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Quello che Google sa di te (e anche di me)

È uno di quegli articoli sempreverdi che non passa mai di moda, “il lupo nero” che la mamma utilizzava per metterci la giusta dose di paura addosso evitando così di farci mettere le mani sul fuoco o nella presa della corrente elettrica, un metodo da sempre odiato perché preferito alla spiegazione più complessa in stile “non si fa perché“, ma questo è tutt’altro discorso.

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I dati sono la risorsa più preziosa per il motore di ricerca più importante e conosciuto al mondo, voi siete dati, tutti i giorni, tutto il giorno, una continua cascata nelle loro macchine, nel loro spazio, non ve lo ha mai detto la mamma che nessuno regala niente in realtà? I suoi servizi sono ormai considerati fondamentali e tutti (o quasi) abbiamo una casella di posta GMail o uno smartphone Android (ma anche iOS)ch. Non avete mai avuto la curiosità di sapere cosa sa di voi Google? Ci sono alcuni indirizzi da conoscere per andare a consultare almeno in parte quei dati. Facciamoci insieme un’idea :-)

Una dashboard, tutto il mondo Google

Da qualche tempo ormai big G. ha realizzato e messo a disposizione di noi tutti una grande console attraverso la quale controllare statistiche (ma non solo) di ogni singolo servizio messo a disposizione, è una dashboard dalla quale potrete rilanciare rapidamente ogni sito web connesso all’azienda e al vostro account. Potete dargli un’occhiata (e optare per un reminder mensile che inviterà puntualmente a farlo successivamente) puntando il browser all’indirizzo google.com/settings/dashboard.

Partiamo dai fondamentali: le ricerche

Google è nato come motore di ricerca e come tale nella maggior parte dei casi (per tante persone almeno) viene utilizzato, è giusto quindi partire da quello (fatta eccezione per la Dashboard). Potete consultare la cronologia delle vostre ricerche sia per ciò che riguarda Google (motore principale) che per YouTube, trattandosi di un prodotto della stessa azienda. Rispettivamente potrete far riferimento a google.com/history e youtube.com/feed/history/search_history. Vi ricordo che aprendo una finestra di navigazione anonima (Firefox, Modalità Incognito invece per Chrome) le ricerche non verranno memorizzate all’interno della cronologia.

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Sei stato per caso dall’amante?

È una vera e propria cronologia delle vostre posizioni, non necessariamente basata sull’utilizzo di Google Maps. Può andare bene uno smartphone, un checkin o qualsiasi altra cosa ricondotta al vostro account. Salvo un’opzione differente stabilita all’interno delle applicazioni di Google presenti sul vostro PC, telefono o tablet. Se siete stati dall’amante vi consiglio di far qualcosa per eliminare quelle posizioni ormai memorizzate e accessibili (ripeto: se non disattivate volutamente nelle applicazioni di Google) all’indirizzo maps.google.com/locationhistory. Vi chiedete se Google è in grado di mandarvi un killer specializzato in caso di necessità? Beh la risposta è davanti ai vostri occhi filtrando gli ultimi 30 giorni di spostamenti, volendo ;-)

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Dimmi chi accede a cosa

Ovvero tutte quelle applicazioni, servizi di terze parti e hardware che in qualche modo comunica con il vostro account Google ed a ciascuno dei suoi servizi e siti web annessi. Non preoccupatevi se troverete sconfinate praterie di schifezze in grado di accedere ai vostri dati, da questa stessa schermata potrete revocare ogni singolo accesso conoscendone prima l’accesso dettagliato, vi basterà puntare il vostro browser all’indirizzo security.google.com/settings/security/permissions.

Pubblicità, alla base di tutto

La pubblicità è l’anima del commercio, si parla quindi di Google Ads, con dati basati sul vostro account e sulla vostra navigazione, google.com/settings/ads vi darà accesso ad abitudini, target, età / sesso / dati personali raccolti grazie a voi o per calcoli degli script di Google stesso. Da qui potrete disattivare inoltre disattivare gli annunci basati sui vostri interessi nei siti specifici dei servizi di Google (GMail, Maps, ecc.) e nella semplice ricerca web. Esiste inoltre un componente aggiuntivo che permette di disattivare il tracciamento di Google Analytics da installare direttamente nel vostro browser, potete scoprirne di più visitando la pagina tools.google.com/dlpage/gaoptout?hl=it.

