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Banco Prova: Atlantis +Cam (A02-Pluscam)

Atlantis +CamParte della famiglia IP Camera di Atlantis, la A02-Pluscam o “+Cam” così come riportato sulla scatola del prodotto (e non solo li) è una “Wireless Network Camera“, una piccola videocamera di sicurezza real-time che vi permetterà di tenere sotto controllo la vostra casa (o il vostro negozio o qualsiasi altra cosa possa essere inquadrata h24) trasmettendo il video al vostro telefono o al vostro tablet attraverso un’applicazione apposita. Lo stesso streaming video potrà essere visualizzato anche da un qualsiasi browser sui normali PC, basterà passare da “un altro lato“, vediamo insieme com’è andata!

Cosa trovo nella scatola?

Ve lo dico io: la videocamera. No, non sto scherzando e non vi sto prendendo in giro. Il punto di forza del prodotto che mi ha immediatamente colpito è l’accessibilità. Tirate fuori dalla scatola la videocamera, collegatela alla corrente elettrica e attendete che si accenda. Da qui in poi la configurazione andrà eseguita via applicazione iPhone (che ho usato nel mio caso), vi basterà seguire le istruzioni e registrare un account gratuito legato al servizio Seedonk (fatelo subito, così vi togliete immediatamente il pensiero):

Seedonk - Registra utente

L’applicazione da scaricare è iSecurity+, disponibile anche per Android. Possiamo ora passare alla procedura di configurazione e utilizzo!

Configurazione

Sulla parte posteriore della videocamera trovate un piccolo interruttore che andrà messo in posizione di Setup (su ON, non potete sbagliarvi), così facendo l’apparato inizierà a trasmettere un segnale WiFi, una rete privata alla quale potrete accedere, servirà solo ed esclusivamente alla configurazione! Cercatela tra quelle disponibili nei paraggi e collegatevi. Non potrete navigare o fare alcuna operazione, potrete solo lanciare l’applicazione iSecurity+ e seguire le istruzioni a video (prima figura qui di seguito), avrete conferma del tutto poiché vedrete un anteprima di ciò che vede il dispositivo (seconda figura):

A questo punto occorrerà connettere la videocamera al web. La +Cam che ho utilizzato è stata connessa alla rete WiFi di casa, possiede anche un attacco RJ45 per il classico cavo di rete nel caso lo abbiate a disposizione nei paraggi del dispositivo. Da una lista di reti rilevate (prima figura qui di seguito) potrete scegliere la vostra ed autenticare l’accesso, quindi attendere che l’operazione di connessione venga portata a termine (seconda figura):

A questo punto avrete una nuova anteprima live di ciò che vede la videocamera, date un nome ed una descrizione a questa “inquadratura” (prima figura qui di seguito) quindi disattivate la modalità di Setup riportando l’interruttore su OFF (seconda figura).

Questo vi farà perdere la connessione verso la WiFi creata dalla videocamera, il telefono si riallaccerà a quella di casa vostra (se correttamente configurato) e voi potrete notare che dopo un riavvio della +Cam questa si connetterà in autonomia alla rete WiFi configurata e inizierà a lavorare tenendo d’occhio ciò che le capita “a tiro“.

Sa-sa-sa, prova!

E’ tempo di provare a dare un’occhiata, proprio come se vi trovaste al posto della vostra nuova videocamera. iSecurity+, una volta avviato, vi chiederà di autenticarvi tramite l’account che avete registrato subito prima su Seedonk. Arriverete così alla schermata di accesso alle vostre videocamere (nel caso ne avete più di una controllata dallo stesso account):

Le funzioni “sociali” dell’applicazione lasciano il tempo che trovano. Difficilmente vorrete condividere immagini di casa vostra con conoscenti o parenti o ancora meno su Facebook. La cosa cambia nel caso in cui vogliate tenere una videocamera puntata fuori dalla finestra per far conoscereil meteo della vostra città in tempo reale o magari in spiaggia per riprendere chi si diverte o passa vicino al vostro locale :-)

Insomma, lo scopo è semplice ed è quello di fare clic sul nome che avete scelto per la vostra videocamera, partirà così il collegamento e vi basterà attendere l’immagine in diretta:

ecco così il risultato:

Nonostante la qualità non sia perfetta (e in ogni caso la fotografia proposta qui sopra è stata scattata durante la sera con luce artificiale, ndr), l’immagine che potete vedere è assolutamente accettabile e vi permetterà di identificare volti, oggetti, situazioni. La stessa videocamera include un microfono ambientale che è in grado di catturare l’audio dalla vostra stanza, vi basterà attivare l’icona “Speaker” direttamente dalla vostra applicazione, dopo pochi secondi potrete quindi vedere e sentire ciò che accade in casa (solo sentire, il microfono installato “a bordo” è ad una sola via, non fa anche da altoparlante).

