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Mentre volge al termine la seconda giornata dello StartupBus in viaggio verso Colonia, ho modo di raccontarvi quello che è accaduto nella giornata di ieri e nelle prime ore a cavallo tra notte e nuova alba.

Partiti da Bologna come vi avevo raccontato nel primo articolo di presentazione, i ragazzi dello StartupBus hanno subito raggiunto una prima tappa molto vicina, il TIM #WCAP della capitale emiliano-romagnola. Qui è stato per loro possibile effettuare un pitch di partenza, che gli ha consentito di presentarsi e parlare dei singoli progetti.

Una prima votazione ha scelto i progetti più interessanti, stabilendo così i team leader che hanno poi formato le loro squadre, quattro in totale contrariamente a quanto inizialmente previsto (a causa di alcune assenze dell’ultimo minuto), 21 partecipanti con un jolly assegnato, magari per fare la differenza ;-)

L’intervento dell’Head TIM #WCAP Accelerator Bologna, Marco Lotito, ha dato il via ufficiale ai lavori. Solo allora lo StartupBus si è rimesso in strada in direzione Milano, una seconda tappa che ha permesso ai protagonisti di far visita al Copernico Coworking della capitale lombarda, dove Ford Italia ha illustrato loro la partnership con l’iniziativa StartupBus (per il secondo anno consecutivo) e svelato il premio che la società americana costruttrice di automobili ha messo in palio: 3 mesi nell’incubatore Talent Garden. Sono intervenuti Daniela Melella (Social Media Specialist) e Giorgio Signori (Team PR).

Il bus è poi ripartito alla volta di Zurigo, un tour de force che vi descriverò domani, basandomi sulle parole di uno dei protagonisti che ha potuto raccontarmi la sua idea e quanto è già sul fuoco per poter arrivare a Colonia e convincere (e vincere, ovviamente!) :-)

Questo articolo nasce da un progetto in collaborazione con Ford Italia.Puoi seguire tutti gli sviluppi attraverso il tag #ThinkInProgress.

Di cosa si parla, in breve:
25 ragazzi, un unico sogno: l'entusiasmo e le idee che saliranno a bordo dello StartupBus in partenza da Bologna dovranno arrivare fino a Colonia (Germania). Lungo il percorso dovranno affrontare tutte le sfide verso la realizzazione, dimostrare il proprio valore e tentare il grande passo per diventare impresa. Segui lo StartupBus: ogni giorno una sfida, alla ricerca di talenti e idee per regalare loro un’opportunità.

Dello StartupBus ne ha parlato WebNews lo scorso 3 agosto per la prima volta e Ford Italia mi ha contattato giusto qualche giorno fa per dare maggiore spazio a questo progetto tecnologico che coinvolge menti brillanti, provenienti da più paesi, pronte a mettersi in gioco. Riporto:

25 ragazzi, un unico sogno: l’entusiasmo e le idee che saliranno a bordo dello StartupBus in partenza da Bologna dovranno arrivare fino a Colonia (Germania). Lungo il percorso dovranno affrontare tutte le sfide verso la realizzazione, dimostrare il proprio valore e tentare il grande passo per diventare impresa. Webnews segue lo StartupBus e gli sforzi dei ragazzi impegnati nella realizzazione delle proprie speranze: ogni giorno una sfida, alla ricerca di talenti e idee per regalare loro un’opportunità. Per tutti soltanto pochi giorni di tempo lungo la via dell’innovazione, ove solo le buone idee fanno strada: quale sarà quella vincente?

StartupBus 2015: dall'Italia alla Germania per una sfida tecnologica 3

Bologna (giusto oggi, 29 agosto), Milano, Zurigo, Aquisgrana (Aachen), Amsterdam e Colonia. Questo è il set completo delle tappe che il bus, in corsa a 100km/h, toccherà da oggi fino al prossimo 2 settembre. L’obiettivo finale è lo stesso per tutte le squadre coinvolte ed è quello di veder realizzata la propria idea. Prendete un hackaton e moltiplicate quella formula per un totale di 72 ore, una tre giorni che vale un investimento, quella che per tanti viene vista come la svolta per la propria vita (lavorativa, ma non solo).

