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Varta Emergency Powerpack: due ore di vita extra per il tuo telefono

Da quando Apple ha realizzato il primo modello di iPhone (2007, considerando il primo 2G americano) un fattore comune ha legato ogni nuovo modello al primo e più in particolare al 3G, approdato anche da noi in Italia nel 2008 e quasi subito detentore di “un record”: meno di una giornata di durata della batteria utilizzandolo pesantemente. Mancavano ancora le offerte dati generose come quelle che possiamo invece trovare più semplicemente oggi (anche se si potrebbe fare molto di più, nda), mancavano forse molte delle WiFi libere nei locali pubblici, eppure bastava un po’ di impegno per portare allo 0% quel valore in alto a destra nella schermata.

Hanno così proliferato aziende produttrici di batterie portatili “tampone” che potessero concedervi un po’ più di carica e qualche ulteriore ora di autonomia nel caso in cui non ci si trovi vicino ad una presa elettrica. Varta è protagonista di questo articolo, più precisamente una linea “Portable Powerpack” da poco lanciata con 4 prodotti specifici alimentati a batterie alcaline (facilmente sostituibili).

Ho voluto provare il Varta Emergency Powerpack. Si tratta di un piccolissimo caricabatterie che racchiude al suo interno una batteria VARTA CR123A Lithium, che fornisce 2 ore di ulteriore autonomia al proprio telefono, iPhone (con connettore a 30 pin, non ancora disponibile quello con connettore Lightning) che BlackBerry o Samsung Galaxy e compagni (con connettore microUSB). La carica è estremamente rapida e il costo del caricabatterie e della prima batteria CR123A Lithium è di 9,90€ (listino Varta).

L’oggetto è talmente piccolo che può essere facilmente trasportato nel borsello o anche in tasca, il connettore ha infatti una piccola copertura in plastica per evitare che si rovini quando non utilizzato. A voi basterà toglierla e collegare il Varta Emergency Powerpack al telefono per notare il simbolo della carica in corso e rimettere via il tutto o continuare la vostra conversazione / navigazione / gioco.

Può convenire l’acquisto?

Con un prezzo così accessibile e la possibilità di cambiare facilmente la batteria contenuta al suo interno (su Amazon un pacchetto da due costa anche meno di 5€) può essere un’arma vincente. Lo si preferisce alle batterie tampone più grandi per la sua grande portabilità ma chiaramente si “paga pegno” con le due sole ore di carica a vostra disposizione come “ancora di salvataggio“.

Ho personalmente acquistato anche un Varta Portable Powerpack da 1800 mAh che consente di dare due cicli di carica completi all’iPhone. Prezzo ovviamente differente così come peso e grandezza dell’oggetto, ma questo sarà argomento di un prossimo articolo :-)

Sony QX10: da grande voglio diventare una vera fotocamera

E’ uno degli ultimi giocattoli presentati da SONY allo scorso IFA di Berlino e può tornare comodo a chi vuole realizzare fotografie o video con un’ottica migliore rispetto a quella tipicamente messa a disposizione dal proprio telefono. Sto parlando di Cyber-shot DSC-QX10, più comunemente conosciuta come “Sony QX10″, protagonista dell’articolo di oggi e del mio banco prova dopo un lungo periodo di prova e di riflessioni varie.

Capiamoci subito: non si tratta di una vera macchina fotografica (e questo lo avevate certamente intuito in completa autonomia) e no, non potrà certo sostituire la scelta di una buona compatta o di una reflex, può semplicemente farvi sentire immensamente più figo all’interno del vostro gruppo e batte a mani basse ogni accessorio “finto-professionale” che promette di fare miracoli e far diventare la fotocamera di un iPhone (seppur buona) un’autentica attrezzatura da scatto in studio (ecco si, ricordate di prendere la carrozza entro mezzanotte).

