Tag Archive - In Evidenza

Icone di caricamento o di stato di Dropbox sparite? Ecco come risolvere (Icon Overlays Fix)

Poco tempo fa mi sono trovato faccia a faccia con un fastidioso problema sul mio portatile. Da un giorno all’altro le icone di stato delle cartelle Dropbox sono sparite e con loro la mia capacità di capire quali file fossero in sincronizzazione, bloccati o disponibili in ultima versione nelle cartelle del mio PC.

Dato che pensavo si trattasse di un problema legato ad uno degli ultimi aggiornamenti beta ho aperto una discussione nel forum: forums.dropbox.com/topic.php?id=102126 ma sfortunatamente pare che nessuno se la sia sentita di darmi una mano. Visto che molti vecchi thread simili al mio problema erano stati già affrontati e non risolti ho deciso di indagare meglio accorgendomi che anche il client di Copy non mostrava lo stato di sincronizzazione delle cartelle. Ho quindi modificato la ricerca e ho trovato qualcosa di potenzialmente interessante: a causa di un numero limitato di icone “in overlay” gestibili dal sistema c’era la concreta possibilità che Dropbox e Copy fossero state spodestate, ecco appunto.

Può essere il mio stesso problema?

E’ molto semplice capirlo, vedete quelle piccole icone verdi sotto ogni cartella?

Ecco, se non le vedete più nonostante il vostro Dropbox sia regolarmente connesso a internet (magari con la solita icona nella tray che conferma lo stato di sincronizzazione) è possibile che abbiate riscontrato la mia stessa anomalia.

Una ulteriore verifica

Nel registro di sistema si nasconde l’errore e la soluzione del problema. Due interessanti articoli in inglese (Fixing Icon Overlays for Dropbox + TortoiseSVN e How to Fix Missing TortoiseSVN File Status Icons in Windows) che mi hanno aiutato a capire si trattasse proprio di questo problema (quindi risolverlo) evidenziano come:

There is only a limited number of overlay slots available in Windows. That’s the byte order limitation (probably around 15, with 4 reserved by the OS). Whenever the limit is breached, we’ve got problems.

Ciò significa che installando ulteriori software di terze parti che fanno uso di icone “overlay” (che si pongono quindi davanti all’icona utilizzata dal sistema) potremmo facilmente riscontrare l’errore e rendere alcune di queste applicazioni limitate, senza possibilità quindi di vedere ciò che generalmente interessa di più -soprattutto quando si parla di file in cl0ud-, ovvero lo stato di sincronizzazione.

Per capirci: aprite il registro di sistema (Start / Esegui / regedit) e seguite il percorso HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers, potreste trovarvi davanti ad una nutrita lista di chiavi probabilmente simili a quelle in immagine qui di seguito.

Tanto per “fare a capirsi” (cit.) alcune delle applicazioni che hanno depositato qui le proprie voci non fanno parte di quelle installate nel PC, probabilmente le avrò provate in passato ma poi certamente rimosse in seguito. Una piccola parte invece riguardano applicazioni ancora installate ma che non utilizzo più. Occorrerà quindi aggirare l’ostacolo in attesa che Microsoft (si spera) in un futuro non troppo lontano ponga rimedio con una patch o qualcosa di simile.

Ecco quindi come aggirare l’ostacolo

Non essendoci -come appena detto- un vero e proprio rimedio ufficiale, occorrerà aggirare l’ostacolo e fare una cernita di ciascun software che va ad utilizzare le icone in overlay, cercando di mantenere quelli più utili e preziosi per voi e togliendo ciò che potrebbe non servire mai o talmente raramente da non doverne rimpiangere la perdita. In ogni caso vale il discorso che faccio sempre, un backup prima di partire è gradito e per certi versi obbligatorio per evitare qualsiasi tipo di problema.

Farlo in questo caso è semplice: fate clic con il tasto destro sulla voce “ShellIconOverlayIdentifiers” che fa da contenitore per le multiple voci di ciascun programma quindi scegliete la voce “Esporta“. Scegliete nome e posizione del file di registro, salvatelo e poi dimenticatevene fino a quando (spero per voi di no, ndr) non avrete problemi.

A questo punto basterà scegliere le voci dei programmi che non ci interessano ed eliminarle. Il risultato? Potrebbe essere simile a questo:

Confrontate l’immagine con quella un pelo più su e noterete l’abbondante pulizia fatta. Riavviando il PC le icone dei programmi più critici per voi torneranno a funzionare come nulla fosse mai successo, ridandovi ciò che avevate perso, e vissero tutti felici e contenti.

