Archives For Banco Prova

Lumia 950 XL: il lato oscuro della forza Microsoft

Sei un tester Lumia 950 XL

Complimenti: sei uno dei nostri tester ufficiali. Sei pronto a vivere una grande esperienza?

Recita così l’attacco di una mail ricevuta in occasione dell’inizio del mio test. Ancora una volta Microsoft, ancora una volta Windows Phone, ne è passata di acqua sotto ai ponti da quel Windows Phone 7 che avevo avuto modo di provare in occasione della sua nascita. Da LG a produzione diretta Microsoft, un hardware potente, stabile e una fluidità di sistema che bisogna pretendere data l’esperienza maturata negli anni e la tecnologia in costante avanzamento. Non è certo questo il problema principale di Lumia 950 XL, in realtà non lo è di Windows 10, SO alla base di questo smartphone così come del PC di casa.

Alzi la mano chi ha colpa

Si perché la mia esperienza, tirando le somme, non può considerarsi del tutto positiva. Non sei tu amore, sono io. Avrei recitato questa frase fatta se solo ci fosse stata la signorina “Lumia Microsoft” davanti a me, perché per uno che ha scelto (ed è riuscito) ad abbandonare iOS per passare ad Android, ci sono tutte le carte in tavola per poter ripetere il gioco e riuscire ad andare d’accordo con un terzo sistema operativo, soprattutto considerando l’abitudine nell’utilizzo dell’OS di Redmond, che ogni giorno supporto e sopporto, con tutti i suoi pro e i suoi contro.

La forte limitazione è da imputarsi alla mancanza di applicazioni fondamentali, quelle che siamo abituati a utilizzare quotidianamente. Microsoft fa già tanto per aiutare gli sviluppatori, ci sono accordi forti con le grandi aziende, senza contare la massima collaborazione con i piccoli sviluppatori che possono imparare a sviluppare e portare software anche su telefoni che non facciano parte della diatriba che alimenta i principali blog di gossip su uno o l’altro produttore (e relativo sistema) e che ogni giorno invadono Social Network e feed RSS. Non è infatti un problema di hardware, né tanto meno di SO, funziona tutto bene, il telefono risponde a ogni colpo e può essere persino utilizzato (senza esagerare) come fosse una postazione fissa, collegato a monitor, tastiera e mouse grazie al modulo Continuum.

Proviamo a tradurla in soldoni. Mantenendo un prezzo di listino, potreste pensare di portarvi a casa un phablet che si trasforma in postazione di lavoro per un totale di 798€ (699€ per il telefono SIM-free, 99€ per il dock), senza ovviamente considerare il costo di tastiera e mouse (a voi la scelta, preferite quelli con il cavo o bluetooth?), ma anche dell’abbonamento a Office 365, che è la parte più interessante e già disponibile per chi utilizza Continuum e un Microsoft Display Dock.

Lumia 950 XL: l'evoluzione di Microsoft su mobile

Microsoft Lumia 950 XL fa belle foto, altro punto che fino a ora non ho discusso. Viene molto pubblicizzato per questo. Ha delle ottiche molto valide (Zeiss) ed effettivamente ha la velocità e la precisione di scatto che merita una buona fotografia. Un difetto? Scattare più foto e provare a tenere il passo di pubblicazione sul Social Network di turno (nel mio caso, Instagram) ha prodotto un piccolo surriscaldamento che ha trasmesso un tepore al palmo della mano tipico da gatto che viene a cercare quell’angolino dove far alzare la temperatura, fino a essere scaraventato da tutt’altra parte. Sono certo che si sia trattato di un caso, eppure. Salvo questo specifico episodio, durante l’utilizzo standard fatto di applicazioni che si aprono e chiudono, telefonate e messaggi su Telegram o Whatsapp, non ho notato altri problemi di temperatura. È sempre piuttosto controllata e assolutamente nella media, dettaglio non banale soprattutto durante l’utilizzo di software che fa uso intensivo di risorse come il GPS (che su altri telefoni tende a portare la temperatura in alto).

