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Xbox Music: Microsoft ci riprova?

Ultimo dei player entrato finalmente in competizione (poiché approdato su iOS e Android oltre che su Windows Phone dal lancio di Windows 8, ndr) in questo mondo di musica “in cloud” e annunciato domenica scorsa, il servizio è già noto ai possessori di Xbox e più in generale di sistemi Microsoft, prende le redini di ciò che è stato Zune proponendo un sistema “completamente nuovo” (?) che è in grado di portare la vostra musica su ogni dispositivo conosciuto. Dalla console al telefono passando dal tablet e dal web (quindi accessibile da ogni PC).

Così come per gli altri servizi anche questo concede 30 giorni di utilizzo gratuito nella sua versione più completa. Si passa poi all’account gratuito che verrà limitato a 10 ore di ascolto mensile dopo i primi 6 mesi di utilizzo. Pagando il “Xbox Music Pass” (ex-Zune Pass) ecco che si torna ad usufruire invece di tutto ciò che si desidera ovunque voi vogliate. Molto simile a Spotify per facilità di utilizzo (ma non per abbondanza di titoli da ascoltare, almeno da quanto ho potuto notare sui miei soliti artisti), non ha un vero client Windows (almeno per 7 o il vecchio Xp) ma potrete utilizzare quello web che -ovviamente- non riconosce il mio Firefox Aurora e mi chiede di aggiornarlo (sigh), i miei test sono stati quindi condotti con Chrome:

Controlli spartani ma sufficienti, un motore di ricerca che non propone i possibili risultati durante la digitazione, un caricamento apparentemente lento dei dati immagine (copertine, fotografie) nonostante la linea di partenza sia più che sufficiente, è un servizio giovane e dovrà indubbiamente fare tanta strada per recuperare il passo, soprattutto perché nato dalle ceneri di qualcosa parecchio bistrattato in passato, almeno nella nostra nazione.

Mancano ancora le Playlist e le Radio per come tanti di noi le conoscono perché in un certo senso “istruiti” da Spotify o RDio (di cui presto vi parlerò in una comparativa che prenderà in esame anche Xbox Music, ndr) ma è già possibile mettere sotto lo stesso tetto più titoli di nostro gradimento per creare una lista personale. Le stazioni radio basate sui nostri gusti arriveranno presto.

Il confronto con Spotify è inevitabile, e preso nella sua interfaccia web è decisamente migliore in quanto offre maggiori controlli e funzioni chiaramente già presenti, che arriveranno in un secondo momento -spero- sulla piattaforma di Microsoft, non fosse perché ormai gli utenti danno per scontato alcuni servizi e alcune funzionalità anche nel caso in cui non verranno sfruttate, “però lui le ha e tu no” (cit.)

Mettiamola così: l’interfaccia web ne esce “bene” raggiungendo una di quelle sufficienze tipiche da scuola superiore, quella “il suo ragazzo è bravo ma non si impegna“.

Ah si, un’altra cosa: allo stato attuale Xbox Music (anche nella sua versione “Desktop” per Windows 8) non è in grado di interfacciarsi con Last.fm, non riuscirete quindi ad aggiornare i vostri ascolti in diretta (né tanto meno in differita), ci sono un paio di discussioni in merito su ambo i lati, qui sul forum di Last.fm, qui su quello di Microsoft, in attesa che venga introdotto un supporto che molti ascoltatori vedono come un must-have al fianco del proprio lettore musicale preferito, sia esso online o offline.

Mobile

Applicazione gratuita disponibile su AppStore o Google Play Store con la sua inconfondibile icona che replica “le mattonelle” di Windows 8. Pesa circa 9MB e una volta scaricata vi chiederà di accedere con il vostro Microsoft ID (con tanto di codice di sicurezza se avete abilitato la verifica in 2-step di Microsoft, presto l’articolo che vi spiegherà il da farsi, ndr). Non molto ricca e con pochissime impostazioni ancora (e la qualità?):

ma curata quando si tratta di far vedere la lista dei brani o degli album di un particolare artista o le copertine di ciò che state ascoltando:

Anche in questo caso ho notato una lentezza davvero anomala nel cambio traccia o lasciando andare avanti la riproduzione. Al confronto, Xbox Music viene totalmente bruciato dal player di Spotify sulla stessa identica piattaforma e con la stessa posizione di sempre (ascolto musica in streaming principalmente quando sono in palestra, rete H3G 3G). Sarà il grosso carico di lavoro della piattaforma ora che è stata completamente “aperta al pubblico“, sarà la forza dell’abitudine del poter impostare una qualità che predilige il risparmio di banda più che la qualità audio quando non si è coperti da una rete WiFi, occorrerebbe rifare il test tra qualche giorno quando le acque si saranno calmate.

