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In attesa della breve pillola sull’account da nominare vostro erede in caso di morte (ricordate che se ne parlava qualche tempo fa nell’articolo Cosa succede ai vostri account dopo la morte?), oggi si parla di notifiche e della modifica del loro comportamento. Si perché, contrariamente alla timeline ordinaria, le notifiche generano un “disturbo” (notifica audio-vibrazione e video) per il vostro smartphone o tablet e richiedono la vostra attenzione per poter essere segnate come lette. Saperle limitare è necessario, affinché solo ciò che realmente vi interessa vi venga notificato.

Facebook: modificare le notifiche da ricevere

 

Quello che tanti ignorano è che proprio dal menu di Notifica è possibile andare rapidamente alle impostazioni delle stesse, oppure c’è sempre l’URL diretto facebook.com/settings?tab=notifications&section=on_facebook.

È tutto organizzato per dispositivo, potete scegliere un comportamento diverso per ciascuno di essi, così da regolare l’accesso al Social Network di Mark Zuckerberg. Le uniche non modificabili o disattivabili sono le “Attività che ti riguardano“, tutte le altre potranno essere plasmate secondo esigenza e desiderio. Facciamo insieme una rapida panoramica per ciascuna delle voci disponibili.

  • Compleanni: si spiega da solo. Sta a voi decidere se essere notificati della data di nascita di ciascun amico o limitarvi a visualizzarla all’interno degli eventi della giornata (box di destra nella timeline oppure scheda Eventi dedicata).
  • Avvenimenti importanti dei tuoi amici: matrimonio o nuovo nascituro in vista?
  • Accadde oggi: il back in time firmato Facebook. Provate ad immaginarlo, ormai nessuno vi conosce meglio del vostro stesso diario che, anno dopo anno, raccoglie fotografie, pensieri, ricorrenze, quasi come una seconda mamma (si lo so, fa impressione e mette quasi a disagio). Se abilitato, Facebook vi ricorderà gli avvenimenti dei precedenti anni, comodamente raccolti in una tab sempre rinnovata.
  • Attività degli amici più stretti: portatevi sul pulsante “Amici” di qualsiasi vostro contatto (sulla sua pagina Facebook, ovviamente) e selezionate la voce “Amici più stretti“. Così facendo Facebook vi segnalerà tramite notifica qualsiasi mossa della persona seguita, un’evoluzione social-naturale dello stalking ai nostri tempi.
  • Tag: croce e delizia delle catene di S.Antonio, vengono utilizzati all’interno delle fotografie, ma anche negli articoli, nei pensieri e in qualsiasi altro luogo e lago del Social Network. Scegliete chi può taggarvi e in che occasione, Facebook ve lo notificherà solo quando richiesto e impostato in questa voce.
  • Pagine che gestisci: una di quelle voci che non vale certo per tutti. Se non fate parte di coloro che curano pagine su Facebook saltate in tronco questa voce, in caso contrario sappiate che un clic su Modifica vi permetterà di aprire un ulteriore specchietto tramite il quale regolare le notifiche di ogni singola pagina gestita, fino a permettervi di zittirla completamente o farvi mandare un riepilogo “giusto di tanto in tanto”, a mezzo mail. Estremamente comodo soprattutto quando non si tratta di pagine alle quali tenete particolarmente (o che avete gestito in passato e messo da parte poi in seguito).
  • Attività nei gruppi: c’erano una volta i forum. Decisamente meglio organizzati e più caldi, sono stati sostituiti (in molti casi) da gruppi di Facebook dove orde di utenti di qualsiasi età discutono tra di loro, litigano, mangiano e sporcano (forse queste ultime due voci non corrispondono proprio alla realtà, ma ci vanno proprio vicine). Dando un’occhiata allo specchietto che viene aperto, sarà possibile limitare o far cessare completamente le notifiche relative a ciò che accade nei gruppi, per permettervi quindi di seguire solo quelli che ritenete vitali e lasciare ad una visita “pastorale” (di tanto in tanto, senza esagerare) il compito di recuperare ciò che viene invece scritto in quelli che ritenete di seconda importanza.
  • Richieste e attività delle applicazioni: ciascuna gioco o applicazione utilizzata e approvata su Facebook (quelle in grado di rilevare i vostri dati e permettervi così un login più rapido, tanto per capirci) si trovano all’interno di questa voce che chiaramente potrà regolare la loro capacità di disturbarvi e inviarvi notifiche tramite il Social Network blu. È proprio qui che dovrete decidere cosa e quando potrà “farsi sentire” (farsi vedere, in realtà) ogni volta che ne avrà bisogno. Un consiglio spassionato? A meno che non passiate le vostre giornate a giocare, qui si possono zittire quei passatempo che siete voi a scegliere di utilizzare sporadicamente.

