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10 anni di Mozilla

Che solo a scrivere e rileggere il titolo di questo articolo passano brividi lungo la schiena un po’ per l’orgoglio, un po’ perché hai visto crescere, errare, riparare, raccogliere consensi e dissensi questo progetto al quale tutti grosso modo si sono avvicinati, anche solo per qualche (mai) banale passaparola tra amici, almeno una volta. Ciao Mozilla, questo è ufficialmente il giorno del nostro decimo anno insieme.

Nonostante abbia avuto a che fare con Netscape prima e Phoenix dopo, considero l’iscrizione al forum di Mozilla Italia il mio “Day One“, primi passi di un lungo cammino che mi hanno portato a traguardi ed esperienze che mai mi sarei aspettato di fare nel corso di questi anni. Ho conosciuto gente fantastica, alcuni sono diventati buoni amici che tutt’oggi sento e vedo ogni volta che posso, altri si sono allontanati, altri ancora hanno fatto perdere ogni traccia.

Ricordo ancora bene quella fatica nell’utilizzo di una versione 0.8 un po’ immatura che con tanta pazienza, fatica e attesa è arrivata ad essere Firefox 1.0, 9 novembre 2004, io c’ero, custodisco gelosamente la t-shirt commemorativa (se è per questo chiunque dello staff Mozilla Italia -e non solo- ha una collezione di t-shirt e abbigliamento più in generale che potrebbe fare invidia ad un grande magazzino, ma tant’è) ed all’epoca ero già entrato a far parte della famiglia italiana cercando di aiutare chiunque volesse dare una possibilità al neonato Firefox, una pulce in confronto al gigante Internet Explorer, con tanto ancora da imparare ma già tanto da offrire in fatto di alternative.

Con gli anni le priorità cambiano, il tempo libero diminuisce ma la passione per questo progetto è cresciuta nel tempo ed è tutt’oggi motivo di orgoglio e argomento di discussione all’ultimo sangue contro chi sostiene che Firefox sia un browser di serie B ;-)

Solo lo scorso febbraio, come ciliegina sulla torta, è arrivata una splendida sorpresa (anche se annunciata al camp europeo qualche mese prima), date un’occhiata al video:

Per la cronaca, trovate qui tutte le fotografie: people.mozilla.org/SF_Monument, e potete facilmente individuare un pirla italiano utilizzando questo strumento, l’obiettivo prima di morire è quello di andare a scattare almeno una fotografia in loco, vederlo da lontano  è già bellissimo ma manca quel tocco che regalerebbe al tutto la perfezione.

Ma ora basta compiacersi, ho voluto scrivere questo articolo perché rimanga nell’archivio di questo blog, perché sono felicissimo del percorso fatto, fiero delle persone dalle quali ho potuto imparare tanto e che mi sono al fianco ancora oggi (compresi coloro che non fanno più parte della community italiana), sento di aver dato tanto ma non ancora tutto a questo progetto ed alla comunità locale, tanto ancora si può fare e con questo ringrazio gli utilizzatori, i colleghi, voi tutti.

Posso augurarmi altri 50 e più di questi anni?

Cin.

P.S. Lo scorso 29 aprile è arrivato Firefox 29 con la sua nuova interfaccia grafica, tu lo hai scaricato? In caso contrario fallo subito! ;-)

Piccole estensioni “salva-tempo”: Toggle Proxy per Firefox

E’ una di quelle cose che se non hai perdi più tempo di quello che dovrebbe servire per portare a termine una banale operazione. Parlo di tutte quelle volte che navigando su internet in una rete aziendale piuttosto che a casa (o in un diverso ufficio, nda) serve attivare o disattivare il proxy.

La condizione è semplice: se mi trovo nel mio ufficio collegato alla rete locale tramite cavo ho una reservation con NAT del mio indirizzo IP, non mi servirà quindi un proxy per navigare in internet, contrariamente invece all’essere in WiFi dove il proxy serve. Per questo volevo qualcosa di comodo e veloce che mi evitasse ogni volta di andare nelle impostazioni di rete di Firefox (senza mille altre impostazioni / profili / varie), l’ho trovato e si chiama Toggle Proxy: https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/toggle-proxy-51740/

Due possibilità “on/off” da poter impostare su un pulsante da posizionare dove si preferisce all’interno della finestra del browser (nel mio caso sulla barra dell’URL): per la prima ho scelto di utilizzare le impostazioni proxy del sistema operativo, per la seconda ovviamente di non usare alcun proxy.

Vi basterà fare clic sul pulsante per variare lo stato o ancora più semplicemente la combinazione da tastiera “ALT+X” per saltare da una all’altra.

Rapido e indolore ;-)

Quanto è importante la sicurezza in ambito personale e non?