Giusto per sicurezza pubblico qui il contenuto della mia chiave di registro prima della pulizia, sia mai che a qualcuno di voi possa tornare utile:


Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers]

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive1]
@="{F241C880-6982-4CE5-8CF7-7085BA96DA5A}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive2]
@="{A0396A93-DC06-4AEF-BEE9-95FFCCAEF20E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrive3]
@="{BBACC218-34EA-4666-9D7A-C78F2274A524}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro1 (ErrorConflict)]
@="{8BA85C75-763B-4103-94EB-9470F12FE0F7}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro2 (SyncInProgress)]
@="{CD55129A-B1A1-438E-A425-CEBC7DC684EE}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\ SkyDrivePro3 (InSync)]
@="{E768CD3B-BDDC-436D-9C13-E1B39CA257B1}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopFileLocked]
@="{C253B817-3A00-475f-A5A3-6F2DD704B48D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopNotSynced]
@="{19ACC806-F7AA-46AA-A80A-726A07CA6637}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopNotSyncedCollabs]
@="{337D9DE0-3F8B-4430-AF0F-FFC24A95AE8F}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopSynced]
@="{B7AC9C6D-F15B-4B1A-A88D-F518D13861D9}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\000BoxDesktopSyncedCollab]
@="{9E48C232-F601-4E41-BB3E-16CBAF317AA4}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\1aCopyShExtError]
@="{83BEA36E-7680-4598-A4DF-994426F6E78D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\2aCopyShExtSynced]
@="{845B7388-6F85-4F32-9FD5-F02DC7882B89}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\3aCopyShExtSyncing]
@="{F6378A7A-F753-449B-AE1B-997A96132E61}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\4aCopyShExtSyncingProg1]
@="{3A511828-777D-46F8-82F4-5B530C1B3D9E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\5aCopyShExtSyncingProg2]
@="{C8C88204-5B14-40EC-BA72-8AEBC762047E}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\6aCopyShExtSyncingProg3]
@="{ACFF45C3-3EEB-4351-86C2-6696BA264239}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\7aCopyShExtSyncingProg4]
@="{29AF997F-488B-46F0-AE78-7146F1B89CC3}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\8aCopyShExtSyncingProg5]
@="{03F9AD29-1C78-4B66-8890-B177B5430C53}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt1]
@="{FB314ED9-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt2]
@="{FB314EDA-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt3]
@="{FB314EDB-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\DropboxExt4]
@="{FB314EDC-A251-47B7-93E1-CDD82E34AF8B}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\EnhancedStorageShell]
@="{D9144DCD-E998-4ECA-AB6A-DCD83CCBA16D}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 1 (GFS Unread Stub)]
@="{99FD978C-D287-4F50-827F-B2C658EDA8E7}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 2 (GFS Stub)]
@="{AB5C5600-7E6E-4B06-9197-9ECEF74D31CC}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 2.5 (GFS Unread Folder)]
@="{920E6DB1-9907-4370-B3A0-BAFC03D81399}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 3 (GFS Folder)]
@="{16F3DD56-1AF5-4347-846D-7C10C4192619}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Groove Explorer Icon Overlay 4 (GFS Unread Mark)]
@="{2916C86E-86A6-43FE-8112-43ABE6BF8DCC}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\Offline Files]
@="{4E77131D-3629-431c-9818-C5679DC83E81}"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\ShellIconOverlayIdentifiers\SharingPrivate]
@="{08244EE6-92F0-47f2-9FC9-929BAA2E7235}"

Se per qualunque motivo avete cancellato una chiave che dovevate invece lasciare al suo posto, vi basterà fare doppio clic sul file di registro precedentemente salvato e confermare l’unione delle informazioni contenute al suo interno con il registro di sistema attuale. Potrete così ripetere l’operazione cercando di fare maggiore attenzione. Se siete dubbiosi e non vi fidate del metodo potete invece decidere di cancellare una chiave alla volta fino a quando non riuscirete a vedere nuovamente le icone desiderate (un riavvio per cancellazione, ndr).

L’area commenti è a vostra disposizione per qualsiasi altra informazione a riguardo.

Poste Italiane: chiudere il conto corrente può diventare una crociata (aggiornato)

Aggiornamento 27/08/14 17:00
Neanche a farlo apposta (dopo già diverso tempo che il mio conto corrente è stato chiuso e seguirà quello della compagna che andremo a chiudere entro questa settimana) in una mail di Altroconsumo mi ritrovo un collegamento ad una novità che riguarda proprio Poste Italiane e tutte le difficoltà sulla chiusura del loro conto corrente: nlnmac.altroconsumo.it/august-2-2014/showLandingPage?idEmail=53286865&modal=1&url=readMoreItem%3Fid%3D579908f8fe44e97e759b260fa4cbc963. A questo punto, dato l’ampio intervallo di tempo richiesto per la chiusura del mio conto, posso aspettarmi un rimborso delle trattenute di cui si parla? Ai posteri l’ardua sentenza, magari chiedo informazioni all’ufficio postale e aggiorno questo articolo per tutti coloro che si sono trovati nella stessa situazione ;-)

Dopo tanti anni di fiducia verso il gruppo Poste Italiane ho detto basta. I servizi funzionanti per metà, le “carte bancomat” che di bancomat hanno ben poco, le limitazioni, l’home banking con gli orari di chiusura notturni, ho molteplici motivi dietro questa scelta e stamattina avevo preso un appuntamento per la chiusura del mio conto corrente in Posta ma ovviamente non sono riuscito a portare a termine l’operazione, vi spiego il perché e cosa c’è da fare per portare a termine una crociata burocratica tutta italiana.

