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Benvenuto Windows Phone 8!

Era il 4 di novembre del 2010, avevo appena ricevuto da Microsoft un LG Optimus 7 con Windows Phone 7 a bordo ed ero estremamente soddisfatto di come la big di Redmond fosse riuscita a portare su un dispositivo mobile l’esperienza d’utilizzo semplice, precisa e stabile di Windows 7. L’articolo che riepilogava i miei test e le mie impressioni è uscito circa un mese dopo, il 16 dicembre per l’esattezza: “Banco prova: LG E900, il Windows Phone 7“.

Sono passati quasi 2 anni da quel giorno e Microsoft ha portato alle luci della ribalta meno di 24 ore fa Windows Phone 8, naturale erede del fratello minore, la maturità dopo i primi passi e la crescita, com’è stata definita durante la presentazione stessa.

Dopo una prima parte fatta dal classico collegamento streaming verso gli USA per vedere il lancio in contemporanea dall’altro lato del mondo e dalle statistiche che hanno permesso di capire l’andamento del mercato Smartphone con un occhio di riguardo al sistema Microsoft (che va a piazzarsi al terzo posto per vendite di terminali: twitter.com/Gioxx/status/262972048882667520) si è passati alla prova reale, quella che ha messo in luce le buone (e per alcuni versi innovative) caratteristiche di un sistema “costruito intorno alla persona e non alle applicazioni“. Si perché il minimo comune denominatore dell’intera serata è stato proprio questo, la personalizzazione.

Ecco, prima di parlare delle piccole e grandi novità del sistema 8 vorrei ribadire un concetto ed un personale giudizio: la navigazione ad icone “è una figata“, concedetemi il francesismo e la “licenza poetica“. E’ ciò che più ho apprezzato su Windows Phone 7 sin dagli albori ed è ciò che in Windows Phone 8 è stato ulteriormente migliorato dando la possibilità di ridimensionare le icone così da sfruttare completamente l’area dedicata alla schermata “home” del proprio terminale.

Ma ora torniamo alle novità presentate. Sono diverse, più o meno interessanti, molto dipende dall’utilizzo del terminale e dalle nostre abitudini, proprio come sottolineato più e più volte sul palco:

Desktop, Foto & Video

Oltre alla possibilità di scegliere uno sfondo sempre nuovo al giorno grazie al ricambio già previsto da Bing, le applicazioni di terze parti potranno interagire con la schermata di blocco di Windows Phone 8 così da mettere a vostra disposizione informazioni, notifiche, o qualsiasi altro dato utile ad avere una visione di insieme di ciò che ci serve senza la necessità di sbloccare il terminale, un po’ come le notifiche di iOS in blocco schermo.

Un ulteriore sforzo è stato fatto sul reparto fotografico, grazie alla possibilità di utilizzare la fotocamera in qualsiasi momento semplicemente tenendo premuto il tasto di scatto, introducendo inoltre una serie di filtri e operazioni rapide che possono migliorare lo scatto senza la necessità di andare a ripescare la fotografia in un secondo momento per le classiche operazioni di “post-produzione“.

Apriti sesamo!

No, non c’entra nulla ma è grosso modo quello che potreste chiedere al vostro Windows Phone 8 sperando che vi apra le porte desiderate. Si chiama “Tell Me” ed è la stessa tecnologia che ha tradito le aspettative dello scorso anno (in occasione della presentazione di Mango, sempre in un evento ufficiale Microsoft) quando non è riuscito a portare a termine la ricerca. Quest’anno è andata bene ed il telefono utilizzato non solo ha correttamente interpretato le parole pronunciate, ma ha anche ricercato su internet il testo desiderato!

Così come Siri anche Tell Me ha necessità di una copertura dati nel caso in cui si voglia fare dettatura di testi per e-mail e SMS o si voglia cercare qualcosa sul web, contrariamente alla “navigazione in rubrica” che funzionerà anche offline, così come funziona per gli altri dispositivi e sistemi operativi mobili.