Giusto per chiarire: nulla di nuovo sotto al sole. L’idea non è infatti nuova ed è ereditata da un format statunitense che è stato portato in Europa, e che raggiungerà Colonia non a caso. La Germania infatti sarà protagonista tramite l’edizione 2015 del suo Pirate Summit, una tappa finale che metterà in mostra non solo un’idea, ma anche la sua struttura (finita, o di quanto più vicino possa esserci alla stabilità) e la sostenibilità finanziaria (un senso del marketing che deve necessariamente far parte del progetto).

Potete seguire gli account consigliati su Twitter che vi aggiorneranno durante l’intero arco della giornata, oppure l’hashtag ufficiale dell’iniziativa, #thinkinprogress. È inoltre disponibile un sito web per raccogliere tutto il materiale prodotto nelle varie tappe, lo trovate all’indirizzo startupbus-italia.webnews.it e bit.ly/thinkinprogress.

Ogni giorno un recap, un rapido articolo che possa aggiornarvi su quanto accaduto, approfondimenti, idee dei team e qualsiasi altra notizia possa tenervi aggiornati in merito. Allo stato attuale le squadre non sono ancora state formate, ancora un po’ di pazienza :-)

Vi lascio al comunicato rilasciato da Ford Italia sull’evento per il quale ha voluto fare da sponsor per il secondo anno consecutivo:

Parte nel segno della ‘gamification’ l’edizione italiana 2015 di StartupBus, l’incubatore in movimento Powered By Ford

Roma, 29 agosto 2015 – Ford è partner per il 2° anno consecutivo dell’edizione italiana di StartupBus, il programma che in tutto il mondo offre ai giovani creativi la possibilità di vivere un’esperienza di 72 ore on the road nel corso della quale concepire e sviluppare il proprio progetto di startup. Il percorso, durante il quale i partecipanti saranno affiancati da ‘mentor’ hi-tech ed esperti nella creazione di business, si distribuisce in tappe durante le quali gli ‘startupper’ incontreranno realtà imprenditoriali, incubatori aziendali e sviluppatori del mondo digitale.

Nel corso del programma, i nuovi ‘buspreneurs’ visiteranno il Centro Europeo di Ricerca Ford di Aachen, in Germania, e potranno lasciarsi ispirare dalle tecnologie e dall’innovazione che caratterizzano uno dei centri di sviluppo più avanzati del settore automotive. Il viaggio, partito oggi da Bologna, toccherà anche Milano, Zurigo, Amsterdam e terminerà la sua corsa a Colonia in occasione del Pirates Summit Festival, per emergere nel più importante appuntamento dell’ecosistema europeo delle startup.

Anche per l’edizione 2015 sarà assegnato il riconoscimento Ford Italia al team che svilupperà l’idea più originale. Con il tema di quest’anno, la ‘gamification’, i buspreneurs saranno chiamati ad applicare i principi e i meccanismi dei videogame alle molteplici declinazioni del mondo automotive, contendendosi la possibilità di sviluppare la propria idea nell’incubatore di startup Talent Garden.

“Per Ford la ‘gamification’ è un invito a pensare al di fuori degli schemi convenzionali per trasformare alcuni aspetti dell’esperienza quotidiana”, ha dichiarato Riccardo Magnani, Direttore Marketing di Ford Italia. “Gli startupper potranno confrontarsi con la sfida di applicare questo principio al mondo dell’auto, provando a ripensarne i canoni”.

Ford ha individuato nella ‘gamification’ una delle modalità attraverso le quali definire alcune delle direzioni  verso  cui  indirizzare  la  mobilità  del  domani,  e  di recente, al Gamescom di Colonia, la kermesse dedicata al mondo del videogame, ha annunciato un contest internazionale invitando le community di sviluppatori a implementare funzioni ed elementi ludici all’interno di soluzioni di smart mobility.

