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Uno di quei lavori che se doveste fare a mano per ciascun client dell’azienda vi ritrovereste ad andare in pensione prima di aver terminato l’intervento. Dato un numero non meglio definito di collegamenti a cartelle di rete tipicamente salvati sul Desktop utente, occorrerà modificare il puntamento da $vecchioserver a $nuovoserver. Un lavoro banale se fatto a mano da ciascun utente ma spesso -sfortunatamente- chiedere queste cose all’utente finale è un po’ come spostare una montagna a mani nude.

Ho cercato online qualcosa dalla quale partire e ho trovato ancora una volta una via di fuga tramite VBScript, pressoché perfetta per questo caso. Il codice VBS originale è di Rob Dunn (sei un santo, ragazzo, un vero santo) e lo trovate all’indirizzo community.spiceworks.com/scripts/show/298-change-shortcut-lnk-target-paths-in-bulk. Io l’ho leggermente modificato per accettare dei parametri dall’esterno (così sarà facilmente richiamabile da file batch, nel mio specifico caso al logon di un utente al dominio). Ne ho forzato la modalità “silent” per evitare che chieda qualsiasi cosa all’utente (e ho anche rimosso le parti di codice che se ne occupano nello script originale, ndr) ed evitare in ultimo che venga mostrato il log delle operazioni che rimarrà comunque disponibile sul client in %TEMP%\BulkShortcut.htm.

Ho caricato lo script modificato e i richiami in batch su Github e trovate il tutto qui: gist.github.com/gioxx/11403345.

Giusto per capirci: una volta caricato il VBS su un server accessibile per i vostri utenti vi basterà richiamarlo tramite una semplice riga nel netlogon:

cscript \\%USERDNSDOMAIN%\netlogon\scripts\BulkShortcut.vbs //B "\\SERVER1\" "\\SERVER3\shared\"

Questo permetterà al VBScript di prendere tutti i collegamenti sul Desktop analizzandoli e cercando quelli che puntano attualmente su SERVER1 per modificarli e farli puntare a SERVER3. Occhio, il VBScript potrebbe accettare un terzo parametro. Dopo cosa cercare e come modificarlo potreste specificare anche la directory all’interno della quale fare il lavoro, nel caso in cui non sia il Desktop la vostra casa base. Potreste quindi lanciare un ipotetico:

cscript \\%USERDNSDOMAIN%\netlogon\scripts\BulkShortcut.vbs //B "\\SERVER1\" "\\SERVER3\shared\" "C:\Temp"

Che forzerà così l’operazione in C:\Temp contrariamente a quanto stabilito di default all’interno del codice.

Il lavoro è molto rapido e completamente invisibile agli occhi dell’utente che potrà quindi fare clic sulle icone che ha lasciato l’ultima volta sul suo Desktop senza accorgersi che queste puntano altrove.

Ve ne ho parlato talmente tanto che spiegarvi ulteriormente cos’è una verifica in due passaggi è uno spreco di spazio nel database del blog, per chi si fosse perso qualche passaggio può tornare utile leggere uno qualsiasi tra i vecchi articoli e approfondire la questione. La verifica in due passaggi costituisce una ulteriore barriera contro possibili attacchi ai vostri account in rete, soprattutto di questi tempi che bug come Heartbleed hanno minato fiducia e procurato seri danni ad aziende e persone.

Attivare la verifica in due passaggi su Yahoo! è molto semplice e veloce e vi costringerà solo a ricordare le risposte alle domande di sicurezza che avete impostato in fase di registrazione o tenere a portata di mano il cellulare che potrà ricevere il codice via SMS, allo stato attuale non c’è compatibilità con le applicazioni di autenticazione come il Google Authenticator.

Avete inserito tutti i dettagli?

Per attivare la verifica in due passaggi basterà visitare la pagina edit.yahoo.com/commchannel/sec_chal_manage e seguire le istruzioni a video. Ammesso che voi abbiate precedentemente inserito delle domande di sicurezza con risposte sensate (che potete e dovete ricordare facilmente ma che non dovranno essere altrettanto facilmente vulnerabili a conoscenza e intelligenza di persone dall’esterno, familiari compresi) e il vostro numero di cellulare, Yahoo! vi permetterà di richiedere un codice via SMS che vi consentirà il collegamento alle risorse collegate al vostro account da una postazione sconosciuta, non precedentemente abilitata quindi al login ai suoi servizi (Flickr compreso, ndr).

