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Flash Player (AdobeUpdater)Nuovo giro di aggiornamenti per Adobe che da qualche tempo ha cominciato la distribuzione della versione 13 di Flash sia ActiveX che plugin per altri browser.Ho quindi provveduto ad aggiornare il codice del tool e caricare online la nuova versione del Flash Player Updater. Scusate per il ritardo ma mille altri impegni ne hanno rallentato l’uscita ;-)

Non è cambiato nulla rispetto all’ultima volta, tranne che -ovviamente- il “13” all’interno degli URL che richiamano gli ultimi pacchetti di installazione per Internet Explorer e per gli altri browser in circolazione. Rimane quindi valida la discussione del forum Adobe dove si parlava dell’argomento: forums.adobe.com/message/3967370 e questo è il codice aggiornato:

wget http://download.macromedia.com/get/flashplayer/current/licensing/win/install_flash_player_13_active_x.exe
wget http://download.macromedia.com/get/flashplayer/current/licensing/win/install_flash_player_13_plugin.exe
start "Installazione Flash Player ActiveX" /wait install_flash_player_13_active_x.exe -install
start "Installazione Flash Player Plugin" /wait install_flash_player_13_plugin.exe -install
del /S /Q install_flash_player_13_active_x.exe
del /S /Q install_flash_player_13_plugin.exe

Lo stesso codice è disponibile come al solito nel Wiki all’indirizzo public.gfsolone.com/wiki/doku.php?id=batch:flashupdater. Il batch fa parte di un pacchetto eseguibile unico che contiene al suo interno anche il wget.exe. Lanciandolo come amministratore farà tutto automaticamente assicurandosi di forzare la chiusura di eventuali browser rimasti aperti (il controllo viene effettuato per Internet Explorer, Firefox, Opera e Chrome).

Voi come sempre potrete scaricare il pacchetto eseguibile di aggiornamento direttamente dall’URL:

app.box.com/s/5f24bphcc3fqw82rscr8

Buon lavoro :-)

E’ una di quelle notizie che non sai mai come prendere. Se da un lato sono molto contento che finalmente Microsoft sia riuscita a portare sui dispositivi portatili più grandi della mela le sue applicazioni più importanti (vi ricordo infatti che per iPhone l’applicazione Office 365 era già disponibile da tempo, ndr), dall’altro ho paura perché si aprono scenari per ulteriori problemi (e di conseguenza test, diagnosi, soluzioni o work-around) per il supporto utenti, soprattutto in questo periodo di migrazione per la mia azienda proprio verso Office 365 e tutto ciò che lo circonda. Vediamone gli aspetti positivi, benvenuto Office!

C’è una pagina dedicata su App Store ed è possibile scaricare (come potete vedere dall’immagine qui sopra) Microsoft Word, Excel e PowerPoint oltre che OneNote (già disponibile da tempo su iOS, arrivato da poco -e pure limitato, nda- su OS X): search.itunes.apple.com/WebObjects/MZContentLink.woa/wa/link?mt=8&path=apps%2Fmicrosoftoffice

Giusto per capirci: le applicazioni sono gratuite e permettono la sola visualizzazione dei documenti creati con la suite Office. Chi ha invece un abbonamento Office 365 potrà collegarsi con il proprio account sbloccando di fatto la possibilità di modificare e creare nuovi documenti direttamente da iPad, aiutando noi tutti ad allontanarci più facilmente dal portatile senza la paura di non avere accesso alle applicazioni generalmente più utilizzate per il proprio business. Se poi avete già scaricato altre applicazioni del mondo Office sul vostro iPad e siete già connessi all’account Office 365, questo verrà “ereditato” dalle nuove applicazioni che di fatto non chiederanno alcun dettaglio collegandosi direttamente al proprio mondo (Sharepoint, OneDrive, ecc.), decisamente comodo!

Con uno schermo come quello dell’iPad lavorare sui propri documenti è abbastanza semplice e funziona piuttosto bene (macro complesse di Excel a parte, ndr), è un appoggio più che valido anche se è difficile considerarlo un vero sostituto, di certo c’è che l’esperienza di utilizzo di può facilmente inserire tra quella di un PC vero e proprio ed un Surface (che tutto sommato è molto simile). Il tutto è disponibile anche per i dispositivi Android, proverò su quello del mio vecchio appena possibile, o magari farò qualche test sulla macchina virtuale ad-hoc.

Bello, bravi, finalmente! :-)

Primo di una serie di articoli dedicati a lui e a ciò che lo circonda (console, powershell e chi più ne ha, più ne metta) oggi introduco quello che è l’argomento principalmente affrontato in questo periodo in azienda: il passaggio da Lotus Domino (e Notes, ovviamente) a Microsoft “Exchange in-cloud“, decisamente meglio conosciuto come Office 365.

