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AVM FRITZ!Box 7430

Gioxx  —  22/02/2016 — 3 Comments

I prodotti della linea FRITZ! sono parecchio conosciuti da quelli un po’ più addetti ai lavori perché parlano da soli, dimostrando ottimo valore sul campo. Una configurazione completamente personalizzabile ma anche semplice per coloro che non sanno dove mettere mano, funzioni avanzate, possibilità di tenere a bada in un solo colpo sia la parte voce che la dati. Ho avuto modo di mettere mano sul modello 7430, un router che ha pressoché tutto quello che si può desiderare per la gestione della propria linea dati, eccezione fatta per una sorgente in fibra (ma resta pur sempre utilizzabile in cascata a un modem dell’operatore).

FRITZ!Box 7430

Scatola popolata dallo stretto necessario, spartana, perfetta. Il FRITZ!Box 7430 insieme al suo alimentatore, lascia un più che sufficiente spazio per ospitare inoltre un cavo di rete RJ45 piatto e un RJ11 per collegarsi alla eventuale presa a muro, nel caso abbiate una connessione dati ADSL/VDSL. Trovate nella stessa scatola una guida rapida (dietro la quale c’è un adesivo con il nome di default della rete WiFi, chiave di accesso e password per amministrare il router) e un piccolo opuscolo informativo che riepiloga brevemente gli altri dispositivi in vendita dello stesso produttore.

I dati tecnici più dettagliati sono disponibili alla pagina it.avm.de/prodotti/fritzbox/fritzbox-7430/dati-tecnici, sappiate solo che tra le funzionalità più importanti c’è certamente la possibilità di gestire la rete cablata e senza fili, in Wireless N (fino a 450 Mbit/s lordi, 2,4 GHz), e fare fallback su un modem mobile collegabile alla sua porta USB, uno di quelli che appoggiandosi sulla rete dati della SIM potrebbe tenere in vita la connettività di casa vostra (o del vostro piccolo ufficio). Inutile dire che le funzioni di base come il WPS o l’accesso ospiti (una rete guest) fanno già parte del pacchetto di serie. Occhio però: ho notato un difetto sicuramente poco trascurabile per chi è abituato ormai ad avere una doppia rete WiFi in casa. La “guest” potrà essere creata esclusivamente utilizzando il FRITZ!Box 7430 come modem, non sarà configurabile se questo verrà messo a cascata sotto a un modem di diverso operatore o produttore.

Altra stranezza è la scelta di includere una porta USB 2.0 anziché una più nuova e certamente ben più performante USB 3.0, sarebbe stata estremamente utile per permettere di avere a disposizione uno spazio dove conservare dati (multimediali e non) di casa, accessibili da qualsiasi dispositivo grazie alla funzionalità FRITZ!NAS già a bordo del sistema operativo di questi prodotti tedeschi. Ci si ostina ancora oggi a considerare quella porta USB come una scorciatoia per ottenere un Print Server, quando in realtà la maggior parte delle stampanti in vendita oggi includono già la connettività WiFi (o almeno una porta di rete).

FRITZ!Box 7430 2

È proprio l’OS la cosa più comoda e ricca dei prodotti AVM. fritz.box è disponibile in molte lingue, italiano compreso, ed è accessibile da qualsiasi dispositivo, mobile compreso. Molto ben organizzata, l’interfaccia permette di spostarsi tra tutte le funzionalità di base e avanzate, telefonia, dati, DECT, NAS, diagnosi e molto altro ancora, come i filtri di Parental Control o il monitoraggio della rete. Potrete persino verificare i consumi di elettricità medi nell’arco delle 24h o su più largo intervallo. Difficile poter riassumere in poche righe tutto quello che è in grado di fare il sistema, o anche il sito web del produttore, attraverso il quale potete registrare il vostro apparato e collegarlo in maniera sicura alla rete internet, così da poterlo raggiungere e amministrare anche quando non vi trovate a casa (MyFRITZ!).

MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free
MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free

Prima di configurare ogni singola opzione avanzata del nuovo router, vi consiglio quelle che ormai dovrebbero essere delle banalità, quelle che “sopporto più di sentirmi ripetere“:

  • Cambiate immediatamente la password di amministrazione del router. D’accordo che si tratta di una password non proprio comune, ma è sempre bene evitare di mantenere quella scelta dal produttore.
  • Stessa sorte per quella di accesso alla WiFi. Cambiate anche il nome della rete (SSID). Scegliete il nome che più preferite e stabilite una password di collegamento che non sia la stessa di amministrazione del router. E se proprio dovete far accedere una seconda persona all’amministrazione del router, create un nuovo utente, non fornite le vostre credenziali.
  • Verificate la presenza di aggiornamenti del sistema operativo, e assicuratevi che sia impostato (il router) per la ricerca e l’installazione automatica degli aggiornamenti consigliati dal produttore.
  • Registrare un account MyFRITZ! è sicuramente consigliato, utilizzate una password diversa sia da quella amministrativa, sia da quella di collegamento alla rete WiFi.

