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Accensione, accoppiamento via NFC con un telefono Android già posseduto e passaggio di buona parte delle applicazioni e dei dati salvati, inizia così l’esperienza con Vodafone Smart Prime 6, il nuovo smartphone che Vodafone ha da poco messo in commercio al prezzo di 149,99€, realizzato da Alcatel, e che l’azienda si augura possa essere la scelta di molti che ancora non hanno fatto “il salto” a quella nuova generazione di telefoni che consentono un utilizzo più esteso della rete dati e delle applicazioni in mobilità, svincolando così l’utente dalla solita postazione fissa tipicamente sfruttata in ufficio o in casa, “gli irriducibili“.

Vodafone Smart Prime 6

Design curato, peso più che accettabile, 5 i pollici del monitor HD completamente touch (anche nella parte relativa ai pulsanti standard di Android, che si accendono solo quando necessario), il tutto condito da una batteria da 2500mAh che permette al telefono di arrivare a fine giornata (e anche più) con un utilizzo non smodato delle sue risorse. Taglio molto basso per la memoria disponibile: 8GB, che si riducono a 5 dato che 3 vengono riservati per il sistema. Espandibile tramite microSD (rimuovendo la cover posteriore del telefono che così vi darà accesso anche al vano MicroSIM ma non alla batteria, non almeno senza invalidare la garanzia del prodotto) che permette così di avere un diverso punto di memorizzazione per fotografie, video e applicazioni (non di default, andranno spostate manualmente in seguito all’installazione, ndr).

La scatola chiaramente contiene tutto il necessario per partire e vi proporrà un cavo microUSB, un caricabatterie da muro, auricolari e ovviamente il cartaceo che siamo soliti trovare (condizioni di garanzia, istruzioni di base, ecc.). Questa è la sua scheda tecnica completa nel caso in cui voleste scendere nel dettaglio:

Vodafone Smart Prime 6 1

Punti di forza e debolezze

È  un telefono di fascia medio-bassa accessibile a tutti con un sistema operativo tutto sommato aggiornato (Android Lollipop 5.0.2, la scelta della maggior parte dei produttori che ancora non hanno rilasciato il 5.1 già disponibile su parte dei dispositivi Google), un’interfaccia non troppo modificata che ne consente un utilizzo semplice senza troppi grattacapi (un sincero pianto per chi invece è abituato a qualcosa in più e correrà ad installare Nova Launcher o simili), con un monitor che si comporta bene e che mostra dei colori accettabili, che di certo non brillano ma che nulla fanno mancare all’occhio dell’acquirente, nonostante la luminosità venga gestita da un sensore troppo lento nel regolarla correttamente (si fa prima ad impostarla manualmente e -se necessario- modificarla dal pannello di controllo rapido di Android). Se a questo aggiungete la fotocamera posteriore che nonostante i suoi 8MPixel realizza fotografie ben più che accettabili anche in condizioni di luce scarsa beh, diciamo che non è proprio da tutti in questa fascia (caratteristiche apprezzate anche durante la registrazione di video a 1080p):

Il processore scelto è il Qualcomm MSM8916, in pratica il nuovo SnapDragon 410 a 64 bit che estende le funzionalità del 4G anche ai telefoni di fascia più bassa, una scelta pressoché obbligata per il Vodafone Smart Prime 6. Forse non la migliore perché un processore così prestazionale risulta rallentato su questo hardware, probabilmente a causa di un altro componente (memoria interna?) che fatica a stare al passo. Nonostante tutto funzioni tranquillamente, il sistema risulta lento nella risposta, nell’apertura della schermata ma anche nel banale scorrimento della galleria fotografica salvata sul proprio account Google o in locale.

Buona la ricezione, sia tramite altoparlante integrato che auricolari, leggermente più debole se messo in vivavoce (vi sentiranno bene, voi sentirete poco chi c’è dall’altro lato), buono anche il suo tono parecchio squillante che attrae l’attenzione quando parte la suoneria in arrivo di chiamata. Altra cosa molto gradita e che non avrei sopportato di perdere è il doppio tocco sul monitor per svegliare il telefono dal suo standby, anche se non particolarmente reattivo (fate in tempo a farne 4, di tap).

