="{FB314EDA-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt3]
@="{FB314EDB-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt4]
@="{FB314EDC-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\EnhancedStorageShell]
@="{D9144DCD-E998-4ECA-AB6A-DCD83CCBA16D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 1 (GFS Unread Stub)]
@="{99FD978C-D287-4F50-827F-B2C658EDA8E7}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 2 (GFS Stub)]
@="{AB5C5600-7E6E-4B06-9197-9ECEF74D31CC}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 2.5 (GFS Unread Folder)]
@="{920E6DB1-9907-4370-B3A0-BAFC03D81399}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 3 (GFS Folder)]
@="{16F3DD56-1AF5-4347-846D-7C10C4192619}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 4 (GFS Unread Mark)]
@="{2916C86E-86A6-43FE-8112-43ABE6BF8DCC}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Offline Files]
@="{4E77131D-3629-431c-9818-C5679DC83E81}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\SharingPrivate]
@="{08244EE6-92F0-47f2-9FC9-929BAA2E7235}"

Se per qualunque motivo avete cancellato una chiave che dovevate invece lasciare al suo posto, vi basterà fare doppio clic sul file di registro precedentemente salvato e confermare l’unione delle informazioni contenute al suo interno con il registro di sistema attuale. Potrete così ripetere l’operazione cercando di fare maggiore attenzione. Se siete dubbiosi e non vi fidate del metodo potete invece decidere di cancellare una chiave alla volta fino a quando non riuscirete a vedere nuovamente le icone desiderate (un riavvio per cancellazione, ndr).

L’area commenti è a vostra disposizione per qualsiasi altra informazione a riguardo.

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Da quando è nato Dropbox le soluzioni di personal-storage in cloud sono spuntate fuori come funghi nella notte, quasi come non ci fosse un domani. E’ il futuro, abbiamo la costante necessità di avere accesso ai nostri file ovunque ci sia una connessione alla rete, da qualsivoglia dispositivo. Piccole e grandi aziende hanno deciso di tuffarsi in questo mercato, Google e Microsoft non fanno alcuna eccezione e altre potrebbero arrivare prossimamente “su questi teleschermi“.

Oggi però vi parlo di Copy, ultimo arrivato che meriterebbe però di rimanere tra i primi in considerazione :-)

CopyCom

Di cosa si tratta?

Come detto, l’ennesima soluzione di storage (sia personale che business con offerta separata) che, dovendosi far spazio all’interno di un mare in costante espansione, offre sin da subito 15GB ai propri utenti. La registrazione è immediata e il client di Copy è disponibile già per Windows, OS X e Linux, non facendo sentire alcuna mancanza a chi già utilizza una soluzione alternativa.

Vi lascio l’URL per la registrazione che vi permetterà di ottenere subito 20GB al posto di 15 dato che il sottoscritto è già registrato e insieme a voi guadagnerà ulteriori 5 GB:

copy.com?r=vzndll

Gestione dei file (client)

Il punto di forza di questi servizi è tipicamente riposto nel client che va ad installarsi nel proprio sistema operativo, senza mai dimenticare eventuali app mobili che dovranno più o meno riprodurre fedelmente ciò che posso fare tramite PC.

Così come per Dropbox anche Copy sceglie per voi (e vi permette di cambiarla in fase di setup) la cartella dove andrà a tenere tutti i file sotto sincronizzazione e allo stesso modo permetterà di annullare cancellazioni, di selezionare le cartelle di sincronizzare per ciascuna macchina dove il client viene installato e collegato al vostro account e molto altro ancora.