Siete arrivati al termine del calderone più importante, quello che regola ciò che può o non può disturbarvi ogni volta che accedete al Social Network da PC. A ruota seguono però altre voci altrettanto importanti, quelle che regolano lo stesso tipo di disturbo a mezzo mail, mobile (applicazione) e SMS. Se l’ultima è sempre stata “a richiesta” e non del tutto disponibile in Italia, le altre due sono altrettanto invadenti se non tenute a bada:

Come potete voi stessi vedere dalle immagini ho personalmente scelto la via del silenzio e mi ritengo assolutamente soddisfatto, sono io a scegliere quando e da quale dispositivo utilizzare Facebook, non il contrario, altrimenti la quantità di tempo perso arriverebbe realmente a livelli inimmaginabili. Si tratta di strumenti formidabili e che sanno catturare l’attenzione ma continuo a credere che debbano essere utilizzati nella giusta maniera (e quantità) per poter continuare a goderseli senza abusarne.

Spero di esservi stato d’aiuto :-) (l’area commenti per ulteriori delucidazioni o dubbi è sempre a vostra disposizione sul blog)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Da qualche settimana ormai, Sony ha intrapreso la via del rilascio di Android Lollipop 5.1.1 sulla sua serie Xperia di punta (Z2, Z3, ecc.), in attesa -si spera- che questa possa poi evolversi verso quel Marshmallow annunciato giusto un paio di giorni fa.

Xperia Z2 e Android 5.1.1: problemi alla SD Card

Nel caso del mio Xperia Z2 il numero di build è passato al 23.4.A.0.546 lo scorso 3 agosto e già qualche giorno dopo ho potuto notare delle anomalie nella memorizzazione dei dati (fotografie, note, ecc.), delle configurazioni ma anche nell’esplorazione degli stessi (passando da PC) della microSD (Samsung Evo 32 GB) che ormai è all’interno del telefono sin dalla notte dei tempi. Errori che portavano addirittura a non permettere più l’utilizzo delle applicazioni spostate su SD a meno di smontare la scheda (da sistema Android), riavviare il telefono e attendere che la memoria venisse nuovamente riconosciuta e montata. Il tutto moltiplicato per il numero di test eseguiti, sempre con lo stesso esito.

Un rapido controllo sulla scheda SD non ha identificato errori hardware, per questo motivo ho pensato potesse trattarsi di qualcosa andato storto nel processo di update automatico OTA o in una fase subito successiva. Ho voluto fare un ultimo tentativo che sembra ora aver risolto l’anomalia. È stato necessario far formattare la scheda al sistema. Poco male se pensate che ormai la maggior parte dei dati critici si trova nella memoria del telefono oppure in qualche spazio nel cloud (come Google Foto). L’unica necessità consiste nello spostare nuovamente le applicazioni su SD portandole nella memoria del telefono, ammesso che ci sia sufficiente spazio su di esso:

Xperia Z2, Android 5.1.1: la microSD non salva i dati? Occorre formattarla 1

Nella foto qui sopra avevo appena lanciato lo spostamento (ancora in corso durante lo scatto) di Facebook verso la memoria del telefono. Al termine del lavoro (trovate le applicazioni salvate nella scheda SD in Impostazioni / Applicazioni / Su Scheda SD) potrete far formattare la scheda al sistema (Impostazioni / Memoria / Cancella scheda SD). Consiglio poi un riavvio e un nuovo spostamento di dati verso la scheda. Nel caso di Xperia (e delle build Sony più in generale) la voce ad-hoc si trova sotto Impostazioni / Memoria / Trasferisci dati nella scheda SD (sotto la voce Vari).

E vissero tutti felici e contenti (almeno fino al prossimo inghippo!).