Il resto è tutta una continua scoperta che potrete fare giorno dopo giorno, soprattutto in base alle vostre esigenze. FRITZ!Box 7430 è un coltellino svizzero che potete utilizzare a vostro piacimento. Potreste non avere mai necessità di scoprire le sue funzioni più nascoste, oppure trovarle particolarmente utili e non poterne più fare a meno. Ci sono siti web e community che parlano di questi prodotti, che suggeriscono possibili utilizzi e configurazioni, che forniscono assistenza. Una banale ricerca Google vi aprirà un mondo.

Il prezzo del prodotto non è certo banale quanto la ricerca, si parla di 115€ passando da Amazon, ma dovreste mettere in conto la qualità di quanto c’è a disposizione (compresi gli aggiornamenti di un sistema operativo che possono essere gestiti anche in automatico) e il fatto che venga data una garanzia del costruttore di 5 anni sull’hardware (per clienti finali, come riportato nelle condizioni di garanzia).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM. Tornato all'ovile.

Lo scenario è quello che un po’ tutti conosciamo: la vostra auto, il vostro smartphone, la necessità di averlo a portata di vista (e udito) per seguire il navigatore che vi sta conducendo a destinazione. I navigatori integrati nell’autoradio restano sempre indietro, non è mai così conveniente appoggiarsi a loro, senza considerare che molti non integrano le informazioni sul traffico, fornendo così potenziali percorsi molto lenti, senza alternative. Io odio le ventose da vetro, lasciano il tempo che trovano, le trovo scomode. Preferisco supporti da cruscotto oppure alternative più valide, come quella proposta da Ubegood, magnetica e studiata per le bocchette dell’aria:

Ubegood: magnete universale per smartphone 1

Si tratta di un accessorio piccolo, che si adatta perfettamente a qualsiasi automobile e che permette di tenere a portata di mano lo smartphone con poca fatica. È il sostituto perfetto della soluzione che state adottando ancora oggi. Il pacchetto include il supporto (che si vede nella fotografia qui sopra) e due sottili placchette di acciaio che possono essere incollate al vostro smartphone (sconsigliato) o poste tra la cover e lo smartphone (consigliatissimo). In alcuni casi senza la necessità di inserire alcunché (quando stavo ancora utilizzando il Motorola Moto X Force) perché alcuni smartphone hanno la cover posteriore in metallo.

Ubegood Magnetico Auto universale (Car Air Vent Mount Holder)

Fonte immagine: campionietester.wordpress.com

Insomma, lo avrete capito. È un accessorio parecchio facile da utilizzare e che torna maledettamente comodo, sono molto soddisfatto di quanto permette di fare e presto rimuoverò il supporto 3M da cruscotto. Il prezzo è maledettamente accessibile. Viene venduto su Amazon a 9,99€, con consegna Prime in un giorno.

Ubegood ha concesso ai Gioxx’s Wall un ulteriore sconto del 25% sull’attuale prezzo Amazon, che vi permetterà di portare a casa un supporto CARM-Argento a 7,50€ semplicemente inserendo il codice 7KWJ3VEI subito prima di effettuare il pagamento:

Ubegood Magnetico Auto universale (Car Air Vent Mount Holder) 1

Occhio però: il codice sarà valido solo per un periodo di tempo limitato (due mesi, a partire dalla data di pubblicazione di questo articolo!) ed è stato attivato nella stessa giornata, quindi potrebbe darvi problemi nel riscatto (si risolveranno nel giro di qualche ora, vi prego di riprovare a effettuare l’acquisto).

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Prodotto: fornito da Ubegood, ho potuto tenerlo al termine del test.
Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Perché Asus è sulla bocca di tutti? Si tratta di uno dei produttori hardware più interessanti nel panorama tecnologico, dapprima molto discusso per ciò che riguardava il personal computing (ancora ben presente sul mercato odierno), negli ultimi tempi forse più per tutto quello che è il mondo smartphone Android. Ciò che forse più stupisce gli addetti del settore, mettendo invece in difficoltà l’acquirente medio, è la quantità di dispositivi lanciati sul mercato, in versione originale o “rivista” (e migliorata) qualche tempo dopo.

