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Dopo aver finalmente trovato la pagina dedicata a tutti i rilasci (per ogni ramo) di Microsoft Office 2016 (sempre 365 ProPlus, nda), disponibile all’indirizzo technet.microsoft.com/en-us/library/mt592918.aspx?f=255&MSPPError=-2147217396, possiamo tornare sull’argomento cambio di versione, ancora possibile tramite prompt dei comandi ed eseguibile officec2rclient, generalmente incluso in ogni installazione Microsoft.

Office 365 ProPlus (2013): modificare la versione installata

Nulla è cambiato rispetto all’articolo dedicato a Office 2013 in versione 365 ProPlus (ve ne parlavo qui), a esclusione del percorso dell’eseguibile da utilizzare, ora spostato sotto i Common Files:

C:\Program Files\Common Files\Microsoft Shared\ClickToRun

La stringa per eseguirlo e modificare la versione di Office installata resta quindi:

officec2rclient.exe /update user updatetoversion=16.0.xxxx.yyyy

Tenete conto però di una novità: contrariamente alla versione 2013, il nuovo Office 2016 basa i suoi aggiornamenti su rami differenti, come già anticipato nell’articolo pubblicato qualche giorno fa. Bisognerà quindi fare attenzione alla tabella proposta nella pagina di Technet (sempre questa) e selezionare la corretta versione sulla quale passare tramite prompt. Giusto per farla breve e semplice: non potrete utilizzare officec2rclient per saltare su una 16.0.6001.1061 se non state utilizzando il canale in differita (quello che passa gli aggiornamenti NON di sicurezza ogni 4 mesi anziché mensilmente), dovrete utilizzare la corrispondente versione del canale Current, quindi la 16.0.6366.2068.

Detto ciò, ho creato una copia dello script VBS che avevo precedentemente sviluppato e l’ho modificato per funzionare con le installazioni 2016. In questo caso non ha più importanza la differenza tra 32 e 64 bit, dato che officec2rclient si trova in una cartella raggiungibile tramite stessa variabile d’ambiente su entrambi i tipi di sistema, questo è il risultato:

Per poterlo utilizzare non è inoltre necessario essere amministratori di dominio o locali, a patto di avere già un’installazione di Office 2016 a bordo (cambieranno solo i file scaricati dal C2R, non sarà necessario autenticarsi per effettuare modifiche privilegiate al sistema).

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 8Torniamo sull’argomento Office 365, che trattandosi di una tematica affrontata pressoché quotidianamente, deve e può permettersi di occupare spazio nel database di questo blog, un po’ come promemoria a lungo termine per il sottoscritto, un po’ come condivisione di esperienza per tutti coloro che hanno a che fare con lo stesso tipo di ambiente e richieste da parte degli utenti.

Stavolta la richiesta è stata abbastanza particolare, quello di cui vi parlo è in realtà un work-around che è servito ad aggirare un ostacolo diversamente non affrontabile su un sistema Android, in attesa di una soluzione un po’ più pulita e supportata, un po’ come quella spiegata già per iOS. Impariamo a gestire una casella di posta condivisa passando da OWA, l’interfaccia web di Microsoft, stesso look & feel di quello che è diventata nel corso del tempo l’applicazione di Outlook, disponibile attualmente per Android e iOS:

Microsoft Outlook
Price: Free

Che poi chiariamoci: non c’è nulla di così complesso da imparare, semplicemente ci vogliono i giusti passaggi per configurare la Shared Mailbox sotto il proprio account principale di OWA (quindi anche dell’applicazione di Outlook). Diamo inizio al passo-passo corredato di immagini che vi guideranno lungo l’intero articolo!