Anche il resto del ferro svolge bene il proprio mestiere. Altoparlante, microfono, tecnologia di pulizia dell’audio, display (con possibilità di tenerlo in modalità standby con orologio sempre in bella vista), tutto è al proprio posto, questa è la mia impressione. La batteria? Accettabile. Sono abituato a utilizzare lo smartphone per lavoro e per piacere, una buona batteria mi è necessaria per arrivare a fine giornata. Ho voluto fare un test che ho condotto anche sul mio telefono Android personale e sull’iPhone 6 aziendale: ho caricato al massimo la batteria di Lumia 950 XL al venerdì sera, ho utilizzato il telefono quanto basta, ho provato a farlo arrivare a lunedì mattina sulla scrivania dell’ufficio senza mai attaccarlo a un cavo per la ricarica. Android e iOS hanno portato a casa l’obiettivo, Windows Mobile no. Hardware più esoso o mal gestione delle risorse? Mi piacerebbe davvero saperlo, ma la sostanza non cambierebbe (a meno di futuri aggiornamenti di sistema che vadano a metterci la pezza).

Lumia 950 XL: l'evoluzione di Microsoft su mobile 3

Accessori

Di Windows Continuum ho già detto tutto, cosa aggiungere? Mi è stata concessa anche una Universal Foldable Keyboard adatta a smartphone e tablet, pieghevole, bluetooth, compatibile con iOS, Android e Windows Mobile, sottile e leggera per essere trasportata facilmente, un giocattolo che costa 119€ di listino. Comoda? Si, ma c’è da farci l’abitudine, sicuramente più bella dei prodotti terze parti generalmente più piccoli e di difficile digestione per chi è abituato a lavorare su una vera tastiera.

Insieme alla tastiera, mi è stato fornito anche un Arc Touch Mouse (Wireless) (altri 50€ circa di accessorio) che, insieme alla tastiera, compone un perfetto kit agilmente trasportabile in borsa, tutto alimentato da batteria (litio ricaricabile integrata per la tastiera, semplice coppia di stilo AA per il mouse, nda). Non è necessario scegliere accessori Microsoft, né tanto meno negarsi la possibilità di passare da una normalissima coppia tastiera e mouse con cavo USB, da attaccare al display dock, soprattutto quando la postazione di lavoro è fissa, a casa o in ufficio.

In conclusione

Prima il business, poi tutto il resto. Questa la mia personale visione, condivisa anche dai colleghi di lavoro che hanno potuto mettere mano sul Lumia 950 XL e sui relativi accessori che ho volutamente montato sulla scrivania. Il vero punto di forza di Lumia 950 XL (ma soprattutto di Continuum) è la possibilità di estendere la propria esperienza lavorativa e quotidiana. Office costituisce un ottimo punto a favore di questa piattaforma e spero possa crescere sempre più, perché l’attuale UX offerta su dispositivi mobili è molto più limitata e limitante rispetto a quella Desktop (che continuo a preferire, tramite abbonamento Office 365). Tante le applicazioni che mancano all’appello già sul sistema dello smartphone, figurarsi quelle compatibili con Continuum.

C’è molto lavoro da svolgere ancora, almeno per ciò che riguarda quello che un utilizzatore giovane / medio richiede. Sceglierei di affiancare una PDL di questo tipo a un dirigente d’azienda (o figura equivalente in fatto di compiti quotidiani)? Probabilmente si, dato che il tipo di lavoro è spesso costituito dalla gestione di grandi moli di mail, documenti da modificare e costante necessità di poter lavorare in mobilità in maniera dignitosa, con la possibilità di ottenere i dati che servono dal cloud e non più dalla memoria interna di un telefono (sempre meno importante, fortunatamente per molti produttori che scelgono piccoli tagli di memoria per i loro device).

Qualche utilizzatore di Lumia lì fuori? Volete esprimere la vostra opinione in merito o chiarire alcuni punti che probabilmente mi sono sfuggiti o che non ho analizzato con attenzione? L’area commenti è sempre a vostra totale disposizione, anche senza necessità di registrarsi.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Microsoft, tornato all'ovile.