570px-PosteItalianeDoh_gioxx.org

Il mio parlare male delle Poste Italiane è un appuntamento quasi fisso in questo spazio, eppure non c’è altro modo di definire un gruppo para-statale che tutto chiede e poco da rispetto ad una crescente concorrenza che è sempre pronta ad offrire di meglio e ad un prezzo decisamente inferiore. Come forse qualcuno di voi saprà (ma credo tanti altri no, ne sono quasi certo) il vostro conto corrente postale non è pari ad un conto corrente bancario, non almeno per ciò che riguarda i circuiti usati e gli accordi tra le banche. Vi risparmierò la saccenza, l’arroganza e la presunzione delle due operatrici che ho incontrato stamani allo sportello cercando di filtrare le informazioni più utili al cliente finale che vorrebbe aprire un conto o che magari si trova nella mia stessa situazione e vorrebbe chiuderlo.

Cosa c’è da sapere?

  • La carta di debito o Postamat “BancoPosta” non è vero bancomat come vorranno farvi credere (e ci hanno provato anche stamattina quando volevano chiedermi di non chiudere il mio conto). Chi accetta solo carte bancomat respingerà la carta BancoPosta, i self-service delle pompe di benzina in primis, impossibile fare rifornimento in autonomia e senza contanti negli orari di chiusura a meno di non avere una carta di credito accettata. Negli ultimi tempi a Milano avevo trovato una pompa di benzina Q8 abilitata circuito Maestro, l’unico modo di usare quella carta.
  • E’ possibile che all’estero abbiate dei problemi nell’effettuare dei pagamenti, meno in Europa, più negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Nonostante le insistenti affermazioni dell’operatrice allo sportello posso assicurarvelo sulla base della mia esperienza personale: Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Francia, Belgio, Canada e non finisce qui la lista dei paesi che ho avuto occasione di visitare, spesso sono stato costretto a pagare con la mia Mastercard e rimettere nel portafogli la BancoPosta.
  • Fidatevi della vostra intelligenza e chiedete consiglio ai vostri colleghi, amici e familiari quando decidete di cambiare conto corrente. Dopo un’attenta valutazione partita da più proposte e qualche chiacchierata tra colleghi di lavoro e amici ho scelto ING Direct per il mio conto corrente. Spese praticamente a zero se non per le extra (pagamenti di bollettini postali o bollo auto, tutta roba che ho sempre pagato attraverso il sito di Poste).
  • Tutto ciò che pagate in maniera schedulata andrà spostato manualmente. Quando si attiva un RID bancario e si vuole cambiare istituto, il passaggio dei RID aperti sul conto avviene ormai in maniera autonoma tra banche, non avviene invece nel caso in cui stiate passando da un conto corrente postale a uno bancario poiché i RID aperti sono postali e non bancari. Circuiti e gestione differente, le società che ricevono i vostri soldi dovranno quindi essere avvisate da voi e dovrete fare richiesta di cambio IBAN, si chiuderà il vecchio RID e si aprirà il nuovo (l’ho dovuto fare per il finanziamento dell’automobile, per la carta di credito aziendale, per la bolletta del telefono e per quella della ADSL di casa, ecc.). Tipicamente vi basterà un giro nei siti web di ciascuna società per trovare documenti ad hoc e indirizzi a cui mandarli per portare a termine questo cambio (vai al paragrafo Moduli da compilare se vuoi conoscere cosa ho utilizzato io, ndr).
  • Non rimpiangete l’area Home Banking così caruccia di Poste Italiane (sono ironico, ndr), quella che dalle 23:00 circa alle 6:00 del mattino successivo chiude manco fosse un ufficio o un negozio, solo perché i server di Poste Italiane non sono in grado di tenerla attiva durante le operazioni di ordinaria manutenzione, gli altri istituti bancari non chiudono mai quell’area a meno di operazioni di manutenzione straordinarie precedentemente annunciate e notificate ai clienti.
  • Contrariamente a molti istituti bancari, Poste Italiane considera la carta di credito come bene supplementare e a pagamento nel caso in cui un cliente lo necessiti. Inutile dire che chiederla costituirà un’ulteriore spesa mensile che verrà scalata dal vostro conto corrente. Allo stato attuale ING Direct mi offre una VISA Oro che non richiede alcun pagamento mensile, nessuna spesa di prelievo dagli sportelli bancomat in giro per il paese (e all’estero) e nessuna commissione carburante. Vi ricordo che prelevare denaro contante con la Postamat da sportelli che non siano Poste Italiane ha un costo variabile (Italia ed estero) che verrà anch’esso scalato dal vostro conto.

Moduli da utilizzare

Come detto nel primo paragrafo sarà necessario compilare alcune scartoffie prima di poter passare a RID bancari tutto ciò che è oggi RID postale.

Fortuna vuole che almeno 3 dei miei pagamenti mensili avvengano tramite addebito su carta di credito aziendale, ciò mi ha permesso in un solo colpo -previa comunicazione a Deutsche Bank del nuovo IBAN- di passare così da Poste Italiane a ING Direct, una gentilissima operatrice dall’altro lato del monitor mi ha confermato in 8 ore lavorative l’avvenuto cambio avvisandomi che l’ultimo addebito sarebbe andato a finire sul vecchio conto Poste Italiane prima di passare definitivamente a ING Direct poiché erano stati già effettuati calcoli e richieste di pagamento all’atto della ricezione della mia mail, poco male. Tutti i pagamenti schedulati su quella carta di credito non cesseranno e continueranno così ad essere erogati come se nulla fosse mai successo.