Di cosa stiamo parlando

Sensore da 1/2.3 “Exmor R” CMOS con aspect ratio 4:3, circa 19 Megapixel, SONY G Lens con un f = 4.45-44.5mm per le fotografie che arriva a f = 27.5-385mm (SteadyShot Active Mode) per la registrazione video in 16:9, il tutto con uno zoom ottico 10x che vi permetterà di raggiungere anche i soggetti più distanti. Un oggetto estremamente leggero (circa 100 grammi) con un alloggiamento che permette di ospitare uno tra i seguenti supporti di memoria: Memory Stick Micro, Memory Stick Micro (Mark2), microSD Memory Card, microSDHC Memory Card o microSDXC Memory Card, un elenco ben nutrito anche se la mia personale scelta è ricaduta sulla più classica delle microSD (da 16GB, così da poter conservare una buona mole di minuti di registrazione o fotografie ad alta qualità).

Tecnologia WiFi e NFC per un collegamento diretto ed immediato da qualsiasi dispositivo basato su iOS o Android (per i quali è stata sviluppata l’applicazione PlayMemories, disponibile gratuitamente su AppStore e Google Play), anche se potreste decidere di non controllare l’ottica tramite applicazione provando quindi a scattare fotografie “indovinando” l’inquadratura del soggetto al quale siete interessati. Non potrete registrare allo stesso modo i video perché non c’è modo di fare switch di modalità dall’oggetto, bisognerà quindi passare necessariamente dall’applicazione. Il collegamento (almeno in WiFi) è molto semplice: una volta accesa la QX10 questa creerà una rete senza fili alla quale voi potrete fare accesso dal vostro telefono o dal tablet utilizzando la password che trovate sull’adesivo posto dentro lo sportellino che protegge la batteria (dove troverete anche il nome della rete, tipicamente DIRECT-eh…). Inutile dire che così facendo perderete ogni connessione a internet e non potrete certo tenere “il piede in due differenti scarpe“.

Ogni fotografia scattata con QX10 verrà immediatamente salvata in qualità “media” sul telefono (subito disponibile quindi nella vostra libreria Immagini) e tenuta in copia a massima qualità sulla scheda installata (ammesso che ci sia, potete altrimenti scattare le fotografie e tenerle a più bassa qualità solo sullo smartphone o sul tablet). Giusto per capirci, ho caricato su Flickr entrambe le qualità recuperandole rispettivamente da telefono e da microSD, potete valutare voi stessi il risultato (qui di seguito l’immagine da telefono):

SONY Cyber-shot DSC-QX10: Test

e potete fare clic qui per andare a visualizzare la fotografia a massima qualità (sempre su Flickr).

Quindi, riepilogando, facile da utilizzare, facile da gestire, per assurdo l’idea di base è assolutamente eccezionale: fornire un’ottica priva del suo corpo che può delegare le funzioni di scatto e zoom (questo è disponibile fisicamente anche su QX10) ad un dispositivo completamente separato, come fosse un telecomando. Potrete quindi posizionare QX10 dove preferite, anche nei punti più scomodi e scattare o registrare. No alle fotografie mosse, no alle posizioni del proprio corpo degno di un kamasutra senza però la parte più interessante (il partner, nda), tutto in discesa? Non proprio.

Ha le sue pecche, e non si tratta del puro ferro stavolta

Si, le ha, non è tutto oro quello che luccica e nonostante l’idea di base sia molto valida ho perso molto tempo e ho voluto continuare a fare test anche in situazioni non esattamente comode, per verificarne quella sua particolare abilità del potersi infilare ovunque e non essere ingombrante come la mia reflex. Partiamo quindi con una carrellata di “contro” trovati su due piedi.

