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Avete già installato El Capitan sulla vostra macchina, tutto è andato bene e siete tutto sommato contenti del nuovo sistema operativo di casa Apple. Ne avete un’altra però (di macchina), magari di un vostro conoscente o un amico che, con una connessione più lenta di una lumaca, vi chiede la cortesia di organizzare l’upgrade, possibilmente portando tutto già “da casa, pronto per essere installato“.

Dato che da qualche anno ormai, Apple non fornisce più i DVD di installazione / reinstallazione del proprio sistema, vi basterà avere il pacchetto di installazione dell’OS scaricato da App Store e una chiave USB da 8GB, il resto è molto semplice e richiederà un minimo sforzo.

El Capitan: creare una chiave USB per installare il sistema 1

Il pacchetto di installazione di OS X El Capitan è disponibile gratuitamente su Mac App Store (ammesso che abbiate una macchina compatibile), potete arrivarci anche tramite questo badge:

OS X El Capitan
Developer: Apple
Price: Free

DiskMaker X è invece una utility gratuita (gli sviluppatori accettano donazioni, nda) che vi permetterà di preparare in maniera del tutto automatica la chiave USB così che possa diventare un supporto di installazione di El Capitan per qualsiasi macchina Apple compatibile. La si scarica direttamente dalla pagina ufficiale diskmakerx.com, o facendo clic qui (versione 5.0.1 al giorno di pubblicazione di questo articolo).

El Capitan: creare una chiave USB per installare il sistema

Perfettamente compatibile con El Capitan, DiskMaker X permette di arrivare alla meta con un wizard a portata di chiunque. Se il pacchetto di installazione di El Capitan si troverà all’interno delle Applicazioni, lui lo troverà e vi chiederà dove copiare i file per generare il supporto avviabile di installazione:

Da qui in poi l’operazione durerà diversi minuti, in base a quanto veloce è la chiave USB scelta. Portate pazienza e inserite la password dell’account amministratore quando richiesta, servirà a lanciare un AppleScript con privilegi elevati, si occuperà lui di eseguire i comandi necessari come da documentazione ufficiale di Apple.

Il processo, nel mio caso, ha richiesto circa 15 minuti.

L’alternativa

Si chiama El Capitan USB e si scarica gratuitamente da elcapitanusb.com/it. È un’applicazione italiana, ben venga quindi l’utilizzarla al posto di DiskMaker X. Questo nel caso in cui non vi interessi preparare un supporto USB avviabile che abbia un sistema operativo alternativo a El Capitan.

Anche in questo caso l’utilizzo è banale (più di quanto non lo sia con DiskMaker X) e necessiterà di una chiave USB da almeno 8GB. Una volta inserita, sarà il programma stesso a formattarla e prepararla. Anche stavolta il processo avrà durata in base alla velocità della chiave e richiederà la password di amministratore della macchina, il mio ultimo test è arrivato a circa 10 minuti di lavoro (meno di DiskMaker X, nda).

El Capitan: creare una chiave USB per installare il sistema 10

Partenza da chiave

Inserite la chiave USB nel PC che intendete aggiornare, a sistema spento. Accendetelo e iniziate a tenere premuto il tasto Option così da accedere allo Startup Manager della macchina.

Il tutto è spiegato nel documento ufficiale di Apple che trovate all’indirizzo support.apple.com/it-it/HT201663, oppure potete fare riferimento alle scorciatoie da tastiera disponibili nel documento all’indirizzo support.apple.com/it-it/HT201255.

Buon aggiornamento :-)

Un po’ a causa dei problemi di Excel a partire dalla versione 15.0.4745.1002 (qui l’articolo scritto poco tempo fa), un po’ perché potreste anche voi aver necessità di una precisa versione di Office 365 ProPlus, oggi vi propongo un rapido articolo che vi insegna a lanciare un aggiornamento (ma anche un downgrade, quando necessario) direttamente dal prompt dei comandi.

Office 365 ProPlus (2013): modificare la versione installata

Individuata la versione che vi interessa installare (vi ricordo che Microsoft ha una pagina dedicata a tutti i rilasci di Office, sempre aggiornata), dovrete chiudere ogni applicazione di Office lasciata aperta e lanciare un prompt dei comandi con privilegi amministrativi, quindi (in base alla prima installazione di Microsoft Office, se fatta a 32 o 64 bit) lanciare:

officec2rclient.exe /update user updatetoversion=15.0.xxxx.yyyy

Dove (manco a dirlo) quel 15.0.xxxx.yyyy dovrà essere sostituito dalla versione da voi desiderata.

officec2rclient.exe si trova all’interno della cartella %ProgramFiles%\Microsoft Office 15\ClientX86 (o X64 se installato a 64 bit). Esattamente come riportato dalla documentazione di Microsoft disponibile all’indirizzo support.microsoft.com/en-us/kb/2770432, partirà una finestra di download della versione di Microsoft Office desiderata che sostituirà quella attualmente installata, a prescindere che sia più vecchia o più nuova rispetto a quella scelta.