Ford affiancherà i ‘buspreneurs’ italiani nel corso del loro viaggio raccontando sui propri canali social le storie, le emozioni e le speranze dei protagonisti. A bordo dello StartupBus sarà presente, al fianco del team dell’Ovale Blu, anche la vincitrice di uno dei workshop organizzati alla recente Social Media Week di Roma, una delle occasioni in cui Ford Italia trasforma il talento in opportunità interagendo continuamente con il mondo della rete e il contesto social e digital italiano.

“In più occasioni abbiamo sottolineato come gli eventi e gli appuntamenti degli scenari social e digital rappresentino occasioni importanti di dialogo che permettono a influencer e innovatori di rapportarsi diversamente con i brand rispetto al passato”, ha aggiunto Magnani. “Con i workshop della Social Media Week siamo andati oltre questo concetto, coinvolgendo alcune giovani menti in progetti reali e appassionanti, come lo StartupBus”.

I racconti, le foto e i momenti più rappresentativi di questa sfida per un futuro da imprenditori hi-tech saranno pubblicati sulla pagina Facebook e sui profili Twitter e Instagram di Ford Italia, e possono essere seguiti attraverso l’hashtag #ThinkInProgess.

Vi aspetto domani per un nuovo aggiornamento, in attesa di poter conoscere qualche dettaglio in più direttamente dalla voce di quello che sarà il team leader italiano :-)

Questo articolo nasce da un progetto in collaborazione con Ford Italia.Puoi seguire tutti gli sviluppi attraverso il tag #ThinkInProgress.

Di cosa si parla, in breve:
25 ragazzi, un unico sogno: l'entusiasmo e le idee che saliranno a bordo dello StartupBus in partenza da Bologna dovranno arrivare fino a Colonia (Germania). Lungo il percorso dovranno affrontare tutte le sfide verso la realizzazione, dimostrare il proprio valore e tentare il grande passo per diventare impresa. Segui lo StartupBus: ogni giorno una sfida, alla ricerca di talenti e idee per regalare loro un’opportunità.

Piccino, tanto piccino, potente rispetto alle dimensioni e alle previsioni. Sapete quanto mi piaccia l’argomento e quanto ci tenga ad avere il giocattolo di turno per poter fruire la mia musica ovunque io sia, qualcosa che vada oltre gli auricolari in-ear. Sony mi ha fatto un piccolo regalo giusto in tempo per le ferie, e io l’ho portato con me proprio per poterlo utilizzare, provare, conoscere al meglio. Si tratta del Sony SRS-X11, uno speaker wireless parecchio portatile che -come tutti ormai- sfrutta la tecnologia bluetooth ma anche AUX per amplificare e trasmettere ciò che riceve da una qualsiasi sorgente audio.

SONY SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth

Il peso è il dettaglio forse più importante insieme alla qualità dell’audio e del design. Portare con sé questo cubo equivarrà all’aggiungere 215 grammi al bagaglio personale, nulla che non sia comparabile ad un tablet che magari siamo già abituati a trascinarci dietro. Coadiuvato da un pratico laccetto in silicone potrete facilmente trasportare Sony SRS-X11 ovunque vogliate, diventerà presto anti-estetico se deciderete di lasciarlo su una scrivania o accanto al vostro PC o smartphone ;-)

La cassa contenuta all’interno del dispositivo eroga 10 W di potenza (nominale, non RMS) promettendo anche una buona qualità dei bassi grazie al sistema “Dual Passive Radiator“, all’orecchio la sensazione è piacevole e inizia ad infastidire quando si alza di molto il volume tra sorgente e pulsantiera della cassa. Può succedere solo ed esclusivamente se la sorgente invia tracce a bassa qualità, diversamente il problema non si nota affatto, partendo poi dal presupposto che il piccolo giocattolo Sony utilizza il suo codec LDAC per migliorare già la qualità della sorgente (quindi vuol dire che state partendo da qualcosa di ridotto molto male). In ogni caso tutte le specifiche per i più curiosi sono disponibili nella pagina prodotto sul sito web ufficiale.