Partiamo dalle basi: Office 365 pensato per le medie e grandi aziende offre una serie di licenze che ovviamente permettono di accedere a più o meno “benefit“. Si va dalla più classica e basica delle utenze con accesso in sola WebMail a quella più ricca che comprende il download di Office 2013 completo da poter installare e attivare su 5 macchine per ciascuna utenza (niente codici di attivazioni, si va in base all’account aziendale precedentemente creato). Per maggiori informazioni in merito vi rimando al commerciale di zona che potrà indubbiamente illuminarvi più di me ;-)

Ciò che allo stato attuale dovete sapere è che qui abbiamo organizzato -migrazione dei contenuti a parte- un’installazione gestita da un apposito appliance Dell del quale spero di potervi parlare a breve, con l’aiuto –come al solito– di script in batch (e non solo). Prima di partire posso consigliarvi una lettura del documento ufficiale di Microsoft dove vengono specificati i requisiti minimi per l’installazione / collegamento all’ambiente Office 365? Lo trovate qui: office.microsoft.com/it-it/office365-suite-help/requisiti-software-per-office-365-per-aziende-HA102817357.aspx

Pacchetto di installazione

Da creare grazie ad un piccolo deployment tool di Microsoft, documentato anch’esso, in base alle proprie esigenze, per lo più dettate dalla versione (32 o 64 bit) e dalla lingua, proprio perché –come già detto– con una licenza E3 (la più grande per l’utente) potrete accedere ad una versione completa di Office 2013 (365 ProPlus con sottoscrizione).

Il documento di Microsoft si trova all’indirizzo technet.microsoft.com/en-us/library/jj219422.aspx e nel caso in cui vogliate fare un’installazione che comprenda tutto richiederà il tool (ovviamente) e un file di configurazione XML con stringhe simili a queste:

<Configuration>

<Add SourcePath="" OfficeClientEdition="32" >
<Product ID="O365ProPlusRetail">
<Language ID="it-it" />
</Product>
</Add>

<!--  <Updates Enabled="TRUE" UpdatePath="\\Server\Share\Office\" /> -->

<Display Level="None" AcceptEULA="TRUE" />
<Logging Name="O365PPSetup.txt" Path="%temp%" />
<Property Name="AUTOACTIVATE" Value="1" />
<Property Name="FORCEAPPSHUTDOWN" Value="TRUE" />

</Configuration>

Sufficientemente comprensibile per chi non è alle primissime armi: verrà installato un Office 365 ProPlus (quindi un Office 2013 Professional con sottoscrizione, nda) in italiano, a 32 bit, accettando in automatico la licenza EULA , richiedendo l’attivazione automatica al primo avvio, loggando ogni operazione in un file di testo chiamato O365PPSetup.txt (salvato nella %temp%) e forzando ogni applicazione del pacchetto Office a chiudersi durante la fase di installazione.

Ho volutamente commentato e non rimosso la stringa che abilita gli aggiornamenti e dichiara l’eventuale server interno dove andarli a pescare. Nel nostro caso non c’è, ci affidiamo al WSUS.

A questo punto non resta che pretendere dal tool il download del necessario per l’installazione sulle macchine. Per farlo basta un prompt dei comandi e una stringa: setup /download

La stringa non farà altro che leggere il vostro file di configurazione e scaricare ciò che desiderate:

A voi non resta che attendere il termine del download, inserire tutto il contenuto della cartella in un punto raggiungibile all’interno della vostra rete e preparare un piccolo batch che lancerà in maniera silente l’installazione del software sulle macchine desiderate:

setup.exe /configure

Niente di più banale e semplice: così come per il setup /download, questo comando andrà a cercare e leggere il file di configurazione XML (che vi ricordo dovrà chiamarsi semplicemente “configuration.xml“) per installare il necessario all’interno del PC. Al termine dell’installazione troverete tutte le applicazioni della suite nel menu Start / Tutti i Programmi / Microsoft Office 2013 (in Windows 8 e 8.1 ovviamente troverete il tutto con il tasto Windows + Q).

E’ tutto molto semplice, almeno per il momento, il bello del gioco deve ancora arrivare e richiederà l’utilizzo -spesso e volentieri- della Powershell che può arrivare laddove la console grafica accessibile via web non può proprio addentrarsi a causa delle sue limitazioni (deve poter essere alla portata di chiunque, ricordate che Office 365 è un servizio pensato per tutti).