CopyCom-Home

Le opzioni riproducono grosso modo fedelmente ciò che lo stesso client di Dropbox propone, lasciando quindi la possibilità all’utente di limitare i consumi di banda, di spostare la propria cartella, di recuperare file cancellati per sbaglio, includendo inoltre delle chicche tutte sue come la possibilità di condividere cartelle in lettura / scrittura con altri utenti direttamente dal client (cosa che per Dropbox va invece fatta da sito web):

CopyCom-Sharing

e la “chiccheria” (passatemi il termine finto-francese) di includere un pezzo di “Growl” (chi ha usato o usa ancora OS X sa di cosa parlo) permettendo la comparsa di notifiche sul Desktop in una delle aree disponibili da client:

CopyCom-Notifications

così da essere avvisati ogni qual volta succede qualcosa di particolarmente rilevante all’account (una nuova cartella in sharing, una nuova quota GB in arrivo o altro ancora).

Copy sul web

Con un’interfaccia assolutamente semplice ed intuitiva da utilizzare, Copy eguaglia tranquillamente i competitor. Consente infatti di gestire e visualizzare i file navigando il suo File Manager compatibile con la maggior parte dei browser in circolazione:

CopyCom-WebManage

Così come per Dropbox una volta arrivati a destinazione si potrà completamente gestire il file interessato,

CopyCom-ManageFiles

lo si potrà condividere pubblicamente, scaricarlo, cancellarlo e conoscere il suo storico delle modifiche o più semplicemente spostarlo in un’altra cartella. Occhio però: Copy non prevede ancora il Drag’n’Drop.

Mobile

Se trovate che la gestione tramite interfaccia web sia molto comoda, sappiate che ritroverete il tutto anche sui vostri dispositivi mobili. Disponibile gratuitamente per iOS o Android, Copy si collegherà al vostro account proponendo il set di operazioni diversamente disponibili su client PC o browser.

Gli unici limiti vi vengono imposti dalla compatibilità dei contenuti caricati con il sistema utilizzato dal vostro smartphone o tablet :-)

A quanto l’applicazione per Windows Phone e Windows 8 che allo stato attuale mancano?

E i contro?

Dettati più che altro dalla gioventù del prodotto e dalla mancanza di una folta community di utenti e sviluppatori in grado di realizzare applicazioni che vanno ad integrarsi con il servizio (tutto sommato le due cose sono collegate tra di loro) fanno si che Dropbox goda di molta più versatilità e supporto. Ciò non vuol dire che il prodotto sia da scartare ma che occorrerà del tempo e della sana apertura mentale (e tecnica) da parte di chi sta dietro le quinte per permetterne una diffusione molto più capillare rispetto ad oggi.

Non so se definirlo un contro rispetto al suo principale concorrente, ma si potrebbe tirare dentro la questione “protezione dell’autenticazione“. Contrariamente a Dropbox e ad alcuni altri competitor Copy protegge i vostri file con la sola coppia di credenziali legata all’account registrato. Niente verifica in due passaggi che spero davvero possa arrivare in un futuro neanche troppo lontano.

Ultimo dei contro potrebbe essere il mancato dato riguardante i tempi di caricamento dei file. Dropbox infatti permette di sapere quanto manca alla fine di un upload (oltre che i MB anche i minuti o le ore necessarie) semplicemente portando il puntatore del mouse sull’icona nella tray di sistema, cosa che Copy non permette a meno di non fare clic con il tasto destro sulla sua icona e vedere quanti MB (o GB) mancano al termine dell’operazione (insieme alla velocità di caricamento). Si tratta di un’informazione forse superflua ma che può tornarvi comoda per fare previsioni su una determinata altra operazione da fare sulla vostra macchina nonostante il client continui a lavorare tranquillamente in background.

E il prezzo?

Fa parte dei suoi PRO ed è decisamente più a buon mercato di Dropbox. Allo stesso identico costo di un account PRO da 100GB su Dropbox otterrete 150GB in più su Copy.com, si parla infatti di $99 per 250GB fatturati annualmente, il costo per la stessa quota disco su Dropbox si attesta sui 199$ che con uno sconto attuale del 17% arriva a circa 150, il che è comunque superiore alla richiesta di Copy.

