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“2-step di Sicurezza”: Migrazione da Google Authenticator ad Authy

Authy iOS foto 2

2StepSecurityOrmai diversi mesi fa, complice il cambio dello smartphone e di sistema operativo (sono passato da iOS ad Android, ndr), ho cercato un’alternativa al sempre adorato e perfetto Google Authenticator perch√© allo stato attuale non √® possibile effettuare un passaggio dei suoi dati da un telefono all’altro, non esiste un backup in cloud (previa autenticazione del mio account Google) n√© tanto meno un file di configurazione che possa essere copiato tra dispositivi, necessit√† dettata certamente dai criteri di sicurezza che devono poter impedire l’eventuale clonazione delle mie chiavi di autenticazione venendo cos√¨ meno al concetto di sicurezza a due fattori.

A questo ho aggiunto la personale necessità di adottare una soluzione che potesse essere acceduta sia dal mio telefono personale che da quello aziendale. Mi sono trovato (un solo caso in tutti questi anni, fortunatamente) in una situazione spiacevole che mai mi era capitata prima: lasciare il cellulare personale a casa, distrattamente dimenticato sotto il cuscino del divano e ovviamente lasciato lì una volta che me ne sono accorto in macchina. Per tutto il corso della giornata non ho potuto utilizzare uno dei miei servizi perché non avevo modo di generare un codice di autenticazione e no, questo servizio non permetteva di generare codici di backup, in pratica sono rimasto chiuso fuori.

L’alternativa esiste da diverso tempo, si chiama Authy e anche se non √® open source come Google Authenticator (nonostante pubblichi molto codice su Github) garantisce massima protezione dei vostri dati permettendo inoltre di generare i codici su pi√Ļ dispositivi contemporaneamente (previa autenticazione con password master dell’account).

Authy 2-Factor Authentication
Developer: Authy Inc
Price: Free

Registrare un account √® gratuito e l’applicazione per generare i codici √® compatibile con pressoch√© qualsiasi piattaforma: authy.com/users. Inoltre se siete utilizzatori di Google Chrome potete utilizzare l’estensione che vi permette di non staccare le mani dalla tastiera del PC e generare i codici di autenticazione “in diretta” (chrome.google.com/webstore/detail/authy/gaedmjdfmmahhbjefcbgaolhhanlaolb?hl=en) permettendo cos√¨ di rendere Authy compatibile anche con Windows, OS X o Linux (a quando la stessa estensione per Firefox o magari stand-alone?).

In breve: funzionamento

Installate l’applicazione e avviatela, potrete creare il vostro account immediatamente. Al momento vi baster√† inserire il vostro numero di cellulare e il vostro indirizzo di posta elettronica, quindi richiedere la verifica tramite SMS o chiamata (√® gratuito in entrambi i casi) e inserirlo nel box a video per confermare la vostra identit√† (qui di seguito inserisco le schermate iOS, non differiscono da quelle Android):

A questo punto sar√† gi√† possibile aggiungere nuovi account che richiedono di generare un secondo codice di autenticazione (come GMail o WordPress.com, tanto per citarne due che utilizzo regolarmente). Date un’occhiata alle impostazioni dell’applicazione, scoprirete che potrete tenere sotto backup tutti i vostri dati, aggiungere un PIN di protezione per evitare che chiunque possa aprire Authy e leggere i codici di autenticazione 2-Step e altro ancora (come spiegato anche sul sito web ufficiale). Authy √® un’applicazione molto semplice da utilizzare, veloce, precisa, unica con quella sua possibilit√† di poter portare il proprio account su qualsiasi dispositivo, una comodit√† pazzesca.

Migrazione dei codici di autenticazione

Questo paragrafo si basa sulla mia personale esperienza e ovviamente non tutti i miei software / servizi utilizzano l’autenticazione 2-Step con Google Authenticator / Authy, alcuni “fanno tutto in casa“: Facebook genera codici tramite la sua applicazione ufficiale cos√¨ come Twitter genera le richieste di autorizzazione login all’interno della sua di applicazione (o via SMS in alternativa). Ecco quindi il da farsi con il resto della compagnia. Si parla di WordPress (.com e Self Hosted), di Dropbox, di TeamViewer ed infine di Hootsuite, in futuro aggiunger√≤ sicuramente altri servizi di cui vi parler√≤ anche qui sul blog, potete seguire tutto ci√≤ che scrivo a proposito di autenticazione a due fattori filtrando il tag “2-step-verification“.

Google √® quello pi√Ļ “guidato” da migrare. Permette infatti, tramite il suo stesso sito, di spostare l’autenticazione da un cellulare all’altro, da un sistema (iOS) all’altro (Android). Baster√† andare sulla pagina dedicata all’indirizzo accounts.google.com/b/0/SmsAuthSettings#devices e scegliere di modificare il telefono seguendo le istruzioni a video (e cominciando facendo clic su “Sposta su un altro telefono“), come nel passo-passo delle immagini qui di seguito:

A questo punto dovrete invece fare “la fatica” poich√© sono diversi i siti web sui quali bisogner√† rifare il lavoro. Si comincia da WordPress.com dove l’autenticazione a due fattori va prima disattivata e poi riattivata facendo uso di Authy (dato che cambiano le chiavi di backup, che andranno quindi nuovamente copiate e tenute in un luogo sicuro, mi raccomando), cos√¨ come TeamViewer, da gestire anche lui tramite sito web (con nuova chiave di recupero annessa).