Controllo di sicurezza dell’account

Si tratta della pagina che riassume i dettagli del vostro account, la stessa all’interno della quale vengono riepilogate anche le policy di sicurezza che lo regolano, dalla quale potrete ritoccare il piano dati a disposizione (lo spazio utilizzato da GMail o dal backup delle foto, giusto per capirci), modificare la password e molto altro ancora, un coltellino svizzero da non sottovalutare affatto, si accede tramite  accounts.google.com.

Verifica in due passaggi

È uno di quegli argomenti di cui vi parlo mille volte e che spero sia entrato ormai nel vostro quotidiano. Più che scoprire cosa Google sa di voi in questo caso sarebbe il caso di mettere tra voi e una terza parte qualsiasi (Google compresa, ndr) uno strato di sicurezza in più. Alla pagina google.com/intl/it/landing/2step troverete istruzioni e tour. Nel caso in cui siate già registrati troverete i vostri dettagli, i codici di backup, il numero di cellulare associato e qualsiasi ulteriore dettaglio, ultimo dettaglio curioso è la data dalla quale Google “vi protegge” tramite la verifica in due passaggi.

ICE: In Case of Emergency

È un prendi tutto e scappa, nel caso in cui voleste fare un fagotto per migrare sull’isola che non c’è oppure nel caso in cui vogliate mettere al sicuro tutto ciò che vi riguarda prima di una improbabile ma eventuale apocalisse in casa Google. Accedete a google.com/takeout e richiedete il download di ciò che vi spetta.

In conclusione

Penso sia importante conoscere il più possibile ciò che ci riguarda e che seminiamo -volenti o nolenti- sul web, soprattutto quando si parla di servizi così importanti come quelli messi a disposizione da Google. La maggior parte di quanto esposto nell’articolo è riassunto nella pagina ufficiale di Google all’indirizzo google.com/goodtoknow/online-safety/security-tools dove troverete inoltre ulteriori informazioni, e nel caso in cui aveste altri suggerimenti per includere altre voci beh, fatevi avanti nei commenti! :-)

SONY Walkman WS613

L’andare in palestra o piscina è ormai una delle voci a calendario di molti di noi, e anche se il sottoscritto è stato obbligato ad un periodo di fermo per recuperare una spalla non esattamente al massimo della sua forma, la tecnologia continua a correre sempre veloce tentando di andare a soddisfare esigenze che spesso non sappiamo neanche di avere. La presenza di SONY nel campo audio è una delle punte di diamante del colosso giapponese, vi ho già parlato di loro prodotti in passato e questo è uno dei due che ho attualmente in prova, specificatamente pensato per gli sportivi ma adatto proprio a tutti, si tratta del SONY Walkman WS613.

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Leggero, comodo da indossare (molto meno per chi possiede una folta chioma, penso soprattutto alle donne), robusto quanto basta e con una batteria che non ti molla quando sei all’apice della tua corsa o quasi al termine delle tue vasche, è uno dei classici prodotti affidabili della famiglia SONY. Vediamo insieme qualche dettaglio in più.

Double face e sempre pronto

Un modo strano per definirlo, ne sono consapevole, ma non c’è nulla di meglio per permettervi di capire la versatilità di questo prodotto che può rapidamente trasformarsi da “semplici” auricolari bluetooth connessi al vostro telefono per godersi un suono pieno e appagante senza alcun filo (tipicamente molto scomodo durante una qualsivoglia sessione sportiva) a vera e propria memoria di massa integrata, all’interno della quale potrete memorizzare le vostre canzoni preferite nel caso in cui il vostro telefono non si trovi nel raggio di portata del bluetooth. Si parla di 4GB di memoria nel modello provato e recensito, ma si arriva fino a 16GB nel modello WS615, entrambi in grado di riprodurre file mp3, WMA, PCM lineare e AAC per i puristi che ricercano un suono superiore. Manco a dirlo gli auricolari integrano un microfono così da permettervi ancora una volta di non dover prendere il telefono ma continuare a fare ciò che state facendo, comodamente. Con un’ora e mezza circa di tempo per caricarli completamente riuscirete ad ascoltare musica fino a 4 ore in bluetooth o 8 ore se utilizzate i file memorizzati al suo interno. Per chi non ha tempo SONY mette a disposizione la funzione di carica rapida attraverso la quale potete ricaricare la batteria del SONY Walkman WS613 per circa 3 minuti che vi permetteranno di ascoltare musica per circa un’ora (occhio però: è tutto un po’ più limitato, si parla di riproduzione di mp3 su memoria interna con un bitrate massimo di 128 kbps).

