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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

In questi giorni particolarmente “caldi” per Expo 2015 (non certo per il clima quanto per le polemiche sugli sprechi di denaro e quel voler incessantemente imbruttire ogni cosa che si prova a fare in Italia) decido di dar retta ad un amico e buttare giù qualche riga per la sopravvivenza in Expo 2015, la grande esposizione ospitata da Milano che durerà fino a fine ottobre.

#Expo2015: Distruzioni per il non uso 5

In questo primo articolo (forse ultimo, forse boh) vorrei riepilogare tutto il necessario per godervi al meglio Expo 2015, i padiglioni da visitare ed ai quali fare particolare attenzione, gli spostamenti (con i mezzi pubblici) e qualsiasi altro dettaglio possa aiutarvi ad arrivare preparati nell’oltre milione di metri quadri a disposizione di ciascun turista. Mettetevi comodi, è lunga (ma vi prometto che ne varrà la pena).

Premessa

Sono un visitatore, lo sono stato già diverse volte e ancora lo sarò. Sono entusiasta di quanto realizzato e di quanto ancora si potrà realizzare e no, non conosco costi, contratti, bustarelle e null’altro di quanto si sia già abbondantemente scritto, parlato, polemizzato e chissà cos’altro. Abbiamo (tutti) quel maledetto vizio di voler spalare merda su qualsiasi cosa si faccia in Italia, anche quando più o meno si riesce a raggiungere un obbiettivo. Se passate da qui per criticare, sputare veleno e far partire un flame bussate alla porta dopo la mia. Al contrario chiunque voglia fare discussione o critica costruttiva è sempre il benvenuto. Vale anche chiedere informazioni, sono a totale disposizione per quello che ho già potuto vedere in maniera approfondita.

Arrivare in Expo

Rigorosamente con mezzi pubblici a meno di particolari necessità o difficoltà di deambulazione. In Expo 2015 ci arriva ATM con la sua metropolitana (e anche con il tram, anche se molto più lentamente) e Trenord con i suoi treni, ma anche Trenitalia grazie all’alta velocità di Frecciarossa. Tutte le informazioni ufficiali si trovano alla pagina expo2015.org/it/esplora/sito-espositivo/come-raggiungere-il-sito-espositivo.

Io ci sono arrivato con Trenord e ATM. Nel primo caso dalla stazione di Rho con una sola fermata (ero lì per altri motivi e ne ho approfittato, facile trovare il parcheggio a Rho, all’arrivo dopo meno di 5 minuti accesso immediato dai binari ad Expo, davvero una banalità), biglietto a 1,40€ per una fermata, costo secondo me sbilanciato. Nel secondo caso basta essere sulla M1 (Rossa) e scendere alla fermata Rho Fiera Expo 2015. Il biglietto in quest’ultimo caso costa 2,50€ (sola andata, ne servono altrettanti al ritorno e conviene il biglietto cumulativo diretto da 5€ per una questione di comodità e rapidità ai tornelli), equivalgono (andata-ritorno) ad un ingresso seriale in Expo, per un totale di spesa di 10€ considerando andata-expo serale-ritorno a casa.

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Secondo me è più conveniente la metropolitana perché potete salire su qualsiasi punto della rossa (o altra linea che va poi ad incrociarla) e arrivare direttamente in esposizione, con l’ulteriore consiglio di evitare di seguire la massa che utilizza la rampa di accesso (ponte bianco, accesso Ovest Fiorenza) con un continuo sali-scendi e preferire la svolta a destra (subito fuori dai tornelli della metropolitana, accesso Ovest Triulza), sempre al coperto, seguendo i nastri trasportatori (come quelli che ci sono in aeroporto), quelli che vi collegano ai binari della stazione ferroviaria e che vi permettono così di arrivare ai controlli per entrare in Expo.

SopravvivExpo 2015: parte 1 (?) 1

Per una mappa sempre aggiornata della rete metropolitana potete puntare a gfsolone.com/mm.

Non sapete proprio dove lasciare la vostra vettura? Tre le alternative che posso proporvi:

  • parcheggiate a Bisceglie, capolinea della MM Rossa opposto a Rho Fiera Expo 2015, il costo del parcheggio della metropolitana (coperto, ndr) è irrisorio (atm.it/it/ViaggiaConNoi/Auto/Pagine/interscambio_urbano24.aspx), dovete chiaramente aggiungere il doppio biglietto per andata-ritorno da 2,5€ per un totale di massimo 7,50€ (considerando 5€ di biglietti e 2,50€ di parcheggio fino a 15 ore nell’arco della stessa giornata, dubito possa servirvi più tempo!).
  • parcheggio a Pagano poiché svincolo della MM Rossa (è qui che decidete se andare verso Bisceglie o verso Rho Fiera Expo 2015), è su strada, dovete avere un po’ di fortuna nel trovarlo durante il giorno, è soggetto alle tariffe del parchimetro che in questo momento non sono capace di documentare (mancano i dati sul sito di ATM) ma che dopo le 19:00 diventa gratuito per tutti. A questo punto occorrerà pagare i 2 biglietti da 2,50€ o il cumulativo da 5€ per l’andata-ritorno.
  • arrivare a Molino Dorino (MM Rossa), anch’essa ha un parcheggio come Bisceglie, stessi costi di sosta ma non di biglietto. Qui si parla di 1,60€ per l’andata e altrettanti per il ritorno. È più vicino a Rho Fiera Expo 2015 e potreste anche pensare di farvi quei 6,5km residui in bicicletta o magari a piedi (expo2015notizie.it/blog/expo2015-grandi-temi/837/allexpo-in-bici-arriva-la-pista).

Ribadisco quanto detto poco sopra e aggiungo:

vi conviene sin da subito acquistare il biglietto cumulativo andata e ritorno da Rho Fiera Expo 2015 perché –fidatevi– vi pentirete di aver acquistato la sola andata quando deciderete di andare via dall’esposizione, le file alle macchine automatiche e allo sportello di ATM rovineranno belle ore trascorse a causa del certo e alto numero di persone davanti a voi (e che continuerà a crescere dietro di voi, anche se questo poco vi importerà, ne sono certo!).