Senza far troppa fatica invece potrete semplicemente scansionare con Authy il token già generato sia su Dropbox (dove sarà necessario modificare il metodo di autenticazione, selezionare ancora una volta applicazione e seguire le istruzioni a video) che su Hootsuite. Persino i plugin di protezione del login form per WordPress basati su autenticazione Google (come Google Authenticator).

In questi mesi di utilizzo ho potuto realmente apprezzare Authy e la serie di servizi annessi. La comodit√† di poter generare codici con qualunque dei miei dispositivi √® fuori di dubbio il migliore tra i punti a favore della soluzione. Su iPhone 5 (o superiore) l’applicazione potr√† essere anche protetta tramite TouchID (altrimenti per Android e iPhone inferiori si potr√† utilizzare il pi√Ļ classico e sempre funzionale codice di blocco).

Aukey PIE Mini Powerbank 3600mAh

Solo una manciata di tempo fa vi ho parlato della Fresh ‚Äėn Rebel Powerbank da 5200 mAh che √® in grado di caricare fino a 2 dispositivi contemporaneamente con tanto di porta dedicata al tablet, uno dei pochissimi difetti riconosciuti a quella batteria √® forse la poca portabilit√† dovuta ovviamente alla sua dimensione (necessaria). Oggi voglio parlarvi dell’Aukey PIE Mini Powerbank da 3600 mAh, sicuramente meno “dotata” ma con una portabilit√† nettamente superiore dovuta al suo essere particolarmente fine (sfruttando un po’ di pi√Ļ la lunghezza), con tanto di astuccio, cavetto microUSB davvero corto e facilmente trasportabile anche grazie al comodo astuccio incluso nel pacchetto di questo accessorio, il tutto condito da un prezzo parecchio alla portata di tutti, si parla di 13,99‚ā¨ su Amazon in questo momento approfittando di un’offerta in corso.

Aukey-Powerbank3600-51voFTWaACL_Fotor

√ą tutto estremamente pulito e preciso, a partire dal packaging che contraddistingue questo produttore che negli ultimi tempi sembra si stia dando molto da fare, passando per la qualit√† della costruzione o dalla velocit√† di ricarica del dispositivo collegato. La batteria √® leggera ma potente, pi√Ļ che sufficiente per dare due ulteriori cicli di carica ad iPhone 6 e uno completo (con un leggero avanzo di stato di carica) al mio Sony Xperia Z2 che di fabbrica monta una batteria da 3200 mAh e che quindi con i 3600 mAh della Aukey PIE Mini Powerbank va a costituire un’ottima accoppiata.

La batteria necessita di circa 4 ore per ricaricarsi completamente e viene garantita per 500 cicli di “carica / scarica” (carica di Aukey PIE Mini Powerbank che “scarica” se stessa nel device collegato), il produttore consiglia di caricare (e scaricare) la batteria 3 volte dopo averla tirata fuori dalla scatola prima di poter godere appieno delle sue capacit√†.

Sul mercato esistono molte alternative, ormai a prezzi pi√Ļ che accessibili, questa conquista il suo giusto posto tra quelle da tenere d’occhio e in considerazione nel caso in cui foste in “carenza di energia“.

Cosa voi potete sapere grazie a Google (stavolta)

Sembra che l’articolo dedicato a Google e alla vostra privacy sia piaciuto, perch√© non farne una seconda puntata? Non fate strani pensieri guardando il titolo di questo nuovo articolo, non posso certo dirvi che scheletri nascondono Larry Page e Sergey Brin nel loro armadio, ma di certo posso raccogliere una serie di parole chiave e riferimenti che il loro motore di ricerca riconosce permettendovi di ottenere informazioni sempre aggiornate ancora pi√Ļ rapidamente rispetto al doverle cercare tradizionalmente.

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La lista che ho redatto non √® certo “la definitiva” e probabilmente mi sono perso qualcosa per la strada. Di sicuro √® interessante, potenzialmente molto utile ed √® quella nella quale ho cercato di inserire ogni riferimento possa essere considerato davvero valido per la mia e vostra quotidianit√† davanti al monitor, concedendomi di tanto in tanto una meritata pausa e un paragrafo che va decisamente fuori dal seminato ma che ogni tanto vi permetter√† di spezzare la “monotonia” (per cos√¨ dire).

Un salto in archivio

icon_cacheMolti di voi sanno che Google conserva una cache spesso completa di pagine dei vari siti web da lui indicizzati, ci√≤ che forse non sapete √® che potete navigare nella cache di un intero sito web semplicemente chiedendolo. Provate a digitare cache:http://gioxx.org all’interno della barra dell’indirizzo del vostro Firefox o di Google Chrome, navigherete in una versione di questo blog salvata sui server di Google (anche se le immagini verranno caricate sempre dal mio hosting) e chiaramente sostituendo il sito web sar√† possibile farlo con qualsiasi altra fonte.