Sempre dall’applicazione e dalla barra degli strumenti in basso nella schermata potrete scattare una fotografia o registrare un video contenente ciò che vedete in diretta. Il servizio di “monitoraggio” passivo, operato quindi in totale autonomia dalla videocamera, è offerto sempre da Seedonk ma a pagamento attraverso il servizio iSecurity+ Snapshot. Se avete necessità di dare un’occhiata di tanto in tanto non ne avete bisogno, in caso contrario potrebbe avere un senso farci un pensiero e magari un piccolo investimento.

Se vi state chiedendo che qualità ha la visione notturna della videocamera, possibile grazie agli 8 led ad infrarossi da 880 nm posti intorno al sensore centrale, beh, non è affatto male:

Non ho il telefono a portata di mano

Poco male. Una volta registrata e configurata ogni vostra videocamera è visibile anche da un qualsiasi PC connesso a internet con un browser a bordo. Collegatevi a Seedonk con il vostro username e la vostra password (qui: www.seedonk.com/login.html) e accederete così al pannello contenente sulla sinistra le videocamere disponibili e sulla destra il player.

A meno che non abbiate bisogno degli strumenti della videocamera non c’è nessuna necessità di installare il plugin di Seedonk, potrete fare clic sulla voce che permette di utilizzare il player classico e -una volta scelta la videocamera alla quale accedere- attendete qualche secondo prima di visualizzare il video in diretta:

In conclusione

Un bel prodotto senza troppe pretese, ad un prezzo assolutamente accessibile per qualsiasi tasca (si va dai 65 di Amazon ai 90€ circa, dipende ovviamente da dove andrete ad acquistarla).

Piccola, leggera, un’inquadratura sufficientemente ampia per tenere d’occhio buona parte di ciò che la circonda, facile da installare e da utilizzare, pressoché zero il tempo da dedicare alla sua manutenzione o gestione dei problemi, anche perché è possibile che i problemi siano più sulla rete WiFi che su di essa (proprio per il suo essere così semplice e per il compito “poco gravoso” che deve svolgere). E’ chiaro e sufficientemente scontato che per fare vera videosorveglianza 24 ore su 24 365 giorni all’anno serva altro, magari qualcosa in grado di registrare costantemente ciò che accade all’interno dell’ambiente che si intende controllare, soprattutto nel caso in cui non si tratti di casa propria.

Prendendo due o tre di queste videocamere e piazzandole nei giusti punti della propria dimora invece (a meno che non si tratti della reggia di Caserta, ovviamente) può costituire la giusta scelta “low-cost” per non perdere mai di vista ciò che lasciate mentre andate in ufficio o in ferie (che di questi tempi sono un vero lusso, ndr).

Buona visione! ;-)

Hands on: SONY MDR-XB910

Di cuffie ne ho recensite già diverse, trovate facilmente gli articoli in archivio, stavolta ho ricevuto e ho avuto il piacere di tenere sulla testa un modello top di gamma da poco realizzato e messo in vendita da Sony, le MDR-XB910.

No, la foto non è taroccata e si, sono decisamente cool. Nata dall’esperienza di un brand decisamente affidabile quando si parla di qualità dell’audio e di performance, le MDR-XB910 non vi faranno passare inosservati, non fosse proprio per quell’essere esteticamente bellissime e per le generose dimensioni che da un certo periodo a questa parte sono tornate di moda togliendo diversi punti alla praticità che ha sempre invece contraddistinto gli auricolari.

Nulla da eccepire sulla comodità, così come tante sue simili le MDR-XB910 propongono due cuscinetti molto morbidi che copriranno completamente i vostri padiglioni auricolari assicurando un suono pieno, completo, quasi del tutto privo di rumori ambientali (ciò dipende molto dal volume che siete disposti a sopportare), con la solita possibilità di adattarle perfettamente alla propria testa allungando o diminuendo la distanza dall’arco superiore imbottito anch’esso per evitare qualsiasi possibile fastidio dovuto al contatto diretto con il materiale che compone il prodotto.

Il vero punto di forza di queste cuffie è la pulizia e la potenza del suono che sono in grado di catturare e restituire al meglio dalle sorgenti che sceglierete di utilizzare. Ho usato il mio telefono, il portatile, il tablet, il televisore e giusto per non farmi mancare niente uno dei nuovi Walkman di Sony stessa come a volerle accoppiare con un dispositivo “di casa”, mai avuto un problema, una pecca, una sbavatura, nulla che potesse farmi rimpiangere le mie abituali cuffie.