Potete dare un’occhiata ai tagli disponibili direttamente su copy.com/price.

In conclusione

Si tratta di un prodotto giovane ma già molto valido, solido, meritevole di fiducia. E’ attivo insieme a Dropbox sui miei PC e sto spostando parte dei dati che utilizzo di meno per capire quanto io possa realmente fidarmi e affidarmi magari a questa soluzione in futuro, risparmiando qualche soldino (che male non fa mai) e non rinunciando a niente di quanto fatto fino ad oggi.

Registratevi, installate il client sul PC (o provate quello su smartphone / tablet) e cominciate anche voi a mettere al sicuro i vostri dati, e magari ditemi cosa ne pensate qui nei commenti :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: abbonamento ai servizi pagato di tasca mia.
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Si tratta di uno script molto rapido, estremamente “sporco” e senza alcun controllo che permetta di evitare errori. Ora che vi ho detto i contro, posso parlarvi del semplice e unico PRO: contare in un solo colpo tutti i PC registrati in un dominio LDAP a prescindere dalla OU dove l’amministratore per ragioni di assegnazione policy o pura organizzazione logica ha deciso di spostare le macchine.

Windows-Server-Active-Directory

Il codice originale è farina del sacco del solito ScriptingGuy, un vecchio ma funzionante articolo del 2006: blogs.technet.com/b/heyscriptingguy/archive/2006/01/27/how-can-i-count-the-number-of-computers-in-a-domain.aspx

Io non ho fatto altro che sostituire i campi dichiarati in modo assoluto con due objArgs così che da un command si possa passare l’intero dominio (nel mio caso specifico ho molti domini nome.local / nome.it / nome.com):

set WshShell = CreateObject("WScript.Shell")
set objArgs = WScript.Arguments
if objArgs.Count > 1 Then
Messaggio = msgbox ("Utilizzo dello script da riga di comando:" & vbCrLf & "ContatorePC.vbs dominio.tld " & vbCrLf & vbCrLf & "esempio: ContatorePC.vbs rossi.local", vbInformation, "")
wscript.quit
else
On Error Resume Next
Const ADS_SCOPE_SUBTREE = 2
Set objConnection = CreateObject("ADODB.Connection")
Set objCommand =   CreateObject("ADODB.Command")
objConnection.Provider = "ADsDSOObject"
objConnection.Open "Active Directory Provider"
Set objCommand.ActiveConnection = objConnection
objCommand.Properties("Page Size") = 1000
objCommand.Properties("Searchscope") = ADS_SCOPE_SUBTREE
objCommand.CommandText = _
"SELECT Name FROM 'LDAP://dc="& objArgs(0) &",dc=" & objArgs(1) & "' WHERE objectCategory='computer'"
Set objRecordSet = objCommand.Execute
Wscript.Echo objRecordSet.RecordCount
end if

L’utilizzo è quindi estremamente banale, dal prompt dei comandi richiamate lo script e subito dopo inserite dominio ed estensione, il risultato (a meno di errori) consisterà in un popup con il numero di PC calcolati, inutile dire che se il numero è 0 qualcosa è andato storto, vero? :-)

Ci sono miriadi di tool o script migliori e lo so bene, questo è letteralmente un “prendi e utilizza” a fini di conteggio puro e crudo nel caso in cui ce ne fosse bisogno.

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Se ne fa tanto discutere in questi giorni e svariati blog italiani molto conosciuti puntano il dito su quello che è l’ultimo dei diversi esperimenti disponibili nei laboratori dove nasce BitTorrent, si chiama Sync e potete facilmente immaginare quale sia il suo scopo.

Tutte le informazioni ufficiali sul progetto sono contenute all’indirizzo labs.bittorrent.com/experiments/sync.html. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando, come funzione e come si è comportato alla fine di un test durato qualche giorno e che ha visto come protagoniste una macchina Desktop a Ravenna e una a Milano.