In conclusione

Il fine non giustifica i mezzi, non stavolta almeno, e più che il fine direi il prezzo. Un account premium del servizio Xbox Music costa 9,90€ al mese (o 99,90 all’anno con un risparmio di 19€ circa se pagato in soluzione unica) e ora come ora offre meno funzioni rispetto ai suoi competitor.

Una possibile idea, nel caso in cui Microsoft si impegni a realizzare qualcosa di più ricco rispetto ad oggi, è quella di attendere giorni migliori quindi migrare verso questo ulteriore lido (perché tutto sommato aggiungere un ulteriore servizio al già ricco panorama di ciò che offre il big di Redmond non è mai un’idea cattiva) oppure rimandare tutto “a settembre“, quello dell’anno prossimo, giusto in tempo per lasciar scadere l’abbonamento annuale di Spotify e valutare se esistono reali alternative a questo top di gamma (nonostante diversi miglioramenti possibili anche in questo caso!).

Speravo si fosse chiuso completamente il capitolo Zune dando origine a qualcosa di completamente nuovo, eppure alcune pecche di quel servizio continuano a rimanere vive e vegete, dai Microsoft, so che puoi fare decisamente di meglio.

Gestione della ricerca nel nuovo Firefox 23

Tutto nasce da questa discussione sul forum: forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=59087.0.

Con l’arrivo di Firefox 23 Mozilla ha cambiato alcune cose all’interno del browser, andando però così a scontrarsi con alcune abitudini degli utenti “dure a morire“. Oltre al fatto che è ora impossibile nascondere la barra delle schede (a meno di non ricorrere ad un componente aggiuntivo o una modifica allo userChrome.css della quale vi parleremo più avanti ma che è già stata discussa nel forum), alcuni utilizzatori hanno perso la bussola per quello che riguarda la ricerca e i motori installati all’interno del browser.

Alla scoperta quindi di un metodo parecchio sottovalutato per velocizzare le vostre ricerche tramite il browser Mozilla, il tutto in un articolo uscito poco fa direttamente sulla home page di Mozilla Italia ;-)

mozillaitalia.org/home/2013/08/24/gestione-della-ricerca-nel-nuovo-firefox-23

Firefox (21+) e i problemi con il plugin di Windows Media Player

Magari non lo utilizza più nessuno ma alcuni vecchi siti web potrebbero proporre streaming di video che solo il plugin di Windows Media Player è in grado di visualizzare. A partire da Firefox 21 il plugin non viene più caricato correttamente a causa di una impostazione che blocca vecchi plugin non più supportati, come discusso in questo thread del forum: forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=58475.0

La soluzione per aggirare il problema è estremamente semplice e legata alla configurazione dell’about:config (come sempre!), basterà andare a modificare un valore booleano in true:

proprio come spiegato all’interno dell’articolo in Knowledge Base: support.mozilla.org/it/kb/plugin-windows-media-non-funziona-dopo-aggiornamento

eXtenZilla: Addio, e grazie per tutto il pesce

Di anni dall’apertura di eXtenZilla.org ne sono passati tanti, siamo cresciuti, ci siamo impegnati tanto e tanto abbiamo fatto per la comunità Mozilla italiana, per tutti coloro che ad oggi possono utilizzare software principali e componenti aggiuntivi nella nostra lingua, chi ci conosce lo sa bene.

Già dopo qualche anno dall’avvio del nostro progetto l’apertura e la conseguente localizzazione dei siti web ufficiali (AMO: Addons.Mozilla.org) i riflettori si sono lentamente e inesorabilmente spostati altrove, lasciando ad eXtenZilla il compito di conservare e pubblicare le versioni aggiornate di tutti i componenti aggiuntivi con un file di localizzazione nostrano al loro interno fino ad arrivare ad oggi: un archivio di estensioni (sono davvero tante) e un forum che è stato già da tempo chiuso (e rediretto proprio su Mozilla Italia) dopo essere stato bloccato e lasciato in sola consultazione.