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Ed io che pensavo che l’aver parlato di cosa è cambiato nel corso di un anno di Car Sharing lo scorso giugno sarebbe bastato per andare avanti almeno un altro anno in tranquillità, senza pensare neanche per un momento che il caos generato nel solo mese di agosto (includendo i movimenti e le chiacchiere della fine di luglio) avrebbe avuto la meglio. Brutto rientro per molti molti degli abbonati milanesi che con un rapido colpo di coda della filiale italiana di Car2Go si ritrovano in una zona sbagliata manco fossimo dentro al film “In Time“.

Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy? 1

Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy? 2A seguito della nostra decisione di applicare un fee per il rilascio dei veicoli ai margini del centro abitato di Milano, sebbene più che bilanciato da in incentivo riservato a chi le rimette in circolo guidandole all’interno di un’area in cui risiede oltre l’80% dei cittadini milanesi, alcuni nostri clienti si sono lamentati attraverso i nostri canali social (attivi da sempre per garantire la più totale trasparenza del nostro operato) promuovendo alcune iniziative che poggiano però su presupposti che con questa nota intendiamo chiarire.
Il primo presupposto consiste nell’essenza e nella logica del sistema di car sharing a flusso libero, che la nostra azienda ha ideato ed opera oggi con successo in 31 grandi città del mondo: il sistema nasce per autoregolarsi. Gli interventi di riallocazione delle auto (estremamente impegnativi sotto il profilo delle risorse necessarie) sono previsti ed effettuati con regolarità ma non risultano sufficienti a garantire una presenza adeguata delle nostre macchine laddove la domanda è maggiore. Se il sistema non riesce a mantenersi in equilibrio collassa, a causa di un inevitabile ed insostenibile aumento del prezzo al minuto o per l’insostenibilità dei suoi costi.
Da ciò deriva quello che da 2 anni tutti i nostri clienti lamentano: la cronica carenza di veicoli, non solo all’interno della cerchia della linea 90, ma anche entro quella più esterna della città che, rammentiamo, non è soggetta ad alcuna tariffazione aggiuntiva.
Il secondo presupposto, evidentemente non chiaro a tutti gli utilizzatori dei servizi di car sharing a flusso libero, è che l’operatore paga al comune un importo fissato in 1.100€ all’anno per autovettura. A fronte di questa onerosa contropartita economica, l’operatore acquisisce il diritto di esercitare il servizio accedendo all’ Area C (le altre ztl sono inopportunamente escluse) e fruendo dei parcheggi in strada contrassegnati dalle linee gialle e blu. Area C e possibilità di parcheggio in strada non sono affatto gratuiti come spesso affermato da chi non è a conoscenza delle regole entro le quali car2go opera.
Il terzo presupposto consiste nel ruolo di regolatore del sistema rivestito dal Comune di Milano e da tutte le pubbliche amministrazioni delle città in cui car2go opera. Ruolo che prevede l’emissione di regole che prevengono abusi e consentono controlli e che fanno del Comune il garante della libera concorrenza tra i diversi operatori che rammentiamo essere soggetti privati. Un intervento della pubblica amministrazione sul fronte della libera concorrenza tariffaria sarebbe disastroso per la qualità sistema e finirebbe inevitabilmente per distruggerlo.
Ci auguriamo quindi che una migliore conoscenza di questi tre fondamentali presupposti possa fare meglio comprendere le ragioni della nostra decisione, dettata dalla semplicissima esigenza di rendere il sistema economicamente sostenibile per chi lo utilizza e per chi lo opera, oltre che più efficiente e qualitativamente migliore.
Siamo consapevoli di avere così scontentato alcuni nostri clienti, che potranno per questo rivolgere il loro favore ai nostri concorrenti ma anche di aver dato risposta alla stragrande maggioranza dei nostri clienti e dei cittadini di Milano che a partire dal prossimo 17 agosto potranno trovare e noleggiare una car2go con maggiore facilità in oltre l’80% delle aree realmente abitate della città.

Testo integrale riportato da facebook.com/car2go.italia/photos/a.326436070825567.1073741825.179873022148540/659356950866809/?type=1&permPage=1

Un riassunto? Due gironi danteschi. Il primo al quale nulla cambia, stesse condizioni, stesso posto, stesso bar. Il secondo è quello di chi invece dopo l’aperitivo (e la giusta sosta), il lavoro o chissà cosa, si troverà a dover scegliere se usare una Smart o no a causa di un aumento di prezzo deciso unilateralmente. Questo perché togliere copertura al servizio non faceva parte delle opzioni, ci sono accordi con il Comune per poter operare sul territorio e ovviamente non possono venire a mancare. Perché allora non usare un aumento sensibile di prezzo? 4,90€ in più (rispetto al costo della corsa) per quelli del secondo girone dantesco, quello sfigato perché “fuori dal centro realmente abitato”.