Setup & Go

Scaricate gratuitamente il file di installazione da labs.bittorrent.com/experiments/sync.html (scegliendo il sistema operativo, BTSync è già compatibile anche con sistemi per NAS!) e scegliete una nuova installazione senza chiave alcuna.

Il funzionamento è molto banale e una volta compreso abbatterà ogni limite di quantità dati che possono essere scambiati tra device che possiedono la stessa chiave generata dal “server” (se così si può chiamare, in realtà è la macchina che per prima condividerà il materiale permettendo alle altre di scaricare ed in seguito caricare ulteriori dati se l’accesso è lettura e scrittura). La prima cartella “gentilmente offerta” all’atto dell’installazione verrà stabilita dall’utente, potrà essere una cartella già esistente o creata ad-hoc per BTSync, non ha nessuna importanza, potrete cancellarla subito dopo il termine dell’installazione proprio perché non vincolata in nessun caso alla sopravvivenza del client.

Si tratta di un esperimento ed in quanto tale il client è estremamente scarno di opzioni e di finezze grafiche ma poco importa, la sostanza è ciò che conta e l’importante è che tutto funzioni no? Appunto, funziona. Sfruttando la potenza della rete BitTorrent e la sicurezza della stessa (condita con un’ulteriore protezione dettata da una chiave a 256 bit associata ad una stringa random di ulteriori 20 byte o più se l’utente lo desidera per ciascuna cartella condivisa, ndr) BTSync permette di aprire l’accesso in lettura e scrittura (sta a voi scegliere) ad una o più cartelle dei vostri dischi fissi collegati al PC acceso e collegato ad internet.

Attraverso il pulsante “Add” all’interno della tab “Shared Folders” potrete ovviamente aggiungere tutte le cartelle che desiderate, per ciascuna potrete generare una chiave segreta e randomica che potrete incollare su un secondo device per cominciare la sincronizzazione dei dati tra le due (o più) parti. Facendo clic con il tasto destro su una singola cartella condivisa e scegliendo “Show folder preferences” potrete inoltre modificare le opzioni specifiche, compresa la possibilità di copiare una chiave segreta di sola lettura (così da non permettere agli altri device di modificare il contenuto della cartella) o addirittura generare una chiave “one-shot” che si auto-distruggerà dopo il primo utilizzo (nel corso delle 24 ore successive alla generazione) anch’essa regolabile in lettura e scrittura, consentendovi di dormire sonni tranquilli :-)

Entro anche io!

Rispetto ai concorrenti, Dropbox (senza il quale sarei perso, ndr) in primis, BTSync consente di sincronizzare qualsiasi cartella del sistema e con una moltitudine di device e utenti sparsi per la rete, senza necessità alcuna che le cartelle si trovino nello stesso posto, con la possibilità di renderle accessibili in sola lettura e non permetterne quindi la modifica, con un domani già segnato da interfacce più accessibili e applicazioni studiate e realizzate per device mobili (ormai necessarie per una sopravvivenza e forte crescita di questo tipo di servizi).

Così come per qualsiasi loro concorrente (anche se di vero concorrente non si può parlare poiché non esiste spazio alcuno sui loro server designato alla conservazione dei vostri dati) basterà dare una “leggera spintarella” per cominciare il processo di sincronizzazione unidirezionale o bidirezionale che sia. In questo specifico caso una seconda postazione con un client BTSync installato potrà inserire la chiave segreta e la cartella di destinazione, quindi attendere qualche secondo (al più un minuto) per veder partire il download o l’upload dei dati contenuti:

Ciò vuol dire che backup ed errori sono a vostro carico ma che nessuno nel mezzo riceverà quei dati per tenerne una copia. E’ un pro ed un contro allo stesso tempo, lascio a voi la valutazione. La velocità di trasferimento tra le macchine è anch’essa a vostro carico, che poi più che vostro è del provider scelto per collegare in internet le abitazioni (o l’ufficio), funziona allo stesso modo di Dropbox con l’unica differenza che l’upload corrisponderà grosso modo al download dall’altro lato proprio perché quest’ultimo è generalmente più “aperto” e riesce a stare al passo con la velocità di upload (anche in contemporanea con altre operazioni).