Office 365 ProPlus (2013): modificare la versione installata 1

Per vostra (e mia) comodità ho scritto un VBS che vi permetterà di dimenticare la stringa necessaria dettata dalla documentazione Microsoft, passando a una più comoda gestione via GUI o direttamente da prompt dei comandi:

Una volta specificata (ancora una volta) la versione, il resto verrà da se.

Non dimenticate di andare poi a disattivare l’aggiornamento automatico di Office se non volete che la versioni della suite di Microsoft cambi in autonomia.

Avete una doppia installazione di WordPress. Magari una di queste è comune a molti autori, un progetto, un qualcosa di costantemente mantenuto in parallelo al sito web che tutti possono vedere perché così sarete in grado di testare modifiche prima di portarle in produzione. Non è fantascienza, è pura necessità quando si vuole evitare di andare offline per uno stupido errore dovuto a un plugin, una modifica al tema grafico o chissà cosa. Dalla stessa necessità nasce anche “Environment Notice“, banale plugin che permette di mostrare a chiunque sia collegato in Dashboard un messaggio che gli ricorda che è attualmente loggato nell’installazione “di test” di WordPress.

Environment Notice

Environment Notice è attualmente utilizzato anche su Gioxx’s Wall e Fuorigio.co, ed è stato realizzato basandomi sull’idea dello storico plugin di @fullo (anche se il suo avvisava di un articolo più vecchio di un certo numero di mesi).

Il codice è stato interamente pubblicato sul Wiki ed è possibile scaricare una copia del file PHP da caricare poi sul proprio spazio web: public.gfsolone.com/wiki/doku.php?id=wordpress:environmentnotice.

Attivazione ed utilizzo

Potete scaricare il file del plugin direttamente facendo clic qui, dovrete poi caricarlo nella cartella wp-content/plugins del vostro spazio web. Entrate nella Dashboard del vostro WordPress e attivatelo:

Environment Notice per WordPress 1

In Plugins / Environment Notice potrete (e dovrete, nda) specificare l’URL dell’installazione di produzione di WordPress alla quale intendete rimandare l’utente collegato in Dashboard:

Environment Notice per WordPress 2

Inutile dire che il risultato è già visibile nello screenshot appena inserito, ma se non dovesse essere sufficientemente chiaro, sappiate che tutti gli utenti che navigano la Dashboard di WordPress vedranno il messaggio che li esorta a passare all’installazione di produzione nel caso in cui vogliano pubblicare qualcosa di nuovo:

Environment Notice per WordPress 3

Il messaggio è predefinito ma potete sempre cambiarlo modificando il codice sorgente PHP del plugin (nessuno ve lo vieta), le informazioni riguardo l’URL dell’installazione WordPress di test vengono invece prese automaticamente. L’immagine viene caricata direttamente da questo blog che spero possa essere sempre online, magari una prossima versione la caricherà da una apposita cartella, vedremo :-)

Tutto qui, il lavoro è già fatto ed è pronto chiavi in mano, come al solito se riscontrate problemi o avete domande l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Buon lavoro!

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Dicono che non di solo smartphone si possa vivere. Hanno certamente ragione, ma è altrettanto assodato che avere a portata di mano un piccolo personal computer possa giovare alla quotidianità molto più di quanto non si potesse già fare prima, “manualmente” e con qualche minuto in più di lavoro. Stavolta si parla di parcheggi e della mancanza di colonnine di pagamento dentro una delle città più critiche d’Italia: Milano. Si, perché facciamo parte di quel gruppo di persone che, nel caso si debba sostare nella via “sbagliata“, ha l’obbligo di fare una tappa alla tabaccheria più vicina per acquistare i Gratta e Sosta (per gli amici: i grattini), questa roba qui:

Telepass Pyng

Prendi la moneta, gratta il giorno e l’anno, gratta poi l’ora di inizio della sosta, ripeti l’operazione per il numero di ore che comporranno la sosta complessiva (ammesso che abbiate preventivato correttamente le ore in fase di acquisto), torna in tabaccheria e ricomincia da zero se i primi Gratta e Sosta non dovessero bastare. Anni passati a preferire di gran lunga i parcheggi privati (quando possibile) piuttosto che questa commedia all’italiana che è ancora lenta a morire nonostante la buona volontà e le risorse messe a disposizione da ATM.