Riferimento (finché dura): car2go.com/it/milano/#tab_265 (e qui il PDF della mappa dettagliata su Milano: car2go.com/common/data/locations/europe/milano/C2G_GG-PDF-Web_Mailand_F-1.pdf).

Chiariamo subito la mia posizione: Car2Go non è approdata in Italia (e nessun’altra nazione, credo) per fare della beneficenza ma del profitto, è giusto che lo tragga secondo sue regole. Il problema è un altro, infatti.

Il problema è il modo, i tempi, la scelta del giusto compenso, la gamification con il culo degli altri (scusate il francesismo), tutto poco chiaro, con risposte preconfezionate che poco interessano l’utente finale.

Car2Go si apre con i suoi clienti e dice che per ciascuna macchina è costretta a pagare al Comune di Milano un totale di 1100€/anno (un forfait per parcheggi nelle righe blu e gialle per residenti e continui ingressi in Area C), definendo la cifra onerosa.

Mi permettete uno sproloquio mentale che mi piacerebbe qualcuno facesse insieme a me? Un noleggio giornaliero (il massimo del costo attualmente possibile con Car2Go) è fissato a 59€. Un rapido calcolo porta a 1652€ mensili (59x7x4). Dato però che non sono molti coloro che noleggiano una vettura per un’intera giornata, si cambia ragionamento. I 59€/giorno possono essere superati dal noleggio libero, quello fatto da molti viaggi, brevi soste, tanti utilizzatori che continuano a far girare la vettura a 0,29€/cent al minuto, facendo arrivare così il calcolo a 417,60€/giorno se la macchina si trovasse in strada (non in sosta) 24 ore su 24, un totale che se moltiplicato per i giorni della settimana (e quindi per le canoniche 4 settimane) permetterebbe a Car2Go di acquistare una nuova Smart ogni mese (11.692,8€), magari due, se consideriamo 12 ore di servizio giornaliero al posto delle 24 del calcolo.

Lo so, lo so, questo ragionamento è strampalato, le macchine restano in sosta per diverse ore, non creano profitto ma costi (bollo, assicurazione, manutenzione ordinaria, gomme, usura, pulizia della carrozzeria e degli interni, ecc.) e non soddisfano la sempre alta richiesta degli utilizzatori che pretendono di trovare sempre un’auto ad un massimo di 5 passi da loro, soprattutto nelle zone centrali della città, che tra parentesi sono quelle più servite dai mezzi pubblici (che costano in media meno, su lunga percorrenza, mi preme ricordarlo). Ma allora perché mai Car2Go dovrebbe continuare a perdere soldi e fornire questo servizio?

Gli addetti che si prendono cura delle vetture in giro per la città generano un ulteriore costo, devono essere sempre attivi, recuperare le auto e portarle nelle zone dove la richiesta è più alta. Un contributo alla popolazione che ha scelto di utilizzare il servizio sarebbe stato assolutamente sensato già dopo i primi mesi di vita, giusto, sempre che questo non fosse nato per pesare spesso più del costo stesso dell’intera corsa. Stiamo parlando di 4,90€ a prescindere dalla quantità di kilometri macinati prima, che in alcuni casi entrano in gioco nella stessa identica via, da un civico all’altro. Come si è arrivati a questa cifra? Che tipo di calcolo c’è dietro? Dove sta a questo punto la convenienza e la comodità tanto decantata quando il servizio è stato lanciato (e che oggi prevede un ulteriore costo di iscrizione, per poter prendere la tessera, pari a 19€)? Questa si che sarebbe stata la giusta comunicazione per noi utenti, dato che si fa tanto parlare di trasparenza quando a me quel vetro pare molto sporco e appannato.

Risposte standard, molti copia-incolla, questo è il risultato di una decisione presa dalla dirigenza, comunicata a chi deve occuparsi dei canali sociali ed in qualche maniera deve provare a parare tutti gli attacchi che ovviamente arrivano da un bacino di utenza parecchio arrabbiata (che talvolta esagera anche con i toni, ma fa parte del gioco). Ci sono modi e modi per dire la stessa cosa, era davvero necessario parlare di “aree realmente abitate della città” quando in realtà quelle aree escluse di cui si parla sono molto popolate?