Le aziende che si occupano di sicurezza sono alla continua ricerca (manco a dirlo) di metodi efficaci per combattere ogni tipo di minaccia informatica. Se in ambito casalingo questo si può tradurre con lo scaricare illegalmente del software che si trasforma poi nel virus difficile da debellare per il neofita (soprattutto), in ambito lavorativo si parla piuttosto di danni parecchio più estesi poiché le reti LAN -se non correttamente studiate, implementate e protette- potrebbero facilmente trasportare quell’infezione di postazione in postazione in perfetto stile “poca spesa, tanta resa“.

Oggi -passato da Sophos a Symantec in ambito aziendale- ho potuto valutare altri (tanti) prodotti in ambito casalingo dove è importante proteggere ogni postazione, soprattutto quando vengono utilizzate da una “moltitudine di tipi di utente”. Magari nessuno particolarmente esperto, oppure con quella formula del “tanto se lo rompo c’è mio nipote che ne capisce di computer“.

Qualche tempo fa Kaspersky ha pubblicato un whitepaper “Perché la complessità è il principale nemico della sicurezza IT” che è palesemente orientato e realizzato per l’IT aziendale ma che contiene diversi riferimenti utili anche all’utente di casa che si interessa (o vuole provare a farlo) all’argomento, che male non fa mai data l’enorme quantità di dati che teniamo su ogni nostra postazione, chiavetta USB o cellulare. Dell’antivirus Kaspersky Lab ne ho già parlato qualche tempo fa in un altro articolo (questo, per la cronaca: gioxx.org/2013/04/23/banco-prova-kaspersky-pure-3-0-total-security), così come ho fatto con molti altri prodotti (magari non in maniera approfondita ma pur sempre citati con pro e contro).

Chiaro che non potrete o non vorrete soffermarvi sulla complessità dell’implementazione di una soluzione ad-hoc a 360°, ma vorrei farvi notare quanto alta sia la statistica di attacchi ai danni di programmi molto diffusi (pagina 7, ndr) come Java e Adobe Flash o Acrobat Reader in primis, con -contrariamente a molte aspettative- Microsoft e IE molto distanti grazie soprattutto agli ultimi grandi progressi fatti con Windows 7 e 8 e Internet Explorer 10 (e 11 anche se non ufficialmente rilasciata in versione stabile). Nulla di nuovo direte voi, eppure molti utenti lì fuori continuano a utilizzare quel tipo di programmi per assenza di reali alternative o per “ignoranza“, ignorano cioè che esistono ben più valide alternative da utilizzare sui propri PC (Mozilla Firefox in primis per sostituire IE ma anche per leggere i PDF nativamente nelle sue ultime versioni, a meno di non voler utilizzare Cool PDF Reader che pesa meno di 1 MB!).

Se a questo aggiungete l’evolversi e il diffondersi di smartphone con a bordo Android che permettono così di navigare in siti web potenzialmente pericolosi o scaricare applicazioni appositamente studiate per sfruttare falle di sistema (pagina 8 e 9, ndr) scoprirete che di attenzione da porre a queste “piccole cose” ce n’è davvero tanta.

Voi siete in regola con la vostra sicurezza? :-)

Xbox Music: Microsoft ci riprova?

Ultimo dei player entrato finalmente in competizione (poiché approdato su iOS e Android oltre che su Windows Phone dal lancio di Windows 8, ndr) in questo mondo di musica “in cloud” e annunciato domenica scorsa, il servizio è già noto ai possessori di Xbox e più in generale di sistemi Microsoft, prende le redini di ciò che è stato Zune proponendo un sistema “completamente nuovo” (?) che è in grado di portare la vostra musica su ogni dispositivo conosciuto. Dalla console al telefono passando dal tablet e dal web (quindi accessibile da ogni PC).

Così come per gli altri servizi anche questo concede 30 giorni di utilizzo gratuito nella sua versione più completa. Si passa poi all’account gratuito che verrà limitato a 10 ore di ascolto mensile dopo i primi 6 mesi di utilizzo. Pagando il “Xbox Music Pass” (ex-Zune Pass) ecco che si torna ad usufruire invece di tutto ciò che si desidera ovunque voi vogliate. Molto simile a Spotify per facilità di utilizzo (ma non per abbondanza di titoli da ascoltare, almeno da quanto ho potuto notare sui miei soliti artisti), non ha un vero client Windows (almeno per 7 o il vecchio Xp) ma potrete utilizzare quello web che –ovviamente– non riconosce il mio Firefox Aurora e mi chiede di aggiornarlo (sigh), i miei test sono stati quindi condotti con Chrome:

Controlli spartani ma sufficienti, un motore di ricerca che non propone i possibili risultati durante la digitazione, un caricamento apparentemente lento dei dati immagine (copertine, fotografie) nonostante la linea di partenza sia più che sufficiente, è un servizio giovane e dovrà indubbiamente fare tanta strada per recuperare il passo, soprattutto perché nato dalle ceneri di qualcosa parecchio bistrattato in passato, almeno nella nostra nazione.

