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Oggi voglio proporti un articolo già scritto, rivisto e pubblicato su IF Magazine (piattaforma di BNP Paribas Cardif), con la quale collaboro. Quella che leggerai qui di seguito è la versione originale, quella che ricalca fedelmente le mie idee, senza tagli, ma che -soprattutto- si rivolge a te, come se ci stessimo facendo una chiacchierata alla macchina del caffè, proprio come piace a me :-)

Il tuo corpo è unico, o per lo meno è raro trovare in giro quella combinazione di tratti somatici, voce e impronte che, messi insieme, restituiscono un risultato che possa essere confuso anche dall’occhio più attento.

Dapprima il PIN (storico, sempre esistito anche sulle prime carte SIM degli anni ’90), poi le password più complesse, e così le combinazioni, le impronte, la voce, il volto e molto altro ancora. Un solo scopo: sbloccare nel minor tempo possibile l’accesso lecito al nostro smartphone, lasciando fuori le persone indesiderate.

Dal fingerprint al riconoscimento facciale, com’è cambiata la nostra interazione con i device tecnologici?

Torna indietro un attimo

Contrariamente agli anni ’90 e i primi Motorola approdati qui da noi, sui quali le schede del monopolista italiano cercavano di non farsi infastidire poi troppo da un nuovo competitor rappresentato da una splendida modella australiana (te lo ricordi, vero? Gli anni passano anche per te, fattene una ragione), il trascorrere del tempo ha cominciato a far sentire la crescente necessità di proteggere quei contenuti sensibili che oggi, su smartphone ben più evoluti, costituiscono buona parte della nostra base dati, conoscenze, appuntamenti, quotidianità.

Il PIN della SIM (quest’ultima costituiva l’unico spazio di memoria occupabile, te lo ricordo) era assolutamente sufficiente a tenere lontano coloro che non dovevano poter accedere alla nostra rubrica e a quei primi “short message” (SMS); bastava semplicemente riavviare il telefono per attivare la protezione. La prima vera evoluzione porta il nome di Nokia, pioniere e autorità in un campo dove oggi viene ricordato più per quanto fatto in passato, che per quanto in cantiere in ottica contemporanea e futura.

iPhone, seguito poi a ruota da Android, costituisce l’ulteriore passo in avanti, stavolta gigantesco, che impone la fine della memoria disponibile nella carta SIM. Quello che può essere volgarmente chiamato ferro è in realtà qualcosa che è possibile cambiare in qualsiasi momento, perché il proprio numero di telefono segue la scheda SIM (non necessariamente la stessa di 10 anni fa, tanto per aggiungere carne al fuoco), e tutto ciò che costituisce il nostro mondo digitale trova spazio su programmi installati nel PC, quelli che ti hanno permesso di fare backup anni prima dell’avvento del Cloud.

E quindi?

E quindi oggi tutto ciò che ti rappresenta trova spazio –prima di tutto– nel tuo smartphone. La tua mail, i tuoi contatti, i tuoi ricordi. Proteggere questi dati diventa fondamentale e sono quindi nate nuove tecniche che provano a impedire accessi non autorizzati ai nostri quotidiani compagni di viaggio (tendo ormai a considerare così smartphone, tablet, PC).

Dico “provano” perché ogni medaglia ha una seconda faccia, e ogni tecnologia nasce insicura per definizione, o per lo meno ci sarà sempre qualcuno che farà di tutto per aggirare l’ostacolo, legalmente o meno.

Affidiamo tutto ai metodi di sblocco dei nostri gadget, un PIN numerico o una combinazione alfanumerica più complessa, una sequenza di trascinamento, un’impronta digitale, un volto, un occhio, la voce. Ognuno di questi ha potenzialmente una falla, spesso causata da noi utilizzatori. Perché se è vero che un’impronta digitale è di più difficile riproduzione, sembra lo sia molto meno una fotografia che inganna un controllo approssimativo del volto, o magari una lente a contatto che va a sorpassare il controllo dell’iride, una voce registrata il microfono. Il PIN, possibilmente complesso da indovinare ma facile per te da ricordare, continua a rimanere la tecnica di protezione migliore, quella spiaggia che –tanto per voler andare “off topic”– in America nessuno ti potrà chiedere di inserire per sbloccare forzatamente il tuo smartphone (contrariamente invece all’impronta digitale o all’iride) :-)

In attesa quindi che un futuro prossimo ci permetta di utilizzare il cuore per sbloccare il nostro dispositivo (sto parlando di questa notizia relativamente nuova), e con la speranza che questo sia il più sicuro dei metodi, non ti resta che scegliere un codice di sblocco alfanumerico complesso, non mettendoti in scacco da solo, ovvero:

  • il codice deve essere sì complesso, ma ricorda che dovrai utilizzarlo ogni volta che avrai bisogno del tuo dispositivo, non esagerare, potresti arrivare facilmente all’esaurimento nervoso e tirarlo dalla finestra;
  • evita di utilizzare dati che è possibile scoprire con estrema facilità nell’era di Facebook e dell’homo social, la tua data di nascita (così come quella di tua moglie o di tuo figlio) è da evitare come il maglione d’estate in spiaggia, giusto per rendere l’idea, e la stessa cosa vale per numeri di telefono, civici di casa o targhe automobilistiche, e per qualsiasi altro dato così alla portata di chiunque;
  • ti devi basare sul principio universale secondo il quale una password robusta è qualcosa di molto distante dall’associazione randomica di lettere e numeri che non hanno connessione alcuna. Te la faccio semplice: “Il cavallo bianco di Napoleone” è più sicura che “Eq2187.!_saju%$” (per i feticisti: 122 bits contro 91, eppure la prima è decisamente più semplice da ricordare);
  • l’impronta è e resta una buonissima alternativa in terra nostrana, perché è immediata e trova il suo backup nel codice di cui sopra;

Tutto chiaro?

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Lumia 950 XL: il lato oscuro della forza Microsoft

Sei un tester Lumia 950 XL

Complimenti: sei uno dei nostri tester ufficiali. Sei pronto a vivere una grande esperienza?

Recita così l’attacco di una mail ricevuta in occasione dell’inizio del mio test. Ancora una volta Microsoft, ancora una volta Windows Phone, ne è passata di acqua sotto ai ponti da quel Windows Phone 7 che avevo avuto modo di provare in occasione della sua nascita. Da LG a produzione diretta Microsoft, un hardware potente, stabile e una fluidità di sistema che bisogna pretendere data l’esperienza maturata negli anni e la tecnologia in costante avanzamento. Non è certo questo il problema principale di Lumia 950 XL, in realtà non lo è di Windows 10, SO alla base di questo smartphone così come del PC di casa.

Alzi la mano chi ha colpa

Si perché la mia esperienza, tirando le somme, non può considerarsi del tutto positiva. Non sei tu amore, sono io. Avrei recitato questa frase fatta se solo ci fosse stata la signorina “Lumia Microsoft” davanti a me, perché per uno che ha scelto (ed è riuscito) ad abbandonare iOS per passare ad Android, ci sono tutte le carte in tavola per poter ripetere il gioco e riuscire ad andare d’accordo con un terzo sistema operativo, soprattutto considerando l’abitudine nell’utilizzo dell’OS di Redmond, che ogni giorno supporto e sopporto, con tutti i suoi pro e i suoi contro.

La forte limitazione è da imputarsi alla mancanza di applicazioni fondamentali, quelle che siamo abituati a utilizzare quotidianamente. Microsoft fa già tanto per aiutare gli sviluppatori, ci sono accordi forti con le grandi aziende, senza contare la massima collaborazione con i piccoli sviluppatori che possono imparare a sviluppare e portare software anche su telefoni che non facciano parte della diatriba che alimenta i principali blog di gossip su uno o l’altro produttore (e relativo sistema) e che ogni giorno invadono Social Network e feed RSS. Non è infatti un problema di hardware, né tanto meno di SO, funziona tutto bene, il telefono risponde a ogni colpo e può essere persino utilizzato (senza esagerare) come fosse una postazione fissa, collegato a monitor, tastiera e mouse grazie al modulo Continuum.

Proviamo a tradurla in soldoni. Mantenendo un prezzo di listino, potreste pensare di portarvi a casa un phablet che si trasforma in postazione di lavoro per un totale di 798€ (699€ per il telefono SIM-free, 99€ per il dock), senza ovviamente considerare il costo di tastiera e mouse (a voi la scelta, preferite quelli con il cavo o bluetooth?), ma anche dell’abbonamento a Office 365, che è la parte più interessante e già disponibile per chi utilizza Continuum e un Microsoft Display Dock.

Lumia 950 XL: l'evoluzione di Microsoft su mobile

Microsoft Lumia 950 XL fa belle foto, altro punto che fino a ora non ho discusso. Viene molto pubblicizzato per questo. Ha delle ottiche molto valide (Zeiss) ed effettivamente ha la velocità e la precisione di scatto che merita una buona fotografia. Un difetto? Scattare più foto e provare a tenere il passo di pubblicazione sul Social Network di turno (nel mio caso, Instagram) ha prodotto un piccolo surriscaldamento che ha trasmesso un tepore al palmo della mano tipico da gatto che viene a cercare quell’angolino dove far alzare la temperatura, fino a essere scaraventato da tutt’altra parte. Sono certo che si sia trattato di un caso, eppure. Salvo questo specifico episodio, durante l’utilizzo standard fatto di applicazioni che si aprono e chiudono, telefonate e messaggi su Telegram o Whatsapp, non ho notato altri problemi di temperatura. È sempre piuttosto controllata e assolutamente nella media, dettaglio non banale soprattutto durante l’utilizzo di software che fa uso intensivo di risorse come il GPS (che su altri telefoni tende a portare la temperatura in alto).