E ora cosa succede? Chi vuole usufruire ancora del servizio dovrà pagare un ulteriore balzello se si trova tra le due linee di demarcazione delle aree servite da Car2Go, ben visibili sul loro sito web:

Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy? 3

In caso contrario ci si potrà sempre affidare alla soluzione Car2Go & mezzo pubblico (nell’ultimo tratto, ammesso che non vogliate farlo a piedi), per un costo finale che supera decisamente la convenienza iniziale prevista, o magari ad un competitor che -si spera- non voglia clonare un’idea nata male e realizzata anche peggio.

Ah, prima di chiudere, si parla anche di un “più che bilanciato da in incentivo riservato a chi le rimette in circolo guidandole all’interno di un’area in cui risiede oltre l’80% dei cittadini milanesi“. Questa “Gamification” risponde all’URL car2go-prendimi.it. Accessibile anche via smartphone, utilizza le API del sito principale di Car2Go per mostrare la stessa mappa ed in particolare l’area di “periferia” dove sostano le auto. Per ciascuna è possibile vedere una stellina contenente un numero, è quello dei minuti che una persona che riporta quell’auto nell’area più centrale guadagnerà a noleggio terminato (con accredito entro 3 giorni lavorativi, come da FAQ del sito web).

Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy? 5

La prenotazione deve partire da questa pagina, così da permettervi di partecipare “al gioco“, ma il sito web non è sempre disponibile (curioso, non trovate?), portate quindi pazienza (molta, considerando che nell’arco di una giornata l’ho visto funzionare solo una volta, tutte le altre volte mi sono ritrovato davanti ad una pagina bianca). La cosa buffa è che nella maggior parte dei casi una macchina recuperata nell’area periferica vi permetterà di guadagnare 15 minuti. Una rapida moltiplicazione a 0,29€/minuto porta al risultato di 4,35€, contro i 4,90€ richiesti da Car2Go per aver lasciato la vettura nell’area “sbagliata“. Questo perché, probabilmente, ci sono alcune “aree periferiche” che macinano sufficienti spostamenti verso il centro e che quindi non fanno evidentemente perdere alla società poi così tanti soldi (né generare polemiche agli utilizzatori che abitano in Darsena, tanto per dirne una).

Mi piacerebbe davvero leggere una qualche nota più chiara da parte di Car2Go che però, al momento, si limita a pubblicare qualcosa di nuovo sul suo profilo Twitter e sulla pagina Facebook, e non rispondere quasi più alle persone che lamentano disagi (sono terminati i copia-incolla), un po’ come il Comune di Milano che sembra scaricare il barile tramite il suo account su Twitter (ma non sul sito web, due giorni dopo):

Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy? 4

(ed a questo punto mi chiedo cosa differenzi realmente il noleggio free-floating di Car2Go da un Taxi o un autista Uber, soprattutto su tratte medio-brevi).

Cosa c’entra Enjoy?

Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy?

Nulla con l’aumento del prezzo, ma davvero volete dirmi che è passato così inosservato il suo essere a “disposizione” per 90 minuti dei quali solo 15 gratuitamente, per poi passare a 0,10€/minuto per i successivi 75 (con il rischio di arrivare a ben 7,50€ in più rispetto al prezzo della corsa, al suo termine)? La mail è stata inviata almeno un paio di volte a tutti i clienti nei mesi scorsi e la conferma è davanti agli occhi di tutti nel loro sito web. Questo ha fatto molto meno scalpore dell’aumento dei prezzi di Car2Go ma è comunque una modifica importante rispetto alle condizioni di lancio del servizio. Davvero volete dirmi che c’erano tutte queste perdite di prenotazioni rispetto al bacino di utenza pronta a prendere una vettura marchiata ENI?

Inutile dire che gli stessi tempi sono stati applicati al noleggio dei nuovi scooter che, tra l’altro, si piazzano al prezzo/minuto più alto per questo tipo di servizio (0,35€/minuto), il tutto giustificato dal fatto che “grazie allo scooter dovreste riuscire ad arrivare prima a destinazione“. A volerla vedere male sembrerebbe quasi un incentivo all’essere pirata in mezzo alla strada per risparmiare qualche centesimo, senza considerare la falsa partenza della quale Corriere ha parlato lo scorso 15 luglio.