Non di solo maranza è fatta la cuffia da poter sfoggiare in giro, soprattutto quando Sony, dopo tanti anni, ci ha tenuto a sottolineare che questo suo prodotto è tutto tranne che qualcosa di eccessivo, pur rimanendo qualcosa da poter mostrare, in mezzo a tutti. Un prodotto che segue la moda e dall’estetica molto ricercata, senza rinunciare però alla qualità assoluta alla quale si è abituati. Si tratta della serie h.ear on, e nonostante sia ormai acquistabile dall’ottobre dello scorso anno, alcuni ancora non la conoscono. In questo pezzo vi parlo della mia esperienza personale :-)

Sony h.ear on (MDR-100AAP)

Belle (ma questo era dato per scontato già dalle prime battute) e abbastanza compatte, con colori che fino a oggi non avevo mai personalmente visto utilizzare per realizzare questo tipo di accessorio, un compagno di vita per molti, un gadget sicuramente molto apprezzato anche da chi –come me– adora poter ascoltare la propria musica isolandosi da tutto ciò che lo circonda, un po’ come accade durante la stesura di questo articolo, come a voler creare un piccolo ritaglio di tempo e spazio che nel quotidiano è sempre più difficile avere.

Le MDR-100AAP (pubblicizzate come h.ear on) vengono proposte in una confezione estremamente curata, con il cavo separato (ormai diventato uno standard per Sony) che integra un microfono in linea per poter essere utilizzato anche con lo smartphone (o il PC, utile per una videochiamata Skype, per esempio), piatto e decisamente poco incline all’attorcigliamento (per fortuna!). Il peso delle sole cuffie, escludendo quindi il cavo, è di 220g, sono leggere e possono essere facilmente trasportate anche grazie alla custodia in ecopelle inclusa nella confezione, è bella anche quella, con impresso il logo Sony nel caso in cui vi foste dimenticati nel frattempo chi ha prodotto il vostro nuovo accessorio ;-)

I padiglioni delle cuffie, manco a dirlo, avvolgono perfettamente il vostro orecchio, lo coccolano nella loro morbidezza (e non stiamo certo facendo una pubblicità al nuovo Coccolino, nda), isolano molto bene da ciò che avete attorno ma riuscirete comunque a sentire la compagna urlare nel caso in cui abbia bisogno di voi. Non è necessario tenere alto il volume, la qualità si sente (a patto che stiate utilizzando una buona sorgente) già a basso regime. Pur alzandolo di molto, non proverete fastidio alcuno, sarà estremamente gradevole e vorrete tenerlo fisso così in alto per molto tempo, sconsigliato per ovvi motivi di sopravvivenza dei vostri timpani, inizierete inoltre a farvi sentire anche fuori dai padiglioni delle cuffie (seppur in maniera non troppo sensibile, ma pur sempre fastidioso, un po’ come in metropolitana a Milano, per chi conosce l’ambiente).

Sony h.ear on (MDR-100AAP) 1

Contrariamente ad altri prodotti della stessa fascia, queste h.ear on di Sony propongono la tecnologia audio ad alta risoluzione, in grado di far arrivare a destinazione una quantità di dati trasmessi pari a 3,2 volte quelli di un CD musicale:

Sony h.ear on (MDR-100AAP) 2Con audio ad alta risoluzione si intende una raccolta di processi e formati digitali che ti consentono di codificare e riprodurre la musica utilizzando una velocità di campionamento maggiore rispetto agli standard utilizzati per i CD. Non esiste uno standard unico per l’audio ad alta risoluzione, sebbene le specifiche maggiormente utilizzate siano 24 bit/96 kHz (3,2 volte di dati in più in trasmissione rispetto ai CD) e 24 bit/192 kHz (6,5 volte di dati in più in trasmissione rispetto ai CD).

Maggiori dettagli su sony.it/electronics/audio-ad-alta-risoluzione

Ma di tecnicismi e caratteristiche puramente tecniche potete trovarne quante ne volete nella scheda ufficiale sul sito web del produttore: sony.it/electronics/cuffie-archetto/mdr-100aap/specifications.

Se dovessi trovare un difetto a queste cuffie, probabilmente mi lamenterei del loro essere così delicate, almeno all’apparenza, impossibile portarle in trincea ogni giorno senza la paura costante di rovinarle, ma pur dopo averle messe alla prova e non averle neanche scalfite, continuo a nutrire quella sensazione, alimentata un po’ dal prezzo di listino del prodotto che ovviamente si vuole preservare nella migliore maniera possibile.