Il piccolo è diventato grande

3 novità che mi hanno positivamente colpito pensando al Windows Phone come sistema giovane, dedicato -appunto- ad un popolo giovane: Club, auto-completamento intelligente e Angolo dei bambini.

Il club (così definito in italiano, Room per la versione inglese) è un raggruppamento di contatti verso e con i quali sarà possibile condividere informazioni di ogni tipo: calendari, note, messaggi di testo, fotografie e quant’altro ancora. Quasi come vedere un Whatsapp integrato nel sistema con possibilità quindi di differenziare i gruppi di lavoro o di vita privata e metterli al centro del nostro mondo, riservando solo a loro informazioni differenti a seconda del contesto:

Windows Phone 8 introduce inoltre un auto-completamento intelligente di digitazione testo in base alle parole più utilizzate o alle frasi che meglio si costruiscono durante la composizione di un messaggio rapido o di una mail. La possibilità concreta attraverso qualche clic di mettere insieme frasi che diversamente scriveremmo in molto più tempo. Una fusione tra un T9 avanzato e un suggerimento termini di iOS (possibilmente non ultima versione … sigh.) molto comodo per chi è abituato a non staccare mai le mani dal proprio telefono:

Ed infine l’Angolo dei Bambini. Un’idea indubbiamente valida che ha stupito molti e che potrebbe fare scuola. Sono abituato ad avere a che fare con dispositivi dati in mano ai più piccoli che tipicamente li riempiono di giochi e applicazioni spazzatura. Windows Phone 8 propone una personalizzazione tutta loro che permetterà di giocare e navigare con il telefono senza però dare accesso alle funzioni un po’ più avanzate (posta elettronica compresa) così da evitare qualsiasi tipo di danno non voluto:

A questo aggiungete le diverse conferme gradite: integrazione con il mondo Xbox, Office (stavolta in versione completa, con la possibilità di modificare in mobilità i documenti) e tutta la buona volontà di sfondare anche nel mondo Business, terreno affatto facile per chiunque.

In conclusione

SDK alla mano signori, Windows Phone 8 ha bisogno di tutti voi per popolare il Marketplace ed incrementare di molto il numero attuale (120.000+) di applicazioni disponibili:

La mia speranza è che questo “terzo incomodo” del mercato possa ritagliarsi un giusto spazio per qualità e semplicità di utilizzo, integrazione con il proprio mondo e la propria vita quotidiana e collaborazione massima dai propri OEM, elementi assolutamente necessari se si vuole provare a mettere in mano un Windows Phone a chi già ha scelto la sua strada fatta in maggior percentuale da Android o iOS.

In bocca al lupo Microsoft, la base c’è tutta ed è di qualità, ora non resta che capire la reazione del mercato ;-)

p.s. Come la mettiamo con questa cosa qui? :-D

Hands On: Philips CitiScape “DOWNTOWN”

Da quando ho deciso di buttarmi a capofitto nei test su strada delle cuffie ho trovato un buon riscontro da parte delle aziende (che ringrazio, ndr). Oggi tocca quindi a Philips, fresca di ingresso tra le fila dei prodotti provati e valutati. In occasione delle ferie estive (si, me la sono presa comoda) ho avuto modo di provare a fondo le CitiScape “DOWNTOWN, modello particolarmente curato nell’estetica e dal sound di buona qualità.

Il metro di valutazione è sempre lo stesso identico per me. Quello che più conta è la comodità nell’indossarle, la qualità del suono, la robustezza anche nel caso in cui la persona non abbia l’accortezza di riporle “delicatamente” in una custodia, la praticità nel tirarsi dietro un oggetto tutto sommato non piccolo. Le scene più belle che vedo solitamente in palestra hanno come protagonista una cuffia molto grande e un iPod Nano (non di ultima generazione), in perfetto stile “il gigante e la formica“! Ultimo, non certo per importanza, è il prezzo, da non sottovalutare mai per nessun acquisto.