Come anticipato questo è solo il primo di –spero– tanti articoli dedicati al mondo Office 365 ed alla sua amministrazione (risoluzione dei problemi di percorso compresa nel prezzo). In coda all’articolo troverete inoltre un box di link che ho messo (e continuo a mettere) su Urli.st per tenere traccia di tutto il necessario / utile per l’amministratore del servizio. Se avete suggerimenti, osservazioni o dubbi l’area commenti è a vostra totale disposizione, come sempre :-)

Mi dispiace ma non sono riuscito a rendere il titolo più breve, o per lo meno non è così semplice farlo pur continuando a farvi capire bene di cosa parlerò in questo articolo :-) L’approfondimento di oggi contiene diversi passaggi che potrebbero non essere così semplici e accessibili proprio per tutti, se vi sembra di non riuscire a capire qualcosa vi prego di farmelo sapere tramite l’area commenti, sempre a vostra disposizione.

Una macchina Windows, una Apple, nessun AirPort Time Capsule, solo un banale disco esterno USB 3 collegato alla macchina Windows e formattato in NTFS dove tipicamente ospito il backup della macchina Windows, la musica, le serie televisive e cose così. Non si tratta del backup su disco di rete, sicuramente più semplice, è l’alternativa all’acquisto di un disco portatile USB da dedicare al proprio Mac per effettuare il backup dei vostri dati (passaggio fondamentale da ripetere ogni qual volta potete, mi raccomando). Chiarisco subito ancora prima di partire con il passo-passo: ciò che ho fatto non è sicuramente la soluzione supportata e suggerita da Apple o dal vostro “cuggino informatico“, funziona, ma non è ovviamente considerabile una spiaggia stabile e definitiva, se avete acquistato un disco esterno per il vostro Time Machine non buttatelo via e non riutilizzatelo, non subito almeno ;-)

Immagine disco (Sparse bundle)

Di documenti e guide ne ho lette tante, io ho personalmente sperimentato e portato correttamente a termine una serie di passaggi che vi spiego più che volentieri ma occhio ai vostri dati, ci tengo a ribadirlo, non metteteli “in pericolo”, soprattutto se siete inesperti ;-) Primo passaggio: il vostro Macbook (o iMac, ovviamente) ha bisogno di spazio, ciò che tipicamente viene creato sul disco esterno o di rete altro non è che un filesystem scrivibile dal sistema, uno “sparse bundle“, come un VHD sui sistemi Windows per farla molto semplice. L’utilità disco di OS X servirà esattamente a questo.

Da Spotlight cercate e avviate l’Utility Disco, quindi create una nuova immagine disco. Questa dovrà avere alcuni dettagli che è meglio specificare e mostrare:

Date un nome all’immagine, quindi una posizione dove salvare il file creato (suggerisco temporaneamente il Desktop, dopo vi spiegherò il perché) e cercate di scegliere un “Nome” (nell’immagine qui sopra potete vedere il mio cursore e capire a cosa faccio riferimento) il più breve e semplice possibile, magari senza spazi, servirà ad identificare il disco virtuale una volta montato nel sistema. Occhio alle dimensioni, nell’immagine che ho catturato durante la mia prova ho commesso un banale errore: su un disco di circa 250GB di capienza ho scelto 100GB di spazio a disposizione dell’immagine, non fatelo a meno che non vogliate ripetere il procedimento, scegliete di partire con 150GB e non preoccupatevi per il vostro disco, lo spazio non corrisponderà a 150GB reali, questi verranno occupati man mano che sarà necessario spazio per il backup, non è detto quindi che dovrete utilizzarli tutti, quel valore corrisponderà quindi al limite raggiungibile. Lasciate invariato il formato dell’immagine (Mac OS esteso) e dopo aver scelto una codifica a 128-bit (per rendere più sicura la vostra immagine e proteggerne i dati all’interno) scegliete di creare una partizione singola con mappa della partizioni Apple e modificate il formato in “Immagine disco sparse bundle“. In pratica, fatta eccezione per lo spazio a disposizione, potete seguire scrupolosamente l’immagine di sopra ;-)

Una volta fatto clic su Crea dovrete solo specificare una password a vostra scelta e attendere qualche minuto (dipende dalla velocità del vostro disco e della vostra macchina più in generale) quindi uscire dall’Utility Disco. Avrete appena creato lo spazio a disposizione del vostro Time Machine, a prescindere da dove quel file Sparse Bundle verrà fisicamente ospitato!

Perché l’immagine sul Desktop?

A meno che non abbiate una rete casalinga progettata e realizzata ad-hoc come se vi trovaste in azienda, è possibile che vi limitiate ad utilizzare un router o un access-point sul quale passa di tutto, configurato in WiFi-N (5 GHz con picchi di 300 Mbps al massimo o giù di lì), mandare in backup più di 60/70 Gb al primo approccio non è la cosa più veloce di questo mondo. Tutto cambia per la pura copia di un singolo file. Fare quindi il primo backup forzato tenendo il file sul disco locale e spostarlo dopo sarà molto più semplice e veloce. In seguito verranno solo toccati i file che sono stati modificati, rendendo l’operazione più leggera e affrontabile tramite rete WiFi / cablata.