Ah si, come potete vedere dall’immagine qui sopra per avere la possibilità di trasportarle un po’ più facilmente anche Sony ha ben pensato di adottare il sistema per accorciarne le dimensioni. Cuffie così più compatte, pronte da mettere in un sacchetto che vi permetterà di proteggerle ed averle sempre a portata di mano, lo si trova nella confezione originale. Vorrei cercare di riepilogare punti a favore e sfavore che ho trovato in questo periodo di utilizzo:

  • Tutto sommato leggere nonostante le dimensioni: la vostra testa può reggere questo prodotto da 300g circa.
  • Forse non ideali in questo periodo estivo: il caldo prodotto dai cuscinetti sui padiglioni non è da sottovalutare, problema comune a tanti prodotti simili.
  • Qualità del suono, dell’estetica e della comodità che non si discute: in un solo colpo ho procurato due nuovi clienti a Sony semplicemente facendo provare il prodotto, non mi è servito aggiungere quasi nulla se non un mio parere a caldo dato che le ho da un certo periodo.

  • Un prezzo non del tutto accessibile: si parla di circa 200€ di listino nonostante sia molto semplice trovare lo stesso identico prodotto su svariati altri siti web che propongono prezzi un pelo più bassi (anche fino a 50€ di sconto). Si rimane in ogni caso su cifre che possono tagliare via una parte di possibile clientela, la qualità ha il suo costo.
  • La praticità del doppio cavo di collegamento che permette di avere anche il microfono: dedicato a chi possiede un telefono che usa abitualmente anche per tenere al sicuro la propria musica, iPhone o Galaxy in primis. Senza la necessità di togliere le cuffie potrete continuare ad ascoltare la vostra musica alternandola a telefonate ricevute o fatte mantenendo qualità dell’audio anche in chiamata! Vi basterà scegliere il cavo più adatto alle vostre esigenze, quindi attaccarlo alle cuffie e alla sorgente.
  • A tal proposito, interessante la scelta di un cavo piatto per evitare che si attorcigli costantemente: fiducia zero all’inizio, retromarcia in seguito. Raccolto come sono solito fare con gli auricolari questi rimangono effettivamente bloccati, il cavo delle MDR-XB910 no.

In conclusione

Si tratta certamente di un bel prodotto, per certi versi seducente e in ogni caso affidabile come da promesse, non bisogna dare per scontato questo perché spesso accade che un prodotto sia molto bello ma poco funzionale o non all’altezza delle aspettative.

SONY è riuscita a realizzare un ottimo top di gamma che sicuramente non potrà mai sostituire una cuffia professionale da lavoro ma che è perfetto per l’esigenza di chi pretende un audio senza compromessi. A me non resta che ringraziare per la fiducia e godermi ancora qualche giorno in loro compagnia prima del rientro! :-)

Microsoft Surface Pro sul Banco Prova

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Non è passato molto tempo dalla mia personale prova con recensione del Microsoft Surface RT, potete ancora leggerla a questo indirizzo: gioxx.org/2013/04/16/microsoft-surface. Ho avuto modo di continuare il cammino approdando così alla soluzione più brillante e promettente, il Microsoft Surface Pro, prodotto di punta della famiglia Surface.

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Dotato di 128 GB di disco SSD è la versione più capiente (e consigliata rispetto alla 64GB, ndr) attualmente disponibile in commercio, fermo restando che nessuno vi vieterà mai di collegare in USB (di terza generazione, per la cronaca) una chiave o più in generale un’unità di memoria esterna o ancora una microSDXC se aveste ulteriore necessità di spazio d’archiviazione per i vostri dati. Ricordate: nonostante lo spazio a disposizione sia identico -a oggi- a quello dell’iPad di maggiore fascia, sarà sempre più facile riempire il disco di un sistema Windows che uno con iOS a bordo (non fosse per la possibilità di installare e conservare qualsiasi tipo di dato).

Microsoft Surface Pro: specifiche tecniche

Notevoli, per ovvi motivi di target. Stiamo parlando di una macchina con a bordo un processore Intel i5 (con HD Graphics 4000) e 4 GB di RAM, una configurazione pari al mio portatile aziendale e che ancora oggi è maggiore di molte macchine casalinghe o aziendali in circolazione, decisamente più potente rispetto al fratello minore che monta un “semplice” Quad-core NVIDIA Tegra 3 con 2 GB di RAM comunque adatto al suo scopo e al bacino di utenza che sceglie la versione RT. Per ovvi motivi tecnici le dimensioni rispetto alla versione RT sono cresciute raggiungendo inoltre il kilogrammo di peso (circa, si parla infatti di 907g secondo la scheda ufficiale sul sito di Microsoft).