Che ore sono e che tempo fa a …?

475340-alarm-clock-512cloud-sun-invPotete conoscere l’ora precisa di una qualsiasi citt√† (italiana o straniera, in quest’ultimo caso completa di ore di fuso e data corrente) e il tempo che fa (o far√†) permettendovi cos√¨ di modificare eventuali tappe del vostro percorso. Richiamare ogni risultato √® semplice.

Un banale quanto perfettamente calzante “meteo milano” vi restituir√† le condizioni meteo della capitale lombarda nell’esatto momento e la sua evoluzione nei giorni a venire, completando il tutto con i valori di umidit√†, vento e possibilit√† di precipitazioni, un widget assolutamente identico a quello presente in “Google Notizie e Meteo” su Android. Lo stesso vale per l’ora corrente, anche se in maniera molto pi√Ļ compatta e meno ricca di informazioni, il termine di ricerca (manco a dirlo) sar√† ovviamente “ora milano“. √ą una di quelle funzioni per√≤ (quest’ultima) che √® nettamente pi√Ļ comoda quando si vuole conoscere rapidamente l’ora esatta di una citt√† straniera per la quale non ci si ricorda a memoria la quantit√† di ore di fuso orario che vi separano dalla vostra location, non vorrete mica chiamare il vostro collega di lavoro a Melbourne (Australia, ndr) svegliandolo nel cuore della notte solo perch√© da voi sono le tre del pomeriggio, vero?) …

OraMelbourne

Tempo libero: cinema e sport

13663719191300658152cinema.svg.medChi lo ha detto che serve necessariamente un sito web ufficiale del vostro cinema preferito per conoscere gli orari delle proiezioni? O magari perch√© non provare quel nuovo cinema che … dai … com’√® che si chiama? Google aiuta anche in questo proponendovi dati sempre aggiornati facilmente consultabili anche da smartphone.

Provate a cercare semplicemente “cinema Ravenna” o –in citt√† pi√Ļ grandi come Milano– un pi√Ļ preciso “cinema Lorenteggio“, otterrete cos√¨ la lista dei film in programmazione collegata a ciascuna sala. Occhio per√≤ che il secondo termine di ricerca suggerito funzioner√† correttamente solo se verr√† rilevata correttamente la citt√† dalla quale state accedendo a Google, diversamente vi verranno restituiti risultati standard come per qualsiasi altra ricerca.

Volendo impostare la ricerca “al contrario” vi baster√† inserire come termine di ricerca “film ma che bella sorpresa” (si tratta del nuovo di Bisio attualmente in programmazione, ndr) per ottenere gli orari di programmazione e le sale dove questo viene trasmesso. Ovviamente (immagino sia logico per tutti) il termine di ricerca smetter√† di funzionare nel momento in cui il film uscir√† dalla programmazione e Google torner√† a restituire i risultati di ricerca in maniera standard.

112353-glowing-green-neon-icon-sports-hobbies-people-soccer2-sc37Se invece √® lo sport quello che pi√Ļ vi interessa sappiate che Google riserva un rapido e apposito termine di ricerca che torner√† utile per conoscere rapidamente il risultato di una partita (qualsiasi sport o quasi, da quanto ho potuto provare) il quale non potrebbe che non essere “risultato milan inter” o semplicemente “risultato milan” per conoscere l’esito dell’ultima partita di calcio giocata, ma anche per includere ulteriori dettagli immediatamente consultabili:

risultati-milan

Conversioni, definizioni e traduzioni

Vi manca la calcolatrice? Poco male, un semplice “2+2” nel campo di ricerca vi dar√† immediata risposta, anche con le operazioni pi√Ļ complesse, senza considerare che anche la pi√Ļ banale delle operazioni cos√¨ lanciate far√† comparire a video la calcolatrice offerta dal motore di ricerca sulla quale potrete continuare a lanciare ulteriori calcoli:

calcolatrice-google

Anche con le conversioni Google se la cava bene, per questo vi baster√† cercare qualcosa di simile a “10 miglia in km” per ottenere immediatamente la corrispondenza tra l’unit√† di misura americana e la nostra, senza considerare che vale con qualsiasi altra unit√† di misura :-)

Definizioni e traduzioni? Abbiamo anche quelle, un termine di ricerca come “definizione informatica” vi permetter√† di accedere immediatamente a ci√≤ che √® contenuto nel vocabolario di Big G., permettendovi inoltre di tradurre il termine in qualsiasi altra lingua:

vocabolario-google

stesso risultato al quale si arriverebbe cercando “traduzione informatica inglese” o “traduci pomodoro in inglese” o magari un pi√Ļ semplice “translate“, che far√† comparire direttamente i box che vi permettono di inserire il testo originale e tradurlo nella lingua che preferite (senza andare su translate.google.com):

google-translate-mini

Ricerche pi√Ļ o meno precise

Per la serie “lo sapevate che?“, volendo cercare “Firefox” nel mio blog vi baster√† digitare “site:gioxx.org Firefox” nel campo di ricerca di Google o nella barra URL di Firefox o Chrome, accederete cos√¨ a tutto ci√≤ che c’√® di disponibile e indicizzato del solo “gioxx.org”, al quale potrete ovviamente sostituire qualsiasi altro sito web. √ą solo uno dei metodi per affinare la ricerca tramite il big californiano.