Eccoci dunque: 2004-2013, eXtenZilla chiude definitivamente i battenti. Mozilla Italia continuerà a fornire assistenza tecnica per problemi legati ai componenti aggiuntivi, AMO (e non solo) continuerà a distribuire componenti aggiuntivi a livello internazionale.

Vai alla home page di Mozilla Italia o visita il nostro forum.

Banco prova: Kaspersky PURE 3.0 Total Security

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Parlare di un prodotto antivirus non è mai cosa semplice. La sicurezza del client oggi non si limita al semplice “programma antivirus“, l’utente medio-basso è potenzialmente esposto a mille rischi più o meno riconoscibili “dall’odore” e un buon prodotto dovrebbe poter prevedere e prevenire ogni possibile tipo di attacco, nel 99% dei casi oggi giorno proveniente dalla rete (navigazione, posta elettronica, reti locali in azienda), nonostante le chiavi USB, i dischi esterni e supporti di memoria un pelo più vecchi mantengano sufficientemente alta la loro statistica.

Qualche giorno fa vi ho parlato di Kaspersky PURE 3.0, la nuova versione della suite russa che intende dedicare all’utente un intero ecosistema di protezione che spazia dal “semplice” antivirus al controllo dello stato di sicurezza della casa passando per la protezione degli acquisti online e la reazione più o meno immediata contro qualsiasi malware proveniente dalla rete.

In realtà la lista completa prevede le più avanzate tecnologie di “Internet Security“, il “Parental Control“, backup e ripristino dei dati delle proprie macchine (funzionalità non certo nativa dei prodotti antivirus ma offerta, un punto sicuramente a favore), un Password Manager per tenere al sicuro le proprie password e per poterle facilmente richiamare tramite browser, moduli di criptaggio dei dati, ottimizzazione del PC e -come già detto- la gestione centralizzata dei PC della rete domestica.

Installazione e prestazioni

Forse quello che i più dimenticano è la possibilità di rimanere costantemente aggiornati e protetti anche se non si ha a disposizione l’ultimo ritrovato della tecnologia. Per l’appunto, ho voluto installare PURE 3.0 su una macchina virtuale XP (più resistente di un albero sempreverde) con soli 512MB di RAM e senza alcuna limitazione disco (libero sciacallaggio delle risorse del mio portatile). Lo scopo è dimostrare che un prodotto ben studiato e “garantito” anche su macchine datate sia davvero in grado di girare senza alcun problema:

Ho già detto che la macchina di base aveva a sua disposizione solo 512MB di RAM vero? Certo è difficile trovare macchine così in giro ma ne ho viste tante in passato e continuano ad essercene ancora molte. Chiaramente in questa condizione si rende difficile la convivenza con il resto del software a bordo della stessa macchina, non tanto per l’occupazione disco quanto per la possibilità di convivere ed essere eseguito in contemporanea con Pure. Una volta installato e attivato il prodotto ho lanciato immediatamente il primo corposo aggiornamento che ha impiegato molto tempo per scaricarsi (dipende dalla vostra linea ADSL e dall’occupazione dei server di aggiornamento prodotto) e al primo riavvio per l’applicazione delle modifiche la macchina si è addirittura bloccata costringendomi al riavvio forzato. Non è affatto un buon inizio.

Console, comandi, integrazione

Console molto intuitiva e accessibile per ogni tipo di utente, funzioni di aggiornamento automatiche con la solita possibilità di forzarne l’avvio e una marea di opzioni aggiuntive che potrebbero sfuggire al controllo.

PURE 3.0 come ogni altro software Kaspersky installa all’interno dei browser dei componenti aggiuntivi che vanno ad integrare così alcune funzionalità proprie della suite. Chi utilizza come me una versione di Firefox non ancora Stabile (io sono sul canale Aurora, due release più avanti rispetto all’attuale Firefox rilasciato pubblicamente) non potrà utilizzare questi componenti aggiuntivi in quanto non ufficialmente supportati e non compatibili con la versione del browser, cosa che chiaramente non accade per Google Chrome o Internet Explorer (installati anche loro sulla stessa macchina virtuale.