La RAM, forse uno dei punti di debolezza maggiore. Passare da uno smartphone dotato di 3GB a uno che ne porta soltanto 1 è un duro colpo, devo ammetterlo. Se già la lentezza lamentata qualche riga più su si fa sentire nell’apertura delle applicazioni e durante l’utilizzo standard del telefono, qui si rischia di fare appello a tutta la propria pazienza quando nella fretta si ha necessità di tenere aperto il navigatore e contemporaneamente rispondere ad una telefonata o avviare una ulteriore applicazione. La gestione dei consumi di Lollipop 5.0.2 aiuta ma non troppo (in attesa di 5.1, si spera quanto prima), è fastidioso attendere, lo è ancora di più se si pensa che si è appena passati in una nuova “Casa del 4G Vodafone” per acquistare questo terminale (mi metto nei panni del cliente finale), forse un ulteriore GB avrebbe aiutato, forse una migliore ottimizzazione ed un migliore sfruttamento del processore avrebbero reso Vodafone Smart Prime 6 un “killer-smartphone” nei confronti della concorrenza ma ci si è fermati prima della vittoria, lasciando margine di scelta che sfocia sia nell’ambito Android che in quello Windows Phone.

Fortunatamente nulla da dire sul reparto di ricezione. Il segnale 4G/3G/UMTS/Edge è stabile e non gioca brutti scherzi in fase di chiamata o navigazione (salvo in zone evidentemente non coperte in maniera corretta), così come la gestione delle reti WiFi anch’essa molto stabile anche quando si è un po’ più lontani dall’access point. Il telefono (per chi se lo stesse chiedendo) è sbloccato e non vi impedisce di inserire una SIM di diverso operatore, la configurazione dei parametri di rete verrà ovviamente scaricata subito dopo l’inserimento della scheda (che non richiederà riavvio del telefono come invece succede con Xperia o altri telefoni Android). E questo a ben pensarci è proprio lo scopo di Vodafone stessa: avvicinare sempre più persone ad uno smartphone che possa proiettarli in quella che definiscono la rete 4G più veloce d’Europa (e che crescerà sempre più nei prossimi mesi, considerando i test visti con i miei occhi durante la conferenza stampa, vedi fotografie poco sopra).

In conclusione

È un acquisto da ponderare. Si tratta di un buon terminale che avrebbe potuto fare di più allo stesso prezzo, che si spera possa ricevere un aggiornamento da qui a breve che vada a correggere evidenti errori di ottimizzazione e utilizzo delle risorse e che si, probabilmente è fatto per chi si deve avvicinare per la prima volta ad un mondo che fino ad oggi è stato parzialmente o totalmente sconosciuto. Ci sono alternative, alcune a “cortissimo raggio” dai 150€ (considerando il 149,99 che fa molto Lidl così da non spaventare il possibile cliente) nei due mondi che si rivolgono alla fetta di pubblico maggiore (quella che non è disposta a spendere 1000€ circa per un terminale di fascia alta Apple o Samsung), dipende esclusivamente dalle proprie esigenze e dalla pazienza che si ha a disposizione quando si pretende che lo smartphone risponda in tempi più brevi di quelli dovuti. Nel complessivo non ci si può scostare molto dalla sufficienza.

Aggiornamenti

Qui di seguito, tutti gli aggiornamenti rilasciati dopo la pubblicazione dell’articolo:

Aggiornamento del 11/11/15

Sembra che la causa del brick del sistema (dopo aver lanciato l’aggiornamento OTA) sia dovuta ai root eseguiti tramite KingRoot. A chiunque abbia effettuato un root del telefono con questo software, consiglio di tornare indietro (eliminare il root) prima di effettuare l’aggiornamento rilasciato da Vodafone, così facendo non si incorrerà in possibili danneggiamenti dello smartphone (vi ricordo che il root invalida la garanzia, nda). Sul forum di Androidiani la situazione si è evoluta ed è stato pubblicato il metodo per sbloccare un sistema danneggiato dall’update OTA terminato male): androidiani.com/forum/alcatel-modding/487000-vodafone-smart-prime-6-brick-dopo-aggiornamento-ota-3.html#post7185470. Inutile dire che anche questo tipo di operazione non è in alcun caso supportata dal vendor (e dal sottoscritto!) ;-)