Anche il resto del ferro svolge bene il proprio mestiere. Altoparlante, microfono, tecnologia di pulizia dell’audio, display (con possibilità di tenerlo in modalità standby con orologio sempre in bella vista), tutto è al proprio posto, questa è la mia impressione. La batteria? Accettabile. Sono abituato a utilizzare lo smartphone per lavoro e per piacere, una buona batteria mi è necessaria per arrivare a fine giornata. Ho voluto fare un test che ho condotto anche sul mio telefono Android personale e sull’iPhone 6 aziendale: ho caricato al massimo la batteria di Lumia 950 XL al venerdì sera, ho utilizzato il telefono quanto basta, ho provato a farlo arrivare a lunedì mattina sulla scrivania dell’ufficio senza mai attaccarlo a un cavo per la ricarica. Android e iOS hanno portato a casa l’obiettivo, Windows Mobile no. Hardware più esoso o mal gestione delle risorse? Mi piacerebbe davvero saperlo, ma la sostanza non cambierebbe (a meno di futuri aggiornamenti di sistema che vadano a metterci la pezza).

Lumia 950 XL: l'evoluzione di Microsoft su mobile 3

Accessori

Di Windows Continuum ho già detto tutto, cosa aggiungere? Mi è stata concessa anche una Universal Foldable Keyboard adatta a smartphone e tablet, pieghevole, bluetooth, compatibile con iOS, Android e Windows Mobile, sottile e leggera per essere trasportata facilmente, un giocattolo che costa 119€ di listino. Comoda? Si, ma c’è da farci l’abitudine, sicuramente più bella dei prodotti terze parti generalmente più piccoli e di difficile digestione per chi è abituato a lavorare su una vera tastiera.

Insieme alla tastiera, mi è stato fornito anche un Arc Touch Mouse (Wireless) (altri 50€ circa di accessorio) che, insieme alla tastiera, compone un perfetto kit agilmente trasportabile in borsa, tutto alimentato da batteria (litio ricaricabile integrata per la tastiera, semplice coppia di stilo AA per il mouse, nda). Non è necessario scegliere accessori Microsoft, né tanto meno negarsi la possibilità di passare da una normalissima coppia tastiera e mouse con cavo USB, da attaccare al display dock, soprattutto quando la postazione di lavoro è fissa, a casa o in ufficio.

In conclusione

Prima il business, poi tutto il resto. Questa la mia personale visione, condivisa anche dai colleghi di lavoro che hanno potuto mettere mano sul Lumia 950 XL e sui relativi accessori che ho volutamente montato sulla scrivania. Il vero punto di forza di Lumia 950 XL (ma soprattutto di Continuum) è la possibilità di estendere la propria esperienza lavorativa e quotidiana. Office costituisce un ottimo punto a favore di questa piattaforma e spero possa crescere sempre più, perché l’attuale UX offerta su dispositivi mobili è molto più limitata e limitante rispetto a quella Desktop (che continuo a preferire, tramite abbonamento Office 365). Tante le applicazioni che mancano all’appello già sul sistema dello smartphone, figurarsi quelle compatibili con Continuum.

C’è molto lavoro da svolgere ancora, almeno per ciò che riguarda quello che un utilizzatore giovane / medio richiede. Sceglierei di affiancare una PDL di questo tipo a un dirigente d’azienda (o figura equivalente in fatto di compiti quotidiani)? Probabilmente si, dato che il tipo di lavoro è spesso costituito dalla gestione di grandi moli di mail, documenti da modificare e costante necessità di poter lavorare in mobilità in maniera dignitosa, con la possibilità di ottenere i dati che servono dal cloud e non più dalla memoria interna di un telefono (sempre meno importante, fortunatamente per molti produttori che scelgono piccoli tagli di memoria per i loro device).

Qualche utilizzatore di Lumia lì fuori? Volete esprimere la vostra opinione in merito o chiarire alcuni punti che probabilmente mi sono sfuggiti o che non ho analizzato con attenzione? L’area commenti è sempre a vostra totale disposizione, anche senza necessità di registrarsi.

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Prodotto: fornito da Microsoft, tornato all'ovile.
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Era il 4 di novembre del 2010, avevo appena ricevuto da Microsoft un LG Optimus 7 con Windows Phone 7 a bordo ed ero estremamente soddisfatto di come la big di Redmond fosse riuscita a portare su un dispositivo mobile l’esperienza d’utilizzo semplice, precisa e stabile di Windows 7. L’articolo che riepilogava i miei test e le mie impressioni è uscito circa un mese dopo, il 16 dicembre per l’esattezza: “Banco prova: LG E900, il Windows Phone 7“.

Sono passati quasi 2 anni da quel giorno e Microsoft ha portato alle luci della ribalta meno di 24 ore fa Windows Phone 8, naturale erede del fratello minore, la maturità dopo i primi passi e la crescita, com’è stata definita durante la presentazione stessa.