La soluzione oggi esiste e, almeno su Milano, è già completamente operativa, anche se non per tutti. Si chiama Telepass Pyng ed è dedicata a tutti i clienti Telepass (con un piccolo escamotage per chi non lo è ma ha almeno un contratto in famiglia).

Telepass Pyng: addio Gratta e Sosta!

Pyng
Developer: Telepass
Price: Free
Pyng
Pyng
Developer: Telepass SpA
Price: Free

Ferrara, Milano, Roma e Salerno sono le città nelle quali il servizio è già disponibile, con la speranza che i gestori delle strisce blu possano crescere sempre più e associarsi ad un servizio che non deve far perdere tempo prezioso a chi ha bisogno di utilizzare i parcheggi (sempre pochi) disponibili in città lungo le strade.

I vantaggi sono assolutamente tangibili:

  • Si genera la sosta direttamente dall’App o dal sito web Mobile (m.pyng.telepass.it) con la propria utenza Telepass o con una appositamente generata all’attivazione del servizio sul proprio contratto (così che possiate facilmente “distribuirla”), sia per la propria targa che per qualsiasi altra targa della famiglia o del giro amici, a prescindere che questa sia registrata nelle targhe abilitate all’utilizzo dell’apparato Telepass.
  • Nessun mezzo di pagamento ulteriore richiesto. Tutte le soste di ogni nuova targa autorizzata andranno direttamente in fattura Telepass;
  • La sosta è prolungabile in qualsiasi momento, lo stesso vale per la sua interruzione. Si paga solo il tempo di sosta reale. Non ci sarà più bisogno di correre a effettuare un nuovo ticket in colonnina o acquistare altri Gratta e Sosta in tabaccheria;
  • Basterà esporre sul cruscotto il tagliando che riporta il logo di Telepass Pyng, così da evitare la multa e permettere all’operatore di turno di verificare lo stato del pagamento della sosta tramite il suo terminale.

L’attivazione è assolutamente semplice e immediata e la si fa dalla propria area cliente Telepass. Stampate il tagliando, ritagliatelo (io l’ho anche plastificato) e ricordatevi di esporlo sul cruscotto dell’auto anche se ancora non avete avuto modo di utilizzare il servizio, prima che ve ne dimentichiate nel momento peggiore ;-)

A quel punto fermate l’auto in uno dei parcheggi a strisce blu della città, aprite l’app, fatevi rilevare dal GPS e inserite i dettagli della sosta (minuti, targa). Da ora è tutto in discesa e vi basterà davvero poco per cominciare la vostra sosta regolarmente pagata.

In qualsiasi momento potrete riaprire l’applicazione, verificare il tempo di fermo in sosta, aumentarlo, interromperlo e visualizzare immediatamente quanto verrà poi inserito in fattura Telepass successiva.

Comodo, era ora.

Il Gestore Download integrato in Firefox svolge il suo lavoro senza darvi particolari grattacapi quotidianamente. Riprende download parziali ed interrotti, può rilanciare quelli falliti completamente ma soprattutto vi protegge da possibili malware. Qualsiasi cosa voi vogliate scaricare viene data precedentemente in pasto al filtro di Safe Browsing affinché si possa evitare (quanto più possibile) di farvi salvare file potenzialmente dannosi per la salute del vostro sistema operativo.

Disabilitare il controllo anti-malware nel gestore download di Firefox

Questa, così come la funzione di protezione contro i Componenti Aggiuntivi non firmati, è una di quelle feature alle quali non bisognerebbe mai rinunciare senza un ottimo motivo. Se però avete la necessità di scaricare un’applicazione non firmata che il browser riconosce come pericolosa (anche se non lo è) e ottenete il messaggio di errore di Firefox (come in immagine di seguito) sappiate che -al solito- c’è modo di aggirare l’ostacolo.

Disabilitare il controllo malware nel gestore download di Firefox 1

Come sempre ciò che vi serve è nell’about:config e, ancora una volta, sono qui a pregarvi di non toccare alcuna voce qui contenuta se non sapete quello che state facendo. Dopo aver “promesso di fare attenzione” vi ritroverete davanti al solito box di ricerca, all’interno del quale dovrete riportare:

browser.safebrowsing.malware.enabled

Se avete Firefox Sync attivato, le voci trovate saranno due. Fate doppio clic sulla prima (quindi non quella che inizia con services.sync) per portare il valore da true a false, come in immagine:

Disabilitare il controllo malware nel gestore download di Firefox 2

Da questo momento l’opzione sarà attiva e sarà possibile scaricare qualsiasi cosa senza che questa passi il controllo integrato in Firefox. Disattivare l’anti-malware però non è certamente una buona idea, se proprio dovete farlo, ricordatevi di riattivarlo subito dopo aver scaricato il pacchetto a cui siete interessati.