Aggiornamento del 27/10/15

Il tanto desiderato aggiornamento sembra essere finalmente arrivato e risulterà disponibile sul vostro Smart Prime 6. Attenzione però, sembra che in alcuni casi (mio compreso) questo non vada a buon fine. Il risultato? Un brick del sistema che farà andare in loop la schermata di caricamento iniziale. Sul forum di Androidiani c’è un thread che raccoglie poche (per il momento) altre segnalazioni: androidiani.com/forum/alcatel-modding/487000-vodafone-smart-prime-6-brick-dopo-aggiornamento-ota.html. Ho già inviato un messaggio a Vodafone e spero di ricevere una risposta tecnica in merito. Allo stato attuale sembra non esista uno strumento che permetta all’utente finale di ripristinare in autonomia un firmware pulito del sistema (come Samsung Odin, tanto per capirci), incrociamo le dita! (anche perché l’unica alternativa è chiaramente quella di portare in assistenza il terminale).

Aggiornamento del 23/9/15

Vodafone Smart Prime 6: il test 4Sono riuscito a contattare Vodafone per sottoporgli tutte le vostre osservazioni, dubbi e problemi. Vodafone mi ha confermato che verranno tutti risolti nella nuova versione di SW che sarà diffusa entro un paio di settimane e che garantirà anche una maggiore usabilità e velocità dello smartphone, migliorando anche le prestazioni della batteria.

L’unica voce fuori dal coro che non farà parte della nuova release è quella relativa al volume dell’audio. Dai test condotti da Vodafone risulta che Smart Prime 6 è in linea con altri device del mercato, ma è stato comunque deciso di accogliere la critica e migliorare le prestazioni in un successivo aggiornamento, in quest’ultimo caso però la data di uscita resta da confermare.

Aggiornamento del 27/5/15

Vi allego (nel caso voleste darci un’occhiata) i PDF delle presentazioni alle quali ho assistito durante la conferenza stampa: qui quella di Fabrizio Rocchio e qui quella di Gianluca Corti.

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Magari non sarò riuscito ad andare in SMAU per conoscerli, ma questi ragazzi meritano particolare attenzione perché hanno offerto in Italia quella che nella realtà dei fatti è un’aggregazione di tutti i nostri servizi di Car Sharing in una sola piccola grande applicazione: eVeryride, la comodità del poter avere un’auto sempre e ovunque finalmente unita a quella del poter utilizzare un solo software.

eVeryride è giovane ed inesperto, figlio dell’instabilità procurata dai database e / o dalle API di quei servizi ai quali si appoggia (Car2Go, enjoy, Twist, ecc.) ma assolutamente promettente come un campione in fasce che presto crescerà, con la speranza che possa maturare in tempi brevi per tenere vivo l’interesse e l’utilizzo da parte della comunità. Io ho provato l’applicazione, l’ho messa sotto stress, mal sopportata durante i crash (segnalati) e adorata quando ho avuto necessità di capire in pochi secondi a chi avrei affidato le mie abbondanti natiche per essere trasportate a destinazione.

eVeryride è il car sharing 2.0

L’applicazione è gratuita, disponibile ovviamente per le tre piattaforme principali: iOS, Android e Windows Phone. È immediatamente fruibile (una volta effettuati i login ai singoli servizi tramite le impostazioni del programma), in grado di localizzarvi tramite GPS e proporvi attraverso icone ben riconoscibili ciò che vi circonda e che avrete deciso di farvi mostrare (oltre le vetture potrete infatti visualizzare i parcheggi dedicati, le pompe di benzina convenzionate, ecc.), include inoltre le notizie sul mondo del car sharing e quella via d’uscita che fa molto “ultima spiaggia” nel caso in cui non riusciate a trovare alcun mezzo di trasporto “self-service”: la chiamata (o il messaggio) per prenotare un taxi!