Altra cosa importante prima di chiudere il paragrafo: ricordate che ATM ha dato la possibilità a tutti i possessori di smartphone di scaricare l’applicazione ufficiale del servizio che -tra l’altro- permette di acquistare i biglietti con il proprio account PayPal e fare scansione del codice QR direttamente ai tornelli predisposti. L’esperimento (salvo sfighe temporanee molto rare o maleducati alle vostre spalle che vi chiederanno di inserire il biglietto senza sapere che state utilizzando l’applicazione) funziona, e piuttosto bene anche. Disponibile gratuitamente per Android e iOS, servirà registrare un account (la procedura è rapidissima):

ATM Milano Official App
Developer: ATM Milano
Price: Free

Entrare in Expo: i controlli, le mappe, le prime informazioni

Benvenuti. Siete nell’area Expo 2015 ma ancora vi trovate dal lato sbagliato della visita, quello dei controlli sotto al metal-detector. Tirate fuori le bottigliette d’acqua e mettetele bene in vista nel vassoio, così come lo smartphone o il tablet, lasciate il resto nella borsa con la quale siete arrivati, non c’è alcun bisogno che vi togliate le cinture o le scarpe, così come anelli, catenine, orologio e chissà cos’altro, non siamo in aeroporto. Se necessario sarà la guardia a chiedervi lumi o farvi aprire la borsa, tirare fuori le chiavi e tutto ciò che ritiene opportuno post-scansione. Se avete un Season Pass scegliete le corsie Fast Pass, sono fatte apposta, potrebbero non essere attive se la fila ai tornelli visitatori non sono esagerate.

Una volta dentro guardatevi in giro, se avete seguito i consigli citati poco fa vi troverete all’accesso Ovest Triulza, lo riconoscete perché sulla vostra sinistra potrete vedere il “Popolo del Cibo“:

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Noterete molti giovani ragazzi con una maglia ed una tracolla “Expo Volunteer” (bianco / celeste, facili da riconoscere, decisamente) in grado di darvi informazioni, mappa dell’esposizione e qualsiasi risposta alle vostre domande / dubbi / curiosità sull’evento, sugli orari dei mezzi di trasporto (per questo specifico caso c’è una grande tabella elettronica sempre aggiornata proprio davanti al Popolo del Cibo) e molto altro ancora. C’è anche un banco informazioni poco più avanti a destra, lì sarà possibile acquistare inoltre i biglietti per lo spettacolo “ALLAVITA!” del Cirque du Soleil. Oltre a ciò avrete anche la possibilità di accaparrarvi un bel ricordo (da personalizzare) del quale vi parlo … tipo adesso …

Un passaporto per viaggiare

Partito in sordina al costo di 3,50€ (ne parlava qui il Corriere) e arrivato ora alla tonda cifra di 5,00€ data l’altissima richiesta, il Passaporto di Expo 2015 è un bel ricordo da conservare a manifestazione terminata dopo aver “visitato tanti paesi in così poco tempo“. Lo potete trovare in vendita presso banchetti dedicati generalmente presenti durante il fine settimana o all’Excelsior che si trova poco dopo l’ingresso del Decumano (la via principale di Expo, ndr) a sinistra (arrivando sempre dall’accesso Ovest Triulza!). Se ne parla sul sito di Expo omettendo elegantemente il costo, sia mai che potrebbe aumentare ancora nel corso del tempo ma di sicuro io vi consiglio l’acquisto, è bello, sul serio:

SopravvivExpo 2015: parte 1 (?)

24 pagine a disposizione, non tutti i paesi partecipanti possiedono il timbro per l’occasione e nonostante alcuni di questi dicano che “è in arrivo” voi potete sempre usarla come scusa e chiedere loro una dedica scritta, nella loro lingua, per conservare una parte di ciascun paese partecipante. In pagina 2 trovate lo spazio per il timbro ufficiale di Expo 2015, chiedetelo ai banchi informazioni.

Gli spettacoli

Qui è tutto uno spettacolo, credetemi, a patto che siate ancora capaci di lasciarvi stupire dalla bellezza delle costruzioni che vi circondano, dai colori, dagli odori e dai sapori. Tornate bambini, provate ad aprire la bocca per lasciare uscire un tanto semplice quanto stupendo “Ohhh!“, cercate di non sminuire quanto realizzato con sudore e sacrificio nei mesi antecedenti l’apertura (e si, c’è ancora chi durante la notte lavora instancabilmente per rendere sempre più bella questa esposizione) per offrirvi quindi un Expo sempre differente durante ciascuna vostra visita.

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Molte delle popolazioni presenti hanno deciso di portare costumi tradizionali e strumenti per permettervi di conoscere un po’ della loro cultura, spesso e volentieri ad orari prestabiliti oppure “all’improvviso” lasciandosi apprezzare e circondare sul Decumano, è una festa che dura tutto il giorno e che termina solo per dare la possibilità a chi lavora “dietro le quinte” di rimettere tutto a posto per permettere a vecchi e nuovi visitatori di ricominciare a sorridere e divertirsi qualche ora più tardi.

Noi personalmente (io e consorte) abbiamo apprezzato quello spettacolo che è la raccolta fondi per il Nepal, assente giustificato con un padiglione non completo, lo sarebbe stato se il terremoto non avesse cambiato ogni singolo programma di questo martoriato paese. Date il vostro contributo se potete e volete. Le teche di raccolta delle offerte si trovano rispettivamente nel padiglione ad inizio Expo (arrivando dall’accesso Ovest Triulza, giusto il tempo di lasciarsi alle spalle sulla destra “Piazza Duomo”) e in mezzo al Decumano nel corso della passeggiata.

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Fate qualche passo più in là e incontrate il Vietnam, altro paese che oltre a portare un po’ del suo artigianato (splendido, davvero) ha scelto di deliziare chi frequenta il suo padiglione nei giusti orari (ad ora che sto scrivendo e pubblicando l’articolo: 11:00, 14:00, 17:00, per una durata di circa 45 minuti per sessione) grazie ad uno spettacolo di musica e danza tipica, rispettivamente con strumenti che difficilmente avete visto e sentito prima e costumi tradizionali dai mille colori, una gioia per l’anima e l’occhio.