Ciò vuol dire che sarà meno comodo da trasportare, di sicuro non riuscirete a tenerlo in mano per troppo tempo senza risentirne, i vostri polsi chiederanno pietà dopo breve tempo. Eppure Surface Pro è fatto sia per stare in mano che appoggiato alla scrivania grazie alla già comoda e citata aletta posteriore che permette di tenerlo in una posizione molto simile a quella di un portatile con il monitor aperto, inutile dire che per completare il quadro potrete utilizzare la tastiera-cover (ancora una volta sia quella soft che quella con il feedback tattile decisamente più comoda e consigliata).

Altrettanto inutile ma pur sempre doverosa citazione è il fatto che potrete collegare alla macchina tastiera e mouse bluetooth che avete (probabilmente) già acquistato in passato, risparmiando qualche soldino nel caso in cui vi trovaste in ufficio o a casa, rimanendo in ogni caso scoperti una volta fuori. La tastiera virtuale a video è molto comoda ma chiaramente la velocità di scrittura e l’impossibilità di sfruttare appieno il monitor 16:9 Full-HD potrebbe non piacervi.

La cosa più comoda dell’avere la versione Pro del Surface è il non essere più limitato dall’installazione delle applicazioni dallo Store di Windows, è questo il vero punto di forza. L’architettura del dispositivo fa si che possa essere trattato alla stregua di qualsivoglia notebook o postazione Desktop esistente ad oggi. Ideale per chi è abituato a spostarsi di frequente ma non desidera una seconda postazione fissa o un portatile o ancora un un netbook perché troppo pesante o ingombrante. Per ovvi motivi il Pro potrà fare tutto quello che fa già la versione minore RT (scaricare e aggiornare le applicazioni dal Windows Store) e non bloccherà nessun tentativo di installazione di eseguibili di terze parti (che siano stati verificati ovviamente, Microsoft Security Essentials (liberamente scaricabile e installabile da windows.microsoft.com/it-it/windows/products/security-essentials) in accoppiata con Windows Defender continueranno a proteggervi da possibili attacchi di malware. A completare il quadro c’è la tecnologia BitLocker per crittare tutti i dati presenti sul disco.

Una gradita novità: il pennino

E’ una prerogativa del Microsoft Surface Pro e limitata solo a lui per le grandi potenzialità e il monitor con una risoluzione così alta: il nuovo pennino resta attaccato alla piccola presa magnetica dedicata in realtà al caricabatterie. E’ possibile staccarlo e avvicinarlo al monitor per notare immediatamente il puntatore del pennino muoversi con un’ottima precisione, adatto quindi alla selezione di ogni particolare sul display più che all’utilizzo ordinario e quotidiano nella “Modern-UI” (vi sfido ad avere dita più grosse dei nuovi pulsanti grafici di Microsoft!).

Comodo a mano libera, utile nei programmi lanciati nella modalità Desktop il pennino può tranquillamente essere affiancato alle dita della vostra mano sostituendo di fatto il mouse o il touchpad. E’ stato provato da chi lavora ogni giorno con le tavolette grafiche e non ha passato a pieni voti l’esame nonostante il parere sia stato sufficientemente positivo. Io mi sono limitato al test perché non ho avuto alcun problema ad utilizzare le dita in mancanza del mouse, anche per la selezione dei dettagli più piccoli (e no, non ho le manine di fata per chi lo ha pensato, ndr), realizzato probabilmente per i più nostalgici e per chi ha difficoltà a “riempire di ditate” il proprio monitor.

Un dettaglio che sfugge: il caricabatterie

In tutta sincerità non ricordo se è presente all’interno della versione RT ma lo è di sicuro all’interno della Pro. Fate attenzione al caricabatterie: noterete (probabilmente) una porta USB che vi permetterà di collegare un ulteriore accessorio che verrà così caricato in contemporanea con il Surface, molto comodo nel caso in cui abbiate a disposizione una sola presa libera, magari sul comodino, lo stesso sui cui avete abat-jour e radiosveglia già collegate.

E’ chiaro che si tratta di una chiccheria, una piccola stupidata, eppure potrebbe tornarvi maledettamente comoda quando vi troverete in carenza di attacchi corrente, nel mio caso è stata molto utile proprio per l’accoppiata telefono e Surface :-)

Talloni d’Achille: batteria, 3G, gioventù

E’ lo stesso punto debole di tanti altri dispositivi mobili. Inutile girarci attorno: la vittoria viene spesso decretata dal doppio fattore “durata della batteria” e “prezzo” e sfortunatamente anche sul secondo il Surface Pro non brilla particolarmente (ne parlo nelle conclusioni, prossimo e ultimo paragrafo dell’articolo). A pieno regime e lavorando come mi trovassi davanti al mio portatile ho smesso di avere autonomia poco dopo le 4 ore di utilizzo. Tenendo la luminosità del monitor più bassa, lavorando con un segnale WiFi ben stabile (ottima copertura) e con il solo browser (o quasi) sono arrivato a poco meno di 5.