Comodità: 6 1/2

Problema che condividono tutti questi tipi di cuffie: chi porta gli occhiali parte nettamente svantaggiato, le aste laterali alle quali sono attaccati i padiglioni stringono molto soprattutto nei primi tempi. L’asta dell’occhiale (da entrambi i lati, ovviamente) va a fare forte pressione dietro l’orecchio, a lungo andare fa male, posso assicurarvelo. I padiglioni in se invece sono molto comodi, coprono bene l’orecchio e il tessuto utilizzato garantisce un appoggio soffice.

Qualità: 7

Suono pulito, ben definito, pieno, buoni anche i bassi. La qualità è quella di una cuffia che esegue sapientemente il suo mestiere così per come è stata progettata e messa sul mercato. Niente di esagerato sia chiaro, ma è comunque un accettabile compromesso tra qualità e prezzo che non fa mai male, soprattutto quando si vuole scegliere qualcosa di decente senza mai perdere d’occhio la tasca. Anche l’isolamento è molto buono, tutto il rumore di fondo e gli schiamazzi del traffico (o le frenate della metropolitana) vengono molto affievoliti se non del tutto eliminati (nel limite del miracolo eh!).

Robustezza: 6 1/2

Il materiale utilizzato è comune a tutte le altre cuffie e la robustezza è quella che chiunque si aspetta quando si sceglie una cuffia di buona marca. Di certo non riuscirete a romperle per sbaglio ma non potrete neanche sottoporle a un continuo stress. Sarebbe il caso di riporle in una custodia loro, in borsa, nello zaino, basta non dimenticarle sotto un cumulo di libri, di certo non sono comodi quanto gli auricolari che potete dimenticare nella tasca del jeans, forse la più grande pecca…

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Praticità: 7

… appunto, proprio ciò di cui parlavo. Dimenticate gli auricolari, dimenticate le cuffie che possono essere in qualche modo raccolte o parzialmente chiuse, le DownTown sono cuffie tutte d’un pezzo. Un cavo che difficilmente riuscirete ad annodare, microfono e controllo del volume, questi sono invece i 3 punti di forza di un prodotto adatto a chiunque, completamento di una coppia che ha al suo interno un iPhone o un qualsivoglia telefono basato su Android. Posso assicurarvi che avere il microfono a portata di bocca senza necessità di togliere il jack o i padiglioni dalle orecchie è una cosa ottima.

Prezzo: 6

Quanto pensate di voler spendere per delle cuffie del genere? Vi ho parlato di altri modelli con dei pro e dei contro anch’essi e con dei prezzi quasi sempre accessibili anche per le tasche meno dotate. Questo modello di Philips vi costerà circa 70€ (70,99 secondo listino consigliato al dettaglio dall’azienda stessa) mantenendo le promesse fatte sin dall’inizio. Niente di irraggiungibile, tutto di atteso e rispettato. Occhio a quello che può piacervi e ciò che meno potrebbe interessarvi, sappiate che il fantastico tessuto color crema che avvolge le cuffie si sporca solo guardandolo dritto nelle cuciture. Certo è che farete in ogni caso una porca figura attirando l’attenzione altrui su un oggetto di design pensato per la quotidianità da grande città.

Grazie quindi a Philips per questa possibilità e “scusate il ritardo” !

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Hands on: Technogym myWellness Key

L’articolo è stato pubblicato un paio di giorni fa su Wired.it all’indirizzo gadget.wired.it/news/outdoor/2012/08/02/technogym-mywellness-key.html. Quello che vedete qui di seguito è il pezzo originale senza modifica alcuna, buona lettura! :-)

Portachiavi, cercapersone, chiave USB, l’hanno identificata in ogni modo possibile e quelli appena citati sono solo quelli più utilizzati (cercapersone soprattutto, con tanto di “antico” ben scolpito sulla mia testa!), in realtà si tratta dell’ennesimo “geek tool” attraverso il quale una nota azienda romagnola si prefigge di sconfiggere le cattive abitudini di chi vive sempre seduto davanti ad un monitor. Si tratta di Technogym myWellness Key!