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Sono solo due degli esempi che potete trovare nell’esposizione. Vi basterà semplicemente passeggiare, entrare nei padiglioni, curiosare. La maggior parte delle volte sono proprio gli stessi padiglioni a indicare orari degli spettacoli (ammesso che ne abbiano), altrimenti si può sempre fare appoggio all’applicazione ufficiale di Expo che ogni giorno propone i programmi completi di informazioni e posizioni da raggiungere per poterseli godere:

Portate pazienza: l’applicazione non è infallibile ed è ancora ricca di bug, talvolta va in crash anche solo durante la consultazione di un appuntamento in agenda. È comunque sotto costante aggiornamento, vedo spesso e volentieri comparire nuove versioni nel Play Store (o in AppStore) pronte per essere scaricate.

Le grandi code che neanche l’A1 o l’A4

Sarà che l’esoticità del luogo attira, sarà perché promettono mari e monti ma ci sono alcuni padiglioni che vi faranno perdere molto tempo in coda, giusto saperlo prima, così da regolarvi in base soprattutto a quante volte riuscirete a prendere parte all’Expo. Chi ha un pass si fa pochi problemi, chi sceglie invece il biglietto per singola giornata potrebbe dover rinunciare a loro. Fino ad oggi abbiamo riscontrato le attese più lunghe nei padiglioni degli Emirati Arabi Uniti, del Kazakhstan, del Giappone e della Cina. Sarete contenti (o forse no, ma va bene lo stesso) che anche l’Italia gode di una fila eccezionale. Noi ne abbiamo approfittato durante una domenica pomeriggio, quando una gentilissima volontaria ci ha suggerito di metterci in fila perché ci avremmo impiegato solo mezz’ora ad entrare, aveva ragione, solo sabato scorso (20/6) si parlava di più di due ore di fila prima di poter entrare.

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Anche alcuni dei padiglioni Corporate hanno qualche difficoltà di smaltimento code, tra i quali certamente Coca Cola e Vanke (stesso distretto), in ogni caso ne vale la pena e la si smaltisce anche rapidamente, c’è soddisfazione nella prima citata perché una volta entrati potrete sorseggiare una fresca bottiglia di Coca a vostra scelta tra Regular o Zero.

Portate pazienza, fate bene i vostri conti, con un biglietto a singola giornata potrebbero essere difficili da visitare perché toglierebbero tempo agli altri (alcuni più, altri meno meritevoli di passaggio ma è comunque bello poter valutare soggettivamente).

L’acqua ve la offriamo noi (cit.)

L’acqua è un diritto fondamentale, di tutti, ed è onnipresente anche in Expo grazie a CAP. Vi basterà andare dietro ai padiglioni del Decumano per trovare le case dell’acqua. Potrete bere acqua naturale e frizzante freschissima, sempre. Non era un “qualcosa di dovuto”, soprattutto calcolando che ogni bar, ristorante e area di ristoro mobile (le Ape Car di Piaggio) vi possono vendere la mezzo litro in plastica ad un prezzo che varia dall’euro all’euro e mezzo (più costosa nei ristoranti più “in” di alcuni padiglioni presenti in esposizione), è quindi una sorpresa, gradita, non morirete certo di sete, fondamentale soprattutto durante le giornate più assolate.

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Un suggerimento per evitare di rimanerci male: la vedete la fotografia che ho scattato e inserito qui sopra? Vedete quelle onde sopra ai rubinetti? Aprite bene gli occhi: le bollicine fanno la differenza! Tanti non capiscono che l’acqua frizzante è quella nella foto a destra mentre la naturale è quella sulla sinistra perché priva di bollicine nel disegno! Non ci sono combinazioni strane di tasti da premere né tanto meno strani gesti da fare davanti alla macchina, non ci sono pulsanti mappati per ciascuna evenienza anche perché, giusto per capirci, i pulsanti sono tre per ciascun rubinetto, e a questo punto mi verrebbe da chiedere a cosa corrisponde il terzo, forse per la grappa liscia? ;-)

Il cibo invece ve lo pagate, con la giusta spesa

Si perché, nonostante le puntuali polemiche per scontrini da capogiro, in Expo si può mangiare anche spendendo il giusto. I menu ci sono, sono esposti tipicamente fuori dal ristorante di ciascun padiglione e -nel caso non lo fossero- sono disponibili semplicemente chiedendolo a chi sta alla cassa, facile, davvero, non c’è obbligo di sedersi e consumare, date un’occhiata prima di far danni e lamentarvi poi tramite Twitter, Facebook e chi più ne ha più ne metta. Un paio di consigli possiamo di sicuro darveli, a partire da un mio semplice tweet:

Giusto per farvi capire che è meglio girare alla larga dallo Street Food troppo italianizzato proposto dal padiglione American Food 2.0, che di 2.0 ha solo il risparmio sulla materia prima che però voi pagate nel conto. Una spesa che non vale assolutamente la pena affrontare, un peccato considerando che la voglia era tanta e che l’America dello Street Food, quella vera però, non la batte nessuno.

Un consiglio? Se proprio avete voglia di hamburger, provate ad andare dietro il padiglione del Qatar, troverete i ragazzi di BBQ Hooligans che con una minore spesa vi offriranno un panino (con annesse patatine e salsa) decisamente migliore. Il tutto in attesa di poter provare gli italiani di The Italian Street Burger, seguiranno aggiornamenti, promesso.

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Non di solo hamburger però è fatto Expo 2015: provate quante più cucine possibili, è il consiglio più banale ma forse quello più azzeccato da dare. Siete circondati di culture e cibi spesso simili ma con preparazioni assolutamente differenti tra di loro, alcune di queste meravigliose. Siamo buone bocche, abituati alla cucina italiana invidiata e copiata (almeno ci provano) ovunque nel mondo, ma è quel mondo ad avere spesso qualcosa di inimitabile. Fatevi accendere la bocca dai tacos messicani accompagnati dal loro Mojito. Sorseggiate un tè marocchino alla menta (fresca, niente estratti o schifezze simili) nel giardino dell’omonimo padiglione. Fate un salto alla Food House di Ferrarini se proprio non ce la fate a vivere senza l’Italia. Davvero: c’è l’imbarazzo della scelta (compreso McDonald’s, se proprio volete farvi del male), per tutte le tasche.

