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Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 7

As such, we have made the difficult decision to discontinue our Copy and CudaDrive services. We certainly do not take this lightly, and we appreciate the millions of customers who have used the service, as well as the hard work and dedication of our product team over the past 4+ years.

Comincia tutto così. Siamo fighi, siamo belli, abbiamo grandi progetti di conquista del mondo e quindi, già che ci siamo, chiudiamo un servizio di cloud storage che magari avete scelto di utilizzare come ancora di salvezza per tutti i vostri file che siete soliti tenere su un solo disco esterno, single point of failure da evitare come la peste bubbonica. Fortunatamente non è il mio caso (sono utente Dropbox Pro dalla notte dei tempi e spero di rimanere tale ancora per molto, nda), ma immagino tutti coloro che avevano provato e apprezzato Copy (di cui vi avevo parlato in questo articolo), scegliendolo come compagno di viaggio.

Copy è morto, lunga vita a Copy, ma adesso cosa si fa? Si trasferiscono i dati, se di questi non avete più un backup locale sulla vostra macchina. Si chiede al client di copiare tutto in un vostro disco fisso, o magari si sceglie di traslocare il materiale da Copy a Dropbox (o altro servizio di cloud storage) come nel mio caso. Su Copy ho conservato per molto tempo le ISO dei miei CD e DVD di installazione software. Da Windows a Office, passando per Acronis e molto altro ancora. Tutti file sacrificabili, che potrei ricostruire in poco tempo, ma che ovviamente vorrei poter migrare senza perdite ancora oggi che sono in tempo.

Mover

Semplice, pulito, gratuito. Mover è un’applicazione web che permette di eseguire un’operazione molto semplice e fondamentale in questi casi: copiare o spostare dati da un servizio all’altro. Sfrutta le API di Copy, di Dropbox, di molti altri servizi di cloud storage che siamo abituati a utilizzare quotidianamente, per account casalinghi o per quelli professionali (offerte business quindi, non le pro che vengono comunque riconosciute come fossero casalinghe in molti casi).

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 3

Dalla sorgente alla destinazione, senza la necessità di utilizzare il proprio PC, la propria connessione, tempo e risorse che chiaramente diventerebbero troppo aleatorie e costose. Non occorrerà quindi installare alcunché, né tanto meno veder crollare la RAM a causa delle finestre del browser sempre aperte sui due servizi di storage che intendete mettere in trasfusione. Create un account gratuito su Mover.io e iniziate a selezionare la sorgente dati dalla quale copiare i file (Source). Date un nome alla prima connessione, autenticatevi e permettere a Mover di ottenere diritti di lettura e scrittura:

Fate lo stesso con la destinazione, arriverete così a poter mettere a confronto le due e scegliere quindi dove posizionare i vostri file:

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 2

L’operazione di setup è talmente semplice che ho stentato a credere che bastassero così pochi clic, manco fosse un comando lanciato in un prompt di DOS. Una volta fatto attivato il pulsante Start Copy, si accederà alla schermata di attività (Activity Logs) che mostrerà l’operazione in corso, l’ora e la data di avvio, la sorgente, la destinazione e il progresso (comprensivo di quantità di MB o GB scaricati e caricati). Questa potrà essere aggiornata manualmente per verificare l’andamento della stessa, oppure potrete scegliere di chiudere la tab e attendere un risultato a mezzo posta elettronica.

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox)

Già, a mezzo posta elettronica. Perché Mover, al termine dell’operazione richiesta, vi invierà un report sulla vostra casella e-mail includendo le informazioni di base della copia del file e l’esito, allegando eventualmente un log più dettagliato riguardo errori di copia (e possibilità quindi di individuare i file incriminati e rilanciarne lo spostamento), un po’ come successo a me:

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 6

Ho lanciato l’operazione di copia dei file alle 14:42 del 2 febbraio, è arrivata la mail di conferma alle 02:59 del 3 febbraio. 11254 file portati su Dropbox, per un totale di 56,6GB. Non sono poi molti (i GB) ma si trattava per lo più di piccoli file (infatti il conteggio è abbastanza corposo), per questo motivo la copia è certamente durata più di quanto avessi previsto, ma volete mettere la comodità di lanciare un job da eseguire e dimenticarsene? La possibilità di lasciarlo andare a prescindere che ci sia o meno una macchina con i client di entrambi i servizi installati da lasciare accesa a scaricare per poi ricaricare online tutto? Una risposta presa dalla Knowledge Base del servizio calza a pennello:

That being said, by the time you’ve read this article, you could’ve moved more than a few gigabytes.