Potrete infatti portare a termine la vostra “ricerca perfetta” anche tramite alcune accortezze che spesso potrebbero sfuggire. Ad esempio potrete usare un termine di ricerca come “frase esatta” (mantenendo le virgolette e sostituendo solo frase esatta con il testo che state cercando in quella precisa forma e posizionamento), oppure qualcosa come “frase alla quale manca * parola” (anche senza le virgolette) dove l’asterisco servir√† a cercare qualsiasi termine che si posizioner√† correttamente all’interno di quella frase.

Se poi quello che non ricordate √® il video di una canzone che avete sempre adorato o chi √® il cantante attuale del vostro gruppo preferito vi baster√† usare rispettivamente termini di ricerca come “video hanno ucciso l’uomo ragno” o “cantante soad” (anche in questi due casi le virgolette possono essere omesse).

google-cantanteSOAD

Easter Egg

Come le uova di Pasqua (secondo la tradizioni) anche queste si nascondono, vanno ricercate, richiamate, attivate. Una serie di codici che personalmente ho molto apprezzato negli anni e che ogni tanto torno a visitare per “staccare qualche minuto“:

Easter_eggs-2-resized

Andate in Google Immagini e ricercate “atari breakout“, controllate l’asta per il rimbalzo con le frecce della tastiera (non conviene, troppo lenta) o con il mouse (decisamente consigliato!) e divertitevi per il tempo che ritenete opportuno. Se invece volete qualcosa di leggermente pi√Ļ complesso e altrettanto soddisfacente provate a cercare “zerg rush” in Google (e non vi dico come si gioca, ci ho messo un po’ anche io ma poi … tutta discesa!) :-)

Se invece non sono i giochi ad interessarvi ma un comportamento “single shot per una risata” potreste pensare di cercare “askew” o “tilt” (danno luogo allo stesso effetto), o magari “do a barrel roll“. Siete tipi pi√Ļ complessi e romantici? Avete mai provato a verificare il tipo di grafico generato da una formula come questa?

sqrt(cos(x))*cos(300x)+sqrt(abs(x))-0.7)*(4-x*x)^0.01, sqrt(6-x^2), -sqrt(6-x^2) from -4.5 to 4.5

google-formuleromantiche

No dai, voi no dai, no dai, noi no dai, voi siete ricorsivi, così tanto che cercare ricorsivo in Google farà pensare al motore di ricerca che magari stavate cercando ricorsivo o forse ricorsivo, o ricorsivo ancora :-)

E per concludere un bellezza perch√© non chiedere a Google la risposta alla vita, dell’universo e del tutto (the answer to life, the universe and everything) oppure il numero di corna in testa ad un unicorno (the number of horns on a unicorn) ;-)

Quei “/” nascosti

Un paragrafo che vuole concludere un percorso tutto sommato lungo e ricco di dettagli che magari non conoscevate o che non avevate ancora trovato sotto uno stesso tetto. Ci sono piccoli rimandi a pagine o interi siti web (seppur minuscoli) che possono aiutarvi nella quotidianità anche se -magari- non eravate a conoscenza della loro esistenza.

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Per esempio, ricordate la lista programmazione dei film al cinema di cui vi ho parlato qualche paragrafo pi√Ļ sopra? Ecco, volendo potreste aprire direttamente google.it/movies e cambiare localit√† (se non viene rilevata automaticamente tramite il browser) per visualizzare immediatamente tutti gli orari, i film e le sale in ordine e facilmente accessibili (per leggerne i dettagli).

Se invece vi interessa conoscere i dettagli di un volo perché non fare un salto su google.it/flights? E non dimenticate di comprare un pensierino per la vostra compagna prima di rientrare, magari potreste usare google.it/shopping se vi va (così da confrontare prezzi e marche).

Il tutto a meno che non siano le statistiche e i trend ad interessarvi. In tal caso potreste pensare di utilizzare google.com/trends e cercare ci√≤ che pi√Ļ desiderate o scoprire che tipo di ricerche sono state effettuate durante gli anni passati, a meno di voler fare un giro su research.google.com/bigpicture/music se √® la musica la vostra passione.