Mancano ancora le Playlist e le Radio per come tanti di noi le conoscono perché in un certo senso “istruiti” da Spotify o RDio (di cui presto vi parlerò in una comparativa che prenderà in esame anche Xbox Music, ndr) ma è già possibile mettere sotto lo stesso tetto più titoli di nostro gradimento per creare una lista personale. Le stazioni radio basate sui nostri gusti arriveranno presto.

Il confronto con Spotify è inevitabile, e preso nella sua interfaccia web è decisamente migliore in quanto offre maggiori controlli e funzioni chiaramente già presenti, che arriveranno in un secondo momento -spero- sulla piattaforma di Microsoft, non fosse perché ormai gli utenti danno per scontato alcuni servizi e alcune funzionalità anche nel caso in cui non verranno sfruttate, “però lui le ha e tu no” (cit.)

Mettiamola così: l’interfaccia web ne esce “bene” raggiungendo una di quelle sufficienze tipiche da scuola superiore, quella “il suo ragazzo è bravo ma non si impegna“.

Ah si, un’altra cosa: allo stato attuale Xbox Music (anche nella sua versione “Desktop” per Windows 8) non è in grado di interfacciarsi con Last.fm, non riuscirete quindi ad aggiornare i vostri ascolti in diretta (né tanto meno in differita), ci sono un paio di discussioni in merito su ambo i lati, qui sul forum di Last.fm, qui su quello di Microsoft, in attesa che venga introdotto un supporto che molti ascoltatori vedono come un must-have al fianco del proprio lettore musicale preferito, sia esso online o offline.

Mobile

Applicazione gratuita disponibile su AppStore o Google Play Store con la sua inconfondibile icona che replica “le mattonelle” di Windows 8. Pesa circa 9MB e una volta scaricata vi chiederà di accedere con il vostro Microsoft ID (con tanto di codice di sicurezza se avete abilitato la verifica in 2-step di Microsoft, presto l’articolo che vi spiegherà il da farsi, ndr). Non molto ricca e con pochissime impostazioni ancora (e la qualità?):

ma curata quando si tratta di far vedere la lista dei brani o degli album di un particolare artista o le copertine di ciò che state ascoltando:

Anche in questo caso ho notato una lentezza davvero anomala nel cambio traccia o lasciando andare avanti la riproduzione. Al confronto, Xbox Music viene totalmente bruciato dal player di Spotify sulla stessa identica piattaforma e con la stessa posizione di sempre (ascolto musica in streaming principalmente quando sono in palestra, rete H3G 3G). Sarà il grosso carico di lavoro della piattaforma ora che è stata completamente “aperta al pubblico“, sarà la forza dell’abitudine del poter impostare una qualità che predilige il risparmio di banda più che la qualità audio quando non si è coperti da una rete WiFi, occorrerebbe rifare il test tra qualche giorno quando le acque si saranno calmate.

In conclusione

Il fine non giustifica i mezzi, non stavolta almeno, e più che il fine direi il prezzo. Un account premium del servizio Xbox Music costa 9,90€ al mese (o 99,90 all’anno con un risparmio di 19€ circa se pagato in soluzione unica) e ora come ora offre meno funzioni rispetto ai suoi competitor.

Una possibile idea, nel caso in cui Microsoft si impegni a realizzare qualcosa di più ricco rispetto ad oggi, è quella di attendere giorni migliori quindi migrare verso questo ulteriore lido (perché tutto sommato aggiungere un ulteriore servizio al già ricco panorama di ciò che offre il big di Redmond non è mai un’idea cattiva) oppure rimandare tutto “a settembre“, quello dell’anno prossimo, giusto in tempo per lasciar scadere l’abbonamento annuale di Spotify e valutare se esistono reali alternative a questo top di gamma (nonostante diversi miglioramenti possibili anche in questo caso!).

Speravo si fosse chiuso completamente il capitolo Zune dando origine a qualcosa di completamente nuovo, eppure alcune pecche di quel servizio continuano a rimanere vive e vegete, dai Microsoft, so che puoi fare decisamente di meglio.

Gestione della ricerca nel nuovo Firefox 23

Tutto nasce da questa discussione sul forum: forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=59087.0.

Con l’arrivo di Firefox 23 Mozilla ha cambiato alcune cose all’interno del browser, andando però così a scontrarsi con alcune abitudini degli utenti “dure a morire“. Oltre al fatto che è ora impossibile nascondere la barra delle schede (a meno di non ricorrere ad un componente aggiuntivo o una modifica allo userChrome.css della quale vi parleremo più avanti ma che è già stata discussa nel forum), alcuni utilizzatori hanno perso la bussola per quello che riguarda la ricerca e i motori installati all’interno del browser.

Alla scoperta quindi di un metodo parecchio sottovalutato per velocizzare le vostre ricerche tramite il browser Mozilla, il tutto in un articolo uscito poco fa direttamente sulla home page di Mozilla Italia ;-)

mozillaitalia.org/home/2013/08/24/gestione-della-ricerca-nel-nuovo-firefox-23
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