Contrariamente a Car2Go che permette effettivamente di sfruttare il proprio servizio tramite API (il login verrà quindi effettuato su una pagina di Car2Go la quale confermerà il collegamento ad eVeryride), Twist ed enjoy richiederanno l’inserimento delle vostre credenziali tramite l’applicazione protagonista di questo articolo, c’è quindi da tirare fuori la fiducia ed utilizzarla perché dubito che da qui a breve ci si adeguerà a quanto già fatto dai tedeschi di Moovel.

eVeryride - tutti i Carsharing
Developer: everyride
Price: Free

Avrete comunque bisogno delle singole applicazioni perché sono quelle che vi permetteranno di aprire gli sportelli dell’automobile e questa è una delle caratteristiche che non avete a disposizione in eVeryride, anche se ovviamente la parte più importante in un software come questo è quello della visualizzazione e prenotazione del mezzo. L’esperienza più negativa l’ho vissuta con Twist, eVeryride è in grado di prenotare un mezzo che prima di quattordici tentativi tra apri-chiudi e anche un paio di imprecazioni non è visibile sulla mappa dell’applicazione del terzo operatore di car-sharing milanese. È indubbiamente un problema di quest’ultimo operatore e del fatto che l’opzione di apertura automobile sia entrata da poco a far parte della loro app ufficiale, un problema che infatti non si presenta con Car2Go ed enjoy. Con il tempo il problema quasi certamente sparirà, non è stato comunque semplice (soprattutto perché Twist necessita di conferma chiusura del mezzo tramite applicazione, cosa abbastanza inutile considerando che termino il noleggio tramite il touch montato nell’abitacolo dell’auto, ma tant’è).

Nel complesso eVeryride è un buon prodotto con ampi margini di miglioramento, può e deve crescere grazie all’utilizzo ed al feedback della sua utenza, correte ad installarlo milanesi, questa è un’ottima arma a nostra disposizione :-)

Nato come adattatore universale per rendere Smart qualsiasi televisore, il Sitecom Universal Wi-Fi Adapter (WLX-2004) è un adattatore WiFi che può essere facilmente adattato ad ogni scenario perché permette di collegare qualunque dispositivo disponga di una porta ethernet alla rete senza fili di casa, compreso quel vecchio PC lontano dal router e senza alcuna scheda wireless installata perché troppo superato.

Sitecom Universal Wi-Fi Adapter (WLX-2004)

Piccolo, piccolissimo, alimentato dalla sua presa microUSB, con l’attacco ethernet subito disponibile dall’altro capo (necessiterà quindi di una porta USB dedicata, a meno di non volerlo collegare ad un alimentatore USB da muro come quello dell’iPhone). Lo si può far collegare alla propria rete WiFi tramite il tasto WPS (anche se personalmente continuo a sconsigliare questa via semplice per una questione di sicurezza, ndr) o semplicemente impostando il PC per prendere un indirizzo IP dinamicamente e collegandolo con un cavo, lui avrà indirizzo 192.168.0.234 e voi potrete accedere all’area amministrativa tramite la coppia username e password “admin / admin”, il consiglio è ovviamente quello di andare a modificare la password (lo username non è modificabile) subito dopo il primo accesso (qui eventualmente trovate il suo manuale completo, in inglese, in formato PDF).

È pensato per i televisori perché tipicamente questi hanno almeno una porta USB libera a disposizione (in alcuni casi però quella porta è fatta per leggere contenuti multimediali salvati all’interno di chiavi o dischi esterni, cercate quindi di utilizzare la porta di management ammesso che questa sia disponibile), è un po’ quel fratello maggiore di ChromeCast ma senza la necessità di un PC o di uno smartphone da utilizzare come ponte verso la rete internet, il tutto ad un prezzo di poco superiore (si parla di circa 50€ da ePrice, lo si trova anche a prezzi minori con una ricerca un pelo più approfondita).

La configurazione del Sitecom Universal Wi-Fi Adapter è semplice, ve lo assicuro, anche utilizzando l’interfaccia amministrativa di Sitecom (tipica e standard per tutti i loro apparati, ndr) ed un procedimento completamente manuale che prevede la scansione delle reti WiFi disponibili nell’area e l’inserimento della password per potersi autenticare, questa rimarrà in chiaro anche entrando in seguito nel pannello di amministrazione del dispositivo. Una connessione cablata per la vecchia Xbox 360 senza chip WiFi nativo? Il ponte per il vostro decoder SKY per poter fruire finalmente del servizio On Demand? Nessun limite imposto, la scelta è vostra. È un modo come un altro per evitare di far passare dei cavi di rete laddove diventa complesso per mancanza di spazio, antiestetico perché si potrebbero vedere “strane ragnatele” tra gli scaffali della libreria o chissà cos’altro.

