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Ci sono poche certezze nella vita di un milanese medio, l’Esselunga è certamente una di queste. Tutti pensati e realizzati con una logica ormai consolidata, buone offerte, qualche modifica non proprio gradevole nel post-Caprotti (che continua a mancarci tantissimo), il Presto Spesa, la cassiera che ti sorride quando è in buona, i suoi banchi del fresco.

Dall’altro lato Satispay, nata da cuore e menti italiane, con investimenti internazionali che stanno permettendole di crescere rapidamente e catturare l’attenzione di ulteriori commercianti (e gruppi) che decidono di accettare i pagamenti portati a termine tramite l’applicazione disponibile sulle piattaforme mobile più diffuse (Android, iOS, Windows Phone). Si dice che l’unione faccia la forza, giusto?

Ho fatto la spesa all'Esselunga con Satispay (un sacco bello)

Da un paio di settimane circa, l’Esselunga dove io e Ilaria siamo soliti fare la spesa, ha aggiornato i propri terminali includendo la possibilità di pagare con Satispay, e noi ne abbiamo approfittato immediatamente. Utilizzavo già Satispay, più sporadicamente, perché non propriamente circondato da esercizi commerciali che si appoggiavano a lui per il pagamento elettronico, ma con l’arrivo di Esselunga mi è toccato pure aumentare il budget settimanale da tenere sempre sotto ricarica!

Regole del gioco: quelle che durano ormai da qualche tempo. Il pagamento è sempre erogabile, ma per alcuni esercizi commerciali c’è in più quel cashback che ti permette di recuperare parte della spesa, subito dopo aver pagato. Esempio pratico? Pagamento di 100€ con cashback al 20%, 20€ tornano immediatamente nel budget di Satispay. Un modo come un altro per invogliare gli utilizzatori a passare dall’applicazione anziché dai contanti o dalle carte di pagamento.

Ho fatto la spesa all'Esselunga con Satispay (un sacco bello) 1

Ma perché Satispay?

Perché è comodo, funziona su iPhone ma anche sul mio Galaxy S8, su entrambi condivido l’account e non importa quale telefono sto utilizzando nello specifico momento. Un amico dice che Apple Pay è più comodo, in realtà credo e sostengo che si tratti di due metodi di pagamento molto differenti, dove il primo citato è dedicato esclusivamente ai clienti della mela, escludendo tutto il resto del mondo. Apple Pay si appoggia sulla propria carta di credito (ammesso questa sia compatibile), Satispay sul conto corrente bancario (o una carta con IBAN).

Satispay, una volta sbloccato con la propria impronta digitale o il PIN scelto in fase di installazione e prima configurazione, permetterà di inviare denaro al negozio preferito o all’amico che l’altra sera ha anticipato per tutti pagando il conto in pizzeria. È molto veloce (pressoché immediato, giusto il tempo della preparazione del pagamento) e preciso, tutto fila liscio e spero che continuerà a evolvere nel corso del tempo.

L’iscrizione al servizio è gratuita, così come ogni operazione eseguita. Se utilizzi il codice GIOVANNISOLO ottieni anche 5€ come “bonus di benvenuto” al completamento delle operazioni di riconoscimento e invio delle fotografie del tuo documento di identità. Il processo porterà via qualche giorno, potrai poi impostare il budget da tenere sempre a portata di clic e ricaricare ogni settimana (solo quando necessario).

Satispay
Satispay
Developer: Satispay S.p.A
Price: Free
Satispay
Satispay
Developer: SATISPAY S.P.A.
Price: Free

Ti iscriverai? :-)

× MRL: Milano Real Life

Milano Real Life (MRL)

È il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!
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Di cosa si tratta?

