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Banco prova: Kaspersky PURE 3.0 Total Security

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Parlare di un prodotto antivirus non è mai cosa semplice. La sicurezza del client oggi non si limita al semplice “programma antivirus“, l’utente medio-basso è potenzialmente esposto a mille rischi più o meno riconoscibili “dall’odore” e un buon prodotto dovrebbe poter prevedere e prevenire ogni possibile tipo di attacco, nel 99% dei casi oggi giorno proveniente dalla rete (navigazione, posta elettronica, reti locali in azienda), nonostante le chiavi USB, i dischi esterni e supporti di memoria un pelo più vecchi mantengano sufficientemente alta la loro statistica.

Qualche giorno fa vi ho parlato di Kaspersky PURE 3.0, la nuova versione della suite russa che intende dedicare all’utente un intero ecosistema di protezione che spazia dal “semplice” antivirus al controllo dello stato di sicurezza della casa passando per la protezione degli acquisti online e la reazione più o meno immediata contro qualsiasi malware proveniente dalla rete.

In realtà la lista completa prevede le più avanzate tecnologie di “Internet Security“, il “Parental Control“, backup e ripristino dei dati delle proprie macchine (funzionalità non certo nativa dei prodotti antivirus ma offerta, un punto sicuramente a favore), un Password Manager per tenere al sicuro le proprie password e per poterle facilmente richiamare tramite browser, moduli di criptaggio dei dati, ottimizzazione del PC e -come già detto- la gestione centralizzata dei PC della rete domestica.

Installazione e prestazioni

Forse quello che i più dimenticano è la possibilità di rimanere costantemente aggiornati e protetti anche se non si ha a disposizione l’ultimo ritrovato della tecnologia. Per l’appunto, ho voluto installare PURE 3.0 su una macchina virtuale XP (più resistente di un albero sempreverde) con soli 512MB di RAM e senza alcuna limitazione disco (libero sciacallaggio delle risorse del mio portatile). Lo scopo è dimostrare che un prodotto ben studiato e “garantito” anche su macchine datate sia davvero in grado di girare senza alcun problema:

Ho già detto che la macchina di base aveva a sua disposizione solo 512MB di RAM vero? Certo è difficile trovare macchine così in giro ma ne ho viste tante in passato e continuano ad essercene ancora molte. Chiaramente in questa condizione si rende difficile la convivenza con il resto del software a bordo della stessa macchina, non tanto per l’occupazione disco quanto per la possibilità di convivere ed essere eseguito in contemporanea con Pure. Una volta installato e attivato il prodotto ho lanciato immediatamente il primo corposo aggiornamento che ha impiegato molto tempo per scaricarsi (dipende dalla vostra linea ADSL e dall’occupazione dei server di aggiornamento prodotto) e al primo riavvio per l’applicazione delle modifiche la macchina si è addirittura bloccata costringendomi al riavvio forzato. Non è affatto un buon inizio.

Console, comandi, integrazione

Console molto intuitiva e accessibile per ogni tipo di utente, funzioni di aggiornamento automatiche con la solita possibilità di forzarne l’avvio e una marea di opzioni aggiuntive che potrebbero sfuggire al controllo.

PURE 3.0 come ogni altro software Kaspersky installa all’interno dei browser dei componenti aggiuntivi che vanno ad integrare così alcune funzionalità proprie della suite. Chi utilizza come me una versione di Firefox non ancora Stabile (io sono sul canale Aurora, due release più avanti rispetto all’attuale Firefox rilasciato pubblicamente) non potrà utilizzare questi componenti aggiuntivi in quanto non ufficialmente supportati e non compatibili con la versione del browser, cosa che chiaramente non accade per Google Chrome o Internet Explorer (installati anche loro sulla stessa macchina virtuale.

Una perdita? Forse no. La tastiera virtuale, l’integrazione con il Password Manager o le funzioni di verifica dell’URL che si vuole andare a visitare hanno le loro alternative native e non (c’è persino un Anti-Banner che potrebbe sostituire AdBlock e simili, ndr). Tanto per capirci: la tastiera virtuale è fatta per evitare possibili Keylogger residenti sulla macchina che però dovrebbero essere intercettati dall’antivirus Kaspersky stesso, per il Password Manager esiste Keepass con i suoi componenti aggiuntivi o con le funzionalità integrate per l’auto-compilazione dei campi (nativa, senza alcuna installazione di ulteriore materiale) e per il controllo dei siti web vi ricordo che Firefox si appoggia al Safe Browsing di Google con un database molto più che aggiornato.

Parental Control

Una delle funzioni che ho preferito in questo software probabilmente. Senza star li a d inventarsi soluzioni home-made o cercare soluzioni alternative spesso complicate (ma delle quali comunque parlerò quanto prima, ndr) Kaspersky offre filtri di Parental Control già preconfezionati e la possibilità di realizzarne di propri per personalizzare al massimo l’utilizzo della macchina da parte dei membri della famiglia:

La password impostata per il Parental Control può essere immediatamente impostata anche ad altre porzioni del software, compresa la sua disinstallazione, a prova di figlio che decide di mettere fine alla presenza del prodotto sulla macchina (ammesso che gli abbiate lasciato un utente amministratore della macchina, ndr).