Questo è il metodo sicuramente più rapido e sicuro per accedere. Inutile dire -come sempre- che diventa di fondamentale importanza avere a portata di mano il proprio cellulare ma soprattutto prendersi cura del dispositivo tanto quanto della SIM alla quale è collegata il numero di telefono. Perdere quel numero potrebbe voler dire dare accesso alle vostre risorse a chiunque riesca ad utilizzarla. Devo quindi ribadire il concetto di quanto sia fondamentale tenere attivo un codice di blocco sul telefono (iPhone, Android o qualsiasi altro) e un codice PIN sulla scheda?

Confermando il numero di telefono si riceverà un primo codice che sarà necessario inserire a video come conferma dell’attivazione della verifica in due passaggi:

Così come per i servizi di Google anche Yahoo! fa presente che per accedere alla posta elettronica tramite client di posta (iOS, Windows, ecc.) sarà necessario creare una password specifica per l’applicazione, un’operazione semplice che ovviamente genererà una password complessa che non dovrete memorizzare, ma semplicemente riportare nell’applicazione desiderata, salvarla e dimenticarla, un domani basterà generarne una nuova nel caso in cui ne avete la necessità.

Tenere la verifica attiva sia con domande di sicurezza che telefono vi permetterà di accedere all’account anche nel caso in cui non abbiate a portata di mano il dispositivo o in caso di problemi del vostro carrier telefonico. Questo perché, al contrario di altri servizi, Yahoo! non genera uno o più codici di backup da conservare in luogo sicuro nel caso in cui non sia più disponibile la via primaria di accesso all’account (una pecca a dirla tutta, ndr).

Un’ultima mail dal provider vi confermerà l’avvenuta attivazione del servizio e la possibilità di dormire sonni un po’ più tranquilli (senza mai abbassare del tutto la guardia, mi raccomando!):

Attivatela, non fa male e vi porterà via solo qualche minuto ;-)

Questo articolo nasce a corto raggio dalla serata appena passata in Heineken Italia dove ho incontrato vecchi e nuovi amici per una divertente sfida all’ultima spillatura ma voi lo leggerete solo tra qualche tempo (una manciata di giorni rispetto al 15 aprile, dai).

Grazie all’aiuto di Federico e alla sua lezione per profani io e altre 8 ambassador ci siamo messi alla prova davanti alla spina per spillare la “birra perfetta“, quella che esige il bicchiere ben sgrassato, inclinato di 45 gradi per ricevere in una sola mossa la giusta quantità di birra con il suo cappello di schiuma per rimuovere la Co2 in eccesso, la stessa che nella parte superiore fatta di grandi bolle andrà tagliata con l’apposito taglia-schiuma, per poi passare ancora una volta nel lavello per poter rimuovere l’eccesso colato sul bicchiere da mettere infine davanti al cliente, con il logo ben visibile. La nostra opera, la nostra birra.

Heineken mi ha scelto come vittima sacrificale ambasciatore, forse non si rendono conto di ciò che hanno fatto ma tutto sommato a me va bene così, mi sono divertito tantissimo e ho imparato nuovi dettagli sulla birra e sulla sua spillatura, mondo che mi piace tantissimo e dal quale sto apprendendo molto riguardo la bevanda. Questo è il mio video di presentazione, riporta qualche “scatto” direttamente dalla mia prova, il tutto dedicato al buon Stefano che era con me alla stessa serata ed è diventato protagonista non voluto del mio scherzare (Ste ti voglio bene, davvero :-D)

Le votazioni sono ora aperte e disponibili all’URL iospillo.it/blogger-contest

Da oggi e fino al 23 maggio potrete scegliere di votare la mia prova ma soprattutto seguire il progetto #ioSpillo che darà origine inoltre a più incontri sul territorio durante i quali tutti voi potrete imparare a spillare la vostra birra perfetta! Se vi state chiedendo perché perfetta e perché è così importante saper spillare la birra vi consiglio la lettura di un articolo ad-hoc: iospillo.it//educational/la-schiuma. Inutile ricordarvi che risorse come quelle messe a disposizione da ilovebeer.it o iospillo.it contengono davvero moltissimi spunti per chi vuole conoscere meglio la storia, il modo di spillare e di bere la birra, l’eccellente alternativa al vino durante il pasto con amici o con la famiglia. Spesso in passato ho sostenuto questa teoria e continuo a farlo più che volentieri, non è raro per me preferire una buona birra adatta al piatto cucinato, seguendo linee guida e consigli che i siti web sopra citati e le applicazioni sviluppate ad-hoc possono dare in qualsiasi momento.