Se dovessi cercare una pecca, potrebbe essere quella del calore prodotto dal dispositivo: l’ho lasciato acceso qualche ora in una posizione evidentemente scomoda (dietro la console) e vi posso assicurare che il calore prodotto unito a quello della console in funzione poteva tranquillamente essere utilizzato per cuocere un paio di uova strapazzate. Forse un vantaggio se si pensa al costante spreco di risorse (sono ironico, per quelli che non lo avessero proprio capito), non certo salutare per la console che ovviamente così facendo continua a soffrire. È abbastanza normale, inevitabile praticamente, è un dettaglio che dovrete considerare quando valuterete il posizionamento dell’oggetto.

Valido nel suo complesso, soluzione consigliata per spazi ristretti, budget medio-basso, ci sono alternative più ingombranti ma meno costose e con più disponibilità di porte ethernet, tutto dipende dall’investimento che volete sostenere e da cosa dovete collegare (magari nello stesso spazio condiviso).

Aggiornamento del 25/6/15
Allego all’articolo il manuale completo del prodotto che potrebbe tornarvi utile nel caso in cui non trovaste più la scatola del WLX-2004, in PDF, in inglese: cdromland.nl/productpdf/00950949-manual.pdf

Avete scelto di acquistare ancora una volta il vostro nuovo iPhone, si tratta del 6 Plus magari, quello sul quale investire come minimo 839€ secondo il listino Apple (per prendere il più piccolo della famiglia, ndr). Non pensate che sarebbe il caso di proteggerlo a dovere con una buona custodia e magari una pellicola anteriore che possa davvero offrire maggiore protezione senza rinunciare alla qualità del monitor e del touch-screen di Cupertino? Aukey potrebbe avere la risposta che fa per voi, nella gamma prodotti è possibile trovare infatti la pellicola protettiva di vetro temperato che aggiunge quindi una protezione maggiore a quella già offerta dalla fabbrica, andando ad aggiungere meno di 3 millimetri sul monitor dello smartphone e consentendovi di dormire sonni un po’ più tranquilli in caso di caduta (del telefono stesso o di oggetti pesanti su di esso).

Aukey-PellicolaVetro-iPhone6PlusNero_71RhAcp7umL_SL1500

Spedita da Amazon direttamente all’indirizzo desiderato, questa arriverà in una confezione semi rigida che ne proteggerà l’integrità (anche perché si tratta pur sempre di un sottile stato di vetro temperato, non dimenticatelo). Nella stessa confezione troverete una comoda salviettina imbevuta per togliere ogni possibile incrostazione del monitor, l’ormai classico pannetto in microfibra per la pulizia a regola d’arte ed un comodo (dipende dai gusti e dalle esigenze, ndr) adesivo in rilievo che riproduce il vecchio tasto fisico centrale di iPhone 4 (si, ho visto gente usarlo in passato, tutti eliminati da giri e amicizie nell’eventualità! 😁). Esiste anche per iPhone 6 e si tratta di quella che ho personalmente provato, contiene gli stessi accessori in scatola (ovviamente) e l’applicazione è estremamente semplice, più di quanto si possa immaginare e comunque di gran lunga superiore a quella di una normale pellicola morbida, che tipicamente lascia bolle ovunque se non si ha la fortuna di saperla applicare (o se avete pulito male il vetro subito prima).

I bordi della pellicola protettiva di vetro temperato seguono le stesse linee del telefono e curveranno in prossimità del termine della facciata ma si noterà comunque un leggero dislivello al tatto, nulla di preoccupante sia chiaro, semplicemente non potrete non notare la sua presenza. Per evitare di proporre quel dislivello sul solo monitor Aukey ha pensato di riprodurre il nero (o il bianco) della banda inferiore e superiore dello smartphone, tagliando e rimuovendo esclusivamente ciò che c’è in corrispondenza dell’altoparlante, dei sensori di luminosità, della fotocamera frontale e del tasto unico con lettore di impronte di iPhone, esattamente come qualsiasi altra pellicola protettiva che però rimane tipicamente trasparente e non colorata, questo per cercare di dare -evidentemente- una migliore impressione a prima vista, come se il vostro monitor fosse appena uscito dalla fabbrica della Foxconn e lasciato tale e quale.