4 settimane per 4 app: Q8easy CLUB4 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato, alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che riferimenti e immagini sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi vi parlo di: Q8easy CLUB

Gli Europei 2016 di calcio sono appena cominciati, sono scese in campo la Francia (padrona di casa) e la Romania, tengo la partita in sottofondo, ogni tanto do un’occhiata, nel frattempo mi faccio passare per la testa lo stupido dubbio: che articolo ti propongo tra qualche ora? La serie è ovviamente quella del #4WeekendApps, seconda settimana (qui il primo articolo, nel quale ti parlo di Moovit), voglio parlare di un’applicazione che -prima di altre- ha voluto scommettere e parzialmente rivoluzionare un gesto che siamo tutti abituati a fare senza neanche accorgercene più (salvo poi dare un’occhiata all’estratto conto del Bancomat!). Si parla di carburante, si parla di Q8easy CLUB, applicazione appartenente all’omonimo gruppo che ha voluto semplificare il pagamento del pieno, e che ti permette di gestire eventuali residui, sfruttare bonus, approfittare di sconti presso partner.

Q8easy CLUB
Q8easy CLUB
Developer: Archeometra
Price: Free

L’applicazione è disponibile anche per iOS:

Q8easy CLUB
Q8easy CLUB
Developer: Archeometra srl
Price: Free

Questione di abitudine, è da un pezzo che scelgo Q8 per fare il pieno all’automobile, mantiene prezzi un po’ più onesti rispetto ai competitor (IP è l’unica alternativa in grado di tenere testa, non in tutte le città, nda). Ciò che ho più apprezzato già dagli esordi di questa applicazione (è fuori da diverso tempo, nonostante non te ne abbia mai parlato, nda) è la facilità di utilizzo e la possibilità di avere un tabulato aggiornato dei movimenti (pieni / data-ora / prezzo pagato / ecc.) e una scorciatoia che ti libera dallo scontrino cartaceo nel caso in cui rimanga del residuo rispetto al contante inserito nello sportello del self-service, pratica più appartenente a mio padre (io utilizzo il Bancomat, solitamente), con il quale ho condiviso il mio codice cliente, dandogli così la possibilità di recuperare quel credito quando vuole, semplicemente con un tocco (ti occorrerà generare un codice dall’applicazione, con scadenza, per recuperare quanto ti spetta).

A ciò si è andato ad aggiungere (poco dopo) la possibilità di pagare un pieno in anticipo via PayPal, un gateway verso il proprio conto corrente (o carta di credito) al quale ormai siamo abituati a dare fiducia, permettendoti così di non avere contante, o magari non tirare mai fuori la tua carta di credito, inserendo semplicemente un codice di pagamento proprio sulla colonnina del self-service, prima di scegliere la pompa che andrà ad erogare il carburante. Ho avuto modo di testarlo solo una volta, fatto più che altro per curiosità che necessità, tutto ha funzionato correttamente e ho potuto riscattare quanto pagato. Immagino che, andando a pagare un pieno superiore al necessario, questo genererà un residuo riscattabile proprio come con i contanti.

Cosa c’è quindi di eccezionale? Assolutamente nulla. Tutto funziona a meraviglia, sono un cliente soddisfatto e consiglio (nel caso in cui ti capiti di fermarti a fare carburante in una stazione Q8) di iscriversi al programma Q8easy CLUB, che tra l’altro ha riservato (e credo continuerà a farlo) bonus e sconti presso partner di terzi parti. Io non ne ho mai usufruito, ma mai dire mai. Ho notato che anche ENI ha introdotto una sua applicazione e possibilità di pagare il pieno in anticipo, è sicuramente una formula vincente e spero che tutti i gestori possano adeguarsi alla nostra generazione (e quindi alle future) quanto prima, anche se –a dirla proprio tutta– ce ne sono tanti lì fuori incapaci persino di aggiornare le colonnine del self-service, non ancora in grado di accettare carte di debito (su circuito vPay, tanto per dire) o carte di credito!

Un consiglio prima di concludere: genera il codice di riscatto credito residuo un po’ di tempo prima rispetto alla tua sosta nella stazione di servizio, magari prima di uscire dall’ufficio. I sistemi impiegano un po’ di tempo a sincronizzarsi e potrebbe capitare di generare il codice in stazione e non poterlo utilizzare immediatamente, mettendoti in difficoltà poiché la scadenza ravvicinata costringe a ripassare in una stazione di servizio a corto raggio dalla tappa già prevista!

Al solito: per suggerimenti, commenti e alternative, l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buon fine settimana ;-)

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Di cosa si tratta?