ASUS Zenfone Selfie (ZD551KL) 1

Una rapida panoramica

Ho portato sul Banco Prova proprio una rivisitazione: Asus Zenfone Selfie ZD551KL. Smartphone che monta un Android Lollipop 5.0.2 (troppo) personalizzato, e che propone ben 3GB di RAM (al posto dei due previsti inizialmente) e 32GB di memoria espandibile (al posto degli iniziali 16), il tutto accompagnato da una batteria da 3000 mAh. È nato per la fotografia, propone infatti una doppia fotocamera da 13MPixel (frontale e posteriore) difficile da trovare in qualsiasi alternativa presente sul mercato, entrambe dotate di tecnologie nate per essere veloci e precise. La fotocamera frontale f/2.2 vi permette scatti a 1080p, con focus automatico e doppio led flash. Alla posteriore andrà aggiunta la capacità di focus automatico tramite laser, ovviamente entrambe possono fare accesso alla geolocalizzazione, rilevamento automatico del volto, funzione panorama, HDR e possibilità di scatto facendo pressione su qualsiasi punto del monitor (che personalmente sconsiglio, nda).

È ben carrozzato (qui la pagina ufficiale del sito web, qui la scheda tecnica di GSM Arena) e dovrebbe riuscire a gestire ogni vostra richiesta, anche sotto pressione. Lanciato sul mercato nell’agosto dello scorso anno, si allaccia sulle reti LTE ad alta velocità (comprensive di LTE+) e permette di tenere attive fino a due SIM, tendenza evidentemente apprezzata dal grande pubblico data la forte presenza dello slot doppio nell’ultimo periodo (microSIM, nda). Il monitor (IPS) ha una risoluzione full-HD ormai comune (1080×1920) e monta vetri Corning Gorilla Glass 4, sicuramente resistenti sulla carta, un po’ meno nella pratica (tra qualche riga capirete il perché).

Chipset Qualcomm MSM8939 Snapdragon 615 con processore Quad-core Cortex-A53 & Quad-core Cortex-A53 e GPU Adreno 405 si occupano di tenere in piedi il sistema e ogni sua caratteristica, non con la massima stabilità, si tentenna soprattutto sulle applicazioni meno ottimizzate e più esose in termini di risorse, che mostrano incertezze in fase di apertura o di utilizzo continuativo (una tra tante è Feedly).

feedly: your work newsfeed
Developer: Feedly Team
Price: Free

Al contrario della maggior parte dei telefoni, lo Zenfone Selfie (ZD551KL) non monta un chip NFC, diventa quindi un pelo più lento e macchinoso l’accoppiamento delle periferiche bluetooth (v4.0, A2DP, EDR). Confermato invece il reparto di rete Wi-Fi con 802.11 a/b/g/n/ac, Wi-Fi Direct e possibilità di fare da hotspot condividendo l’offerta dati della vostra SIM. Per gli amanti della radio FM, c’è anche quella. Non ancora specificato nel dettaglio, sappiate che la memoria di 16 o 32 GB già a disposizione sul dispositivo, può essere portata a 128 GB tramite scheda microSD.

Software

Non ce la posso fare, no, davvero. L’amore incontrastato per l’Android Experience pura vi farà odiare tutto ciò che è personalizzazione estrema, nella quale ricade senza ombra di dubbio la Asus ZenUI. Ve la faccio semplice: la fine di questa storia non è colpa tua amore, è mia, non ti merito (inserire qui colonna sonora tipicamente adolescenziale, a piacere). In sé la realizzazione di Asus può anche essere apprezzata da chi non ha mai avuto un telefono Android o magari non ha molta confidenza con il sistema, chi preferisce avere tutto e subito senza passare dal Via, da una scelta delle applicazioni da utilizzare, da quella che è certamente la parte più bella in ogni nostro smartphone: il fatto che sia nostro, appunto.

ASUS Zenfone Selfie (ZD551KL) 8

Asus ha fatto una scelta ben precisa: mettere a disposizione quante più funzioni possibili all’interno del sistema operativo di base, così che l’utente non sia costretto ad avere conoscenze che vanno oltre la base, senza così la necessità di cercare e imparare a utilizzare una diversa applicazione dello store (tanto per fare un esempio: la funzione del Non Disturbare durante le ore notturne, nda). All’accensione dello smartphone ho fatto un rapido giro nelle applicazioni installate di fabbrica e ho trovato giusto qualcosa da poter eliminare o disattivare: Calculator – Widget e Floating, Do It Later: Compiti e Fare, Bbblet Actors, Dr. Safety, MiniMovie, ZenCircle, 50 Giochi, Asus ZenUI, Chat di Omlet, ZenTalk, Zinio.

È solo una parte della lista, volendo è possibile fare di meglio. Ho trovato un articolo su Android Central che parla di Bloatware, anche se in riferimento allo Zenfone 2, che lamenta grosso modo la stessa cosa (potete leggerlo anche voi all’indirizzo androidcentral.com/getting-rid-bloatware-asus-zenfone-2). È una pratica che spero possa completamente sparire dalla faccia della Terra, prima o poi. Odio quando viene adottata su PC, la odio ancora di più su Android, perché spesso è impossibile disinstallare completamente un software (a meno di effettuare il root del sistema).