Social Network, applicazioni, file da scaricare o bloccare e molte altre informazioni che è possibile inserire / modificare / ritoccare rispetti ai profili suggeriti dal prodotto, il tutto assegnabile ad uno specifico utente della macchina. Molto comoda la possibilità di limitare l’utilizzo della macchina e di internet per ore totali, giorni e orari:

Bravi, molto ben realizzata, semplice da impostare ed immediatamente efficace, il rapporto che potrà essere visualizzato dall’amministratore completa un quadro già ben realizzato.

Gestione centralizzata della rete domestica

Quello che succede con le console di gestione centralizzata dell’antivirus nelle grandi aziende, in piccolo però:

L’idea di fondo è la stessa ed è chiaramente vincente. Se una sola macchina è in grado di monitorare e permettermi di accedere alla gestione della parte security delle altre perdo la metà del mio tempo e posso risolvere eventuali problemi con un paio di clic e senza le necessità di collegarmi da remoto (o fisicamente con monitor, tastiera e mouse) alla macchina interessata. Molto rapido nella ricerca (nell’immagine qui sopra si vede chiaramente la sola macchina virtuale ma ho avuto modo di provarlo anche in una rete con più macchine protette) e altrettanto nella reportistica / ricezione stato degli altri PC ed eventuali adeguamenti a decisioni della console centrale. Qualsiasi Pure 3.0 con la giusta password amministrativa può fare da ponte verso gli altri.

Strumenti aggiuntivi

Ovvero il coltellino svizzero in caso di necessità:

Impostazioni del browser (integrazione dei componenti, ecc.), Rescue Disk per avviare la macchina anche nel caso in cui ci sia qualche infezione che non permette il corretto avvio del sistema operativo (creando un apposito CD/DVD o chiavetta USB di boot), Risoluzione dei problemi post-infezione (per rimuovere ogni traccia) ed Eliminazione definitiva dei file (con più passaggi proprio per evitare che programmi appositi possano recuperare facilmente dati che si intendono cancellare definitivamente).

Costi e conclusioni

La licenza per un solo PC costa circa 60 euro (59,95), passando a quasi 80 (79,95) per 3 PC e 100 (99,95) per 5. Il pacchetto è acquistabile direttamente da kaspersky.com/it/pure. Senza infamia e senza lode ha i suoi pro e i suoi contro come per qualsiasi altro prodotto sul mercato.

Di sicuro Kaspersky offre maggiori strumenti che permettono all’utente di non passare da soluzioni alternative facendo risparmiare tempo e denaro, un punto a loro vantaggio, con una buona configurazione l’ho trovato persino accettabile e neanche troppo esoso ma ho preferito continuare a tenere bloccate le pesanti “infiltrazioni” all’interno di software terzi (come i browser) per evitare di appesantire ulteriormente sistema e navigazione, cosa mai buona per chi lavora tutto il giorno con quel tipo di strumenti, quasi a voler fare una “doppia scansione di tutto“.

15 anni di Mozilla per un Web più aperto ed in continua evoluzione

15 anni fa “Mozilla” muoveva i primi passi nel mondo, per un web migliore, più aperto, libero dalle forzate standardizzazioni che Internet Explorer aveva “imposto“. Oggi a distanza di così tanto tempo (è praticamente diventato un progetto adolescente!) è diventato un po’ più grande e molto più conosciuto, grazie alla forza di quei tanti volontari che hanno permesso a Firefox (principalmente) e qualsiasi altro software della fondazione di approdare sui PC degli utenti smanettoni o semplici curiosi che siano, un software davvero a portata di tutti, anche dei più inesperti e restii all’idea di abbandonare qualcosa di conosciuto e da sempre utilizzato per darci una possibilità.

To commemerate 15 years of a better Web, the @Firefox and @Mozilla Twitter accounts will be posting 15 facts about Mozilla and pointing to www.mozilla.org/contribute throughout the day. In addition, @Firefox and @Mozilla will be asking followers to share their #webstory – and we’d love you to participate.

Grazie a Mozilla tanti di noi hanno potuto navigare in un web più sicuro e ricco di funzionalità mai sfruttate prima, Firefox è stato il primo browser a fare leva (tanta leva, ndr) sulla possibilità di installare componenti aggiuntivi personalizzando in tutto e per tutto la propria fruizione dei contenuti della rete, caratteristica che ancora oggi torna molto comoda e che tutti hanno poi adottato. Ciascuno di noi ha fatto la “webstory” di Mozilla, per quel che mi riguarda il periodo più bello e ricco di cambiamenti è stato proprio quello evolutivo partendo da Mozilla does IT (1999, quando ancora il browser non si chiamava Firefox e la documentazione per risolvere eventuali problemi scarseggiava!) attraversando quello che è stato eXtenZilla e quello che è oggi e sarà domani Mozilla Italia:

Evoluzione Mozilla Italia

L’evoluzione del progetto Mozilla in Italia

L’immagine è presa dalla presentazione che ho tenuto al Linux Day nel 2011 a Milano.