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Se poi vi è necessaria una tabella dei costi è presto detto, a modo mio per farvela facile:

  • Abitate già a Milano? Prezzi assolutamente standard.
  • Abitate a Roma? Prezzi poco più alti della media.
  • Abitate a Milano Marittima? Prezzi da barboni, li affrontate con la paghetta della mamma.

Le proposte ci sono e sono spalmate su tutto l’arco della giornata. Dalla colazione al gelato della merenda per arrivare poi all’aperitivo serale con buffet ma non solo.

Prima di andare via: l’Albero della Vita

È Lo Spettacolo. Non credo ci sia qualcosa di più bello all’interno dell’esposizione tutta, niente che possa davvero competere con quanto realizzato, con questa sorta di misticismo tra luci, colori, suoni. L’Albero della Vita è un progetto fantastico, in tutto e per tutto, lascerebbe a bocca aperta anche chi dice di aver visto tutto nella sua vita. Uno spettacolo sapientemente giostrato che va in onda più volte durante l’arco dell’intera giornata (ad ora che scrivo e pubblico l’articolo: dalle 11:00 alle 21:00 ogni ora) ma che sa dare il meglio di sé durante gli spettacoli serali (ad ora che scrivo e pubblico l’articolo: 22:00, 22:30 quelli più completi).

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Impossibile da descrivere a parole, posso solo lasciare spazio ad un video che ho girato la prima volta che sono stato in Expo ormai un mese fa circa, questo spettacolo è stato ulteriormente modificato nel frattempo e presto spero di poter girare un nuovo video da proporvi in un altro articolo (ah si? Ci sarà? Ma non avevo detto che mi sarei fermato ad uno?):

Lo spettacolo non è completo, questa è solo l’ultima parte fatta di tre tracce una dopo l’altra quasi senza pausa.

In conclusione

Da visitare, almeno una volta prima della sua chiusura, perché non sappiamo se e quando avremo l’onore di poter ospitare ancora l’esposizione universale in Italia e perché per una volta siamo riusciti davvero a fare qualcosa di straordinario, contrariamente a quanto sento dire in giro da chi nell’esposizione non ci ha ancora messo piede neanche una volta ma si sente in diritto di sentenziare perché è sempre di moda dare addosso all’Italia e agli italiani, siamo noi i primi a farlo.

Trovate tutte le mie fotografie (aggiornate di volta in volta) all’indirizzo flickr.com/photos/gioxxswall/sets/72157652073100533.

Ci vediamo domani sera in Expo (ci si fa un altro giro serale ;-)). Se avete bisogno di informazioni, come già detto, lasciate un commento!

Personalmente non perdo occasione per raccomandare Telegram. La sua qualità non può essere messa in dubbio e nonostante la popolazione della rete (e non) abbia scelto Whatsapp, io continuo a considerarla la mia applicazione di messaggistica istantanea preferita per mille buoni motivi, uno tra tutti il suo essere disponibile su qualsiasi device, anche contemporaneamente, con una costante sincronizzazione cloud dei miei dati. Da qualche tempo gli aggiornamenti si susseguono numerosi e incessanti, vengono introdotte novità, risolti problemi di stabilità e reso il tutto ancora più veloce e leggero. Ultima tra gli arrivi la possibilità di aggiungere ulteriori stickers a quelli che già tutti conosciamo, vediamo insieme quali sono quelli disponibili attualmente e i migliori da installare, in attesa di immagini sempre nuove! :-)

Telegram: i migliori Stickers da aggiungere alla vostra collezione

Sia chiaro: non faccio parte del club “Chat di solo stickers“, lo avevo già detto in un vecchio articolo di comparativa tra le applicazioni di messaggistica, quando Line e WeChat basavano buona parte della loro pubblicità e forza proprio su questo dettaglio (con tanto di pacchetti di stickers anche a pagamento). Quei pochi inclusi nelle ultime versioni di Telegram erano già belli, gli altri da poco arrivati lo sono ancora di più ma c’è un limite (da imporsi più che imposto dagli sviluppatori), a voi la scelta.

Una volta dato il “” a chi si diletta nella creazione di questi pacchetti era facile capire che sarebbero arrivate decine di proposte diverse, dedicate alle più disparate cose che ci circondano ogni giorno. Ho cercato di fare una rassegna delle migliori raccolte che -vi ricordo- si aggiornano automaticamente nel caso in cui chi le realizza decide di rilasciare nuove immagini all’interno dello stesso pacchetto. Ce ne sono di “Unofficial” talvolta migliori delle “Official”, ce ne sono di preso insopportabili (come i Pokémon, la terra promessa per una generazione di bambini neanche tanto bambini ormai) e così via.

Sono certo che Telegram provvederà quanto prima a realizzare una galleria navigabile direttamente tramite il loro sito web, nel frattempo sono nate piccole comunità che stanno facendo il lavoro sporco e nelle quali ci si passa suggerimenti, set e tanto altro ancora. Nell’attesa che quindi molte delle novità grafiche vengano introdotte (anche se non capisci il russo credo tu possa intuire cosa sta succedendo qui: fl.ru/projects/2181060/stikeryi-dlya-telegram—100-za-kajdyiy-trebuetsya-100-sht.html) ecco qualche riferimento utile:

Vi ricordo che per installare nuovi set di stickers su Telegram basta fare clic su uno di questi nelle gallerie che vi ho proposto o semplicemente lanciare l’URL del set su un browser e farla poi aprire al client di Telegram su PC (funziona anche sul telefono, ndr). Per rimuovere un set potrete (sempre dal client PC) posizionarvi in corrispondenza del titolo del set, comparirà sulla destra una piccola “X” grigia che vi permetterà di effettuare l’eliminazione. Entrambe le operazioni, manco a dirlo, varranno su tutti i dispositivi connessi al vostro account. Sia il telefono, che il tablet, che il PC e chissà cos’altro vedranno ciò che voi avete scelto di installare o rimuovere.