Altro giro? Il telecomando integrato, il microfono, non propone null’altro che un unico pulsante attraverso il quale attivare l’assistenza vocale del proprio smartphone ammesso che sia compatibile (come Siri) o rispondere direttamente a una telefonata, ma nessuna traccia della modifica del volume, che viene così demandata al dispositivo sorgente. Scomodo, sul serio, provate a immaginare il vostro smartphone schiacciato in tasca, impossibile da raggiungere, che smette di suonare la vostra musica nel momento più sbagliato possibile, o magari una traccia scelta da Spotify che non avreste ascoltato neanche sotto tortura. Un possibile miglioramento per una prossima versione del prodotto? Probabile, ma perché aspettare?

Ne vale quindi la pena?

Sony h.ear on (MDR-100AAP) 3

State valutando l’acquisto di un prodotto che propone una qualità e un’estetica sopra ogni rosea aspettativa, dovrete quindi pagare il corrispettivo per entrambe le caratteristiche richieste. Ci sono diversi prodotti di fascia medio-alta, difficile trovare però una precisa alternativa alle Sony h.ear on, è forse per questo motivo che il cliente che sceglierà questo prodotto non andrà alla ricerca di un’alternativa a più basso prezzo. Il listino per accaparrarsi le h.ear on riporta € 180,00 (iva inclusa), ma non è difficile trovarle su Amazon con un risparmio superiore ai 50€.

La valutazione dipende da ciò che l’utente finale ricerca, come sempre. La qualità del prodotto c’è tutta e convince, senza esagerare in nessuno dei suoi reparti.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sony, ho potuto tenerlo al termine del test.

AVM FRITZ!Box 7430

Gioxx  —  22/02/2016 — 3 Comments

I prodotti della linea FRITZ! sono parecchio conosciuti da quelli un po’ più addetti ai lavori perché parlano da soli, dimostrando ottimo valore sul campo. Una configurazione completamente personalizzabile ma anche semplice per coloro che non sanno dove mettere mano, funzioni avanzate, possibilità di tenere a bada in un solo colpo sia la parte voce che la dati. Ho avuto modo di mettere mano sul modello 7430, un router che ha pressoché tutto quello che si può desiderare per la gestione della propria linea dati, eccezione fatta per una sorgente in fibra (ma resta pur sempre utilizzabile in cascata a un modem dell’operatore).

FRITZ!Box 7430

Scatola popolata dallo stretto necessario, spartana, perfetta. Il FRITZ!Box 7430 insieme al suo alimentatore, lascia un più che sufficiente spazio per ospitare inoltre un cavo di rete RJ45 piatto e un RJ11 per collegarsi alla eventuale presa a muro, nel caso abbiate una connessione dati ADSL/VDSL. Trovate nella stessa scatola una guida rapida (dietro la quale c’è un adesivo con il nome di default della rete WiFi, chiave di accesso e password per amministrare il router) e un piccolo opuscolo informativo che riepiloga brevemente gli altri dispositivi in vendita dello stesso produttore.

I dati tecnici più dettagliati sono disponibili alla pagina it.avm.de/prodotti/fritzbox/fritzbox-7430/dati-tecnici, sappiate solo che tra le funzionalità più importanti c’è certamente la possibilità di gestire la rete cablata e senza fili, in Wireless N (fino a 450 Mbit/s lordi, 2,4 GHz), e fare fallback su un modem mobile collegabile alla sua porta USB, uno di quelli che appoggiandosi sulla rete dati della SIM potrebbe tenere in vita la connettività di casa vostra (o del vostro piccolo ufficio). Inutile dire che le funzioni di base come il WPS o l’accesso ospiti (una rete guest) fanno già parte del pacchetto di serie. Occhio però: ho notato un difetto sicuramente poco trascurabile per chi è abituato ormai ad avere una doppia rete WiFi in casa. La “guest” potrà essere creata esclusivamente utilizzando il FRITZ!Box 7430 come modem, non sarà configurabile se questo verrà messo a cascata sotto a un modem di diverso operatore o produttore.