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 1

Come quasi tutti i prodotti di questo tipo, c’è la possibilità di connettersi rapidamente tramite NFC, largo quindi ai dispositivi che lo hanno a bordo per saltare il classico pairing (che si ottiene tenendo premuto il tasto dell’accensione/spegnimento dell’oggetto) ma non solo, Sony prevede l’eventualità di un collegamento ad una seconda cassa tramite un ponte tra le due unità. Non che io abbia il gemello del mio Sony SRS-X11, ma c’è un pulsante “Add” (sulla parte posteriore del prodotto) che potete facilmente intuire a cosa serva. Questo vi permetterà di amplificare ulteriormente il suono e “seminare i cubi per casa” (basta lasciarli comunque a portata di segnale, ovviamente).

Grazie poi ad un microfono integrato potrete utilizzare Sony SRS-X11 come vivavoce per lo smartphone (o tablet, ovviamente). Il tutto per una durata massima della batteria stimata in 12 ore (sulla carta). Un’autonomia di tutto rispetto che però andrà a variare in base al volume mantenuto e alla qualità del segnale bluetooth in ingresso (quest’ultima parte decade se il collegamento viene effettuato in AUX, chiaramente). Per poterlo ricaricare vi basterà collegare un cavo microUSB (incluso nella confezione) a muro (con il più classico degli ormai comuni caricabatterie per smartphone, tablet e chissà quant’altra roba ancora), dal mio test è risultato che in meno di due ore è pronto per poter essere utilizzato al pieno delle sue potenzialità.

Il prodotto vale il suo costo?

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 2Il prezzo di listino di Sony SRS-X11 è di 85€, affatto trascurabile considerando l’offerta disponibile sul mercato e le dimensioni che spesso non contano quando si vuole portare in mobilità (e per lungo tempo sprovvisti di corrente elettrica) la propria musica offrendola anche agli altrui timpani. Se invece il prezzo non è per voi un problema considerando dimensioni, peso e ingegnerizzazione di questo piccolo gioiellino, potrebbe essere ciò che fa al caso vostro.

Su Amazon lo si trova a circa 30 euro in meno, se volete approfittarne (con offerta Prime, tra l’altro), probabilmente quelli più dubbiosi sul fattore costi potrebbero trovare allettante la scappatoia (in questo caso Sony SRS-X11 diventa decisamente competitiva rispetto ad altri prodotti nella stessa fascia).

A me è piaciuto, ad essere onesto lo trovo davvero molto bello ed è in grado di portare a termine in maniera soddisfacente il mestiere per il quale è stato concepito. Nulla di inarrivabile ma certamente al top rispetto a tanti altri che mettono sul mercato oggetti che durano (come si suol dire) da Natale a Santo Stefano (valgono il prezzo che li si paga, ovviamente) e vengono acquistati più facilmente da una massa che non si rende conto di spendere cifre alte comprando più volte lo stesso tipo di prodotto.

Prima di chiudere vi lascio un rapido riferimento alla guida d’utilizzo nel caso in cui ne abbiate bisogno, disponibile in italiano all’indirizzo helpguide.sony.net/speaker/srs-x11/v1/it.

Enjoy!

Era il 20 ottobre dello scorso anno quando vi parlavo per la prima volta di un prodotto firmato Creative dedicato agli amanti della buona musica in mobilità senza alcuna rinuncia per la qualità della resa e di quei bassi che altri possono solo sognarsi ancora oggi (nello stesso range di dimensioni, peso, target, ecc.). Sound Blaster Roar arriva alla sua seconda versione, che va a migliorare ulteriormente i risultati raggiunti con quanto realizzato nel 2014, introducendo inoltre un nuovo design, misure più ridotte e alcune nuove funzioni che torneranno comode a tanti utilizzatori.

Sound Blaster Roar 2

Sound Blaster Roar 2 prende il posto di quello che diventa così il fratello più anziano, che cala inoltre di prezzo (secondo listino ufficiale Creative) passando a 129,99€ (Sound Blaster Roar 2 trova spazio sugli scaffali ad un prezzo di 179,99€). Chiariamo subito: entrambi i prodotti sono assolutamente validi e non deludono le aspettative quando messi alla prova, è un’evoluzione di qualcosa già ben funzionante e nessuno si meraviglierebbe se sceglieste la prima versione di Roar, ammesso che non abbiate necessità di nessuna delle caratteristiche del suo restyling.