Molte WiFi, poco onore: fino all’uscita dell’ultimo aggiornamento che l’ha resa compatibile con iOS 7, PlayMemories ha sempre avuto serie (ancora oggi sensibili anche se minori) difficoltà nel collegamento all’hardware per il controllo remoto delle funzionalità una volta connessi alla rete senza fili creata da QX10 (se non addirittura, rare volte fortunatamente, l’impossibilità di connettersi persino alla rete stessa);

Think your Lag is bad, it took Jesus 3 days to respawn: citazione che è più semplice da trovare nelle immagini dei gamer ma che può essere estesa all’applicazione appena citata un paio di righe più sopra. Si perché nonostante l’aggiornamento (che ribadisco: ha migliorato di parecchio l’esperienza di utilizzo di QX10) il ritardo nella comunicazione tra applicazione (sia su iOS che su Android, una volta tanto non c’è alcuna differenza tra i due sistemi operativi) e ottica è troppo. Perdere anche solo un secondo in più rispetto al previsto vuol dire rovinare la fotografia, il reclamo all’ufficio pazienza persa vi aspetta dopo qualche minuto e qualche tentativo di scatto non andato a buon fine.

SONY Cyber-shot DSC-QX10: Scatti di test (Resized)

Si perché se pensate che non sia colpa del prodotto vi sbagliate. Capisco che QX10 possa essere utilizzata senza la sua applicazione ma se il pacchetto viene “venduto così com’è al cliente” ecco allora che quello stesso cliente si troverà a dover utilizzare qualcosa dal sapore di “non terminato“, di completo ma di non fruibile fino in fondo. A quel punto tanto vale attaccare fisicamente qualcosa all’ottica (magari tramite la microUSB posta sul lato dietro un apposito sportellino) grazie anche all’ottimo supporto studiato per i gli smartphone, a molle regolabili, che vi permetterà quindi di emulare una compatta a tutti gli effetti :-)

Sulla registrazione video invece di pecche ce ne sono ben poche, si parla in special modo della velocità di messa a fuoco quando cambia l’inquadratura o si muove l’ottica piuttosto che della qualità dell’audio che è buona in un ambiente chiuso e piccolo ma che perde molto nel momento in cui si deve catturare “quel qualcosa in più” con maggiore difficoltà nell’avvicinarsi al soggetto, senza alcuna possibilità di attaccare o collegare un microfono esterno che possa aggirare il problema (è un’idea, magari qualcosa che sia in grado di sfruttare la stessa WiFi messa a disposizione per il device esterno, perché no?).

In conclusione

Trovate qualche ulteriore scatto a questo indirizzo: flickr.com/photos/gioxxswall/tags/sonycybershotdscqx10 e un video registrato tramite QX10 uscirà entro breve su Fuorigio.co in concomitanza con la pubblicazione della recensione del nuovo Call of Duty: Ghosts. L’oggetto mi è piaciuto molto più per l’innovazione e l’idea che per la realizzazione finale in “pacchetto completo” come vi dicevo nel precedente paragrafo.

QX10 è comoda e sicuramente utile in situazioni di emergenza ma difficilmente potrebbe sostituire la macchina fotografica a prescindere da modello, tipo, marca, ecc., può comunque trovare il suo posto all’interno della borsa del portatile per essere sempre a portata di mano ed essere eventualmente “chiamata in campo” al momento opportuno. A corredo di quanto detto fino ad ora aggiungo per vostra informazione il prezzo: €198,99 secondo il sito ufficiale del produttore, non banale e si, come al solito si può trovare ad un prezzo inferiore facendo qualche semplice ricerca e sfruttando i siti web di shopping specializzati.

Se invece pensate che l’oggetto valga la spesa e vorreste “quel qualcosa in più”, date un’occhiata al fratello maggiore QX100 (sony.it/product/dsc-qx-series/dsc-qx100), con ottica Carl Zeiss, con un “corpo” un pelo più ingombrante e forse più comoda da maneggiare, si parla però di una spesa di 449 euro, secondo il listino ufficiale del produttore, un bel salto in avanti in ogni senso.