Ho spostato manualmente Fastweb, un finanziamento con Volkswagen Bank per l’automobile, l’accredito dello stipendio e il Telepass (che fa paragrafo a se a seguire).

logo_fastweb

Nel primo caso è bastato scaricare e compilare direttamente da sito web un modulo già previsto per il cambio dell’addebito RID (vedi documento “Cambio metodo di pagamento” alla pagina fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide/assistenza-amministrativa/il-mio-abbonamento/cambio-metodo-pagamento) disponibile nella propria area all’indirizzo fastweb.it/myfastpage/goto/?id=CMP&u=%2Fmyfastpage%2Fgoto%2Fmomi%2F%3Fid%3Dvar-cmp. A quel punto basterà scegliere l’opzione “Cambio estremi conto corrente bancario / conto banco posta“, inserire le informazioni richieste, scaricare il modulo PDF che verrà generato, stamparlo, firmarlo e inviarlo via fax (non ho trovato una casella di posta verso la quale indirizzare la richiesta) al numero che vi verrà indicato al termine della procedura. La modifica è pressoché immediata (tempi tecnici tra istituto bancario e l’amministrazione di Fastweb), la bolletta successiva sarà già scalata dal nuovo conto.

2014 World Green Car of the Year Finalists Photos (3)

Volkswagen Bank è l’istituto creditizio dell’omonima marca di automobili, a capo anche di Seat, Audi, Skoda, Lamborghini, Ducati e chi più ne ha più ne metta. Dato che il finanziamento della mia auto è ancora attivo (e lo sarà per molto altro tempo, ndr) ho chiaramente dovuto comunicare anche a loro il cambio. Recuperate il vostro codice contratto dai documenti di acquisto della vettura e preparate una nuova mail che indirizzerete alla casella clienti@vwfs.com:

Buonasera,
come da accordi telefonici invio le informazioni richieste per lo spostamento del RID per il pagamento del mio finanziamento

FINANZIARIA VOLKSWAGEN BANK – DELEGA N. RA0000XXXXXXXXXX per Seat Leon 2009 targa EX000XX.

Codice contratto XXXXXXX.

Il nuovo IBAN è il seguente: IT 57 I XXXXX XXXXX ecc. (ING Direct).

Attendo fiducioso una conferma.
Grazie mille e buon lavoro.

Chiaramente per voi non ci saranno precedenti accordi telefonici ma la sostanza può grosso modo rimanere la stessa, io ho inserito anche il codice di delega che è possibile leggere nel vostro estratto conto mensile, non si sa mai :-)

Probabilmente non vi arriverà conferma alcuna scritta -come nel mio caso- ma vedrete arrivare la richiesta di pagamento sul nuovo conto all’inizio (o alla fine, dipende dal vostro caso) del mese successivo, tutto funzionante quindi!

????

L’accredito dello stipendio è ovviamente fondamentale e va spostato da un istituto all’altro con la collaborazione del vostro datore di lavoro. Nel caso specifico di ING Direct viene fornito un modulo pre-compilato con i vostri dati direttamente nell’area cliente personale. Sarà sufficiente scaricarlo, terminare la compilazione con i dati dell’azienda, firmarlo e consegnarlo al proprio ufficio risorse umane (manualmente o via posta elettronica) per far si che dal mese successivo la cifra arrivi nella sua “nuova casa“, niente di più semplice. Nel caso in cui la vostra nuova banca non lo metta a disposizione basterà comunicare allo stesso ufficio il nuovo IBAN che è più che sufficiente per poter effettuare l’accredito di ciò che vi spetta, nessun altro tipo di fronzolo! ;-)

La questione Telepass

Perché un paragrafo dedicato? Perché far andare d’accordo diverse società tra di loro non è mai cosa facile e chi ci rimette è sempre il cliente finale, occhio quindi a fare le cose correttamente!

telepass-banner

Giusto perché sia chiaro sin dall’inizio: spostare il proprio contratto Telepass dal conto delle Poste Italiane a quello nuovo è impossibile. Dovrete aprire un secondo contratto su carta di credito o sul nuovo IBAN tramite il sito di Telepass (almeno nel caso in cui abbiate un conto ING Direct o di una banca già “compatibile” con Telepass.it). Io l’ho fatto molto rapidamente e ho ricevuto a casa il pacchetto contenente il nuovo Telepass e la documentazione da firmare e spedire indietro con busta con affrancatura a carico del destinatario (almeno questo!). Il Telepass potrà essere immediatamente attivato tramite sito web nonostante la documentazione non sia ancora stata spedita (fatelo comunque nel più breve tempo possibile).

Come sarebbe dovuta andare

Ho chiamato il call center del servizio clienti Telepass chiedendo quale fosse il metodo migliore per affrontare la questione. Mi è stato chiesto di andare presso la mia filiale Poste Italiane per chiudere completamente il conto corrente. Così facendo le Poste avrebbero dovuto notificare la chiusura di contratto alla società Telepass permettendomi poi di concludere l’operazione semplicemente riportando il vecchio apparato ad un qualsiasi Punto Blu presente sul territorio. Ultima fattura ad agosto, regolare pagamento dal vecchio conto che verrà comunque tenuto aperto dalle Poste per le ultime verifiche e fine del gioco.