In breve

Sound Blaster Roar 2 1

Sound Blaster Roar 2 è più compatta (gli attuali 51.0 x 188.0 x 109.0 mm contro i precedenti 57.0 x 202.0 x 115.0 mm) e pesa (poco) meno, il tutto è immediatamente riscontrabile già dal package (che è più comodo da aprire rispetto al precedente) e dal fatto che il primo Roar possa fare da piattaforma al secondo. I suoi pulsanti sono decisamente più in rilievo rispetto a quelli scelti precedentemente e un po’ dispiace, tolgono quel sapore minimalista ed estremamente elegante, quasi inesistente esteticamente ma ben presente al tatto.

Cambia anche il posizionamento: se Sound Blaster Roar poteva essere lasciato anche in verticale su un lato (uno dei due corrispondenti ai bassi), Sound Blaster Roar 2 può al massimo essere messo in verticale lasciando la facciata (con il logo Creative in mezzo, non più a griglia come la precedente) come fosse la base, permettendovi così di accedere ai suoi pulsanti (sul retro, quando posta orizzontalmente) in alto, più facilmente accessibili. A proposito: il pulsante “Roar” che amplifica -e di molto- i bassi ora si trova nel retro, insieme agli altri riguardanti la registrazione audio e gli ulteriori attacchi disponibili.

Una cosa però non è -fortunatamente- cambiata: la qualità dell’audio. Nonostante le dimensioni più contenute, anche Sound Blaster Roar 2 saprà catturare l’attenzione e dare giustizia alla vostra playlist. A questo aggiungiamo la causa del nuovo posizionamento possibile della cassa: i due loghi laterali Creative sono mobili, membrane che rispondono ad ogni colpo di basso, Creative lo definisce più “sexy“, io lo definirei “maledettamente tamarro“, e a me piace tanto così. I codec aptX® e AAC ad alta definizione svolgono magnificamente il loro lavoro.

Il collegamento USB come risorsa audio esterna è ancora disponibile, sarà quindi possibile collegare Sound Blaster Roar 2 (così come il primo Sound Blaster Roar) al Mac o al PC Windows tramite la sua porta microUSB (e un qualsiasi cavo, lo trovate anche in dotazione nella scatola, ndr), ma anche alla PlayStation 4 che evidentemente riconosce in maniera nativa questo device come possibile destinazione audio-out (anche se non ho potuto provare, magari lo farò la prossima volta a casa di amici). In alternativa potrete sempre collegare un dispositivo NFC o in Bluetooth, sarà possibile averne sempre due connessi grazie al Creative Multipoint. Aux-in e lettore di scheda microSD ancora una volta confermati e presenti all’appello, sempre sul retro, così come la possibilità di caricare la batteria di uno smartphone (o qualsiasi altro dispositivo) tramite la porta USB DC-OUT che fa fronte alle richieste con 6000mAh.

Sound Blaster Roar 2 2

Sound Blaster Creative Roar 2 può funzionare fino a 8 ore continuative in riproduzione (dipende moltissimo dal volume che si tiene e dall’ingresso in gioco della modalità Roar) e può essere facilmente caricato tramite la porta microUSB o più rapidamente tramite l’alimentatore 15V incluso nella scatola.

In conclusione? Una conferma di quanto ci si potesse aspettare, fortunatamente. Il prodotto è assolutamente valido, mantiene la bellezza sviluppata e premiata durante il Red Dot dello scorso anno e l’alta tecnologia nata dall’esperienza che Creative può vantare nel reparto audio da anni, ciò che rende l’azienda malese una grande protagonista.

L’ultima volta che vi ho parlato di EaseUS è stato in occasione del recupero spazio di una partizione sulle macchine Lenovo che stiamo utilizzando in ufficio, grazie al loro prodotto Partition Master. Della bontà dei prodotti EaseUS ve ne ho già parlato, si parte sempre con qualcosa di free ed utilizzabile a fini non commerciali, per passare poi alle versioni casalinghe e quelle professionali sotto licenza. Oggi è il turno di Todo Backup, in versione Home (singola licenza), un prodotto specificatamente dedicato alla sicurezza dei vostri dati.