Tutto questo rallenta il rilascio di sistemi operativi aggiornati, di patch, troppo importanti per attendere i lunghi tempi necessari ad adattare e testare tutto ciò che si intende includere nel sistema di Google, è ciò che più di qualsiasi altra cosa ha generato la frammentazione di un prodotto diversamente molto valido e che tanti non adottano proprio per questo motivo. Se Apple è nata così (soprattutto perché produce hardware e software, nda), molti altri produttori hanno finalmente capito la scarsa validità della soluzione, abbandonando questa strada, so che puoi farlo anche tu, Asus.

Scelte stilistiche e resistenza

Alcune discutibili, almeno secondo i miei gusti personali. Quell’essere stondato è strano rispetto al solito, certamente questione di abitudine, ma continuo a preferire lo standard “a mattonella“. Parliamo poi dei tasti fisici privi di qualsiasi retroilluminazione. D’accordo che ormai l’abitudine la fa da padrona (e che è quindi semplice andare a occhi chiusi), ma perché non completare l’opera e illuminarla completamente? O magari decidere di rendere il fisico virtuale, a monitor?

Un Pro per sanare la situazione? Il tasto volume posizionato subito sotto la fotocamera posteriore (scuola LG, nda) aiuta a modificare in corsa il settaggio audio in maniera semplice, anche con un monitor importante come quello dello Zenfone Selfie. A proposito però di reparto audio, chiedo a eventuali altri possessori del medesimo telefono, avete mai avuto problemi in conversazione? Sembra che l’interlocutore, parlando, blocchi il mio microfono, devo spesso attendere che termini prima di poter dire la mia. Non lo fa sempre, è strano, sto cercando di capire come aggirare l’ostacolo (e spero che possa trattarsi di un baco corretto in una prossima versione di Android modificato da Asus). Un consiglio spassionato che è invece valido in ogni caso: l’altoparlante è posizionato in verticale ed è un pelo più scomodo rispetto al solito (generalmente posizionato in orizzontale), trovate quindi la posizione migliore di ascolto e non alzate il volume al massimo, non ce n’è bisogno, eviterete così di far sentire la vostra telefonata a chiunque vi circondi :-)

La scocca nella sua interezza è solida, robusta, la plastica è necessaria per la facile removibilità e per non appesantire ulteriormente il telefono (che ha già un buon peso in mano, 170 g). Il problema è dovuto ai soliti punti critici. Il telefono mi è scivolato e poi atterrato sulla scarpa per una manciata di centimetri davvero banale (altezza pari a quella di quando siete seduti sul sedile dell’auto). Sicuro di averlo “protetto” nonostante la distrazione, ha comunque colpito uno spigolo e questo è il risultato:

ASUS Zenfone Selfie (ZD551KL) 4

Capo cosparso di cenere e riparazione in vista. In ogni caso il touch continua a funzionare bene, così come il monitor e i comandi. Mea culpa per non aver messo una pellicola di protezione per tempo, c’è sempre una prima volta nella vita (non avevo mai rotto nessuno smartphone prima a ora), ma è comunque lodevole come il telefono continui a funzionare come nulla fosse. Nello specifico momento di rottura ho imprecato, innegabile, il Gorilla Glass dovrebbe essere molto resistente, ma nulla si può contro una caduta in un punto di debolezza.

Riepilogo e conclusione

Costo di listino: 299€. Caratteristiche hardware molto buone, software decisamente meno, considerando la quantità di materiale inutile a bordo (ma questa è un’altra storia, comune ad altri). Si tratta di uno smartphone di fascia media, arriva in confezione completa di caricabatteria e cavo microUSB ma senza auricolari (perché mai?). Comparto grafico di tutto rispetto, una vera gioia per i maniaci della fotografia frontale facile, il retro propone stessa qualità e caratteristiche (oltre il focus laser automatico).

Buono lo schermo. Full-HD IPS, valida la resa dei colori e la luminosità che però ogni tanto perde colpi, così come il touch (pochi casi, davvero, non ci ho fatto pressoché caso), fortunatamente risponde all’appello il doppio tocco per risvegliarlo dallo standby.

Non mi pronuncio su Asus ZenUI, sapete cosa penso di chi personalizza troppo il sistema operativo. È comunque oggettivamente valido per tutti coloro che non vogliono perdere tempo alla ricerca di applicazioni che possano offrire le stesse funzioni proposte invece da Asus, di fabbrica. Facile da amministrare e personalizzare secondo propri gusti, adatta anche a chi desidera filtrare ciò che lo smartphone ha da offrire, soprattutto quando si parla di telefoni da acquistare per i più piccoli. Rallentamenti sporadici del sistema si ottengono con più applicazioni aperte, a prescindere dal launcher utilizzato.