In test dal mese che ha preceduto l’inizio delle olimpiadi di Londra ad in concomitanza con la mia iscrizione in palestra (si, era decisamente arrivato il momento, ndr), myWellness Key (mWK per comodità) è uno strumento nato da un’idea non certo nuova ma pur sempre valida: tenere sotto controllo i nostri movimenti dandoci un motivo in più per stare attivi e non abbandonarci alla pachidermica vita d’ufficio, un problema che oggigiorno vede protagonisti molti di noi, me per primo.

Piccola, leggera, venduta con un’apposita e robusta custodia che la protegge lasciando comunque visibile il piccolo monitor e grazie alla quale è possibile tenerla sempre attaccata alla cintura (così da monitorare l’attività con il minimo fastidio). Essenziale nell’aspetto, calcola i “Move” (vedi: mywellness.com/wellnessportal/Public/CustomNavigation_WhitePaper/tabid/8428/Default.aspx) attraverso un accelerometro interno e propone la conversione in tempo reale in calorie premendo l’unico pulsante disponibile, lo stesso grazie al quale sarà possibile dare un’occhiata anche al traguardo da raggiungere nel giorno in corso.

La leva posta sopra il pulsante che quasi non si vede non è altro che una slitta per permettere di far uscire l’attacco USB, così sarà possibile connettere mWK al PC e configurarla la prima volta o scaricare i dati in seguito, lo stesso dicasi per ricaricare la batteria interna, i consumi sono davvero ridicoli. Una sola carica (che la prima volta richiederà qualche ora senza interruzioni) basterà a mandarla avanti una settimana intera e forse più, l’esatto opposto dei moderni cellulari ;-)

Sul sistema operativo andrà scaricato ed installato un piccolo client rilasciato dalla stessa Technogym sul sito web ufficiale della chiave, il quale permetterà il riconoscimento di mWK e l’interazione tra l’hardware e il software che traccerà la vostra attività, completamente online e sempre accessibile da qualunque postazione, lo stesso attraverso il quale potrete tenere d’occhio i progressi che vi verranno inoltre recapitati in formato PDF nella vostra casella di posta elettronica con tanto di giudizio sull’operato, un servizio indubbiamente impeccabile che merita un voto positivo per l’impegno!

Il client installato sul sistema sarà anche capace di aggiornare il firmware della chiave nel caso in cui il produttore corregga degli errori o voglia inserire delle novità nel gioco, cosa successa ben due volte da quando ho la mWK:

Riesce a seguirmi ovunque?

La risposta è ovviamente no, non provate ad attaccare mWK al costume da bagno, potrebbe mostrarvi gocce d’acqua al posto dei Move appena usciti dalla piscina. Lo stesso vale per l’allenamento sulla panca o seduti sugli attrezzi che la stessa azienda romagnola mette a disposizione degli avventori delle più moderne palestre in giro per la penisola, eppure sembra averci pensato e colmato la lacuna permettendo una modifica manuale dell’attività della giornata: una volta scaricati i dati (non è necessario farlo ma può convenire) potrete completare il quadro specificando l’attrezzo usato, il tempo, le calorie bruciate o qualsiasi altro dato utile al tracciamento finale del vostro movimento.

Nel caso in cui abbiate a che fare con attrezzi di un altro produttore potrete cercare l’attività generica e compilare i dati richiesti. A conti fatti, qualche minuto perso in più per ottenere un risultato davvero affidabile a fine settimana.

myWellness Key: utilizzo da cintura

Le macchine da cardiofitness dello stesso produttore hanno inoltre un attacco USB che dovrebbe poter scaricare i dati su mWK, a patto che venga riconosciuta. Dico così perché ho provato a farlo su un paio di Excite+ senza successo, magari è necessario un aggiornamento firmware o qualcosa di simile a patto che venga richiesto dalla proprietà della palestra, davvero un peccato non poter sfruttare appieno la vecchia (ma sempre tanto comoda) funzione del “plug&play“.

Andiamo al sodo

Penso di avervi descritto in modo sufficientemente completo quello che potreste ritrovarvi a valutare per voi stessi o per la vostra azienda. Mi conoscete, preferisco sempre andare al sodo e descrivere bene anche i punti deboli di un prodotto, soprattutto quando ci sono di mezzo degli investimenti, piccoli o grandi che siano.