4 settimane per 4 app: Moovit4 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato, alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che riferimenti e immagini sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi vi parlo di: Moovit

Inauguro la rubrica con una delle killer-app che preferisco. Perché killer? Perché averla a portata di tasca, in città dove il servizio pubblico offerto si muove su qualsiasi tipo di binario (in tutti i sensi) è ciò che può fare la differenza, soprattutto quando ci si deve spostare senza conoscere chi o cosa potrà portarti facilmente da un punto A a un punto B. Moovit, applicazione nata in Israele e ora presente su molteplici mercati, nazioni, città, vicoli e porti di mare dopo un’evoluzione costante, si propone come personal-assistant del viaggio, quello che occupa spesso una parte importante della giornata, che è bene fare in tranquillità e senza brutte sorprese dell’ultimo minuto, possibilmente con un’alternativa sempre pronta a sostituire un eventuale ritardo, un’anomalia ovviamente imprevedibile.

Orari costantemente aggiornati e, nelle città metropolitane (come Milano) o dove i sistemi lo consentono, anche in diretta grazie all’utilizzo del GPS, così da poter conoscere in qualsiasi momento dove si trova il tram di cui si ha necessità, ti permetterà così di ottimizzare tutte le tue schedulazioni ed evitare di perdere inutilmente tempo, ti sembra poco? L’applicazione è disponibile su Android, ma anche su iOS e Windows Phone.

Moovit: Orari Bus e Treni
Moovit: Orari Bus e Treni

Il sistema dei punti poco conta, serve più che altro come gamification e piccola gratificazione (virtuale) quando si segnalano problemi, percorsi alternativi papabili, informazioni, tutto costantemente sincronizzato con il vostro account (Google o Facebook), niente di serio. Il vero punto di forza di questa applicazione è il saper convogliare sotto uno stesso tetto tutto ciò che c’è da sapere per utilizzare al meglio i servizi pubblici, cosa mai banale considerando che ognuno tira l’acqua al proprio mulino, magari creando l’applicazione brandizzata, esperienze d’uso sempre diverse (così come le interfacce), informazioni mai complete (sul serio). Grazie al contributo della community e delle amministrazioni comunali, Moovit resta l’alternativa all-in-one da me preferita (anche rispetto a competitor che svolgono lo stesso mestiere, nati in seguito o talvolta anche prima ma poi abbandonati).

E tu? Ne hai provate di diverse con le quali ti trovi molto bene? Me ne vuoi parlare nell’area commenti? :-)

Buon fine settimana!

× MRL: Milano Real Life

Milano Real Life (MRL)

È il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!
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Lumia 950 XL: il lato oscuro della forza Microsoft

Sei un tester Lumia 950 XL

Complimenti: sei uno dei nostri tester ufficiali. Sei pronto a vivere una grande esperienza?

Recita così l’attacco di una mail ricevuta in occasione dell’inizio del mio test. Ancora una volta Microsoft, ancora una volta Windows Phone, ne è passata di acqua sotto ai ponti da quel Windows Phone 7 che avevo avuto modo di provare in occasione della sua nascita. Da LG a produzione diretta Microsoft, un hardware potente, stabile e una fluidità di sistema che bisogna pretendere data l’esperienza maturata negli anni e la tecnologia in costante avanzamento. Non è certo questo il problema principale di Lumia 950 XL, in realtà non lo è di Windows 10, SO alla base di questo smartphone così come del PC di casa.

Alzi la mano chi ha colpa

Si perché la mia esperienza, tirando le somme, non può considerarsi del tutto positiva. Non sei tu amore, sono io. Avrei recitato questa frase fatta se solo ci fosse stata la signorina “Lumia Microsoft” davanti a me, perché per uno che ha scelto (ed è riuscito) ad abbandonare iOS per passare ad Android, ci sono tutte le carte in tavola per poter ripetere il gioco e riuscire ad andare d’accordo con un terzo sistema operativo, soprattutto considerando l’abitudine nell’utilizzo dell’OS di Redmond, che ogni giorno supporto e sopporto, con tutti i suoi pro e i suoi contro.