It can be difficult to predict how long a given transfer will take.  Depending on the number of directories, the number of files, and the size of those files, and the source/destination it can sometimes take longer than expected to move your data.

What may be surprising is how large of an impact factors other than the size of the data you are moving can have. For example, it is not uncommon for there to be 0.5-1 second of overhead per file being moved.  If you are trying to move 200,000 files, this would be 100,000 – 200,000 seconds, or up to two and a half days of overhead alone!

Regardless, Mover is going to be consistently faster than dragging and dropping or doing a transfer manually from your home. You also won’t need to keep the app or your browser open, or remain online for the transfers.

In grassetto ho voluto evidenziare il passaggio fondamentale. Non ha importanza quanto tempo impiegherà per voi Mover, è tutto tempo che voi non perderete.

Al termine dell’operazione, nel caso non vogliate lasciare aperta la porta del vostro servizio di cloud storage, potrete sempre rimuovere l’accesso a Mover (nell’immagine di seguito, l’esempio catturato nella scheda sicurezza del mio profilo Dropbox):

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (a Dropbox o altro servizio)

Addio Copy, e grazie per tutto il pesce.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Avete letto, solo pochi giorni fa, come formattare in maniera sicura il vostro vecchio smartphone Android. Ora che lo avrete certamente fatto, sapete che il vostro vecchio smartphone continuerà a vivere sotto l’account Google? Si, andrà rimosso manualmente, l’operazione è veloce e semplicissima.

Basterà entrare nella sezione “Dispositivi utilizzati di recente” sul proprio account Google (qui per arrivarci in un solo clic, a patto di essere autenticati: security.google.com/settings/security/activity?pli=1), così da poter accedere a un elenco dettagliato di tutti i dispositivi connessi (ora o in passato) all’account o a uno qualsiasi dei servizi protetti dal vostro utente.

Tra questi troverete certamente il dispositivo precedentemente formattato, con relativo ultimo accesso. Vi basterà quindi fare clic su di lui per ottenere i dettagli:

Android: rimuovere il vecchio telefono dall'account Google

Fate ora clic su Rimuovi e date ulteriore conferma al popup che comparirà, quello che vi avviserà riguardo la disconnessione di ogni accesso app sul dispositivo (“Se rimuovi l’accesso, uscirai dal tuo account Google e dalle app collegate sul dispositivo.”) per terminare il processo.

Dovreste avere un’ultima conferma a video:

Android: rimuovere il vecchio telefono dall'account Google 1

Cheers.

AZW3: rimozione del DRM e trasformazione in PDF 8L’universitaria in difficoltà per la tesi del master mi ha proposto un problema del quale non mi ero mai occupato prima. Un libro acquistato tramite Kindle, la necessità di poterlo tradurre dal francese, la difficoltà del doverlo affiancare a un documento di Word aperto (e inizialmente vuoto) per copiare, incollare e apporre subito sotto la traduzione dei paragrafi, richiesto dalla prova universitaria.

Problema: l’acquisto è soggetto a protezione DRM, l’argomento è spinoso e non esiste ancora una versione PDF del libro. Ci sono molte spiegazioni sul web, tanti prodotti, come ci si muove in questi casi? Io ho utilizzato una prima via che non ha portato il risultato sperato, ma ho poi aggiustato il tiro grazie all’utilizzo di un ulteriore prodotto. Vi spiego cosa ho fatto.

Calibre e DeDRM

Non starò qui a parlarvi di DRM, per una piccola cultura personale vi rimando al documento su Wikipedia.

Vi parlo di Calibre e di DeDRM, si tratta rispettivamente di un software di catalogazione e gestione della propria “biblioteca“, e di un secondo software (disponibile anche come plugin di Calibre) per eliminare la protezione DRM dai libri acquistati dagli store elettronici. Entrambi i prodotti sono gratuiti.