Dopo una prima parte fatta dal classico collegamento streaming verso gli USA per vedere il lancio in contemporanea dall’altro lato del mondo e dalle statistiche che hanno permesso di capire l’andamento del mercato Smartphone con un occhio di riguardo al sistema Microsoft (che va a piazzarsi al terzo posto per vendite di terminali: twitter.com/Gioxx/status/262972048882667520) si è passati alla prova reale, quella che ha messo in luce le buone (e per alcuni versi innovative) caratteristiche di un sistema “costruito intorno alla persona e non alle applicazioni“. Si perché il minimo comune denominatore dell’intera serata è stato proprio questo, la personalizzazione.

Ecco, prima di parlare delle piccole e grandi novità del sistema 8 vorrei ribadire un concetto ed un personale giudizio: la navigazione ad icone “è una figata“, concedetemi il francesismo e la “licenza poetica“. E’ ciò che più ho apprezzato su Windows Phone 7 sin dagli albori ed è ciò che in Windows Phone 8 è stato ulteriormente migliorato dando la possibilità di ridimensionare le icone così da sfruttare completamente l’area dedicata alla schermata “home” del proprio terminale.

Ma ora torniamo alle novità presentate. Sono diverse, più o meno interessanti, molto dipende dall’utilizzo del terminale e dalle nostre abitudini, proprio come sottolineato più e più volte sul palco:

Desktop, Foto & Video

Oltre alla possibilità di scegliere uno sfondo sempre nuovo al giorno grazie al ricambio già previsto da Bing, le applicazioni di terze parti potranno interagire con la schermata di blocco di Windows Phone 8 così da mettere a vostra disposizione informazioni, notifiche, o qualsiasi altro dato utile ad avere una visione di insieme di ciò che ci serve senza la necessità di sbloccare il terminale, un po’ come le notifiche di iOS in blocco schermo.

Un ulteriore sforzo è stato fatto sul reparto fotografico, grazie alla possibilità di utilizzare la fotocamera in qualsiasi momento semplicemente tenendo premuto il tasto di scatto, introducendo inoltre una serie di filtri e operazioni rapide che possono migliorare lo scatto senza la necessità di andare a ripescare la fotografia in un secondo momento per le classiche operazioni di “post-produzione“.

Apriti sesamo!

No, non c’entra nulla ma è grosso modo quello che potreste chiedere al vostro Windows Phone 8 sperando che vi apra le porte desiderate. Si chiama “Tell Me” ed è la stessa tecnologia che ha tradito le aspettative dello scorso anno (in occasione della presentazione di Mango, sempre in un evento ufficiale Microsoft) quando non è riuscito a portare a termine la ricerca. Quest’anno è andata bene ed il telefono utilizzato non solo ha correttamente interpretato le parole pronunciate, ma ha anche ricercato su internet il testo desiderato!

Così come Siri anche Tell Me ha necessità di una copertura dati nel caso in cui si voglia fare dettatura di testi per e-mail e SMS o si voglia cercare qualcosa sul web, contrariamente alla “navigazione in rubrica” che funzionerà anche offline, così come funziona per gli altri dispositivi e sistemi operativi mobili.

Il piccolo è diventato grande

3 novità che mi hanno positivamente colpito pensando al Windows Phone come sistema giovane, dedicato –appunto– ad un popolo giovane: Club, auto-completamento intelligente e Angolo dei bambini.

Il club (così definito in italiano, Room per la versione inglese) è un raggruppamento di contatti verso e con i quali sarà possibile condividere informazioni di ogni tipo: calendari, note, messaggi di testo, fotografie e quant’altro ancora. Quasi come vedere un Whatsapp integrato nel sistema con possibilità quindi di differenziare i gruppi di lavoro o di vita privata e metterli al centro del nostro mondo, riservando solo a loro informazioni differenti a seconda del contesto:

Windows Phone 8 introduce inoltre un auto-completamento intelligente di digitazione testo in base alle parole più utilizzate o alle frasi che meglio si costruiscono durante la composizione di un messaggio rapido o di una mail. La possibilità concreta attraverso qualche clic di mettere insieme frasi che diversamente scriveremmo in molto più tempo. Una fusione tra un T9 avanzato e un suggerimento termini di iOS (possibilmente non ultima versione … sigh.) molto comodo per chi è abituato a non staccare mai le mani dal proprio telefono:

Ed infine l’Angolo dei Bambini. Un’idea indubbiamente valida che ha stupito molti e che potrebbe fare scuola. Sono abituato ad avere a che fare con dispositivi dati in mano ai più piccoli che tipicamente li riempiono di giochi e applicazioni spazzatura. Windows Phone 8 propone una personalizzazione tutta loro che permetterà di giocare e navigare con il telefono senza però dare accesso alle funzioni un po’ più avanzate (posta elettronica compresa) così da evitare qualsiasi tipo di danno non voluto:

A questo aggiungete le diverse conferme gradite: integrazione con il mondo Xbox, Office (stavolta in versione completa, con la possibilità di modificare in mobilità i documenti) e tutta la buona volontà di sfondare anche nel mondo Business, terreno affatto facile per chiunque.