La forte limitazione è da imputarsi alla mancanza di applicazioni fondamentali, quelle che siamo abituati a utilizzare quotidianamente. Microsoft fa già tanto per aiutare gli sviluppatori, ci sono accordi forti con le grandi aziende, senza contare la massima collaborazione con i piccoli sviluppatori che possono imparare a sviluppare e portare software anche su telefoni che non facciano parte della diatriba che alimenta i principali blog di gossip su uno o l’altro produttore (e relativo sistema) e che ogni giorno invadono Social Network e feed RSS. Non è infatti un problema di hardware, né tanto meno di SO, funziona tutto bene, il telefono risponde a ogni colpo e può essere persino utilizzato (senza esagerare) come fosse una postazione fissa, collegato a monitor, tastiera e mouse grazie al modulo Continuum.

Proviamo a tradurla in soldoni. Mantenendo un prezzo di listino, potreste pensare di portarvi a casa un phablet che si trasforma in postazione di lavoro per un totale di 798€ (699€ per il telefono SIM-free, 99€ per il dock), senza ovviamente considerare il costo di tastiera e mouse (a voi la scelta, preferite quelli con il cavo o bluetooth?), ma anche dell’abbonamento a Office 365, che è la parte più interessante e già disponibile per chi utilizza Continuum e un Microsoft Display Dock.

Lumia 950 XL: l'evoluzione di Microsoft su mobile

Microsoft Lumia 950 XL fa belle foto, altro punto che fino a ora non ho discusso. Viene molto pubblicizzato per questo. Ha delle ottiche molto valide (Zeiss) ed effettivamente ha la velocità e la precisione di scatto che merita una buona fotografia. Un difetto? Scattare più foto e provare a tenere il passo di pubblicazione sul Social Network di turno (nel mio caso, Instagram) ha prodotto un piccolo surriscaldamento che ha trasmesso un tepore al palmo della mano tipico da gatto che viene a cercare quell’angolino dove far alzare la temperatura, fino a essere scaraventato da tutt’altra parte. Sono certo che si sia trattato di un caso, eppure. Salvo questo specifico episodio, durante l’utilizzo standard fatto di applicazioni che si aprono e chiudono, telefonate e messaggi su Telegram o Whatsapp, non ho notato altri problemi di temperatura. È sempre piuttosto controllata e assolutamente nella media, dettaglio non banale soprattutto durante l’utilizzo di software che fa uso intensivo di risorse come il GPS (che su altri telefoni tende a portare la temperatura in alto).

Anche il resto del ferro svolge bene il proprio mestiere. Altoparlante, microfono, tecnologia di pulizia dell’audio, display (con possibilità di tenerlo in modalità standby con orologio sempre in bella vista), tutto è al proprio posto, questa è la mia impressione. La batteria? Accettabile. Sono abituato a utilizzare lo smartphone per lavoro e per piacere, una buona batteria mi è necessaria per arrivare a fine giornata. Ho voluto fare un test che ho condotto anche sul mio telefono Android personale e sull’iPhone 6 aziendale: ho caricato al massimo la batteria di Lumia 950 XL al venerdì sera, ho utilizzato il telefono quanto basta, ho provato a farlo arrivare a lunedì mattina sulla scrivania dell’ufficio senza mai attaccarlo a un cavo per la ricarica. Android e iOS hanno portato a casa l’obiettivo, Windows Mobile no. Hardware più esoso o mal gestione delle risorse? Mi piacerebbe davvero saperlo, ma la sostanza non cambierebbe (a meno di futuri aggiornamenti di sistema che vadano a metterci la pezza).

Lumia 950 XL: l'evoluzione di Microsoft su mobile 3

Accessori

Di Windows Continuum ho già detto tutto, cosa aggiungere? Mi è stata concessa anche una Universal Foldable Keyboard adatta a smartphone e tablet, pieghevole, bluetooth, compatibile con iOS, Android e Windows Mobile, sottile e leggera per essere trasportata facilmente, un giocattolo che costa 119€ di listino. Comoda? Si, ma c’è da farci l’abitudine, sicuramente più bella dei prodotti terze parti generalmente più piccoli e di difficile digestione per chi è abituato a lavorare su una vera tastiera.