Collegatevi alla vostra casella di posta elettronica via outlook.office365.com, quindi entrate nelle sue Opzioni e selezionate la voce “Account connessi” (sotto la label Account):

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 7

Da qui potrete aggiungere un account. Inserite l’indirizzo della casella di posta elettronica condivisa. Potete inserire una qualsiasi password, anche sbagliata, non ha importanza, in questo momento non è importante:

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 1

Ignorate l’avviso di Connessione non protetta che vi comparirà quando proverete a mandare avanti la configurazione,

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox

e scegliete una connessione di tipo IMAP per gestire la casella di posta elettronica:

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 2

A questo punto vi verranno richiesti tutti i dati di connessione alla casella di posta elettronica condivisa. È qui che bisogna porre un minimo di attenzione in più a ciò che si riporta:

  • Nome visualizzato: come comparirà la casella (in colonna di sx nell’Outlook e come si presenterà all’esterno, un po’ come il suo nome e cognome).
  • Indirizzo di posta elettronica: quello della casella di posta condivisa (es. shared@contoso.com).
  • Nome utente: qui sarà necessario specificare un nome utente composto da chi possiede le ACL di lettura sulla casella condivisa, seguito dal vero ID della casella condivisa (precedentemente ottenuto da Powershell, come spiegato nell’articolo dedicato a iOS).
  • Password: il campo Password andrà ora popolato con la vera password di accesso alla casella di posta elettronica dell’utente autorizzato all’utilizzo della casella condivisa.

Le informazioni riguardanti il server di posta sono pubbliche e si trovano facilmente, ma vi basti sapere che dovrete collegarvi a outlook.office365.com, con autenticazione Standard, crittografia SSL e porta 993.

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 3

Salvo errori, dopo qualche attimo di attesa comparirà una conferma di connessione all’account, potrete ora procedere con il vostro lavoro:

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 4

E se volessi spedire a nome della casella?

Contestualmente alla configurazione di ricezione posta, vi verrà inviata una mail di verifica sull’account condiviso per permettervi di inviare mail a nome della casella condivisa stessa. Basterà fare clic sul link che compare nella mail di verifica per autorizzare l’operazione. Potrete ora configurare il vostro OWA / Outlook (mobile) per inviare con diverso mittente.

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 5

Tornando ora alla schermata degli account connessi, nel frattempo, noterete una Connessione in corso verso l’account condiviso, non preoccupatevi e continuate a lavorare, la posta è in fase di scaricamento.

Office 365 e OWA: connettersi a una Shared Mailbox 6

Gestire il flusso di posta

Perché è importante? Perché contrariamente a iOS, dove la casella verrà gestita come fosse un’entità separata con sue cartelle e sue regole, in questo caso riceverete una copia di ogni mail inviata alla casella condivisa ma direttamente nelle cartelle della vostra casella di posta personale. Non è affatto comodo, posso assicurarvelo, per questo motivo è importante gestire il flusso di posta in ingresso e uscita tramite regole da impostare tramite Outlook (o OWA).

Il mio consiglio è quello di intercettare tutto ciò che viene inviato all’indirizzo della Shared Mailbox (che sia in A: / CC: / CCN:) e spostarlo automaticamente in una cartella che andrete appositamente a creare sotto il vostro account personale. Lo stesso vale -manco a dirlo- con la posta in uscita. Ci sono filtri ad-hoc su Outlook / OWA che possono svolgere l’arduo compito di tenere le due “vite” ben separate, senza far scadere il tutto in un “mappazzone” che sarebbe ingestibile con l’avanzare del tempo.

Vi ricordo inoltre (prima di chiudere) che configurare in questa maniera un account, non permette in nessun caso di ottenere una specularità delle cartelle create sotto la casella condivisa, facendo venire a meno la comodità di condividere con un collega la posizione di una mail che in quel momento vi serve più dell’ossigeno, e creando potenzialmente più confusione che beneficio, soprattutto quando una ricerca ad ampio spettro impiega troppo tempo e non trova (magari) ciò che realmente state cercando.

Insomma, lo avrete capito: il work-around c’è, ma bisogna fare molta attenzione e valutare bene i pro e i contro della soluzione offerta.

Buon lavoro!

Office 2013, 2016, 365 ProPlus, download diretti

Capita talvolta di avere la necessità di scaricare la suite completa di Office e di non avere a portata di mano la propria chiave USB dove si è soliti tenerla salvata per futuri utilizzi, che si fa? Si scarica da zero, ammesso che si sappia da quali link passare per evitare inutili perdite di tempo o chissà quali passaggi tra codici di autenticazione e utenze registrate delle quali si dimentica troppo spesso la password.