Prima di chiudere, nel caso in cui siate interessati all’acquisto (magari come regalo di Natale), posso suggerirvi di completare il tutto con un molto più economico ma caldamente consigliato treppiede? Io ho comprato un modello da meno di 10€ prodotto dalla Hama, lo trovo praticamente indispensabile e aiuta parecchio ad utilizzare QX10 anche senza il telefono attaccato dietro con l’apposita pinza ed evitare stupidi tremolii, fondamentale anche per appoggiare l’ottica dove possibile e regolarne angolazione e inquadratura.

Buono scatto! :-)

Creative Airwave HD

Era da tanto che non tornavo a scrivere due articoli in due giorni da queste parti e devo ammettere che un po’ mi mancava, ultimamente si parla molto più di videogiochi e sono quasi del tutto preso da un nuovo progetto del quale non posso sfortunatamente anticiparvi granché (ma potete facilmente intuire qualcosa se mi conoscete e sapete di cosa mi occupo quasi quotidianamente). La prova di oggi riguarda un prodotto audio, argomento gradito e già trattato anche in passato sempre su questi lidi.

A metà tra gli anni ’50 (per la sua particolare estetica) e i giorni nostri Creative ha realizzato un oggetto molto diffuso e molto richiesto ma con qualche piccolo particolare che potrebbe fargli guadagnare punti in più rispetto ai competitor: si tratta del nuovo Creative Airwave HD, che potete vedere nell’immagine qui fianco ;-)

Si, è un altoparlante e si, sfrutta la tecnologia Bluetooth ma anche NFC, contrariamente a molte altre aziende che non lo fanno perché danno per scontata la grande diffusione dei cellulari di casa Apple o di terze parti che non siano Google e compagni. Inoltre è disponibile un ingresso AUX sulla parte posteriore del prodotto per consentire la riproduzione (prioritaria se attiva) anche da sorgenti che non possiedono nessuna delle due connettività citate poco fa. Piccola, compatta, ben realizzata, offre una buona qualità del suono e possiede una batteria integrata che la rende trasportabile e utilizzabile anche nel caso in cui non abbiate una presa di corrente a disposizione nei dintorni della vostra destinazione :-)

A proposito di batteria, non è una cosa molto comune per questo tipo di gadget e il piccolo alimentatore all’interno della scatola con spinotto MicroUSB vi permetterà di collegarla alla corrente elettrica per ricaricarla o -più semplicemente- per lasciarla attaccata “a vita” se volete. La sua autonomia raggiunge le 7 ore di riproduzione continua secondo quanto dichiarato dal produttore. Dopo aver fatto un ciclo di carica completo e utilizzando il prodotto sporadicamente (messo in camera giusto per sentire la radio o qualche canzone in streaming da Spotify via iPhone) ho notato che quelle 7 ore si estendono facilmente arrivando a 8 o 9 nel migliore dei casi, molto dipende anche dal volume medio che decidete di mantenere, va bene essere performante e di qualità ma per i miracoli penso si stiano ancora attrezzando anche in Creative! ;-)

Per non perderlo di vista, lo stato della batteria viene passato tramite Bluetooth / NFC direttamente al dispositivo sorgente così da permettervi di vederlo in tempo reale così come in immagine:

Come potrete notare di fianco al logo “Bluetooth” compare il disegno della batteria che vi indicherà il suo livello di carica, riuscirete così a capire facilmente quando arriva il momento del pit-stop. Altro punto a vantaggio è la rapidità di connessione: una volta acceso l’altoparlante (e accoppiato per la prima volta con il vostro / i vostri dispositivi) noterete un’ottima velocità in fase di collegamento. Potrete quindi dare pressoché immediatamente inizio alle danze e godervi la vostra musica. Ho volutamente parlato di dispositivi perché Creative Airwave HD consente di sfruttare la tecnologia Multipoint della stessa azienda, potrete quindi collegare fino a due dispositivi Bluetooth ma occhio: i brani vengono riprodotti uno dopo l’altro, da una sola sorgente per volta.