Di siti “nascosti” ce ne sono davvero tanti. Si va dalle pagine dedicate a Marte alla rubrica contatti personale (da poco splendidamente rinnovata), passando dalla raccolta dei font liberamente utilizzabili.

screenshot-www google com 2015-03-19 11-36-01

E la ciliegina sulla torta sono sempre loro, quei loghi che ricordano il brand seppur modificandone l’aspetto, che da anni ormai la fanno da padrone per qualsiasi evento meritevole di spazio, di ricordo, di una ricerca ben precisa: i “Doodles“. Raccolti e disponibili su google.com/doodles √® all’interno di questo gruppo che potrete trovare lo splendido logo-gioco dedicato ai 30 anni di Pac-Man, ed √® con questo che voglio concludere questo articolo che spero possa piacervi e raccogliere nei commenti qualche altro riferimento che mi √® sicuramente sfuggito! :-)

Fresh ‘n Rebel Powerbank 5200 mAh

Smartphone: croce e delizia per ciascuno di noi, nuovi schiavi della carica a portata di mano per la disponibilit√† di posta elettronica, applicazioni e web ovunque ci si trovi. La velocit√† dati variabile, la cella di turno che non permette una buona ricezione, l’applicazione che resta aperta tutto il tempo e che finir√† per non farci arrivare a casa in tempo per non veder morire il terminale. Nuovi problemi di un’era moderna che nonostante i passi da gigante della tecnologia continua a necessitare di accessori che possano prolungare la vita delle innaturali estensioni del nostro cervello. Ancora una volta banco prova, stavolta tocca alla Fresh ‘n Rebel ed a uno dei suoi prodotti pi√Ļ validi in fatto di energia portatile: la Powerbank 5200 mAh.

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Solida, sufficientemente compatta e trasportabile (49 x 101 x 27 mm, ha trovato il suo posto nel mio borsello facilmente), permette di caricare fino a due dispositivi contemporaneamente e una delle sue porte USB Out eroga 5V / 2,1A perfetta per l’iPad. Il pacchetto del prodotto include un cavo microUSB che pu√≤ essere ovviamente utilizzato per caricare il vostro telefono Android o ricaricare la batteria sfruttando la porta USB In, al cavo Lightning o al vecchio 30 pin dovrete pensarci voi se utilizzate dispositivi Apple.

La batteria carica i dispositivi collegati e nel caso in cui questi siano arrivati a carica completa smetter√† di erogare energia cos√¨ da preservare lo stato di carica interno che potr√† tornarvi utile nel corso del resto della giornata. Contrariamente ad alcuni prodotti di vecchia generazione questa batteria potr√† caricare o essere caricata, le due azioni non potranno avvenire contemporaneamente e questo non vi permetter√† quindi di utilizzare la¬†Powerbank 5200 mAh come fosse un caricabatterie da muro sfruttando due porte in una sola volta, neanche come semplice passante senza la possibilit√† di caricare la batteria interna, peccato, so benissimo che si tratta di motivi di sicurezza ma in questo nessuno batter√† la mia vecchia Duracell che ancora oggi regala soddisfazioni soprattutto all’estero (un solo adattatore di corrente, due dispositivi sotto carica durante la notte).

fresh-n-rebel_5200mah-1pb200-6

La Powerbank 5200 mAh ha un prezzo di listino che varia dai 19 ai 35 euro circa, approfittando di un’offerta attuale su Amazon la si porta via a 19,99‚ā¨. Non √® difficile trovare alternative a prezzi simili e in alcuni casi si porta a casa un prodotto che include una batteria con maggiore capienza, impossibile negarlo. Io posso solo apprezzare la buona qualit√† di questo Fresh ‘n Rebel ed essere contento per essere passato da una Varta 1800 mAh (con un prezzo attuale di 24,99‚ā¨ passando da Amazon) a una nuova riserva energetica da 5200 mAh in grado di dare un intero nuovo ciclo di carica allo smartphone (considerando che la batteria montata nel Xperia Z2 √® da 3200 mAh) pur conservando ancora carica disponibile per un altro dispositivo, il tutto ad un prezzo che torna immediatamente ad essere competitivo considerando la differenza economicamente labile con batterie meno potenti.

Il prodotto √® sicuramente valido ma molto dipende dalle vostre esigenze e dallo spazio che potrete dedicargli (non siamo in molti a pensare che le tasche del jeans non siano pi√Ļ -da tempo- il giusto posto dove conservare tutto ci√≤ di cui abbiamo bisogno quotidianamente, dal portafogli al doppio telefono passando per le infinite chiavi di casa e macchina). E voi? Avete alternative realmente valide e cos√¨ trasportabili?

Pogoplug 4: sfruttare Busybox e Samba per dare vita alle cartelle di rete

Pogoplug √® un piccolo prodotto attraverso il quale potrete creare e gestire uno spazio cloud completamente personale (i file sono fisicamente presenti sui vostri dischi, ndr) con il vantaggio dell’avere un software gi√† ben avviato (e abbastanza aggiornato), sempre disponibile sul web e raggiungibile tramite applicazione o interfaccia navigabile da browser. Uno spazio potenzialmente “infinito” (con le dovute pinze, ovviamente) grazie alle porte USB ed eSata presenti sul Pogoplug stesso al quale potrete ovviamente collegare dischi esterni. Questo articolo √® dedicato alla quarta versione del prodotto acquistata a un prezzo decisamente inferiore al suo listino grazie ad un’offerta su Amazon (US), pacco consegnato in pochissimi giorni e con un ricarico minimo di tasse per un totale di spesa inferiore ai 40 ‚ā¨ (impossibile non essere soddisfatti delle performance del big del commercio elettronico), considerando che il prezzo di listino si aggira ufficialmente intorno al centinaio di euro.