In conclusione

SDK alla mano signori, Windows Phone 8 ha bisogno di tutti voi per popolare il Marketplace ed incrementare di molto il numero attuale (120.000+) di applicazioni disponibili:

La mia speranza è che questo “terzo incomodo” del mercato possa ritagliarsi un giusto spazio per qualità e semplicità di utilizzo, integrazione con il proprio mondo e la propria vita quotidiana e collaborazione massima dai propri OEM, elementi assolutamente necessari se si vuole provare a mettere in mano un Windows Phone a chi già ha scelto la sua strada fatta in maggior percentuale da Android o iOS.

In bocca al lupo Microsoft, la base c’è tutta ed è di qualità, ora non resta che capire la reazione del mercato ;-)

p.s. Come la mettiamo con questa cosa qui? :-D

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Feligan è una nuova e piccola azienda di Reggio Emilia che ha come scopo unico quello di fornire soluzioni che possano facilitare la vita di tutti i giorni. Il loro primo prodotto è il protagonista dell’articolo di oggi: il PowerBrick.

In poche semplici parole? Una stazione di ricarica perfetta per ogni dispositivo.

6 connettori riavvolgibili e subito disponibili, così come i due attacchi USB frontali ad “alta potenza” (5V DC – 10W per canale) e le due prese elettriche universali che permettono di attaccare qualsiasi dispositivo (110/230V AC – 10A – 1500W). Per finire c’è anche una presa italiana a tre poli posta sul retro da 6A (110/230V AC – 6A – 1000W). Mi sembra un curriculum di tutto rispetto per un prodotto che intende prendere il posto dei molteplici caricabatterie tipicamente conservati nel cassetto della scrivania o in borsa o chissà dove.

Un solo dispositivo dalle molteplici facce, una sola spina in uscita per occupare un’unica presa di corrente, un “risparmio” notevole per chi non ha sufficienti punti corrente sparsi per l’ufficio o la casa. Di contro? Delle misure non esattamente “trasportabili” e un peso che non consente certo di tenerselo sempre in borsa senza risentirne almeno un po’. PowerBrick vuole i suoi spazi, cito da sito ufficiale: “Larghezza 24 cm Altezza 7.5 cm Profondità 12 cm”, giusto per farvi fare un’idea.

Sulla scrivania occupa un angolo che difficilmente utilizzerei e non da alcun fastidio, penso possa essere molto più utile in ufficio che a casa (a meno che non si abbia già una famiglia sotto allo stesso tetto, in tal caso i soli cellulari di chi la compone varrebbero il gioco), soprattutto perché qui dentro si ha spesso a che fare con i cellulari degli utenti, una varietà non indifferente che vede arrivare iPhone / iPad, vecchi Nokia e BlackBerry, posso assicurarvi che sto sfruttando al meglio questo ennesimo geek-tool :-)

La mia configurazione prevede tre connettori Apple, un Nokia sottile (per capirci, quello del vecchio N95), un Micro-USB e un Mini-USB, oltre al resto standard per ciascuna configurazione (le due porte USB frontali e le prese di corrente frontali e posteriore). Il prezzo è attualmente accessibile: si parla di 69 euro e la possibilità di personalizzare completamente i connettori a vostra disposizione, a quel punto l’azienda invierà la vostra stazione di carica personalizzata all’indirizzo di casa o dell’ufficio :-)

Quello che proverei a fare in una prossima eventuale versione? Magari “alleggerirne l’aspetto“, rendendolo più accattivante e forse meno esoso di spazio. Sicuramente i connettori occupano dello spazio ma probabilmente si riesce a fare di meglio nell’area anteriore. Un altro dettaglio che ho potuto notare è stato quello relativo alla differenza tra i cavi riavvolgibili: stranamente uno dei tre connettori Apple è meno lungo rispetto agli altri due, costringendomi a tenere il telefono più vicino alla stazione di ricarica, poco a portata di uso durante la fase di carica! Se poi si riuscisse a tenere l’accessorio al prezzo attuale sarebbe un ulteriore punto a favore: portare il costo finale a 99 euro (come è possibile vedere da listino non scontato)  potrebbe essere un forte deterrente per i curiosi disposti ad investire una cifra tutto sommato già “importante” per un simile accessorio.

A me non resta che ringraziare @Igor per avermi fornito il prodotto da testare e augurargli in bocca al lupo per la startup e per questo primo prodotto che promette bene :-)

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)
Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
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Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Un articolo scritto a più riprese, cercando di curare ogni dettaglio e ogni problematica legata al telefono che ho avuto modo di provare grazie a Microsoft e Hagakure, come già detto in questo precedente post.

Voglio attraversare con voi questa avventura, un test fatto di passo-passo e nuove scoperte, partendo dal nulla e dalle speranze che nutrivo nell’intervista che mi ha visto protagonista insieme a Marco la sera della consegna:

Ciao!