Dubbi? Perplessità? Risorse da condividere con gli altri lettori? L’area commenti è a vostra totale disposizione :-)

È difficile raccontare l’Italia. Ci siamo nati, continuiamo a crescerci e respirare la sua aria, identificati come “pizza, spaghetti e mandolino” dal mondo, con tutti i nostri problemi e le nostre mille bellezze, siamo e saremo quell’eterno contrasto tra spettacolare e osceno che ci caratterizza ormai da troppo tempo. Eppure, a voler vedere #solocosebelle (come l’hashtag che girava qualche tempo fa su Twitter), abbiamo talmente tanti monumenti, chiese e luoghi di ritrovo che lasciano a bocca aperta, che qualcuno ha ben pensato che fosse necessario raccoglierli e raccontarli tramite fotografie e commenti “a furor di popolo“, scopro così “1000 Italy“, software per iOS e Android.

1000 Italy: l'Italia che conosciamo, raccontata a tutti gli altri

Non chiamatelo Foursquare, non lo è, anche se di check-in si tratta, non potrete farlo per conquistare badge e stickers, lo scopo è quello di informare chiunque utilizzi l’applicazione riguardo le “tappe obbligate” che potrebbero far parte della loro giornata da turista, ma anche quella del cittadino che troppo spesso si distrae e non dà la possibilità alla propria città di stupirlo ancora, vuoi per mancanza di tempo o svogliatezza da weekend post-stress da lavoro. Chiese, musei, ristoranti e qualsiasi altro luogo possa stuzzicare la vostra fantasia, stimolare i vostri sensi, farvi stare “in pace con il mondo“. È come avere una piccola guida senza però l’ingombro della carta, comodamente nel proprio telefono, anche in modalità offline (a pagamento, quest’ultima, per un totale di €5,99).

1000 Italy
Developer: 1000 ITALY LTD
Price: Free
1000 Italy
Price: Free

La forza dell’applicazione sta proprio nel bacino d’utenza: più questo è grande, più saranno i consigli disponibili su qualsiasi posto circondi la vostra posizione attuale rilevata tramite GPS. È altrettanto chiaro che non potrà mai esistere un giudizio oggettivo all’interno del prodotto: ciascuna persona è differente, ciascuno ha i propri giudizi e il proprio metro. Un posto che per me vale una sufficienza potrebbe valere un giudizio molto più positivo per una persona che nello stesso quartiere ha deciso di dire la propria, sarete voi a dover fare da filtro secondo gusti ed esigenze, tempo a disposizione e voglia di lasciarvi trasportare da ciò che non sarete stati voi per primi a giudicare.

Avete a disposizione schede complete con informazioni generiche su ogni specifico luogo consigliato dagli utilizzatori e la possibilità di prenotare (dove possibile) il vostro posto per mangiare un boccone o partecipare ad un qualche spettacolo o semplicemente “metterci il cuore” e tenere da parte quel posto, quel consiglio, per passarci una prima volta o tornarci appena possibile. Completano il quadro il riferimento alla persona che lo ha consigliato con la possibilità di aggiungere ulteriori fotografie, una panoramica sui prezzi in media (se si tratta di un posto dove fare acquisti, di qualsiasi tipo essi siano), orari di apertura, sito web, email e numero di telefono quando disponibili.



Se deciderete di prendere a cuore questo progetto e vi darete da fare consigliando posti, allegando fotografie e informazioni, 1000 Italy vi permetterà di diventare Ambassador: persone in grado di valutare e approvare a loro volta consigli di altri utilizzatori, una sorta di “superuser” che così facendo aiuteranno a smaltire quello che è il lavoro di chi deve verificare che tutto sia in ordine, fruibile per l’utenza, privo di errori. Per ulteriori informazioni potete fare clic sull’immagine poco sopra.

In conclusione

Un’applicazione sicuramente bella e utile per racchiudere in pochi pollici tutti i segreti delle nostre città. Contrariamente a progetti “open” questo diventa a pagamento se ci si vuole evolvere e andare verso un utilizzo più intensivo e ricco di opzioni. Buona l’idea e la realizzazione, lo scopo di lucro quasi disturba ma chiaramente “fa parte del gioco” per chi deve pagare tutto ciò che sta “dietro la regia”.

Accensione, accoppiamento via NFC con un telefono Android già posseduto e passaggio di buona parte delle applicazioni e dei dati salvati, inizia così l’esperienza con Vodafone Smart Prime 6, il nuovo smartphone che Vodafone ha da poco messo in commercio al prezzo di 149,99€, realizzato da Alcatel, e che l’azienda si augura possa essere la scelta di molti che ancora non hanno fatto “il salto” a quella nuova generazione di telefoni che consentono un utilizzo più esteso della rete dati e delle applicazioni in mobilità, svincolando così l’utente dalla solita postazione fissa tipicamente sfruttata in ufficio o in casa, “gli irriducibili“.

Vodafone Smart Prime 6

Design curato, peso più che accettabile, 5 i pollici del monitor HD completamente touch (anche nella parte relativa ai pulsanti standard di Android, che si accendono solo quando necessario), il tutto condito da una batteria da 2500mAh che permette al telefono di arrivare a fine giornata (e anche più) con un utilizzo non smodato delle sue risorse. Taglio molto basso per la memoria disponibile: 8GB, che si riducono a 5 dato che 3 vengono riservati per il sistema. Espandibile tramite microSD (rimuovendo la cover posteriore del telefono che così vi darà accesso anche al vano MicroSIM ma non alla batteria, non almeno senza invalidare la garanzia del prodotto) che permette così di avere un diverso punto di memorizzazione per fotografie, video e applicazioni (non di default, andranno spostate manualmente in seguito all’installazione, ndr).