La storia la facciamo noi, ogni giorno, this is my #webstory.

Firefox: Adobe Flash va in crash quando il portatile non è alimentato

The FlashLo tenete aggiornato, lo tenete curato, sempre allineato, mai qualcosa fuori posto, eppure il vostro Adobe Flash non perderà occasione per tradirvi e andare in crash nel momento meno opportuno, soprattutto quando si utilizza la versione plugin per Firefox.

L’ho notato giusto ieri sera con il portatile non alimentato mentre navigavo su pagine ricche di embed Flash come non ci fosse un domani (no, non un sito porno, prevedibili!). Qualche secondo di attesa, qualcun altro di sofferenza ed ecco arrivare puntuale la schermata di richiesta blocco plugin con conseguente crash. Inutile aggiornare la pagina, il problema apparentemente non si risolve. Per veder tornare a posto la situazione sarà necessario collegare il portatile ad una fonte di alimentazione quindi seguire il consiglio di questa pagina: forums.adobe.com/thread/891337, ed in particolare quello relativo all’accelerazione hardware con Flash.

Per la cronaca: non c’entra nulla quella proposta da Firefox, sarà necessario disattivare anche quella specifica di Adobe. Per farlo basterà andare alla pagina helpx.adobe.com/flash-player/kb/find-version-flash-player.html#main_Find_Flash_Player_version_typ… e fare clic con il tasto destro in corrispondenza del secondo embed Flash, quello che riepiloga i dati di installazione, quindi scegliere Impostazioni, ecco servita l’accelerazione hardware da disabilitare:

Occorrerà riavviare il browser per rendere effettive le modifiche, in seguito non dovrebbe più essere necessario prendere il portatile e lanciarlo dalla finestra mentre si continua ad imprecare pesantemente contro un software nato male e che “dovrebbe morire ancora peggio” (cit.).

Buona navigazione!

E intanto Google taglia fuori anche Adblock Plus (da Play)

E visto che al peggio non c’è ma fine, Google continua a togliere l’interruttore a casaccio, segno evidente che qualcosa sta cambiando, non necessariamente in meglio.

Adblock Plus è stata rimossa da Google Play e non è attualmente scaricabile e installabile sui vostri dispositivi Android a meno che non l’abbiate precedentemente installata o non passiate dalla pagina web, come riportato nell’articolo di Palant qui: adblockplus.org/blog/adblock-plus-for-android-removed-from-google-play-store

Nello stesso articolo si parla anche di un nuovo aggiornamento disponibile già da domani, che ovviamente andrà lanciato manualmente in quanto l’applicazione non troverà più alcun aggiornamento dallo store di Google.

Questo non impatta assolutamente sul corretto funzionamento di Adblock Plus per Firefox Android e dei relativi filtri contenuti in X Files ma fa comunque ragionare sulla facilità con la quale Google toglie vita a qualsiasi cosa passi per i suoi lidi, la stessa EFF ne parla criticando questo comportamento sempre più da monopolista a decisioni unilaterali che troppo spesso non interpellano gli utenti che hanno fatto di Big G. quello che è oggi.

Adblock Plus ed il suo staff pubblicano notizie e novità sulla loro pagina Facebook e sul loro blog che vi consiglio caldamente di seguire se ci tenete all’argomento tanto quanto il sottoscritto ;-)

Firefox: come rimuovere un termine aggiunto al vocabolario

Vi è mai capitato di aggiungere un termine personalizzato al vocabolario di Firefox? Una roba simile insomma:

Aggiungi al dizionario

Un’operazione piuttosto semplice, basta infatti fare clic con il tasto destro sul termine segnalato come errore e scegliere la voce “Aggiungi al dizionario“. Se però portate vi accorgete di aver fatto un errore immettendo un termine sbagliato e nel tasto destro la scelta “Annulla Aggiungi al dizionario” non è più disponibile come si risolve il problema?

I termini vengono conservati all’interno di un file del proprio profilo, il persdict.dat. E’ possibile modificarlo con qualsiasi editor di testo, farlo è altrettanto semplice. Dal menu di Firefox in Aiuto / Risoluzione dei problemi basterà andare a fare clic sul pulsante “Mostra cartella” in corrispondenza di Cartella del profilo:

A questo punto, con Firefox chiuso (mi raccomando), basterà modificare il file appena citato (persdict.dat) rimuovendo le righe “di troppo” inserite per errore. Al termine salvate il file e uscite dall’editor, quindi riaprite Firefox, come per magia la parola sbagliata che avevate aggiunto al dizionario tornerà ad essere un errore secondo il controllo ortografico del browser ;-)

Buon lavoro!

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