Ho qualche dubbio: il rilevamento del movimento sembra talvolta impreciso. L’accelerometro può essere ingannato con movimenti che non equivalgono ad un passo, quindi non si tratta di un vero e proprio consumo utile al traguardo giornaliero, viene fatto molto affidamento “all’onestà” di chi indossa mWK, nulla che possa realmente misurare con un trascurabile errore quello che è il reale sforzo giornaliero portato a termine, senza contare che viene fatto riferimento ad un algoritmo studiato dalla stessa Technogym senza dettagliare a sufficienza di cosa si tratta, sarebbe bello poter approfondire questo aspetto.

La diffusione è tutto: se non posso attaccare la chiave agli strumenti del produttore vengo a perdere la comodità di un semplice gesto fatto in modo del tutto automatico. Se posso scaricare i dati di camminata, corsa o pedalata in strada voglio poterlo fare con precisione anche sulle macchine in palestra, a prescindere che queste siano tenute aggiornate dal proprietario o meno, così come l’ipotetica possibilità di essere riconosciuto e seguito con il goal giornaliero / settimanale a video. Se posso già guardare la TV satellitare mentre pedalo penso che questa possa essere una feature facilmente realizzabile e potenzialmente graditissima dai possessori del giocattolo!

In conclusione

Buona l’idea, sufficiente la prima realizzazione fisica dello strumento di misurazione, valida l’interfaccia web che permette di tenere d’occhio i traguardi o completare il proprio profilo e le attività quotidiane non tracciabili dalla chiave. Se dovessi valutare l’oggetto come un primo passo verso qualcosa di più preciso e completo ne penserei bene. Quello che mi auguro e chiedo all’azienda è di non abbandonare mWK e mettere in cantiere una nuova versione che possa catturare meglio l’attenzione oltre che l’attività fisica della persona, magari con l’aiuto di feature suggerite dagli early-adopter e qualche buona idea dello staff che ha lavorato all’attuale chiave.

A voi va il mio personale in bocca al lupo e ringraziamento per avermi coinvolto nell’operazione di “lancio“.

Prima di chiudere voglio dedicare un piccolo spazio a questo tweet dedicato alle olimpiadi, è geniale, polemiche a parte ;-)

Buone olimpiadi a tutti!

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Sky On Demand: la videoteca che riduce a zero la fatica

Si, Sky è quella nota azienda che tutti conosciamo e che in questo periodo ha deciso di correre come mai fatto prima in vita sua. E’ la stessa azienda che arriva forse un pelo più tardi su determinate innovazioni ma lo fa portando a termine vittoriosamente la partita a scacchi con i competitor.

Sky On Demand è solo l’ultima delle novità dedicata ai clienti affezionati, il servizio che vi permetterà di portare a casa vostra senza il minimo sforzo un’intera videoteca fatta di serie televisive, grandi film, cartoni animati per i più piccoli e documentari (e tanto altro ancora), il tutto collegando semplicemente un cavo di rete a ciò che già possedete (vi auguro).

Dedicato attualmente a coloro che sono clienti Sky da almeno un anno, l’On Demand è già supportato dal vostro decoder My Sky HD di ultima generazione. Per capire se siete già “abili e arruolati” vi basterà visitare la pagina ufficiale sky.it/offerta-sky/decoder-hd/sky-on-demand.html, selezionare il bottone “Scopri se sei pronto” e percorrere il percorso proposto da Sky per la verifica della fattibilità.

E’ la naturale evoluzione del My Sky HD, il tocco finale che permetterà a chiunque di dimenticarsi di registrare il proprio programma preferito. Sky On Demand (da ora SOD, per comodità) propone infatti i contenuti dei canali Live di Sky già dal primo minuto di messa in onda. Questo vi permetterà di avere in un solo colpo una registrazione del programma, una “differita” di pochi secondi o un canale personalizzato +1 /2 / 3 / ecc., come se ce ne fossero decine pronti a trasmettere lo stesso contenuto a distanza di un numero di ore da voi stabilito, pura comodità per chi vuole sfruttare al massimo il proprio abbonamento pur non riuscendo a rispettare gli orari di messa in onda stabiliti dal network, cosa comune imposta dalla vita frenetica di oggi.