Altra stranezza è la scelta di includere una porta USB 2.0 anziché una più nuova e certamente ben più performante USB 3.0, sarebbe stata estremamente utile per permettere di avere a disposizione uno spazio dove conservare dati (multimediali e non) di casa, accessibili da qualsiasi dispositivo grazie alla funzionalità FRITZ!NAS già a bordo del sistema operativo di questi prodotti tedeschi. Ci si ostina ancora oggi a considerare quella porta USB come una scorciatoia per ottenere un Print Server, quando in realtà la maggior parte delle stampanti in vendita oggi includono già la connettività WiFi (o almeno una porta di rete).

FRITZ!Box 7430 2

È proprio l’OS la cosa più comoda e ricca dei prodotti AVM. fritz.box è disponibile in molte lingue, italiano compreso, ed è accessibile da qualsiasi dispositivo, mobile compreso. Molto ben organizzata, l’interfaccia permette di spostarsi tra tutte le funzionalità di base e avanzate, telefonia, dati, DECT, NAS, diagnosi e molto altro ancora, come i filtri di Parental Control o il monitoraggio della rete. Potrete persino verificare i consumi di elettricità medi nell’arco delle 24h o su più largo intervallo. Difficile poter riassumere in poche righe tutto quello che è in grado di fare il sistema, o anche il sito web del produttore, attraverso il quale potete registrare il vostro apparato e collegarlo in maniera sicura alla rete internet, così da poterlo raggiungere e amministrare anche quando non vi trovate a casa (MyFRITZ!).

MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free
MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free

Prima di configurare ogni singola opzione avanzata del nuovo router, vi consiglio quelle che ormai dovrebbero essere delle banalità, quelle che “sopporto più di sentirmi ripetere“:

  • Cambiate immediatamente la password di amministrazione del router. D’accordo che si tratta di una password non proprio comune, ma è sempre bene evitare di mantenere quella scelta dal produttore.
  • Stessa sorte per quella di accesso alla WiFi. Cambiate anche il nome della rete (SSID). Scegliete il nome che più preferite e stabilite una password di collegamento che non sia la stessa di amministrazione del router. E se proprio dovete far accedere una seconda persona all’amministrazione del router, create un nuovo utente, non fornite le vostre credenziali.
  • Verificate la presenza di aggiornamenti del sistema operativo, e assicuratevi che sia impostato (il router) per la ricerca e l’installazione automatica degli aggiornamenti consigliati dal produttore.
  • Registrare un account MyFRITZ! è sicuramente consigliato, utilizzate una password diversa sia da quella amministrativa, sia da quella di collegamento alla rete WiFi.

Il resto è tutta una continua scoperta che potrete fare giorno dopo giorno, soprattutto in base alle vostre esigenze. FRITZ!Box 7430 è un coltellino svizzero che potete utilizzare a vostro piacimento. Potreste non avere mai necessità di scoprire le sue funzioni più nascoste, oppure trovarle particolarmente utili e non poterne più fare a meno. Ci sono siti web e community che parlano di questi prodotti, che suggeriscono possibili utilizzi e configurazioni, che forniscono assistenza. Una banale ricerca Google vi aprirà un mondo.

Il prezzo del prodotto non è certo banale quanto la ricerca, si parla di 115€ passando da Amazon, ma dovreste mettere in conto la qualità di quanto c’è a disposizione (compresi gli aggiornamenti di un sistema operativo che possono essere gestiti anche in automatico) e il fatto che venga data una garanzia del costruttore di 5 anni sull’hardware (per clienti finali, come riportato nelle condizioni di garanzia).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM. Tornato all'ovile.

Lo scenario è quello che un po’ tutti conosciamo: la vostra auto, il vostro smartphone, la necessità di averlo a portata di vista (e udito) per seguire il navigatore che vi sta conducendo a destinazione. I navigatori integrati nell’autoradio restano sempre indietro, non è mai così conveniente appoggiarsi a loro, senza considerare che molti non integrano le informazioni sul traffico, fornendo così potenziali percorsi molto lenti, senza alternative. Io odio le ventose da vetro, lasciano il tempo che trovano, le trovo scomode. Preferisco supporti da cruscotto oppure alternative più valide, come quella proposta da Ubegood, magnetica e studiata per le bocchette dell’aria:

Ubegood: magnete universale per smartphone 1

Si tratta di un accessorio piccolo, che si adatta perfettamente a qualsiasi automobile e che permette di tenere a portata di mano lo smartphone con poca fatica. È il sostituto perfetto della soluzione che state adottando ancora oggi. Il pacchetto include il supporto (che si vede nella fotografia qui sopra) e due sottili placchette di acciaio che possono essere incollate al vostro smartphone (sconsigliato) o poste tra la cover e lo smartphone (consigliatissimo). In alcuni casi senza la necessità di inserire alcunché (quando stavo ancora utilizzando il Motorola Moto X Force) perché alcuni smartphone hanno la cover posteriore in metallo.

