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Nel 99% dei casi mi capita di lavorare file PDF sulla postazione Windows che utilizzo quotidianamente, ma una manciata di giorni fa ho avuto la necessità di estrarre un paio di pagine specifiche da un file PDF ben più complesso. Stavo utilizzando il mio MacBook e non avevo nessun particolare strumento installato a bordo, ho quindi provato un paio di metodi entrambi funzionanti.

macOS: come scomporre rapidamente un PDF

Utilizzare l’Anteprima

  • Tasto destro sul file interessato, Apri conAnteprima, questo ti permetterà di aggirare l’apertura di Adobe Reader (ammesso che tu lo abbia installato, io sì).
  • A questo punto dovrai semplicemente chiedere di mostrare la sidebar dedicata alle miniature (VistaMiniature, oppure ⌥⌘2), selezionare le pagine interessate dalla barra laterale (tieni premuto il CMD ⌘ per selezionarne diverse, come il CTRL in Windows), quindi fare clic con il tasto destro su una delle pagine selezionate e scegliere “Esporta come…“. Il gioco è fatto, indica un nome e tieni PDF come formato di esportazione.

macOS: come scomporre rapidamente un PDF 1

Questo è probabilmente il metodo più semplice e immediato, che non richiede competenze particolari e che –soprattutto– funziona su qualsiasi PC della mela, perché non necessita di programmi terze parti ed è subito disponibile anche a sistema appena installato.

Passare tramite Automator

AutomatorAbbiamo già parlato di Automator, anche se probabilmente non lo ricordi. Anche l’ultima volta (poco più di un anno fa) avevo toccato l’argomento documenti, anche se si parlava di DOCX da trasformare in PDF. Tutto rimane invariato (l’Automator in sé, così come la possibilità di installare dei servizi nel proprio sistema operativo), ovviamente cambia il set di istruzioni.

A tal proposito, ho trovato maledettamente utile un articolo di DocumentSnap che propone esattamente ciò di cui avevo bisogno, permettendo il download del servizio già pronto da installare (per chi non vuole perdere tempo) e la procedura per fare tutto manualmente. Trovi l’articolo all’indirizzo documentsnap.com/how-to-split-pdf-documents-into-single-pages-using-mac-osx. Io, per farla semplice, mi sono limitato a installare il servizio che, by design, permette di effettuare uno split a singola pagina di un PDF più complesso (PDF da 30 pagine? 30 singoli PDF, uno per pagina, ora è più chiaro?). Dai singoli PDF, sarà poi semplice crearne uno solo (sempre tramite l’anteprima, tanto per fare un esempio).

Il servizio è disponibile sul sito web di DocumentSnap, ma ne ho anche salvato una copia sul mio spazio box: app.box.com/s/xu5bgymadyugndp51kc8cjz8x1vtwvls

Scarica il file ZIP e scompattalo, il file workflow è da spostare nel solito posto, ovvero ~/Library/Services, che potrai richiamare nel Finder (via menu a tendina o con la combinazione ⌘⇧G). Una volta fatto, ti basterà fare clic con il tasto destro del mouse su un documento PDF, spostarti in Servizi e selezionare Split PDF:

macOS: come scomporre rapidamente un PDF 2

Due modi per ottenere (più o meno) lo stesso risultato, anche se molto è dettato dalla tua specifica esigenza e questo tipo di work-around potrebbe non bastarti.

Buon lavoro! :-)

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Capita quasi ogni giorno: arrivano documenti in PDF che sarebbe stato meglio avere in DOC modificabile tramite Microsoft Word, o magari immagini che si vogliono trasformare in PDF, o chissà cos’altro, gli utenti hanno bisogno sempre di qualcosa che tu generalmente non hai a portata di mano, o che ti tocca installare sulla macchina (magari con licenza annessa). Di software che sono in grado di lavorare i file PDF ne esistono bizzeffe, anche gratuiti, spesso però di produttori diversi, che occorre quindi conoscere per sapersi muovere nella corretta maniera.

Da qualche tempo ormai esiste però una validissima alternativa online, nata in Svizzera e mantenuta da menti capaci di rendere facile tutto ciò che ruota intorno al mondo dei PDF, rilasciata gratuitamente a chiunque raggiunga l’URL smallpdf.com.

Smallpdf è il coltellino svizzero dei file PDF 1

 

Lo utilizzo da quando aveva a malapena due o tre funzioni relative alla trasformazione da PDF ad altro formato. Oggi può vantare 14 diverse funzioni che potrebbero rendervi la vita decisamente più comoda. Si va dalla conversione da PDF a DOC a quella da PDF a XLS (un vero tabù per molti, soprattutto negli uffici amministrativi che devono lavorare fatture e simili), si può sbloccare o proteggere un file PDF, mandare diversi PDF in unione per ottenere un file unico o dividerli in più pagine (ciascuna corrispondente a un singolo PDF), ma non solo.