In un certo senso BTSync potrebbe essere messo alla stregua di una chiave USB (non considerando la velocità di trasferimento, ovviamente) per passare i dati da una macchina all’altra, ha il vantaggio di poter essere lasciato ad operare durante la notte se entrambe le macchine sono accese e connesse alla rete (e magari non avete neanche fretta di avere i vostri dati duplicati tra le due postazioni), il tutto mantenendo la massima sicurezza e la flessibilità dato che i dati che andrete a modificare torneranno a sincronizzarsi con quelli più vecchi sugli altri device aggiornandoli.

In conclusione

Il suo lavoro lo svolge già bene nonostante si tratti di un esperimento con ampi margini di miglioramento sia per correzione di eventuali bug (non ne ho trovati, più che altro una svista che non ti avvisa nel caso in cui il sync tra i device venga messo in pausa e non più modificato) che veri e propri ritocchi al reparto grafico e nelle opzioni aggiuntive. Il punto forse più scoperto e a sfavore di Dropbox (sincronizzazione di qualsiasi cartella all’interno del sistema, comunque facilmente aggirabile tramite work-around già spiegato in queste pagine) volge a favore di questa soluzione che -almeno per ora- voglio provare ad utilizzare per sincronizzare dati non importanti tra le postazioni delle due città, può tornare davvero molto comodo :-)

A voi la prova e l’area commenti per dire cosa ne pensate e come vi siete / vi state trovando!

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Ho avuto tra le mani Microsoft Surface (in versione RT) per qualche tempo, il nuovo tablet di Microsoft che sfida re iPad e qualsiasi altro concorrente in un mercato già in forte espansione (soprattutto negli ultimi tempi) e che non ammette né errori né compromessi proprio perché gli utenti vogliono poter lavorare in mobilità senza la necessità di un PC portatile. Vediamo insieme com’è andata :-)

Ah, prima di partire metto in chiaro una cosa che sfugge ancora a molti: è solo un tablet come tanti, uno della già lunga lista (almeno nella sua versione RT) e come tutti avrà pro e contro che si cuciono addosso alle necessità dell’acquirente.

La prima occhiata

In realtà la prima occhiata l’avevo già data all’evento di presentazione che Microsoft aveva organizzato qualche tempo fa a Milano.

In ogni caso è sempre bene “approfondire“. Surface RT si presenta in una elegante scatola che contiene al suo interno il tablet e la ormai famosa tastiera che farà anche da cover.

A tal proposito, personalmente ho apprezzato molto più la Type Cover rispetto alla scelta originale Microsoft. Se non ho tasti che posso sentir battere contro la plastica classica della tastiera l’abitudine gioca brutti scherzi e induce a pensare di non aver premuto correttamente qualche lettera. Chiaramente al confronto la nuova Touch Cover di Microsoft dallo spessore pressoché inesistente vince in fatto di design, comodità e praticità, la Type Cover potrà comunque essere tenuta a casa (o in ufficio) pronta per essere collegata al tablet (magari con l’aletta posteriore aperta per farlo assomigliare ancora più ad un vero portatile).

La robusta scocca della quale va molto fiera Microsoft è fatta di magnesio scuro e quel satinato le dona parecchio. Peccato per il peso, nonostante l’impegno posso assicurarvi che reggerlo può dare davvero fastidio al polso, non è certo una piuma, pesa più dell’iPad 3 tanto per farvi un’idea (nel caso in cui abbiate avuto modo di tenerlo in mano). Alla lunga stanca e l’utilizzo sul divano o nel letto (tipico per chi sceglie di prendere un tablet) è un pelo ostico, soprattutto per la scelta del giusto posizionamento. In ogni caso la sensazione è quella di robustezza e buona scelta dei materiali, magari non sarà il tablet da tenere nella borsetta ma ci si può anche passare sopra se questo non vi preoccupa.