Guarda mamma, senza mani!

Magari non proprio senza mani ma sicuramente quel suo “telecomando” migliora molto la vita. Non vi citerò il Signore degli Anelli perché sarebbe una battuta troppo stupida persino per me, ma SONY ha pensato proprio a questa forma per racchiudere i comandi fondamentali del suo prodotto. Un piccolo anello completamente impermeabile vi permetterà di avviare una canzone, andare avanti e indietro, alzare o abbassare il volume oppure accettare, rifiutare o terminare una chiamata.

SONYWalkmanWS613_RunRing

Forse non è del tutto estetico e la chiusura potrebbe essere ostica e inizialmente scomoda ma ci farete l’abitudine, soprattutto inizierete ad amarlo perché così non sarete costretti a ricordarvi la posizione dei tasti sugli auricolari mentre li state indossando, non ci riuscirete facilmente, non almeno nei primi tempi ;-)

Gestire la musica (PC, Android, iOS)

Come già detto, il SONY Walkman WS613 permette di portare con se canzoni non necessariamente presenti sul telefono, fondamentali soprattutto quando non si può utilizzare la connessione bluetooth (come in vasca, ndr). La sua memoria da 4GB (16 nel modello superiore) viene vista da Windows come un disco esterno, basterà collegarlo via USB (tramite la stessa culla di ricarica) e copiare al suo interno i file. Per leggere quei file basterà semplicemente accendere il WS613 e metterlo in play, ammesso che non vogliate sfruttare il vostro telefono e Spotify, ancora più comodo se potete sfruttare NFC per portare a termine l’accoppiamento con un semplice gesto! ;-)

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Se volete pilotare il vostro ascolto o semplicemente scoprire cosa avete a disposizione sulla memoria interna del prodotto potete anche scaricare e utilizzare l’applicazione ad-hoc sviluppata da SONY, Songpal, disponibile gratuitamente per Android e iOS:

L’applicazione gestirà SONY Walkman WS613 una volta connesso, c’è davvero bisogno di dirlo?

In conclusione

Si tratta di un buon prodotto che migliora l’esperienza sportiva da palestra o all’aperto (e vi risparmierà qualche imprecazione quando nella quotidianità il cavo degli auricolari tende a stare sempre in mezzo) durante una corsa o una nuotata, non è importante la scelta, diventa importante la vostra forza di volontà unita a tutti gli strumenti che riterrete opportuno utilizzare. Occhio ai limiti imposti (soprattutto di impermeabilità, classe IPX5, protetto quindi dalla polvere e dai getti d’acqua, non pensate di poterci andare in immersione totale per chissà quanto tempo, sono comunque perfetti per l’attività in piscina), il resto sta solo a voi. La scatola contenente il SONY Walkman WS613 (così come per il fratello maggiore WS615) comprende gli auricolari, il caricabatterie che farà anche da “culla” e la solita serie di adattatori di gomma affinché possiate trovare quelli giusti per il vostro padiglione auricolare.

Il prezzo? Variabile, si passa dai 118€ circa di Amazon e si può arrivare fino a 150€ su svariati altri listini che ho potuto trovare online ed offline. Qualche euro di più è ovviamente richiesto per il modello W615 con i 16GB di spazio sulla memoria interna. Forse un pelo troppo per quanto messo a disposizione? La qualità ha sempre il suo prezzo.

App: Nights Keeper (non disturbare)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

nightskeeper_iconSi lo so, le rubriche sono quelle cose che bisognerebbe cominciare e portare avanti a vita ma come ben sapete questo è il mio spazio, non tutte le regole sono fatte per essere rispettate e probabilmente anche questo angolo dedicato ad Android vedrà puntate spuntare fuori senza una vera e propria cadenza regolare. Facciamo che quando trovo qualcosa di davvero interessante ve ne parlo :-)

Questo primo articolo voglio dedicarlo ad una delle prime applicazioni che mi sono trovato a scaricare e utilizzare sul sistema di Google per sopperire ad una lacuna che su iOS Apple stessa aveva provveduto a colmare. Si chiama Nights Keeper e permette di emulare in tutto e per tutto (e decisamente meglio) la funzione “Non disturbare” di iOS che ho sempre utilizzato per zittire le notifiche del telefono durante la notte.