Calibre esiste anche in versione portable, ed è quella che ho preferito per eseguire il lavoro. La si scarica dalla pagina calibre-ebook.com/download_portable. Avviate l’eseguibile e dategli un percorso dove scompattare il tutto, anche il Desktop andrà benissimo (verrà creata una nuova cartella ad-hoc per Calibre). A questo punto si passa al download e all’installazione di DeDRM, in versione plugin per Calibre. Tutte le release sono disponibili su Github, all’indirizzo github.com/apprenticeharper/DeDRM_tools/releases. Potete scompattare il contenuto di DeDRM nella stessa cartella di Calibre, per comodità, ottenendo un risultato molto simile:

AZW3: rimozione del DRM e trasformazione in PDF 9

Avviate ora Calibre (calibre-portable, se anche voi avete scelto questa versione) e spostatevi in Preferenze. Qui, in basso a sinistra, troverete la voce relativa alla gestione dei Plugin:

AZW3: rimozione del DRM e trasformazione in PDF 10

A questo punto basterà selezionare il pulsante Carica plugin da file (in basso a destra, nella finestra) e dargli in pasto il file DeDRM_plugin.zip che si trova nella cartella DeDRM_calibre_plugin. Procedete con l’installazione del plugin, nonostante l’avviso di sicurezza, quindi riavviate Calibre. Tornando nella stessa posizione appena abbandonata, dovreste trovare il plugin DeDRM sotto “plugin Tipo di file“:

AZW3: rimozione del DRM e trasformazione in PDF 11

L’installazione è terminata. Provate ora a trascinare (o caricare tramite menu) il libro protetto da DRM in Calibre, il plugin DeDRM dovrebbe automaticamente eliminare la protezione. Potete verificare se l’operazione va a buon fine semplicemente provando a fare doppio clic sul libro caricato in Calibre. Questo proverà ad aprirlo tramite visualizzatore interno e, nel caso fosse ancora protetto da DRM, comparirà un messaggio di errore:

AZW3: rimozione del DRM e trasformazione in PDF 12

In questo caso sarà necessario metterci una pezza, e aggirare l’ostacolo tramite il codice seriale del Kindle e un terzo software di cui vi parlo qui di seguito.

Kindle DRM Removal

Dopo aver utilizzato la soluzione Calibre con DeDRM e non aver avuto successo (può succedere quando si parla di libri appena pubblicati che potrebbero quindi includere protezioni DRM più ostiche), sono passato al Kindle DRM Removal (disponibile per Windows e OS X), che riesce là dove DeDRM fallisce solo grazie all’utilizzo di un codice seriale Kindle valido (magari quello che ha effettuato l’acquisto). Lo scopo è quello di rimuovere solo la protezione, Calibre farà poi la conversione in PDF (quindi tornerà ancora utile, tenetevelo stretto).

Avviate il programma e superate il messaggio di registrazione del software (avrete a disposizione 30 giorni per mettervi in regola), caricate il PDF (anche trascinandolo dentro la finestra principale del programma) e impostate la cartella dove salvare i file privi di DRM. A questo punto sarà sufficiente fare clic su “Convert Now!“. Comparirà un piccolo popup che vi richiederà il codice seriale del Kindle, così da poter sbloccare le protezioni sull’acquisto. Inseritelo in riga uno e procedete, salvo errori l’operazione andrà a buon fine :-)

Conversione in PDF

Avete ottenuto il vostro AZW3 privo di protezione DRM, è quindi pronto alla conversione in PDF. Tornate su Calibre, importate il nuovo file senza DRM (trascinandolo nella finestra principale del programma) e provate a fare doppio clic su di lui per verificare che ora sia visibile anche nel lettore interno, dovreste finalmente riuscirci!

AZW3: rimozione del DRM e trasformazione in PDF 2

Uscite dal lettore integrato e fate clic con il tasto destro sul file, quindi Converti libri / Converti individualmente. Si aprirà una nuova finestra dove impostare:

  • PDF nel formato di output (al posto del default EPUB) (immagine 1).
  • 50,0 pt per ciascun margine presente in Imposta pagina (immagine 2), così da evitare che il risultato riporti un PDF dove il testo è maledettamente a cavallo con margini che qualsiasi stampante non potrebbe poi tirare fuori su carta.
  • Ignora le dimensioni del foglio impostate nel profilo di output e dimensioni impostate su letter nella schermata Output PDF (immagine 3), per evitare di ottenere un testo formato pubblicitario gigante.