La batteria invece è adatta allo scopo. Supererete la giornata di autonomia, tanto basta oggigiorno, la ricarica è sempre rapida, tutto sommato.

Il mio giudizio è che Zenfone Selfie svolge il suo lavoro in maniera valida e che si tratti di un buon compromesso tra qualità e prezzo. Pensate sia lo smartphone adatto alle vostre esigenze? Potete procedere con l’acquisto tramite Amazon risparmiando qualche soldino (circa 30 euro).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Asus, ho potuto tenerlo al termine del test.

Pare che 10000 mAh sia diventato un nuovo standard da portare con sé, soprattutto perché sono gli smartphone a diventare sempre più grandi, sempre più potenti, sempre più esosi in termini di risorse energetiche. Pensateci: fino a meno di 10 anni fa (considerando il 2008 come l’anno dell’inizio, a causa o grazie all’arrivo di iPhone 3G in Italia) mai avremmo pensato di uscire di casa e tornarci dopo una manciata di ore senza la certezza matematica di avere un cellulare ancora carico.

EasyAcc 2nd Gen. Brilliant 10000mAh Power Bank

Funziona così: i vendor si inseguono uno dopo l’altro, alla costante ricerca di ciò che può risparmiare della batteria, sacrificata all’altare delle costanti notifiche push di Facebook, Twitter, Instagram, GMail e chissà cos’altro. Lo abbiamo voluto noi, siamo passati dall’urlo sotto casa (poi evolutosi nel citofono e nell’accordo con i compagni di merenda la sera prima) all’impossibilità di non essere rintracciabili, neanche in vacanza o al bagno. È per questo che sono nate nuove società, nuovi prodotti, powerbank che dai 1800mAh (del 2011, a memoria di questa rubrica) sono passati ai 20000 e più di oggi.

EasyAcc, società di Hong Kong specializzata nella realizzazione di gadget tecnologici e accessori, ha dato origine a una seconda generazione intelligente di powerbank da 10000mAh, fatta per essere estremamente trasportabile e che riconosca ciò che c’è collegato ai due attacchi USB disponibili, passando loro la giusta intensità di energia (fino a un massimo di 2.4A). Accensione e spegnimento completamente automatici (in base a cosa è collegato alla batteria), possibilità di verificare lo stato di carica residuo e un attacco microUSB che permetterà la ricarica della batteria da presa a muro (ma anche dal PC, anche se decisamente più lento e sconsigliato).

Di punti a favore dell’acquisto c’è certamente un prezzo competitivo e una buona quantità di energia disponibile quando serve. A sfavore può esserci certamente il peso (inizia a non essere più contenuto) e la lentezza nella ricarica della batteria stessa. Poco male, direte voi: per portarla basterà uno zainetto (nel mio caso un borsello, nel vostro potrebbe essere qualsiasi altra cosa) e per caricarla una notte intera attaccata al caricabatterie da muro solitamente utilizzato per iPhone o iPad. Passabile, non c’è dubbio, e il fatto di poter ricaricare più dispositivi prima che la batteria ceda è certamente un pro da non sottovalutare (pensate che tra le varie possibilità di ricarica compare anche il nuovo Macbook, nda). Le combinazioni di colori costituiscono poi quel tocco di personalizzazione che si adattano alla personalità di ciascun utilizzatore. Le plastiche sono buone, la resistenza alla caduta anche (nella malaugurata ipotesi vi scivoli dalle mani), così come la sicurezza nella ricarica (la batteria smette di caricare se dall’altra parte c’è un dispositivo arrivato a carica completa).

Tutte le caratteristiche del prodotto sono disponibili all’URL easyacc.com/615-easyacc-2nd-gen-brilliant-10000mah-power-bank-.html. L’acquisto si porta a termine tramite Amazon e la consegna è garantita in un giorno ai clienti Prime, il tutto a meno di 21€. Si arriva a toccare quota 24€ per la versione da 15000mAh e 50 per quella da 26000mAh (si, questa è veramente grande!).

Ultimo degli appuntamenti con il Banco Prova per questo 2015, è il mio augurio per uno splendido nuovo anno ormai alle porte. I tanti lavori in casa nuova stanno portando via quel poco tempo libero che ho sempre riservato a questo blog. Mi dispiace avervi abbandonato in questi ultimi giorni dell’anno, ma vi assicuro che la voglia di continuare a scrivere c’è sempre. Sono fiducioso di poter terminare quanto da resta da fare in breve termine, e tornare così a regalarvi qualche (spero) buona lettura :-)

Auguri!