I giudizi sul prodotto sono altalenanti per la maggior parte dei clienti, eppure posso garantirvi che una buona prima applicazione fatta senza fretta e con un minimo di accorgimenti risulterà positiva al termine del lavoro, non dovrete certo rimuoverla o toccarla in futuro e la pellicola rimarrà lì fino a quando deciderete di sostituirla o toglierla definitivamente (in caso di danneggiamento o normale usura dopo anni di utilizzo).

Garantita da Aukey anche contro tagli o martellate (io non ci provo, magari fatelo voi e fatemi sapere ;-P) credo sia il giusto compromesso per evitare che un investimento così prezioso come oggi è lo smartphone possa essere facilmente danneggiato tempo e ulteriori soldi per la sostituzione di un pezzo, errore banale e stupido che ovviamente è fuori da qualsiasi garanzia perché provocato da voi e non certo da un difetto di fabbrica.

E voi? Che protezione utilizzate per il monitor del vostro smartphone? L’area commenti è come sempre a disposizione (anche per dubbi e commenti sul prodotto, ammesso che l’abbiate acquistato e provato!) :-)

Dopo tanto tempo torno a parlare di Sitecom e dei loro prodotti network, il tutto nasce da un’esigenza vera del sottoscritto che –facendo parte del ristretto gruppo di sfigati non coperti dalla fibra Fastweb a Milano città– ha richiesto un upgrade alla 20 Mbit che fino a qualche tempo fa non era possibile (a causa di problemi con Telecom Italia… passano gli anni, la storia rimane sempre la stessa). Pare che per questioni puramente logistiche, Fastweb non possa spedire a casa il nuovo modem prima che il tecnico Telecom intervenga per mettere a posto la linea. Questo vuol dire che dalla conferma di lavoro terminato all’arrivo del nuovo apparato passano almeno un paio di giorni (nella migliore delle ipotesi, nella peggiore vi diranno che il modem non è mai partito e che voi potrete comprarne uno che vi verrà rimborsato nella successiva bolletta, ndr) lasciando quindi la casa scoperta da connettività.

Ho voluto quindi contattare l’azienda e chiedere loro il Sitecom X3 N300 (WLM-3600) che è possibile configurare per connettersi alla rete Fastweb fino ai 20 Mbit, in attesa che arrivi il modem di Fastweb senza però rimanere senza connettività in casa (quindi senza console, Sky e altro ancora!). Questo articolo nasce per spiegarvi com’è andata :-)

WLM-3600 Sitecom

Cavo RJ-11 dentro, pannello di amministrazione del modem (192.168.0.1 il suo IP una volta tirato fuori dalla scatola e acceso) con la password che trovate sotto all’apparato oppure nel cartellino giallo che contiene le informazioni di sicurezza anche della WiFi, e subito sulla tab “Wizard” per poter configurare (facendo Skip sul riconoscimento automatico della rete) la nazione (Italia, ovviamente) e la rete (Fastweb). Una volta fatto clic su Salva vi basterà attendere qualche secondo prima che il modem prenda tutta quella serie di impostazioni necessarie a funzionare con l’operatore svizzero. È esattamente ciò che riporta la stessa Fastweb in una delle pagine di documentazione ufficiale (qui invece trovate la lista dei modem compatibili con la loro linea, compresi quelli che Fastweb stessa utilizza facendoli rimarchiare).

Schermata 2015-04-16 alle 21.01.20

Ammesso che l’intervento di upgrade (o installazione di prima linea) sia terminato e che vi sia stato confermato a mezzo mail da Fastweb, potrete ora andare alla pagina registrazione.fastweb.it, inserire il vostro codice fiscale e la mail per iniziare a navigare (dopo un minuto al massimo dalla conferma di registrazione conclusa a video, ndr).

Is this the end?

SitecomConfiguration-WLM3600

Prima di dichiararvi vittoriosi vi invito però a ritoccare qualcosa sulla configurazione di base, passerete dopo alla birra e alla partita in streaming. Verificate innanzi tutto che il firmware installato sia l’ultimo disponibile (nell’esempio punto alla pagina del Sitecom WLM-3600, voi fatelo con il vostro modello tramite il sito del produttore), vi metterà al sicuro da eventuali bug che possono essere sfruttati da esterni per penetrare nella vostra rete e nelle vostre risorse. Ricordate inoltre di modificare password di default per l’accesso all’area di amministrazione, così come il nome della WiFi standard e quella ospiti (che non avrà accesso alle risorse interne della rete, puro accesso ad internet e nulla più) e le relative password associate dalla fabbrica.