Brillante, wide, sempre in landscape

L’ho notato immediatamente: la brillantezza del monitor e il fatto di nascere in 16:9 aiuta e migliora di molto l’esperienza di navigazione, la visione di contenuti multimediali, la videochiamata tramite il “pupillo di casa” (Skype, ndr), certo avrei preferito utilizzare il mio Firefox con preferiti sincronizzati e componenti aggiuntivi ma di questo parlerò nel paragrafo successivo, anche Internet Explorer 10 (non potendo avere altro, ndr) è una valida alternativa, un po’ come il dover utilizzare Safari su iPad.

Perché Landscape? Perché contrariamente al solito iPad o ad un qualsiasi altro tablet Android, Microsoft propone il suo unico “tasto” (è una piccola area sensibile al tocco) fronte macchina sulla parte inferiore del tablet a patto che questo venga tenuto –appunto– in orizzontale e non in verticale, anche perché questo sarebbe fortemente antiestetico e scomodo anche da reggere. Al contrario poggiarlo sul tavolo o sulla scrivania utilizzando l’aletta posteriore che permette di tenerlo nella giusta inclinazione è tutta un’altra cosa.

La migliore esperienza me l’ha data il nuovo Skype per Windows 8 (versione quindi per la nuova interfaccia e non per Desktop) in fase di videochiamata, dove la qualità video e audio viene ottimizzata molto per ottenere il miglior risultato tra massima fluidità e ottima qualità del video, la fotografia non rende giustizia, posso assicurarvelo:

Mi perdonerà il mio “anziano” se lo rendo protagonista non retribuito di questo articolo (si arrabbierà soprattutto per il non retribuito ;-). Ho notato qualche pecca solo nell’amplificazione dell’audio in ricezione. Se la persona dall’altro lato non è proprio vicina al microfono l’alzare completamente il vostro volume potrebbe non bastare nel caso in cui ci fosse un minimo rumore di sottofondo. Al contrario (stranamente, ndr) la stessa applicazione su iPad o Desktop sa far di meglio, evidentemente anche grazie all’hardware di base.

Quella sensazione di parziale libertà

Ce n’è un’altra di sensazione oltre quella di bellezza e nitidezza data dallo Skype in full screen, ed è quella della parziale libertà. Sia chiaro: Microsoft Surface RT è solo un altro tablet tra tanti, come abbondantemente sottolineato ad inizio articolo, bisogna ripeterselo in testa più e più volte per evitare di prenderlo e lanciarlo dalla finestra quando il processore Tegra alla base della versione RT non permetterà di installare nessuna applicazione all’infuori di quelle proposte nello store di Windows.

Si perché è chiaro: l’essere cresciuti con Windows ci mette tutti nella condizione del “posso installare quello che mi pare” e doversi limitare su Surface RT non è affatto semplice, almeno una volta proverete stupidamente a scaricare un eseguibile da installare su Desktop, ottenendo così il popup di errore e di obbligo a passare dallo Store, il quale ovviamente conta si moltissime applicazioni, ma è ricco inoltre di grandi assenze in attesa che le aziende e gli sviluppatori indipendenti vadano a colmare questa grave lacuna.

Niente di irrisolvibile in ogni caso, l’importante è aspettare e pensare che anche gli altri big di settore hanno avuto lo stesso problema in fase di avvio. Tanto per capirci: durante la mia fase di test prodotto ho utilizzato (e l’ho trovato molto valido, ndr) MetroTweet, giusto una manciata di giorni dopo Twitter ha lanciato l’applicazione ufficiale anche su Windows 8! :-)

Installazione, aggiornamento e rimozione delle applicazioni sono operazioni banali e così come vale per Apple o Google anche Microsoft richiederà l’utilizzo di un ID, quello Live per l’esattezza, lo stesso che avrete utilizzato in passato per collegarvi a MSN o passare a Skype in questi giorni, lo stesso di Outlook.com e di una miriade di altri servizi Microsoft, niente di nuovo fortunatamente!