Insieme alla tastiera, mi è stato fornito anche un Arc Touch Mouse (Wireless) (altri 50€ circa di accessorio) che, insieme alla tastiera, compone un perfetto kit agilmente trasportabile in borsa, tutto alimentato da batteria (litio ricaricabile integrata per la tastiera, semplice coppia di stilo AA per il mouse, nda). Non è necessario scegliere accessori Microsoft, né tanto meno negarsi la possibilità di passare da una normalissima coppia tastiera e mouse con cavo USB, da attaccare al display dock, soprattutto quando la postazione di lavoro è fissa, a casa o in ufficio.

In conclusione

Prima il business, poi tutto il resto. Questa la mia personale visione, condivisa anche dai colleghi di lavoro che hanno potuto mettere mano sul Lumia 950 XL e sui relativi accessori che ho volutamente montato sulla scrivania. Il vero punto di forza di Lumia 950 XL (ma soprattutto di Continuum) è la possibilità di estendere la propria esperienza lavorativa e quotidiana. Office costituisce un ottimo punto a favore di questa piattaforma e spero possa crescere sempre più, perché l’attuale UX offerta su dispositivi mobili è molto più limitata e limitante rispetto a quella Desktop (che continuo a preferire, tramite abbonamento Office 365). Tante le applicazioni che mancano all’appello già sul sistema dello smartphone, figurarsi quelle compatibili con Continuum.

C’è molto lavoro da svolgere ancora, almeno per ciò che riguarda quello che un utilizzatore giovane / medio richiede. Sceglierei di affiancare una PDL di questo tipo a un dirigente d’azienda (o figura equivalente in fatto di compiti quotidiani)? Probabilmente si, dato che il tipo di lavoro è spesso costituito dalla gestione di grandi moli di mail, documenti da modificare e costante necessità di poter lavorare in mobilità in maniera dignitosa, con la possibilità di ottenere i dati che servono dal cloud e non più dalla memoria interna di un telefono (sempre meno importante, fortunatamente per molti produttori che scelgono piccoli tagli di memoria per i loro device).

Qualche utilizzatore di Lumia lì fuori? Volete esprimere la vostra opinione in merito o chiarire alcuni punti che probabilmente mi sono sfuggiti o che non ho analizzato con attenzione? L’area commenti è sempre a vostra totale disposizione, anche senza necessità di registrarsi.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Microsoft, tornato all'ovile.
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Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 7

As such, we have made the difficult decision to discontinue our Copy and CudaDrive services. We certainly do not take this lightly, and we appreciate the millions of customers who have used the service, as well as the hard work and dedication of our product team over the past 4+ years.

Comincia tutto così. Siamo fighi, siamo belli, abbiamo grandi progetti di conquista del mondo e quindi, già che ci siamo, chiudiamo un servizio di cloud storage che magari avete scelto di utilizzare come ancora di salvezza per tutti i vostri file che siete soliti tenere su un solo disco esterno, single point of failure da evitare come la peste bubbonica. Fortunatamente non è il mio caso (sono utente Dropbox Pro dalla notte dei tempi e spero di rimanere tale ancora per molto, nda), ma immagino tutti coloro che avevano provato e apprezzato Copy (di cui vi avevo parlato in questo articolo), scegliendolo come compagno di viaggio.

Copy è morto, lunga vita a Copy, ma adesso cosa si fa? Si trasferiscono i dati, se di questi non avete più un backup locale sulla vostra macchina. Si chiede al client di copiare tutto in un vostro disco fisso, o magari si sceglie di traslocare il materiale da Copy a Dropbox (o altro servizio di cloud storage) come nel mio caso. Su Copy ho conservato per molto tempo le ISO dei miei CD e DVD di installazione software. Da Windows a Office, passando per Acronis e molto altro ancora. Tutti file sacrificabili, che potrei ricostruire in poco tempo, ma che ovviamente vorrei poter migrare senza perdite ancora oggi che sono in tempo.