E’ la prima parola detta al telefono una volta sveglio :mrgreen:

Si, l’ho davvero connesso al mio account Xbox Live come prima operazione, non c’è un motivo ben preciso, sarà stata sicuramente colpa della vicinanza alle diverse Xbox 360 con Kinect della Kinect House! L’avventura comincia, tra social network, collegamento costante alle proprie risorse e telefonia standard (ormai l’ultima citata quando si parla di smartphone simili).

Mettetevi comodi e godetevi il viaggio. Nell’articolo ho voluto analizzare tutto ciò che mi ha colpito –positivamente e non– del dispositivo, non pretendo di pubblicare la recensione più tecnica o più completa. Questa è la mia serie di impressioni e esperienza con Windows Phone 7, ciò che probabilmente vorrei trovare in qualche blog che seguo (o che riesco a individuare con Google sul momento) prima di effettuare un acquisto.

Perdere l’orientamento?

La diversa dashboard è l’elemento che per primo salta all’occhio. Gli utilizzatori Symbian, iOS e Android potrebbero non vedere di buon occhio questo volersi distinguere dalla massa ma –personalmente– ho trovato l’idea di un desktop diverso dal solito accattivante e funzionale. La schermata home di Windows Phone 7 ha un semplice sfondo nero, icone monocolore differenziate dal testo e dall’immagine contenuta, forme quadrate e rettangolari più o meno irregolari (dipende dalla loro funzione).

Il mosaico scelto per rappresentare ciò che più serve nel quotidiano ha uno stile assolutamente minimalista, talvolta forse troppo per chi si aspetta qualcosa di diverso (magari già collaudato?) e una maggiore possibilità di personalizzazione. Eppure, a patto che la scelta sia ponderata e bilanciata rispetto a ciò che può servire, questa non è così azzardata. Non c’è possibilità di “perdersi. Qualunque applicazione sia considerata secondaria troverà posto nel riepilogo globale delle installazioni accessibile semplicemente trascinando il dito la schermata verso sinistra, senza andare ad invadere prezioso terreno nella propria home.

L’utilizzatore potrà in qualunque momento decidere cosa tenere e cosa togliere con una facilità estrema. Il funzionamento è lo stesso di iOS, basterà tenere il dito puntato su un’icona per poterla rimuovere dalla home e riorganizzare lo spazio a disposizione.

Vorrei proporvi degli screenshot della mia attuale dashboard ma sono impossibilitato. Contrariamente all’iOS anche di prima generazione, Windows Phone 7 non prevede la possibilità di scattare istantanee del monitor, mi auguro davvero che Microsoft implementi la feature in un prossimo aggiornamento di sistema, una manna dal cielo per chi –come me– scrive articoli riguardo questo mondo e vorrebbe magari mostrarvi dei passo-passo anche grafici per mettere in pratica trucchi e personalizzazioni del proprio dispositivo.

Accedere al mio mondo

Il mondo di ciascun utente medio che fa uso di questo tipo di smartphone è fatto –con molta probabilità– di diverse caselle di posta elettronica, uno o più calendari da tenere d’occhio (e aggiornare quando necessario), dei feed da leggere ogni qual volta si può, telefonate e sms in entrata e uscita senza troppo soffermarsi sul contatore, la possibilità di gestire i propri documenti in mobilità, senza la costante necessità di avere un PC a portata di mano. Ecco, nel mio mondo questo si riassume quasi del tutto con “Google“, così come per tanti altri utenti sul web. Collegare Windows Phone 7 al mondo Google è semplice ogni oltre misura.

Ho aperto il client di posta elettronica “tanto per dare una occhiata” e come prima cosa ho ricevuto una richiesta a video: “Che tipo di account usi?” … specificando Google e inserendo il mio username e la mia password è bastato attendere due o tre minuti per vedere comparire le mie mail, il mio calendario, i miei contatti! Due o tre minuti che me ne hanno fatto risparmiare tanti, quelli che avrei dovuto magari utilizzare per inserire manualmente i dettagli di collegamento, le porte, la configurazione del cosa avere e cosa no.

Se Google non dovesse bastare, dalle impostazioni del telefono sarà possibile andare ad aggiungere altri servizi da tenere d’occhio: un account Exchange (presente -tipicamente- in ambienti aziendali), uno su Vodafone Mail (se siete già clienti Vodafone e scegliete di tenere questo carrier per dare connettività al vostro dispositivo) o addirittura Facebook, che vi consentirà di importare in rubrica tutti i vostri contatti pescati con tanto di fotografia e dettagli dal più noto social network attualmente esistente.

Il Marketplace

E’ diventato ormai il punto cardine per il successo di un nuovo sistema operativo per smartphone. E’ successo con l’iPhone, è successo con i telefoni basati su Android, sta succedendo anche con Windows Phone 7. Sia chiaro: la scelta a disposizione dell’utilizzatore iOS o Android è parecchio più ampia rispetto all’early-adopter del dispositivo Microsoft, è una cosa logica e dipende strettamente dagli sviluppatori, dalla loro quantità e dalla loro voglia di portare le applicazioni sul sistema operativo di Redmond.