Un clic su OK permetterà al lavoro di partire, e voi potrete accedere all’avanzamento semplicemente facendo clic sul box dei lavori in corso, in basso a destra nella finestra principale del programma, aspettando poi il termine dell’operazione direttamente a video:

Il PDF sarà disponibile nella cartella “Calibre Library“, all’interno di una nuova cartella che porterà lo stesso nome del libro convertito. Potrete ora convertirlo in documento Word o semplicemente averlo sempre a portata di mano per qualsiasi scopo. L’universitaria soddisfatta ha ringraziato, io ho realizzato l’articolo per imperitura memoria e magari per essere utile a qualche altra persona nella stessa situazione :-)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Android: eseguire una formattazione sicura 1Avete acquistato il vostro smartphone basato su Android, lo avete utilizzato, giorno dopo giorno, soddisfatti (o magari no) dell’acquisto. I tempi cambiano, così come le esigenze, volete quindi cambiare anche smartphone, e magari recuperare qualche spicciolo dalla vendita del vostro usato. Vi siete mai chiesti se riportare il telefono allo stato di fabbrica basti a farvi dormire sonni tranquilli riguardo i dati precedentemente memorizzati nella scheda SD o nella memoria del telefono?

Nel 2014 Avast ha condotto un’indagine prendendo in esame 20 smartphone Android usati, acquistati regolarmente da siti web come eBay (e simili), trovate l’articolo sul loro blog all’indirizzo blog.avast.com/2014/07/09/android-foreniscs-pt-2-how-we-recovered-erased-data.

Per evitare che i vostri dati possano essere in qualche maniera recuperati da una terza parte, potete ricorrere a un metodo certamente più sicuro del semplice factory reset previsto di fabbrica. È infatti consigliato criptare tutti i dati presenti sul telefono prima di riportarlo allo stato di fabbrica. Questo consentirà a voi di vivere più sereni, e a una terza parte di poter recuperare sì dei dati, ma impossibili da leggere perché privi della chiave di sicurezza che solo voi potete conoscere (un PIN di protezione, o la sequenza di sblocco del telefono).

Come procedere

Lo smartphone dovrà avere la batteria carica (l’operazione di criptazione dei dati può durare anche più di un’ora, dipende dalla quantità di dati contenuta all’interno del dispositivo, nda) e in alcuni casi dovrà essere necessariamente collegato al caricabatterie (viene eventualmente richiesto a video).

A questo punto il passo è breve. Dalle Impostazioni del telefono, fate clic su Sicurezza, quindi Esegui crittografia dispositivo. La posizione della specifica voce cambiare in base alla versione di Android e alle personalizzazioni operate sul sistema dal vendor, ma in linea di massima il percorso è sempre quello, ed è facile da individuare.

Vi verrà richiesto di inserire il PIN o la sequenza di sblocco che già conoscete e che utilizzate per proteggere l’accesso al telefono ogni giorno (occhio: non ha nulla a che fare con il PIN della SIM, non fate confusione!). Il processo inizierà ora a proteggere i vostri dati, e potrebbe durare diverso tempo. Il telefono verrà riavviato in automatico, anche più volte, e ovviamente sarà irraggiungibile e inutilizzabile per tutto il corso dell’operazione.

Android: eseguire una formattazione sicura 2

Ricordate che crittografando i dati, sarà necessario inserire il PIN (o sequenza di sblocco) già in fase di accensione del telefono. Se non si passa questo controllo di sicurezza, Android non riuscirà neanche a terminare il suo caricamento, e sarete costretti (se dimenticate il codice) a fare un reset totale del sistema, perdendo ogni dato non precedentemente messo al sicuro (backup).

Ultimo step, finalmente. Andate in Impostazioni, Backup e ripristino, e fate quindi clic su Ripristino dati di fabbrica.

Ora potete impacchettare il vostro vecchio smartphone e lasciarlo andare ;-)

Giusto per completezza di informazioni: ci sono molte applicazioni che promettono di fare la stessa cosa e senza passare dalla crittografia dei dati. Funzionano, qualcuna è anche affidabile, ma in linea di massima io continuo a preferire il metodo “manuale” che mi dia la maggiore sicurezza riguardo possibili fughe di dati, soprattutto quando si tratta di dispositivi che siamo abituati a trattare ormai come naturale estensione del nostro corpo.