Montare l’immagine

Il file appena creato corrisponde -come già detto- ad un’immagine “montabile“, come se fosse un disco esterno collegato al vostro portatile, basterà un doppio clic ovunque esso sia per veder comparire il disco al quale prima avete dato un nome prima della creazione immagine :-)

Siete pronti per chiedere a Time Machine di utilizzare questo disco per conservare al sicuro i vostri file. Occhio: se fino ad oggi avete effettuato il backup altrove poco importa, non c’è bisogno di inizializzare il DB come alcune guide chiedono di fare, si potrà direttamente fare lo switch di disco da Terminale.

Puntare al nuovo disco di backup

Un’operazione che si porta facilmente a termine tramite Terminale, evitando così le limitazioni imposte da Apple e permettendo di utilizzare la nuova immagine disco a prescindere da dove si trovi. Aprite il Terminale cercandolo da Spotlight, quindi eseguite il comando:

sudo tmutil setdestination /Volumes/Backup

Dove dovrete sostituire “Backupcon il nome che avete dato al vostro disco virtuale. Chiaramente vi verrà chiesta la password (se presente) del vostro account da amministratore:

L’esecuzione del comando è immediata, la modifica è stata già operata e potrete notare il risultato aprendo il Pannello Preferenze di Time Machine:

Ready, set, go!

Pronti per effettuare il primo backup, potete forzare Time Machine dall’icona nel Dock: tasto destro e “Esegui il backup adesso“:

Riuscirete così a godervi il risultato della vostra modifica quando tutto partirà correttamente e i dati cominceranno a popolare il vostro nuovo disco virtuale creato ad-hoc :-)

A questo punto chi vi impedirà di copiare il file appena creato e popolato in un vostro disco attaccato ad una macchina Windows nella stessa rete? Ve lo dico io: nessuno. Basandovi sull’articolo che ho pubblicato poco tempo fa (OS X: abilitare la scrittura su NTFS) potrete tranquillamente spostare il file dell’immagine e montarlo sul vostro OSX quando avrete necessità di fare il backup dei vostri dati:

Questo è quanto, come al solito nell’area commenti possiamo discutere alternative, anomalie e ogni altra cosa legata allo specifico articolo :-)

Buon backup a tutti!

Come forse molti di voi sapranno già Disqus è un sistema di commenti per siti web, blog e comunità online che si integra perfettamente con i social network, permettendo infatti il login con il proprio utente Twitter, Facebook e non solo. La gestione dello spam, gli strumenti di moderazione e analisi, le notifiche mail, il pannello commenti e molto altro ancora è centralizzato per offrire a utilizzatori e possessori dei siti il massimo della praticità. Il fatto che vengano poi supportati tutti i principali browser da PC ed in parte quelli mobile per smartphone e tablet è un valore aggiunto non da poco.

Disqus è abilitato anche su Gioxx’s Wall e Fuorigio.co e visto che non ero riuscito a trovare nulla di già pronto che mi soddisfacesse, ho voluto creare un widget per WordPress che vi permetta di mostrare nella vostra sidebar (o altrove) gli ultimi commenti pubblicati sul vostro sito web.

Il codice è stato interamente pubblicato sul Wiki ed è possibile scaricare una copia del file PHP da caricare poi sul proprio spazio web: public.gfsolone.com/wiki/doku.php?id=wordpress:disqusrecents.

Attivazione ed utilizzo

Potete scaricare il file del widget direttamente facendo clic qui, dovrete poi caricarlo nella cartella wp-content/plugins del vostro spazio web. Entrate nella Dashboard del vostro WordPress e attivatelo:

Troverete ora il widget tra quelli disponibili nell’area di personalizzazione del vostro tema grafico:

Potrete così portarlo all’interno di quelli da mostrare nella vostra barra laterale (o in qualsiasi altra posizione consenta il vostro tema). Potrete personalizzare il titolo del blocco, l’ID dal quale caricare i commenti (la prima parte dell’URL del vostro sistema commenti registrato su DISQUS) e la quantità di ultimi commenti da mostrare (personalmente ho scelto di tenerne 8, non esagerate, occupano spazio!).

Leggera personalizzazione tramite CSS

Su Fuorigio.co, Lorenzo ha operato una piccola modifica tramite CSS per migliorare l’aspetto del blocco commenti:

Questo il semplice codice utilizzato:

/* DISQUS */
#disqus_thread {
margin-top: 20px;
}

ul.dsq-widget-list {
margin: 0;
}

Inutile dire che tutto ciò che viene caricato può essere facilmente intercettato e modificato in tempo reale con il vostro file CSS, basterà avere un po’ di manualità per questo tipo di cose.

Tutto qui, il lavoro è già fatto ed è pronto chiavi in mano, come al solito se riscontrate problemi o avete domande l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Buon lavoro!