Pogoplug-series4-hero_Fotor

Il Pogoplug diventa ancora pi√Ļ interessante se si pensa che con un minimo di lavoro si riesce a modificare il comportamento di default previsto dalla casa madre poich√© basato su una distribuzione essenziale di Linux chiamata Busybox:

/etc # uname -a
Linux Pogoplug 2.6.31.8 #5 Wed Sep 28 12:09:12 PDT 2011 armv5tel GNU/Linux

Di risorse ne esistono davvero tante e nel corso del tempo sono saltati fuori articoli in grado di spiegare passo-passo tutte le possibili modifiche o aggiunte al sistema; dall’installazione di Samba per la condivisione dei file in rete LAN su Windows al client Torrent da poter controllare anche da remoto con il minimo sforzo. Stavolta si affronta la prima citata con una piccola parentesi dedicata a OS X, ne ho raccolte diverse su delicious.com/gioxx/pogoplug.

Per partire

Procuratevi una scheda SD (anche da 1 GB, basta e avanza), un client che possa collegarsi in SSH al Pogoplug (terminale di OS X o Linux o PuTTY su Windows) e un cavo di rete direttamente connesso al vostro router (il Pogoplug non integra un chip WiFi e il cavo resta in ogni caso pi√Ļ stabile e affidabile, ndr). Se sapete di cosa sto parlando consiglio una reservation sul DHCP basata sul Mac Address del Pogoplug che trovate direttamente sulla sua etichetta.

A corredo suggerisco le applicazioni per iOS e Android se prevedete di effettuare il backup dei vostri dispositivi sul disco fisso connesso al prodotto (o nei 5GB messi a disposizione dall’account gratuito online).

Pogoplug
Price: Free

Da ora in poi (e per alcuni vale gi√† quanto scritto fino a qui) occhio a ci√≤ che fate. Se non vi sentite sicuri utilizzate l’area commenti per chiedere lumi o rinunciate, nessuno ve ne far√† una colpa ;-)

SD: formattazione su OS X

Questo √® quel paragrafo che potete saltare a pi√® pari nel caso in cui stiate lavorando sotto Microsoft Windows. Tasto destro sulla lettera che identifica la vostra scheda SD, Formatta, scegliete FAT32 tra le voci disponibili in File System ed √® fatta (occhio alla formattazione veloce, basta e avanza per quello che andremo a fare). Su OS X la storia cambia, non si traduce con un paio di clic, aiuta decisamente pi√Ļ il Terminale. A SD inserita lanciatelo e cercate la scheda tra le memorie disponibili con il comando:

diskutil list

Una volta identificata (date un’occhiata allo spazio totale, cos√¨ la facciamo pi√Ļ semplice) si parte con la formattazione in FAT32:

sudo diskutil eraseDisk FAT32 POGO MBRFormat /dev/disk4

dove “POGO” √® il nome che ho scelto per la scheda SD (quindi potete usarne un altro) e disk4 √® la scheda individuata tramite il “list“, questo il risultato:

Neptune:~ gioxx$ sudo diskutil eraseDisk FAT32 POGO MBRFormat /dev/disk4
Password:
Started erase on disk4
Unmounting disk
Creating the partition map
Waiting for the disks to reappear
Formatting disk4s1 as MS-DOS (FAT32) with name POGO
512 bytes per physical sector
/dev/rdisk4s1: 15485368 sectors in 1935671 FAT32 clusters (4096 bytes/cluster)
bps=512 spc=8 res=32 nft=2 mid=0xf8 spt=32 hds=255 hid=8192 drv=0x80 bsec=15515648 bspf=15123 rdcl=2 infs=1 bkbs=6
Mounting disk
Finished erase on disk4
Neptune:~ gioxx$

Potete quindi smontare la scheda SD e inserirla nel Pogoplug, che accenderete subito dopo collegandolo alla rete elettrica.

Installazione di Samba

Il mio articolo si basa sull’ottimo originale pubblicato da Razvan Rosca e disponibile su razva.ro/how-to-install-samba-on-pogoplug-4 (lo stesso ha scritto come installare Arch Linux pur mantenendo le caratteristiche del salvataggio in cloud di My Pogoplug: razva.ro/install-arch-linux-pogoplug-samba-pogoplug-4). Qui voglio raccogliere il da farsi localizzato in italiano basandomi sulla mia personale esperienza (nel mio caso ho utilizzato una scheda SD e un disco USB attaccato a una delle porte USB 3.0), suggerendovi altre fonti che ho avuto modo di scoprire e leggere durante le svariate ricerche fatte.

La scheda SD è formattata e dentro al Pogoplug, abilitate il prodotto a farvi accedere via SSH dalla pagina web del servizio (my.pogoplug.com, Settings, Security):

Schermata 2015-01-27 alle 22.09.14

Scegliete una password che potrete ricordare semplicemente ma che non sia banale (soprattutto se il vostro Pogoplug sar√† accessibile dall’esterno della vostra rete casalinga tramite IP pubblico!). Usate ora un Terminale (OS X o Linux) o PuTTY su Windows (ne avevamo gi√† parlato, ricordate?) e puntate all’IP del Pogoplug, entrate come root e con la password che avete stabilito sull’interfaccia web. Da ora in poi √® tutto un comando o un file di configurazione, procedete con ordine, non fate confusione, nel caso aveste dei dubbi utilizzate l’area commenti!