Si, è gratuita nella sua versione di base che già arricchisce di molto ciò che diversamente non avreste a disposizione, permette di stabilire date e orari di silenzio durante i quali verranno disattivate le notifiche di posta o messaggi, pur lasciando la possibilità di far passare determinate telefonate grazie alla funzione di Whitelist che si appoggia ad un gruppo di contatti che potete preparare su GMail e far ereditare in seguito all’applicazione. Anche questo come “Non disturbare” permette di identificare una chiamata di “emergenza” nel caso in cui la stessa persona provi a contattarvi più volte in un breve intervallo di tempo:

Tutte le impostazioni sono semplici da comprendere e da modificare secondo proprie abitudini ed esigenze, sono immediate e anche senza le caratteristiche premium (l’app nella sua versione Pro costa 2,40€, direttamente acquistabile dalle Informazioni di sistema dell’applicazione gratuita).

Assolutamente consigliata, come già detto inizialmente, sostituisce e migliora di parecchio la funzione “Non disturbare” presente da tempo sui dispositivi iOS, potete scaricarla sfruttando il widget con i dettagli e il QR Code diretto disponibile poco sopra. Disponibile anche in versione Beta potenzialmente instabile seguendo le istruzioni messe a disposizione dallo sviluppatore tramite il sito web ufficiale: nightskeeper.com/?page_id=73.

iMessage: come faccio a disattivarlo e ricevere gli SMS sul mio telefono Android?

Una delle cose forse più fastidiose per chi passa da Apple a Google (quindi da iOS a Android) è quella di andare a disattivare la ricezione di iMessage che diversamente vi impedirebbe di ricevere messaggi di testo inviati da tutti coloro che hanno ancora un dispositivo Apple (di tornare quindi al vecchio SMS, in parole povere). Fino a qualche giorno fa la procedura poteva essere fatta solo tramite un device Apple, da poco finalmente l’azienda di Cupertino ha reso disponibile una pagina web che è in grado di verificare e disattivare il servizio iMessage sul vostro numero di cellulare permettendovi così di non perdere più alcun messaggio.

La raggiungete puntando il vostro browser all’indirizzo selfsolve.apple.com/deregister-imessage e riassumerà (per chi ancora dovesse avere quel famoso device Apple ancora tra le mani) la procedura da seguire:

Deregister iMessage screenshot-selfsolve apple com 2014-11-24 08-44-23

 

La procedura da servizio web di Apple è molto banale: inserite il vostro numero di cellulare, fatevi inviare il codice di verifica ed in seguito inseritelo nel secondo box disponibile confermando l’operazione. Nel mio caso (come potete vedere nell’immagine sopra) la procedura eseguita tramite il mio Macbook aveva già raggiunto lo scopo permettendomi di isolare iMessage ai soli indirizzi di posta associati al mio Apple ID.

Tutti contenti ora? Sicuramente si, facile, veloce e forse un pelo in ritardo (forse eh) ma anche stavolta Apple ha messo a disposizione il modo per aggirare l’ostacolo.

Sony Xperia Z3: l’evoluzione della specie

Non è semplice parlare di Xperia Z3, non lo è affatto perché solo poco tempo fa ho ampiamente scritto del suo predecessore che ancora oggi uso quotidianamente e del quale sono più che soddisfatto (grazie a Sony) tanto da aver abbandonato il mio fido iPhone senza grossi riampianti. Xperia Z3 è stato presentato durante l’IFA di Berlino dello scorso settembre ed è una semplice evoluzione di Z2 che va ulteriormente a migliorare l’esperienza dell’utente che deve poter scegliere uno smartphone ricco, performante e fluido sotto ogni punto di vista. Impermeabilità, qualità della fotocamera, possibilità di portare sempre con sé la propria sessione di gioco (vedremo nel corso dell’articolo come), una batteria che anche sotto stress arriva a durare due giorni completi contro ogni tendenza attuale che prevede ormai l’utilizzo di batterie tampone sempre tenute in tasca o nel borsello.