Voglio raccogliere in questo piccolo articolo i riferimenti diretti per il download delle immagini complete di Office 2013, 2016 o le versioni C2R del 365 ProPlus (a sottoscrizione).

Office 2013

Sorpassato dalla versione 2016, Office 2013 è stato acquistato da molti con una chiave di licenza singola, per questo può sempre tornare utile avere a disposizione le immagini masterizzabili da conservare in luogo sicuro per future reinstallazioni. Occhio: le immagini differiscono per sistemi a 32 o 64 bit.

Entrambi i link puntano direttamente ai server Microsoft, così da andare sul sicuro ;-)

Office 2016

Contrariamente alla disponibilità dei link della versione 2013, la 2016 viene proposta esclusivamente sotto l’area download di un abbonamento MSDN oppure via C2R (Click 2 Run) agli utenti abbonati Office 365. Per questo motivo non è difficile trovare persone che hanno eseguito il download della ISO via MSDN per poi caricare quel file su servizi di cloud sparsi per il globo. In particolare c’è uno spazio web russo che propone il download di tutte le immagini ISO (in qualsiasi lingua) che sembra funzionare bene ancora oggi.

Potete trovare la ISO in italiano (sia per sistemi a 32 che a 64 bit) facendo clic qui. Potete invece visualizzare voi stessi tutte le ISO disponibili navigando verso l’indirizzo cloud.mail.ru/public/MuWJ/iHJ47CZNS/MSDN_OFFICE 2016 RETAIL/Microsoft Office 2016  Professional Plus (MSDN)/.

Office 365 ProPlus, Click2Run

Il metodo di installazione e distribuzione ormai più diffuso per le installazioni di Office sotto abbonamento 365, sia privato che aziendale. Ne avevo già parlato in un altro articolo, dedicato a un problema riscontrato in una vecchia versione di Excel, e posso dirvi che il metodo non è certamente cambiato. Andrà scaricato il pacchetto di Deploy per Office 2016, disponibile all’indirizzo microsoft.com/en-us/download/confirmation.aspx?id=49117, quindi modificare il file XML di configurazione contenuto all’interno della cartella che il software andrà a creare.

Il default proposto è questo (a oggi):

<!-- Office 365 client configuration file sample. To be used for Office 365 ProPlus 2016 apps, Office 365 Business 2016 apps, Project Pro for Office 365 and Visio Pro for Office 365.

For detailed information regarding configuration options visit: http://aka.ms/ODT. To use the configuration file be sure to remove the comments

For Office 365 client apps (version 2013) you will need to use the 2013 version of the Office Deployment Tool which can be downloaded from http://aka.ms/ODT2013

The following sample allows you to download and install Office 365 ProPlus 2016 apps and Visio Pro for Office 365 directly from the Office CDN using the Current Branch settings  -->

<Configuration>
 <Add OfficeClientEdition="32" Branch="Current">
  <Product ID="O365ProPlusRetail">
   <Language ID="en-us" />
  </Product>
  <Product ID="VisioProRetail">
   <Language ID="en-us" />
  </Product>
 </Add>

 <!--  <Updates Enabled="TRUE" Branch="Current" /> -->
 <!--  <Display Level="None" AcceptEULA="TRUE" />  -->
 <!--  <Property Name="AUTOACTIVATE" Value="1" />  -->

</Configuration>

Che andrà modificato per scaricare (e in seguito installare) la versione desiderata. Noi in ufficio utilizziamo una versione in italiano e 64 bit, quindi il nostro XML di configurazione diventa:

<Configuration>

 <Add OfficeClientEdition="64" Branch="Current">
  <Product ID="O365ProPlusRetail">
   <Language ID="it-it" />
  </Product>
 </Add>

 <Updates Enabled="TRUE" Branch="Current" />
 <Display Level="None" AcceptEULA="TRUE" />
 <Property Name="AUTOACTIVATE" Value="1" />

</Configuration>

Contrariamente alla versione 2013, la 2016 prevede la possibilità di scaricare sempre l’ultima versione del pacchetto disponibile sui server Microsoft, semplicemente lasciando la variabile “Branch” a “Current“. Una volta salvato il file XML, basterà lanciare un prompt dei comandi e andare a lanciare il download utilizzando il file eseguibile di Setup:

C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy>setup.exe /download

A download completato, comparirà una nuova riga nel prompt dei comandi, controllando ora la cartella dovreste notare qualcosa di molto simile a:

C:\>dir /s /b "C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy"
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\configuration.xml
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\setup.exe
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\v64.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\v64_16.0.6568.2025.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\i640.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\i641040.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\s640.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\s641040.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\stream.x64.it-it.dat
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\stream.x64.x-none.dat

Dove ovviamente il numero di versione sarà diverso (in base al giorno in cui effettuerete il download dei dati dai server Microsoft, manco a dirlo). Per installare il pacchetto appena scaricato in offline (quindi trasportabile e conservabile in un vostro spazio disco, per futuri utilizzi), potrete lanciare il comando di configure, al posto di quello di download precedentemente utilizzato:

C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy>setup.exe /configure

Ricordate: anche conservando una vecchia versione del pacchetto di installazione in offline, Office sarà poi capace di recuperare l’ultimo aggiornamento disponibile sui server di Microsoft su vostra richiesta, dalla GUI, da uno qualsiasi dei programmi facenti parte della suite. Ricordate inoltre che il software scaricato e installato tramite C2R è di tipo ProPlus, realizzato per gli abbonati al servizio Office 365. Attivare poi Office con una Product Key potrebbe far comparire un messaggio di versione non adatta a quel tipo di licenza, costringendovi (verrà fatto automaticamente, niente paura) ad attendere che venga scaricato il prodotto giusto sul vostro disco, facendovi perdere ulteriore tempo.

Per tutte le informazioni riguardo l’installazione C2R e il canale di aggiornamento (branch) vi rimando alla documentazione Microsoft ufficiale: technet.microsoft.com/en-us/library/mt455210.aspx. Anche in questo caso, come per la versione 2013 e procedura scritta qualche tempo fa, sarà possibile saltare di versione se lo desiderate, via prompt, utilizzando officec2rclient, che nel frattempo ha cambiato posizione, altrimenti si potrà sempre ricorrere alle GPO di dominio, ma entrambi faranno parte di un prossimo articolo a loro dedicato.

Per ogni dubbio o domanda (ammesso che io conosca la risposta), l’area commenti è a vostra totale disposizione, come sempre :-)

ODBC Sources Backup & Restore per WindowsRicordate quella vecchia pillola che vi ha permesso di capire come esportare e importare facilmente le origini dati ODBC? No, poco male, la trovate all’indirizzo gioxx.org/2015/12/09/connessioni-odbc-esportazione-importazione-file-reg. Dato che negli ultimi giorni ho avuto la necessità di rimettere mano a quelle chiavi, ho pensato di trasformare il tutto in batch e facilitarmi / vi la vita.

Partendo dal presupposto che %TB% corrisponde a una cartella precedentemente richiesta dal batch, l’esportazione delle configurazioni ODBC (che includono ora anche le origini definite dall’utente, cosa che non avevo previsto nell’articolo originale) andrà a lavorare su 3 chiavi di registro se il sistema gira a 64 bit, 2 sui 32. Nello specifico:

Ho volutamente arricchito il tutto e rilasciato un pacchetto eseguibile che –se lanciato come amministratori della macchina locale (o di dominio)– permette di effettuare un backup o un restore delle chiavi contenenti le configurazioni ODBC personali e di sistema. Potete scaricarlo gratuitamente all’indirizzo app.box.com/s/bjcjx1gzt6l3097s4qq7bbful5pskm7r, è compatibile con sistemi 7 e 8.1 ma anche con Windows 10 (pur se non testato dal sottoscritto), si basa sulla stessa interfaccia di Sticky Notes Backup & Restore, di cui vi avevo già parlato in passato.

ODBC Sources Backup & Restore per Windows 1

Al solito: per qualsiasi problema, errore, richiesta, informazione, ecc., l’area commenti è vostra totale disposizione, anche senza necessità di effettuare registrazione al sistema Disqus.