Tutto questo è facilmente accessibile senza alcuna configurazione complessa o infiniti manuali di istruzioni. Il decoder prevede già l’opzione che andrà comunque abilitata tramite sito web e credenziali personali per vederla poi “arrivare a casa vostra” dopo circa 24 ore. Se il decoder è già collegato alla rete di casa vostra non c’è null’altro da fare. La voce On Demand comparirà all’interno del menu interattivo di Sky e sarà già pronta ad offrirvi tutti i suoi contenuti che -per ovvi motivi- rispetteranno quella che è l’offerta sottoscritta. Avrete accesso ai contenuti facenti parte del bouquet pagato, nient’altro, il tutto fino a quando Sky potrà concederlo (in base ai diritti pagati e alle date ‘di scadenza’ stabilite dai relativi proprietari).

La qualità dei contenuti scaricabili è -a dire di Sky- scelta obbligata per poter dare a tutti la possibilità di sfruttare appieno il servizio: SD, Standard Definition. Meglio di un qualsiasi DivX scaricato da un programma di file sharing ma peggio di un contenuto HD. Perché? Semplice per un addetto ai lavori o chi è abituato a tenersi informato: l’attuale disponibilità di banda e la diffusione dell’ADSL sul territorio italiano non permettono altro (sigh.). Chiunque si avvicini a SOD per la prima volta desidera indubbiamente provarlo, goderselo, sfruttarlo il più possibile. Se il tempo impiegato per il download di un contenuto dovesse essere proibitivo e non vi concedesse la visione più o meno immediata si rischierebbe di tirare fuori dalla finestra decoder completo di telecomando e documenti dell’abbonamento :-D

Questo non impedirà in ogni caso all’azienda di proporre il download di contenuti ad alta definizione per tutti coloro che non hanno fretta o che possiedono una connessione molto veloce, in fibra magari, semplicemente attraverso una scelta dalle opzioni del servizio, in un futuro neanche troppo lontano. Prima che me ne dimentichi: il download è di tipo progressivo. Ciò vuol dire che verrà scaricato un contenuto alla volta fino a finire la coda, a meno che non decidiate di mettere in pausa un download per lasciare “lo slot libero” ad un programma messo successivamente in scaletta. Questo consente di fruire del contenuto dopo pochi secondi e continuare lo scaricamento durante la visione stessa, fondamentale per l’attuale funzionamento della piattaforma.

600 e più film, diverse stagioni complete di serie televisive, programmi di approfondimento di tanti generi, sport compreso (calcio in prima linea, per “l’italiano comune” ;-p), numeri destinati a crescere durante l’anno in corso e nei successivi, sempre di più secondo le promesse del broadcaster.

Lontani dal router?

Dopo la proposta di inserire un pulsante per scaricare un’intera stagione senza passarsi tutti gli episodi (moltiplicate i clic sul telecomando), la possibilità di scaricare un contenuto On Demand da una semplice applicazione iOS (come già succede per il proprio decoder HD con disco integrato) o il maggiore taglio del disco interno per superare la soglia dei 300GB nei tempi del terabyte facile, ho parlato di connettività. Non tutti (anzi, tutto il contrario) non scelgono o non possono montare il router vicino la libreria o il carrello dedicato al televisore di sala.

Si è finiti inevitabilmente per parlare di connessione WiFi e adattatori che sul sito di Sky vengono suggeriti senza porre la giusta attenzione al prezzo. Il servizio è gratuito e la connessione via cavo è ciò che vi permette di andare “on-air” immediatamente. Cercare di allacciare il decoder al proprio router senza fili può costare caro se non si ha una precisa idea di ciò che serve:

Che tipo di dispositivi si possono usare per collegare il decoder My Sky HD in modalità Wi-Fi?