In entrambi i casi non sono molto soddisfatto. Il mio portatile aziendale monta una batteria a 9 celle, agli inizi della sua attività mi permetteva un utilizzo tutto sommato intensivo arrivando a quasi 8 ore di autonomia (luminosità abbastanza moderata), 7 sicure. Ad oggi arrivo in tranquillità alle 6 tenendo una luminosità accettabile (la stessa di allora, ndr), WiFi attivo, un mouse esterno collegato senza cavo, un telefono collegato in bluetooth che permette alla macchina di essere bloccata automaticamente quando mi allontano (poi ve ne parlerò, ndr) e tanto altro ancora, il tutto con una dotazione hardware molto simile al Surface Pro (Intel i5 con 4 GB di RAM). Insomma, non sento la necessità di avere un Surface Pro vicino se ho anche l’iPad a disposizione (e nel suo caso la batteria è decisamente più resistente, chiaramente con funzioni e hardware più limitato rispetto al tablet di Microsoft). Non so se è possibile acquistare ad oggi una eventuale batteria tampone da collegare al tablet nel caso in cui non si abbia a disposizione un attacco di corrente a muro.

La mancanza di un chip 3G costituisce l’altra forte limitazione. Perché non metterlo all’interno del Surface Pro? Capisco il voler far risparmiare qualche soldino nella versione RT (no dai, non è vero, non lo capisco neanche in quel caso ad essere sincero), ma nella versione Pro proprio no. In America le reti WiFi libere abbondano, in Italia (e non solo) no, soprattutto in quelle zone che non vengono coperte neanche da un doppino in rame per la più classica delle ADSL. Forse Microsoft vuole tenere in serbo qualche freccia per il suo arco e la prossima versione di Surface (se dovesse esserci), ma non per questo si dovrebbe penalizzare l’attuale generazione. Il Surface (sia in versione RT che in versione Pro) è più grande rispetto ai tablet competitor, credo che lo spazio per un ulteriore miglioramento ci sia.

Google Play, AppStore, Windows StoreL’ultimo dei talloni in realtà potrebbe non essere considerato tale ma è giusto citarlo: gioventù. Microsoft Surface Pro (così come la versione RT) potrebbe peccare di gioventù per chi desidera qualcosa di solido, affidabile e ampiamente testato. Troppe poche applicazioni su Windows Store (rispetto alla concorrenza, ovviamente), piccola ancora la community di utilizzatori in grado di condividere esperienze e supporto. Eppure non è del tutto vero. Microsoft si sta molto impegnando per far si che gli sviluppatori delle applicazioni più apprezzate ed utilizzate portino il loro lavoro anche sui loro dispositivi. Windows Store cresce molto rapidamente. Di certo non arriverà ai numeri di AppStore ma vale lo stesso per Samsung o per qualsiasi altro dispositivo basato su Android (quindi Google Play). Occorre dare fiducia, avere un po’ di pazienza e puntare su un futuro neanche troppo lontano, sempre considerando che la versione Pro del Surface non vi impone alcuna limitazione riguardo le applicazioni scaricabili ed installabili, Windows Professional batte a mani basse qualsiasi altro sistema esistente sulla faccia della terra, è una battaglia vinta in partenza.

In conclusione

Microsoft Surface Pro potrebbe tranquillamente sostituire la più classica delle postazioni di lavoro tipiche da dirigente o capoufficio, una di quelle persone abituate a mandare centinaia di mail al giorno, a controllare l’operato delle sue persone, le stesse che difficilmente devono avere a portata di mano mille strumenti e tecnicismi tipici da tecnico. In un solo colpo si fa bella figura dando un tablet utile per essere utilizzato in ufficio tanto quanto a casa ed in mobilità. Un solo dispositivo, un solo ambiente da imparare a conoscere e utilizzare, più posti dove poter portare “il proprio ufficio” (si perché non ho parlato di Office 2013, non penso serva specificare quanto può essere comodo vero?).

Trovate una pagina riepilogativa di applicazioni pre-installate e tagli disco disponibili alla pagina microsoft.com/surface/it-it/storage. La pagina del prodotto è invece disponibile all’indirizzo microsoft.com/surface/it-it.