La scatola chiaramente contiene tutto il necessario per partire e vi proporrà un cavo microUSB, un caricabatterie da muro, auricolari e ovviamente il cartaceo che siamo soliti trovare (condizioni di garanzia, istruzioni di base, ecc.). Questa è la sua scheda tecnica completa nel caso in cui voleste scendere nel dettaglio:

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Punti di forza e debolezze

È  un telefono di fascia medio-bassa accessibile a tutti con un sistema operativo tutto sommato aggiornato (Android Lollipop 5.0.2, la scelta della maggior parte dei produttori che ancora non hanno rilasciato il 5.1 già disponibile su parte dei dispositivi Google), un’interfaccia non troppo modificata che ne consente un utilizzo semplice senza troppi grattacapi (un sincero pianto per chi invece è abituato a qualcosa in più e correrà ad installare Nova Launcher o simili), con un monitor che si comporta bene e che mostra dei colori accettabili, che di certo non brillano ma che nulla fanno mancare all’occhio dell’acquirente, nonostante la luminosità venga gestita da un sensore troppo lento nel regolarla correttamente (si fa prima ad impostarla manualmente e -se necessario- modificarla dal pannello di controllo rapido di Android). Se a questo aggiungete la fotocamera posteriore che nonostante i suoi 8MPixel realizza fotografie ben più che accettabili anche in condizioni di luce scarsa beh, diciamo che non è proprio da tutti in questa fascia (caratteristiche apprezzate anche durante la registrazione di video a 1080p):

Il processore scelto è il Qualcomm MSM8916, in pratica il nuovo SnapDragon 410 a 64 bit che estende le funzionalità del 4G anche ai telefoni di fascia più bassa, una scelta pressoché obbligata per il Vodafone Smart Prime 6. Forse non la migliore perché un processore così prestazionale risulta rallentato su questo hardware, probabilmente a causa di un altro componente (memoria interna?) che fatica a stare al passo. Nonostante tutto funzioni tranquillamente, il sistema risulta lento nella risposta, nell’apertura della schermata ma anche nel banale scorrimento della galleria fotografica salvata sul proprio account Google o in locale.

Buona la ricezione, sia tramite altoparlante integrato che auricolari, leggermente più debole se messo in vivavoce (vi sentiranno bene, voi sentirete poco chi c’è dall’altro lato), buono anche il suo tono parecchio squillante che attrae l’attenzione quando parte la suoneria in arrivo di chiamata. Altra cosa molto gradita e che non avrei sopportato di perdere è il doppio tocco sul monitor per svegliare il telefono dal suo standby, anche se non particolarmente reattivo (fate in tempo a farne 4, di tap).

La RAM, forse uno dei punti di debolezza maggiore. Passare da uno smartphone dotato di 3GB a uno che ne porta soltanto 1 è un duro colpo, devo ammetterlo. Se già la lentezza lamentata qualche riga più su si fa sentire nell’apertura delle applicazioni e durante l’utilizzo standard del telefono, qui si rischia di fare appello a tutta la propria pazienza quando nella fretta si ha necessità di tenere aperto il navigatore e contemporaneamente rispondere ad una telefonata o avviare una ulteriore applicazione. La gestione dei consumi di Lollipop 5.0.2 aiuta ma non troppo (in attesa di 5.1, si spera quanto prima), è fastidioso attendere, lo è ancora di più se si pensa che si è appena passati in una nuova “Casa del 4G Vodafone” per acquistare questo terminale (mi metto nei panni del cliente finale), forse un ulteriore GB avrebbe aiutato, forse una migliore ottimizzazione ed un migliore sfruttamento del processore avrebbero reso Vodafone Smart Prime 6 un “killer-smartphone” nei confronti della concorrenza ma ci si è fermati prima della vittoria, lasciando margine di scelta che sfocia sia nell’ambito Android che in quello Windows Phone.

Fortunatamente nulla da dire sul reparto di ricezione. Il segnale 4G/3G/UMTS/Edge è stabile e non gioca brutti scherzi in fase di chiamata o navigazione (salvo in zone evidentemente non coperte in maniera corretta), così come la gestione delle reti WiFi anch’essa molto stabile anche quando si è un po’ più lontani dall’access point. Il telefono (per chi se lo stesse chiedendo) è sbloccato e non vi impedisce di inserire una SIM di diverso operatore, la configurazione dei parametri di rete verrà ovviamente scaricata subito dopo l’inserimento della scheda (che non richiederà riavvio del telefono come invece succede con Xperia o altri telefoni Android). E questo a ben pensarci è proprio lo scopo di Vodafone stessa: avvicinare sempre più persone ad uno smartphone che possa proiettarli in quella che definiscono la rete 4G più veloce d’Europa (e che crescerà sempre più nei prossimi mesi, considerando i test visti con i miei occhi durante la conferenza stampa, vedi fotografie poco sopra).

In conclusione

È un acquisto da ponderare. Si tratta di un buon terminale che avrebbe potuto fare di più allo stesso prezzo, che si spera possa ricevere un aggiornamento da qui a breve che vada a correggere evidenti errori di ottimizzazione e utilizzo delle risorse e che si, probabilmente è fatto per chi si deve avvicinare per la prima volta ad un mondo che fino ad oggi è stato parzialmente o totalmente sconosciuto. Ci sono alternative, alcune a “cortissimo raggio” dai 150€ (considerando il 149,99 che fa molto Lidl così da non spaventare il possibile cliente) nei due mondi che si rivolgono alla fetta di pubblico maggiore (quella che non è disposta a spendere 1000€ circa per un terminale di fascia alta Apple o Samsung), dipende esclusivamente dalle proprie esigenze e dalla pazienza che si ha a disposizione quando si pretende che lo smartphone risponda in tempi più brevi di quelli dovuti. Nel complessivo non ci si può scostare molto dalla sufficienza.

Aggiornamento 27/5/15
Vi allego (nel caso voleste darci un’occhiata) i PDF delle presentazioni alle quali ho assistito durante la conferenza stampa: qui quella di Fabrizio Rocchio e qui quella di Gianluca Corti.

Sembra che l’articolo dedicato a Google e alla vostra privacy sia piaciuto, perché non farne una seconda puntata? Non fate strani pensieri guardando il titolo di questo nuovo articolo, non posso certo dirvi che scheletri nascondono Larry Page e Sergey Brin nel loro armadio, ma di certo posso raccogliere una serie di parole chiave e riferimenti che il loro motore di ricerca riconosce permettendovi di ottenere informazioni sempre aggiornate ancora più rapidamente rispetto al doverle cercare tradizionalmente.