Questo per farvi capire che in realtà siamo circondati da modifiche unilaterali partorite spesso dalla necessità di fare profitto a discapito della qualità del servizio e della fiducia che si va ad instaurare con il cliente, unico e solo motivo (il cliente, ndr) per il quale questo tipo di servizi sono ancora vivi e possono continuare a pagare gli stipendi dei propri lavoratori.

Bisognerebbe semplicemente avere maggiore caparbietà e fiducia in sé stessi e provare, una volta tanto, a spuntarla su quello che sembra essere sempre il gigante di turno, tutti insieme, facendo valere le proprie ragioni senza però sfociare nella violenza (neanche quella verbale).

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La tecnologia è spesso sinonimo di moda. Non certo (o non spesso) quella conosciuta da tutti per le realizzazioni di creativi ed eccentrici stilisti, vanto italiano ed internazionale, quanto del voler seguire un’onda che cattura l’attenzione degli utenti e che poi scemerà tornando ad essere acqua in mezzo all’oceano. Tutto ciò per dire che questo sembra il periodo delle applicazioni dedicate alla classificazione delle fotografie del proprio smartphone. In questo ambito pare che anche Vodafone abbia voluto dire la propria ed è per questo che ha pubblicato galleryxone. Solo in inglese, solo per Android, sperimentale per tutti coloro che vorranno utilizzarla e collaborare.

App: galleryxone - foto organizer

Le vostre foto, le categorie proposte da Vodafone (ma anche da tutti coloro che utilizzano l’applicazione grazie alla possibilità di inviare feedback, quindi in costante aumento), la possibilità di creare album, un aspetto minimal che rispetta gli ormai comuni standard del material design e l’impossibilità di perdersi perché assolutamente spartana, è questo probabilmente il punto di forza dell’idea e dell’applicazione, quello che può certamente tornare comodo a quelle persone che hanno necessità di mettere un po’ d’ordine nella propria galleria.

galleryxone è gratuita, disponibile su Play Store e -una volta installata ed avviata- impiegherà un tempo di categorizzazione estremamente variabile, tutto rapportato alla quantità di immagini rilevate sul vostro telefono (ed eventuale memoria SD), portate pazienza. La stessa pazienza che dovrete avere quando una vostra foto finirà in categoria “Animals“, d’altronde ci si sbaglia di poco (e tirerete fuori una risata a metà tra il voler disinstallare l’applicazione e il voler menare chi ha sviluppato il riconoscimento fotografico).

App: galleryxone - foto organizer 1

galleryxone - foto organizer!

Da lì in poi la strada è tutta in discesa. Ciascuna fotografia può avere multipli tag, alcuni già assegnati dall’applicazione stessa (sempre ritoccabili), altri da voi, così da poter cercare una qualsiasi fotografia in pochi secondi quando più ne avrete bisogno. Ora non resta che aspettare i futuri aggiornamenti con la speranza che l’idea e la realizzazione iniziale possano sempre più migliorare.

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Di Stagefright ne stanno parlando proprio tutti, si tratta di un exploit per Android che consente di prendere il infettare un qualsiasi dispositivo tramite un contenuto di tipo media malformattato inviato tramite MMS. Tralasciando che ad oggi non credo che nessuno di noi continui ad utilizzare gli MMS, il bug è serio e occorre proteggersi per dormire sonni più tranquilli, in attesa che la patch già scritta e messa a disposizione dei vendor da Google possa essere pubblicata per il vostro dispositivo.

Stagefright: l'attacco arriva dagli MMS, come difendersi

Se i Nexus sono quindi al sicuro dall’attacco poiché “gestiti” direttamente da big G., sul vostro smartphone occorrerà mettere mano alle impostazioni del vostro client SMS / MMS. Io utilizzo Messenger di Google, qui di seguito trovate il da farsi (spiegato tramite una GIF), grazie a quanto prodotto dal sito web twilio.com, anche per chi ancora utilizza Hangouts:

Stagefright: l'attacco arriva dagli MMS, come difendersi 1 Stagefright: l'attacco arriva dagli MMS, come difendersi 2

Già che ci siete, approfittate dell’occasione per cambiare l’applicazione di gestione SMS / MMS predefinita, passate a Messenger:

Messenger
Developer: Google Inc.
Price: Free

credits: twilio.com, grazie @oskarnrk per la segnalazione