Sfruttando le tecnologie messe a disposizione da PDF-Tools.com e Solid Documents, il sito web impiega davvero pochi secondi per effettuare qualsiasi operazione chiediate. Il caricamento del file può essere effettuato da vostro PC ma anche da Dropbox o Google Drive, senza passaggi intermedi, comodissimo per chi è abituato a usare il suo spazio cloud per conservare ciò che gli è più utile (o magari per chi si trova su PC non propri, stando sempre molto attenti a disconnettere ogni sessione al termine del lavoro per evitare che una diversa persona possa accedere i vostri dati, ocio).

La forza di Smallpdf, oltre che la rapidità di conversione / operazione sui file, consiste nell’essere funzionante su ogni sistema operativo poiché non necessita di alcun client installato sul PC che intende utilizzarlo. Zero pensieri, zero perdite di tempo. Si apre il browser, lo si punta al giusto URL e si da in pasto al convertitore ciò che più interessa, non serve altro.

Cosa potrebbe essere utile? Magari associare un protocollo di navigazione sicuro (HTTPS, attualmente assente) oltre alla policy che riguarda la cancellazione di ogni file caricato / generato dal servizio:

Storage of User Files and generated Data

All files are deleted after one hour. No backups are made and no one has access to your files.

All the files uploaded for processing on smallpdf.com are stored on our servers for processing and the download afterwards. All user-uploaded files as well as the converted output files will be deleted one hour after upload or conversion respectively. We keep the files for the sole purpose to give you enough time to download them. During that hour, we don’t look at the files or mine any data from them. No backups are made of any uploaded files nor their processed output neither are the contents monitored without the explicit permission of user.

continua su smallpdf.com/legal

C’è sempre ampio margine di miglioramento, per ogni servizio esistente al mondo, Smallpdf non fa certo eccezione. Ciò che più mi ha convinto a pubblicare questo pezzo (oltre al fatto che credo serva far conoscere il tool a chi ancora non lo ha mai visto all’opera) è proprio la capacità degli sviluppatori di proporre novità a un buon ritmo, con la speranza che ce ne siano anche sul fronte più nascosto agli occhi degli utilizzatori (in bene, ovviamente!).

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Un messaggio tanto fastidioso quanto comune sui sistemi x64 (a quanto pare), che salta fuori in diverse occasioni ma che sembra aver fatto una particolare comunella con il software di casa Adobe, in particolare l’Acrobat Reader (DC se ultima versione, ma anche IX e X). Utilizzare l’invio a mezzo posta elettronica dei PDF aperti (tramite l’apposita icona nella toolbar principale del programma Adobe, ndr) porta all’errore mostrato in immagine:

Non esiste un client di posta elettronica predefinito oppure il client di posta elettronica corrente non può soddisfare la richiesta di messaggistica. Eseguire Microsoft Outlook e impostarlo come client di posta elettronica predefinito.

Ciò che si scopre con qualche ricerca è che sembra esserci una particolare incomprensione tra Office installato a 64 bit e i programmi di terze parti a 32, Acrobat Reader compreso. Una soluzione ideale li vede andare d’accordo e arrivare all’obiettivo di aprire un nuovo messaggio di Outlook con già pronto l’allegato da spedire. Sfortunatamente però, nonostante Outlook sia il programma di posta predefinito per il sistema, questo sembra non bastare, tanto da necessitare di una modifica al registro di Windows per poter riuscire nell’impresa che, un ultimo appunto prima di lasciarvi ai riferimenti, non è riproducibile con esatta formula, capita a “macchia di leopardo“.

Questi i riferimenti che ho trovato per capire qualcosa di più sull’argomento:

In soldoni, pare che occorra creare una specie di ponte tra le applicazioni a 32 bit e quell’Outlook x64 diversamente “invisibile“. Questo ponte è stato chiamato senza troppa fantasia “Outlook64Bridge” e si riassume in queste due chiavi di registro con rispettivi valori:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Clients\Mail]
@="Outlook64Bridge"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Clients\Mail\Outlook64Bridge]
"DllPathEx"="C:\Program Files\Microsoft Office 15\Root\Office15\OLMAPI32.DLL"
"DLLPath"="C:\WINDOWS\system32\mapi32.dll"

Cosa c’è di diverso rispetto a quanto visto nei riferimenti (ammesso che li abbiate aperti)? Semplice. Il puntamento della variabile DllPathEx che si basa su un’installazione di Office 365 ProPlus, al contrario di quanto suggerito svariate volte (il work-around prevede che si punti alla stessa mapi32.dll presente in C:\Windows\System32).

Chiamatelo quindi Outlook64Bridge per Office 365 e approfittate del batch che ho rapidamente scritto per aggirare l’ostacolo:

if not exist C:\reg_MailExp.bak REG EXPORT HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Clients\Mail C:\reg_MailExp.bak

REG ADD HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Clients\Mail /d Outlook64Bridge /f
REG ADD HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Clients\Mail\Outlook64Bridge /v DllPathEx /d "C:\Program Files\Microsoft Office 15\Root\Office15\OLMAPI32.DLL" /f
REG ADD HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Clients\Mail\Outlook64Bridge /v DLLPath /d "C:\WINDOWS\System32\mapi32.dll" /f

Questo si occupa di effettuare un backup delle chiavi esistenti così da evitare possibili danni difficili poi da riparare, che potrete in qualsiasi momento ripristinare (rinominando il file reg_MailExp.bak, che si trova in C:\, in reg_MailExp.reg, quindi doppio clic con conferma di scrittura valori nel registro), poi di creare quel ponte che permetterà di mettere d’accordo tra di loro le parti.