Aggiornamento del 13-05-2015
Vi ho aggiunto un ulteriore piccolo trucco che è finalmente possibile (da qualche tempo ormai) grazie ai dati costantemente aggiornati riguardo i trasporti pubblici in Google Maps: “Come arrivare a destinazione?“. Lo trovate qui di seguito, come prima nuova voce subito dopo il blocco introduttivo che già c’era! ;-)

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La lista che ho redatto non è certo “la definitiva” e probabilmente mi sono perso qualcosa per la strada. Di sicuro è interessante, potenzialmente molto utile ed è quella nella quale ho cercato di inserire ogni riferimento possa essere considerato davvero valido per la mia e vostra quotidianità davanti al monitor, concedendomi di tanto in tanto una meritata pausa e un paragrafo che va decisamente fuori dal seminato ma che ogni tanto vi permetterà di spezzare la “monotonia” (per così dire).

NUOVO: Come arrivare a destinazione?

Chi l’ha detto che una ricerca con una semplice frase in italiano non può dirci facilmente come arrivare a destinazione? Volete fare un salto a Palazzo Reale a Milano e non sapete come arrivarci partendo dalla vostra posizione attuale (rilevata dal browser)? Il trucco è semplice (come al solito), basterà chiederlo:

Cosa voi potete sapere grazie a Google (stavolta)

L’orario verrà automaticamente rilevato e sarà Google stesso a consultare la tabella di marcia dei mezzi pubblici a disposizione, chiamando in causa se necessario anche la vostra automobile. È un servizio che funziona brillantemente e che non vi costringerà a consultare il sito web dell’ATM (se si parla di Milano) o di qualsiasi altro operatore presente nella vostra città (ammesso che questa sia coperta da Google Maps e che quest’ultimo abbia gli orari aggiornati di ogni singola linea). Se non volete invece utilizzare la posizione rilevata dal browser vi basterà fare clic sull’immagine della mappa per aprire Maps e modificare i dettagli del vostro viaggio! :-)

Un salto in archivio

icon_cacheMolti di voi sanno che Google conserva una cache spesso completa di pagine dei vari siti web da lui indicizzati, ciò che forse non sapete è che potete navigare nella cache di un intero sito web semplicemente chiedendolo. Provate a digitare cache:http://gioxx.org all’interno della barra dell’indirizzo del vostro Firefox o di Google Chrome, navigherete in una versione di questo blog salvata sui server di Google (anche se le immagini verranno caricate sempre dal mio hosting) e chiaramente sostituendo il sito web sarà possibile farlo con qualsiasi altra fonte.

Che ore sono e che tempo fa a …?

475340-alarm-clock-512cloud-sun-invPotete conoscere l’ora precisa di una qualsiasi città (italiana o straniera, in quest’ultimo caso completa di ore di fuso e data corrente) e il tempo che fa (o farà) permettendovi così di modificare eventuali tappe del vostro percorso. Richiamare ogni risultato è semplice.

Un banale quanto perfettamente calzante “meteo milano” vi restituirà le condizioni meteo della capitale lombarda nell’esatto momento e la sua evoluzione nei giorni a venire, completando il tutto con i valori di umidità, vento e possibilità di precipitazioni, un widget assolutamente identico a quello presente in “Google Notizie e Meteo” su Android. Lo stesso vale per l’ora corrente, anche se in maniera molto più compatta e meno ricca di informazioni, il termine di ricerca (manco a dirlo) sarà ovviamente “ora milano“. È una di quelle funzioni però (quest’ultima) che è nettamente più comoda quando si vuole conoscere rapidamente l’ora esatta di una città straniera per la quale non ci si ricorda a memoria la quantità di ore di fuso orario che vi separano dalla vostra location, non vorrete mica chiamare il vostro collega di lavoro a Melbourne (Australia, ndr) svegliandolo nel cuore della notte solo perché da voi sono le tre del pomeriggio, vero?) …

OraMelbourne

Tempo libero: cinema e sport

13663719191300658152cinema.svg.medChi lo ha detto che serve necessariamente un sito web ufficiale del vostro cinema preferito per conoscere gli orari delle proiezioni? O magari perché non provare quel nuovo cinema che … dai … com’è che si chiama? Google aiuta anche in questo proponendovi dati sempre aggiornati facilmente consultabili anche da smartphone.

Provate a cercare semplicemente “cinema Ravenna” o –in città più grandi come Milano– un più preciso “cinema Lorenteggio“, otterrete così la lista dei film in programmazione collegata a ciascuna sala. Occhio però che il secondo termine di ricerca suggerito funzionerà correttamente solo se verrà rilevata correttamente la città dalla quale state accedendo a Google, diversamente vi verranno restituiti risultati standard come per qualsiasi altra ricerca.

Volendo impostare la ricerca “al contrario” vi basterà inserire come termine di ricerca “film ma che bella sorpresa” (si tratta del nuovo di Bisio attualmente in programmazione, ndr) per ottenere gli orari di programmazione e le sale dove questo viene trasmesso. Ovviamente (immagino sia logico per tutti) il termine di ricerca smetterà di funzionare nel momento in cui il film uscirà dalla programmazione e Google tornerà a restituire i risultati di ricerca in maniera standard.

112353-glowing-green-neon-icon-sports-hobbies-people-soccer2-sc37Se invece è lo sport quello che più vi interessa sappiate che Google riserva un rapido e apposito termine di ricerca che tornerà utile per conoscere rapidamente il risultato di una partita (qualsiasi sport o quasi, da quanto ho potuto provare) il quale non potrebbe che non essere “risultato milan inter” o semplicemente “risultato milan” per conoscere l’esito dell’ultima partita di calcio giocata, ma anche per includere ulteriori dettagli immediatamente consultabili:

risultati-milan

Conversioni, definizioni e traduzioni

Vi manca la calcolatrice? Poco male, un semplice “2+2” nel campo di ricerca vi darà immediata risposta, anche con le operazioni più complesse, senza considerare che anche la più banale delle operazioni così lanciate farà comparire a video la calcolatrice offerta dal motore di ricerca sulla quale potrete continuare a lanciare ulteriori calcoli:

calcolatrice-google

Anche con le conversioni Google se la cava bene, per questo vi basterà cercare qualcosa di simile a “10 miglia in km” per ottenere immediatamente la corrispondenza tra l’unità di misura americana e la nostra, senza considerare che vale con qualsiasi altra unità di misura :-)