Sembra che ci sia tutto no? Ah no, avete ragione, il prezzo. Già, il prezzo. Surface RT (come già detto nel precedente articolo) parte da 488€ (32 GB, tastiera cover touch) fino alla fine di questo mese, poi 587€ per la stessa identica macchina. Surface Pro parte da 889€ (a quel punto vi consiglierei di fare un ultimo sforzo e piuttosto saltare sul 128 GB al prezzo di 999€). Non vorrei sembrare disfattista e non voglio che pensiate che  andrò a far notare la differenza di prezzo con iPad o Galaxy Tab, eppure mi sembra una cifra un pelo esagerata considerando che all’appello mancano alcuni piccoli “dettagli” che i competitor offrono.

Considerate le esigenze, considerate il prezzo (soprattutto in questo periodo), considerate chi l’ha sviluppata, realizzata e chi quindi la supporta oggi. La mia idea me la sono fatta, e voi? Chiedetevi se è davvero il Surface Pro la macchina adatta a voi e se la risposta è tutto sommato positiva procedete con tranquillità, Microsoft è comunque una sicurezza.

A questo punto non posso che ringraziare Microsoft per la collaborazione (e per la finezza di farmi trovare il Surface Pro con il mio utente al logon già pronto, sorpresa gradita, siete sempre avanti :-)).

Banco Prova: Sitecom Homeplug AV500 Gigabit (LN-519)

Ho contattato Barbara (fin troppo gentile come al solito) per una reale esigenza: mettere in connessione dei dispositivi troppo distanti dal doppio router che utilizzo in casa (ho sia quello di Fastweb che il mio personale con una configurazione tutta sua). Ho sempre tenuto in connessione la macchina nella camera da letto via WiFi ma come tutti sapete la velocità (nonostante router e antenna siano in N) e la stabilità sono direttamente proporzionali alla fortuna e al fatto che tutto vada sempre bene, quindi mai fidarsi di default! :-)

Dato che qualche tempo fa avevo già avuto a che fare con un test su strada di dispositivi powerline (Sitecom Homeplug Kit LN-515: fare rete con l’elettricità) ho deciso di “insistere” e farmi mandare un nuovo prodotto fatto apposta per soddisfare le esigenze di questo tipo: Homeplug AV500 Gigabit (questo combopack: sitecom.com/it/av500-gigabit-homeplug-plus-switch-combo-pack/ln-519/p/129).

Il pacco è composto da un dispositivo master e da uno slave che comunicheranno tra di loro, il primo dovrà avere un cavo di rete diretto al vostro router, l’altro potrà essere collegato in qualsiasi altra presa della casa e ad esso potrete collegare fino a 3 dispositivi tramite cavo di rete RJ45 che cominceranno così a navigare senza le necessità di stendere alcun cavo per casa (o peggio ancora vederli “volanti” sopra le porte o in mezzo ai mobili), una soluzione comoda, sufficientemente affidabile e indubbiamente pulita, elegante, funzionale.

Anche se questa viene spacciata come soluzione ideale per case disposte su più livelli, è particolarmente consigliata anche nel caso in cui doveste arrivare nella camera da letto (o qualsiasi altra stanza), magari ben distante dal salotto o dall’ingresso dove avete fatto installare la prima volta il modem / router del vostro operatore telefonico. Se l’impianto elettrico di casa è più o meno recente la qualità del segnale e -di conseguenza- la velocità di scambio dati saranno più elevate. Al contrario con un vecchio impianto potreste riscontrare qualche difficoltà ma nessuna perdita di dati, al massimo un sensibile calo delle prestazioni che vi permetterà in ogni caso di rimanere connessi alla rete a velocità accettabile, io ci ho visto un video in Full HD sul televisore senza avere problemi di buffering o interruzioni poco desiderate, tanto per dovere di cronaca.

Montaggio e installazione

Tolti i dispositivi dalla scatola il montaggio viene da se. Inserite entrambi nelle prese di corrente e collegate il primo al vostro router. Collegate ora il secondo al PC (o ad altre periferiche con attacco di rete standard). L’accoppiamento dovrebbe essere immediato e non dovrebbe servire il vostro intervento. Nel caso in cui non fosse così o aveste la necessità di toccare le poche opzioni a disposizione dovrete installare l’utility “HomePlug 200 Utility” contenuta nel CD che trovate all’interno della scatola. Questa rileverà all’interno della stessa rete altri adattatori (utile soprattutto per aggiungerne altri in futuro collegandoli a quelli già presenti permettendo così uno scambio dati tra molte più periferiche):

La password di ciascun homeplug – utile per poterlo gestire dall’utility- è stampata su delle etichette che vi consiglio di tenere in un luogo sicuro (se non voleste attaccarle ai dispositivi stessi).