Cin!

Flash Player (AdobeUpdater)Nuovo giro di aggiornamenti per Adobe che da qualche tempo ha cominciato la distribuzione della versione 13 di Flash sia ActiveX che plugin per altri browser.Ho quindi provveduto ad aggiornare il codice del tool e caricare online la nuova versione del Flash Player Updater. Scusate per il ritardo ma mille altri impegni ne hanno rallentato l’uscita ;-)

Non è cambiato nulla rispetto all’ultima volta, tranne che -ovviamente- il “13” all’interno degli URL che richiamano gli ultimi pacchetti di installazione per Internet Explorer e per gli altri browser in circolazione. Rimane quindi valida la discussione del forum Adobe dove si parlava dell’argomento: forums.adobe.com/message/3967370 e questo è il codice aggiornato:

wget http://download.macromedia.com/get/flashplayer/current/licensing/win/install_flash_player_13_active_x.exe
wget http://download.macromedia.com/get/flashplayer/current/licensing/win/install_flash_player_13_plugin.exe
start "Installazione Flash Player ActiveX" /wait install_flash_player_13_active_x.exe -install
start "Installazione Flash Player Plugin" /wait install_flash_player_13_plugin.exe -install
del /S /Q install_flash_player_13_active_x.exe
del /S /Q install_flash_player_13_plugin.exe

Lo stesso codice è disponibile come al solito nel Wiki all’indirizzo public.gfsolone.com/wiki/doku.php?id=batch:flashupdater. Il batch fa parte di un pacchetto eseguibile unico che contiene al suo interno anche il wget.exe. Lanciandolo come amministratore farà tutto automaticamente assicurandosi di forzare la chiusura di eventuali browser rimasti aperti (il controllo viene effettuato per Internet Explorer, Firefox, Opera e Chrome).

Voi come sempre potrete scaricare il pacchetto eseguibile di aggiornamento direttamente dall’URL:

app.box.com/s/5f24bphcc3fqw82rscr8

Buon lavoro :-)

E’ una di quelle notizie che non sai mai come prendere. Se da un lato sono molto contento che finalmente Microsoft sia riuscita a portare sui dispositivi portatili più grandi della mela le sue applicazioni più importanti (vi ricordo infatti che per iPhone l’applicazione Office 365 era già disponibile da tempo, ndr), dall’altro ho paura perché si aprono scenari per ulteriori problemi (e di conseguenza test, diagnosi, soluzioni o work-around) per il supporto utenti, soprattutto in questo periodo di migrazione per la mia azienda proprio verso Office 365 e tutto ciò che lo circonda. Vediamone gli aspetti positivi, benvenuto Office!

C’è una pagina dedicata su App Store ed è possibile scaricare (come potete vedere dall’immagine qui sopra) Microsoft Word, Excel e PowerPoint oltre che OneNote (già disponibile da tempo su iOS, arrivato da poco -e pure limitato, nda- su OS X): search.itunes.apple.com/WebObjects/MZContentLink.woa/wa/link?mt=8&path=apps%2Fmicrosoftoffice

Giusto per capirci: le applicazioni sono gratuite e permettono la sola visualizzazione dei documenti creati con la suite Office. Chi ha invece un abbonamento Office 365 potrà collegarsi con il proprio account sbloccando di fatto la possibilità di modificare e creare nuovi documenti direttamente da iPad, aiutando noi tutti ad allontanarci più facilmente dal portatile senza la paura di non avere accesso alle applicazioni generalmente più utilizzate per il proprio business. Se poi avete già scaricato altre applicazioni del mondo Office sul vostro iPad e siete già connessi all’account Office 365, questo verrà “ereditato” dalle nuove applicazioni che di fatto non chiederanno alcun dettaglio collegandosi direttamente al proprio mondo (Sharepoint, OneDrive, ecc.), decisamente comodo!

Con uno schermo come quello dell’iPad lavorare sui propri documenti è abbastanza semplice e funziona piuttosto bene (macro complesse di Excel a parte, ndr), è un appoggio più che valido anche se è difficile considerarlo un vero sostituto, di certo c’è che l’esperienza di utilizzo di può facilmente inserire tra quella di un PC vero e proprio ed un Surface (che tutto sommato è molto simile). Il tutto è disponibile anche per i dispositivi Android, proverò su quello del mio vecchio appena possibile, o magari farò qualche test sulla macchina virtuale ad-hoc.

Bello, bravi, finalmente! :-)