Ubegood Magnetico Auto universale (Car Air Vent Mount Holder)

Fonte immagine: campionietester.wordpress.com

Insomma, lo avrete capito. È un accessorio parecchio facile da utilizzare e che torna maledettamente comodo, sono molto soddisfatto di quanto permette di fare e presto rimuoverò il supporto 3M da cruscotto. Il prezzo è maledettamente accessibile. Viene venduto su Amazon a 9,99€, con consegna Prime in un giorno.

Ubegood ha concesso ai Gioxx’s Wall un ulteriore sconto del 25% sull’attuale prezzo Amazon, che vi permetterà di portare a casa un supporto CARM-Argento a 7,50€ semplicemente inserendo il codice 7KWJ3VEI subito prima di effettuare il pagamento:

Ubegood Magnetico Auto universale (Car Air Vent Mount Holder) 1

Occhio però: il codice sarà valido solo per un periodo di tempo limitato (due mesi, a partire dalla data di pubblicazione di questo articolo!) ed è stato attivato nella stessa giornata, quindi potrebbe darvi problemi nel riscatto (si risolveranno nel giro di qualche ora, vi prego di riprovare a effettuare l’acquisto).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Ubegood, ho potuto tenerlo al termine del test.
Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Perché Asus è sulla bocca di tutti? Si tratta di uno dei produttori hardware più interessanti nel panorama tecnologico, dapprima molto discusso per ciò che riguardava il personal computing (ancora ben presente sul mercato odierno), negli ultimi tempi forse più per tutto quello che è il mondo smartphone Android. Ciò che forse più stupisce gli addetti del settore, mettendo invece in difficoltà l’acquirente medio, è la quantità di dispositivi lanciati sul mercato, in versione originale o “rivista” (e migliorata) qualche tempo dopo.

ASUS Zenfone Selfie (ZD551KL) 1

Una rapida panoramica

Ho portato sul Banco Prova proprio una rivisitazione: Asus Zenfone Selfie ZD551KL. Smartphone che monta un Android Lollipop 5.0.2 (troppo) personalizzato, e che propone ben 3GB di RAM (al posto dei due previsti inizialmente) e 32GB di memoria espandibile (al posto degli iniziali 16), il tutto accompagnato da una batteria da 3000 mAh. È nato per la fotografia, propone infatti una doppia fotocamera da 13MPixel (frontale e posteriore) difficile da trovare in qualsiasi alternativa presente sul mercato, entrambe dotate di tecnologie nate per essere veloci e precise. La fotocamera frontale f/2.2 vi permette scatti a 1080p, con focus automatico e doppio led flash. Alla posteriore andrà aggiunta la capacità di focus automatico tramite laser, ovviamente entrambe possono fare accesso alla geolocalizzazione, rilevamento automatico del volto, funzione panorama, HDR e possibilità di scatto facendo pressione su qualsiasi punto del monitor (che personalmente sconsiglio, nda).

È ben carrozzato (qui la pagina ufficiale del sito web, qui la scheda tecnica di GSM Arena) e dovrebbe riuscire a gestire ogni vostra richiesta, anche sotto pressione. Lanciato sul mercato nell’agosto dello scorso anno, si allaccia sulle reti LTE ad alta velocità (comprensive di LTE+) e permette di tenere attive fino a due SIM, tendenza evidentemente apprezzata dal grande pubblico data la forte presenza dello slot doppio nell’ultimo periodo (microSIM, nda). Il monitor (IPS) ha una risoluzione full-HD ormai comune (1080×1920) e monta vetri Corning Gorilla Glass 4, sicuramente resistenti sulla carta, un po’ meno nella pratica (tra qualche riga capirete il perché).