Montate la “/” in lettura e scrittura e create la cartella /opt

mount -o remount,rw /
mkdir /opt

prima di poter montare la scheda SD nella /opt sarà necessario capire chi è la SD e chi il disco fisso collegato alla porta USB, per farlo basterà andare in /tmp/.cemnt e lanciare un ls della cartella:

cd /tmp/.cemnt/ls | grep mnt

questo il mio risultato:

/tmp/.cemnt # ls -la | grep mnt_
drwxr-xr-x    6 root     root   4096 Jan  1  1970 mnt_mmcblk0p1
drwxr-xr-x    1 root     root   8192 Jan 14 02:18 mnt_sda1
/tmp/.cemnt #

e si scopre che mnt_mmcblk0p1 è la scheda SD (basta entrare nella cartella e lanciare un ulteriore ls per controllare che file contiene, riconoscerete cosa avete messo dove, no? :-)). A questo punto si potrà procedere con il montare in lettura e scrittura la SD nella /opt:

mount -o exec,remount /tmp/.cemnt/mnt_mmcblk0p1/ /opt

Sostituiamo il wget originale del Pogoplug con quello ufficiale che siamo abituati a vedere sulle macchine Linux pi√Ļ comuni (ma anche su Windows, usato in diversi miei script):

cd /opt
mkdir work
cd work
wget http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/wget_1.12-2_arm.ipk
tar xf wget_1.12-2_arm.ipk
tar xf data.tar.gz
mv /usr/bin/wget /usr/bin/wget.bak
mv /opt/work/opt/bin/wget /usr/bin/

a questo punto procediamo con un po’ di pulizia per poter lavorare meglio, basta un semplice

rm -rf /opt/work/*

Ora si passa all’installazione di IPKG che permetter√† in seguito di installare pacchetti binari tra cui Samba, da spostare subito dopo nella /opt:

cd /opt/work
wget http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk
tar xf ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk
tar xf data.tar.gz
cd /opt/work/opt
mv * /opt

pulizia, ancora una volta:

rm -rf /opt/work/*

A questo punto occorrer√† preparare la directory all’interno della quale far lavorare IPKG e aggiungere i repository ai quali “bussare” per cercare e scaricare i pacchetti:

mkdir -p /opt/etc/ipkg
echo "src cross http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable" > /opt/etc/ipkg/armel-feed.conf
echo "src native http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/native/unstable" >> /opt/etc/ipkg/armel-feed.c

e coprire i file delle dipendenze per poi lanciare l’aggiornamento di IPKG:

cp /opt/lib/libipkg.so.0.0.0 /opt/lib/libipkg.so.0
/opt/bin/ipkg update

Siamo pronti per installare libnsl ed in seguito Samba:

/opt/bin/ipkg install libnsl
cp /opt/lib/libnsl-2.5.so /opt/lib/libnsl.so
cp /opt/lib/libnsl-2.5.so /opt/lib/libnsl.so.1
/opt/bin/ipkg install samba2

A questo punto bisognerà mettere da parte il file di configurazione di default di Samba per poterne creare uno nuovo che andremo a personalizzare in seguito:

mv /opt/etc/samba/smb.conf /opt/etc/samba/smb.conf.bak
touch /opt/etc/samba/smb.conf
vi /opt/etc/samba/smb.conf

premendo “i” sulla tastiera si entrer√† in modalit√† di inserimento e potrete copiare e incollare ogni singola riga (qui di seguito), una alla volta, occhio a non fare copia e incolla totale perch√© non vi riuscir√† e dovrete ricominciare (consiglio per i pi√Ļ temerari: tasto ESC e poi scrivete q! per uscire da vi senza salvare ci√≤ che avete combinato):

[global]
        workgroup = workgroup
        server string = Pogoplug
        hosts allow = 192. 127. 10.
        null passwords = yes
        guest account = root
        log file = /opt/var/log/samba/log.%m
        max log size = 50
        security = share
        encrypt passwords = yes
        smb passwd file = /opt/etc/samba/smbpasswd
        dns proxy = no
        preserve case = yes

[sda1]
        comment = USB1
        path = /tmp/.cemnt/mnt_sda1/
        available = yes
        public = yes
        writable = yes
        printable = no
        create mask = 0777
        guest ok = yes
        browseable = yes

Il file (tradotto in soldoni) permetter√† il collegamento al disco gestito da Samba dalle reti 192. e 10. (oltre il classico localhost 127.(0.0.1)). Al posto del path sotto sda1 mettete il puntamento al vostro disco collegato alla porta USB 3 (vi ricordate quanto verificato qualche paragrafo pi√Ļ su? mnt_sda1 corrispondeva al mio disco esterno, lo richiamo adesso). Al posto di sda1 nelle parentesi quadre inserite il nome da dare alla cartella condivisa sotto Samba.