Connessione wireless, bluetooth e USB

E’ fuori di dubbio che questo sia un punto di forza. Oltre lo standard che è ormai minimo sindacale su qualsiasi dispositivo trasportabile, Surface offre una porta USB che può essere sfruttata per collegare penne USB, dischi esterni, macchine fotografiche e molto altro ancora con la facilità d’importazione contenuti tipica di Windows. E nel caso in cui questo non bastasse, lo slot MicroSD per l’espansione di memoria vi convincerà con i suoi ulteriori 64 GB di spazio riservato in qualsiasi momento, una tra le cose più comode e uniche rispetto alla concorrenza.

In conclusione

La macchina fa la sua buona figura ma in ogni caso non la comprerei. Nonostante la presenza di Office 2013 on-board (il che non è affatto da sottovalutare) preferirei investire qualche soldino in più pur di andare sulla versione PRO che combina le qualità complessive di Surface RT con un Windows 8 ed un processore Intel i5 che permettono di installare qualsiasi applicazione di terze parti avendo inoltre delle prestazioni indubbiamente superiori al fratello minore: microsoft.com/surface/it-IT/surface-with-windows-8-pro.

Surface RT almeno nel mio caso non è il tablet adatto alla quotidianità, è meno supportato e meno comune (almeno per ora) di un iPad o di un Galaxy Tab (a livello di applicazioni intendo) e ha molto meno mercato, non basta l’Office a bordo per convincermi, contrariamente (come già detto) ad una macchina PRO che potrebbe trasformarsi in postazione di lavoro o tablet semplicemente staccando e attaccando la tastiera (oltre che il mouse in bluetooth o connesso alla porta USB del tablet, ndr).

Prima dell’addio

Per gli amici: “Come formattare un Microsoft Surface“. Dato che potrebbe capitarvi di voler vendere o regalare Surface RT, vi spiego come riportarlo allo stato “di fabbrica” così da non lasciar scappare via i vostri dati. Microsoft ha chiaramente previsto anche questo. Dalle impostazioni del sistema occorrerà andare in Generali quindi selezionare l’avvio avanzato di sistema (le fotografie sono state scattate al RT provato da me e tenuto in lingua inglese, ndr).

Quando richiesto occorrerà selezionare “Troubleshoot” (eliminazione / correzione del problema):

e procedere con un Reset della macchina perdendo così impostazioni e dati utente:

Il reset si compone di due passaggi e occorrerà prima prendere visione di quello che potrebbe accadere, quindi scegliere il tipo di reset da effettuare. Inutile dire che nel mio caso si è trattato del secondo:

Restart: fase 1 Reset: fase 2

All ready to go guys, We can start the process” o per meglio dire: premi il pulsante rosso e attendi il termine dell’autodistruzione:

Microsoft Surface partirà da una condizione di fabbrica, pronto per essere configurato come fosse la sua prima volta fuori dalla scatola. Giusto il tempo di impostare la lingua e l’account come succede per un qualsiasi Windows anche antecedente all’ultimo arrivato.

That’s all folks

Penso di aver fatto una sufficiente panoramica di pro & contro trovati, la mia esperienza è stata istruttiva e spero possa tornare utile a chi sta valutando l’acquisto del suo prossimo tablet. Fabio ha voluto sottolineare l’aspetto ludico collegato allo strumento, ne ha scritto pochi giorni fa su fuorigio.co, dateci un’occhiata magari :-)

Già che ci sono vi segnalo altri due articoli dedicati a Surface, li ha scritti Andrea: qui il primo, qui il secondo.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Microsoft. Tornato all'ovile.
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