Chipset Qualcomm MSM8939 Snapdragon 615 con processore Quad-core Cortex-A53 & Quad-core Cortex-A53 e GPU Adreno 405 si occupano di tenere in piedi il sistema e ogni sua caratteristica, non con la massima stabilità, si tentenna soprattutto sulle applicazioni meno ottimizzate e più esose in termini di risorse, che mostrano incertezze in fase di apertura o di utilizzo continuativo (una tra tante è Feedly).

feedly: your work newsfeed
Developer: Feedly Team
Price: Free

Al contrario della maggior parte dei telefoni, lo Zenfone Selfie (ZD551KL) non monta un chip NFC, diventa quindi un pelo più lento e macchinoso l’accoppiamento delle periferiche bluetooth (v4.0, A2DP, EDR). Confermato invece il reparto di rete Wi-Fi con 802.11 a/b/g/n/ac, Wi-Fi Direct e possibilità di fare da hotspot condividendo l’offerta dati della vostra SIM. Per gli amanti della radio FM, c’è anche quella. Non ancora specificato nel dettaglio, sappiate che la memoria di 16 o 32 GB già a disposizione sul dispositivo, può essere portata a 128 GB tramite scheda microSD.

Software

Non ce la posso fare, no, davvero. L’amore incontrastato per l’Android Experience pura vi farà odiare tutto ciò che è personalizzazione estrema, nella quale ricade senza ombra di dubbio la Asus ZenUI. Ve la faccio semplice: la fine di questa storia non è colpa tua amore, è mia, non ti merito (inserire qui colonna sonora tipicamente adolescenziale, a piacere). In sé la realizzazione di Asus può anche essere apprezzata da chi non ha mai avuto un telefono Android o magari non ha molta confidenza con il sistema, chi preferisce avere tutto e subito senza passare dal Via, da una scelta delle applicazioni da utilizzare, da quella che è certamente la parte più bella in ogni nostro smartphone: il fatto che sia nostro, appunto.

ASUS Zenfone Selfie (ZD551KL) 8

Asus ha fatto una scelta ben precisa: mettere a disposizione quante più funzioni possibili all’interno del sistema operativo di base, così che l’utente non sia costretto ad avere conoscenze che vanno oltre la base, senza così la necessità di cercare e imparare a utilizzare una diversa applicazione dello store (tanto per fare un esempio: la funzione del Non Disturbare durante le ore notturne, nda). All’accensione dello smartphone ho fatto un rapido giro nelle applicazioni installate di fabbrica e ho trovato giusto qualcosa da poter eliminare o disattivare: Calculator – Widget e Floating, Do It Later: Compiti e Fare, Bbblet Actors, Dr. Safety, MiniMovie, ZenCircle, 50 Giochi, Asus ZenUI, Chat di Omlet, ZenTalk, Zinio.

È solo una parte della lista, volendo è possibile fare di meglio. Ho trovato un articolo su Android Central che parla di Bloatware, anche se in riferimento allo Zenfone 2, che lamenta grosso modo la stessa cosa (potete leggerlo anche voi all’indirizzo androidcentral.com/getting-rid-bloatware-asus-zenfone-2). È una pratica che spero possa completamente sparire dalla faccia della Terra, prima o poi. Odio quando viene adottata su PC, la odio ancora di più su Android, perché spesso è impossibile disinstallare completamente un software (a meno di effettuare il root del sistema).

Tutto questo rallenta il rilascio di sistemi operativi aggiornati, di patch, troppo importanti per attendere i lunghi tempi necessari ad adattare e testare tutto ciò che si intende includere nel sistema di Google, è ciò che più di qualsiasi altra cosa ha generato la frammentazione di un prodotto diversamente molto valido e che tanti non adottano proprio per questo motivo. Se Apple è nata così (soprattutto perché produce hardware e software, nda), molti altri produttori hanno finalmente capito la scarsa validità della soluzione, abbandonando questa strada, so che puoi farlo anche tu, Asus.

Scelte stilistiche e resistenza

Alcune discutibili, almeno secondo i miei gusti personali. Quell’essere stondato è strano rispetto al solito, certamente questione di abitudine, ma continuo a preferire lo standard “a mattonella“. Parliamo poi dei tasti fisici privi di qualsiasi retroilluminazione. D’accordo che ormai l’abitudine la fa da padrona (e che è quindi semplice andare a occhi chiusi), ma perché non completare l’opera e illuminarla completamente? O magari decidere di rendere il fisico virtuale, a monitor?