Per collegare il My Sky HD alla rete internet di casa in modalità Wi-Fi puoi utilizzare degli adattatori wireless facilmente reperibili in qualsiasi negozio di elettronica di consumo. Se preferisci, puoi acquistare direttamente da Sky la coppia di adattatori Wireless Netgear, una soluzione semplice e garantita: gli adattatori Wireless Netgear sono testati da Sky e ti assicurano la compatibilità con i decoder My Sky HD e un’elevata qualità di visione. Per maggiori informazioni sull’offerta consigliata, vai nella sezione Arricchisci Abbonamento dell’area Fai da te (offerta disponibile per i clienti con decoder My Sky HD compatibile).

da sky.it/abbonarsi/contenuti/popup/faq_ondemand.shtml

Il mio suggerimento è quello di sfruttare la marca “approvata da Sky” ma senza spendere troppi soldi: amazon.it/Netgear-Universal-Adattatore-Internet-Ethernet/dp/B003D0WZKC/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1341908034&sr=8-1. Con una spesa più che oculata è possibile acquistare un solo adattatore e sfruttare l’access point (ammesso che lo abbiate già in casa) senza acquistare null’altro, avere un figlio o un nipote “smanettone” può giocare a vostro favore ;-p

In conclusione

Un bel prodotto che va ad aggiungersi all’altra novità lanciata qualche mese fa (Sky Go) dalle grandi potenzialità non ancora sfruttate. Sono d’accordo sul voler limitarle per partire e raggiungere più clienti possibili, ma voglio augurarmi che questa non sia la scusa per rallentare quelli che sono i lavori di ampliamento dell’offerta o della qualità del servizio. C’è ancora tanto da fare.

Questo è tutto quello che posso dirvi da una prova fatta a metà tra gli uffici di Sky Italia a Milano e una seconda postazione (casa di un amico al quale ho abilitato subito l’offerta), dato che nell’appartamento di Milano non ho ancora sottoscritto alcunché, e non potrei comunque avere accesso alla piattaforma pur abbondandomi oggi! :-)

Hands on: Sony RDP-XA900iP

Con l’evidente voglia di stupire e garantire qualità a chi sceglie di investire i propri risparmi in questo prodotto, Sony sforna il RDP-XA900iP, un set di casse senza fili che supportano tra le altre anche la tecnologia AirPlay di Apple, il migliore metodo per propagare la musica nelle stanze di casa propria pur portando con se il telefono o il tablet, a patto di rimanere sempre sotto copertura di rete WiFi e senza più la necessità e gli evidenti limiti della tecnologia Bluetooth che è comunque pienamente compatibile con lo stesso.

Sono già felice possessore (da anni, ndr) di un sistema audio basato sulla stessa idea: basta CD, peggio ancora musicassette, solo un set di casse che possono ricevere musica in streaming da un apparato compatibile, non necessariamente Apple, è sufficiente un chip Bluetooth ed il gioco è fatto! Chiaro che avere una tecnologia compatibile AirPlay in una casa popolata di device di Cupertino è un plus da non sottovalutare, ed è questo il primo punto di forza che viene all’occhio quando si prova XA900iP.

A seguire? L’eleganza della realizzazione, ‘collega‘ della robustezza e ricerca del dettaglio nella costruzione di questo piccolo gioiello da salotto, forse non facile da posizionare in libreria, ma vale tutta la fatica di trovargli il posto e la distanza da ciò che più gli è vicino, come il televisore, al quale ho collegato un banale cavo AUX che permette di far ponte e mandare l’audio direttamente su questo set senza più utilizzare le casse integrate nella scocca, indubbiamente valide ma nettamente inferiore a potenza e qualità offerte da SONY.

Resta eventualmente disponibile un’ulteriore connessione ottica digitale dedicata ai cultori del suono homemade. Pur essendo palesemente pensato per una connessione WiFi, SONY ha giustamente deciso di rendere disponibile una porta di rete ethernet, nel caso in cui XA9000iP si trovi vicino al router o in prossimità di un attacco di rete a muro pensato per arrivare fino al vostro salotto. In ogni caso, per evitare fatica, vi basterà tirare fuori la dock per iPhone / iPod / iPad, collegare il vostro dispositivo (che con l’occasione ricaricherà anche la sua batteria, ndr) e configurare l’accesso alla rete senza fili tramite l’applicazione che sarete “costretti” a scaricare comodamente dall’AppStore (D-Sappli: itunes.apple.com/it/app/d-sappli/id416030022?mt=8), è l’unico modo che avete per far accedere rapidamente le casse alla vostra rete casalinga.