Aprite il browser e collegatevi ancora una volta al pannello admin, selezionate ora Toolbox e quindi Password. Indicate la vecchia password di fabbrica (quella nel cartellino giallo o posta sotto al modem, appena utilizzata per entrare in questo pannello, ndr) e la nuova scelta, confermandola nel campo subito sotto. Fate clic su Save, il gioco è fatto.

Ora tocca alle due WiFi a vostra disposizione, quella con completo accesso alla rete LAN e ad internet e quella dedicata agli ospiti che potranno solo navigare su internet senza vedere alcuna risorsa della LAN. Andate in 2.4G WiFi e da qui cambiate il nome della rete principale (SSID, in corrispondenza del quale potrete inoltre sfruttare un menu a tendina che vi permetterà dalla stessa schermata di selezionare e modificare il nome anche della rete ospiti). Vi consiglio inoltre di lasciare invariato il canale utilizzato (quindi su Auto Scan), così che sia il modem a cercare quello meno trafficato per inviare il proprio SSID e le comunicazioni con i dispositivi. Dalla tab “Security Settings” potrete invece modificare le password di accesso. Da qui in poi va secondo le proprie necessità: filtro sul MAC Address per l’accesso alla rete, WDS per distribuire il vostro segnale su un massimo di 4 apparati, WPS per permettere di non utilizzare alcuna password e associare nuovi dispositivi semplicemente premendo un pulsante, molto comodo ma spesso anche pericoloso.

Utilizzatori di eMule e altri programmi che comunicano su porte fuori dallo standard? Poco male, come in qualsiasi altro router sarà possibile fare port forwarding tramite la sezione “Virtual Server” disponibile in “Firewall“. Tramite una banale ricerca su Google potrete facilmente configurare quest’area, senza considerare che grazie all’UPnP potrete lasciarlo fare (quando possibile) all’applicativo utilizzato, dovrete solo ricordarvi di andare ad abilitare la funzione da Advanced Settings / UPnP (ricordate però di fare molta attenzione ai software che utilizzate, l’UPnP è tanto comodo quanto pericoloso dato che può ritoccare la configurazione del vostro modem).

Non è tutto oro ciò che è “Cloud Security”

Il Cloud Security è uno dei servizi di punta offerti dall’azienda: sitecom.com/it/sitecom-cloud-security/347. Un abbonamento di un anno viene incluso in tutti i loro prodotti di punta, i rinnovi vengono gestiti direttamente dal sito web dell’azienda. Antivirus, blocco della pubblicità, dei tentativi di phishing e degli exploit. Oltre a questo si rientra nelle allerte contro le botnet (se uno dei propri dispositivi entra a farne parte), nelle funzionalità Do Not Track online a prescindere dal browser utilizzato e nel blocco URL potenzialmente malevoli. Sarete voi a decidere se tenerla abilitata o disabilitata (da Toolbox / Sitecom Cloud Security):

Schermata 2015-04-19 alle 12.41.41

È proprio quest’ultima funzione quella alla quale fare attenzione: possono rientrare siti web assolutamente validi che non hanno nulla a che fare con attacchi alla vostra incolumità (tanto per dire: Fuorigio.co veniva filtrato e ogni connessione verso di lui in HTTP interrotta immediatamente). Ricordate quindi di fare visita alla pagina di personalizzazione del servizio per plasmarlo secondo i vostri interessi.

Questa e altre opzioni per la gestione del proprio modem, delle reti WiFi e la possibilità di conoscere chi è collegato nella nostra rete (e altro ancora) sono disponibili nell’applicazione gratuita “My WiFi” disponibile per Android e iOS:

MyWiFi
Price: Free
MyWiFi
Price: Free

Il prodotto ha soddisfatto le aspettative, la configurazione è stata semplice e tutto ha funzionato correttamente, il tutto ad un prezzo assolutamente accessibile (ci sono modem di fascia superiore anche dello stesso produttore, ma per ciò che gli viene richiesto di fare la serie X3 è ancora più che sufficiente).