Giovanni

Disclaimer per un mondo più pulito
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Prodotto: fornito da EasyAcc, mi è stato lasciato al termine del test.
Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

L’ho definito in tanti modi dopo i primi 10 minuti insieme, sono le stesse definizioni che darei oggi dopo averci avuto a che fare per molto più tempo, forse ritrattando su qualcosina (che vi spiegherò più in dettaglio). Motorola Moto X Force è il nuovo smartphone di fascia alta, realizzato dall’omonima e intramontabile azienda americana, assorbita da Lenovo due anni fa circa.

È uno smartphone dalle molteplici sfaccettature, per molti versi tradizionale, per altri sicuramente innovativo. È molto elegante, bello, indubbiamente rapido in ogni sua operazione, merito di un hardware parecchio ricercato e sicuramente ben bilanciato, per soddisfare ogni richiesta dell’Android a bordo e dell’utilizzatore finale. Monta il sistema operativo di Google nella sua versione 5.1.1 (ed è strano, a dirla tutta, considerando che ormai sono diversi i produttori ad aver fatto partire gli aggiornamenti a Marshmallow e alcuni ci nascono direttamente), in attesa quindi di un aggiornamento.

Una rapida panoramica

Qualcomm Snapdragon 810 octa-core da 2.0GHz (MSM8994), con una GPO Adreno 430 @600MHz, 3GB di RAM di tipo LPDDR4, 32GB di memoria integrata (di cui 24 disponibili, per lasciare spazio al sistema operativo) ma sempre espandibili tramite microSD, un comparto fotografico di tutto rispetto che passa dai 5M anteriori (con flash) ai 21 posteriori (sempre con flash, stavolta Dual), il tutto tenuto a bada da una batteria da 3760mAh che dovrebbe garantire fino a due giorni di autonomia (non ci si arriva utilizzandolo spesso), che sarà possibile caricare in tempi rapidissimi grazie alla tecnologia TurboPower di Motorola.

Capite bene che con una dotazione di questo livello è impossibile lamentarsi, a meno di andare a montare una personalizzazione del sistema operativo troppo invasiva. Fortunatamente Motorola, come tanti altri competitor, sceglie una Android Experience pulita, che lascia quindi ampio spazio a ciò che Google ritiene essere migliore per l’hardware attualmente sul mercato, anziché un qualcosa di nettamente più pachidermico come da anni Samsung sceglie di fare per i suoi device (tanto per citarne una). L’interfaccia monta lo stretto indispensabile e si basa su quello che Marshmallow propone. Rapidi passaggi da una schermata all’altra del multitasking, menu, applicazioni scelte. Sarà vostra cura decidere cos’altro montare e inserire come predefinito nell’utilizzo quotidiano dello smartphone. Ho personalmente scelto (come faccio sempre) Nova Launcher (caldamente consigliato) e ho quindi ripristinato il mio solito ambiente lasciato giusto qualche minuto prima sul mio smartphone personale.

Nova Launcher Prime
Price: 4,50 €

Scelto il launcher, è tempo di restore delle applicazioni, configurazioni e utilizzo quotidiano. Tralasciando la prima parte che sarà oggetto di articolo dedicato (giusto per fare il punto della situazione: “migrazione a nuovo smartphone”), Moto X Force è ovviamente nato per tenere a bada qualsiasi capriccio dell’utilizzatore, così come ogni applicazione, fotografia, video. Lo spazio a disposizione è quello adatto a muoversi senza preoccuparsi che la memoria integrata finisca troppo presto, così come la possibilità di spostare qualche applicazione (o tutte quelle possibili) su scheda SD esterna. A tal proposito: l’alloggiamento della scheda microSD è nello stesso carrello della SIM, la scatola di Moto X Force include infatti la solita graffetta (scuola Apple) per rimuovere il carrellino superiore che scoprirete così poter contenere due Nano SIM e una microSD (come già detto), questo hardware potrebbe quindi essere quello giusto per chi desidera avere un solo smartphone sempre con sé, pur avendo due numeri (con relative tariffe) da gestire.

Indistruttibile il vetro, non il resto

Faccio un mea culpa per qualcosa che solitamente non faccio mai: lasciare lo smartphone nella stessa tasca delle chiavi di casa e della macchina. Dopo aver lavorato tutto il giorno in questa condizione, soprattutto in quello che è il cantiere del nuovo appartamento, senza mai stare fermo un secondo, ho ripreso in mano il telefono e ho scoperto l’amara sorpresa: un carico di righe sul monitor che non sarei stato capace di fare neanche con una caduta ad alta velocità, a metri di distanza e con la stessa violenza di Hulk nei confronti di Thor. Amareggiato e anche un po’ arrabbiato per quanto accaduto (con me stesso, ovviamente), le righe si fanno notare solo in controluce e a monitor spento, fortunatamente, ma è comunque il caso di chiedere scusa pubblicamente a Motorola (che ha fornito il telefono) per quanto successo, mi sembra il minimo.