Libertà di scelta

Ho potuto confrontare volumi, modalità di equalizzazioni (modificabili solo dall’applicazione D-Sappli) e qualità di ricezione riproducendo le diverse possibili connessioni tra la fonte audio e questo set di casse. Tra le prove portate a termine ho voluto anche collegare il mio portatile a XA900iP tramite bluetooth e riprodurre qualche canzone direttamente da Google Music (quindi Firefox), ottenendo davvero dei buoni risultati.

Ciò che mi ha più piacevolmente colpito è la distanza che ho potuto tenere tra il portatile (fermo sulle mie gambe, buttato stile svacco sul letto della camera) e le casse senza accusare il minimo disturbo o interruzione dello streaming, cosa che risulta un pelo più difficile con iPhone o altri cellulari con chip bluetooth anch’essi integrato.

Google Music: Home Page

In ogni caso la libertà di scelta e le molteplici connessioni sfruttabili rendono XA900iP un prodotto indubbiamente versatile e adatto a -quasi- ogni esigenza.

AirPlay migliorabile

Sarò sincero: non so se si tratta di una limitazione presente sul software on-board o di una “imposta” da Apple. Ho volutamente messo in difficoltà la modalità AirPlay per cercare di capire fino a che punto potessi spingerla ad accettare connessioni da diversi dispositivi Apple in rapida sequenza. Ecco, il test è terminato subito dopo essere cominciato.

Scollegando il mio iPhone personale dalla modalità AirPlay (utilizzando quindi lo speaker integrato) ho potuto notare che da un secondo iPhone (quindi un secondo iTunes) tale modalità sparisce completamente dai controlli posti in basso nella schermata, dove solitamente -se rilevati- vengono elencati i dispositivi compatibili e disponibili alla trasmissione dell’audio senza fili, tra i quali il XA900iP.

Solo spegnendo il sistema e riaccendendolo ho potuto veder ricomparire l’icona poco dopo:

Limitazione? Bug? Ho provato inutilmente a cercare un aggiornamento del firmware di prodotto sul sito di SONY, spero in tutta sincerità che qualcuno possa darmi qualche dettaglio in più o semplicemente giustificare questo comportamento come qualcosa di voluto da parte della società di Cupertino, con buona pace di SONY e del lavoro svolto sul XA900iP.

In conclusione

Un bell’oggetto, una qualità che è possibile toccare e sentire, una valida scelta per chi sta ancora valutando l’ipotesi di sostituire il vecchio “Hi-Fi” di casa con qualcosa di più moderno e pensato per i dispositivi attuali, soprattutto quando tutta la famiglia è iPod-dotata (minimo, come nel mio caso). Ciò che fondamentalmente manca per completare il quadro di connessioni “for Apple” è un adattatore che possa consentire di collegare anche il vecchio iPod Shuffle (ne ho due in famiglia di cui uno ancora utilizzato) di prima generazione, ostacolo aggirabile utilizzando un cavo AUX, o magari basta convincere l’adulto genitore a fare un passo falso e passare ad un nuovo Nano! ;-)

Occhio però al prezzo, nota un po’ dolente con la quale voglio chiudere l’articolo (com’è giusto che sia per riportare tutti i sognatori a terra): si parla di 549 euro di listino secondo la scheda ufficiale sul sito del produttore. Facendo una rapida ricerca su internet si riesce anche a trovarlo a 375, con un risparmio di ben 174 euro!

Non resta che ringraziare SONY per avermi fornito il XA900iP protagonista di questo test e lasciare a voi l’area commenti per pareri o esperienze nel caso anche voi foste possessori di questo oggetto.

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)
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