OS X: formattare un disco in FAT32 direttamente da Terminale 1Per chi ancora non lo sapesse (sul serio?) una Shared Mailbox creata su Exchange Online (Office 365), è una casella di posta condivisa alla quale uno o più utenti dello stesso server potranno fare accesso, leggere e rispondere alle e-mail passando da un indirizzo alternativo al proprio. È una casella di posta che non necessita di licenza perché non porta con sé una vera e propria identità configurabile su Exchange. Sarà l’utente con l’accesso (sia in lettura che “SendAs” / “SendOnBehalfTo”, nda) ad avere la licenza, ad autenticarsi alla casella, a utilizzarla nel proprio client di posta elettronica o in OWA.

E se aveste la necessità di configurare quella casella di posta su un client di posta alternativo come Mail su iOS? La risposta è tutto sommato semplice: si può fare, basta porre la giusta attenzione ai dati che si inseriscono in fase di configurazione della casella e l’ID univoco della stessa, che è possibile recuperare direttamente da Powershell.

Una volta collegati vi basterà effettuare una query per ricercare il MicrosoftOnlineServicesID della casella interessata, come nell’esempio:

PS C:\PS1\PS1> Get-Mailbox shared@contoso.com | ft MicrosoftOnlineServicesID
MicrosoftOnlineServicesID
-------------------------
shared@contoso.onmicrosoft.com

Prendete nota di quel valore. Esso andrà sostituito a quello riportato qui di seguito in procedura.

Impostazioni Posta, contatti, calendari

Aggiungi account Altro Aggiungi account Mail

  • Nome: Contoso srl – Ufficio Rossi
  • E-mail: ufficio.rossi@contoso.com
  • Password: $password
  • Descrizione: Contoso srl – Ufficio Rossi

Potrete (dovrete, in realtà) sostituire ogni informazione sopra riportata con ciò che vi interessa realmente configurare.

Il valore del campo Password, in questo momento, può riportare una qualsiasi sequenza di lettere e numeri, anche sbagliata, il controllo andrà comunque in errore e bisognerà attendere il timeout della prima verifica informazioni che il telefono tenterà di fare (ricercherà le impostazioni della casella online, per evitare di doverle inserire manualmente). Non preoccupatevi e andate avanti.

  • Mantenete la selezione su IMAP (in testa alla schermata corrente su iPhone o iPad).
  • Mantenete tutto ciò che c’è nel primo blocco “INFORMAZIONI ACCOUNT IMAP”, si tratta delle stesse informazioni messe qualche attimo fa.

All’interno del blocco “Server posta in arrivo” occorrerà specificare alcune informazioni:

  • Nome host: outlook.office365.com
  • Nome utente: mario.rossi@contoso.com/ufficio.rossi@contoso.com
  • Password: $passwordmario

Ovviamente andrà sostituito mario.rossi@contoso.com con il proprio utente di Exchange, quello autorizzato a utilizzare la casella condivisa, quindi sostituire anche ufficio.rossi@contoso.com (mantenendo lo “/” di separazione) con il vero ID della casella condivisa, precedentemente ottenuto da Powershell, quello di cui dovreste aver preso nota.

Il campo Password andrà ora popolato con la vera password di accesso alla casella di posta elettronica dell’utente autorizzato all’utilizzo della casella condivisa, quindi la password del signor “Mario Rossi” (riferendomi all’esempio).

Nel blocco successivo, quello relativo al “Server posta in uscita”, servirà specificare invece:

Anche in questo caso andrà sostituito mario.rossi@contoso.com con il proprio utente di Exchange, quello autorizzato a utilizzare la casella condivisa. Lo stesso vale per il campo Password, nel quale inserire (come già fatto poco fa) la vera password di accesso alla casella di posta elettronica dell’utente autorizzato all’utilizzo della casella condivisa, quindi la password del signor “Mario Rossi” (riferendomi ancora una volta all’esempio).

Salvo errori, iPhone (o iPad) inizierà a scaricare la posta elettronica dalla casella condivisa subito dopo aver effettuato il salvataggio della configurazione appena terminata. Vi basterà effettuare un test inviando una mail dal diverso mittente. In alcuni casi questo passaggio potrebbe restituire un errore ma la mail arriverà comunque a destinazione (verificate, giusto per sicurezza).

Vi posso assicurare che è stato più difficile riportare il tutto in procedura che eseguire le operazioni sullo smartphone ;-)

Buon lavoro!