Ho preso un appuntamento nella filiale di Poste Italiane per fare l’operazione e sono stato trattato con enorme superficialità e un po’ da cretino. Mi è stato detto che quanto affermato è sbagliato e che devo essere io a chiudere il contratto con Telepass prima di poter chiudere il conto alle Poste. Inutile dire che richiamando il call center mi è stato confermato che devono essere le Poste a farlo dato che la prima apertura contratto è stata fatta da loro (ricordate tutta la trafila fatta per l’apertura? Io si, ne avevo parlato qui). Su nuovo suggerimento del call center ieri sono passato a restituire il vecchio apparato e mi sono fatto rilasciare una ricevuta che presenterò all’ufficio postale per chiedere la chiusura del contratto Telepass, quindi la chiusura conto corrente appena possibile.

Come sta andando

Ho preso un nuovo appuntamento per sabato mattina, con la speranza che stavolta vada un pelo meglio dell’altra, mi dispiacerebbe davvero perdere ancora del tempo solo perché un operatore ha deciso che lavorare al sabato pesa e che quindi i clienti (tra poco ex, e non vedo l’ora davvero) possono essere trattati male.

Chiaramente aggiornerò l’articolo non appena avrò novità in merito.

Mi faccio da solo un ulteriore in bocca al lupo, certo che per rendere difficili queste cose l’Italia è sempre la prima della classe.

Aggiornamento 22/07/13 20:00
Venerdì scorso intorno alle 18:30 sono passato ancora una volta dall’ufficio postale nonostante avessi fissato l’appuntamento per il mattino dopo. Ho trovato una delle due operatrici che rispetto alla scorsa volta ha tirato fuori qualche sorriso, dimenticato la saccenza e l’arroganza a casa ed è arrivata insieme al sottoscritto a fine richiesta: ho consegnato il libretto di assegni, la carta e la ricevuta dell’apparato Telepass riconsegnato al Punto Blu qualche giorno prima (per la cronaca: vi basterà portarlo al Punto Blu, far presente che volete chiudere quel contratto, restituire quindi l’apparato e attendere che vi venga rilasciato un documento che attesti il tutto).L’accordo finale è: notificare la chiusura del contratto alla società Autostrade per l’Italia S.p.A. (dato che è proprio la vostra banca -in questo caso Poste Italiane- ad aprire il contratto la prima volta), attendere che arrivi l’ultima fattura che dovrà ovviamente essere scalata dal vecchio conto quindi procedere alla chiusura dello stesso con l’accredito sul nuovo conto di ciò che avanza (a meno che non abbiate spostato tutto tramite un precedente bonifico, ve lo sconsiglio comunque per sicurezza, dato che verranno calcolate le ultime spese del conto giusto prima di terminarlo definitivamente. Basterà pazientare un po’ dando la possibilità alle Poste di riaccreditarvi la cifra che vi spetta. A questo punto dato che il pagamento dell’ultima fattura dovrebbe arrivare ad agosto mi basterà attendere una decina di giorni per capire come andrà a finire (quindi migrare anche il conto di Ilaria, tanto per fare le cose per bene! :-D)

La brutta parentesi

Durante l’attesa nella sala d’aspetto della sala consulenza io e Ilaria abbiamo assistito ad una scena a dir poco triste, subdola, quasi a non volerci credere.

banner_postemobile

Due coniugi, un conto Bancoposta da aprire. La dipendente dell’ufficio elenca le varie condizioni e arriva a toccare il punto “Telefonia“, chiedendo se la persona fosse interessata a passare all’operatore virtuale Poste Mobile. L’anziano risponde di no, che sta bene con la sua offerta TIM grazie alla quale può chiamare ad un costo contenuto anche la Tunisia (dove evidentemente alloggiano parenti o amici) e il discorso, anziché chiudersi, evolve nella maniera più brutta che potesse esserci: la dipendente inizia ad elencare gli enormi vantaggi dell’operatore Poste Mobile arrivando addirittura a dire che per sottoscrivere un nuovo conto corrente Bancoposta è necessario avere una SIM Poste Mobile, che in caso contrario il conto sarebbe difficile da gestire, che si potrebbe rimanere appiedati nel momento peggiore possibile e che senza i servizi offerti da quell’operatore non ci sarebbe nulla da fare se non passare dall’agenzia durante gli orari di apertura per poter accedere alle proprie finanze, “e se poi si trova in difficoltà durante il fine settimana, ma ci pensa? Senza Poste Mobile lei sarebbe completamente impossibilitato a fare qualsiasi operazione sul conto“.

Da quanto ricordo (e mi sono ri-documentato in seguito) la SIM Poste Mobile non è vincolante per l’apertura di un nuovo conto e nonostante offra servizi aggiuntivi ed espressamente dedicati ai correntisti è comunque meno vantaggiosa di altri operatori reali sul mercato, primo della lista H3G del quale sono cliente io stesso. Inutile dire che con delle premesse simili la moglie dell’anziano signore ancora prima di lui stesso, comunque entrambi visibilmente preoccupati da quanto affermato dalla signora dietro quella scrivania, ha spinto per mettere la parola fine alla SIM della TIM per passare ad una “vantaggiosissima” offerta Poste Mobile con ulteriore pacchetto dedicato alle chiamate per l’estero, senza però specificare alcuna cifra e rimandando entrambi i malcapitati clienti alla lettura di un opuscolo contenente dettagli e costi che sarebbe stato inserito nel fascicolo cliente del conto corrente.