Ho provato tutto ciò che c’era di disponibile gratuitamente nel Marketplace cercando di sfruttare Windows Phone 7 per gestire la mia presenza online (Twitter, Facebook, Foursquare, tanto per citare i primi tre che mi vengono in mente). Manca un’applicazione dedicata a Friendfeed (buco che spero Cristiano possa tappare presto con una sua realizzazione).

Grave pecca dell’applicazione Marketplace del telefono è la mancanza totale di un campo di ricerca che possa aiutare ad individuare più facilmente ciò che si desidera. O io non sono stato capace di trovare la funzionalità (grave anche questo, vorrebbe dire mancanza di immediatezza e posizione sbagliata della feature) oppure Microsoft ha scelto di non inserirla nativamente in questa versione del sistema operativo. Mi è toccato infatti esplorare le varie categorie per individuare ciò di cui potevo avere necessità. La storia cambia se si accede al Marketplace via Zune, solo non capisco perché questa differenziazione e questa necessità di doversi appoggiare ad un PC e ad un’applicazione ben specifica per poter cercare ciò che si vuole scaricare e installare.

UPDATE
Come mi hanno giustamente fatto notare nei commenti, il campo di ricerca non esiste ma si può lanciare una ricerca nel Marketplace (o in qualunque altra applicazione) partendo dal tasto Lente di ingrandimento presente sul telefono. Giusto, avevo dimenticato di specificarlo, mea culpa. Quello che volevo far notare è che non c’è un campo di ricerca a video, come invece “capita” (da sempre) con l’AppStore di Apple (tanto per citarne uno).

Nota di merito va invece alla facilità di installazione, all’aggiornamento e al limite imposto al download tramite rete 3G / UMTS per evitare che l’utente sfori senza volerlo le soglie previste dalla propria tariffa, costringendo l’utente ad utilizzare una connessione wireless (ammesso che la si abbia a casa o almeno in azienda) o un’installazione tramite cavo e Marketplace via Zune, come succede già da tempo su iPhone e iTunes (non so se accade la stessa cosa su Android).

Da non dimenticare che –per il momento– pur essendo il telefono provvisto di GPS, non c’è alcuna applicazione in grado di far da navigatore. Le mappe di Bing non possono certo sostituire Google Maps nativamente previsto da iOS e Android o qualunque altro navigatore punto-punto come TomTom, Navigon o altri della categoria, si spera che gli sviluppatori colmino questa lacuna nel più breve tempo possibile, anche perché sarebbe un peccato non sfruttare un monitor come quell0 dell’E900.

Hardware

Come da titolo, ho potuto provare questo nuovo sistema operativo mobile sfruttando un LG E900, uno dei primissimi modelli che sono nati sul mercato già provvisti di Windows Phone 7. Monitor davvero molto grande e luminoso, touchscreen capacitivo con una sensibilità al tocco straordinaria tanto quanto quella dell’iPhone, batteria più che accettabile in condizioni di utilizzo medio-basse e sufficiente (appena, ndr) sfruttando parecchio il dispositivo, tenendo magari accese le connessioni wireless e bluetooth per un corretto utilizzo in automobile tramite vivavoce.

Scocca robusta, peso forse eccessivo rispetto ad altri telefoni della stessa categoria (tutti coloro che hanno potuto toccare con mano il telefono durante il mio test lo hanno confermato), elegante e minimale, mi sembra un ottimo sunto dell’aspetto esteriore del telefono di LG.

Fa bella mostra di se il logo “Windows Phone” sulla copertura posteriore, la stessa che ospita l’ottica della fotocamera a 5 Mpixel con led ad alta luminosità sfruttato come flash. La lamiera è antigraffio e antiscivolo, se come me indossate un anello (o più), vi sembrerà di graffiarla ogni volta che fate scorrere in mano il telefono!

Qui di seguito voglio proporvi uno dei video che ho girato durante la presentazione ufficiale di Kinect a Milano lo scorso 9 novembre in condizioni di buio, audio abbastanza elevato nella stanza e quarta fila dal palco (non esattamente le migliori):

La batteria –come già detto– è sicuramente valida e usando il dispositivo al pari di quanto si possa fare con un iPhone, ha una durata un pelo superiore alla creazione di Cupertino, nonostante si faccia comunque fatica ad arrivare a fine giornata senza mai attaccarlo ad una presa USB del proprio PC o ad una presa a muro tramite il comodo caricabatterie. La storia cambia se di tanto in tanto si riesce a lasciare in pace l’apparato o –se non strettamente necessario– se si decide di tenere staccato il push delle posta elettronica, la connessione wireless o quella bluetooth (in questo caso i consumi tornano ad essere più che sopportabili).

La scatola del dispositivo è estremamente contenuta ma riesce a portare con se diversi accessori: il telefono con la sua batteria, auricolari, caricabatterie classico e un secondo con collegamento USB (come quello dell’iPhone), cavo USB per poter collegare il telefono al proprio PC e diversi piccoli manuali.