Ah si, prima che dimentichi, dato che non ci si può far mancare nulla, l’altoparlante contiene anche un piccolo ma potete microfono che vi permetterà così di trasformarlo in un kit vivavoce per poter lasciare il vostro telefono a distanza e parlare senza la necessità di tenerlo poggiato al volto o collegare gli auricolari. Ecco si, non è da sottovalutare neanche questo, soprattutto se -contrariamente a me- decidete di poggiare l’altoparlante sulla scrivania.

In conclusione

Si, ci siamo, ho provato diversi prodotti simili e mi sono sempre trovato molto bene. Creative Airwave HD è un buon compromesso tra la qualità, il costo (per la cronaca: si parla di € 129 circa sul sito ufficiale Creative ma si trova facilmente anche a meno) e la trasportabilità che ne fa un prodotto equilibrato e potenzialmente molto utile per chi non può rinunciare alla propria musica “senza fissa dimora” ma con quella scrivania sempre a disposizione, fa molto ragazzo a metà tra ufficio e camera di casa :-)

Disponibile in diversi colori (ho quello rosso, molto molto carino!) lo trovate corredato di alimentatore e manuale (peccato per il cavo AUX, sarebbe stato un ulteriore tocco di finezza).

Nilox Foolish Special: non perdere neanche un dettaglio dei tuoi momenti preferiti

Il mio primo pensiero quando ho avuto a che fare con una Action Cam? Beh, Nilox è stata molto disponibile e mi ha permesso di mettere mano su una loro Action Cam davvero ricca, cosa mai potrei fare io per provare al meglio il prodotto? Vanno escluse le partite a calcio (perché giocate su Xbox) e la partita di calcetto tra colleghi (perché c’è un limite anche al peggio), ho quindi deciso di portarla con me per un certo periodo durante il quale l’ho provata e fatta provare ad amici: corse in kart, minimoto, cose così.

cb_foolish_special

L’Action Cam è l’accessorio perfetto (e talvolta must) per chi ama lo sport, il tempo libero, o più semplicemente chi vuole rendere indelebili ricordi della propria vita senza la necessità di portarsi dietro pesanti macchine fotografiche reflex o videocamere spesso ingombranti. Una camera che sta in una mano, una microSD sufficientemente capiente e magari la sua custodia per tenerla al riparo da danneggiamenti, acqua o chissà cos’altro :-)

In questo campo non serve essere esperti per sapere che c’è un Re con la r maiuscola e il suo essere pressoché incontrastato, il confronto viene naturale e ovviamente si va a leggere caratteristiche e recensioni per capire quanto il “celopiulunghismo” la faccia da padrone tra i due. Partiamo da un presupposto abbastanza semplice: prezzi e caratteristiche differiscono tra quelli che sono i modelli davvero comparabili, il primo aiuta spesso la scelta e mitiga le pretese dell’utente finale che non è disposto a una spesa “folle” (non si parla certo di migliaia di euro, ma spesso disturba anche il centinaio), Foolish Special è nata in un periodo storico che va a diretto scontro con una GoPro 2 di ultima generazione (non metto in campo la Hero 3 perché sarebbe una lotta impari).

La scheda tecnica è di tutto rispetto, soprattutto considerando un prezzo che non ha nulla a che fare con i competitor di buona qualità: nilox.com/it/videocamere/foolish-special. Tra le principali c’è la possibilità di portarla in fondo al mare (fino a 60mt grazie alla custodia stagna) e scattare fotografie con gli 8 megapixel a disposizione, il video ovviamente è in full HD 1080p. All’interno della scatola troverete anche il telecomando per pilotare più comodamente la camera (soprattutto quando è montata sul casco) e una microSD da 4 GB subito sfruttabile per le prime registrazioni. A corredo troverete anche i cavi di collegamento RCA e i supporti adesivi per montarla dove preferite (3M).