Se tutto vi sembra in ordine premete il tasto ESC e scrivete “wq” (write and quit) per salvare e uscire da vi. A questo punto potrete testare la validit√† della configurazione del vostro Samba:

/opt/bin/testparm

questo è grosso modo il risultato che dovrebbe spuntare fuori:

/opt/etc/samba # /opt/bin/testparm 
Load smb config files from /opt/etc/samba/smb.conf
Processing section "[DiscoDatiUSB3]"
Loaded services file OK.
Press enter to see a dump of your service definition

in caso contrario c’√® un problema. Niente panico, potete buttare via il file di configurazione Samba (rm -rf /opt/etc/samba/smb.conf) e rifarlo (tornate al vi /opt/etc/samba/smb.conf). Se tutto √® filato liscio potrete lanciare Samba:

/opt/etc/init.d/S80samba start

Godetevi il risultato esplorando l’unit√† da una qualsiasi macchina Windows nella rete, avviate un esplora risorse e puntate a \\IPPogoplug, dovreste trovare la cartella condivisa (corrispondente al disco USB) pronta per essere utilizzata:

Schermata 2015-01-27 alle 22.53.43

Ho dimenticato qualcosa? Pensate che ci sia qualcosa che non quadra? L’area commenti √® a vostra totale disposizione!

OS X 10.10.1 e smb://, Support deprecated

Andate nel Finder e quindi nelle applicazioni, entrate nella cartella delle Utility e avviate Console. Da questo spostatevi sulla voce “system.log” sotto FILE (colonna di sx, ndr) per leggere gli ultimi errori di sistema tracciati nel file di log, dovreste trovare qualcosa di molto simile a questo:

Jan 21 22:10:05 Neptune kernel[0]: smb1_smb_negotiate: Support for the server POGOPLUG has been deprecated (PreXP), disconnecting

Come avrete capito il supporto per il Samba installato sul Pogoplug non √® pi√Ļ affare di Apple in quanto considerato vecchio e abbondantemente superato. Cercando nel web si arriva a diversi risultati che spesso per√≤ non aiutano (come questo vecchio consiglio per Lion: support.apple.com/en-us/HT200158). Ho provato a sbatterci la testa per diverso tempo ma nessuno dei test eseguiti ha portato al risultato sperato. Poco male, l’applicazione di backup ufficiale per OS X integra ancora la funzione di mappatura dinamica dei dischi collegati al Pogoplug, questo vi permetter√† di vederli e amministrarli come se fossero collegati direttamente al vostro Macbook (e famiglia).

La si scarica dal sito ufficiale ma potete trovarne una copia qui (in caso di necessit√†): app.box.com/s/gi3s3wiilgkdkr4ob9w26v5twmant6mi (anche se dovesse diventare obsoleta, al primo avvio richieder√† l’aggiornamento). La modifica va operata da “Settings” e funzioner√† solo ad applicazione avviata sul sistema:

Schermata 2015-01-26 alle 20.42.19

Chiaramente all’interno delle unit√† montate nel sistema troverete anche la stessa SD sulla quale avrete installato i pacchetti aggiuntivi tramite IPKG, potete espellere l’unit√† cos√¨ da evitare ogni possibile errore ;-)

Riavviare il Pogoplug ed il Samba installato

Questa √® forse la pecca pi√Ļ fastidiosa del prodotto. Se viene riavviato sar√† necessario ricordarsi di dare un “giro di chiave” anche alla modifica operata: occorrer√† montare l’unit√† SD e avviare Samba. Poco male, si pu√≤ sempre creare uno script ad-hoc (che nell’esempio ho chiamato startengine.sh) da tenere a portata di mano nella /etc e far fare a lui il lavoro sporco:

touch /etc/startengine.sh
vi /etc/startengine.sh

e includere al suo interno:

mount -o remount,rw /
mount /tmp/.cemnt/mnt_mmcblk0p1 /opt
/opt/etc/init.d/S80samba

Dove (ve lo ricordo ancora una volta) mnt_mmcblk0p1 corrisponde alla mia scheda SD e va sostituita con il nome assegnato alla vostra. Salvate il file e lanciate un chmod 0755 startengine.sh per renderlo eseguibile ed il gioco è fatto, basterà ovviamente collegarsi in SSH al Pogoplug e lanciare lo script con /etc/startengine.sh.

In conclusione

Una spesa tutto sommato affrontabile per riutilizzare i propri dischi USB esterni permettendo ai client di una stessa rete di accedervi facilmente in qualsiasi momento, copiare / spostare dati e fare backup dei propri dispositivi iOS, Android, OS X o Windows. Una soluzione che seppur modificata manterr√† le funzionalit√† previste dalla fabbrica permettendovi di avere un punto unico di accesso ai vostri file e -se volete- un server DLNA accessibile anche da console (non ve ne ho parlato perch√© generalmente utilizzo Plex, lo stesso accede ai file contenuti sul disco collegato al Pogoplug, ndr). L’unico limite √® dettato dall’hardware del prodotto e dalla vostra fantasia ma anche dalla vostra pazienza.

Buon divertimento! ;-)

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