EaseUS Todo Backup Home: mettete al sicuro i vostri dati

Partiamo da un presupposto ormai di base: siamo circondati da servizi e relative applicazioni che ci permettono di salvare i dati in cloud. Alcuni di questi servizi offrono anche la possibilità di realizzare e conservare backup completi di sistema presso datacenter costantemente monitorati e manutenzionati. Aziende che fanno dello storage professionale e della conservazione dati il loro core business, quindi chi fa un backup del proprio sistema su un disco locale è sempre più “perla rara“, decidere di utilizzare e parlare di questo prodotto nasce proprio dalla necessità di avere un backup dati (un’intera configurazione di sistema) su un disco esterno molto più accessibile (soprattutto per rapidità) nel caso in cui capiti qualcosa ad una delle mie macchine casalinghe.

EaseUS Todo Backup Home svolge esattamente questo lavoro: una volta installato vi permetterà di effettuare in maniera semplice e intuitiva un backup di file o dell’intero sistema che lo sta ospitando in quel momento, concedendovi inoltre la possibilità di creare supporti auto-avvianti (CD / DVD / USB / ISO caricabile su chiave USB multi-sistema come già fatto e descritto in passato) per lanciare il software ancora prima che Windows si avvii, per creare un ghost del disco intero, ripristinabile così sullo stesso disco o su un sostitutivo (utile per passaggi da disco meccanico a SSD, tanto per fare un esempio che oggi va per la maggiore, o magari per passare ad un diverso taglio per nuove esigenze).

Le funzioni principali del programma prevedono -come già detto- la possibilità di creare un backup di file da una o più cartelle del disco (una cosa semplice, che magari può aiutarvi a copiare ciò che vi interessa trasportando poi il tutto in un singolo file, pur costringendovi così ad avere lo stesso programma anche sul PC di destinazione, ndr) o quello di sistema che va a mettere al sicuro l’installazione del vostro Windows (pensateci: nessun programma da riconfigurare ma portate via con voi potenzialmente molti file inutili o chiavi di registro orfane). A queste però si aggiungono le funzioni di backup posta (ammesso che abbiate Outlook installato sul vostro sistema, altri programmi sembrano non essere contemplati da EaseUS Todo Backup Home, non per ora almeno) o quelle di clonazione disco (perfetto per passare da disco meccanico a SSD oppure dal vostro attuale ad uno più capiente, a prescindere dalla tecnologia) senza la necessità di dover conoscere alcun dettaglio sulle partizioni attualmente esistenti e con l’ulteriore possibilità di ottimizzare la copia dati proprio per passare a SSD nella migliore condizione possibile.

Ogni backup può essere schedulato (salvo le clonazioni complete disco a sistema spento, ovviamente) e sarete voi a decidere se farlo completo, differenziale (solo ciò che cambia da una schedulazione all’altra) o incrementale (come la differenziale con lo svantaggio della necessità che tutte le immagini incrementali siano al loro posto, in caso contrario il backup più recente non servirà a nulla).

Di Todo Backup ne esiste anche una versione gratuita che, rispetto alla Home a licenza, non permette di escludere file dal backup o mettere al sicuro le mail e le impostazioni di Outlook, creare il backup su spazio FTP, notifiche mail in base alle schedulazioni oltre ovviamente a non poter chiedere supporto in maniera ufficiale allo staff di EaseUS. La velocità del trasferimento dati tra le varie versioni di programma cambia secondo quanto detto dalla società, in tutta onestà però questo è un dettaglio che non ho riscontrato dalla Free alla Home.

Il difetto più grande di EaseUS Todo Backup Home è forse la sola compatibilità con sistemi Windows, quando in realtà sul mercato esistono e sono sempre più utilizzati (anche a livello casalingo) OS X e Linux (Ubuntu, ad esempio).