Promossa perché

Costo più contenuto a parte (che spesso -come già detto- è già motivo di scelta) si tratta di un hardware di tutto rispetto corredato già dei giusti accessori che i competitor mettono sul mercato tramite una fee aggiuntiva, come se già non costasse abbastanza il corpo macchina principale. Sensori, qualità dell’immagine / audio anche in ambiente aperto molto validi entrambi. Giusti i megapixel a disposizione che consentono comunque di godere di ogni dettaglio pur non esagerando come tanti altri invece fanno (senza badare alla qualità del prodotto registrato, dei megapixel non ve ne fate proprio nulla!).

Molto bello il piccolo monitor che può essere staccato in qualsiasi momento se non dovesse essere per voi utile (magari non vi serve rivedere immediatamente un video né tanto meno lo stato di batteria / inquadratura / ecc. anche se personalmente l’ho sempre lasciato attaccato (ovviamente il consumo della batteria è leggermente maggiore ma non così tanto da giustificare un utilizzo costante privo di questo pezzo). Molto apprezzata anche l’autonomia della batteria integrata. Secondo la scheda tecnica del sito web del produttore si arriva a 150 minuti in condizioni ottimali di utilizzo, difficile arrivare a toccare quella punta ma si superano comunque agilmente i 90 minuti di registrazione senza battere ciglio, il tutto coadiuvato da quel telecomando che salva davvero la vita quando la camera è montata sul casco e non si ha modo quindi di fermarsi, togliersi il casco e bloccare la registrazione (figurarsi provare a beccare il pulsante in corsa!).

Per scaricare le registrazioni e le fotografie contenuti nella microSD non sarete costretti ad avere un apposito lettore, vi basterà collegare tramite USB la camera ed esplorarla da Windows come una qualsiasi memoria esterna, non servono ulteriori driver.

Bocciata perché

Gli attacchi della custodia stagna non sono altrettanto robusti quanto la custodia in se. Occhio a prendere botte secche perché potreste spaccarli ed essere così costretti all’acquisto di una nuova custodia stagna senza la quale la camera è costantemente a rischio se si pensa ai momenti in cui la si pretende per le proprie riprese (senza considerare che spaccando gli attacchi e perdendo così la camera non è detto che riusciate a recuperarla, dipende molto da cosa state facendo e dove!).

Bocciata anche per la stabilità dell’immagine. Ora: capisco che tenere “ferma” un’inquadratura è particolarmente complesso in movimento e che magari sia addirittura impossibile in determinate condizioni, in ogni caso credo che una stabilizzazione maggiore (come quella operata dalla diretta competitor di categoria) possa aiutare ad ottenere un risultato decisamente migliore. Sia chiaro, non sto dicendo che avrete a che fare con una registrazione “parkinson” (a volerla dire estrema) ma i “videonazi” che notano la più piccola sbavatura del prodotto finale potrebbero non essere del tutto contenti del risultato.

In conclusione

Prezzo contenuto, hardware di giusto livello, componenti di qualità. Una bella prova nella sua completezza, vi risparmio i video non perché non siano di buona qualità (anzi) ma per l’alto contenuto di imprecazioni contro gli sfidanti in pista ;-p

Grazie ovviamente a Nilox per avermi permesso di provare il prodotto e produrre questo articolo :-)

Aggiornamento ago.2014
l’evoluzione cambia le carte in tavola, sempre, è ciò che Nilox ha fatto con F60 EVO, annunciata lo scorso maggio e affiancata alle Action Cam di gamma alta (prezzo di listino: 349,99€). Un nuovo sensore SONY completamente ridisegnato che aiuta ad effettuare ottime riprese anche in assenza di luce oltre che ottenere il meglio in condizioni ottimali (manco a dirlo). I megapixel per le fotografie passano a 16 e rimangono a 2 (2,07) per la registrazione video, perfetti per salvare su microSD un video in full HD, il tutto a 60 fps. L’impermeabilità migliora anch’essa toccando quota 100mt sott’acqua.
nilox-f60EVO