Sony_Xperia_Z3_smartphone_13

Evoluzione della specie, non per tutti però

Prendiamo in esame i punti chiave che SONY spinge per convincervi a scegliere questa famiglia di device qualitativamente superiori:

  • Batteria: la batteria del mio Z2 arriva tranquillamente a durare 2 giorni facendo un uso più o meno intensivo dello smartphone. Ci sono persone che la mettono a durissima prova e che non arrivano a completare il giorno e mezzo di autonomia. Z3 garantisce i due giorni di durata (completi, le 48 ore per capirci) grazie all’ottimizzazione effettuata sul sistema (Android KitKat 4.4.4, da poco rilasciato anche per Z2) e i risultati che è capace di ottenere abilitando STAMINA per la gestione dei consumi nonostante la batteria scelta per questo nuovo gioiello nipponico sia da 3100 mAh (contro i precedenti 3200 mAh di Z2).
  • Dimensioni e peso: Z3 è il fratello più palestrato e magro di Z2, dimensioni e peso variano migliorandosi e permettendovi di utilizzare un telefono di poco più piccolo (sottile, ndr) e leggero (152 grammi contro i precedenti 163 di Z2), chi ha usato o provato almeno una volta Xperia Z2 lo noterà immediatamente prendendo in mano Xperia Z3, è una differenza minima ma pur sempre gradevole dato che ormai di peso addosso ogni giorno ne abbiamo fin troppo. Ne guadagnerete anche in peso totale con una eventuale custodia che oltre a non farlo diventare molto più grande continuerà a rimanere nel peso che fino ad oggi apparteneva allo smartphone di precedente generazione.
  • Potenza di fuoco: con i suoi 3 GB di RAM a disposizione confermati nel corso del tempo (li ha anche Xperia Z2) il nuovo Xperia Z3 propone un processore Snapdragon subito successivo al vecchio MSM8974-AB (Z3 monta infatti un MSM8974-AC) che permetterà al dispositivo di sfruttare quattro core a 2.5 GHz contro i precedenti a 2.3. La memoria interna non cambia, si resta ancora una volta sui 16 GB nativi espandibili in un secondo momento tramite microSD fino a 128.
  • Enorme!: che fa molto pubblicità dell’iPhone, solo che qui lo è realmente. Monitor confermato, con i suoi 5,2″ e risoluzione full-HD, squadra che vince non si cambia, è il giusto approccio fatto suo da SONY e riproposto anche con Xperia Z3. Lo stesso vale per la fotocamera posteriore (sempre a 20,7 Mpixel con risoluzione massima 5253 x 3940) e anteriore (2,2 Mpixel, abbondanti per le videochiamate da smartphone o una semplice “selfie” che va tanto di moda …).
  • Impermeabilità: se fate parte di quel gruppo di persone che porterebbero ovunque lo smartphone, vasca di casa o della piscina compresa, sappiate che Xperia Z3 migliora ulteriormente questa sua caratteristica passando da una certificazione IP58 (Xperia Z2) a una IP68, consentendovi così di andare fino ad un metro e mezzo di profondità in acqua dolce per 30 minuti (al massimo) e continuare ad utilizzare ogni applicazione installata, principalmente si parlerà di fotocamera (non pensate subito male!), l’importante è continuare ad essere certi di aver chiuso ogni porta e parte di cover, occhio a non dimenticarlo sotto il getto d’acqua ad alta pressione della vostra idropulitrice però, da quello potrebbe non uscirne vittorioso ;-)
  • Xperia fa rima con PlayStation: no, non è vero, ma tutto sommato il risultato è quello. Xperia Z3 permette di portare sempre con sé la sessione di gioco se qualche familiare ha invaso e preso completo possesso del televisore in salotto. Così come fatto tempo fa da Nintendo, anche SONY oggi consente di utilizzare il proprio smartphone (ma anche il tablet con un monitor più grande, forse la soluzione migliore) come monitor remoto dei propri giochi, basta far si che la PlayStation ed il dispositivo scelto (Xperia Z3, Z3 Compact e Z3 Tablet Compact) stiano nella stessa rete WiFi. A quel punto con un controller Dualshock 4 collegato si potrà continuare a giocare senza necessità di stare sul divano e con il televisore davanti! :-)
  • Estensione del proprio corpo: insieme ai dispositivi indossabili come lo SmartBand (SWR10) che ho utilizzato in accoppiata (ereditandolo da Xperia Z2), SONY ha realizzato i nuovi SmartBand Talk SWR30 e SmartWatch SWR50, che potrebbero andare a sostituire così il vecchio SmartBand o il vostro orologio, certo non a prezzo di costo considerando che un Pebble standard lo si trova ormai a listino con 99€ (aggressivo) permettendovi di gestire quasi tutto il vostro mondo. Qui è questione di scelta, dovrete decidere se mantenere un ecosistema monobrand e utilizzare quindi anche le applicazioni appositamente create (Lifelog, tanto per citarne una) oppure crearvi un misto passando anche da applicazioni di terze parti, fortunamente nel mondo Android (ma anche in quello iOS) non ci sono limiti imposti di scelta.