Risultati e conclusioni

Come già detto mi sono trovato molto bene e la soluzione rete cablata e WiFi è quella che tutto sommato mi garantisce di non perdere mai la possibilità di connettermi alla macchina di casa (Fastweb permettendo!), contrariamente a qualche perdita di connessione WiFi dovuta a motivi più o meno validi, prima di tutto il fatto di avere l’antenna esterna collegata in USB alla macchina, troppo facile toccarla e magari disconnetterla parzialmente dal PC!

Trovate scheda del prodotto con relative specifiche e prezzo sulla pagina ufficiale del sito di Sitecom: sitecom.com/it/av500-gigabit-homeplug-plus-switch-combo-pack/ln-519/p/129

Se anche voi avete un’esigenza simile alla mia potete dare un’occhiata a questo video che vi aiuta a capire come funzionano gli Homeplug e come scegliere quelli più adatti alla vostra situazione:

Si chiude in bellezza la settimana, questo è l’articolo che vi lascio per il weekend, con l’occasione ringrazio Sitecom e Barbara ancora una volta per avermi supportato e permesso di provare questo prodotto! :-)

Banco prova: Kaspersky PURE 3.0 Total Security

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Parlare di un prodotto antivirus non è mai cosa semplice. La sicurezza del client oggi non si limita al semplice “programma antivirus“, l’utente medio-basso è potenzialmente esposto a mille rischi più o meno riconoscibili “dall’odore” e un buon prodotto dovrebbe poter prevedere e prevenire ogni possibile tipo di attacco, nel 99% dei casi oggi giorno proveniente dalla rete (navigazione, posta elettronica, reti locali in azienda), nonostante le chiavi USB, i dischi esterni e supporti di memoria un pelo più vecchi mantengano sufficientemente alta la loro statistica.

Qualche giorno fa vi ho parlato di Kaspersky PURE 3.0, la nuova versione della suite russa che intende dedicare all’utente un intero ecosistema di protezione che spazia dal “semplice” antivirus al controllo dello stato di sicurezza della casa passando per la protezione degli acquisti online e la reazione più o meno immediata contro qualsiasi malware proveniente dalla rete.

In realtà la lista completa prevede le più avanzate tecnologie di “Internet Security“, il “Parental Control“, backup e ripristino dei dati delle proprie macchine (funzionalità non certo nativa dei prodotti antivirus ma offerta, un punto sicuramente a favore), un Password Manager per tenere al sicuro le proprie password e per poterle facilmente richiamare tramite browser, moduli di criptaggio dei dati, ottimizzazione del PC e -come già detto- la gestione centralizzata dei PC della rete domestica.

Installazione e prestazioni

Forse quello che i più dimenticano è la possibilità di rimanere costantemente aggiornati e protetti anche se non si ha a disposizione l’ultimo ritrovato della tecnologia. Per l’appunto, ho voluto installare PURE 3.0 su una macchina virtuale XP (più resistente di un albero sempreverde) con soli 512MB di RAM e senza alcuna limitazione disco (libero sciacallaggio delle risorse del mio portatile). Lo scopo è dimostrare che un prodotto ben studiato e “garantito” anche su macchine datate sia davvero in grado di girare senza alcun problema:

Ho già detto che la macchina di base aveva a sua disposizione solo 512MB di RAM vero? Certo è difficile trovare macchine così in giro ma ne ho viste tante in passato e continuano ad essercene ancora molte. Chiaramente in questa condizione si rende difficile la convivenza con il resto del software a bordo della stessa macchina, non tanto per l’occupazione disco quanto per la possibilità di convivere ed essere eseguito in contemporanea con Pure. Una volta installato e attivato il prodotto ho lanciato immediatamente il primo corposo aggiornamento che ha impiegato molto tempo per scaricarsi (dipende dalla vostra linea ADSL e dall’occupazione dei server di aggiornamento prodotto) e al primo riavvio per l’applicazione delle modifiche la macchina si è addirittura bloccata costringendomi al riavvio forzato. Non è affatto un buon inizio.

Console, comandi, integrazione

Console molto intuitiva e accessibile per ogni tipo di utente, funzioni di aggiornamento automatiche con la solita possibilità di forzarne l’avvio e una marea di opzioni aggiuntive che potrebbero sfuggire al controllo.

PURE 3.0 come ogni altro software Kaspersky installa all’interno dei browser dei componenti aggiuntivi che vanno ad integrare così alcune funzionalità proprie della suite. Chi utilizza come me una versione di Firefox non ancora Stabile (io sono sul canale Aurora, due release più avanti rispetto all’attuale Firefox rilasciato pubblicamente) non potrà utilizzare questi componenti aggiuntivi in quanto non ufficialmente supportati e non compatibili con la versione del browser, cosa che chiaramente non accade per Google Chrome o Internet Explorer (installati anche loro sulla stessa macchina virtuale.