Altro fattore: ricordate che Moto X Force non è impermeabile, è solo resistente ai liquidi ma nulla più, dovrete immediatamente correre ai ripari nel caso questo si bagni (no, stavolta non è successo nulla di male, ci mancava pure questa!). Insomma: è ben carrozzato ma non indistruttibile, tutti hanno un tallone d’Achille, sempre.

A proposito di tallone d’Achille: non provate a lanciare il telefono a terra. Siamo tutti d’accordo sull’ammettere che la tecnologia ShatterShield di Motorola lo protegga benissimo, ma eviterei di fare allegri test con gli amici, potreste sempre colpirlo nel punto di rottura ideale e pentirvene così subito dopo. L’azienda è la prima ad ammettere che questa novità nel campo è certamente rivoluzionaria e permette di preservare il buono stato di salute dello smartphone, ma resta evidente che non è a prova di urti né è stato progettato per resistere a tutti i danni da caduta”, non di solo vetro è realizzato questo tipo di device, occorre forse ricordarlo? Magari quello che ricorderei io a Motorola (se posso permettermi) è di non abusare di questa proprietà per spingere sul marketing e sul suo posizionamento (vedi immagini di seguito), creano aspettativa:

Maneggevolezza: non all’altezza delle aspettative

Sono abituato a fare sempre lo stesso test con ogni smartphone mi passi tra le mani: è utilizzabile senza l’ausilio di ambo le mani? Sia chiaro: da un certo numero di pollici in poi è chiaramente impensabile utilizzarlo con una sola mano per fare ogni cosa, ma per lo meno dovreste riuscire ad arrivare nei punti più critici per poter portare a termine le operazioni di base e chiedere l’ausilio della mano non dominante di tanto in tanto. Così come monitor della stessa categoria, anche Moto X Force è utilizzabile con la sola mano destra (nel mio caso, nda) ma non è sempre facile tenerlo fermo perché la scelta del materiale utilizzato per il suo dorso è tanto bella (esteticamente) quanto potenzialmente scivolosa.

Altro punto da discutere è la scelta dei pulsanti laterali per accensione / spegnimento e modifica dei livelli volume. Belli, ovviamente, ma scomodi quando li si cerca di fretta. Forse troppo sottili, forse troppo poco profondi, è questione di abitudine, ci si prende confidenza dopo qualche giorno di utilizzo (e si continua a sbagliare di tanto in tanto). L’ergonomia non ne esce vincitrice fino in fondo, è strano considerando il tipo e la fascia di questo device.

Di autonomia e TurboPower

È la tecnologia Motorola che consente di avere un telefono sempre pronto a uscire con voi di casa (o dall’ufficio) con la giusta carica per non lasciarvi appiedati quando più ne avete bisogno. Utilizzando il caricabatterie fornito nella confezione (pezzo unico; non troverete quindi il cavo di collegamento a PC, un normalissimo microUSB) si raggiunge il 20% di carica in 10 minuti circa, il 70% in mezz’ora e il 92% in un’ora. Solo per quel 8% residuo, che lo separa dalla carica completa, ci si impiega tra i 20 e i 25 minuti. Moto X Force è già pronto per la ricarica Wireless con apposito accessorio.

L’autonomia, come anticipato nella panoramica iniziale, è alta, ma potreste essere costretti a una ricarica al giorno nel caso in cui utilizziate un po’ più del dovuto lo smartphone. Tenendo acceso Waze in un viaggio da due ore circa, ho visto scendere “la lancetta” della batteria più velocemente di quella dell’automobile spinta ai 220 Km/h. È chiaro che la continua ricerca e roaming tra reti voce / dati non aiuta, in nessun caso. Moto X Force è in grado di allacciarsi alla rete 4G+ con molta facilità, laddove possibile, così come è in grado di restare in edge nelle zone meno coperte, soprattutto in alcuni coni d’ombra autostradali.

Software

Android 5.1.1, pochissime le applicazioni della casa installate a bordo, per lo più personalizzazioni che dipendono dai sensori posti sul telefono. Moto Assist (help.motorola.com/hc/3200/42/verizon/it-it/jcb0702131223.html?topic=jcb0702131223), Moto Actions (motorola-global-portal.custhelp.com/app/answers/detail/a_id/101022/related/1), Moto Voice (motorola.com/us/Moto-X-Features-Touchless-Control/motox-features-2-touchless.html) e Moto Display (motorola-global-portal.custhelp.com/app/answers/detail/a_id/103951/related/1), tanto per citarne quattro sicuramente presenti all’appello.