Un comportamento simile è a dir poco vergognoso, fare del “terrorismo psicologico” sue due persone evidentemente poco informate sull’apertura del conto è da bastardi. Di certo entrambi i clienti avrebbero potuto rifiutare in ogni caso l’offerta chiedendo maggiori spiegazioni in merito ma posso capire che trovandosi li davanti e con le informazioni appena ricevute non sia così semplice reagire rapidamente volgendo a proprio favore la situazione.

Che schifo.

Sicurezza: la 2-step verification di Facebook

Esiste già da diverso tempo ma probabilmente nessuno ci fa caso, o per lo meno non è così facile passare “da quelle parti“. Aggiungo oggi un nuovo capitolo al piccolo prontuario dell’autenticazione “2-step”.

Come al solito si sta parlando di Privacy che inserita nella stessa frase con Facebook fa sempre un certo effetto. In linea generale vi ho già parlato di dove puntare il browser per migliorare le vostre impostazioni sulla privacy in questo vecchio articolo: Le (troppo sottovalutate) impostazioni di Privacy di Facebook

Prima di cominciare

Se avete già scaricato l’applicazione di Facebook per il vostro telefono (sento le risate dal fondo della sala, smettetela!) potrete andare all’interno del menu di sinistra e scorrere fino a vedere la voce “Generatore di codici“. Questo vi permetterà di attivare (se non è stato fatto precedentemente) un generatore al pari del Google Authenticator ma integrato completamente nell’applicazione di Facebook senza necessità alcuna di un programma di terze parti:

Facebook iOS: Generatore di codici per Facebook Facebook iOS: Generatore di codici per Facebook

Una mail consegnata all’indirizzo registrato su Facebook confermerà l’attivazione del generatore:

E’ possibile eseguire questo passaggio anche in seguito all’attivazione della richiesta codici su Facebook.com, ma è preferibile secondo me farlo immediatamente, sarete così pronti alla prima attivazione sul sito web e al primo test di login con richiesta di codice, un modo come un altro per levarvi di mezzo un passaggio in pochissimo tempo :-)

Attivare la richiesta di codice su Facebook.com

Una volta collegati al portale andare nelle impostazioni della sicurezza tramite l’icona in alto a destra all’interno di qualsiasi pagina (quindi “Vedi altre impostazioni“, così come in immagine qui di seguito):

Spostarsi poi in “Protezione” (dal menu di sinistra). Potete verificare voi stessi dalle voci presenti nella schermata ora se è attiva o meno la richiesta di un codice per accedere a Facebook (voce “Approvazione degli accessi“):

Inutile dire che quella voce andrà modificata per essere impostata sulla richiesta di un codice per ciascun nuovo accesso. Per farlo basterà entrare in modifica e spuntare l’opzione. Facebook vi mostrerà da subito cosa sarà possibile utilizzare per generare un codice sicuro di ingresso al portale:

I primi passi vi serviranno a poco, così come i suggerimenti su come ricevere il codice di autenticazione poiché avete già (spero) eseguito il primo passaggio per attivare il generatore di codici interno all’applicazione iOS / Android. Procediamo fino alla richiesta di attivazione richiesta codice già dal prossimo login:

Così facendo dovreste già notare la modifica operativa all’interno della schermata Protezione del vostro profilo:

e ricevere la conferma via mail dell’avvenuta attivazione:

Se voleste controllare il corretto funzionamento del generatore di codici vi basterà provare ad attivarlo da Facebook.com, dovreste ottenere un errore simile a questo:

Ricordatevi di generare i codici di sicurezza di backup

E’ importante e vi permetterà di accedere a Facebook nel caso in cui dimentichiate il vostro cellulare a casa o non sia operativo (batteria a terra?). Per generarli (sempre all’interno della scheda Protezione) fate clic su Approvazione degli accessi, quindi su Ottieni codici da usare quando non hai il telefono a tua disposizione:

Sono 10, conservateli in un posto sicuro e dimenticateli fino a quando non saranno realmente necessari.

In conclusione

Da tempo disponibile, è sicuramente uno step necessario per proteggere al meglio il proprio account, assolutamente consigliato così come già fatto con tutti gli altri social network o servizi che lo permettono. Trattandosi di Facebook, di contatti e informazioni decisamente sensibili magari investite qualche minuto del vostro tempo per portare a termine il semplice compito sopra descritto ;-)

Buon lavoro!

La blogosfera non è “cosa nostra”

The Godfather: la BlogosferaBlogosfera: è un argomento che ciclicamente -un po’ come la moda- torna in auge, viene discusso, viene criticato e continuamente preso come centro della polemica da chi i blog li vive, li porta avanti (con fatica, posso assicurarvelo) o li legge semplicemente, da quei giornalisti che sputano sentenze senza conoscere bene l’argomento o che pensano di avere in mano il pieno controllo della comunicazione su carta stampata (e qui hanno senza dubbio ragione) e sul web (ed è qui che casca l’asino, la presunzione non aiuta in questo campo).