Non ho ancora avuto modo di metterci sopra le mani ma sono certo che -avendo avuto la possibilità di provare una precedente serie- si tratti di un ottimo prodotto risultato dell’esperienza del produttore e dei feedback dei propri utilizzatori

Banco Prova: Atlantis +Cam (A02-Pluscam)

Atlantis +CamParte della famiglia IP Camera di Atlantis, la A02-Pluscam o “+Cam” così come riportato sulla scatola del prodotto (e non solo li) è una “Wireless Network Camera“, una piccola videocamera di sicurezza real-time che vi permetterà di tenere sotto controllo la vostra casa (o il vostro negozio o qualsiasi altra cosa possa essere inquadrata h24) trasmettendo il video al vostro telefono o al vostro tablet attraverso un’applicazione apposita. Lo stesso streaming video potrà essere visualizzato anche da un qualsiasi browser sui normali PC, basterà passare da “un altro lato“, vediamo insieme com’è andata!

Cosa trovo nella scatola?

Ve lo dico io: la videocamera. No, non sto scherzando e non vi sto prendendo in giro. Il punto di forza del prodotto che mi ha immediatamente colpito è l’accessibilità. Tirate fuori dalla scatola la videocamera, collegatela alla corrente elettrica e attendete che si accenda. Da qui in poi la configurazione andrà eseguita via applicazione iPhone (che ho usato nel mio caso), vi basterà seguire le istruzioni e registrare un account gratuito legato al servizio Seedonk (fatelo subito, così vi togliete immediatamente il pensiero):

Seedonk - Registra utente

L’applicazione da scaricare è iSecurity+, disponibile anche per Android. Possiamo ora passare alla procedura di configurazione e utilizzo!

Configurazione

Sulla parte posteriore della videocamera trovate un piccolo interruttore che andrà messo in posizione di Setup (su ON, non potete sbagliarvi), così facendo l’apparato inizierà a trasmettere un segnale WiFi, una rete privata alla quale potrete accedere, servirà solo ed esclusivamente alla configurazione! Cercatela tra quelle disponibili nei paraggi e collegatevi. Non potrete navigare o fare alcuna operazione, potrete solo lanciare l’applicazione iSecurity+ e seguire le istruzioni a video (prima figura qui di seguito), avrete conferma del tutto poiché vedrete un anteprima di ciò che vede il dispositivo (seconda figura):

A questo punto occorrerà connettere la videocamera al web. La +Cam che ho utilizzato è stata connessa alla rete WiFi di casa, possiede anche un attacco RJ45 per il classico cavo di rete nel caso lo abbiate a disposizione nei paraggi del dispositivo. Da una lista di reti rilevate (prima figura qui di seguito) potrete scegliere la vostra ed autenticare l’accesso, quindi attendere che l’operazione di connessione venga portata a termine (seconda figura):

A questo punto avrete una nuova anteprima live di ciò che vede la videocamera, date un nome ed una descrizione a questa “inquadratura” (prima figura qui di seguito) quindi disattivate la modalità di Setup riportando l’interruttore su OFF (seconda figura).

Questo vi farà perdere la connessione verso la WiFi creata dalla videocamera, il telefono si riallaccerà a quella di casa vostra (se correttamente configurato) e voi potrete notare che dopo un riavvio della +Cam questa si connetterà in autonomia alla rete WiFi configurata e inizierà a lavorare tenendo d’occhio ciò che le capita “a tiro“.

Sa-sa-sa, prova!