Mover

Semplice, pulito, gratuito. Mover è un’applicazione web che permette di eseguire un’operazione molto semplice e fondamentale in questi casi: copiare o spostare dati da un servizio all’altro. Sfrutta le API di Copy, di Dropbox, di molti altri servizi di cloud storage che siamo abituati a utilizzare quotidianamente, per account casalinghi o per quelli professionali (offerte business quindi, non le pro che vengono comunque riconosciute come fossero casalinghe in molti casi).

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 3

Dalla sorgente alla destinazione, senza la necessità di utilizzare il proprio PC, la propria connessione, tempo e risorse che chiaramente diventerebbero troppo aleatorie e costose. Non occorrerà quindi installare alcunché, né tanto meno veder crollare la RAM a causa delle finestre del browser sempre aperte sui due servizi di storage che intendete mettere in trasfusione. Create un account gratuito su Mover.io e iniziate a selezionare la sorgente dati dalla quale copiare i file (Source). Date un nome alla prima connessione, autenticatevi e permettere a Mover di ottenere diritti di lettura e scrittura:

Fate lo stesso con la destinazione, arriverete così a poter mettere a confronto le due e scegliere quindi dove posizionare i vostri file:

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 2

L’operazione di setup è talmente semplice che ho stentato a credere che bastassero così pochi clic, manco fosse un comando lanciato in un prompt di DOS. Una volta fatto attivato il pulsante Start Copy, si accederà alla schermata di attività (Activity Logs) che mostrerà l’operazione in corso, l’ora e la data di avvio, la sorgente, la destinazione e il progresso (comprensivo di quantità di MB o GB scaricati e caricati). Questa potrà essere aggiornata manualmente per verificare l’andamento della stessa, oppure potrete scegliere di chiudere la tab e attendere un risultato a mezzo posta elettronica.

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox)

Già, a mezzo posta elettronica. Perché Mover, al termine dell’operazione richiesta, vi invierà un report sulla vostra casella e-mail includendo le informazioni di base della copia del file e l’esito, allegando eventualmente un log più dettagliato riguardo errori di copia (e possibilità quindi di individuare i file incriminati e rilanciarne lo spostamento), un po’ come successo a me:

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 6

Ho lanciato l’operazione di copia dei file alle 14:42 del 2 febbraio, è arrivata la mail di conferma alle 02:59 del 3 febbraio. 11254 file portati su Dropbox, per un totale di 56,6GB. Non sono poi molti (i GB) ma si trattava per lo più di piccoli file (infatti il conteggio è abbastanza corposo), per questo motivo la copia è certamente durata più di quanto avessi previsto, ma volete mettere la comodità di lanciare un job da eseguire e dimenticarsene? La possibilità di lasciarlo andare a prescindere che ci sia o meno una macchina con i client di entrambi i servizi installati da lasciare accesa a scaricare per poi ricaricare online tutto? Una risposta presa dalla Knowledge Base del servizio calza a pennello:

That being said, by the time you’ve read this article, you could’ve moved more than a few gigabytes.

It can be difficult to predict how long a given transfer will take.  Depending on the number of directories, the number of files, and the size of those files, and the source/destination it can sometimes take longer than expected to move your data.

What may be surprising is how large of an impact factors other than the size of the data you are moving can have. For example, it is not uncommon for there to be 0.5-1 second of overhead per file being moved.  If you are trying to move 200,000 files, this would be 100,000 – 200,000 seconds, or up to two and a half days of overhead alone!

Regardless, Mover is going to be consistently faster than dragging and dropping or doing a transfer manually from your home. You also won’t need to keep the app or your browser open, or remain online for the transfers.

In grassetto ho voluto evidenziare il passaggio fondamentale. Non ha importanza quanto tempo impiegherà per voi Mover, è tutto tempo che voi non perderete.

Al termine dell’operazione, nel caso non vogliate lasciare aperta la porta del vostro servizio di cloud storage, potrete sempre rimuovere l’accesso a Mover (nell’immagine di seguito, l’esempio catturato nella scheda sicurezza del mio profilo Dropbox):

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (a Dropbox o altro servizio)

Addio Copy, e grazie per tutto il pesce.

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