Una perdita? Forse no. La tastiera virtuale, l’integrazione con il Password Manager o le funzioni di verifica dell’URL che si vuole andare a visitare hanno le loro alternative native e non (c’è persino un Anti-Banner che potrebbe sostituire AdBlock e simili, ndr). Tanto per capirci: la tastiera virtuale è fatta per evitare possibili Keylogger residenti sulla macchina che però dovrebbero essere intercettati dall’antivirus Kaspersky stesso, per il Password Manager esiste Keepass con i suoi componenti aggiuntivi o con le funzionalità integrate per l’auto-compilazione dei campi (nativa, senza alcuna installazione di ulteriore materiale) e per il controllo dei siti web vi ricordo che Firefox si appoggia al Safe Browsing di Google con un database molto più che aggiornato.

Parental Control

Una delle funzioni che ho preferito in questo software probabilmente. Senza star li a d inventarsi soluzioni home-made o cercare soluzioni alternative spesso complicate (ma delle quali comunque parlerò quanto prima, ndr) Kaspersky offre filtri di Parental Control già preconfezionati e la possibilità di realizzarne di propri per personalizzare al massimo l’utilizzo della macchina da parte dei membri della famiglia:

La password impostata per il Parental Control può essere immediatamente impostata anche ad altre porzioni del software, compresa la sua disinstallazione, a prova di figlio che decide di mettere fine alla presenza del prodotto sulla macchina (ammesso che gli abbiate lasciato un utente amministratore della macchina, ndr).

Social Network, applicazioni, file da scaricare o bloccare e molte altre informazioni che è possibile inserire / modificare / ritoccare rispetti ai profili suggeriti dal prodotto, il tutto assegnabile ad uno specifico utente della macchina. Molto comoda la possibilità di limitare l’utilizzo della macchina e di internet per ore totali, giorni e orari:

Bravi, molto ben realizzata, semplice da impostare ed immediatamente efficace, il rapporto che potrà essere visualizzato dall’amministratore completa un quadro già ben realizzato.

Gestione centralizzata della rete domestica

Quello che succede con le console di gestione centralizzata dell’antivirus nelle grandi aziende, in piccolo però:

L’idea di fondo è la stessa ed è chiaramente vincente. Se una sola macchina è in grado di monitorare e permettermi di accedere alla gestione della parte security delle altre perdo la metà del mio tempo e posso risolvere eventuali problemi con un paio di clic e senza le necessità di collegarmi da remoto (o fisicamente con monitor, tastiera e mouse) alla macchina interessata. Molto rapido nella ricerca (nell’immagine qui sopra si vede chiaramente la sola macchina virtuale ma ho avuto modo di provarlo anche in una rete con più macchine protette) e altrettanto nella reportistica / ricezione stato degli altri PC ed eventuali adeguamenti a decisioni della console centrale. Qualsiasi Pure 3.0 con la giusta password amministrativa può fare da ponte verso gli altri.

Strumenti aggiuntivi

Ovvero il coltellino svizzero in caso di necessità:

Impostazioni del browser (integrazione dei componenti, ecc.), Rescue Disk per avviare la macchina anche nel caso in cui ci sia qualche infezione che non permette il corretto avvio del sistema operativo (creando un apposito CD/DVD o chiavetta USB di boot), Risoluzione dei problemi post-infezione (per rimuovere ogni traccia) ed Eliminazione definitiva dei file (con più passaggi proprio per evitare che programmi appositi possano recuperare facilmente dati che si intendono cancellare definitivamente).

Costi e conclusioni

La licenza per un solo PC costa circa 60 euro (59,95), passando a quasi 80 (79,95) per 3 PC e 100 (99,95) per 5. Il pacchetto è acquistabile direttamente da kaspersky.com/it/pure. Senza infamia e senza lode ha i suoi pro e i suoi contro come per qualsiasi altro prodotto sul mercato.

Di sicuro Kaspersky offre maggiori strumenti che permettono all’utente di non passare da soluzioni alternative facendo risparmiare tempo e denaro, un punto a loro vantaggio, con una buona configurazione l’ho trovato persino accettabile e neanche troppo esoso ma ho preferito continuare a tenere bloccate le pesanti “infiltrazioni” all’interno di software terzi (come i browser) per evitare di appesantire ulteriormente sistema e navigazione, cosa mai buona per chi lavora tutto il giorno con quel tipo di strumenti, quasi a voler fare una “doppia scansione di tutto“.

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