Non è fortunatamente il caso di Valerio Visintin e del suo articolo-intervista che trovate all’indirizzo mangiare.milano.corriere.it/2013/06/18/foodblogger-opere-e-omissioni e che mi ha riportato alla mente le infinite discussioni con conoscenti e amici riguardo questo mondo, quello di chi possiede un blog, contatti e visibilità nel web, delle agenzie che ti cercano così come le aziende a patto (non scritto e spesso neanche detto, sottinteso, per l’appunto) che tu sia il loro volto, le parole, la credibilità nel quartiere della città, nella discussione al bar tra amici, quella tra colleghi, nella vita insomma.

L’articolo fa riferimento al mondo del foodblogging, ha preso molto piede negli ultimi tempi creando una sempre più grande macchia d’olio che probabilmente come tale verrà pulita tra qualche tempo, un po’ com’è successo con il blog tradizionale, quello dove sto scrivendo io, che di anni sulle spalle ne ha tanti e che è stato genericamente dichiarato morto molto spesso, e un po’ è vero, se penso a quanti “colleghi” avevo in passato e quanti ne ritrovo oggi, quelli che non demordono e decidono di investire il proprio tempo libero in scrittura e pensieri liberi che come tali vengono affidati al web, nella speranza di incontrare quelli dei propri lettori fedeli o occasionali che siano, così da instaurare un rapporto, lanciare una discussione.

Ciò che più mi lascia perplesso (e che ho poi ritrovato nei commenti dell’articolo originale, ndr) è lo stupirsi o lo “scoprire solo adesso” quanto le aziende e le grandi agenzie siano disponibili a mandare prodotti da testare con la speranza (spesso la quasi certezza) di ottenere tutto ciò che si lega al nuovo modo di fare informazione: tweet, stati di Facebook, fotografie su Instagram, articoli sui blog o su Tumblr o chissà cos’altro, in unico pacchetto facilmente “acquistabile“. Lo stesso dicasi per aperitivi, serate, viaggi fuori porta e chi più ne ha, più ne metta, cose che i giornalisti della carta stampata (o televisivi) conoscono bene già da molto tempo. Dato che come ho già detto l’argomento non è affatto nuovo seppur da poco (relativamente) applicato al foodblogging (inutile dire che la stessa cosa viene applicata ad ogni campo trattato dalle voci del web), la vera onestà sta tutta nelle mani (nelle dita, se penso alla tastiera ed al mouse) di chi quelle fotografie, quegli articoli e quegli stati li scatta o li scrive.

Da sempre ho voluto personalmente mettere in chiaro una costante valida con qualsiasi agenzia e qualunque azienda: parlerò di un prodotto solo ed esclusivamente se lo ritengo opportuno e in ogni caso il mio giudizio sarà imparziale ed in grado di mettere in evidenza pregi e difetti, mai e poi mai permetterò a nessuno di acquistare l’articolo su misura perché ho lettori che si fidano di me, del mio nome, della mia firma. Il blogger o “influencer“, come va molto di moda etichettarlo ultimamente, dovrebbe avere bene fisso in testa che per guadagnarsi una piccola o grande platea di lettori serve tanto sudore, tempo, costanza e qualità di ciò che viene prodotto, è un crescendo che non finisce mai (se vado a leggere i post del 2007 ho roba di cui vergognarmi, mi piace pensare che questo calderoni dimostri una maturità guadagnata proprio nel tempo) ma che a perdere quella platea bastano pochi minuti e un articolo falso, costruito, facilmente smentibile da qualcuno che ha la forza di commentare e dire la sua, e non è certo cancellando il commento o moderando quelli che vengono al seguito che si risolve il problema.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, cerchiamo di premiare le persone vere che qui sul web possono davvero generare un valore aggiunto per le aziende, le stesse che possono così porsi meglio e rendersi più raggiungibili, più a portata di cliente, è il cliente infatti che fa la loro vera forza.

Copy è l’alternativa a Dropbox?

Da quando è nato Dropbox le soluzioni di personal-storage in cloud sono spuntate fuori come funghi nella notte, quasi come non ci fosse un domani. E’ il futuro, abbiamo la costante necessità di avere accesso ai nostri file ovunque ci sia una connessione alla rete, da qualsivoglia dispositivo. Piccole e grandi aziende hanno deciso di tuffarsi in questo mercato, Google e Microsoft non fanno alcuna eccezione e altre potrebbero arrivare prossimamente “su questi teleschermi“.

Oggi però vi parlo di Copy, ultimo arrivato che meriterebbe però di rimanere tra i primi in considerazione :-)

Di cosa si tratta?

Come detto, l’ennesima soluzione di storage (sia personale che business con offerta separata) che, dovendosi far spazio all’interno di un mare in costante espansione, offre sin da subito 15GB ai propri utenti. La registrazione è immediata e il client di Copy è disponibile già per Windows, OS X e Linux, non facendo sentire alcuna mancanza a chi già utilizza una soluzione alternativa.

Vi lascio l’URL per la registrazione che vi permetterà di ottenere subito 20GB al posto di 15 dato che il sottoscritto è già registrato e insieme a voi guadagnerà ulteriori 5 GB:

copy.com?r=vzndll

Gestione dei file (client)

Il punto di forza di questi servizi è tipicamente riposto nel client che va ad installarsi nel proprio sistema operativo, senza mai dimenticare eventuali app mobili che dovranno più o meno riprodurre fedelmente ciò che posso fare tramite PC.