Tutto oro ciò che luccica quindi? Dipende. Se possedete già un telefono con queste caratteristiche (o poco meno) fare un salto che costa l’investimento attuale (prezzi che oscillano tra i 500 e i 700 euro circa) potrebbe non essere una buona idea. Se invece state ancora utilizzando uno smartphone che per partire necessita di carbonella e olio di gomito e che non reagisce a nessun tipo di manutenzione o ripristino a valori di fabbrica con conseguente selezione di applicazioni e personalizzazioni necessarie (evitando cose superflue o provate e mai più utilizzate in seguito) allora il gioco potrebbe valere la candela, considerando che vi sto parlando di un telefono davvero molto bello, elegante, robusto, stabile, performante e realizzato secondo me con quel giusto equilibrio tra hardware e software, da acquistare presso un rivenditore terzo che magari non applica quel prezzo di listino che in ogni caso non è accessibile da qualsiasi tasca.

Di sicuro c’è che se avete in tasca un SONY Xperia Z2 passare allo Z3 è pressoché inutile e fprse stupido, non si parla di rivoluzione ma di prevedibile crescita in linea con la componentistica attualmente disponibile sul mercato. SONY ha fatto un grandissimo lavoro creando un ottimo telefono che dal maggio di quest’anno (Xperia Z2, ndr) ha raccolto più approvazioni che lamentele spesso stupide e immotivate. Con l’ultimo aggiornamento ad Android KitKat 4.4.4 SONY ha anche risolto quei piccoli fastidi che nella quotidianità potevano tediare e mettere a dura prova la pazienza umana facendo decadere -di fatto- gli ultimi paletti che un nuovo utente alle prese con i classici consigli da blog e forum si è potuto porre in quella fase di valutazione di un nuovo telefono da acquistare.

Avrebbero potuto quindi aspettare qualche mese in più prima di tirare fuori lo Z3? Probabile, sarebbe stato sicuramente più sensato ma sfortunatamente è il mercato che impone queste nuove scadenze oltre le quali “se non sei fuori con un nuovo modello sei già obsoleto“. Se volete davvero rendervi conto di ciò che sto dicendo vi consiglio di fare un salto su un qualsiasi comparatore per mettere a confronto i due telefoni, io ne ho usati diversi e posso consigliarvi quello di AndroidWorld, questo il risultato: androidworld.it/schede/confronto.php?id1=0564&id2=0640&.

Nel frattempo io il salto da iOS l’ho fatto, voi non ne siete ancora convinti? Paura di perdere qualcosa, qui c’è un documento di SONY che vi fa capire quanto possa essere semplice migrare tutti i dati e non avere problemi: http://www.sonymobile.com/it/apps-services/xperia-transfer/from-iphone-or-ipad/

Offerta mordi & fuggi

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Prima di chiudere l’articolo sul serio: alla particolarità del monitor remoto per il gioco va anche aggiunta un’offerta di TIM e SONY che vi permetterà di usufruire di uno sconto di 150€ su una nuova PlayStation 4 se acquistate un nuovo Xperia Z3, non so quanto durerà ma magari potrebbe essere un ottima scusa per fare un doppio regalo di natale (immagino la scena del tipo “A me il nuovo telefono, a mio figlio la PlayStation 4, tanto poi ci gioco anche io”): eshop.sonymobile.com/it/campaign/xperiaz3tim :-)

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