Una perdita? Forse no. La tastiera virtuale, l’integrazione con il Password Manager o le funzioni di verifica dell’URL che si vuole andare a visitare hanno le loro alternative native e non (c’è persino un Anti-Banner che potrebbe sostituire AdBlock e simili, ndr). Tanto per capirci: la tastiera virtuale è fatta per evitare possibili Keylogger residenti sulla macchina che però dovrebbero essere intercettati dall’antivirus Kaspersky stesso, per il Password Manager esiste Keepass con i suoi componenti aggiuntivi o con le funzionalità integrate per l’auto-compilazione dei campi (nativa, senza alcuna installazione di ulteriore materiale) e per il controllo dei siti web vi ricordo che Firefox si appoggia al Safe Browsing di Google con un database molto più che aggiornato.

Parental Control

Una delle funzioni che ho preferito in questo software probabilmente. Senza star li a d inventarsi soluzioni home-made o cercare soluzioni alternative spesso complicate (ma delle quali comunque parlerò quanto prima, ndr) Kaspersky offre filtri di Parental Control già preconfezionati e la possibilità di realizzarne di propri per personalizzare al massimo l’utilizzo della macchina da parte dei membri della famiglia:

La password impostata per il Parental Control può essere immediatamente impostata anche ad altre porzioni del software, compresa la sua disinstallazione, a prova di figlio che decide di mettere fine alla presenza del prodotto sulla macchina (ammesso che gli abbiate lasciato un utente amministratore della macchina, ndr).

Social Network, applicazioni, file da scaricare o bloccare e molte altre informazioni che è possibile inserire / modificare / ritoccare rispetti ai profili suggeriti dal prodotto, il tutto assegnabile ad uno specifico utente della macchina. Molto comoda la possibilità di limitare l’utilizzo della macchina e di internet per ore totali, giorni e orari:

Bravi, molto ben realizzata, semplice da impostare ed immediatamente efficace, il rapporto che potrà essere visualizzato dall’amministratore completa un quadro già ben realizzato.

Gestione centralizzata della rete domestica

Quello che succede con le console di gestione centralizzata dell’antivirus nelle grandi aziende, in piccolo però:

L’idea di fondo è la stessa ed è chiaramente vincente. Se una sola macchina è in grado di monitorare e permettermi di accedere alla gestione della parte security delle altre perdo la metà del mio tempo e posso risolvere eventuali problemi con un paio di clic e senza le necessità di collegarmi da remoto (o fisicamente con monitor, tastiera e mouse) alla macchina interessata. Molto rapido nella ricerca (nell’immagine qui sopra si vede chiaramente la sola macchina virtuale ma ho avuto modo di provarlo anche in una rete con più macchine protette) e altrettanto nella reportistica / ricezione stato degli altri PC ed eventuali adeguamenti a decisioni della console centrale. Qualsiasi Pure 3.0 con la giusta password amministrativa può fare da ponte verso gli altri.

Strumenti aggiuntivi

Ovvero il coltellino svizzero in caso di necessità:

Impostazioni del browser (integrazione dei componenti, ecc.), Rescue Disk per avviare la macchina anche nel caso in cui ci sia qualche infezione che non permette il corretto avvio del sistema operativo (creando un apposito CD/DVD o chiavetta USB di boot), Risoluzione dei problemi post-infezione (per rimuovere ogni traccia) ed Eliminazione definitiva dei file (con più passaggi proprio per evitare che programmi appositi possano recuperare facilmente dati che si intendono cancellare definitivamente).

Costi e conclusioni

La licenza per un solo PC costa circa 60 euro (59,95), passando a quasi 80 (79,95) per 3 PC e 100 (99,95) per 5. Il pacchetto è acquistabile direttamente da kaspersky.com/it/pure. Senza infamia e senza lode ha i suoi pro e i suoi contro come per qualsiasi altro prodotto sul mercato.

Di sicuro Kaspersky offre maggiori strumenti che permettono all’utente di non passare da soluzioni alternative facendo risparmiare tempo e denaro, un punto a loro vantaggio, con una buona configurazione l’ho trovato persino accettabile e neanche troppo esoso ma ho preferito continuare a tenere bloccate le pesanti “infiltrazioni” all’interno di software terzi (come i browser) per evitare di appesantire ulteriormente sistema e navigazione, cosa mai buona per chi lavora tutto il giorno con quel tipo di strumenti, quasi a voler fare una “doppia scansione di tutto“.

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