Così come per Dropbox anche Copy sceglie per voi (e vi permette di cambiarla in fase di setup) la cartella dove andrà a tenere tutti i file sotto sincronizzazione e allo stesso modo permetterà di annullare cancellazioni, di selezionare le cartelle di sincronizzare per ciascuna macchina dove il client viene installato e collegato al vostro account e molto altro ancora.

Le opzioni riproducono grosso modo fedelmente ciò che lo stesso client di Dropbox propone, lasciando quindi la possibilità all’utente di limitare i consumi di banda, di spostare la propria cartella, di recuperare file cancellati per sbaglio, includendo inoltre delle chicche tutte sue come la possibilità di condividere cartelle in lettura / scrittura con altri utenti direttamente dal client (cosa che per Dropbox va invece fatta da sito web):

e la “chiccheria” (passatemi il termine finto-francese) di includere un pezzo di “Growl” (chi ha usato o usa ancora OS X sa di cosa parlo) permettendo la comparsa di notifiche sul Desktop in una delle aree disponibili da client:

così da essere avvisati ogni qual volta succede qualcosa di particolarmente rilevante all’account (una nuova cartella in sharing, una nuova quota GB in arrivo o altro ancora).

Copy sul web

Con un’interfaccia assolutamente semplice ed intuitiva da utilizzare, Copy eguaglia tranquillamente i competitor. Consente infatti di gestire e visualizzare i file navigando il suo File Manager compatibile con la maggior parte dei browser in circolazione:

Così come per Dropbox una volta arrivati a destinazione si potrà completamente gestire il file interessato,

lo si potrà condividere pubblicamente, scaricarlo, cancellarlo e conoscere il suo storico delle modifiche o più semplicemente spostarlo in un’altra cartella. Occhio però: Copy non prevede ancora il Drag’n’Drop.

Mobile

Se trovate che la gestione tramite interfaccia web sia molto comoda, sappiate che ritroverete il tutto anche sui vostri dispositivi mobili. Disponibile gratuitamente per iOS o Android, Copy si collegherà al vostro account proponendo il set di operazioni diversamente disponibili su client PC o browser.

Gli unici limiti vi vengono imposti dalla compatibilità dei contenuti caricati con il sistema utilizzato dal vostro smartphone o tablet :-)

A quanto l’applicazione per Windows Phone e Windows 8 che allo stato attuale mancano?

E i contro?

Dettati più che altro dalla gioventù del prodotto e dalla mancanza di una folta community di utenti e sviluppatori in grado di realizzare applicazioni che vanno ad integrarsi con il servizio (tutto sommato le due cose sono collegate tra di loro) fanno si che Dropbox goda di molta più versatilità e supporto. Ciò non vuol dire che il prodotto sia da scartare ma che occorrerà del tempo e della sana apertura mentale (e tecnica) da parte di chi sta dietro le quinte per permetterne una diffusione molto più capillare rispetto ad oggi.

Non so se definirlo un contro rispetto al suo principale concorrente, ma si potrebbe tirare dentro la questione “protezione dell’autenticazione“. Contrariamente a Dropbox e ad alcuni altri competitor Copy protegge i vostri file con la sola coppia di credenziali legata all’account registrato. Niente verifica in due passaggi che spero davvero possa arrivare in un futuro neanche troppo lontano.

Ultimo dei contro potrebbe essere il mancato dato riguardante i tempi di caricamento dei file. Dropbox infatti permette di sapere quanto manca alla fine di un upload (oltre che i MB anche i minuti o le ore necessarie) semplicemente portando il puntatore del mouse sull’icona nella tray di sistema, cosa che Copy non permette a meno di non fare clic con il tasto destro sulla sua icona e vedere quanti MB (o GB) mancano al termine dell’operazione (insieme alla velocità di caricamento). Si tratta di un’informazione forse superflua ma che può tornarvi comoda per fare previsioni su una determinata altra operazione da fare sulla vostra macchina nonostante il client continui a lavorare tranquillamente in background.

E il prezzo?

Fa parte dei suoi PRO ed è decisamente più a buon mercato di Dropbox. Allo stesso identico costo di un account PRO da 100GB su Dropbox otterrete 150GB in più su Copy.com, si parla infatti di $99 per 250GB fatturati annualmente, il costo per la stessa quota disco su Dropbox si attesta sui 199$ che con uno sconto attuale del 17% arriva a circa 150, il che è comunque superiore alla richiesta di Copy.

Potete dare un’occhiata ai tagli disponibili direttamente su copy.com/price.

In conclusione

Si tratta di un prodotto giovane ma già molto valido, solido, meritevole di fiducia. E’ attivo insieme a Dropbox sui miei PC e sto spostando parte dei dati che utilizzo di meno per capire quanto io possa realmente fidarmi e affidarmi magari a questa soluzione in futuro, risparmiando qualche soldino (che male non fa mai) e non rinunciando a niente di quanto fatto fino ad oggi.

Registratevi, installate il client sul PC (o provate quello su smartphone / tablet) e cominciate anche voi a mettere al sicuro i vostri dati, e magari ditemi cosa ne pensate qui nei commenti :-)

Page 6 of 36« First...«45678»...Last »