E’ tempo di provare a dare un’occhiata, proprio come se vi trovaste al posto della vostra nuova videocamera. iSecurity+, una volta avviato, vi chiederà di autenticarvi tramite l’account che avete registrato subito prima su Seedonk. Arriverete così alla schermata di accesso alle vostre videocamere (nel caso ne avete più di una controllata dallo stesso account):

Le funzioni “sociali” dell’applicazione lasciano il tempo che trovano. Difficilmente vorrete condividere immagini di casa vostra con conoscenti o parenti o ancora meno su Facebook. La cosa cambia nel caso in cui vogliate tenere una videocamera puntata fuori dalla finestra per far conoscereil meteo della vostra città in tempo reale o magari in spiaggia per riprendere chi si diverte o passa vicino al vostro locale :-)

Insomma, lo scopo è semplice ed è quello di fare clic sul nome che avete scelto per la vostra videocamera, partirà così il collegamento e vi basterà attendere l’immagine in diretta:

ecco così il risultato:

Nonostante la qualità non sia perfetta (e in ogni caso la fotografia proposta qui sopra è stata scattata durante la sera con luce artificiale, ndr), l’immagine che potete vedere è assolutamente accettabile e vi permetterà di identificare volti, oggetti, situazioni. La stessa videocamera include un microfono ambientale che è in grado di catturare l’audio dalla vostra stanza, vi basterà attivare l’icona “Speaker” direttamente dalla vostra applicazione, dopo pochi secondi potrete quindi vedere e sentire ciò che accade in casa (solo sentire, il microfono installato “a bordo” è ad una sola via, non fa anche da altoparlante).

Sempre dall’applicazione e dalla barra degli strumenti in basso nella schermata potrete scattare una fotografia o registrare un video contenente ciò che vedete in diretta. Il servizio di “monitoraggio” passivo, operato quindi in totale autonomia dalla videocamera, è offerto sempre da Seedonk ma a pagamento attraverso il servizio iSecurity+ Snapshot. Se avete necessità di dare un’occhiata di tanto in tanto non ne avete bisogno, in caso contrario potrebbe avere un senso farci un pensiero e magari un piccolo investimento.

Se vi state chiedendo che qualità ha la visione notturna della videocamera, possibile grazie agli 8 led ad infrarossi da 880 nm posti intorno al sensore centrale, beh, non è affatto male:

Non ho il telefono a portata di mano

Poco male. Una volta registrata e configurata ogni vostra videocamera è visibile anche da un qualsiasi PC connesso a internet con un browser a bordo. Collegatevi a Seedonk con il vostro username e la vostra password (qui: www.seedonk.com/login.html) e accederete così al pannello contenente sulla sinistra le videocamere disponibili e sulla destra il player.

A meno che non abbiate bisogno degli strumenti della videocamera non c’è nessuna necessità di installare il plugin di Seedonk, potrete fare clic sulla voce che permette di utilizzare il player classico e –una volta scelta la videocamera alla quale accedere– attendete qualche secondo prima di visualizzare il video in diretta:

In conclusione

Un bel prodotto senza troppe pretese, ad un prezzo assolutamente accessibile per qualsiasi tasca (si va dai 65 di Amazon ai 90€ circa, dipende ovviamente da dove andrete ad acquistarla).

Piccola, leggera, un’inquadratura sufficientemente ampia per tenere d’occhio buona parte di ciò che la circonda, facile da installare e da utilizzare, pressoché zero il tempo da dedicare alla sua manutenzione o gestione dei problemi, anche perché è possibile che i problemi siano più sulla rete WiFi che su di essa (proprio per il suo essere così semplice e per il compito “poco gravoso” che deve svolgere). E’ chiaro e sufficientemente scontato che per fare vera videosorveglianza 24 ore su 24 365 giorni all’anno serva altro, magari qualcosa in grado di registrare costantemente ciò che accade all’interno dell’ambiente che si intende controllare, soprattutto nel caso in cui non si tratti di casa propria.

Prendendo due o tre di queste videocamere e piazzandole nei giusti punti della propria dimora invece (a meno che non si tratti della reggia di Caserta, ovviamente) può costituire la giusta scelta “low-cost” per non perdere mai di vista ciò che lasciate mentre andate in ufficio o in ferie (che di questi tempi sono un vero lusso, ndr).

Buona visione! ;-)

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