L’ufficio a portata di mano

Laddove un Google Docs arriva facilmente a colmare la lacuna, Windows Phone 7 propone nativamente un’installazione “base” di Microsoft Office 2010. Un bel passo in avanti per chi intende lavorare con il proprio telefono e impiegare poco tempo e fatica per l’apertura di documenti che possono essere comodamente ricevuti via posta elettronica, da consultare all’occorrenza.

Ho potuto provare Microsoft Word, Excel e Powerpoint all’opera rispettivamente con un documento (abbastanza corposo a dirla tutta), un foglio di calcolo semplice e una presentazione presa tra le tante messe a disposizione da siti web di umorismo (BastardiDentro, per la cronaca :mrgreen:) senza notare particolari rallentamenti o difficoltà nell’apertura / utilizzo. Non ho avuto modo di giocare più di tanto con la modifica dei file e la comodità (o meno) di una tastiera qwerty a video, quel poco che ho fatto non mi è sembrato tutto sommato male.

Le applicazioni non sono limitate alle 3 più conosciute. Office “mobile” integra anche OneNote e Sharepoint, come è possibile vedere nella scheda riepilogativa sul sito di Microsoft: microsoft.com/windowsphone/it-it/apps/office.aspx.

Difendere il brand

Chi possiede un iPod o un iPhone, nel 90% dei casi avrà una versione qualsiasi di iTunes installato sulla propria macchina, fatta eccezione per coloro che –con qualche ricerca andata a buon fine– si affidano ad applicativi gratuiti di terzi, molto spesso più leggeri della bestiola Apple che –nonostante funzioni benissimo– fa sentire il suo peso sulle risorse di sistema. Microsoft sembra non voler fare eccezione, Zune ne è la prova, sarete “costretti” a scaricarlo ed installarlo.

Il software vi permetterà di accedere ai contenuti multimediali salvati sul telefono e –chiaramente– di caricarne di nuovi partendo dalla vostra libreria. Non apprezzo particolarmente la scelta “obbligata (vale anche per Apple) e ho deciso quindi di seguire questo suggerimento per trasformare il telefono in un normale dispositivo USB sul quale poter operare tramite il solito Esplora Risorse di Windows:

windowsphoneitaly.com/articoli/44-consigli-e-trucchi/1836-tipsatricks-trasformare-lo-smartphone-con-windows-phone-7-in-una-pen-drive-usb.html

Inutile dire che Zune resta la via da percorrere per poter accedere alle altre risorse: Marketplace musica e applicazioni, gestione della libreria musicale del proprio computer, ecc.

Dubbi e perplessità

Ho letto diverse recensioni sul web e ciascuna di queste evidenzia pro & contro secondo un punto di vista a metà tra l’oggettivo e il soggettivo. Recensioni di persone che stimo e che seguo abitualmente. Tra le varie ne ho pescate due che riassumono piuttosto bene le caratteristiche di questo nuovo sistema operativo e “completano” questo mio articolo già sufficientemente lungo: aovestdipaperino.com/posts/nubi-grigie-su-wp7.aspx e malditech.corriere.it/2010/12/windows_phone_7_su_lg_optimus.html.

In particolare mancano (e si nota parecchio) le funzionalità che altri telefoni hanno già o possono acquisire tramite applicazioni di terze parti: niente tethering (fondamentale oggigiorno per chi lavora con il proprio telefono e necessita di una connessione per il proprio portatile), niente copia-incolla (come successe nelle prime versioni di iOS, poi corretto in seguito), niente multitasking (feature introdotta relativamente da poco tempo anche nell’iPhone) e niente Flash nella versione mobile di Internet Explorer (il male minore per come la penso io).

Manca inoltre lo scambio dei file via Bluetooth (abbastanza limitato anche negli iPhone) e la possibilità di allacciarsi a reti wireless che non pubblichino il proprio SSID (grave se si pensa alle reti aziendali che preferiscono tenere nascoste le proprie connessioni senza fili).

In conclusione

A metà tra fretta di arrivare sul mercato (perché poi? Ormai il boom è passato e Windows Phone 7 poteva attendere ancora un po’ prima di fare il suo esordio ufficiale in pista …) e voglia di dire la propria, Windows Phone 7 è un nuovo modo di intendere il lavoro e la mobilità in compagnia del proprio smartphone.

Ha difetti di gioventù come qualsiasi altra piattaforma appena uscita sul mercato ma ha anche a disposizione ampi margini di miglioramento che saranno sicuramente suggeriti dall’utenza che adotterà (o che ha già adottato) la piattaforma e dall’utilizzo continuo degli sviluppatori che stanno dietro al progetto.

Il telefono è già passato in mano a Stefano da pochi giorni, con la speranza che possa scovare ulteriori novità e fornire una sua recensione evidenziando i pro & contro secondo il suo punto di vista.

In bocca al lupo al nuovo tester :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
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