Sono tutte scaricabili anche tramite Play Store (così da poter essere montate su altri tipi di cellulare dello stesso produttore):

Motorola Assist
Price: Free
Moto Actions
Price: Free
Moto Voice
Price: Free
Moto Display
Price: Free

L’ultima, per certi versi, è la versione di casa (più leggera e reattiva) di AcDisplay alla quale avevo dato un’occhiata qualche tempo fa. Permette al telefono di essere sempre reattivo all’arrivo di una nuova notifica, ma anche al vostro movimento (ancora una volta grazie ai sensori posti e nascosti sulla parte frontale del telefono), dandovi immediata visibilità di ciò che è in attesa di essere letto o verificato, quindi di spostare il dito sul monitor in base a ciò che desiderate fare (aprire l’applicazione che ha segnalato la notifica o sbloccare semplicemente il dispositivo, o magari tenere premuto sull’icona del programma che mostra la notifica per ottenere una semplice e sempre comoda anteprima). La prima cosa che mi è venuta in mente quando ho cominciato a utilizzare questa particolare funzione è stata questa:

Cane dormiente

È un po’ come se il vostro fedele amico non riuscisse mai a dormire davvero. Come se lo teneste sempre in allerta, pronto a risvegliarsi dal letargo in una frazione di secondo. Provate a tenere Moto X Force in auto, sul cruscotto (con apposito accessorio) senza navigatore attivo. Qualsiasi movimento della testa o del vostro braccio lo farà risvegliare, diciamo che non riuscirete a perdere mai d’occhio l’orario e che la batteria proprio non ringrazierà (a voler vedere il bicchiere mezzo pieno) ;-)

Giusto per i più paranoici: nessuna delle applicazioni Motorola è vitale per il telefono. Potrete decidere di tenerle installate ma non utilizzarle mai, non configurarle, escluderle totalmente dalla vostra esperienza d’uso. In questo elenco è chiaramente compresa la modalità di eterno “ready2go”, assente giustificata (dato il diverso modo di pensare il risveglio del telefono) la funzione di sblocco in due tocchi, tipica LG e non solo (si veda i telefoni fatti realizzare da Vodafone che ho già recensito in passato).

Comparto fotografico

Notevole, non c’è altro modo per definirlo. Con l’applicazione fotografica leggermente ritoccata per offrire una migliore esperienza di scatto, tutto il comparto fotografico di Moto X Force è davvero valido, sia per quello che riguarda la fotocamera anteriore (evidentemente studiata per ottenere ottimi selfie, e lasciamo perdere i commenti a tal proposito), sia per la posteriore che riesce a scattare buone foto anche in condizioni pessime, in manuale (per quanto possibile) o in automatico, vi propongo qualche scatto catturato diverse sere fa a Milano (tra Duomo, Galleria e locali) con la nebbia a farla da padrona, e poi a Rimini in occasione di una mostra dedicata al mondo LEGO:

Si può fare certamente di meglio e ritoccare ulteriormente il risultato, ma già (nonostante la poca bravura di chi sta dietro l’obbiettivo), i risultati sono assolutamente validi. I video vengono girati in HD (1080p) di default, potete scegliere in alternativa il rallentatore a 720p o il video in 4K a 2160p, occhio però allo spazio occupato in memoria (e quindi nel backup), non si scherza con video così definiti.

Non è però così in discesa la strada di cotanta potenza: provate voi a farvi una full-immersion al forum di Assago, finale di X Factor, una foto che tira l’altra e un upload continuo per una cronaca quasi live su Twitter, un’abitudine malsana (me ne rendo conto) ma che ormai è diventata abitudine (continuo a sapere che non è un bene, non c’è bisogno che lo ripetiate, vi sento). Sostituite l’evento suggerito con qualsiasi altra serie di fotografie in successione (e relativa pubblicazione sul Social preferito): noterete un surriscaldamento e un progressivo rallentamento nel salto da un’applicazione all’altra (anche se non eccessivo, quest’ultimo). In tutta onestà, a un certo punto, ho preferito tirare fuori l’iPhone 6 aziendale che su questo non tradisce mai (lui, il problema di surriscaldamento, ce l’ha durante la conversazione, giusto per non fargliela passare del tutto liscia). Fastidioso? Si.

Concludendo

Nonostante le ottime premesse che hanno costituito la parte principale dell’articolo, la robustezza del monitor è il vero punto di forza per il quale Motorola ha speso parole e sviluppo in laboratorio. Viene garantito per 4 anni (a prescindere dalla garanzia di due anni posta sul telefono), nessun altro a oggi sarebbe in grado di farlo. Questo vorrà dire che ci saranno meno telefoni da portare in assistenza, a patto di acquistare un Moto X Force che di economico ha forse solo il nome (in termini di conteggio caratteri). In esclusiva Vodafone per l’Italia almeno fino al prossimo anno, il suo prezzo è di 749,99€, lo si può trovare a 699 (senza troppa fatica), ma resta comunque un prezzo alto (considerando qualche difetto riscontrato e la mancanza di un sensore per la lettura delle impronte digitali.

Good job, anyway.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Motorola. Tornato all'ovile.