Un Pro per sanare la situazione? Il tasto volume posizionato subito sotto la fotocamera posteriore (scuola LG, nda) aiuta a modificare in corsa il settaggio audio in maniera semplice, anche con un monitor importante come quello dello Zenfone Selfie. A proposito però di reparto audio, chiedo a eventuali altri possessori del medesimo telefono, avete mai avuto problemi in conversazione? Sembra che l’interlocutore, parlando, blocchi il mio microfono, devo spesso attendere che termini prima di poter dire la mia. Non lo fa sempre, è strano, sto cercando di capire come aggirare l’ostacolo (e spero che possa trattarsi di un baco corretto in una prossima versione di Android modificato da Asus). Un consiglio spassionato che è invece valido in ogni caso: l’altoparlante è posizionato in verticale ed è un pelo più scomodo rispetto al solito (generalmente posizionato in orizzontale), trovate quindi la posizione migliore di ascolto e non alzate il volume al massimo, non ce n’è bisogno, eviterete così di far sentire la vostra telefonata a chiunque vi circondi :-)

La scocca nella sua interezza è solida, robusta, la plastica è necessaria per la facile removibilità e per non appesantire ulteriormente il telefono (che ha già un buon peso in mano, 170 g). Il problema è dovuto ai soliti punti critici. Il telefono mi è scivolato e poi atterrato sulla scarpa per una manciata di centimetri davvero banale (altezza pari a quella di quando siete seduti sul sedile dell’auto). Sicuro di averlo “protetto” nonostante la distrazione, ha comunque colpito uno spigolo e questo è il risultato:

ASUS Zenfone Selfie (ZD551KL) 4

Capo cosparso di cenere e riparazione in vista. In ogni caso il touch continua a funzionare bene, così come il monitor e i comandi. Mea culpa per non aver messo una pellicola di protezione per tempo, c’è sempre una prima volta nella vita (non avevo mai rotto nessuno smartphone prima a ora), ma è comunque lodevole come il telefono continui a funzionare come nulla fosse. Nello specifico momento di rottura ho imprecato, innegabile, il Gorilla Glass dovrebbe essere molto resistente, ma nulla si può contro una caduta in un punto di debolezza.

Riepilogo e conclusione

Costo di listino: 299€. Caratteristiche hardware molto buone, software decisamente meno, considerando la quantità di materiale inutile a bordo (ma questa è un’altra storia, comune ad altri). Si tratta di uno smartphone di fascia media, arriva in confezione completa di caricabatteria e cavo microUSB ma senza auricolari (perché mai?). Comparto grafico di tutto rispetto, una vera gioia per i maniaci della fotografia frontale facile, il retro propone stessa qualità e caratteristiche (oltre il focus laser automatico).

Buono lo schermo. Full-HD IPS, valida la resa dei colori e la luminosità che però ogni tanto perde colpi, così come il touch (pochi casi, davvero, non ci ho fatto pressoché caso), fortunatamente risponde all’appello il doppio tocco per risvegliarlo dallo standby.

Non mi pronuncio su Asus ZenUI, sapete cosa penso di chi personalizza troppo il sistema operativo. È comunque oggettivamente valido per tutti coloro che non vogliono perdere tempo alla ricerca di applicazioni che possano offrire le stesse funzioni proposte invece da Asus, di fabbrica. Facile da amministrare e personalizzare secondo propri gusti, adatta anche a chi desidera filtrare ciò che lo smartphone ha da offrire, soprattutto quando si parla di telefoni da acquistare per i più piccoli. Rallentamenti sporadici del sistema si ottengono con più applicazioni aperte, a prescindere dal launcher utilizzato.

La batteria invece è adatta allo scopo. Supererete la giornata di autonomia, tanto basta oggigiorno, la ricarica è sempre rapida, tutto sommato.

Il mio giudizio è che Zenfone Selfie svolge il suo lavoro in maniera valida e che si tratti di un buon compromesso tra qualità e prezzo. Pensate sia lo smartphone adatto alle vostre esigenze? Potete procedere con l’acquisto tramite Amazon risparmiando qualche soldino (circa 30 euro).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Asus, ho potuto tenerlo al termine del test.