Definizioni e traduzioni? Abbiamo anche quelle, un termine di ricerca come “definizione informatica” vi permetterà di accedere immediatamente a ciò che è contenuto nel vocabolario di Big G., permettendovi inoltre di tradurre il termine in qualsiasi altra lingua:

vocabolario-google

stesso risultato al quale si arriverebbe cercando “traduzione informatica inglese” o “traduci pomodoro in inglese” o magari un più semplice “translate“, che farà comparire direttamente i box che vi permettono di inserire il testo originale e tradurlo nella lingua che preferite (senza andare su translate.google.com):

google-translate-mini

Ricerche più o meno precise

Per la serie “lo sapevate che?“, volendo cercare “Firefox” nel mio blog vi basterà digitare “site:gioxx.org Firefox” nel campo di ricerca di Google o nella barra URL di Firefox o Chrome, accederete così a tutto ciò che c’è di disponibile e indicizzato del solo “gioxx.org”, al quale potrete ovviamente sostituire qualsiasi altro sito web. È solo uno dei metodi per affinare la ricerca tramite il big californiano.

Potrete infatti portare a termine la vostra “ricerca perfetta” anche tramite alcune accortezze che spesso potrebbero sfuggire. Ad esempio potrete usare un termine di ricerca come “frase esatta” (mantenendo le virgolette e sostituendo solo frase esatta con il testo che state cercando in quella precisa forma e posizionamento), oppure qualcosa come “frase alla quale manca * parola” (anche senza le virgolette) dove l’asterisco servirà a cercare qualsiasi termine che si posizionerà correttamente all’interno di quella frase.

Se poi quello che non ricordate è il video di una canzone che avete sempre adorato o chi è il cantante attuale del vostro gruppo preferito vi basterà usare rispettivamente termini di ricerca come “video hanno ucciso l’uomo ragno” o “cantante soad” (anche in questi due casi le virgolette possono essere omesse).

google-cantanteSOAD

Easter Egg

Come le uova di Pasqua (secondo la tradizioni) anche queste si nascondono, vanno ricercate, richiamate, attivate. Una serie di codici che personalmente ho molto apprezzato negli anni e che ogni tanto torno a visitare per “staccare qualche minuto“:

Easter_eggs-2-resized

Andate in Google Immagini e ricercate “atari breakout“, controllate l’asta per il rimbalzo con le frecce della tastiera (non conviene, troppo lenta) o con il mouse (decisamente consigliato!) e divertitevi per il tempo che ritenete opportuno. Se invece volete qualcosa di leggermente più complesso e altrettanto soddisfacente provate a cercare “zerg rush” in Google (e non vi dico come si gioca, ci ho messo un po’ anche io ma poi … tutta discesa!) :-)

Se invece non sono i giochi ad interessarvi ma un comportamento “single shot per una risata” potreste pensare di cercare “askew” o “tilt” (danno luogo allo stesso effetto), o magari “do a barrel roll“. Siete tipi più complessi e romantici? Avete mai provato a verificare il tipo di grafico generato da una formula come questa?

sqrt(cos(x))*cos(300x)+sqrt(abs(x))-0.7)*(4-x*x)^0.01, sqrt(6-x^2), -sqrt(6-x^2) from -4.5 to 4.5

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No dai, voi no dai, no dai, noi no dai, voi siete ricorsivi, così tanto che cercare ricorsivo in Google farà pensare al motore di ricerca che magari stavate cercando ricorsivo o forse ricorsivo, o ricorsivo ancora :-)

E per concludere un bellezza perché non chiedere a Google la risposta alla vita, dell’universo e del tutto (the answer to life, the universe and everything) oppure il numero di corna in testa ad un unicorno (the number of horns on a unicorn) ;-)

Quei “/” nascosti

Un paragrafo che vuole concludere un percorso tutto sommato lungo e ricco di dettagli che magari non conoscevate o che non avevate ancora trovato sotto uno stesso tetto. Ci sono piccoli rimandi a pagine o interi siti web (seppur minuscoli) che possono aiutarvi nella quotidianità anche se -magari- non eravate a conoscenza della loro esistenza.

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Per esempio, ricordate la lista programmazione dei film al cinema di cui vi ho parlato qualche paragrafo più sopra? Ecco, volendo potreste aprire direttamente google.it/movies e cambiare località (se non viene rilevata automaticamente tramite il browser) per visualizzare immediatamente tutti gli orari, i film e le sale in ordine e facilmente accessibili (per leggerne i dettagli).

Se invece vi interessa conoscere i dettagli di un volo perché non fare un salto su google.it/flights? E non dimenticate di comprare un pensierino per la vostra compagna prima di rientrare, magari potreste usare google.it/shopping se vi va (così da confrontare prezzi e marche).

Il tutto a meno che non siano le statistiche e i trend ad interessarvi. In tal caso potreste pensare di utilizzare google.com/trends e cercare ciò che più desiderate o scoprire che tipo di ricerche sono state effettuate durante gli anni passati, a meno di voler fare un giro su research.google.com/bigpicture/music se è la musica la vostra passione.

Di siti “nascosti” ce ne sono davvero tanti. Si va dalle pagine dedicate a Marte alla rubrica contatti personale (da poco splendidamente rinnovata), passando dalla raccolta dei font liberamente utilizzabili.

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E la ciliegina sulla torta sono sempre loro, quei loghi che ricordano il brand seppur modificandone l’aspetto, che da anni ormai la fanno da padrone per qualsiasi evento meritevole di spazio, di ricordo, di una ricerca ben precisa: i “Doodles“. Raccolti e disponibili su google.com/doodles è all’interno di questo gruppo che potrete trovare lo splendido logo-gioco dedicato ai 30 anni di Pac-Man, ed è con questo che voglio concludere questo articolo che spero possa piacervi e raccogliere nei commenti qualche altro riferimento che mi è sicuramente sfuggito! :-)