Ho trasformato il batch in eseguibile, così che lo possiate scaricare direttamente da app.box.com/s/i57d22b2i39e53f9ayv40lfs17x2pf6t e lanciare –come amministratori– sulle macchine che ne necessitano.

Attenzione però: se Outlook è impostato per essere il programma predefinito di posta con controllo ad ogni suo avvio, il valore (Default) della chiave “Mail” verrà nuovamente sovrascritta, facendo spuntare fuori il problema ancora una volta. Ricordate quindi di andare a togliere il segno di spunta alla voce “Imposta Outlook come programma predefinito per la posta elettronica, i contatti e il calendario” nelle opzioni di Outlook:

Non esiste un client di posta elettronica predefinito oppure il client di posta elettronica corrente non può soddisfare la richiesta di messaggistica. Eseguire Microsoft Outlook e impostarlo come client di posta elettronica predefinito. 1

Ma, soprattutto, ricordate che questa modifica potrebbe perdersi con l’arrivo di nuove patch da Windows Update. Tenete a portata di mano il batch / eseguibile nel caso dovesse servire ancora e occhio ai problemi che potrebbe invece dare alle applicazioni che giustamente girano a 64 bit, Esplora Risorse del sistema operativo compreso! Non è mai tutto oro quello che luccica nei work-around, bisogna capire quanto importante è un invio di una mail da Acrobat Reader rispetto al più classico tasto destro sul file / Invia a destinatario posta ;-)

Cheers.

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Le aziende che si occupano di sicurezza sono alla continua ricerca (manco a dirlo) di metodi efficaci per combattere ogni tipo di minaccia informatica. Se in ambito casalingo questo si può tradurre con lo scaricare illegalmente del software che si trasforma poi nel virus difficile da debellare per il neofita (soprattutto), in ambito lavorativo si parla piuttosto di danni parecchio più estesi poiché le reti LAN -se non correttamente studiate, implementate e protette- potrebbero facilmente trasportare quell’infezione di postazione in postazione in perfetto stile “poca spesa, tanta resa“.

Oggi -passato da Sophos a Symantec in ambito aziendale- ho potuto valutare altri (tanti) prodotti in ambito casalingo dove è importante proteggere ogni postazione, soprattutto quando vengono utilizzate da una “moltitudine di tipi di utente”. Magari nessuno particolarmente esperto, oppure con quella formula del “tanto se lo rompo c’è mio nipote che ne capisce di computer“.

Qualche tempo fa Kaspersky ha pubblicato un whitepaper “Perché la complessità è il principale nemico della sicurezza IT” che è palesemente orientato e realizzato per l’IT aziendale ma che contiene diversi riferimenti utili anche all’utente di casa che si interessa (o vuole provare a farlo) all’argomento, che male non fa mai data l’enorme quantità di dati che teniamo su ogni nostra postazione, chiavetta USB o cellulare. Dell’antivirus Kaspersky Lab ne ho già parlato qualche tempo fa in un altro articolo (questo, per la cronaca: gioxx.org/2013/04/23/banco-prova-kaspersky-pure-3-0-total-security), così come ho fatto con molti altri prodotti (magari non in maniera approfondita ma pur sempre citati con pro e contro).

Chiaro che non potrete o non vorrete soffermarvi sulla complessità dell’implementazione di una soluzione ad-hoc a 360°, ma vorrei farvi notare quanto alta sia la statistica di attacchi ai danni di programmi molto diffusi (pagina 7, ndr) come Java e Adobe Flash o Acrobat Reader in primis, con -contrariamente a molte aspettative- Microsoft e IE molto distanti grazie soprattutto agli ultimi grandi progressi fatti con Windows 7 e 8 e Internet Explorer 10 (e 11 anche se non ufficialmente rilasciata in versione stabile). Nulla di nuovo direte voi, eppure molti utenti lì fuori continuano a utilizzare quel tipo di programmi per assenza di reali alternative o per “ignoranza“, ignorano cioè che esistono ben più valide alternative da utilizzare sui propri PC (Mozilla Firefox in primis per sostituire IE ma anche per leggere i PDF nativamente nelle sue ultime versioni, a meno di non voler utilizzare Cool PDF Reader che pesa meno di 1 MB!).

Se a questo aggiungete l’evolversi e il diffondersi di smartphone con a bordo Android che permettono così di navigare in siti web potenzialmente pericolosi o scaricare applicazioni appositamente studiate per sfruttare falle di sistema (pagina 8 e 9, ndr) scoprirete che di attenzione da porre a queste “piccole cose” ce n’è davvero tanta.

Voi siete in regola con la vostra sicurezza? :-)

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